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20 commenti

Togliere la batteria al telefonino gli impedisce di fare la spia? Forse no

Fonte: HowStuffWorks.com
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Una delle dicerie più diffuse a proposito delle tecniche per difendersi dalle intercettazioni raccomanda di rimuovere la batteria dal telefonino per evitare che il dispositivo possa essere usato come microspia ambientale. Secondo le considerazioni tecniche presentate da Stackexchange, tuttavia, questa precauzione potrebbe non bastare ed è inutilmente complicata.

Alcuni telefonini, infatti, contengono una seconda batteria seminascosta, molto più piccola di quella principale, che serve per alimentare l'orologio interno (il chip di clock, in gergo). In teoria, questa batteria (mostrata a destra nella foto qui accanto insieme ad un altoparlante e a un microfono di cellulare), oppure un condensatore, non è sufficiente a trasmettere un segnale radio cellulare tradizionale, ma potrebbe alimentare non solo l'orologio ma anche altri circuiti del telefonino, almeno per brevi periodi.

Per esempio, potrebbe alimentare soltanto il microfono, un processore e una memoria nella quale registra una conversazione; la registrazione verrebbe inviata all'ipotetico sorvegliante in seguito, quando viene ricollegata la batteria principale e il telefonino si riconnette alla rete cellulare.

Questi scenari possono sembrare fantascientifici, ma va considerato che nascondere una funzione del genere sarebbe relativamente semplice, dato che gli schemi circuitali dei telefonini sono difficili da esaminare in dettaglio e non sono pubblicamente documentati, e che Edward Snowden, in un'intervista trasmessa dall'emittente statunitense NBC, ha dichiarato che l'NSA può accendere uno smartphone “anche quando il dispositivo è spento” (“They can absolutely turn them on with the power turned off to the device”). Bisogna capire cosa s'intende per “spento”, dato che gli smartphone hanno vari livelli di spegnimento, e inoltre spegnerli premendo il tasto d'alimentazione è diverso dal rimuoverne la batteria.

Se volete sapere se il vostro telefonino contiene questa batteria supplementare, potete mettere il telefonino in modalità aereo, segnare l'ora esatta indicata dal dispositivo, spegnere il telefonino, togliere la batteria e la SIM e aspettare circa cinque minuti. Passati questi minuti, potete rimettere a posto la batteria (ma non la SIM) e riaccendere il telefonino, che dovrebbe restare automaticamente in modalità aereo e quindi non può ricevere dalla rete cellulare il segnale dell'ora esatta. Guardate che ora indica il telefonino: se è ancora esatta, vuol dire che qualcosa ha tenuto alimentato il suo orologio interno.

Complicato, vero? C'è per fortuna una precauzione meno complicata: lasciare altrove il telefonino.


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Commenti
Commenti (20)
Innanzitutto grazie per come in questi anni ci ha "svegliato" dalle panzane di cui è pieno il web.
Mi chiedevo però quanto può durare (non credo molto) una batteria così piccola....in altre parole se un telefono spento in caso di emergenza può essere ancora rintracciabile.....
basterebbe mettere il telefono in una scatoletta metallica chiusa: dicesi gabbia di faraday.
nessuna componente elettromagnetica entra, nessuna esce. Sistema isolato con o senza batteria/batterie in trasmissione o in ricezione o ovunque qualcosa sia. Potranno fare quello che gli pare con l'elettronica ma non possono di certo andare contro le leggi della fisica checcavolo! :D
I complottisti direbbero che ...
la gabbia di farad impedisce la trasmissione ma non la registrazione.
inoltre crea delle onde stazionarie dannose per lo smartphone.
Togliere la batteria principale resta il metodo piu' efficace.
ed ecco perche molti costruttori tentano in tutti i modi di rendere
difficile o impossibile la rimozione.
i complottisti direbbero che...
in teoria la microbatteria potrebbe anche alimentare
un mircotrasmettitore, ma con potenza minore di 100mW
per un raggio d'azione di una decina di metri.
Il mio sbaglia l'ora anche se non è in modalità aereo... :-(
Questa cosa mi lascia un po' perplesso. Com'e' possibile alimentare "non solo l'orologio, ma anche altri circuiti del telefonino, almeno per brevi periodi", senza modificare l'hardware? La piccola batteria di backup dura anni propro perche' fisicamente connessa solo al circuito dell'orologio del telefono (cosi' come nei PC, dove e' usata anche per mantenere la configurazione delle Bios). A meno che il progetto del telefono preveda che la fonte dell'alimentazione dei vari circuiti sia configurabile da software, ma mi pare un po' strano.
Si, le ipotesi del bimbominchia paranoico. Ci sono quel paio di migliaia di questioni irrisolte:
1) che grande vantaggio sarebbe riuscire a registrarti per quella manciata di minuti che ti consente uno sputo di batteria
2) quando si parla di batterie si parla solo di mAh e ci si scorda che hanno anche un voltaggio (oltre che una capacità di scarica). Quindi prima del problema della durata la questione è se ha le altre caratteristiche elettriche adeguate ad alimentare, anche al minimo, i componenti che servono
3) GOMBLODDO! i produttori di telefonini dovrebbero produrre dell'hardware che possa funzionare in due modalità completamente diverse tra loro e questo a che pro? Unicamente per far contenti l'NSA, la massoneria e i rettiliani? Cioè, sulle backdoor ok, due modifiche al firmware e via; ma qui stiamo parlando di hardware che ha già problemi a funzionare in un modo in grado di funzionare in tutt'altro (quindi anche con il supporto dei produttori dei singoli chip! tutti coinvolti, ovviamente, come per le scie chimiche)
4) poi ditemi che nel mentre trasmette anche. E' perché i produttori, nel gombloddo mondiale, usano delle batterie a fusione nucleari grandi come capelli solo ed esclusivamente per spiarti mentre spegni il cellulare. Cretino io che lo tengo acceso e non riesco ad arrivare a sera con la batteria principale.

Cioè, potrei andare avanti una giornata ma mi fermo qui. C'è da segnarsi bene che "TEORICAMENTE POSSIBILE" è diverso da "E' VEROSIMILE". Teoricamente è possibile anche che gli aerei ci irrorino con agenti patogeni. Mica staremo giocando a quel gioco lì, su...
Paolo, le batterie interne usate per tenere in vita il cosiddetto RTC (real time clock), per loro natura costruttiva (chimica) sono in grado di erogare solo pochissimi mA (si parla di circa 2 millesimi di Ampere), e sono inidonee a qualsiasi altro utilizzo. Se questa batteria fosse usata per un'altro scopo, non funzionerebbe: 1 - la sua elevata resistenza interna non permetterebbe di fornire la necessaria corrente, 2 - la richiesta di corrente della circuiteria del telefonino, superiore a quanto possa erogare la batteria, farebbe crollare la tensione di quest'ultima, rendendola inutilizzabile. Ipotizzare è intelligente, ma questa personalmente mi sembra un'idea alla "studio aperto": una sciocchezza.
Paolo,
mi sa proprio che stavolta non ci siamo… questo post starebbe bene nei blog contro i quali normalmente tu fai luce, ma non nel tuo.
Forse controbatterai a queste nostre considerazioni (mie e degli altri commenti), ma confido ancora nel fatto che, a differenza degli altri, ti distingui anche perché sai fare un passo indietro. Ecco: questo è il caso.
Dubito anche io che una batteria a bottone di quelle dei CMOS possa alimentare un microfono per tempi utili allo spionaggio, ma il grado di miniaturizzazione degli elementi dei congegni elettronici mi fa sembrare sensata la domanda: "è possibile infilare in uno smartphone o in un tablet un condensatore o qualcosa di simile ad una batteria che possa farlo e che non può essere riconosciuto per tale da un normale riparatore a meno che non stia cercando esattamente tale funzione?"

Sono tagliato fuori da un sacco di tempo dalle nozioni su quanto spazio fisico occupi una fettazza di disco rigido o un coprocessore, ma quando passeggio per i negozi di elettronica e osservo le etichette delle macchine vedo che oggidì un sacco di roba occupa poco spazio, e confrontando dimensioni e prezzi fra mini-robe e micro-robe della stessa capacità, non mi pare impossibile infilare di straforo una batteria da 500MA in una roba grande grossomodo come una scatola di sigarette che ha 1 Gb di ram e 16 Gb di disco rigido.
Beh mi pare francamente un po' eccessivo. Come fanno notare altri commentatori ci sono questioni tecniche che rendono la cosa molto difficile se non praticamente impossibile. Mi spiano dal telefono spento senza batteria e non sono capaci di produrre uno smartphone che da SPENTO fa suonare la sveglia!! :)

Ok, seriamente: anche se tutto questo fosse praticamente realizzabile, basta chiudere il telefono in una pentola a pressione.
Testato personalmente: non riceve alcun segnale.
Meglio ancora sarebbe non avere nemmeno un cellulare.
@Il Lupo della Luna.

Ho maturato l'impressione:
"Sovente i faighi han cellulari sfaigati."

Non sempre ma spesso.
Aggiungo che molti fra i faighi che han cellulari faighi, (ricevuti in regalo da mecenati o nipotini) se costretti a prenderli in mano in pubblico, li prendono in mano con palese disgusto, come se fossero porcospini morti.

Quando ho formulato il mio intervento precedente pensavo ai cellulari sfaigati dei faighi... Dopo tutto sono il tipo di persone di cui la polizia di un paese si chiede: "Non credo che faccia cose proibite dalla legge, e se ne facesse non lo beccherei mai, ma mi piacerebbe sapere come mai è tanto faigho." (l' "h" si usa anche al singolare)

(a scanso di risse al coltello sull'ala di un biplano in volo col motore in fiamme che sta cadendo in una fabbrica di nitroglicerina voglio precisare: Non sto dicendo che chi ha un cellulare faigo e ne è soddisfatto non può essere un faigo, )
Queste batterie sono effettivamente piccine ma:
1) Se sono al litio, la maggioranza, fanno 3,7 volt come la batteria principale. Se sono a tensioni più basse esistono circuiti anche semplici che elevano la tensione come quelli che si usano per accendere un LED con una pila da 1,5V
2) Riguardo ai consumi oggi ci sono chip che consumano veramente poco, parliamo di microampere. In ogni caso un uso del genere la farebbe scaricare ben prima della sua vita utile prevista. A meno che sia ricaricabile. I supercondensatori sono ricaricabili.
3) In rete si trovano gli schemi tecnici dei cellulari, io ho quelli dei cellulari che ho avuto, roba del genere non è facile da tenere nascosta. Però bisognerebbe cercarla.
4) Molti dispositivi vengono costruiti in Cina il cui governo di solito non collabora con NSA.
5) E' più facile nascondere qualcosa nel software. Sebbene di Android il codice sia a disposizione non è sempre così per i driver.

Piuttosto l'ostacolo principale sarebbe il prezzo. Chi paga per inserire un circuito che non verrà sfruttato dal cliente ma da altri? Economizzare pochi centesimi su grandi numeri di venduto significa guadagnare.

Tecnicamente penso sia possibile ma impraticabile. Su centinaia di milioni di cellulari e smartphone, forse miliardi, finora nessuno ha trovato nulla di strano. E c'è gente che li apre per modificarli.
paolo una domanda: ma è possibile porre il telefonino all'interno di un qualche contenitore schermato ed impedire quindi di essere rintracciato?
Debora,

se metti il telefonino dentro un contenitore interamente metallico (per esempio un forno a microonde o un frigorifero), è estremamente difficile che un segnale radio possa entrare o uscire.
Io ho provato con la pentola a pressione, funziona. Nel microonde non è detto, alcuni sono schermati solo sul fronte: nel mio per esempio il telefono continua a ricevere. In frigo non saprei.
ma è possibile porre il telefonino all'interno di un qualche contenitore schermato ed impedire quindi di essere rintracciato?

Come no. Ne esiste uno dall'indiscussa efficacia. E' la sua confezione, sullo scaffale del negozio.
Cellulari, microonde, pentolame vario e contenitori schermanti: se ne disquisisce scientificamente qui e qui
La capacità di ricevere un segnale radio all'interno di una pentola è difficile da stabilire a priori, esistono un sacco di fattori. Ad esempio le stazioni trasmittenti hanno un segnale molto robusto apposta per garantire la comunicazione anche in condizioni difficili, analogamente i cellulari hanno antenne e amplificatori progettati apposta per fare "miracoli" in termini di sensibilità.

Ma soprattutto non è così facile costruire un contenitore schermante: anche se in teoria bastano spessori di metallo minimi per ammazzare un'onda elettromagnetica in pratica nella realtà ho a che fare con oggetti pieni di fessure che sono più che sufficienti per lasciar passare il segnale. Ad esempio una pentola a pressione a differenza di una pentola normale avrà una guarnizione in gomma, che impedirà al coperchio di fare contatto con il resto della pentola. Può sembrare poco, ma dal punto di vista di un'onda radio è tanto.

Quando studiavo all'università ho avuto l'opportunità di visitare qualche stanza schermata per test elettromagnetici, e ho visto di persona che i millimetri fanno la differenza: ogni porta o sportello è studiata apposta per non offrire punti deboli (ad esempio si usano delle trecce di metallo, flessibili, che costituiscono l'equivalente elettromagnetico di una guarnizione di gomma), ed effettivamente l'unico modo per ammazzare il segnale del cellulare era quello di chiudere la porta fino a far scattare la serratura, se ci si limitava ad accostarla non era difficile ricevere il segnale di rete col proprio cellulare.
ma quante stronzate ho letto su questo argomento !!!