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21 commenti

Faccia a faccia con chi ha camminato su un altro mondo

Oggi, grazie a SwissApollo, ho potuto scambiare alla Hochschule für Wirtschaft di Zurigo due chiacchiere con una persona che ha visto la Terra sospesa come un gioiello brillante nel nero velluto dello spazio, mentre camminava sulla Luna: Charlie Duke.

Credit: Rodri Van Click

Credit: Rodri Van Click

Credit: Rodri Van Click

Credit: Rodri Van Click

Non appena avrò i permessi, pubblicherò l'intervista e la lezione magistrale universitaria di Duke sul tema del coordinamento delle grandi organizzazioni e dei grandi progetti: in altre parole, su quale sia la formula magica che permise alla NASA di coordinare e motivare quattrocentomila tecnici e di passare dal nulla all'uomo sulla Luna in meno di nove anni: il tempo che ci vorrebbe oggi, come ha sottolineato Duke, per redigere soltanto la proposta di andare sulla Luna.

Duke, accompagnato e assistito dalla gentilissima moglie Dotty (foto qui sopra), si è confermato una miniera di informazioni tecniche, di aneddoti e di esperienze personali, con un occhio ben puntato anche sul presente delle missioni spaziali. Non poteva essere diversamente: se hai il coraggio di salire su un missile alto cento metri e farti sparare verso la Luna, non puoi essere un tipo che ha poco da dire. E Charlie Duke sa raccontare con gusto, umorismo e umiltà le cose eccezionali che ha fatto e che ha visto.

I lunacomplottisti non sanno cosa si perdono.
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Commenti
Commenti (21)
...e ha una cravatta di un certo livello ;)
Curiosità (senza polemica) sollevata dal titolo: ma la Luna è definibile "mondo", pur non essendo un pianeta?
Sono contento che sia proprio tu a vivere queste occasioni perché sono sicuro che sei tra i pochi che se le possono gustare appieno.
Glaucos, il mondo del lavoro può essere considerato un "mondo" visto che non è un pianeta? ;)
una domanda che vorrei porre agli ex astronauti (magari puoi fargliela tu...): dopo tutto l'addestramento e le simulazioni a terra, l'esperienza reale quanto corrisponde al previsto, e quanto risulta invece inedita e inaspettata?
Riflettevo sul fatto che ci sono migliaia (o chissà quante) persone rimaste ignote per scelta o per caso o per convenienza altrui, che hanno compiuto atti di incredibile eroismo ed importanza per l’intera umanità, ricercatori, agenti segreti, eroi per caso, poliziotti e chi più ne ha più ne metta e trovo ingiusto che loro non siano celebrati come Duke. Poi penso a quelli tipo Justin Bibier e allora concludo che, anche se non eletto, Duke rappresenta quella parte di umanità che ci ha alzato di qualche millimetro dalla palude in cui siamo nati, ci ha fatto scendere dagli alberi e accendere il primo fuoco: forse per questo emana (anche in foto) un’autorevolezza unica e capisco (e invidio) l’emozione di Paolo e il sentirsi un privilegiato a potere intervistare un degno rappresentate della razza umana. Scusate la retorica, ma questo è far parte della storia, non esserne spettatore. E poi ci sono i Bibierminkia che per fortuna fra 45 anni si saranno sciolti nel mare dell’oblio.
Glaucos,

a mio avviso sì, considerate le sue dimensioni e soprattutto il rapporto di grandezza fra satellite e pianeta.
Enrico,

da quello che ho sentito e mi hanno detto, l'esperienza reale è sempre più intensa del previsto e ci sono sempre sorprese.

Per esempio, l'assenza di peso che sperimentano nei voli parabolici (20 secondi per volta) è molto differente dall'assenza di peso prolungata che trovano nello spazio.

I cambiamenti fisiologici sono talmente tanti che ce n'è sempre qualcuno che sorprende. Scopri, per esempio, che se piangi o ti lacrimano gli occhi le lacrime non colano, o che per suonare la chitarra devi cambiare gesti perché sei abituato a farlo tenendo conto del peso del braccio che tocca le corde, eccetera.
E poi ci sono i Bibierminkia che per fortuna fra 45 anni si saranno sciolti nel mare dell’oblio.

Mah... I bibierminkia di oggi sono l'omologo dei beatlemaniaci di 50 anni fa... Corsi e ricorsi storici...
Oh, beh, sai che roba.
C'è così tanta gente che è stata all'altro mondo...
"[...] quale sia la formula magica che permise alla NASA di coordinare e motivare quattrocentomila tecnici e di passare dal nulla all'uomo sulla Luna in meno di nove anni."

La formula magica si chiamava Russia. Finita la guerra fredda, finita la corsa allo spazio. Purtroppo.
Heavymachinegun,

La formula magica si chiamava Russia

Non è così semplice: se lo fosse, allora anche la Russia sarebbe andata sulla Luna perché la formula magica, per loro, si chiamava America :-)

Duke l'ha spiegato bene ieri: tanti soldi (spesi tutti sulla Terra, fra l'altro), un obiettivo chiaro, una scadenza precisa, una motivazione forte (patriottismo, avventura e scienza), ma soprattutto un'organizzazione snella con dirigenti che avevano carta bianca. Se c'era una cosa da fare, andavi dal tuo dirigente e lui ti dava i fondi e le risorse per farla. Subito.

Per contro, il programma spaziale russo fu frammentato (c'erano DUE progetti indipendenti per andare sulla Luna con un cosmonauta), diviso da gelosie interne fra progettisti e soffocato dalla burocrazia e dalla segretezza. E non c'erano soldi a sufficienza. Fu uno sforzo eroico ma mal gestito.
Immagino se anche l'Italia ci si fosse messa di mezzo... probabilmente oggi staremmo ancora costruendo la rampa di lancio, soldi finiti, politici in galera, mafiosi più pasciuti...
Mi colpisce la serenità che emana (non mi viene in mente un altro termine) Charlie Duke.
Stu,

ricordo i nostri successi nel campo, come terzo paese al mondo a mettere con le proprie forze, sebbene con un vettore USA, un satellite in orbita (attenzione alle parole che ho usato...), proprio dopo USA e URSS e prima del Canada, che lanciò un satellite in orbita ma con organizzazione statunitense e da territorio USA.

Eravamo anche il Paese dei primi acceleratori di particelle al mondo (vedi gruppo di Bruno Touschek a Frascati negli anni 60).

Dopo si è rotto qualcosa, ma allora eravamo tra i migliori e in un certo senso, almeno a mio modesto parere, si può dire che ancora oggi viviamo di rendita. Essendo "piccoli" rispetto agli USA non avremmo mai potuto mettere un uomo sulla Luna, ma nel nostro piccolo abbiamo fatto tanto.
Ecco un articolo in inglese recentemente rilasciato, che spiegherebbe come mai qualche volta gli astronauti cadevano a terra sulla luna: http://www.sciencedaily.com/releases/2014/09/140903163538.htm
Dire che la formula magica era la Russia è secondo me come dire che il motivo per cui esistono ristoranti raffinatissimi è che la gente ha fame.

Vero, in un certo senso, ma nessun cuoco di successo cucina per dare da mangiare a persone che... hanno fame, né basta la fame dei clienti a trasformare un qualsiasi ristorante in un 3 stelle Michelin.

p.s. per favore non stiracchiare il paragone oltre il lecito... :)
Eravamo anche il Paese dei primi acceleratori di particelle al mondo
...
Dopo si è rotto qualcosa


Eravamo anche tra i migliori progettisti e costruttori di motori per navi.
Cosa si è rotto?

Forse la generazione di imprenditori dell'epoca non ha saputo trasmettere ai propri eredi lo stesso spirito imprenditoriale.

Le professionalità, per ora, ci sono ma i migliori vanno via.
Dopo si è rotto qualcosa, ma allora eravamo tra i migliori

Fischia, un'ora e mezza dal commento e ancora nessuno ha dato la colpa a Berlusconi.
Eh, in pochi mesi è proprio cambiato tutto.
Eravamo anche tra i migliori progettisti e costruttori di motori per navi.
Cosa si è rotto?


I motori per navi...
Il Sistema Italia così com'è non va da nessuna parte. Troppi sprechi, troppe tasse, troppe regole, troppa malavita, troppa burocrazia, niente energia, pochissime materie prime, nessun investimento in istruzione e ricerca, solo tanto magna-magna.

Meglio così? ;)

Tutta colpa di Silvio...e di tutti quelli che l'hanno preceduto e di quelli che sono venuti dopo.
Non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio E PIOVE, GOVERNO LADRO!