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32 commenti

Antibufala: Bank of Fuel promette sconti carburante fino al 40%

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “a.delmo*” e “rikioref*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ho ricevuto parecchie segnalazioni riguardanti una sedicente Bank of Fuel, pubblicizzata tramite volantini come quello qui accanto (per il quale ringrazio ftrani). Bank of Fuel promette “sconti fino al 40%” sui “rifornimenti di benzina verde, diesel, GPL e metano”.

Il meccanismo proposto sarebbe questo: il cliente pagherebbe anticipatamente per avere una “Carta Carburante” usabile “in tutti i distributori di carburante presenti sul territorio nazionale ad esclusione dei distributori indipendenti”. Per esempio, una carta da 99 euro gli permetterebbe di avere 140 euro di credito carburante. Fantastico.

C'è un piccolo problema: in Italia il prezzo dei carburanti è costituito in grandissima parte (circa il 60%) da tasse e accise, per cui non è materialmente possibile ottenere sconti come quelli promessi.

C'è un altro problemino: la “Carta Carburante” mostrata reca il logo di Mastercard, ma Mastercard ha smentito di avere rapporti commerciali o economici con Bank of Fuel. Anche IP Italia si è dichiarata estranea.

E chi sono questi di Bank of Fuel? Secondo il sito www.bankoffuel.it (creato il 7 luglio scorso) e le indagini svolte dalle fonti che elenco qui sotto, si tratta di una piccola Srl di Savona, la BOF Italia Srl, costituita il 29 maggio scorso, con un capitale di 10.000 euro, intestata a due soli soci, un'ottantenne che detiene il 93% e un'altra persona con lo stesso cognome che detiene il resto.

Pensare che una piccolissima azienda, oltretutto inattiva secondo la visura camerale, possa mettere in piedi un sistema del genere, ottenendo sconti fortissimi in un settore ipercontrollato come quello dei carburanti, è irrealistico, per usare un termine educato. E ci sono mille altri campanelli d'allarme, descritti nelle indagini qui sotto: il logo riciclato, la popolarità su Facebook gonfiata artificiosamente, il nome del sito sul volantino diverso da quello reale, eccetera.

A mio avviso, è prudente stare alla larga, ma se vi fidate degli sconosciuti abbastanza da mandare loro 99 euro o più, affari vostri. Basta che non veniate a piangere da me se poi nessuno accetta la “Carta Carburante” di Bank of Fuel (se mai vi arriva).

Lo schema più probabile, in casi come questi, è il “prendi i soldi dei primi polli e scappa”: i truffatori raccoglierebbero i pagamenti dei primi clienti che abboccano e poi si dileguerebbero senza onorare gli impegni presi, sfruttando il tempo che passa tra il pagamento da parte dei clienti e il momento in cui devono erogare il servizio. E quando l'illecito arriva finalmente in tribunale, chi vuoi che metta in carcere un ottantenne?

Consiglio pratico, valido per tutte le occasioni presenti e future: se un'offerta vi sembra troppo bella per essere vera, solitamente è perché non è vera. Anche su Internet.


Fonti aggiuntive: Il Tirreno, Bufale.net, Paoblog, Triesteprima, Giornalettismo, David Puente, Bufale un tanto al chilo, Ternioggi.


Aggiornamento (2014/09/10): Andrea Barisone mi segnala che gli intestatari di Bank of Fuel Italia sono ora iscritti nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Savona per contraffazione di marchio (hanno usato quello di MasterCard senza autorizzazione). Il sito è stato inoltre chiuso dietro ordine delle autorità giudiziarie di Savona. Secondo Il Secolo XIX, avrebbero abboccato all'offerta circa mille persone.
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Commenti
Commenti (32)
Immagino che gli unici che possano abboccare siano quelli che spammano qua e là quelle catene di S.Antonio tipo: "Benzina a metà prezzo? Diamoci da fare…" senza minimamente approfondire le componenti del costo al consumo dei carburanti.
Magari una bella doccia fredda da 99 eurI può farli crescere.
Quando sarà ora di parlare di galera, l'ottuagenario sarà un centenario... Ma l'altro? (quello che detiene il 7%) ?

Questo sembra un tipo di truffa che prevede il trasloco in qualche paese povero.
ne hanno già parlato Bufale un tanto al chilo, che ha contattato la Polizia Postale di Savona, David Puente, Terni oggi", Il messaggero Veneto e TUTTI evidenziano la TRUFFA
Dal Flyer di Bank Of Fuel:

"Milioni di clienti in America hanno conosciuto... [CUT] "

Il modello di business da cui 'pare' prendere spunto questa ruspante versione italica, in effetti, oltreoceano esiste: acquisti in anticipo X di litri di carburante al prezzo di oggi e ti assicuri l'acquisto del medesimo carburante a prezzo bloccato presso distributori aderenti l'iniziativa domani o quando vuoi.

Dubito fortemente che questo servizio possa essere importato con successo in Italia (da BankOfFuel o da chiunque altro) innanzitutto per l'estrema diversità economica e fiscale del mercato dei carburanti tra Italia e Stati Uniti.
L'assetto societario quantomeno dubbio, aver usato indebitamente il logo Master Card (che ci azzecca poi?) completano un quadro di legittima sfiducia nei confronti del servizio proposto.

Cordiali saluti
Stuart
Un modo per sfruttare i prezzi dei carburanti in America senza ricorrere a carte di credito di terze parti e` questo .

Comunque provando ad acquistare una carta di credito ora sul sito italiano risultano tutte esaurite.
Pare che il sito non funzi più...
@chi vuoi che metta in carcere un ottantenne?

Soprattutto quando quell'ottantenne è sicuramente un prestanome ;)
Una cosa di buono i fuffari, complottari e bufalari hanno fatto: far crescere il fenomeno del debunking. Son venuto a sapere di questa roba qua via BUTAC prima che via Facebook, il che è una cosa buona, venire a sapere che una cosa è una bufala/truffa PRIMA di conoscere la bufala/truffa stessa mi ridà fiducia nel mondo. Infatti ora bankoffuel pare sparita. Un tempo invece avrebbero magari avuto il tempo di fregare un tot di persone prima di venire "indagati dalla rete"
Se l'ottantenne ha una pensione povero lui....
Perché dovrebbe andare in galera un socio in quanto tale di una srl? capisco fosse l'amministratore, ma essendo società di capitali un (solo) socio (per quanto) di maggioranza non rischia nulla.
Perché dovrebbe andare in galera un socio in quanto tale di una srl? capisco fosse l'amministratore, ma essendo società di capitali un (solo) socio (per quanto) di maggioranza non rischia nulla.

Perché se bastasse essere soci di una srl, chi ce l'ha sarebbe legittimato a truffare e non andrebbe più in galera nessuno.
essendo società di capitali un (solo) socio (per quanto) di maggioranza non rischia nulla

risponde per una somma pari al capitale versato; questo per quanto riguarda l'aspetto economico/finanziario in caso di fallimento ecc.

Diversa può essere la responsabilità per gli aspetti penali.
L’art. 2476 c.c. ritiene i soci solidalmente responsabili con gli amministratori quando abbiano intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci, i terzi
per granmarfone e stupidocane:
per l'appunto: il socio in quanto tale non ha alcuna responsabilità penale, se non ha fa null'altro. P.es.: se nomina l'amministratore unico senza alcuna limitazione di poteri e si presenta in assemblea per approvare il bilancio e delibere conseguenti, e stop sicuramente non potrà mai essere chiamato in causa.

granmarfone: a voler essere precisi, c'è il caso di socio di srl che risponde anche illimitatamente coll'intero patrimonio personale, ma condizione necessaria (e non sufficiente) è che sia l'unico.
per l'appunto: il socio in quanto tale non ha alcuna responsabilità penale, se non ha fa null'altro.

Se "davvero" non fa null'altro, sta a lui dimostrarlo al giudice. Non è che in quanto socio (minoritario, maggioritario senza responsabilità amministrative, prestanome o in altre posizioni societarie) ha automaticamente l'immunità dalle truffe perpetrate dalla sua azienda. Se è veramente estraneo ai fatti delittuosi perpetrati dalla sua azienda ha buone probabilità di cavarsela.

La limitazione di responsabilità fa riferimento a quella economica, non penale. Quest'ultima non può essere "limitata" da nessun statuto societario. Se una società di capitali e/o persone delinque è perché i soci che la amministrano delinquono, quindi ne rispondono in toto. Sarà poi il giudice a decidere chi e quanto tra i soci dovrà pagare.

Non confondere la "r.l." di S.r.l. come "responsabilità limitata" in tutti i campi. Come già detto nella S.r.l. questa è limitata solo economicamente/finanziariamente.

Ovvero, se la S.r.l. fa un buco di 100.000 € ed il capitale sociale è di 15.000 €, la società risponderà dei debiti limitatamente per 15.000 €.
@Stupidocane
Se "davvero" non fa null'altro, sta a lui dimostrarlo al giudice.

No. Sarà chi fa le indagini a dover dimostrare che un socio è complice del reato.

Non è che in quanto socio (minoritario, maggioritario senza responsabilità amministrative, prestanome o in altre posizioni societarie) ha automaticamente l'immunità dalle truffe perpetrate dalla sua azienda.

Invece sì :-)

Se commette un reato assieme ad un amministratore sarà condannato non come socio, ma come "persona fisica" complice del socio amministratore che commette il reato. In caso di condanna il socio risponde col suo patrimonio per gli eventuali danni economici, mentre se l'amministratore commette dei reati come Srl allora paga la società, se li commette anche come
"persona fisica" paga anche lui.
In altre parole, l'amministratore paga solo se si mette in tasca il frutto del reato (un "bravo" amministratore non lo farebbe mai: lascerebbe tutto nella società :-) ) mentre il socio senza poteri, se scoperto, paga sempre di tasca sua perché non può agire come società: non ne ha i poteri.

Almeno così ho capito dal nostro avvocato di fiducia che ha anche aggiunto che il diritto societario (almeno mi pare lo abbia chiamato così) è un mezzo casino (presumo che "casino" sia un termine in legalese). :-D

Tutto quello che ho detto è da prendere con le pinze perché si tratta di informazioni carpite qua e là mentre lavoro. Se non sono corrette prendetevela con Stupidocane che fa commenti del genere senza pensare che c'è gente che lavora onestamente e non ha mai commesso reati.
Stupidocane: se hai dei dubbi e delle curiosità del genere allora apriti una srl, commetti un reato e poi facci sapere che succede CHIARO????
La proposta commerciale è talmente "sgangherata" (promettere sconti percentuali a due cifre su un bene come i carburanti) che ben pochi ci saranno cascati.
O no?
@ Rado il Figo
il socio in quanto tale non ha alcuna responsabilità penale, se non ha fa null'altro
[…]
si presenta in assemblea per approvare il bilancio e delibere conseguenti, e stop sicuramente non potrà mai essere chiamato in causa


se approva un bilancio contenente elementi di falso è chiamato in causa;
può citare l’amministratore per il falso in bilancio se non a conoscenza delle irregolarità (danno ai soci per condotta irregolare e/o fraudolenta dell’amministratore)

di socio di srl che risponde anche illimitatamente coll'intero patrimonio personale, ma condizione necessaria (e non sufficiente) è che sia l'unico

trattasi di srl uninominale, la cui possibilità di costituzione è stata di recente normata.


@ Stupidocane
concordo con le tue considerazioni a parte questo
se la S.r.l. fa un buco di 100.000 € ed il capitale sociale è di 15.000 €, la società risponderà dei debiti limitatamente per 15.000 €
meglio: sono comunque i soci a rispondere; se i soci non amministratori sono estranei alla formazione della situazione debitoria rispondono, ognuno, con il rispettivo capitale versato; altrimenti personalmente in solido con il socio amministratore che, in ogni caso, risponde con il patrimonio personale per l’intera cifra.


In generale l’operatività di un’impresa presuppone operazioni bancarie comprese le concessioni di fidi: nel caso la responsabilità finanziaria, ampia e totale, è personale, da parte di chi concede garanzie e/o fidejussioni, socio o non socio.

Questo sempre relativamente alla parte finanziaria/economica.

Nel caso specifico (questo delle carte prepagate per buoni carburante) è ragionevole dedurre che non abbiano operato con fondi bancari - quel poco o tanto che siano riusciti a lucrare qualcuno potrebbe anche goderselo.
Spero con molte spine sotto il sedere!
Uhm no. La S.r.l. è una società di capitali e risponde limitatamente con i capitali ascrivibili alla società. Il capitale personale non viene intaccato.
Invece in una società di persone (s.n.c) o una società mista (S.A.S.) ne rispondono anche le persone fisiche con i propri capitali, nel primo caso i soci e tutti i beni a loro intestati, nel secondo il o i soci accomandatari.

Dal punto di vista finanziario le società di capitali hanno trattamenti ben più restrittivi per l'accesso al credito di quanto non possano avere le società di persone/miste, per il semplice fatto che le garanzie richieste vengono più facilmente ottenute con l'impegno dei capitali personali.

In poche parole: S.r.l. pochi rischi per il capitale personale, più difficoltà ad accedere al credito bancario, maggior sospetto da parte dei fornitori per situazioni di bilancio traballante.

S.n.c ed S.a.s. più rischio per i capitali dei soci, maggiori facilità ad accedere al credito, maggior fiducia da parte dei fornitori anche in situazioni economico/finanziarie particolari.

Tutto questo NON HA comunque nulla a che fare con la correità in una truffa. Sarà il socio a dover dimostrare al giudice di essere estraneo alla questione. Se le indagini proveranno che a) non sapeva e non aveva modo di poterlo sapere - probabilmente se la cava con una condanna pecuniaria o b) era sua responsabilità sapere cosa stava succedendo e siccome la legge non ammette ignoranza - condannato al pari o in misura adeguata ai soci rei di aver materialmente commesso la truffa.
Nel caso in cui la s.r.l. vada a gambe all'aria, ovvero dichiara fallimento, i creditori potranno rivalersi solamente sul capitale sociale, ovvero tutto quello che è intestato all'azienda debitrice (beni immobili e mobili, macchinari e magazzino, conti correnti e fondi, cedole azionarie e quant'altro). Nulla di quello che è intestato ai soci viene toccato dai tribunali fallimentari. Non sarebbe una società a responsabilità limitata, altrimenti.

In caso di truffa non si parla più di responsabilità limitata ma di reato penale, pertanto il diritto societario va a farsi benedire.
P.S. Nel caso si rimanga esposti con una s.r.l. e questa dichiari default, per bene che vada si riesce a al massimo il 30% del credito esigibile e verosimilmente solo dopo qualche anno.

In caso di truffa e condanna per truffa i tempi dovrebbero essere (ripeto, dovrebbero essere) più ristretti ed oltre a rientrare di buona parte del maltolto (concordati permettendo) si dovrebbe anche avere diritto ad una somma come risarcimento per i danni subiti.

Poi si sa che basta un avvocato con il pelo sullo stomaco, qualche conoscenza giusta, qualche mossa notarile et, voilà: nullatenente, politicamente coperto e di salute precaria. Manco un giorno di galera...
La srl risponde con tutti i suoi beni, non solo con il capitale sociale.
Ci sono società con 10.000 € di cap. soc. e beni e debiti per centinaia di migliaia di euro.
I soci possono perdere al massimo quanto investito nella società come capitale sociale e in parte quanto immesso a titolo di finanziamento, perchè il rimborso del cosiddetto finanziamento soci è rinviato al pagamento prima di tutti gli altri debiti.
In caso di liquidazione della società di capitali, il socio risponde di debiti non regolati dalla società nei limiti di quanto ha percepito dalla liquidazione.
Scusate, ma volete dirmi che, faccio un esempio scolastico, se un domani la FIAT è accusata di truffa o peculato altro reato penale, sono chiamati in causa tutti i suoi azionisti? Che fra, l'altro, essendo società quotata, sono sia in numero ragguardevole sia un po' ostici da rintracciare? E tutti gli azionisti sono chiamati davanti al giudice a dimostrare che non c'entrano nulla colla truffa?
No perché FIAT è Spa, società di capitale come srl; ma comunque conosco srl con circa 80 soci, di cui la metà è a sua volta rappresentata da altre società di tutti i tipi: in quel caso il giudice chiama tutti i soci e i soci delle società socie (e i soci delle società socie di società socie)?
p.s.: la srl unipersonale è stata introdotta circa 20 anni fa: per carità, poi basta mettersi d'accordo su cosa s'intenda per recente.
E nelle srl e nelle spa esistono (meglio, possono esistere, perché dev'essere previsto in statuto) sia soci non amministratori sia amministratori non soci.




No, un socio azionista che non faccia parte del direttivo non ha alcuna responsabilità. E' semmai parte lesa per i mancati introiti derivanti dalla caduta delle azioni una volta che la truffa viene scoperta.
No, un socio azionista che non faccia parte del direttivo non ha alcuna responsabilità.

Quindi, riassumendo, tu scrivi:
- un socio di srl è responsabile penalmente di quel che fa la srl anche se non è amministratore
- un socio di spa è responsabile penalmente di quel che fa la spa anche se non è amministratore
- un socio di spa quotata non è responsabile penalmente di quel che fa la spa quotata se non è anche amministratore?

Nella S.p.a. esiste un organo che si chiama Consiglio di Amministrazione. Quelli sono i soci responsabili penalmente, non i semplici azionisti.
Il Consiglio di Amministrazione esiste (può esistere, meglio) anche nelle srl e non è prerogativa delle spa.
Ma se la tua conclusione è che solo i soci che sono amministratori sono responsabili penalmente, perché hai prima detto che era sbagliato affermare che i soci "e basta" non sono responsabili penalmente?
Ijn linea di principio è la magistratura che deve dimostrare che io, socio, ho compiuto, in concorso con la società e gli altri soci un reato.
E se ci sono indizi di reato in questo senso, mi conviene preparare la mia difesa.
Detto questo è facile sospettare che possa essere a conoscenza dei fatti il socio di srl con due soci, mentre è difficile immaginare che tutti i millamila soci di una spa quotata siano a conoscenza di cosa avviene nei CDA.
Credo che l'elemento discriminante sia la possibilità per il singolo socio, usando la normale diligenza, di venire a conoscenza dei fatti illeciti e di avere agito per impedirli o favorirli traendone profitto.

Resta inteso che nel caso di reati, sono responsabili i soci amministratori, gli amministratori non soci, i soci non amministratori che hanno agito in concreto e i non soci non amministratori (i terzi) complici.

In sintesi quanto più ampie sono le responsabilità direzionali del socio nella società, quanto più ampia può essere la responsabilità penale, per dolo o colpa, nel caso di reati della società. La sola qualifica di socio non importa alcuna responsabilità penale.
Il Consiglio di Amministrazione esiste (può esistere, meglio) anche nelle srl e non è prerogativa delle spa.
Ma se la tua conclusione è che solo i soci che sono amministratori sono responsabili penalmente, perché hai prima detto che era sbagliato affermare che i soci "e basta" non sono responsabili penalmente?


Perché avevi scritto:

Perché dovrebbe andare in galera un socio in quanto tale di una srl? capisco fosse l'amministratore, ma essendo società di capitali un (solo) socio (per quanto) di maggioranza non rischia nulla.

Con questa frase io ho capito che un socio di una s.r.l. non va mai in galera PERCHE' socio di una s.r.l. quindi PERCHE' ha responsabilità limitata. Sì, ce l'ha, ma solo economicamente/finaziariamente. In realtà la responsabilità economico finanziaria non ha nulla a che vedere con la responsabilità penale. Quando scatta l'indagine per truffa di una società, si provvede a mettere sotto indagine tutti i soci. Poi, se un socio riesce a dimostrare che è totalmente estraneo al reato imputatogli (perché socio di puro capitale, senza nessuna responsabilità amministrativa ed all'oscuro dell'operato degli altri soci) ha buone possibilità di cavarsela con una condanna pecuniaria.

Chi invece è un semplice azionista di una società per azioni ha un "filtro" tra sé e le operazioni condotte dalla società in modo che non possa né avere potere di prendere decisioni per conto della società né tanto meno avere responsabilità penali per truffe perpetrate dalla società stessa. In pratica investe soldi sulla fiducia che la suddetta società aumenti il capitale e che quindi le sue azioni salgano. Una sorta di scommessa sui risultati che una società può ottenere.

Come se andassimo all'ippodromo e scommettessimo su un cavallo. Il cavallo vince, ma da controlli effettuati si scopre che è dopato. Ne risponderanno penalmente i proprietari del cavallo, non gli scommettitori.

Insomma, dalla tua prima domanda io ho tratto la conclusione che tu intendessi che basta che la società sia a responsabilità limitata per non avere nessuna ripercussione penale, quando invece non è così. Ma ci sono diverse figure tra i soci. Il socio "e basta" (intendendo un socio di puro capitale senza nessuna altra responsabilità amministrativa) difficilmente può venire incriminato per il reato perpetrato dagli altri soci (a discrezione sempre del giudice e delle leggi che regolamentano i vari gradi di responsabilità). In questi gradi di responsabilità, chi compra azioni di una società quotata in borsa è all'ultimo gradino di essa, non ha potere decisionale, non controlla null'altro che il proprio capitale investito e quindi non è responsabile della truffa.

Se il qui pro quo era nato solo dalla tua malinterpretazione di quella frase, d'accordo era solo un malinteso.

Comunque, considerando il lavoro che faccio, era un po' "difficile" che potessi dare un'interpretazione del genere ;-)
In tutt'i casi, leggendo da altre fonti, l'ottantenne è immischiato quale amministratore unico, e non perché socio di maggioranza come lascia intendere quanto scritto da Paolo.

Mi ricorda tanto la questione (relativamente nuova, anche se rimasticata da vecchi giri) di Win, un sistema di "risparmio miracoloso" i cui addetti stanno girando in questo periodo a roma. Se vi volete fare due risate: http://fraenksmind.blogspot.it/2014/04/ho-deciso-di-fare-uneccezione.html
THE END

http://www.bankoffuel.it/