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Acquisti in-app ingannevoli, dopo Apple tocca a Google risarcire gli utenti

Molte app gratuite su smartphone e tablet producono reddito per i loro creatori (che sono sviluppatori indipendenti da Google, Apple o Microsoft) acquisendo dati personali da rivendere a inserzionisti pubblicitari o società d'indagine di mercato oppure mostrando direttamente pubblicità pagate dagli inserzionisti. Altre fanno soldi più direttamente tramite gli acquisti in-app: l'utente di un'app di gioco, per esempio, si trova a dover acquistare degli accessori virtuali per poter continuare a giocare. L'acquisto viene pagato tramite carta di credito o carta prepagata.

Il problema degli acquisti in-app è che non sono protetti adeguatamente contro l'abuso da parte degli utenti stessi, che spesso sono giovanissimi e causano addebiti consistenti ai genitori perché i costi non sono indicati chiaramente. Per questa mancanza di protezione Apple è già stata obbligata a risarcire circa 32 milioni di dollari ai consumatori statunitensi a gennaio di quest'anno; ora tocca a Google, che dovrà pagare almeno 19 milioni di dollari ai propri clienti.

Nel 2011, quando Google ha introdotto gli acquisti in-app (che potevano costare fino a 200 dollari l'uno), non aveva messo neanche una password di verifica su questi acquisti: un bambino poteva farli illimitatamente. La password è arrivata soltanto nel 2012, ma la finestra di dialogo non diceva al consumatore quant'era l'addebito: come se non bastasse, il consumatore non veniva neppure avvisato che digitando la password autorizzava automaticamente tutti gli acquisti fatti nella successiva mezz'ora.

Per bloccare gli acquisti in-app sui dispositivi Apple si va in Impostazioni - Generali - Restrizioni - Abilita restrizioni; si assegna un PIN (che l'adulto deve tenere segreto) e poi si disattiva la voce Acquisti in-app.

Sui dispositivi Android si tocca l'icona del Play Store, poi si tocca l'icona con le tre barrette, si sceglie Impostazioni e si attiva la casella Usa la password per limitare gli acquisti o Richiedi password per gli acquisti o simile (la dicitura esatta varia in base alla versione di Android). In questo modo soltanto chi ha la password dell'account Google associato al dispositivo potrà fare acquisti. Alcuni antivirus e alcune app di controllo parentale per Android (ne cito alcune qui) permettono ulteriori restrizioni, compreso il tipo di sito che può essere visitato.
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Commenti
Commenti (1)
Ciao Paolo, tempismo incredibile proprio oggi una collega mi ha parlato di una disavventura simile.
In una app uno dei suoi figli ha comprato qualcosa e di conseguenza le e' arrivato un sms di avviso dell'avvenuto abbonamento a un qualche servizio.
Ho fatto una foto degli sms che ha ricevuto, correttamente (si fa per dire) negli sms ci sono gli estremi per chiamare e disattivare subito tutto pero' rimane una cosa un po' subdola perche', fosse cosi', non molto controllabile.

Tra l'altro abbiamo appena verificato e aveva la password impostata nel Play. Sembrerebbe, andando a naso, che l'applicazione abbia chiesto qualcosa e poi abbia magari mandato un sms vecchia maniera per abbonare l'utente al servizio.

Negli SMS e' indicato il sito di questo gestore di servizi ma non so se posso scriverlo qua nel blog. (se posso dimmelo e lo scrivo, magari ti da piu' informazioni)

Ti risultano anche cose cosi?
Roberto.