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14 commenti

Opere digitali di Andy Warhol perdute e ritrovate

Credit: Andy Warhol Museum.
Grazie a un'operazione di vera e propria archeologia informatica sono stati recuperati i primi esperimenti artistici digitali di Andy Warhol, realizzati nel 1985 su un computer Amiga 1000.

Pensate un attimo a com'era l'informatica nel 1985: Microsoft iniziava la distribuzione di una cosa chiamata Windows e del DOS 3.2. Il Macintosh aveva un anno. In tutti gli Stati Uniti ci sono soltanto 15 milioni di utenti di personal computer. Pensare di fare arte grafica digitale era un sogno di molti ma in pratica le schede grafiche costavano un patrimonio.

L'Amiga 1000 fu uno dei primi personal computer a mettere la grafica al centro dell'interazione con l'utente, offrendo fino a 4096 colori a 640x256 pixel di risoluzione: oggi fa di meglio un telefonino di fascia bassa. La Commodore, proprietaria di Amiga, fornì a Warhol in anteprima un esemplare del modello 1000 per vedere cosa ne avrebbe tirato fuori.

Credit: Andy Warhol Museum.
Si sapeva, da un video della presentazione dell'Amiga datato 1985, che Warhol aveva creato qualcosa (compreso un ritratto digitale di Debbie Harry dei Blondie, ma non c'era alcuna traccia di dove fossero i file grafici originali di queste creazioni.

L'artista di New York Cory Arcangel, insieme ai tecnici del Carnegie Mellon University Computer Club e ad altri esperti, si sono cimentati nella sfida di recuperare i dati dai floppy dell'Amiga di Warhol, conservati all'Andy Warhol Museum. Erano infragiliti dall'età, per cui è stato necessario usare tecniche di lettura speciali per acquisirne il contenuto. Soprattutto non c'erano floppy contenenti disegni, per cui sembrava improbabile che si potesse trovare qualcosa. Ma la lettura dei floppy delle applicazioni ha rivelato che Warhol aveva salvato le immagini direttamente sui dischetti originali del programma di grafica utilizzato: cosa impensabile oggi, ma prassi comune all'epoca, quando molti computer avevano una sola unità di lettura di dischetti. I nomi dei file erano inequivocabili: campbells.pic, marilyn1.pic e altro ancora.

Ma i file erano scritti in un formato ormai praticamente dimenticato, usando un programma oggi obsoleto, GraphiCraft: è stato necessario decifrarne la struttura e scrivere del software in grado di visualizzarli correttamente sui computer odierni. Le opere inedite di Warhol, recuperate dopo tre anni di lavoro, verranno presentate il 10 maggio prossimo a Pittsburgh. Il rapporto tecnico sul restauro digitale è scaricabile qui in inglese e mette in luce il problema dell'obsolescenza rapida dei supporti digitali e dei formati, specialmente se non sono documentati.

Fonti aggiuntive: BBC.
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Commenti
Commenti (14)
BitMap4ever...😎
Hanno fatto un lavoro incredibile, mi viene da confrontarlo con il recupero degli affreschi di Mantegna agli Eremitani, solo che qui è stato possibile riavere l'intera opera.
Pensateci la prossima volta che salvate solamente in un formato elettronico. Quanto durerà? Se Omero avesse scritto l'Odieesa in con word e salvato su un CD pensate che l'avremmo al giorno d'oggi?
Io invece dovrei pensare bene prima di inviare un commento:D. Intendevo Odissea chiaramente non "Odieesa".
bello che ne abbia parlato TgCom.
Peccato il titolo:
...erano in un vecchio pc...
In realtà il commento dovrebbe essere: pensateci prima di salvare SOLO IN UN FORMATO PROPRIETARIO.

Io conosco persone che hanno perso migliaia di fotografie a causa di incendi o inondazioni e il backup di un negativo non si può fare, ameno non a costo comparabile.
Certo che il file grafico in formato proprietario salvato solo su un floppy te lo recuperano solo se ti chiami Andy Warhol...

E ci mettono 3 anni!
E comunque se l odissea fosse stata scritta con word e salvato il .doc su un cd oggi ci sarebbe comodissimo leggerlo.... :-)
E magari avremmo conservato anche la prima e l'ultima parte di alcune opere letterarie andate perdute perché erano quelle che nei codici si rovinavano do più
A quanto pare già nel 2008 altri 9 disegni furono ritrovati da Don Greenbaum (ex dipendente Commodore) e visualizzati con il supporto (a suo dire triviale, gli ci é voluto un pomeriggio, ma credo pecchi di falsa modestia) di Alessandro Barteletti, un giovane fotografo romano appassionato di Amiga e retrocomputing. Ovviamente Alessandro e Don sono rimasti alquanto 'sorpresi' dalla notizia di ieri (per sei anni non hanno potuto divulgare le foto ma conservano tutta la corrispondenza con il Warhol museum intercorsa nel frattempo). Conosco (poco) Alessandro e credo che non stia cercando di farsi pubblicità. Maggiori dettagli qui: http://www.ilpost.it/2014/04/25/andy-warhol-ritrovate-nel-vecchio-computer/ e qui: http://www.academia.edu/1467355/Nine_Warhols_Waiting_..._
DNG.. tutta la vita! :D
Warhol era sempre un passo avanti..
Una precisazione tecnica: i 4096 colori erano raggiungibili solo a risoluzione 320x256 o 320x512, a 640px se ne potevano visualizzare contemporaneamente massimo 16. Inoltre la modalità a 4096 colori era gestita in maniera particolarmente "rocambolesca" e pochi programmi di disegno (usciti successivamente) la supportavano, quindi probabilmente i disegni di Warhol erano a massimo 32 colori. Si trattava comunque di un passo avanti enorme per l'epoca (il Macintosh era ancora monocromatico e i PC potevano visualizzare pochi colori solo con costose schede grafiche):

Inoltre il disegno di Debby Harry era stato fatto partendo da un'immagine digitalizzata in diretta da una videocamera, come si vede nel video: oggi non sembra niente di che, ma all'epoca era pura fantascienza.

Ora la smetto perché mi è scesa una lacrimuccia pensando ai tempi in cui l'informatica, anziché essere data per scontata, era ogni volta fonte di stupore.
Una lacrima al pensiero che Amiga 500 (non 1000) lo usavo pure io quando era un bimbetto, ed era un computer che veniva dal futuro ... Commodore è stata un'azienda che ha fatto la storia degli home PC http://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_International
Un appunto tecnico: il chipset di Amiga 1000 alla risoluzione di 640x256 pixel visualizza al massimo 16 colori. Mentre la modalità HAM ("Hold-And-Modify"), che permette di visualizzare 4096 colori contemporaneamente è disponibile nelle risoluzioni 320x256 e 320x512. Gli screenshot postati sono a 320x256.
Una veloce segnalazione: a Milano, fino al 21 novembre, è in corso una mostra dedicata a queste opere. Ecco il link al comunicato stampa della galleria Deodato Arte che ospita la mostra.