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Caduti nella Rete: bufale e disinformazione scientifica

Questo articolo era stato scritto per essere pubblicato in occasione di BergamoScienza su un quotidiano che poi ha cambiato idea senza giustificazioni (grazie di avermi fatto lavorare per niente). È una sorta di falsariga del mio intervento a BergamoScienza e vi arriva qui grazie alla gentile donazione di “a.ferretti”.

Oggi tutto quello che facciamo dipende in un modo o nell'altro dalla scienza: dalla salute alle comunicazioni, dall'alimentazione alla socialità, tutto è mediato da processi e dispositivi che funzionano in base a princìpi scientifici (anche se a volte certi dispositivi “smart” sembrano posseduti da un folletto dispettoso). Le decisioni che prendiamo individualmente e collettivamente, dalla scelta delle fonti d'energia a quella delle terapie, si basano su fenomeni scientifici. Non conoscere la scienza, almeno nelle sue regole di base, è quindi pericoloso, per noi stessi e per gli altri, tanto quanto guidare un'auto senza avere la patente e senza conoscere le regole del traffico. Togliere di mezzo le bufale che riguardano la scienza è un passo necessario per tutti. Spesso è anche un passo divertente e illuminante, che non solo ci informa meglio sul mondo, ma diventa un'esplorazione interiore.

Le bufale, infatti, non sono semplicemente degli errori comuni: sono uno specchio sincero delle nostre paure, dei nostri pregiudizi e delle nostre speranze. Una diceria ha successo e si diffonde non perché è più verosimile di altre, ma perché agisce su una leva emotiva potente. Le cure anticancro propagandate dai ciarlatani fanno presa (e fanno soldi) perché si approfittano della disperazione dei malati e delle loro famiglie, che si attaccano a qualunque appiglio: è umano e normale. I dubbi sul riscaldamento globale della Terra esistono soltanto nella cocciutaggine di chi non vuole accettare di dover cambiare il proprio stile di vita e di dover smettere di lucrare sull'avvelenamento altrui: dal punto di vista scientifico non c'è alcuna controversia. La scienza serve proprio per proteggerci sia dall'emotività, sia dagli imbroglioni e dalle lobby, che spesso alimentano intenzionalmente confusione e paralisi.

Sia ben chiaro: la scienza non è perfetta. Commette errori: anzi, l'errore è lo strumento fondamentale che le consente di progredire imparando dai fallimenti. È fatta da esseri umani, che sono fallibili e influenzabili dai pregiudizi, dalla sete di potere e dal denaro. Ma è anche il metodo meno peggiore che abbiamo. Ci insegna a mettere in dubbio ogni autorità, a controllare ogni dato, a pretendere documentazioni e dimostrazioni rigorose, per correggere eventuali errori. Non per nulla il motto della Royal Society, una delle più antiche istituzioni scientifiche del mondo (fondata alla fine del Seicento), è “nullius in verba”: sulla parola non si crede a nessuno. Né al premio Nobel, né all'inventore solitario e sconosciuto.

Non esiste, quindi, una “scienza ufficiale”, per citare un'espressione preferita di tanti ciarlatani e creduloni: non c'è un sapere granitico calato dall'alto, da accettare dogmaticamente, ma esiste un insieme di fatti osservati, dimostrati, discussi, validati e verificati inesorabilmente e senza sconti. Se un fenomeno è osservato, misurato e confermato, diventa scienza e basta; non importa quanto sia bizzarro.

È per questo che il mondo scientifico è così critico nei confronti del metodo Stamina, della terapia Di Bella, della “cura” Simoncini, dell'energia pulita e facile di E-Cat, dell'omeopatia, dell'auto ad aria compressa, della parapsicologia, dell'ufologia e delle mille altre mirabolanti scoperte della “scienza alternativa”: sono tutte tesi non documentate e non verificate. Anzi, spesso i loro sostenitori rifiutano di divulgarne i dettagli con la scusa del diritto al segreto. Ma la scienza onesta non tollera i segreti e non accetta nulla sulla fiducia. Vuole conferme oggettive: nullius in verba, appunto. Più è sensazionale l'affermazione, più devono essere robuste le sue conferme. È una cautela cinica ma necessaria, perché è già successo troppe volte di aver concesso fiducia a chi si è poi rivelato un imbroglione e di aver pagato a caro prezzo quella concessione.

Per esempio, l'idea che i vaccini causino l'autismo è una bufala crudele inventata a tavolino, per denaro, da un medico britannico, Andrew Wakefield, allo scopo di promuovere un vaccino trivalente di una marca alternativa. L'imbroglio è stato smascherato anni fa dai giornalisti scientifici e dagli altri medici, che hanno messo alla prova le asserzioni di Wakefield (che per questa vicenda è stato radiato dall'albo); ma ancora adesso questa panzana prospera, causando una diffidenza letale nei confronti di tutte le vaccinazioni, che sono uno dei più grandi successi della scienza: se avete dubbi, chiedete ai vostri genitori o nonni come si viveva prima dell'antipolio.

Se il legame vaccini-autismo è stato sbugiardato, come mai continua a circolare lo stesso? Come in tanti altri casi, persiste perché non siamo macchine prive di emozioni: siamo influenzabili. Se una celebrità come Chuck Norris o Jenny McCarthy si schiera contro i vaccini, tendiamo a crederle anche se non ha alcuna competenza in materia, semplicemente perché le persone di successo ispirano fiducia, come ben sanno i pubblicitari. Quando non abbiamo competenza nostra su un argomento, guardiamo cosa fanno gli altri e li seguiamo: è la logica del gregge. Andare controcorrente, informarsi criticamente, è più faticoso. Aggiungiamoci la paura e la diffidenza nei confronti delle medicine, alimentata anche (ammettiamolo) dall'arroganza e scarsa compassione di molti medici, e otteniamo la ricetta per la bufala scientifica perfetta.

C'è un altro ingrediente fondamentale nel successo dilagante delle bufale: la complicità dei media. È facile dare la colpa a Internet e dire che le bufale vengono partorite dagli utenti ignoranti che preferiscono informarsi su Facebook invece di leggere un giornale o guardare un documentario, ma è falso. Troppi giornalisti si trovano a scrivere di argomenti di scienza senza alcuna competenza e senza alcun senso critico, spinti dalle redazioni a creare scandali e scoop per vendere più copie o catturare più spettatori: il mio lavoro è proprio quello di smascherare questo malcostume. Ricordate la bufala della fine del mondo che si diceva fosse stata prevista dai Maya per il 2012? Mentre agli archeologi veniva l'orticaria, Roberto Giacobbo ne parlava ripetutamente dagli schermi della Rai in una trasmissione confezionata come se fosse un documentario serio e vendeva centocinquantamila copie del suo libro sull'argomento, anch'esso targato Rai.

Nelle redazioni s'insegna che bisogna dare pari spazio a entrambe le campane in un argomento, dimenticando che la scienza non è un processo democratico nel quale le opinioni hanno tutte lo stesso valore. La legge di gravità mi fa cadere per terra che io ci creda o meno, a prescindere dalla mia opinione su Newton. Se si parla di chirurgia, non si mette sullo stesso piano l'opinione di un salumiere e quella di un chirurgo: sarebbe come farsi assistere in sala parto da un ostetrico e da uno che crede alle cicogne che portano i bambini.

Educare sin dalla scuola al senso critico, a pretendere dimostrazioni, in tutti i campi e non solo in quelli scientifici tradizionali, è quindi un dovere di ogni paese che voglia creare cittadini capaci di gestire una società basata sulla tecnologia. Ma questo significa educare a mettere in dubbio l'autorità e quindi paradossalmente la “scienza ufficiale” diventa un grimaldello sovversivo. Forse per questo fa paura a chi comanda.
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Commenti (20)
Ciao Paolo, ho molto gradito questo articolo, in cui hai ben sintetizzato vari punti che esprimi in in altri interventi in modo effettivo. Ho particolarmente gradito il 'finale a sorpresa' dove, in barba ai vari sostenitori delle tesi di complotto, asserisci che è il metodo scientifico che fa paura ai potenti, e non i presunti complotti. Esattamente il contrario di ciò che dicono i vari Straker/Mazzucco/Chiesa e compagnia bella.

Complimenti per il lavoro che svolgi. Vi sono tra i lettori di questo blog ex-'complottisti', ad esempio il sottoscritto. Potrebbe essere interessante racciogliere testimonianze e farci una collezione, o addirittura un libro, su. Cosa ne pensi? Io sono disponibile.
clap clap clap....
"Vi sono tra i lettori di questo blog ex-'complottisti', ad esempio il sottoscritto."

Io ho conosciuto il blog dopo aver letto i complotti dell'11 settembre. Lì per lì quello che avevo letto era affascinante e "verosimile", per cui ho pensato, vuoi vedere che è veramente tutta una messinscena? Spinto da curiosità mi son voluto informare ulteriormente e son arrivato qui, ho letto la debunkata e mi son accorto di una sostanziale differenza: in questo blog venivano riportati dati, fonti e calcoli di persone competenti, e nelle accuse complottiste no. Da quel giorno sono diventato un appassionato di bufale e complotti.

Per questo mi sono convinto che la "guarigione dal complottismo" può avvenire solo in chi complottista veramente non è. Se io fossi un paranoico mi sarei fermato al complotto, avrebbe confermato le mie paure e non avrei cercato altre informazioni. E anche se mi avessero linkato le debunkate, non le avrei accettate. Invece sono stato cresciuto col mindset scientifico-scettico... e per fortuna, direi. Ma per le persone che non VOGLIONO venire "guarite", c'è ben poco da fare.
Se fossi un complottista direi che non hanno pubblicato l'articolo perchè parli male di Giacobbo e della RAI :-D
Bell’articolo.
Proprio però partendo dalla conclusione condivisibilissima dell’articolo, la necessità di un senso critico, mi spinge a mandare un paio di considerazioni.
primo appunto: basta con sta storia novecentesca (anzi forse ottocentesca) che sbagliando si impara. forse nel terzo millennio potremmo capire di più se imparassimo dai nostri successi...e la storia ce lo insegna. veda ad esempio l'ottimo Michele Dotti http://sbagliandononsimpara.myblog.it/
secondo appunto: smarcarsi dal problema delle vaccinazioni con la solita storia dell'autismo che non è provato dipenda dai vaccini è sintomatico del comportamento di una "certa" scienza che non vuole rispondere a ben altre e più intelligenti domande di professionisti altrettanto scientifici (perché, ad esempio, fare il vaccino della rosolia ad un bambino di 3 anni? non sarebbe più utile invece farlo a tutte le ragazzine di 14 anni?).
terzo appunto. Il principale tema “scientifico” di chi bolla una non-scienza l’omeopatia è che farebbe gli interessi economici delle case farmaceutiche…ma non è lo stesso metodo usato da chi contrasta i vaccini? O forse tutto quello che non è medicina occidentale è farsa, nella testa dei presunti scienziati?

Sì, lo so, verrò bollato come il solito complottista…in realtà, sono un ingegnere, che si tormenta di dubbi e che cerca di trovare risposte autorevoli a domande importanti.
bell'articolo. semplice e chiaro x tutti. complimenti. visto quanti cialtroni detengono il titolo di "giornalista" il giorno che smetterai di definirti tale e passerai a un piu' consono "divulgatore scientifico/informatico" sara' una conquista per la tua dignita'.
Ineccepibile.
Gran bel pezzo, complimenti, di una sintesi e una chiarezza uniche : BRAVO
Condivido e sottoscrivo tutto, parola per parola, virgola per virgola.
Ti seguo da molto tempo, e so per esperienza che non dirai il nome della rivista che ti ha tirato il "bidone", ma... peggio per loro, non sanno nemmeno cosa si sono persi.
Altro che scrivere un articolo su un magazine, uno come te dovrebbe essere ministro della pubblica istruzione!
Ma, col malcostume che c'è, è praticamente impossibile: ti farebbero fuori subito.
Una persona dotata di spirito critico è una persona che, nell'urna, pensa.
E questo, per loro, è inaccettabile.
Un popolo ignorante, si domina facilmente.
Per questo esistono il grande fratello, l'isola dei famosi, vojager, mistero, e chi più ne ha, più ne metta. :-(
"Un programma TV per controllarli tutti. Un programma TV per ghermirli, e nel buio dell'ignoranza incatenarli ". (semi cit).
Questo articolo lo userò tutte le volte, e son tante, che incontro qualche -ista sul web che mi parla di "medicina ufficiale" e altre locuzioni che fanno sanguinare il cervello.

C'é anche da dire che i -isti, da quando Jones ha prodotto quel paper, sembrano aver scoperto una sorta di acqua calda...
Ma alla fine é mai uscita una smentita al paper sulla supposta ( in tutti i sensi :P) nano-super-mega-ultra-macro- micro-thermite ? Ero rimasto al forum di Randi e al blog di Oystein
C'e' pure da dire che all;interno del "movimento per la verita'" le lotte intestine ( anche questo in tutti i sensi ) continuano aspre fra Judy 'armi segrete' Wood e Steven 'gesu' e' tornato' Jones i quali si accusano reciprocamente di essere al soldo della CIA o simili.
Ma davvero abbiamo bisogno di un paper oppure un paper puo' darci la sicurezza della smoking gun ?
"Scienza ufficiale" è scritto tra virgolette ma purtroppo è l'alibi standard dei ciarlatani. E' dura far capire che sono proprio gli inventori di panacee e di automobili che vanno ad aria che poggiano le loro affermazioni sull'ipse dixit, sono loro e non gli scienziati ufficiali che propongono dei dogmi da accettare senza prove.


@Massimo Zanetti

Tu hai posto delle domande. I complottisti ti risponderanno "informati!" e ti rimanderanno a un sito o ad affermazioni di persone incompetenti. I sostenitori della scienza ti daranno risposte documentate, prodotte da persone che hanno studiato e fatto ricerca nel settore, controllabili in articoli pubblicati in peer review o testi universitari. Per quanto riguarda l'omeopatia, parleranno di numero di Avogadro e di esperimenti in doppio cieco. Per quanto riguarda gli interessi economici, spiegheranno come sia ben più vantaggioso vendere zucchero a 2000€/kg che vaccini con margine di guadagno risicato. Eccetera.

Certo, la scienza produce degli errori, delle teorie sbagliate. E chi le corregge? Gli scienziati che studiano meglio e più approfonditamente degli scienziati che son venuti prima, mica i ciarlatani.
Il principale tema “scientifico” di chi bolla una non-scienza l’omeopatia è che farebbe gli interessi economici delle case farmaceutiche…

Errore. Chi bolla di "non-scienza" l'omeopatia, lo fa su una base di fatti accertati, ovvero, che l'omeopatia, per sua stessa ammissione, ha una concentrazione di "principio attivo" nei suoi preparati non rilevabile. In altre parole è acqua fresca. Chi fa discorsi sugli interessi economici dell'omeopatia non sta parlando di scienza, bensì di marketing.
smarcarsi dal problema delle vaccinazioni con la solita storia dell'autismo che non è provato dipenda dai vaccini è sintomatico del comportamento di una "certa" scienza che non vuole rispondere a ben altre e più intelligenti domande di professionisti altrettanto scientifici (perché, ad esempio, fare il vaccino della rosolia ad un bambino di 3 anni? non sarebbe più utile invece farlo a tutte le ragazzine di 14 anni?).

Non ho capito.
@Guga

Mah, non so, penso che il discorso sia un po' più complesso - come complessa è la mente umana. Vi può anche essere un cambiamento nel soggetto in questione, e tale cambiamento può avvvenire per chissà quali influenze, esterne od interne che siano. Quindi una persona può essere complottista a tutto tondo, e rigettare qualsiasi spiegazione la 'scienza ufficiale' propini*, ma poi per un motivo X cominciare a dubitare delle varie versioni 'non ufficiali'. Ricordo ad esempio che io ero molto 'estremo' (e daje con questi ' ' ' ), e la cosa è durata qualche anno. Non molto, ma abbastanza per lasciare un bel segno.

*Ovviamente quando la NASA o un premio nobel o uno scienziato pubblica qualcosa che avvalla le loro tesi, cotale ente/persona diventa per un attimo un importabile alleato/a.
perché, ad esempio, fare il vaccino della rosolia ad un bambino di 3 anni? non sarebbe più utile invece farlo a tutte le ragazzine di 14 anni?
Cosa che mi risulta essere stata fatta fino al 1999. Poi l'epidemiologia ha dimostrato che, nell'ottica della salute pubblica, è meglio vaccinare tutti fin da bambini (fonte).
importabile -> improbabile
Si rende noto agli esimi lettori che con la presente pubblicazione la serie di articoli senza immagini gattesche a corredo si interrompe (finalmente) dopo ben 102 degli stessi articoli.
Mentre si stappa una bottiglia di quello buono, si ricordano i criteri in uso, per i quali, ad esempio, l'articolo del 9 ottobre argomento CICAP è no bbuono.
Miao a tutti.

Il Comitato Omologazione Ritardi Felini
Proprio oggi su un giornale di cui non faccio il nome è invece comparso l'articolo di un tizio di cui non faccio il nome che affermava che il più grande pericolo dell'umanità non sono i fanatici religiosi ma la scienza (ovviamente sia l'articolo in questione che il giornale NON sono stati scritti da pallidi amanuensi in una qualche abbazia né dalle marmotte copiatrici).
Questo sito, e gran parte dei commenti, ogni volta mi fanno venire da vomitare. Vergognatevi
Questo sito, e gran parte dei commenti, ogni volta mi fanno venire da vomitare. Vergognatevi

Se questo è l'effetto che ti fa venire qui, scemo tu che ci torni, non ti pare? :-)