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6 commenti

Recensione: Gateway to Space

Ieri sono stato alla Fiera di Udine a vedere la mostra Gateway to Space. Dal punto di vista museale non è un granché: gli oggetti autentici esposti sono pochi (la pietra lunare Apollo annunciata non c'era, o perlomeno io non l'ho vista) e le ricostruzioni delle tute esposte sono molto superficiali. Se siete appassionati di spazio, resterete probabilmente a bocca asciutta.

Ma dal punto di vista del coinvolgimento del pubblico la mostra funziona. I modelli sono grandi e belli: sono notevoli, in particolare, le repliche in grandezza reale della minuscola capsula Mercury e della grande futura capsula Orion, e il grande modello del Saturn V (ma stona il Rover, l'auto lunare delle missioni Apollo, che è una replica davvero approssimativa). I pannelli illustrativi sono ricchi e dettagliati (sia pure con qualche scivolone di traduzione), lo spazio espositivo è ampio e non soffocante e le sezioni interattive funzionano bene.

Credit: Gabriella Cordone Lisiero
Gli appunti giovanili di Von Braun sono una copia,
non l'originale (la didascalia della mostra lo dice).

No, Russ 'Moon' Circling Earth non vuol dire Sonda lunare russa gira intorno alla Terra.
Vuol dire “Luna” russa gira intorno alla Terra.

Per un fan di Skylab come me è stato un piacere vedere la replica del pavimento speciale
e delle scarpe prensili usate sulla prima stazione spaziale statunitense.

Una copia ragionevolmente fedele del gabinetto della
Stazione Spaziale Internazionale.

Simulacro della capsula Orion in grandezza reale.


Fra le occasioni interattive segnalo, in particolare, la “MIR” (in realtà un simulacro visitabile molto approssimativo di una stazione spaziale), che ha la particolarità di essere ruotata rispetto al pavimento in modo che tutte le pareti interne siano inclinate (foto qui accanto), creando un fortissimo senso di disorientamento che rende bene l'idea di cosa significa trovarsi nello spazio in assenza di peso, quando gli occhi e i sensori d'equilibrio del corpo mandano al cervello segnali totalmente discordanti.

Una citazione speciale, per me, va al gimbal rig che vedete qui sotto, ispirato a quello concepito per valutare la reazione fisiologica alle sollecitazioni che possono verificarsi durante un volo spaziale. Non ho resistito. Sarà l'addestramento speciale al quale siamo sottoposti noi agenti disinformatori prezzolati del Nuovo Ordine Mondiale, saranno gli impianti bioplasmatici, sarà che io sono in realtà un rettiliano non umano, come dicono gli sciachimisti e gli altri complottisti, ma a me ha fatto molto meno effetto di quello che si potrebbe pensare guardando il video.

Credit: Gabriella Cordone Lisiero


In conclusione: se volete avvicinare i giovani o i neofiti all'avventura spaziale, Gateway to Space è un ottimo primo passo (credo, per esempio, che il gruppetto di persone che ha seguito la mia lezione involontaria sul funzionamento in dettaglio del gabinetto spaziale davanti alla sua replica ne porterà a casa un ricordo molto particolare). Ma se siete cultori che pretendono rigore storico e precisione nelle ricostruzioni, rimarrete probabilmente delusi.
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Commenti
Commenti (6)
Effettivamente quella sull'uso del gabinetto nello spazio è stato uno dei tuoi post più coinvolgenti, giuro! Noi non ci pensiamo ma la quotidianità 'lassù' è un concetto davvero relativo!
Wow! Ho sempre desiderato provare uno di quegli aggeggi shackeratori... quelli dove si sta in piedi e si fanno ruotare con il proprio corpo. Questo invece è servo assistito e credo sia stato progettato per abituare gli astronauti per poter reagire ed agire "lucidamente" anche in situazioni di estremo disorientamento fisico.

Credo che in quelle condizioni diventi difficile anche solo pensare...
Io ero in vacanza a Belluno e son tornato a casa il giorno in cui inaugurarono la mostra. Da lì a Udine era fattibilissimo, da Milano è un pelo più scomodo...

Peccato.
@Stupidocane

"aggeggi shackeratori".
Ce n'e' uno al museo aerospaziale vicino all'aeroporto Dulles di Washington. Vi sono un simulatore di volo aereo ed il giocattolo che ti piace :-)
Per il simulatore di volo il pubblico viene avvisato di non entrarvi se si hanno problemi alla cervicale, allora non l'ho provato. Per l'aggeggio shackeratore le condizioni sono piu' restrittive.
@ Giuliano47

Orpo! Davvero? Dunque vediamo... Google Maps... Da Verona a Washington... in moto... n'esaGGeraZZione dde ore...
Per il simulatore di volo il pubblico viene avvisato di non entrarvi se si hanno problemi alla cervicale, allora non l'ho provato. Per l'aggeggio shackeratore le condizioni sono piu' restrittive.

Io nel 2010 al Kennedy Space Center provai lo "Shuttle Experience", e anche lì sconsigliavano di entrarci chi soffriva di problemi cardiaci, di cervicale, e millemila altre magagne. In realtà non era così terrificante come lo descrivevano, e se devo essere sincero addirittura la seconda volta che lo provai non mi parve chissà che impressionante. Penso invece che la sedia con libertà sui tre assi debba essere ben peggio, soprattutto per lo stomaco.