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16 commenti

“Paolo, risponderesti alle domande di questo ennesimo video complottista?” Ma anche no

Spesso mi capita di ricevere la richiesta di guardare un video di qualche sostenitore di tesi di complotto e poi rispondere dettagliatamente alla sua montagna di presunti misteri e alla sua diarrea di domande. Ho preparato una risposta standard che magari può essere utile ad altri che si trovano nei miei panni, per cui la pubblico qui.


Buongiorno,

purtroppo non ho ore di tempo da dedicare all'ennesimo video dei sostenitori delle tesi di complotto. In realtà dovrei dedicare molto più tempo della semplice durata del video, perché ogni singola affermazione andrebbe verificata, ogni singola fonte andrebbe trovata, ogni singola immagine andrebbe controllata per eventuali tagli o manipolazioni: questo è necessario perché i sostenitori delle tesi alternative sono già stati colti ripetutamente a tagliare, manipolare e mentire per sostenere le proprie idee preconcette.

Fare tutta questa verifica sarebbe un lavoro immenso, che dovrei oltretutto fare gratuitamente. Purtroppo non vivo di rendita, per cui non posso permettermi di togliere così tanto tempo al lavoro remunerato del quale anch'io, come tutti, ho bisogno per campare.

Inoltre presumo che molte delle domande presentate nel video abbiano già avuto abbondante risposta dagli esperti di settore, ma che il complottista, come al solito, non si sia informato o semplicemente abbia rifiutato la risposta fornita. Cosa spinga un inesperto della materia, quale è il realizzatore di quel video, a rifiutare le risposte degli esperti è una domanda molto interessante.

Se i sostenitori delle tesi alternative vogliono risposte ai propri dubbi, non devono fare altro che incaricare degli esperti qualificati nei settori tecnici pertinenti e chiedere a loro di rispondere in dettaglio e di formalizzare quei dubbi, sotto forma di articoli scientifici documentati, da sottoporre per verifica alle riviste specialistiche dei settori interessati.

Questo è quello che si fa in qualunque campo nel quale si voglia realmente fare ricerca scientifica e fornire chiarezza: si interpellano gli esperti, e se gli esperti confermano la tesi, la si pubblica (con accurata documentazione) in una rivista scientifica, dove verrà vagliata da altri esperti. In tutti questi anni, però, nessuno dei sostenitori delle tesi alternative lo ha fatto, preferendo invece vendere DVD e produrre video interminabili. Vale la pena di chiedersi perché.


Cordiali saluti,

Paolo Attivissimo
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Commenti
Commenti (16)
Universale.
Approved!
Giusto cosi'.
Si dedica tempo solamente a sbufalare focaccia, bomboloni o blocchi di puntine o similari.

Per il resto, la vita e' troppo breve per dar retta a tutti quanti. :->
"Ma anche no!"

Questa la preferisco: più sintetica e diretta.
Quando ci vuole, ci vuole!
Risposa breve, quella alternativa: "L'ho già visto: è tutto vero!"
standing ovation Paolo
Ciao Paolo ti volevo segnalare (probabilmente lo hai gia' visto ) il nuovo video del TAM 2014 di Neil DeGrasse Tyson sullo scetticismo ( Luna/complotti etc)

YouTube Neil DeGrasse Tyson - TAM 6 (2014)

Veramente fantastico.
Ciao, cancella pure il commento
Confucio disse:
"Dai un pesce ad un affamato ed avrai prolungato di un giorno la sua agonia, insegnagli a pescare e lo avrai salvato."
Grossomodo.

Una risposta è anche: "Non ce ne è bisogno, non mi intralcia in alcun modo. Sono più orientato a come riconoscere ed insegnare a schivare ogni tipo di bufala, attraverso una filosofia che può permettersi di rinunciare senza rimpianti all'eventualità di aver rifiutato eventuali follie di qualche genuino benefattore."

Ho maturato questa convinzione:

Alla base di uno stile di vita impermeabile ai tentativi di truffa, si deve cercare un tenore, magari modesto ma autonomo.
Il non avere problemi economici o burocratici pressanti, o una certa flessibilità e margine qualora nonostante le precauzioni si presentassero aiuta grandemente a schivare le truffe.

la mente di chi valuta realisticamente le proprie possibilità e la propria attitudine è più lucida di quella di chi è pressato dai bisogni.

La lotta alla truffa e all' inganno si articola in due punti:

1) Garantirsi una certa stabilità

2) imparare a riconoscere i meccanismi della truffa.

Il punto 1 mi appare importante perchè sono persuaso che da una posizione stabile, di fronte al dubbio di una truffa è facile rispondere "si, posso permettermelo" alla domanda: "Ma se questa offerta non fosse una truffa, se questa offerta fosse realmente la follia di un qualche benefattore, potrei permettermi di non intascare o risparmiare gli eurozzi di cui parla la suddetta offerta?"
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Poi, per impermeabile ai tentativi di truffa, intendo dire impermeabile a quelli che se vanno a segno ti rovinano, se qualcuno dice di aver bisogno di aiuto, glie lo si accorda e poi si scopre che era solo a corto di bumba... ci si rammarica più per aver fatto incautamente del danno aggiuntivo che per aver perso qualche eurozzo che sarebbe stato meglio spendere in afri-cola.
Per Puffolotti.

Sono d'accordo, ma anche avere denaro e stabilita' non protegge.
Ci sono tantissimi casi di persone benestanti truffate nelle peggiori maniere, dove per peggiori intendo ridicole e palesemente truffaldine, tipo macchinetta che raddoppia il denaro "ma te lo raddoppio stanotte, dammi i soldi adesso e domani ci rivediamo" o robe tipo Maddof (scritto giusto?) che dava interessi molto superiori alla norma e ha truffato miliardi di dollari a ricconi americani. Insomma gente che di interessi e investimenti dovrebbe saperne a palate.

Ho l'impressione che i numeri, in percentuale, siano simili tra persone benestanti e gente con meno risorse.
Forse i non benestanti sono semplicemente piu' numerosi :-|
Roberto.
@Roberto Camisana

ho parlato di stabilità, la stabilità è per l'appunto una situazione in cui puoi benissimo fare a meno di una macchinetta che raddoppia i soldi.
Parlo di soldi (Libertà convenientemente tagliata in fettine) perchè, come capita coi watts o i TEP nell' industria, sono un unità di misura facilmente comprensibile.

Poi non so se quello che desidera Camisana è una cucina da 10'000 metri lineari o un'automobile che scala le pareti a 300 all'ora oppure che i passeri e gli scoiattoli mangino dalla sua mano, quindi uso l'esempio del denaro e dei proponimenti perchè ha una certa astrattezza e generalità.
Il denaro mette d'accordo chi vende pesci con chi fabbrica barche, anche se un esponente di una categoria potrebbe non incontrare per tutta la vita un esponente dell'altra categoria, in quanto il denaro si associa ad entrambe le cose.

Direi di più. Nel perseguimento della stabilità, un giovanotto o una fanciulla che presto debutteranno nel mondo brutto, cattivo & puzzolente farebbero bene ad analizzare i proponimenti e le necessità prima di analizzare le tecniche per pescare gli Idlo$.

Se uno ha 5 ville da 1 KmQ, 4 automobili con un numero a 4 cifre di cavalli a vapore ma alla terza settimana di gennaio piange che gli servono 50'000 €urozzi in contanti e non sa come realizzarli per evitare di pagarne 5'000 di interessi su rateizzazioni... quello sarà pure un creso, ma si trova in una situazione di instabilità che può renderlo vulnerabile a truffe & raggiri.

Se uno ha solo una bicicletta ma alla terza settimana di gennaio ha tutti i conti di fine anno pagati e ancora ignora l'esatto contenuto del suo proprio porcellino, quello sarà più impervio a truffe e raggiri.

Il tutto è una mera semplificazione.
@puffolotti:
pensi come mio nonno. E lui è vissuto fino a novantacinque anni. Non è mai stato ricchissimo ma è nato in una stalla (letteralmente, a lato dei cavalli) ed è morto nella villetta a due piani sua e dei miei genitori. E ci ha lasciato anche dei soldi.

Insomma, sapeva prendersi cura dei suei soldi e non è mai dovuto andare a chiedere la carità. Io sono d'accordo. Ma quando vedo un francobollo russo o americano della corsa allo spazio non riesco sempre a resistere. Ed ora ci sono quelli cinesi.
Non sono d'accordo. Il meccanismo psicologico che rende possibile la maggior parte delle truffe non è una situazione di bisogno della vittima, ma invece la percezione, sempre da parte della vittima, di essere un volpone di tre cotte - percezione gravemente errata, come l'autore della truffa si incaricherà di dimostrare. Il pollo può essere povero in canna o ricco sfondato, non c'entra nulla - il meccanismo scatta perché il pollo è convinto di essere furbissimo, mentre invece è un pollo.

Basterà pensare a "La Stangata" per capire cosa voglio dire. Nella grande maggioranza dei casi, alla vittima di una truffa viene offerta un'occasione illegale o quanto meno ai margini estremi della legalità - comprare merce chiaramente rubata o quantomeno di dubbia provenienza, partecipare a investimenti che dovrebbero fornire interessi possibili solo con lo strozzinaggio, eccetera eccetera. E il pollo abbocca non perchè si trovi in una grave situazione di bisogno, ma perchè è convinto di essere un furbo che può prendersi delle libertà con la legge.

Questo è il meccanismo preferito dai truffatori, in parte perchè funziona infallibilmente, e in parte (ma forse sopratutto) perchè riduce o azzera le possibilità di rivalsa a disposizione del truffato. Chi crede di comprare una costosissima macchina fotografica, nuova nel suo imballo, ad uno dei tanti mercatini delle pulci (= dei ladri) che pullulano alle periferie delle città italiane, e poi si ritrova con una scatola contenente un mattone, credete davvero che vada a lamentarsi dalla Polizia o dai Carabinieri?

Uhm. Secondo me bisogna fare un distinguo.
Comperare un iPad a 50 euro nuovo ed imballato (ove non diventi una piastrella del bagno una volta aperta la confezione) SI SA che è rubato. Comprarlo significa infrangere la legge è chi lo fa, SA PERFETTAMENTE che sta commettendo un reato. Diverso il discorso di chi invece compra il medesimo articolo con un forte sconto ma ancora nei prezzi di mercato o poco meno. Non sa se è rubato ed è il venditore l'unico responsabile della truffa.

Tutto un altro paio di maniche invece le truffe sugli investimenti finanziari. Ingrao dei meccanismi, delle reali percentuali di guadagno, dei reali rischi che il capitale svanisce nel nulla E l'errata percezione che l'uomo medio ha della ricchezza, il pregiudizio che i veri guadagni non sono a singola cifra come in banca ma a doppia cifra multipla di dieci, la fame di voler entrare a far parte del giro di quelli che contano, l'errata idea che basti poco per avere tanto... Insomma, l'avere la cultura di una capra in materia di investimenti finanziari e pensare che basti fidarsi di uno che conferma i propri pregiudizi, la truffa funziona.

Anche qui c'è da dire che quando i truffati sono grosse holding o istituti bancari LORO NON POSSONO NON SAPERE da dove arrivino rendimenti così alti ma sfruttano il sistema finché non collassa. La differenza è che le banche non pagano mai. Sempre colpa del broker truffaldino che li ha intortati...
Ingrao=ignoranza.

Stavolta il correttore automatico si è superato, devo ammetterlo...
@Ebonsi

In tal caso siamo d'accordo.

Il bisogno di sentirsi un volpone di 3 cotte è, per l'appunto, un bisogno, che nasce dal dolore di non contare un gurko.
La maggior parte delle truffe propongono un introito illecito.
Arriverei a dire "praticamente tutte" se per introito includiamo anche la gioia di sentirsi salvatori della [Bolivia] con un click, avendo subito neanche uno sputo sulle scarpe...
In un certo senso è un introito illecito anche l'aver conquistato l'amore di una superporcona più zifida del teflon, con un aspetto da pallavolista e uno stipendio a 8 cifre avendo speso mezz'ora a settimana in igiene personale & lavaggio vestiti(o situazione omologa a sessi invertiti).

Come ho detto a Roberto Camisana, ho parlato di soldi per fare un discorso generale.

Forse la domanda che uno dovrebbe farsi è: "Ma io... cosa desidero realmente? desidero salvare la [Bolivia] o desidero che chi mi sta intorno QUI sia persuaso del fatto che io sono uno che salva la [Bolivia]?"

Sottolineo il "forse" perchè sto esaminando questo esatto problema, e i dati a mia disposizione son quantomai pazzeschi.
Ciao Paolo. Scrivo un commento per la prima volta per fart i i complimenti.
L'altro giorno mi sono "sorbito" le 2 ore e piú del tuo hangout sull 11/9. Molto istruttivo, devo dire.
Mi ha colpito la parte relative ai crolli degli edifici: come se bastasse fare due conti e calcolare la velocitá di caduta di una struttura cosí complessa (impossibile giá di per se, secondo me) pur non sapendo, ovviamente, i danni esatti provocati dagli aerei, la distribuzione di carburante dentro l'edificio ...
Le domande sui cellulari e sull'aereo del Pentagono sono legittime, nel senso che sarebbe interessante capire esattamente com'é andata, ma da qui a costruire una teoria complottistica, ce ne vuole. Comunque, davvero, grazie: il tuo blog e' una ventata d'aria fresca contro la "mentalitá bufala" di chi copia e incolla qualunque castroneria gli passi per le mani.