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18 commenti

Il senso della fanfiction, i danni del copyright eterno

Segnalo una considerazione di Henry Jenkins, direttore degli studi sui media all'MIT, che mi ha stuzzicato come appassionato della fanfiction e come persona che non sopporta le beghe idiote di copyright hollywoodiane su chi possiede cosa del costume di Superman o imbriglia le opere per 120 anni soltanto per difendere un topolino: “La fanfiction è un modo in cui la cultura ripara i danni causati in un sistema in cui i miti contemporanei appartengono ad aziende invece che alla gente” (“Fan fiction is a way of the culture repairing the damage done in a system where contemporary myths are owned by corporations instead of by the folk.”). Grazie a Cory Doctorow per la segnalazione.
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Commenti
Commenti (18)
Mi trovo completamente d'accordo!
Concordo! E suggerirei HPMOR (hpmor.com) che è pure meglio dell'originale! Una vera gioia per ogni scettico & amante della scienza.
C'è un trend molto più preoccupante legato sempre al monopolio di ciò che dovrebbe essere di tutti da parte dalle aziende. La tecnologia è sempre più in grado di sostituire l'uomo nel mondo del lavoro. Il vantaggio dell'uomo in termini di capacità, flessibilità, funzionalità è destinato a esaurirsi completamente nell'arco di qualche decina d'anni, quando quasi tutti i lavori potranno esser svolti da macchine - non sto parlando di singolarità, non serve arrivare tanto in là. E' un po' quello che ha detto recentemente Bill Gates in relazione alla software automation e software substitution.

La differenza tra il mondo prospettato dalla fantascienza in cui l'uomo vive in una sorta di olimpo servito e riverito dalle macchine e quello che si prospetta per davvero è che in quest'ultimo ci sono di mezzo gli interessi economici, per cui quelle stesse tecnologie saranno in mano a poche aziende che le rivenderanno sotto forma di servizi. In pratica avremo il robot delle pulizie che costerà la metà della donna delle pulizie in carne e ossa, ma che saremo costretti a prendere perché d'altronde in famiglia ora lavora uno solo dato che l'altro è stato a sua volta rimpiazzato da una macchina, e dopotutto il robot delle pulizie è molto più preciso e capace della donna che avevamo prima. In altri termini si arriverà all'estremo del trend storico che vede sempre più ampio il divario tra chi sta bene e chi sta male.

La cosa che pochi capiscono è che in misura diversa ma è già così adesso. Tutti al centro commerciale, dove lo scopo è il profitto, e pertanto si sfrutta - dentro il legittimo e ma non sempre - tutto il possibile (i meccanismi psicologici del cliente, i fornitori, il personale, i capricci dei bambini, eccetera)... e il negozio sotto casa chiude. "Eh, che peccato, questa maledetta crisi", poi magari son passati 5 anni dall'ultima volta che ci sei entrato ma fa niente. Con la differenza che il negozio sotto casa non fa numeri, per cui deve badare a soddisfare il cliente con prodotti di qualità più alta; chi ci lavora lì dentro non è un numero, ma una persona; e con la differenza che se arrivano quattro soldi in più magari viene anche concesso l'aumento, e quei soldi in più vengono spesi in altri negozi del circondario, generando indotto, mentre dall'altra parte finiscono accumulati dopo esser stati spartiti tra i vari azionisti.

E in tutto questo tu, consumatore finale, considerato il mancato indotto che ti può coinvolgere direttamente (se hai un'attività) o indirettamente (se lavori per un'attività), considerate le spese accessorie che non si guardano mai (costo chilometrico di spostamento, perdite di tempo, eccesso di spesa con prodotti che scadono, eccetera), hai risparmiato davvero? Tutto l'opposto.

Questo esempio giusto per dire: è così già oggi, domani con l'avanzata della tecnologia sarà peggio, e la crisi... è colpa dei politici, andate tranquilli a far la spesa all'ipermercato che risparmiate, d'altronde c'è crisi, non avete soldi da sprecare.

Scusate l'off topic ma prima della proprietà dei miti moderni mi inquieta la proprietà del futuro.
e purtroppo tra poco con tutta probabilità, sotto l'azione di lobbismo di svariati gruppi, bisogna temere che il copywrong in Europa verrà portato da 70 a 95 anni! Guarda caso proprio in coincidenza con lo scadere della proroga sul copywrong di un certo topo... A proposito, sapete quale è il termine massimo perché il copywrong non sia più wrong ma right? 15 anni da studi del professor Rufus Pollock

http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1436186
Sì e no ... Sono daccordo con la tua visione del mondo del copyright ma ... Abbiamo veramente bisogno di questi personaggi "eterni"? Si possono disegnare fumetti senza Superman e Topolino e si può scrivere fantascienza senza Star Trek o il Dottore e questo indipendentemente dal fatto che io apprezzi le serie in questione (un po' meno Superman). La fan fiction mi sembra più una risposta a un bisogno ossessivo di far vivere un personaggio che non alle politiche sui copyright di Hollywood.
Che poi a mio modo di vedere avere un personaggio che è entrato di diritto nell'immaginario comune mondiale, come lo sono Superman o Topolino, il fatto che la massa ne tenga vivo il ricordo senza complicate strategie di marketing volte a tenere alta l'attenzione va solo a vantaggio di chi quel personaggio lo ha inventato, è tutta pubblicità gratuita che i fan devolvono volontariamente.
@ Fx

Riguardo il discorso robotica, al momento è molto limitata e, almeno nel mio settore, aiuta sì nelle fasi di lavorazione pesante, ma per certe finiture l'uomo la fa ancora da padrone. C'è poi da dire che, per quanto riguarda lavorazioni complesse, il costo orario di un CN può superare il costo orario di un addetto nel fare lo stesso pezzo. Non discuto che più si andrà avanti, più saremo "liberi" da faccende domestiche, ma il costo di questi aggeggi che ci "libereranno" non sarà alla portata di tutti. Se una robodomestica può arrivare a costare un paio di centinaia di migliaia di euro (stima molto, ma molto bassa all'oggi), quante ore di colf riesco a pagare con quella somma? Quanto mi costa l'ammortamento di una robodomestica? Troppo. Una cifra del genere per un attezzo antropomorfo che mi "liberi" dalle faccende domestiche potrebbe essere ammortizzata solamente lasciandola in eredità. Ma dopo 10 anni sarà una robot vecchio con molte magagne, costi di gestione alti e non in grado di fare tutto ciò che faceva da nuovo. Dimentichiamoci gli schiavi di "I Robot". Almeno per i prossimi 100 anni.

Riguardo al centro commerciale, ti dico la mia:

Tutti al centro commerciale... ... e il negozio sotto casa chiude.

Ni. Il negozio sotto casa chiude per vari motivi. Di solito sono motivi economici che, nella quasi totalità dei casi, sono le spese di gestione troppo alte. Affitti troppo cari anche in zone con poco passaggio commerciale, quindi costi del prodotto finale più alti rispetto ad altri negozi con spese fisse minori.

"Eh, che peccato, ... ... ma una persona;

Anche le persone che lavorano dentro ai centri commerciali sono persone. I negozi dentro i centri commerciali sono dei negozi normali, solo che sono accentrati in "cittadelle" dove il consumatore in un singolo giro, può trovare di tutto. Non deve farsi i chilometri per afer la spesa, poi altri per andare a comprare le magliette, poi altri ancora per andare a comprarsi le scarpe. Ha tutto lì.

e con la differenza ... ... tra i vari azionisti.

Ma non credo proprio. I proprietari dei centri commerciali guadagnano dagli affitti dei negozi, non dalla vendita diretta delle merci. A meno che non ci siano delle percentuali sul fatturato dei negozi, il che mi sembrerebbe molto strano, gli azionisti guadagnano dalla gestione della struttura, non dall'indotto che essa genera. Indotto che, sempre per quanto ho esposto sopra, viene ridistribuito ai lavoratori dei negozi dei centri commerciali che possono così spendere. O nel centro commerciale o in giro.

E in tutto questo tu, ... ... Tutto l'opposto.

Se un centro commerciale accentra negozi di second'ordine, dove si trova un rapporto qualità prezzo troppo basso o prodotti scaduti, chiude. Chi ci andrebbe? Capiscimi: non pensare che "il consumatore" sia un animale bovino che accetta supinamente ciò che "il malvagio azionista" gli propina. Quando si va a fare la spesa, si guarda lo scontrino. Sempre. E se il prezzo pagato per un bene è accettato confacente alle proprie disponibilità ed aspettative, si torna lì. In caso contrario si cambia e si torna dal pizzicagnolo sotto casa o dal panettiere due strade più in là. E' sempre materia di rapporto qualità/prezzo. C'è chi si accontenta degli affettati preconfezionati e chi invece li vuole freschi appena tagliati. Ad ognuno il suo.

Questo esempio ... ... non avete soldi da sprecare.

Mi meraviglio di questa leggerezza populista. Spero di aver capito male e che sia solo sarcasmo. Credo saprai bene anche tu che le crisi economiche non sono "colpa" dei politici. Essi possono giocare un ruolo fondamentale nel mitigare gli effetti di una crisi economica (che ha spesso origini lontane e di natura solitamente finanziaria), come il vituperato Governo Monti e le sue impopolari, ma necessarie, misure anti crisi. Solo in casi eccezionali le crisi economiche dipendono direttamente da avvenimenti politici, come una guerra.
Ma lo sapete che le sovrintendenze detengono i diritti di immagine sul patrimonio storico culturale? Esempio di vita vissuta. Vado a Castelseprio (rovine medievali) in provincia di Varese. Piazzo un binario per un timelapse (appoggiato su due cavalletti su un prato, rischio per i manufatti pari a zero). Tempo 10 minuti vengo cacciato dal custode perché se fai una foto con cavalletto sei "professionista" (ed io ne avevo ben due, ma non mi considero tale). Chiedo in che modo farmi autorizzare dicendo che sarei ben lieto di lasciare tutte le foto e l'eventuale filmato a disposizione a titolo gratuito. Mi dicono di chiedere il permesso agli uffici competenti. Risposta: per ogni foto a colori 52.00 euro, 37.00 se in BN. La giornata di ripresa 4.000 euro (il tariffario era sul loro sito ma adesso non funziona "in costruzione"). faccio due conti e mi esce il budget di BenHur…..ringrazio la sovrintendenza e alla prima volta che dicono che non si promuovono le bellezze storiche il vaffa parte in automatico. Ad Edimburgo nel castello ufficialmente non si possono fare le foto, se paghi 2 euro ti danno un braccialetto giallo e fai tutti gli scatti che vuoi…..non potrebbe essere un modo per racimolare qualche soldino? Troppo avanti sti Ediburghesi…..
>Indotto che, sempre per quanto ho esposto sopra, viene ridistribuito ai lavoratori dei negozi dei centri commerciali che possono così spendere.

Insomma... Il guadagno se lo pappano quei due o tre padroni. I sottoposti sono a contratto; che non è grasso che cola, tutt'altro.
Insomma... Il guadagno se lo pappano quei due o tre padroni. I sottoposti sono a contratto; che non è grasso che cola, tutt'altro.

??? Non capisco. Quindi in un centro commerciale ci sono solo due o tre padroni che si pappano tutto o la maggior parte del guadagno di tutti i negozi?*

E gli esercenti dei negozi? Sono padroni pure loro, o no? Padroni dell'esercizio, perlomeno. E i loro sottoposti, sono a loro spese, non dei due/tre padroni del centro commerciale. E gli stipendi dei sottoposti dei negozi nel centro commerciale valgono quanto quelli dei sottoposti nei negozi convenzionali. Una volta percepito lo stipendio, spendono i loro soldi o nel centro comemrciale o nei negozi convenzionali, a loro scelta.
Quindi è sempre ridistribuzione della ricchezza. I famigerati (e biechi a questo punto) due/tre padroni del centro invece, si dividono il guadagno degli affitti dei locali nel loro centro commerciale. Non le buste paga dei sottoposti dei negozi locati.

* Questo può essere vero se il negozio ha un fatturato talmente basso che le spese di locazione superano le entrate. Il che, di solito, fa sì che il negozio nel centro commerciale chiuda ed al suo posto ne apra un altro.
Il guadagno se lo pappano i padroni dei singoli negozi.
L'utile ridistribuito ai dipendenti... forse a Natale una gratifica, solo i più generosi.
Il guadagno se lo pappano i padroni dei singoli negozi.
L'utile ridistribuito ai dipendenti... forse a Natale una gratifica, solo i più generosi.


Capisco il malinteso. Non si parla di utile ridistribuito ai dipendenti, bensì di ricchezza generata (attraverso gli stipendi) e ridistribuita spendendo gli stipendi (comprando beni in altri negozi, ergo, mantenendo in vita la filiera legata a quello specifico negozio). Il negozio stesso ridistribuisce ricchezza (generando stipendi e l'indotto della sua filiera).
Errata corrige

(generando stipendi e mantenendo in vita l'indotto della sua filiera).

Il negozio è l'ultimo gradino prima del consumatore finale. Questo vale per qualsiasi attività di vendita diretta al pubblico. E' quest'ultimo a redistribuire la ricchezza e, se le condizioni di mercato sono favorevoli, a generarla.

Le crisi monetarie (non le finanziarie che possono generare crisi monetarie) si hanno quando il sistema va in tilt. Esempio del nostro passato recente:

Crisi finanziaria partita da una bolla immobiliare USA che ha generato l'insolvenza dei beneficiari dei mutui sub-prime a causa del rialzo dei tassi d'interesse. I mutui sub-prime, è bene ricordare, sono cartolarizzati, ovvero trasformati a loro volta in strumenti finanziari quotati in borsa. Una volta constatato che i beneficiari dei mutui non rientravano più dei prestiti, i titoli legati ai sub-prime sono esplosi in mano a chi li gestiva. Banche fallite. Miliardi di dollari veri dei risparmiatori statunitensi spariti. Crisi monetaria USA.
Se gli USA vanno male, tutte le borse mondiali non se la passano meglio.
Ripercussioni molto serie in tutte le borse mondiali.
Investitori che si ritraggono perché ci sono meno rendite sugli investimenti a breve termine.
Investimento in titoli a lunga scadenza e nei "beni rifugio" in attesa di tempi migliori, anche con speculazioni ed altre bolle (edilizia in primis)
Manovre delle banche centrali per arginare le perdite, immettendo liquidità sul mercato e inflazionandolo istantaneamente.
Tutto costa di più.
RIsparmio.
In pratica, risparmio a tutto tondo, sempre in attesa di tempi migliori.
Tutti risparmiano. Aspettano ad indebitarsi per cambiare la macchina, comprare la casa, le scarpe nuove. Unica spesa concessa, il cibo.
Meno spese accessorie.
Meno spese, meno aziende che vendono.
Meno aziende che vendono, meno soldi per poter sostentare la produzione.
Meno soldi per le aziende, meno soldi per pagare gli stipendi.
Licenziamenti.
Debito pubblico in rapida ascesa per il deficit del PIL in crescita e conseguente downgrade del rating (le società di rating "fiutano" proprio questi marker), spread in salita.
Produzione in crisi. Ancora più licenziamenti, ancora meno soldi circolanti.
Sempre meno soldi circolanti, banche sempre più attente ad erogare mutui e prestiti in quanto i beneficiari hanno sempre più difficoltà a pagare.
Banche che chiudono i cordoni della borsa, meno case vendute, meno spese accessorie, meno di tutto.
Crisi sempre più profonda.
Sistema che si avvicina al collasso monetario e finanziario.
Interventi (anche pesanti) di Banche Centrali e Governi per arginare la crisi.
Sistema che si stabilizza (se gli interventi sono corretti).
Lenta ripresa.
Oggi.


Il tutto sull'onda lunga di una ormai lontana crisi finanziaria. E se andiamo a guardar bene, le radici profonde di questa crisi odierna le possiamo trovare nel 11 settembre 2001.

>Bytho ha commentato:
>Ma lo sapete che le sovrintendenze detengono i diritti di immagine sul patrimonio storico >culturale? Esempio di vita vissuta.

Un esempio migliore della follia italiana (imho):
Biblioteca Marciana a Venezia, regolamento delle riproduzioni con mezzi propri in Sala manoscritti: "[http://marciana.venezia.sbn.it/la-biblioteca/i-servizi/riproduzioni] Il lettore in Sala manoscritti potrà richiedere di eseguire riprese con mezzi propri al solo scopo di studio su manoscritti e materiale raro, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 17.00. Non è consentita la ripresa di più di 20 carte e in ogni caso di più del 10% di un singolo volume."

Parliamo di manoscritti anche medievali conservati in una biblioteca pubblica... alla faccia del limite del 15% di riproducibilità dei libri !!
@Pao

La limitazione che citi, essendo applicata ai manoscritti antichi, mi pare abbastanza ragionevole, anche perchè penso che qui entrino in gioco, più che fattori di copyright, fattori di "delicatezza" dell'opera in questione..

Non capisco invece il fatto che non si possano fotografare più di 35 pagine dei libri stampati (sopratutto quelli piuttosto recenti), ma immagino che, essendo questo limite valido nella sala lettura, sia stato pensato per evitare l'utilizzo della sala da parte di chi vuole solo fare (tante) foto, poichè si ha comunque la possibilità, compilando i moduli presenti sopra, di ottenere le pagine necessarie, rispettando la legge e le percentuali previste

>ANDre1 ha commentato:
>@Pao La limitazione che citi, essendo applicata ai manoscritti antichi, mi pare abbastanza
>ragionevole, anche perchè penso che qui entrino in gioco, più che fattori di copyright, fattori
>di "delicatezza" dell'opera in questione..

Ciao scusa per il ritardo nella risposta,
cosa intendi per delicatezza ? In Archivio di stato ho fotografato uno scatolone intero di documenti del XIV secolo senza vincoli limitativi, alla Marciana il 10% di documenti dello stesso periodo. Se puoi consultare il documento perchè non puoi fotografare lo stesso come da legge sul copyright e senza flash, uso di treppiedi, ecc come da normativa dei Beni Culturali ?
Mi son perso il finale...
A mio parere il tutto è illogico anche alla luce di:
Regolamento biblioteche pubbliche statali. Art. 38. Consultazione di documenti riprodotti.
1. Al fine di tutelare il patrimonio documentario, qualora la biblioteca disponga di una riproduzione, su qualsiasi supporto, del documento richiesto, questa deve essere deve data in lettura in sostituzione dell'originale, a meno che l'utente non dimostri la reale necessità di servirsi dell'originale medesimo.