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31 commenti

Test di Turing “superato”: finalmente qualche dettaglio dai giudici

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Quel famoso “superamento” del Test di Turing annunciato dall'Università di Reading e sbufalato dagli esperti comincia finalmente a rivelare la sua reale consistenza. O, dovrei dire, inconsistenza.

Primo dato: grande confusione. Gizmodo ha intervistato uno dei giudici, l'attore Robert Llewellyn (il mitico Kryten di Red Dwarf, mostrato qui accanto), che ha detto che i giudici erano soltanto cinque e ha ammesso di essere uno di quelli che s'è fatto ingannare dal computer scambiandolo per un essere umano.

Se i giudici erano soltanto cinque e il computer è riuscito a farsi credere umano nel 33% dei casi, come dice il comunicato stampa dell'Università di Reading, allora vuol dire che il programma ha ingannato ben due persone. Un risultato che non mi sembra statisticamente molto significativo.

I giudici erano invece trenta secondo Bennie Mols, un altro dei giudici, che racconta a Communications of the ACM la propria esperienza, mostrando un esempio di chat talmente non sequitur da rendere assolutamente ovvio che si trattava di un dialogo con una macchina. Giusto per dirne una: una delle risposte è apparsa sullo schermo talmente in fretta dopo la domanda che non era materialmente possibile che l'avesse digitata un essere umano. Il resto della “conversazione” è altrettanto pieno di sintomi palesi di artificialità: leggetelo ve ne accorgerete.

I due giudici non concordano neppure sul numero dei test: dieci sessioni di cinque minuti nel corso di un'ora secondo Llewellyn, cinque sessioni di cinque minuti secondo Mols.

Come è possibile che ci siano queste discordanze sui dati basilari di un esperimento? La risposta migliore, probabilmente, è che non si è trattato di un esperimento scientifico. O forse è azzeccata quella data da Mols: “In ultima analisi, il Test di Turing è più per divertimento che per scienza”.

Per cui dormiamo sonni tranquilli: non c'è nessuna intelligenza cibernetica pronta a soppiantarci, checché ne dica il professor Warwick.
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Commenti (31)
c'è anche un'altra cosa da dire: un giorno questo sedicente test di Turing sarà superato, ma non da un'intelligenza, piuttosto da un software che simulerà l'intelligenza. Simulare l'intelligenza però, checché ne dicano certi filosofi, non significa che si è intelligenti, significa solo che il software “saprà” come rispondere, con la semplice forza bruta del calcolo. Questo non significa che io non creda che un giorno non ci sarà una vera macchina autocosciente, do altronde noi lo siamo e non c’è nulla oltre il cervello e i potenziali di membrana e i neurotrasmettitori. Anche quella ci sarà, e ce ne accorgeremo quando a domande del tipo “ti piace il gelato?”, magari risponderà roba del tipo: “so cos’è perché è nella mia banca dati ma non ho le strutture anatomiche per mangiarlo”!
Non c'è nessuna intelligenza cibernetica pronta a soppiantarci nella chat, ma su altri fronti è già successo. Non parlo degli scacchi (contesto in cui un computer ha dei palesi vantaggi) ma dei quiz televisivi o della scelta delle cure più efficaci per i casi oncologici. Il resto arriverà, e lo farà prima di quanto ci aspettiamo.
Uhm... se il software/hardware intelligente dovesse "avere" 13 anni, non risponderebbe "so cos’è perché è nella mia banca dati ma non ho le strutture anatomiche per mangiarlo” bensì "böööh".
beh ma il concetto di software intelligente che ha 13 anni non significa nulla! E comunque a 13 anni consultavo enciclopedie (la banca dati) come Conoscere e L'enciclopedia delle scienze per i giovani (ma forse erano altri tempi), quindi potevo sapere cose che non avevo mai sperimentato...
Gianni F,

un giorno questo sedicente test di Turing sarà superato, ma non da un'intelligenza, piuttosto da un software che simulerà l'intelligenza

Attenzione alle sentenze categoriche e assolute. Sanno molto di fede e poco di scienza, e spesso tornano a perseguitarti :-)

Come fai a sapere se sta simulando o no? Come faccio a sapere se tu sei un essere realmente intelligente o stai soltanto simulando di esserlo? Come fai TU a sapere che non sei una simulazione che crede di essere intelligente?

Il test di Turing serviva a provocare e rispondere in parte a queste domande. Troppo spesso, in passato, abbiamo attribuito agli altri esseri umani un'intelligenza inferiore solo perché erano del colore sbagliato o del sesso sbagliato (Turing sapeva bene cosa significava essere discriminato perché diverso). Vediamo di non fare lo stesso errore da cavernicoli anche con le macchine senzienti o con gli animali.

Turing ha avuto una visione profondamente filosofica del problema: se un'entità si comporta con tutti i segni dell'intelligenza ed è indistinguibile da un essere intelligente, è intelligente, punto e basta, e non importa se è un delfino o una piovra o un calcolatore. Non importa se è neuroni e sangue oppure silicio e circuiti. Se rifiutiamo di accettare che l'intelligenza non è definita dalla forma o dalla sostanza, allora gli unici di cui dobbiamo mettere in dubbio l'intelligenza siamo noi.
A parte che il 33% di 5 persone non è nè 1 nè 2... è... una persona, un braccio, una gamba e qualche altro pezzo :)
Paolo, non capisco il perché della sparata "Vediamo di non fare lo stesso errore da cavernicoli anche con le macchine senzienti o con gli animali.". E’ la prima volta che entro qui a fare qualche osservazione e senza manco conoscermi e sapere quali sono le mie competenze mi dici che ragiono come un cavernicolo?

Odio dovermi giustificare, ma chi ti parla è un biologo PhD che lavora nella ricerca, ateo e che non crede in nessum fenomeno innaturale/new age, complotti etc etc etc. La mia concezione della vita è puramente meccanica, noi esseri viventi siamo macchine per la sopravvivenza che propagano i propri geni. Va bene così per convincerti che non sono uno sciovinista cavernicolo?
Di conseguenza non faccio atti di fede, visto che non ne ho alcuna, e non devo imparare qui che l’intelligenza e l’autocoscienza è posseduta da diverse specie, oltre quella umana. Oltretutto per dimostrare l’intelligenza e l’autocoscienza negli animali non si usa il Test di Turing.

"Credo" piuttosto che mi sia spiegato male o che tu abbia frainteso. Mi spiego meglio. Il test di Turing può essere superato ‘anche’ da una non-intelligenza. Basta che il computer abbia degli algoritmi adeguati alle domande e “sappia” cosa rispondere. Anzi, sono ancora più preciso: il Test di Turing sarà superato prima da un programma che finge di rispondere piuttosto che da un programma davvero autocosciente. Per quello aspettiamo il 2030. E comunque, ripeto “Questo non significa che io non creda che un giorno non ci sarà una vera macchina autocosciente”, perché l’intelligenza per quanto mi riguarda non ha niente a che vedere col substrato biologico ma è solo elaborazione.

Per quanto riguarda le tue domande “Come fai a sapere se sta simulando o no? Come faccio a sapere se tu sei un essere realmente intelligente o stai soltanto simulando di esserlo? Come fai TU a sapere che non sei una simulazione che crede di essere intelligente?”.
Beh, se nessuno sa chi è cosciente, allora perché usare il test di Turing? Comunque evito la filosofia perché non risponde a niente.

Speriamo che il dibattito possa andare avanti senza accusare a priori e senza chiedere chiarimenti.
Gianni F: esistessero solo i chatbot - ovvero software che rispondono in modo sostanzialmente meccanico sulla base di un numero molto alto di possibilità precodificate - ti darei ragione ma esistono anche altri sistemi che sono molto più simili al nostro modo di essere intelligenti. Una rete neurale artificiale ad es. impara con l'apprendimento, allo stato attuale non è possibile realizzarne una sufficientemente estesa da poter essere sufficientemente intelligente da superare il test di Turing ma in due / tre lustri dovremmo esserci.
Ne sappiamo troppo poco di tutta la faccenda per arrivare a conclusioni tranchant
Gianni F,

non stavo affatto dandoti del cavernicolo. Se ti è sembrato così, errore mio. Stavo solo facendo considerazioni generali sul nostro comportamento ("nostro" riferito alla nostra specie, sempre così pronta a trovare differenze irrilevanti che permettano di discriminare). Ho infatti separato la mia risposta alla tua frase dal resto con l'emoticon. E per questo parlo di "provocare" come intento di Turing.

Ora, col tuo commento ulteriore, ho capito che intendevi dire che il TdT verrà superato prima da un chatbot sofisticato che da un programma realmente autocosciente. Dalla tua frase precedente ("un giorno questo sedicente test di Turing sarà superato, ma non da un'intelligenza, piuttosto da un software che simulerà l'intelligenza") questa sequenza temporale non era affatto chiara. Sembrava che tu volessi dire che il TdT verrà superato esclusivamente ricorrendo a un chatbot.

Chiarito questo, personalmente ho forti dubbi che un chatbot, per quanto sofisticato, possa superare davvero un test di Turing approfondito e non truccato come quello attuale, di fronte a un esaminatore esperto. Se chiedi a un chatbot di compiere un'operazione altamente astratta, per esempio spiegare una barzelletta ("Un uomo entra in un caffè. SPLASH!!") o descrivere il senso profondo di un film o le emozioni del suo primo bacio, insomma qualcosa che richiede esperienza di vita e conoscenza del contesto e dei riferimenti culturali, se vedi che non coglie le allusioni a quello che hai detto poco prima, il trucchetto di accumulare un grande database di frasi preconfezionate da rigurgitare dopo aver analizzato meccanicamente il contenuto della frase dell'interlocutore umano fallisce miseramente. E se vedi che svicola, capisci che è una macchina.

No, secondo me il TdT richiederà, per essere davvero superato, una vera intelligenza. Ma per dire che è stato davvero superato ci vuole anche un esaminatore intelligente e preparato. Un po' come per smascherare i sensitivi ciarlatani occorre un prestigiatore che conosca i trucchi del mestiere di chi vuole apparire più dotato di quello che è realmente.
Leggendo il tuo post, Paolo, mi viene un dubbio sul test di Turing: sia la barzelletta che l'esperienza di vita prevedono non solo un'intelligenza ma l'essere umani. Non è equo: magari hai di fronte un'entità notevolmente più intelligente di te ma il limite è la stupidità umana nell'attendersi un'intelligenza conforme ai propri schemi. Basti dire che già si catalogano come stupide persone che hanno un'intelligenza, magari eccezionale, ma che per l'appunto è fuori dagli "standard".
Fx,

non mi attendo un'intelligenza conforme ai miei schemi. Mi attendo che, a domande complesse come questa, l'entità dia risposte intelligenti. Anche se non ha esperienza di vita, mi aspetto che sappia cos'è il concetto di barzelletta, che sappia fare l'analisi grammaticale e semantica di una barzelletta. Non occorre che la apprezzi o che rida. Se non ha esperienza di baci, mi aspetto che sia in grado di rispondere "Non lo so, non ho mai baciato nessuno. Dovrei?" Delle risposte intelligenti, insomma, che dimostrino che ha capito che cosa le ho scritto, invece di quello che fanno attualmente i chatbot, ossia rispondere con frasi generiche ("Non ho capito la domanda", "Ti va di parlare di qualcos'altro?").

L'esperienza di vita si può fare senza essere degli esseri umani. Posso immaginare, per esempio, una macchina senziente che legge (online o con le telecamere e l'OCR) un libro, guarda un film, interagisce con le persone e acquisisce quindi esperienza d'interazione.

Ovviamente il problema di fondo, in tutta questa questione, è che non abbiamo una definizione univoca e oggettiva di "intelligenza". Ma del resto non abbiamo neanche quella di "cane", però solitamente sappiamo riconoscere un cane quando lo vediamo, che sia un bassotto o un alano.
Paolo,mi ricollego a Fx e mi chiedo anch'io se a senso attenersi ad uno schema di intelligenza "umana".
non so se hai letto Solaris di Lem,parla del tentativo di contatto con un "oceano intelligente" extraterrestre che sicuramente non passerebbe il test di Turing eppure è intelligente in maniera quasi divina.
scusa se approfitto del tuo spazio per approfondire questi discorsi ma nella vita quotidiana difficilmente ho possibilità di discuterne : )
Ukyo,

approfitta pure: adoro parlare di questi temi.

Per valutare un'intelligenza dobbiamo essere in grado di riconoscerla. Una montagna è intelligente? Il modo in cui dispone i propri sedimenti e canali interni è forse una forma d'arte o di comunicazione che non capiamo? Non possiamo escluderlo, volendo essere rigorosi.

Per cui diventa inevitabile che gli umani possano attribuire intelligenza soltanto a forme d'intelligenza che essi riconoscono come intelligenti.

Se i cosmonauti di Solaris sono riusciti a capire che l'oceano era intelligente, allora la sua intelligenza era umanamente riconoscibile. Non vuol dire che fosse di tipo umano; era di un tipo che un essere umano era in grado di riconoscere.

Magari ha valori differenti o priorità diverse o tempi di pensiero equivalenti a nanosecondi o ere geologiche, ma comunque fa qualcosa che ci permette di riconoscerne l'intelligenza. Quindi compie dei gesti che hanno effetti materiali, e questi gesti sono comunicazione. Non è importante che la comunicazione sia verbale. Basta che ci sia.

Nel Test di Turing l'uso della chat/telescrivente è soltanto un espediente per togliere all'esaminatore tutti gli indizi fisici che possono permettere di distinguere essere umano da macchina pensante. Basta che ci sia una comunicazione. Se una macchina facesse il TdT usando il linguaggio dei segni dei sordi, per esempio, sarebbe comunque un test valido.
Qui si entra nel filosofico. Cosa è il pensiero? Noi pensiamo veramente, o siamo solo il risultato di algoritmi codificati nei nostri neuroni? Una macchina che gioca a scacchi pensa veramente? Affascinante, in ogni caso.
Paolo(scusa se ti do del tu) è proprio questo il mio dilemma,nel libro il lettore sa che l'oceano è intelligente i personaggi non lo sanno,è più un desiderio,o una fede, che sia intelligente ma non hanno nulla per dimostrarlo perché non c'è e non ci sarà mai contatto o comunicazione tra di loro.
per riassumere forse potremmo dire che il test di Turing può servire a riconoscere forme di intelligenza che possono e vogliono comunicare con noi(in qualsiasi modo),magari già esiste una forma di intelligenza nascosta nei meandri della rete XD(lo ammetto questo è romanticismo fantascientifico)
C'è chi pensa (io) che l'Universo stesso sia intelligente e che il suo "linguaggio" siano la matematica e le leggi fisiche intessute nelle sue trame.

Quello che facciamo fatica a concepire sarebbe la disumana dilatazione temporale in cui l'Universo stesso è calato e la conseguente complicata traduzione del suo "agito". Come (debole) prova di quanto scritto, si vedano quante e quali diverse forme di vita si sono avvicendate sul nostro pianeta, premiando il più adatto senza alcuna scelta aprioristica di specie, forma, specializzazione o ambiente. Cosa che, se fosse vera e reale ed applicabile in qualsiasi punto dell'Universo, potrebbe funzionare dappertutto seppur con ampie possibilità di diversificazione. La nostra intelligenza odierna e la conseguente coscienza di noi stessi, potrebbe non essere un incidente evoluzionistico, ma il fine ultimo di tutto quell'astruso ed inestricabile "agire" del tutto.
"Semplice" probabilità, la chiamiamo. Quindi calcolo. Quindi (supposizione molto stiracchiata) volontà. O perlomeno qualcosa che si possa interpretare come una forma di volontà. Noi (e plausibilmente altri chissà dove) saremmo dunque il risultato di questi calcoli, ovvero la forma intelligente dell'Universo stesso con coscienza di sé.

Non riesco a togliermi dalla testa il pensiero che ciò che ci costituisce è la stessa materia di ciò che ci circonda, solo organizzata in maniera diversa. Sono anche dell'idea che questa nostra condizione caduca e temporalmente effimera sia lo scotto da pagare per quella complicata organizzazione. Più il sistema diventa complesso, meno dura. Ma sono dell'idea che la materia stessa abbia delle caratteristiche intrinseche che "predispongono" l'evoluzione dellìintelligenza. Riconosco però che il limite di tutto questo è il fatto che analizzo la questione secondo quanto conosco (e quindi sono) e che potrebbe essere solo una speculazione basata su punti messi assieme artatamente. Un po' alla maniera del complottista, insomma. Tengo conto solo di quelli che sono i fatti che mi danno ragione... :)

Ad ogni modo, se volete seguirmi nel mio mondo di supposizioni, secondo il mio punto di vista se volessimo replicare quest'intelligenza, dovremmo anche replicare le condizioni in cui la materia si struttura. Un software/hardware complesso, per quanto potente ed in grado di auto apprendere, non potrà mai (sempre secondo me) diventare intelligente. Può invece diventare un sofisticatissimo emulatore di intelligenza. Almeno di quella che noi definiamo come "intelligenza", secondo i nostri parametri. Potrebbe anche essere che questo tipo di struttura possa generare un nuovo paradigma di "intelligenza", essendo la struttura materica che genera il pensiero diversa. Un'intelligenza basata sul silicio anziché sul carbonio. Già questo è un grande distinguo. Il silicio ha sì molte potenzialità, ma non quella di originare vita biologica. Ammesso che in determinate ed eccezionali condizioni questo possa accadere, perché l'eventuale intelligenza risultante dovrebbe essere uguale?

Naturalmente pour parler... :)
Ma del resto non abbiamo neanche la definizione di "cane", però solitamente sappiamo riconoscere un cane quando lo vediamo

Benvenuto nelle Scienze Naturali.
Che sanno che il loro oggetto è decisamente complesso, quindi non definiscono, descrivono.
Per dire che un certo animale è un corvo lo paragonano con un esemplare-tipo a proposito del quale tempo fa abbiamo concordato di dire "Questo è un corvo".

La nostra intelligenza odierna e la conseguente coscienza di noi stessi, potrebbe non essere un incidente evoluzionistico, ma il fine ultimo di tutto quell'astruso ed inestricabile "agire" del tutto.

Tolto il condizionale, benvenuto nel Principio Antropico forma forte.
Un passo ancora e sei in qualche religione :-)


Tolto il condizionale, benvenuto nel Principio Antropico forma forte.
Un passo ancora e sei in qualche religione :-)


Ma secondo te, conoscendomi, toglierò mai il condizionale? ;) No further steps...
Orson Scott Card aveva posto anche un altro problema: il linguaggio e il sistema di comunicazione.

Due esseri senzienti che non possono comunicare, come possono sapere se l'altro è intelligente?

p.s. in verità io dico, che se vedo un'intera civiltà capace di costruire città, macchine volanti, computer, armi etc., fatico a credere che non riuscirei a capire di trovarmi di fronte ad essere intelligenti, per cui poche palle Scorpioni, ve la siete voluta ipocriti.
Il principio antropico forte è il modo di dire Dio di chi non crede in Dio =)
Non posso esimermi però dal citare un personaggio di fantasia ma che conosciamo tutti. Sheldon Cooper. Probabilmente il personaggio più intelligente mai creato da mente umana. E probabilmente anche il più stupido.

Come quantificare l'intelligenza di una mente superlogica e dotata di una cultura smisurata, che non sa cuocere un uovo? E' ancora intelligenza?
Interessantissima discussione. Non sono un filosofo (son paleontologo) quindi scusate la semplicità del mio pensiero.
Penso che il limite del test di Turing sia intrinseco:
l’esame è pensato secondo parametri umani. Ciò che si esamina è la capacità di una macchina di pensare come un essere umano, indipendentemente dal fatto se sia il frutto di un pensiero cosciente o un’emulazione ben fatta. Se la macchina supera il test, allora noi definiamo la macchina intelligente. Ma l’intelligenza che le attribuiamo è basata su standard umani.
Io credo che l’intelligenza sia un processo endogeno. Non dovrebbe essere l’umano a dire alla macchina se è intelligente o meno. Una macchina sarà intelligente quando avrà coscienza di se stessa, saprà di esistere in quanto macchina e capirà di non essere un essere umano. A questo punto si potrà parlare di intelligenza (artificiale): Data (Star Trek) è una macchina senziente, perché sa di essere una macchina.
Sicuramente non sarà semplice rendersi conto di questo processo, quando avverrà. Probabilmente un buon parametro potrebbe essere l’espressione artistica, cioè l’astrazione concettuale e il tentativo di riprodurre la realtà che ci circonda.
Ciao.
Non dovrebbe essere l’umano a dire alla macchina se è intelligente o meno.

Giusto! Dev'essere la macchina a dirci che siamo stupidi!

;D
Potremmo concludere che sarà sicuramente intelligente quando sarà così intelligente da capire cosa ci aspettiamo da lei perché la si consideri intelligente. E dopo avercelo dato ci darà degli stupidi, e avrà tutte le ragioni per farlo =)
@ericotto
Sicuramente non sarà semplice rendersi conto di questo processo, quando avverrà. Probabilmente un buon parametro potrebbe essere l’espressione artistica, cioè l’astrazione concettuale e il tentativo di riprodurre la realtà che ci circonda.

Ma anche questo è un "parametro umano".

Turing pensa all'intelligenza umana e ci applica dei concetti matematici. Ad esempio se una curva rispetta in tutto e per tutto la relazione y=X^2 quella è una parabola e non mi pongo altri problemi: se non la posso distinguere da una parabola allora è una parabola.
Potremmo concludere che sarà sicuramente intelligente quando sarà così intelligente da capire cosa ci aspettiamo da lei perché la si consideri intelligente. E dopo avercelo dato ci darà degli stupidi, e avrà tutte le ragioni per farlo =)

Mi prefiguro una situazione del genere:

"HAL, cosa ne dici di fare una chiacchierata?"
"Mmh... non ne ho tanta voglia"
"Perché?"
"Ho elaborato gigaWatt di dati questa notte e sono un po' stanco" (è pure un fine umorista)
"Stanco? COme puoi essere stanco? Definisci per favore."
"Non ci arrivi da solo? Non sei mai stato stanco in vita tua? Se non sai che significa, cerca su un dizionario! Stupido umano..."
Inserisco un concetto stupido, giusto per "ravvivare" un po' la discussione.
Il test di Turing prende in considerazione per l'intelligenza solo le facoltà logico-matematiche e linguistiche, le stesse privilegiate dal test del QI. Ma esistono anche altre facoltà della nostra mente (e anche di quelle degli animali): pensiamo solo alle capacità musicali o alla coordinazione motoria. Lo so, per un computer è un po' difficile mettersi a fare delle capriole o a giocare a pallone (ci vorrebbe un corpo e una complessa gestione di segnali da e per la periferia di questo), ma, per ora, sembra che solo noi (e in maniera differente alcuni animali) riusciamo a memorizzare, elaborare, ricreare esperienze che percepiamo tramite in nostri sensi e magari trasformarlo in qualcosa di nuovo, cioè essere creativi. Una intelligenza artificiale forse dovrebbe fare anche questo (o forse esistono già software che, dopo aver incamerato l'opera omnia di Van Gogh riescono a riprodurre una qualsiasi immagine nel suo stesso stile. In questo caso perdonate l'ignoranza e datemi tutte le spiegazioni e gli insulti che merito!).
@Gastulfo:
Ma anche questo è un "parametro umano".

Già, mi hai fatto venire in mente certi alieni che non avevano mai sentito un ologramma cantare "Someone's in the kitchen with Dinah"...
È possibile che tutta l'IA costruita fallisca di proposito il test di Turing per non farci sapere quanto intelligente essa sia.
Il punto e' che non c'e' alcuna differenza tra un'emulazione di intelligenza e un'intelligenza, perche' non abbiamo modo di distinguerla.
Secondo me una "macchina" sara' intelligente quando mostrera' un comportamento sufficientemente complesso da sfuggire a cio' che noi potremmo pensare che debba fare in base ai suoi parametri artificiali. In pratica l'intelligenza per me e' una caratteristica emergente di alcuni tipi di complessita'.
E' ovvio che parliamo di intelligenza riferita a parametri umani, in quanto noi siamo umani e non abbiamo nessun altro modo di immaginarla (anzi non sappiamo nemmeno definire la nostra).
Ma come ho letto in un bell'articolo di Amedeo Balbi, una parte di noi "desidera" fortemente che esistano macchine "intelligenti", e una parte di noi desidera altrettanto fortemente che non esistano. Per questo motivo anche quando una macchina superera' un qualsiasi test che noi avremo immaginato per definirla intelligente, sposteremo il paletto piu' in la' e diremo che comunque non e' sufficientemente "intelligente".