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Le mappe degli attacchi informatici in tempo reale

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.


Sembra una schermata presa da un film sull'apocalisse di una guerra nucleare, ma è in realtà la mappa, aggiornata in tempo reale, degli attacchi informatici in giro per il mondo. La trovate presso map.ipviking.com ed è spettacolare: purtroppo funziona solo con il browser Chrome.

Ancora più dinamica, con la sua grafica tridimensionale, ma leggermente meno informativa è la mappa offerta da Kaspersky presso cybermap.kaspersky.com.



Queste visualizzazioni hanno bisogno di qualche chiarimento per evitare malintesi ed interpretazioni distorte. Innanzi tutto, da dove vengono i dati? Dai cosiddetti honeypot, ossia dai computer che vengono piazzati su Internet come esca dalle società di sicurezza informatica e che simulano computer aziendali, sportelli automatici e altri bersagli tipicamente scelti dai criminali informatici. La mappa di Ipviking.com si basa su otto milioni di questi honeypot.

Attenzione, però, a non prendere per oro colato le indicazioni di provenienza degli attacchi: molti sembrano provenire dalla Cina, ma può essere un'apparenza ingannevole, perché molti aggressori informatici mascherano abilmente la propria reale localizzazione. Le origini principali degli attacchi sono (almeno in apparenza) gli Stati Uniti, i Paesi Bassi, la Russia e un luogo strano: un'isoletta vicina alla costa del Ghana ed etichettata “Mil/Gov”: è un'indicazione arbitraria per rappresentare tutti gli attacchi fatti e subiti dal governo statunitense se non sono disponibili dati di geolocalizzazione.

I bersagli principali degli attacchi, invece, sono gli Stati Uniti, la Cina, Singapore, il Regno Unito e la Thailandia. Per Kaspersky, i paesi maggiormente infettati sono la Russia, l'India, il Vietnam, gli Stati Uniti e la Germania; la Svizzera è al trentunesimo posto e l'Italia si piazza al ventesimo.
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Commenti
Commenti (5)
Piccolo dettaglio: The IPViking digital attack map only supports the Google Chrome browser.
Nel frattempo la Switzerland è passata al 22° posto, mentre l'Italia all'11°.
Peccato supporti solo google chrome ma non chrome per iOs...

Alla faccia di html5...
Avevo già visto questa mappa un po' di giorni fa, perché ne parlavamo su un forum (e abbiamo convenuto che è decisamente ipnotica: sarebbe l'ideale per realizzarci un salvaschermo! ;-D).
Avevamo notato pure lì la gran quantità di attacchi informatici che sembrano partire dalla Cina, ma in effetti sembra che la Cina non tenga molto in conto tutto ciò che è sicurezza informatica (moltissimi utilizzano ancora Windows XP).
Ho qualche dubbio anche sui sistemi operativi dell'azienda per cui lavoro: molti pc hanno sistemi piuttosto datati. Va beh che la connessione alla rete non è diretta, ma tramite un server a cui i computer sono collegati, ma mi piacerebbe che qualcuno che ne sa più di me mi dicesse se possono esserci grossi rischi effettivi (quelli che gestiscono i nostri sistemi informatici non mi paiono molto preoccupati, mi sa che sono io la paranoica!). Il fatto che l'Italia stia salendo in graduatoria potrebbe essere dovuto al fatto che anche in altre aziende o enti si utilizzano ancora sistemi operativi antiquati?
Giusto per la precisione, oltra che con Chrome, funziona anche col fratellino open source Chromium, almeno su Ubuntu 12.04...