skip to main | skip to sidebar
10 commenti

Miniguida per genitori angosciati: come filtrare le navigazioni dei minori?

Una delle richieste più frequenti dei genitori che hanno figli giovanissimi è un filtro da applicare al loro accesso a Internet in modo che non siano esposti a contenuti inadatti alla loro età. Purtroppo non ho buone notizie: questi filtri, che sono programmi installati sul singolo dispositivo oppure centralmente sul modem che offre accesso a Internet, funzionano poco e male e comunque sono scavalcabili da qualunque minore sufficientemente motivato. Il massimo che possono offrire è la protezione contro l'esposizione accidentale a contenuti scioccanti.

Un esempio concreto: mettere un blocco sui nomi dei siti pornografici non serve a quasi nulla, perché questi siti usano dei servizi alternativi, dai nomi ben poco intuitivi, per diffondere i propri video (in gergo, usano dei content delivery network il cui nome è diverso da quello del sito). Il risultato è che se si mette un filtro sul nome del sito viene bloccato tutto il testo del sito, ma non i suoi video, che sono probabilmente la parte che si voleva filtrare. E per scavalcare del tutto il filtro, anche per il testo, basta usare per esempio Google in una maniera che non descrivo qui per non regalare spunti ma è molto ovvia ed è solitamente già nota ai ragazzi e alle ragazze tramite il passaparola.

C'è poi, ovviamente, la scappatoia che se la connessione a Internet domestica o scolastica è filtrata, c'è sempre l'amico che ha un accesso a Internet sul quale i genitori non hanno messo filtri o uno smartphone che accede a Internet senza protezioni.

Se vi accontentate di una protezione parziale contro le esposizioni accidentali, comunque, potete usare i controlli parentali: nei dispositivi Apple sono già preinstallati e basta attivarli, mentre sui dispositivi Windows vanno scaricati, installati e attivati; i tablet e smartphone Android hanno app di controllo parentale offerte dai principali produttori di antivirus, come Kaspersky o Norton. Potete anche attivare SafeSearch in Google per ridurre il rischio che una ricerca presenti immagini inadatte (le istruzioni sono qui). È più pratico, tuttavia, attivare un filtro a monte sulla connessione, in modo da filtrare tutti i dispositivi di casa in un solo colpo (compreso il televisore, perché molti modelli vanno su Internet): guardate il manuale del vostro modem per vedere se offre questa possibilità, ma preparatevi a un'operazione tecnica delicata.

Se non volete complicazioni tecniche, c'è sempre l'alternativa di non affidare tablet, smartphone, console di videogioco o altri dispositivi collegabili a Internet a chi è troppo giovane per sopportare lo shock delle immagini di violenza o di pornografia, oppure di consentire la navigazione in Rete soltanto in vostra presenza, per aiutarli in caso di brutti incontri; anche per questo si possono impostare filtri d'orario inesorabili.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (10)
A casa mia si usa un filtro su tre livelli: ho un router che supporta i controlli parentali tramite un account OpenDNS che filtra tutta la rete, poi sul Mac di mia figlia utilizzo i parental controls di Apple per gestire i tempi di utilizzo e K9 per il controllo della navigazione. Finora nessun problema...
lo devo far leggere a mia cugina. Lei è ultradipendente da smartphone, pc, portatile e ha comprato ai figli il telefonino già quando avevano 8 anni. devo dire che è talmente presa dal mandare sms che è finita fuori strada con l'auto una volta. dentro un fosso. Tanta era l'impellenza di mandare sms che non si è accorta che c'era una curva. fortuna che andava piano.
il fatto è che privare i figli di apparecchi elettronici vorrebbe dire - testuali parole - "privarli dell'opportunità di programmare.
secondo lei siccome i figli (12 anni uno, ormai 13 l'altro) essendo dei nativi digitali sono in grado di fare cose prodigiose con il pc. Sarebbe a dire programmare come se fossero degli hackers.
In realtà le cose sono ben diverse. Non sono in grado né di scaricare un qualsiasi files né di scaricare un video su Youtube né di usare office. ma tanto ormai lei è convinta che come gli metti in mano un apparecchio elettronico subito diventano dei programmatori professionisti.
chissà se esiste un modo per disintossicare mia cugina dalla dipendenza da smartphone e dalla stupidità che ha preso possesso del suo cervello..
Un'altra opzione utile è cambiare i DNS con altri "sicuri". C'è un piccolo programma "Angel DNS" che cambia i dns con altri più sicuri (http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=DNS-sicuri-con-Angel-DNS-protezione-contro-malware-e-siti-sconvenienti_9652 ).
Su YouTube ho impostato e salvato (con account) la "safe search" al massimo.
L'altivirus Panda Cloud oltre ad essere leggero (per vecchi pc va bene) offre anche un discreto controllo parentale.
open DNS a monte ofre un discreto livello di protezione a livello accidentale e soprattutto è aggiornato abbastanza frequentemente.
@debora renzi ormai quasi tutti i ragazzi sono dotati di computer, ma di quelli che conosco solo uno sa programmare, e ben pochi smanettare :)
@Andrea l'ho provato, molto soddisfacente. Contro l'accidentale ottima, ovvio che se uno se lo va a cercare il porno...


@shiking
secondo me infatti quello dei ragazzi che sono geni a prescindere di informatica è solo un luogo comune.
@ debora
Ricorda a tua cugina che dare a un giovane un computer affinchè diventi un bravo programmatore, equivale a dire che qualsiasi persona, guardando film porno a sufficenza, possa diventare un bravo ginecologo.
Un programmatore
secondo me infatti quello dei ragazzi che sono geni a prescindere di informatica è solo un luogo comune

Infatti. Ed è un po' il discorso che si fa riguardo al concetto di "nativi digitali", quando si afferma che chi è nato/cresciuto con un determinato mezzo tecnologico sia necessariamente più capace ad utilizzarlo di chi, invece, ha dovuto imparare a farlo in un età già avanzata. Sicuramente chi inizia da giovane ha più curiosità e tempo libero per smanettare tra le opzioni nascoste e scoprire i trucchi del proprio dispositivo (soprattutto quelli utili per eludere le regole o accedere a contenuti vietati), ma questo non li rende certo dei geni.
In fondo, tutto quello che riescono a fare è solo quello che il loro stesso dispositivo permette loro di fare.
Tutto ciò che scoprono sono informazioni che il loro stesso dispositivo restituisce (se usi google per scoprire come eludere un filtro, non sei un genio, perchè non fai altro che seguire le istruzioni dettate da altri).
Sarebbe come dire che i ragazzi degli anni 80-90 erano dei "geni" perchè, a differenza dei loro genitori, sapevano come programmare il timer di un videoregistratore (magari per registrare "per sbaglio" i programmi notturni o film vietati) o perchè sapevano che registrando le puntate di Colpo Grosso in una VHS di 4 ore, in coda a un film, difficilmente qualcuno dei famigliari le arvebbe mai scoperte. Ma non si tratta di genialità: si tratta solo di saper sfruttare i mezzi messi a disposizione dal dispositivo per poter raggiungere il fine che ci si è prefissati.

@Replicante, @Debora: i miei genitori comprarono a me ed a mio fratello un 'computer', uno ZX Spectrum 16, il PC non era ancora nato, quando arrivò il primo televisore: per scelta la TV in casa non era mai entrata, e lo Spectrum avrebbe dovuto essere un mezzo per utilizzarla in maniera più 'attiva' (come monitor). Nel mio caso la cosa in qualche modo funzionò: mi appassionai all'argomento ed oggi, più di trent'anni dopo, mi guadagno da vivere lavorando nel settore.
All'epoca però era molto diverso, come può testimoniare chiunque: la distinzione tra un utente ed un 'tecnico' era molto meno marcata, eri sempre un po' tutti e due perchè le macchine non erano propriamente user-friendly: per caricare i programmi (da cassetta) utilizzavo un vecchio registratore Sony che doveva essere avviato e fermato in punti precisi (ascoltavo a orecchio il beeeeeeeep-wrwrwwrwrwrwr-bip che segnalava l'inizio di un programma per capire dove partire) ed avevo segnato una tacca sulla rotellina di controllo del volume: troppo basso o troppo alto non funzionava. Lo stesso accadeva con i primi PC: le risorse di sistema erano limitate, per far girare meglio i giochi si doveva imparare come spremerle al massimo e questo, in qualche modo, ti obbligava ad imparare almeno un po' come funzionava realmente il computer.
E, ovviamente, non essendoci Internet (al più qualche BBS) tutte le 'conoscenze' erano basate su passaparola, su consigli dello 'zio' informatico, e su libri che andavano letti.....
I cosiddetti 'nativi digitali' oggi si trovano davanti oggetti che sono l'esatto opposto: incredibilmente facili da usare, incredibilmente complessi proprio per garantirne la facilità d'uso. La distanza tra utente e tecnico ormai è enorme, e, soprattutto, manca la motivazione: con un miliardo di app a disposizione che posso installare con un paio di gesti (e a volte qualche euro), per quale motivo dovrei mettermi a studiare qualche astrusa tecnica di sviluppo? Per produrre 'Hello world' dopo una settimana di studio? Manca la gratificazione immediata, così 'di moda' oggi, e quindi no grazie, preferisco giocare con Candy Crush piuttosto che imparare come scriverlo, Candy Crush.
Attenzione, non voglio dire che i ragazzini che utilizzano questi strumenti siano stupidi o incapaci, è solo che non credo che un moderno device nelle mani di un bimbo di 8 anni possa spingerlo ad imparare qualcosa in più sulla parte 'tecnologica'.
Per avvicinare i più giovani alla prgrammazione (che può anche essere un modo di educarli al pensiero logico, al di là dello sviluppo di software in sè) esistono modi migliori: Codemotion (http://it.codemotionworld.com/) spesso organizza camp per bambini all'interno di eventi destinati ai 'grandi', CoderDojo (http://www.coderdojoitalia.org/) è nato in Inghilterra proprio con questo intento....e ci sono molti altre iniziative che, passando per Arduino, Minecraft, Scratch, i Lego, cercano di coinvolgere i più piccoli facendo leva sull'aspetto ludico della questione.
"Chiedete cjhe vi stacchino al 220V da casa".