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41 commenti

Lezione di giornalismo: Jeremy Paxman

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questi due video mostrano come un vero giornalista, Jeremy Paxman, tratta i politici e i governanti che tentano di eludere le domande. Dal quarto minuto in poi, Paxman ripete a Michael Howard (che fino a pochi giorni prima era ministro dell'interno) la stessa domanda dodici volte:




Un altro esempio: Paxman, di fronte all'evasività e all'impreparazione di Chloe Smith, segretario economico del ministero del tesoro britannico, le chiede apertamente negli ultimi secondi: “ma non le viene mai il dubbio di essere incompetente?”.



Se volete sapere chi è Jeremy Paxman e conoscere la sua storia, che si conclude dopo 25 anni di conduzione di Newsnight per la BBC ed è stata una delle mie figure di riferimento quando mi sono avvicinato al giornalismo, cominciate da qui. Poi confrontate questi video con qualunque intervista di un giornalista italiano a un politico. Preparate i fazzolettini.

Credo che ogni giornalista che voglia ritenersi degno di questo titolo dovrebbe imparare da lezioni come queste. E non mi si dica che però queste lezioni sono in inglese: se volete fare il giornalista oggi e non sapete l'inglese, non avete capito cos'è il giornalismo.
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Commenti
Commenti (41)
Ogni volta che ho visto o sentito giornalisti della BBC ho riconosciuto l'alto livello professionale, anche in termini di rispetto dell'intervistato: Paxman non fa sorrisini, battutine, ammiccamenti, ne' usa il pubblico in sala contro l'intervistato.

Di contro, bisogna riconoscere anche il sangue freddo di Howard, che non si scompone, ne' accusa il giornalista di faziosita' o altro.

Un giornalismo serio chiama politica serie e viceversa.
Noto anche la reazione composta della segretaria. In Italia si sarebbe scatenata una rissa con successiva rimozione del giornalista in questione. Sembra Marte eppure l'Inghilterra non è così distante.
Per fortuna ogni tanto anche qui c'è qualche eccezione: https://www.youtube.com/watch?v=1EHezDFXpoU
cit. "E non mi si dica che però queste lezioni sono in inglese: se volete fare il giornalista oggi e non sapete l'inglese, non avete capito cos'è il giornalismo."

be', in italia i giornalisti spesso non sanno neanche l'italiano…
Sì, ma adesso voglio saperlo: did he threaten to overrule him or not?
Penso che il problema di fondo in Italia sia la mentalità degli italiani e quindi degli elettori. Mi spiego: in un Paese democratico, i cittadini hanno un potere di controllo verso i politici tramite il voto. Anche negli USA si vota per partito preso, intendiamoci, ma se un politico fa una stupidaggine o viene coinvolto in uno scandalo, di norma è politicamente finito. Il giornalismo allora è il quarto potere. Non che non ci siano faziosità anche lì, ma un'inchiesta giornalistica può avere un certo effetto sulla carriera di un politico. In Italia, oltre a votare per partito preso, si vota ad oltranza, il proprio idolo ha sempre ragione, non sbaglia mai, la colpa è sempre altrui, e lo si tifa fino alla morte (a meno che non sia il politico stesso a dimettersi). Il controllo democratico a questo punto viene meno: un politico può fare e dire tutto quello che vuole, che tanto i suoi fans lo voteranno comunque. In Italia è più facile che smettano di votarti se smetti di far parlare di te. Quello che un giornalista può portare alla luce cade nel vuoto, perfino la giustizia non scalfisce i politici più di tanto. I media sono in mano alla politica, dalla rai a mediaset, compresa la stampa. Il giornalista è spesso parte di un giornale che segue una certa linea polica o è praticamente un organo di partito (ma anche i blog che fungono da tale e redatti dal capo di partito de facto non è che siano meglio, anzi), quindi il giornalista è per lo più fazioso e lecchino, al più attacca gli altri partiti, sempre in modo fazioso e mistificatorio. Come se non bastasse, la gente si informa solo da chi dice quello ciò che piace sentire e a questo punto si forma un circolo vizioso. Quindi finché non cambia questa mentalità di dare potere al proprio eroe a prescindere, in maniera sciovinista e fideista, è difficile che riesca ad attecchire un giornalismo di questo tipo, anche se delle eccezioni esistono.
bravo Attivissimo.
complimenti per questo post.
In generale, in Italia, mi sembra che ci sia una sudditanza dell'intervistatore nei confronti dell'intervistato.
Non è necessario che l'intervistatore sia un giornalista e/o che l'intervistato sia un politico. Il primo può essere un presentatore televisivo o radiofonico. Il secondo può essere un artista, un volto televisivo, una persona legata a qualche fatto di cronaca, ecc...
L'importante è che si stabilisca quel rapporto per cui il primo "ha bisogno" del secondo per realizzare la propria parte di show, quindi il secondo si sente in diritto di dettar legge, arrivando addirittura a concordare le domande o gli argomenti trattati.

E quindi ecco che qualsiasi conduttore è disposto a calarsi le braghe, pur di avere l'ospite famoso....l'importante è garantirgli la marchetta per il film/libro/disco/spettatolo in uscita. Guai a parlare d'altro. Guai a dimenticarsene. Addirittura, alcuni di questi personaggi si fanno accompagnare da degli agenti che redarguiscono i conduttori se il discorso esce dai binari.

Poi guardi David Letterman e vedi grandissimi attori che vanno ospiti da lui indipendentemente da film o dischi in uscita....e anche quando hanno una promozione da fare, possono trovarsi un David Letterman che decide di parlare di tutt'altro.
Severgnini citando qualcuno dice: 'tra politico e giornalista ci deve essere lo stesso rapporto tra un lampione ed un cane'.
Purtroppo anche la BBC sta scivolando verso il giornalismo "softball". Basta vedere come hanno gestito l'intero affare Snowden, soprattutto quando il Guardian era sotto la diretta minaccia degli gnomi del GCHQ e del governo.
Quello che veramente non capisco è...

Un giovanotto che decide di fare il giornalista per giovare alla causa guelfa... dopo un centinaio di notti passate a scervellarsi su come riportare una porcata commessa dai guelfi in modo che non metta in cattiva luce i guelfi, o che metta in cattiva luce i ghibellini, e un altro centinaio di notti passate a scervellarsi per presentare un atto lodevole e meritorio dei ghibellini come un elemento di un piano di inaudita malvagità... non si pone dei dubbi sulla realtà della causa guelfa?
Non si chiede se i guelfi sono realmente quello che pensava essi fossero prima di conoscerli dal vivo?
P.S. Da un po' di tempo, come molti sanno, uso le parole "guelfo" e "ghibellino" per indicare collettivamente, in modo generale e astratto le due principali fazioni di qualsiasi conflitto.
Vedi puffolotts, il problema sta proprio alla radice del tuo ragionamento: un giovanotto che decide di fare il giornalista, non dovrebbe stare né dalla parte di guelfi, né dalla parte di ghibellini. Dovrebbe stare dalla parte della verità.
dopo un centinaio di notti passate a scervellarsi su come riportare una porcata commessa dai guelfi in modo che non metta in cattiva luce i guelfi, o che metta in cattiva luce i ghibellini, e un altro centinaio di notti passate a scervellarsi per presentare un atto lodevole e meritorio dei ghibellini come un elemento di un piano di inaudita malvagità... non si pone dei dubbi sulla realtà della causa guelfa?
Non si chiede se i guelfi sono realmente quello che pensava essi fossero prima di conoscerli dal vivo?


Per uno che si pone questa domanda, ce ne sono diverse centinaia che nemmeno prendono in considerazione l'ipotesi.
E quelle centinaia lo aggrediranno come dei cani rognosi, a forza di insulti, diffamazioni o sfottò da prima elementare (es. storpiandone il cognome). Perchè è di quello che stavi parlando, vero? :p

A me pare che scada molto spesso nella maleducazione.
Mirabile, solo una domanda "Segretaria del ministro" è voluto o è un refuso?
avisintini,

"Segretaria del ministro" è voluto o è un refuso?

E' un refuso: Chloe Smith all'epoca era Economic Secretary to the Treasury, quindi "ministero", non "ministro". Grazie della correzione.
Uguale uguale a Brunone Vespa e Fabio Fazio...
A quanto pare in Italia gli unici giornalisti sono quelli delle iene.
@Replicantecattivo

Non stavo parlando di quello ma lo penso.

Forse uno che sbraita: "Non è questo quello che mi hanno raccontato, mi licenzio, anche se significasse andare raccogliere le cartacce nel parco e rubare il cibo dalle ciotole dei gatti, non mi importa."... Non fa notizia per motivi correlati a questo.

Uguale uguale a Brunone Vespa e Fabio Fazio...

Ecco, io non ho mai capito questo accanimento confro Fazio, indipendentemente dal fatto che lui possa piacere o meno. A parte il fatto che non mi è chiaro se Fazio sia effettivamente un giornalista....giusto per capire se ha senso accostarlo a chi è regolarmente iscritto all' ODG.

Ma comunque, se lui ha impostato la sua trasmissione come un salotto basato sull'educazione, la cordialità e toni molto pacati, è assurdo (e forse anche stupido) aspettarsi che, dopo 10 anni e passa di questo format, lui possa stravolgerlo solo perchè ci si aspetta da lui un ruolo diverso. Anche perchè non venitemi a dire che Maurizio Costanzo fosse un giornalista d'assalto: pure lui tendeva a trattare i suoi ospiti cose se fossero, appunto, ospiti che vengono a casa sua e non delle potenziali "vitttime" da spennare con domande scomode. E infatti anche da lui, gli ospiti tendevano a fare auto-promozione di se stessi e delle loro opere (chiaramente con esiti discutibili). Ma QUELLA era l'impostazione del programma, così come Fazio ha la sua.

Per alcuni è semplice educazione e la volontà di realizzare una trasmissione dove la gente non si urla in faccia, non si parla una sull'altra, non inizia a ripetere ossessivamente le solite "lei non mi lascia parlare" o "ma cosa stai dicendo? ecc...
Per altri è solo simbolo di buonismo e leccaculismo. Guarda caso, un leccaculismo che i detrattori tirano sempre in ballo quando Fazio intervista personaggi che vorrebbero vedere "spennati, ma che non viene mai riscontrato quando invece intervista qualcuno che rientra nelle loro preferenze (anzi, in quei casi, Fazio viene addirittura accusato di essere stato troppo cattivo)
Del resto, ci sono giornalisti molto più titolati per essere dei giornalisti d'assalto. E sappiamo tutti che i politici fanno a gara per andare ospiti da loro, compresi i vari Santoro o Floris, proprio perchè sanno che comunque ne usciranno senza un graffio. Perchè prendersela con Fazio, che dichiara fin da subito di non voler nemmeno provare a graffiarli?

Semmai, si può dire che anche Fazio è vittima di questo sistema per cui, se vuoi avere un ospite nella tua trasmissione, devi calarti le braghe, concordando sia domande che scaletta. E questo vale sia per i personaggi politici e per gli imprenditori. Ma vale anche per il Fabio De Luigi o il Carlo Verdone di turno, che fanno tanto i simpaticoni, ma intanto vanno lì SOLO per mostrare le scene del loro film. Stessa cosa per i cantanti: se non hanno un disco, scordati che Caparezza, Elisa o anche solo i Perturbazione, vengano ospiti da te per 5 minuti di esibizione....

E se non accetti questo compromesso, ti rimangono solo due cose da fare: o inviti l'esperto d'arte che ti racconta le opere di un pittore fiammingo, oppure inviti l'economista che ti parla della difficile situazione dell'Europa (con tanti saluti allo share e alla prima serata), oppure inviti la vecchia gloria in cerca di visibilità, disposta a venire in studio da te solo per ricordare a tutti che esiste ancora.

A quanto pare in Italia gli unici giornalisti sono quelli delle iene.

AHAHAHAHAHAHAHAAHAera una battuta, vero? :|
"A quanto pare in Italia gli unici giornalisti sono quelli delle iene."

Adesso capisco perché un giornalista inglese cafone possa piacere al piccolo popolo: alla gente piace vedere smutandare i potenti, l'informazione pare abbia senso solo se è carnevale tutti i giorni e il piccolo si fa grande con le miserie dei grandi.

Facciamo il gioco degli "... e se":
E se Paxman, invece di offendere pubblicamente la segretaria, avesse dimostrato con domande ficcanti l'incompetenza della segretaria stessa, non sarebbe stato un giornalismo migliore?
E se invece di dare pubblicamente dell'idiota ad un primo ministro, l'avesse invitato in studio per intervistarlo?
E se invece di fare la macchinetta rotta ripetendo ad libitum la stessa domanda, avesse preso semplicemente atto che l'ex ministro alla domanda non risponde?
E se invece di commentare la possibile uscita della Grecia dall'europa come un "pessimo kebab vomitato", si fosse speso per chiamare un esperto in studio a spiegare la situazione?
Etc.

No dico, devo andare avanti? Mah! A me non pare affatto un grande esempio di giornalismo.
Giusto per aggiungere che non e' solo Jeremy Paxman ma un piu' generale approccio del giornalismo britannico.
Questo per esempio e' Jon Snow di Channel 4:

https://www.youtube.com/watch?v=1YeYn--rnIY

E sempre da Channel 4, questo e' Krishnan Guru-Murthy:

https://www.youtube.com/watch?v=_flCtTmsXb4

Vorrei anche far notare che un bravo giornalista non e’ l’unico ingrediente. I video qui sopra e quelli postati da Paolo sono relativi a interviste faccia a faccia dove l’intervistatore, se bravo e documentato, puo’ veramente andare a fondo. Lo stesso non si potrebbe dire di un talk show (sfortunatamente cosi popolari in Italia) che per sua struttura non e’ preposto a questo scopo.
Un giornalista come Jeremy Paxman risulta un po' arrogante e volgare. Specialmente nel secondo video. Non si capisce affatto il motivo di tanta aggressività, se non la personale frustrazione del giornalista. Alla fine si ottiene l'effetto contrario, ci si ritrova a parteggiare per il giovane segretario aggredito.

Il lavoro del giornalista è uno di quelli in cui si accumula senza sosta frustrazione. A volte si vorrebbe restituire questa frustrazione sfogandola sugli intervistati più antipatici. Non si fa per professionalità, ma quelli che lo fanno ugualmente diventano dei "miti" per il resto della categoria dei giornalisti.

La "professionalità" che noi percepiamo in Paxman dipende molto dall'egemonia culturale anglosassone che subiamo. Fazio e Santoro, anche se sono un po' meno "spettacolari", dimostrano più professionalità.
@replicante

Fazio e' il secondo nome che mi e' venuto in mente ricordando un'intervista a Tronchetti Provera.
Quella delle iene era una battuta.
Ciao
"Poi guardi David Letterman e vedi grandissimi attori che vanno ospiti da lui indipendentemente da film o dischi in uscita....e anche quando hanno una promozione da fare, possono trovarsi un David Letterman che decide di parlare di tutt'altro."

Io vedo sempre il "Late Show", ma non mi sembra che sia così. Gli ospiti vanno li apposta per presentare il loro libro/film/album. A volte parlano anche di altro, ma la loro promozione la fanno sempre.

Esattamente come in "Che Tempo Che Fà", ma l'erba del vicino è sempre più verde...


Mi ricordo che nella puntata in cui celebravano i 20 anni dello show ( di un anno fà, credo ), David Letterman ringraziava il suo ospite ( uno dei giudici di "America's Got Talent" ) perchè era uno dei rari casi in cuoi un ospite si presentava senza dover promuovere nulla.
"A quanto pare in Italia gli unici giornalisti sono quelli delle iene. "

Come Giulio Golia?
Ma perché? Giulio Golia è diventato forse giornalista a sua insaputa?
"A quanto pare in Italia gli unici giornalisti sono quelli delle iene. "

Come Giulio Golia?


Già.
O come Enrico Lucci, che continua a realizzare servizi con lo stesso format da 15 anni: intervista una persona "che ci crede davvero", fa finta di essere interessato alla risposta, ma in realtà guarda dritto in camera con aria stralunata. Il montaggio audio/video, in post produzione, farà il resto per mettere alla berlina l'intervistato. Solo che ai tempi il format funzionava; oggi invece, che nessuno gli dà più retta, è costretto ad andare ad intervistare dei veri e propri casi umani, come le ragazze morte di fama, i cantanti neomelodici o i genitori dei ragazzi che realizzano i video dei prediciottesimi.

Comunque è stato appurato che la frase in questione era stata scritta con intenti ironici. Purtroppo, però, molta gente lo dice seriamente.
Io vedo sempre il "Late Show", ma non mi sembra che sia così. Gli ospiti vanno li apposta per presentare il loro libro/film/album. A volte parlano anche di altro, ma la loro promozione la fanno sempre.
Esattamente come in "Che Tempo Che Fà", ma l'erba del vicino è sempre più verde


Non dico che non ci siano mai promozioni di film o libri; dico solo che non vedo la stessa componente di sudditanza dell'intervistatore nei confronti dell'ospite (che, ribadisco, non è esclusivamente legata al programma di Fazio, ma a quasi tutti i programmi radio/tv che prevedano la presenza di ospiti). Non credo che si tratti si mera esterofilia. A volte Letterman ospita dei perfetti "chicazzè" (almeno per il pubblico italiano...o per me) eppure seguo molto più volentieri quelle interviste rispetto a quelle nostrane, dove invece l'ospite di turno ti fa dei pipponi enormi sul suo film/libro, al punto che gli manca solo di sollevare la poltrona di un metro e inondarla di luce bianca.

Indubbiamente Letterman è uno dei migliori nel suo campo ed ha dei tempi comici che in Italia ci scordiamo, riuscendo quindi a rendere brillante qualsiasi intervista. Ma questa bravura può essere esplicitata solo quando hai la libertà fare con l'ospite quello che vuoi e non quello che vuole lui. Per dire: quando entra in studio l'attore che deve presentare il suo film, Letterman prima gli chiede come va, poi chi chiede di parlare dei suoi figli e di dove sono andati in vacanza...e magari David ci aggiunge un po' di fatti suoi, quasi come a voler ribadire che è lui a dirigere l'intervista e che, se vuole, può spostare l'attenzione su di sè. E intanto già un paio minuti se ne sono andati senza fare minimamente accenno al film. Sacrilegio! Ti immagini una cosa del genere in Italia? Da noi l'intervistatore si può concedere questo "off topic" giusto alla fine dell'intervista, dopo che ha svolto il suo compitino ed ha garantito la marchetta all'ospite.
Spesso Letterman si permette anche di ironizzare sulla clip appena andata in onda, indipendentemente dal fatto che si tratti di una scena drammatica. Ad esempio è in grado di prendere in giro la pettinatura di Ann Hathaway dopo aver visto una struggente clip di "Les miserables". In Italia, guai se ti permetti di scherzare o ironizzare su una clip dell'ultimo film di Pupi Avati o di Tornatore.
Se invece si parla di promozione musicale, trovo che Letterman sia perfetto: in chiusura del programma, c'è un sempre gruppo che si esibisce (può essere un gruppo minore, oppure possono essere i Kiss o Peter Gabriel...), rigorosamente dal vivo. Alla fine del brano, Letterman stringe loro la mano, mostra la copertina del disco, ne dice il titolo e manda la sigla. Stop. Basta. Alla gente interessa questo. Non gliene frega nulla di sapere da dove hanno tratto ispirazione per i singoli brani, dove hanno registrato il disco o cosa stanno facendo al di fuori della musica. In Italia, se devi avere ospite un artista, devi "giustificare" il suo spostamento: quindi, dopo 1-2 brani, devi garantirgli almeno 10-15 minuti di intervista.
Comunque, al Late Show, molto spesso ci sono degli ospiti che non hanno nulla da presentare. Ad esempio non sono rare le ospitate di attori di serie tv che vanno da Letterman quando la stagione è ormai terminata (oppure dopo che il loro personaggio è uscito di scena), pertanto non vanno lì a promuovere un prodotto, ma semplicemente a parlarne e raccontare la loro esperienza. Ed è giustissimo che un artista parli del suo lavoro; ma se non lo fa esclusivamente per fare "marchetta" è meglio anche per lui! In questo modo si dimostra una persona che non guarda solo al tornaconto personale, ma anche alla popolarità.
@ Replicante Cattivo Cattivo....
Enrico Lucci e' giornalista professionista (se non si tratta di un omonimo); Giulio Gaia non e' ne' professionista e nemmeno pubblicista.
http://www.odg.it/content/elenco-iscritti-0
@ Gaiano47

Giulio Gaia?
[quote "Stupidocane"]Ma perché? Giulio Golia è diventato forse giornalista a sua insaputa?"[/quote]

Infatti! Ma non ho detto io che "Le Iene" fanno giornalismo

[quote "Replicante Cattivo"]Comunque è stato appurato che la frase in questione era stata scritta con intenti ironici.Purtroppo, però, molta gente lo dice seriamente.[/quote]

Ennesima conferma della legge di Poe.

Mi è venuto in mente dopo di aver già visto un tale "eSSSSe" alle prese con un tale "Komandate Geometer". Se no avrei capito che stava scherzando.

[quote "Replicante Cattivo"]quando entra in studio l'attore che deve presentare il suo film, Letterman prima gli chiede come va, poi chi chiede di parlare dei suoi figli e di dove sono andati in vacanza...e magari David ci aggiunge un po' di fatti suoi[/quote]

Vero.

[quote "Replicante Cattivo"]
E intanto già un paio minuti se ne sono andati senza fare minimamente accenno al film. [CUT]
Spesso Letterman si permette anche di ironizzare sulla clip appena andata in onda, indipendentemente dal fatto che si tratti di una scena drammatica. Ad esempio è in grado di prendere in giro la pettinatura di Ann Hathaway dopo aver visto una struggente clip di "Les miserables". In Italia, guai se ti permetti di scherzare o ironizzare su una clip dell'ultimo film di Pupi Avati o di Tornatore.
[/quote]

Io non l'avevo mai interpretata così.

A me sembra che il divagare e le battutine di Letterman servano a dare un atmosfera rilassata di "chiacchiere in amicizia" e rendere più appetibile l'intervista, senza cadere in una banale e meccanica promozione commerciale. (Oltre che per allungare un pò il brodo, un ora di programma è dura da riempire.)

Su quello che dici sulla promozione musicale non potrei essere più d'accordo.

Hai dimenticato di dire solo una cosa: al Late Show fanno sentire musica nuova, di artisti che cavalcano la scena attuale.

Non va in un reparto geriatrico a prelevare Ornella Vanoni, o non disseppellisce i morti come Jannacci o Gaber ( grandi artisti, per carità, ma non esattamente le ultime "hit" della settimana ).

Secondo me la vera differenza fra "che tempo che fà" e il late show è il target:

Il primo punta ad un target "anziano" fra i 45 e i 75 anni, di cultura alta (e prevalentemente umanistica).
Quindi il tono è molto più serioso, i tempi sono lenti ( da flebo, a mio avviso ) e gli ospiti sono "impegnati": artisti, filosofi, registi, direttori d'orchestra, politici, cantautori che ascoltava mio padre negli anni '70 etc.
E Fazio è garbato elegante e rispettoso ( come piace ad un publico di quell' età...), soprattutto quando il personaggio al centro della discussione è defunto ( cosa che capita spesso... )

Il secondo punta ad un publico generalista, accontentando un pò tutti ma tendenzialmente punta agli uomini fra i 20 e i 55 anni di cultura media - medioalta e alle famiglie.
Quindi viene promossa una cultura molto più "pop", tempi rapidi, discorsi brillanti e senza schema. Nonostante Letterman sia vestito come un testimone di Geova non c'è l'atmosfera di veglia funebre che c'è da Fazio.
Il primo punta ad un target "anziano" fra i 45 e


Ehi, sbarbatello, cerchi grane? "Anziano" a chi??!?
;-)
"Anziano" a chi??!?

A chi si sente abbastanza anziano da dover chiedere "Anziano a chi??!?"

Loop...
[quote]Ehi, sbarbatello, cerchi grane? "Anziano" a chi??!?
;-)
[/quote]

Infatti ho messo le virgolette.

Pensa che viene chiamato "anziano" Valentino Rossi che ha 35 anni.
Pensa che viene chiamato "anziano" Valentino Rossi che ha 35 anni

Beh, mi auguro che faccia la "fine" di un Biaggi o di un Checa o di un Bayliss, capaci di vincere mondiali a quarant'anni (chi più, chi poco meno) in faccia alle giovani promesse... :)
Quelli delle Iene (o Striscia) non sono giornalisti, credo, ma quello che fanno è giornalismo. Con l'unica blanda eccezione di Report, che però fa essenzialmente inchiesta, trasmissioni che da noi passano sotto l'egida della satira, al netto di ventose, comici e gag, sono giornalismo puro e semplice - interviste provocatorie, report on site, confronto con i politici non preparato a tavolino. Senza il diritto di satira simili cose in questo paese finirebbero direttamente in tribunale invece di resistere in televisione per anni. Fact.
Quelli delle Iene (o Striscia) non sono giornalisti, credo, ma quello che fanno è giornalismo. Con l'unica blanda eccezione di Report, che però fa essenzialmente inchiesta, trasmissioni che da noi passano sotto l'egida della satira, al netto di ventose, comici e gag, sono giornalismo puro e semplice - interviste provocatorie, report on site, confronto con i politici non preparato a tavolino.

Con la sottile differenza che, in questo modo, non sono più vincolati dal diritto di rettificare una notizia falsa o sbagliata. E magari riescono anche a salvarsi dalle cause di diffamazione.

Troppo comodo spacciarsi per giornalisti (o far credere di esserlo) e poi dire che si sta solo facendo satira. A proposito: dove sarebbe la satira in un servizio sul metodo Stamina? Dove sta la satira in un servizio dove viene beccato uno stalker e viene -arbitrariamente- descritto agli spettatori come se fosse un pedofilo?

Senza il diritto di satira simili cose in questo paese finirebbero direttamente in tribunale invece di resistere in televisione per anni. Fact.

E così, chiunque, nascondendosi dietro al paravento della satira, si sente in diritto di poter dire qualsiasi cazzata. Fact.
In questo modo non si fa altro che dare argomentazioni a chi, questo diritto di satira, vuole negarlo o limitarlo. Come accade sempre quando qualcuno abusa di un diritto che ci si è conquistati con tanta fatica. Già il diritto di parola e di opinoine è ormai abusato (nel senso che viene dato spazio a tutti, senza alcun criterio). Almeno non iniziamo ad utilizzare il termine "satira" come sinonimo di "disinformazione".
Attenzione perché è in arrivo l'intervista che tutti abbiamo sempre sognato!
Questa sera, Jeremy Paxman, da non peredere.
https://www.youtube.com/watch?v=_rEqiC8ItM8
Che Paxman non mi piaccia molto è chiaro, ma chiedere a Berlusconi se ha chiamato sul serio la Merkel "una culona inchiavabile" mi ha fatto ridere, anche se per noi è storia vecchia, qui ormai sì è arrivati a molto peggio in campagna elettorale, siamo all'insulto quotidiano. Abbiamo una classe politica veramente desolante.