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7 commenti

Debutta “Apollo 11 Timeline”: lo sbarco sulla luna in foto e tweet in tempo reale

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. 

Il 20 luglio prossimo sarà il quarantacinquesimo anniversario del primo sbarco umano sulla Luna. Per ricordare quest'avventura, da un paio di giorni sto pubblicando, in ordine cronologico e in tempo reale, le foto in alta definizione della missione. Le trovate nel mio blog apposito, Apollo11timeline.blogspot.com.

Farò inoltre la cronaca della missione vera e propria tramite un livetweet: se la cosa vi interessa, seguitemi su @attivissimoLIVE.



Questa foto fu scattata il 3 luglio 1969: anche se mancavano ancora due settimane al decollo, il gigantesco vettore Saturn V era già sulla rampa di lancio 39A, illuminato di notte dai riflettori durante una prova generale del conto alla rovescia.

Quello stesso giorno c'era un altro missile lunare gigante su un'altra rampa di lancio: era l'N-1 sovietico, parte del progetto segreto dell'Unione Sovietica per portare un russo sulla Luna. Ma il lancio di collaudo senza equipaggio fu un disastro devastante: il colosso esplose poco dopo che si era alzato dalla rampa di lancio, distruggendola completamente e rovinando le speranze russe di arrivare sulla Luna con un uomo. Di tutto questo, in Occidente, il pubblico non sapeva nulla, ma la CIA sapeva. Qui sotto vedete immagini che all'epoca erano segretissime, tratte dalle riprese del lancio sovietico. In basso a destra c'è la scansione del rapporto statunitense che ad agosto 1969 informò il presidente americano che la corsa alla Luna era diventata una corsa solitaria ancor prima che Apollo 11 decollasse.



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Commenti
Commenti (7)
Ciao, ti posso congliare di usare anche Tumblr per un progetto del genere? Mi sembra piu adatto rispetto a blogspot.
Grazie, Paolo! E' un'idea meravigliosa. Che giornate devono essere state, quelle. Che giornate, per tutti: da Neil Armstrong fino all'ultima delle persone che facevano le pulizie nei laboratori. Si scriveva la Storia.
Mi sono chiesto per anni se durante il lancio del vettore tutte le attrezzature che si trovavano sulla rampa di lancio che rimanevano a terra, subivano dei danni, ed andavano quindi ricostruite, o si potevano riutilizzare per un'altro vettore Apollo ?
Peccato per il fallimento russo, andare sulla Luna è stata una cosa straordinaria, lo sarebbe stato ancora di più se arrivando lì si fossero trovati i colleghi russi a prendere il sole =)
Frangrav,

le attrezzature venivano riutilizzate. La Rampa 39A è stata usata per anni per le missioni Apollo e poi per lo Shuttle.

Piccola chicca personale: ho toccato di persona le piastrelle refrattarie che rivestono la base di quella rampa, quando l'ho visitata al Kennedy Space Center. E' stata un'esperienza magica.
Grazie mille per la risposta Paolo Attivissimo; ero convinto che le rampe di lancio subissero danni devastanti durante il lancio (mi sembrava di vedere che alcuni pezzi venissero letteralmente "strappati" dal vettore in decollo; e poi che il calore e la forza dei gas combusti lasciassero ben poco sul piazzale della rampa). D'altra parte mi sembravano dei costi eccessivi ricostruire ogni volta tutto.
Se puoi toglimi un'altra curiosità che ho da bambino (ho visto le missioni in diretta !). Mi sembrava di vedere nei primi istanti del decollo staccarsi dal vettore delle "lastre" bianche simili a polistirolo; o era forse ghiaccio ? Non ho mai capito cosa fossero...
frangrav,

mi sembrava di vedere che alcuni pezzi venissero letteralmente "strappati" dal vettore in decollo

Quello che hai visto non era probabilmente uno "strappo" reale, ma a volte si verificano dei distacchi di piastrelle refrattarie dalla trincea. Non si vedono nei filmati, ma si notano durante le ispezioni.


Se puoi toglimi un'altra curiosità che ho da bambino (ho visto le missioni in diretta !). Mi sembrava di vedere nei primi istanti del decollo staccarsi dal vettore delle "lastre" bianche simili a polistirolo; o era forse ghiaccio ?

Era ghiaccio: il Saturn V aveva ossigeno e idrogeno liquidi a bordo, tenuti quindi a temperatura bassissima. La superficie esterna del missile era talmente fredda che faceva condensare su di sé l'umidità atmosferica. Le lastre di ghiaccio si staccavano durante il decollo a causa delle tremende vibrazioni.