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91 commenti

Lo strano caso dei lavoratori assenti il lunedì

di Paolo G. Calisse

Ospito con piacere un nuovo articolo di Paolo G. Calisse, vecchia conoscenza di questo blog.

Paolo Attivissimo

Un articolo uscito recentemente sul Corriere del Veneto è l'esempio perfetto di come la statistica possa trarre in inganno se trattata con leggerezza.

L'articolo titola “Lavoro, una malattia su tre è di lunedì. I dipendenti più «cagionevoli» in Calabria”. L'eccesso di lavoratori che sembrano ammalarsi proprio di lunedì (ah, questi lavativi!) viene poi ripreso nel corpo dell'articolo (“Oltre il 30% dei certificati medici che attestano l’impossibilità da parte di un operaio o di un impiegato di recarsi nel proprio posto di lavoro è stato presentato di lunedì”). Ma un'analisi statistica un po' più approfondita dimostra che non c'è da stupirsi di questo.

Infatti, se tutte le malattie durassero sempre un giorno solo, la probabilità che il primo giorno di malattia coincida con il lunedi dovrebbe essere, in media, la stessa che per gli altri giorni della settimana: 100/5 = 20%. Ma non è sempre così. Quando la malattia dura due giorni, se la malattia si sviluppa la domenica il certificato medico verrà inviato comunque il lunedi. Nel caso di malattie di tre o più giorni, i certificati relativi al sabato o alla domenica saranno anch'essi inviati di lunedì.

In definitiva, i certificati presentati i vari giorni della settimana saranno, assumendo che la data di inizio delle malattie sia totalmente casuale e non dovuta ai bagordi del fine settimana o a qualche altra causa più frequente un giorno che un altro:


Durata della malattia in giorni

Giorno della settimana
1
2
3 o più 
Media aritmetica
Lunedì
100/5 = 20.0%
2*100/6 = 33.3%
3*100/7 = 42.9%
32.1%
Martedì
100/5 = 20.0%
100/6 = 16.7%
100/7 = 14.3%
17.0%
Mercoledì
100/5 = 20.0%
100/6 = 16.7%
100/7 = 14.3%
17.0%
Giovedì
100/5 = 20.0%
100/6 = 16.7%
100/7 = 14.3%
17.0%
Venerdì
100/5 = 20.0%
100/6 = 16.7%
100/7 = 14.3%
17.0%
Sabato
certificato
non inviato
certificato
non inviato
certificato
inviato il lunedì
-
Domenica
certificato
non inviato
certificato
inviato il lunedi
certificato
inviato il lunedì
-
TOTALE
100%
100% (1)
100% (1)
100% (1)

Tab. 1 

NOTE:
(1) la somma dei valori di questa colonna non fornisce esattamente il 100% a causa degli arrotondamenti al primo decimale.

L'ultima colonna mostra, solo a titolo dimostrativo (non sappiamo quanto durano in media le malattie), cosa accadrebbe nel caso in cui le malattie che durano uno, due e tre giorni avessero la stessa probabilità di verificarsi. In questo caso, comunque, si ottiene un valore del 32% di certificati inviati il lunedi, perfettamente compatibile con quanto riportato nell'articolo ("superiore al 30%"), anche in assenza di dolo da parte dei lavoratori.

AGGIORNAMENTO 29/10/2014: Nel frattempo ho recuperato lo studio originale della Cgia di Mestre. E' sorprendente che anche lì non venga svolta una discussione seria, sebbene gli autori segnalino che i dati vanno letti con grande attenzione. In realtà vengono messe sotto accusa principalmente le attività conviviali e quelle legate al tempo libero. Con l'avvento della crisi, inoltre, sono sempre di più coloro che per risparmiare eseguono piccoli lavori di manutenzione. Insomma se i lavoratori non vanno a lavorare il lunedi è colpa della "crisi" e non di un errore metodologico. In seguito si invita a tenere conto del fatto che molti medici di base il sabato e la domenica non svolgono la normale attività ambulatoriale, ma senza dare la rilevanza che meriterebbe a questo argomento.

Nel seguito riporto i dati della CGIA:


Tab. 2

Salta subito agli occhi la notevole corrispondenza con i dati previsti in questo articolo, considerato che non vi sono gli elementi completi necessari a scorporare i dati relativi alla durata delle malattie e che, come messo in evidenza nel seguito da alcuni commentatori, un certo numero di situazioni lavorative - marginale, come mostrano i dati stessi - permette la presentazione dei certificati medici anche durante il fine settimana. Inoltre vanno tenute in conto anche le sempre presenti variazioni casuali.

Ho anche scoperto che l'articolo è stato ripreso nei giorni successivi anche da Repubblica e Corriere della Sera, che saltano però a piè pari anche le confuse spiegazioni del fenomeno fornite dallo studio.

AGGIORNAMENTO 29/10/2014 (2): in un anelito di precisione :), invece della media aritmetica ho provato ad impiegare le percentuali ricavate dalla tabella che si trova nell'ultima pagina dello studio CGIA:
Tab. 3

Visto che i dati erano accorpati ho assunto che le malattie di 2 e di 3 giorni contassero per il 16.5% ognuna, ovvero la metà del numero indicato per malattie di durata da 2 a 3 gg, che nella tabella è il 33.0%. Così facendo si introduce un errore, ma che non può essere tanto grande visto l'andamento dei giorni adiacenti. In questo caso le malattie della durata di un giorno risultano essere il 16.8%, quelle di due il 16.5% e le altre il 66.7% (ovvero il resto).

Ricalcolando la media si ottiene per il lunedi un 37.4% di certificati inviati e per ognuno degli altri giorni della settimana il 15.6%. Ciò sembra suggerire che in media i lavoratori si ammalano MENO di quello che dovrebbero il lunedi...

AGGIORNAMENTO 31/10/2014: come suggerito da un commentatore (Tuckler ... ops!... Tukler), quel 5.8% di certificati presentati il sabato e la domenica come da Tab. 2 può essere direttamente sottratto al numero di certificati presentati il lunedi che, nella media pesata secondo i dati INPS-CGIA passerebbe dal 37% circa al 31-32%, compatibile con i dati reali. Un certo margine di errore va comunque mantenuto in quanto nella media pesata la percentuale di malattie di 2 e di 3 giorni è solo stimata, a partire dalla loro somma (33%, vedi Tab. 3).

Paolo G. Calisse

p.s. visto che prevenire è meglio che combattere, avviso che il commento di un anonimo autore in coda all'articolo del Corriere del Veneto, e che dice più o meno le stesse cose, è mio.
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Commenti
Commenti (91)
Interessante articolo.
Faccio presente che, nella stessa direzione della tesi di pgc (e non contro di essa) intervengono non solo elementi matematici ma anche elementi di altra natura, per esempio di tipo psicologico e sociale. Lo fa notare sotto l'articolo del CdV la lettrice lettrice_1972 che nota come sia più probabile (lo dico anche per esperienza personale) che un lavoratore durante la settimana tenda ad andare al lavoro anche se leggermente influenzato (spesso si hanno lavori iniziati che si preferisce non interrompere o non lasciare ad altri), per cui in realtà in quei giorni aumenta la sua esposizione agli agenti esterni, e quando arriva il fine settimana e può rilassarsi, ha un crollo che lo porta a non poter proprio andare il lunedì.
Questa considerazione aggiuntiva ci porta a dire (sulla base di elementi non matematici ma scientifico/sociali) che il fatto di mancare di lunedì non è necessariamente sinonimo di pigrizia, bensì può essere al contrario sinonimo di solerzia, perché significa che si è fatto di tutto per non mancare fino al venerdì precedente nonostante un principio di influenza.

Questo anche per notare che, per un'analisi a 360 gradi, agli aspetti matematici vanno aggiunti anche altri profili, psicologici e sociali, anche semplicemente per rafforzare le tesi (come in questo caso) e per calibrare meglio le informazioni complessive rispetto alla realtà concreta.

(Lo dico, da persona che ha a che fare con le scienze sociali, con amicizia, a chi ha una formazione più spostata sul versante scientifico e tende in buona fede a matematicizzare molto gli eventi. La matematica va benissimo e questo articolo lo dimostra, ma da sola non esaurisce la piena spiegazione degli eventi; matematica e scienze sociali devono andare di pari passo e integrarsi a vicenda).
Ricordiamoci sempre cosa ne pensava Trilussa sulle statistiche. Ho trovato la sua poesiola a questo link.
Ok. Vado a fare l'astrofisico e, giacché ci sono, anche l'astrologo, giacché sono arrivato alle stesse conclusioni di pgc. :-)

Il mio capo ha concordato in pieno con l'articolo, uscito anche su altri quotidiani.
Cercherò di fargli leggere anche il tuo ma ormai il danno è fatto: non cambierà idea.

Chi scrive qualcosa si assume una grande responsabilità.
Scrivere cavolate è come guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi e' tanto difficile morire. Il problema è che, così facendo, il morto può essere un altro. :-)
Guarda, senza fare i conti me lo aspettavo. C'era qualcosa dentro che mi diceva che la storia dei certificati di lunedì era una stupidaggine. Forse era l'entusiasmo con cui certi giornalisti e opinionisti da bar hanno abbracciato la notizia.

Comunque, non so da voi, ma dove sono io per un'assenza di malattia di un giorno dal martedì al giovedì non è obbligatorio il certificato medico. Lo è invece per tutti i giorni confinanti con una chiusura festiva, quindi sempre di lunedì e venerdì. Se si contano i certificati medici e non i giorni di assenza per malattia all'interno di un'azienda, questi saranno per forza di cose sempre maggiori il lunedì e il venerdì. (Ecco, sì, mi aspetto un picco anche di venerdì.)
Anch'io avevo fatto lo stesso ragionamento, e mi ero anche chiesto come mai non ci fosse un significativo aumento anche dei certificati presentati il venerdì.
cose che si possono fare il lunedì e non di sabato o domenica:
1) andare a scuola per i bimbi
2) andare per uffici (comune, caf, ...)
3) pagare le bollette alle poste che quest'anno scadevano quasi sempre di lunedì...
A rafforzare ulteriormente l'analisi, segnalo che per alcuni contratti la malattia è riconosciuta solo se >= a 3 gg lavorativi (altrimenti si considera ferie). Quindi la media del lunedì si alzerebbe ulteriormente perchè la prima colonna dovrebbe avere un peso minore di 1/3 nel calcolo.
Integro l'interessante post con una vignetta di Dilbert assolutamente in tema:
http://dilbert.com/strips/comic/1996-04-18/

Lo sapevo che prima o poi mi sarebbe servita :-)
Roberto.
Anche di sabato e di domenica i certificati medici vengono rilasciati, dalle guardie mediche per via telematica, quindi riportano la data del sabato o della domenica. Le caselle compilate con "certificato non spedito" sono errate.
Paolo I (pro Paolo II) scripsit:
"L'ultima colonna mostra, solo a titolo dimostrativo (non sappiamo quanto durano in media le malattie), cosa accadrebbe nel caso in cui le malattie che durano uno, due e tre giorni avessero la stessa probabilità di verificarsi."

Vado a naso e non ho tempo per ragionarci sopra ma non mi sembra che se le malattie fossero più lunghe di 3 giorni i risultati cambierebbero perché qua si parla di giorno di consegna del certificato ed una volta tirati dentro i casi di sabato e domenica gli altri sono rapportabili ai singoli giorni infrasettimanali.
Ad esempio: se ho una malattia di N giorni che inizia il giovedì, sempre su giovedì viene conteggiata qualsiasi sia il valore di N.
No?
@GM Penso che la stragrande maggiornaza delle persone non vada dalla guardia medica per i piccoli problemi di cui si parla qui, ma preferisce aspettare il lunedì, per essere visitato dal proprio medico curante. Quindi la sostanza dell'analisi non credo che cambi molto.
>Scrivere cavolate è come guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi e' tanto difficile morire. Il problema è che, così facendo, il morto può essere un altro. :-)

Incorniciare.

E' tua?
@martinobri
E' tua?

Magari!
La parte principale " come guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi e' tanto difficile morire" è di Battisti-Mogol
"L'integrazione" è farina del mio sacco. :-)

>La parte principale " come guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi e' tanto difficile morire" è di Battisti-Mogol

Grazie, sono nato anch'io in questo sistema solare :-)
Intendevo proprio l'aggiunta. Complimenti.
@martinobri
Grazie, sono nato anch'io in questo sistema solare :-)

Uff! Meno male!
Non nego di aver temuto per un attimo che fossi dello stesso genere di Paolo Attivissimo. Solo in questo caso non avresti riconosciuto "Emozioni" :-)
Il fatto che gli scioperi dei trasporti pubblici siano sempre di venerdì, invece, quale spiegazione statistica trova?
Commenti interessanti. Grazie.

Non mi è stato possibile rintracciare l'articolo citato dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, da cui l'autore dell'articolo del Corriere Veneto dice di prendere spunto. Certamente, come segnalato da tanti lettori (Arcturus, ilcomizietto, Garp, GM...), ci sono casi speciali che complicano l'analisi. Ma il punto è che la conclusione cui arriva l'articolo (e tanti indignati commentatori) è, se non errata, almeno ingiustificata.

Ci sarebbe da aggiungere che non sono solo i giornalastri italici a cadere in queste trappole statistiche. C'è una vasta letteratura che ne parla. Vedi per esempio "Thinking, Fast and Slow", di D. Kahneman, dove vengono trattati alcuni casi sorprendenti di "bias" statistico* in cui cade ognuno di noi, anzi in cui sembrano cadere di più coloro che conoscono MEGLIO la statistica. Alcune voci di Wikipedia riportano casi di errori clamorosi in campo legale, che in alcuni casi hanno portato a conseguenze tragiche.

* uso il termine "bias" in quanto la sua traduzione in italiano, ovvero "pregiudizio" non è a mio parere adeguata.
Ecco, per esempio, qualcuno mi spiega perché quando arrivo alla stazione in ritardo il treno che devo prendere è SEMPRE in orario (e lo perdo), metre quello dopo è SEMPRE in ritardo? :)
Tutto vero, però...

Resta il problema delle discrepanze tra le regioni.
Mi dispiace dissentire con Paolo G. Calisse, ma in questo caso proprio la statistica evidenzia la furbata; il fatto che i certificati medici arrivino in massa il lunedì è una conseguenza del fatto che in Italia le malattie hanno sempre inizio il venerdì sera (friday night fever).
@ Riccardo D.O.C.

E' la stessa ragione per cui l'altra coda va più veloce (altrimenti detta Osservazione di Zenone).
SIrEdward.
E' la stessa ragione per cui l'altra coda va più veloce (altrimenti detta Osservazione di Zenone).
Non proprio. Riccardo DOC parla di un raffronto tra due treni. Invece, il paradosso della coda alla cassa si basa sul fatto che ci siano tre o più code, ed è maggiormente avverato al crescere di esse (infatti funziona bene nei centri commerciali).
Con tre code, la probabilità che la mia sia la più veloce delle tre è del 33,33%, per diminuire all'aumentare delle code (25% se sono quattro, e così via), quindi la situazione statisticamente più probabile è che la mia non sia la più veloce e che di conseguenza ve ne sia almeno una che vedo scorrere più rapidamente della mia.
Ma tutto questo ragionamento viene meno quando gli elementi sono solo due, il mio è un altro. Se frequento abitualmente un negozio con due casse, la probabilità che ve ne sia una più veloce della mia (l'altra) è del 50%, dunque la metà delle volte sono io a trovarmi nella fila più rapida, e non posso avere l'impressione di essere svantaggiato.
Nella situazione descritta da Riccardo DOC i treni sono solo due: il mio e quello successivo, e quindi non si più applicare il discorso della cassa più lenta (le probabilità sarebbero 50 e 50). Inoltre nel paradosso delle casse si parla di cassa "più veloce" e "più lenta" rispetto alle velocità delle altre casse: la velocità è espressa in termini relativi tra le casse; nella situazione dei treni Riccardo DOC non parla di "Un treno più in ritardo dell'altro", ma il ritardo di ciascun treno è calcoato in termini assoluti rispetto all'orario tabellare. Ma anche ammettendo che volesse dire che "il secondo treno è meno in ritardo del mio", il paradosso delle file alle casse non si applica per le ragioni che ho detto prima. Se riccardo DOC avesse detto non "il treno successivo" ma "i treni successivi", aumentando le entità da due a più di due, sarebbe stato tutto molto diverso, e avresti avuto ragione tu.
Santana ma i commenti e la dimostrazione matematica li hai letti? No, solo per sapere...
@Arcturus, Sir Edward & altri: ragazzi, guardate che la mia era solo una battuta e non volevo farne oggetto di dissertazione scientifica!
In realtà la spiegazione la so benissimo: il secondo treno è SEMPRE in ritardo (grazie Trenitalia!), ma io me ne accorgo solo quando perdo il primo, che invece, partendo più da vicino, ha qualche possibilità, ogni tanto, anche di arrivare in orario (Grazie Trenord!).
Detto questo, e tornando al lato scherzoso, più che alla osservazione di Zenone mi rifarei al PMS (Principio della Massima Sfiga), estensione universale della legge di Murphy la cui validità nessuno osa porre in discussione...
Invece, ripassando ancora al lato serio, ho recentemente letto un curioso e divertente libro, Il caso non esiste di David J. Hand, che dimostra come cose apparentemente "impossibili", viste con occhio probabilistico, sono non solo possibili, ma anzi molto probabili.
Arcturus, Sir Edwards etc.,

dobbiamo rinunciare all'idea che il nostro modo di percepire il mondo sia sempre imparziale e oggettivo. Esiste uno sconfinato numero di testi e lavori che lo dimostrano. Non sto dicendo che siamo lo zimbello dei nostri demoni, anzi. Il sistema funziona bene in un numero di casi straordinariamente alto. Ma in alri non siamo in grado di evitare certi "bias" cognitivi e di valutare correttamente quello che accade.

Sulla questione specifica delle code alle casse esiste una vasta letteratura. La spiegazione del fenomeno va oltre l'analisi statistica (che ha comunque un impatto) e risiede nel funzionamento del nostro cervello. Il libro che ho consigliato in un commento precedente tratta proprio di questo, spiega il PERCHE' questo avvenga e dove risiede il vantaggio evolutivo che ne consegue.

La cosa buffa è che tutto questo ha tremendamente a che fare con uno dei temi fondamentali di questo blog: il complottiamo. Spiegare perché la gente crede alle bufale, in effetti, non è molto diverso dal tentare di spiegare perché percepiamo la fila alla cassa vicina come sistematicamente più veloce, o il treno successivo a quello che abbiamo perso sistematicamente più in ritardo di quello che perdiamo, etc. etc. Questo - ripeto - senza dimenticare che ci possono essere dei fatti oggettivi che a volte spiegano almeno in parte il fenomeno.

Per questo che io sono in genere molto più accondiscendente di molti commentatori di questo blog nei confronti dei complottasti, a meno che non si comportino in maniera arrogante e maleducata naturalmente. Perché mi sono interessato parecchio all'argomento dei bias cognitivi e dei nostri limiti psicologici (miei inclusi naturalmente) e ho un'idea precisa di quanto siamo imperfetti.
@ Arcturus, @ pgc

Pgc, trovo il tuo ultimo intervento molto interessante, perché quasi tutte le incomprensioni nascono da mancanza di informazioni o mancanza di coscienza delle proprie lacune, o bias cognitivi vari. Si litiga quasi sempre per ignoranza, insomma.

Ad ogni modo, è importante sottolineare che l'"Osservazione di Zenone" esce dritta dritta da "La Legge di Murphy",

Due righe dopo, il libro cita questo (tanto per tornare a Riccardo D.O.C. e al suo commento sui treni):

"Legge dei treni
Se il proprio treno e' in ritardo, la coincidenza partira' in perfetto orario."

Immagino lo sappiate, ma non è chiaro dai vostri commenti. :-)

Per le casse al supermercato sarà come dite voi, ma nel traffico la coda più veloce in prossimità di una rotonda è sempre quella di destra se il paese è a guida a destra, a sinistra nell'altro caso :-)
pgc,
La spiegazione del fenomeno va oltre l'analisi statistica
Hai ragione, questa ero io a ridurre troppo ai minimi termini.
In fondo, che non si debba ridurre tutto alla statistica è ciò che dicevo io (per altre ragioni) nel mio primo commento, quindi non posso che trovarmi in piena sintonia con te sull'approccio che descrivi.
>La parte principale " come guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi e' tanto difficile morire" è di Battisti-Mogol

Grazie, sono nato anch'io in questo sistema solare :-)
Intendevo proprio l'aggiunta. Complimenti.


Ma daai... ed io che pensavo fosse di Paolo Rossi...

;D
@Antonio Petronella: L'autore ha voluto usare l'analisi statistica per confutare la tesi dell'assenteismo. Nella sua analisi, però, c'è un grave errore procedurale: i certificati possono infatti essere spediti anche di sabato e domenica, contrariamente a quanto ha assunto l'autore. Per poter dichiarare quantititativamente trascurabili gli effetti di questo errore, l'autore deve presentare dei dati a supporto. Non si può proocedere "a naso", altrimenti tutto il rigore con cui si è voluto affrontare l'argomento viene a cadere.
Sulla fila alle casse penso ci sia un altro aspetto da considerare: per definizione si spende più tempo in una fila lenta che in una veloce. E' un po' "l'illusione del ciclista": ma come? ci ho messo mezz'ora per fare 'sta salita all'andata, e solo cinque minuti in discesa al ritorno??? Ergo, il mondo è fatto in gran parte di salite... :) In quel caso la percezione della distanza aiuta, ma nel caso delle casse probabilmente è meno ovvia.

Abbiamo inoltre - e questo fenomeno è ben noto agli psicologi - la tendenza ad attivare l'attenzione - e quindi la capacità di ricordare - quando siamo stressati da eventi spiacevoli. Negli altri casi tendiamo ad agire "in automatico" e quindi a non "registrare" gli eventi. E' anche questo che porta a sopravvalutare il numero di casi spiacevoli rispetto alla norma dei casi "neutri", in cui la realtà va avanti senza bisogno di intervenire e pensarci sopra.
In realtà la sensazione della coda più lenta ha anche una simil-spiegazione statistica che lessi "non mi ricordo dove". Assumendo che si vada più lenti dove ci sia più gente, statisticamente è più probabile trovarsi nella coda lenta... tutto questo senza considerare che "l'erba del vicino è sempre più verde", ovvero si tende a lamentarsi quando si vedono gli altri andare più veloci, ma non si guarda quando siamo noi in vantaggio (oppure ci si lamenta del prezzo della benzina che sale, ma adesso che è sceso nessuno dice niente).

Sul discorso della malattia non saprei... secondo me non è totalmente una questione matematico/statistica (senzo contare, come già fatto notare da altri che comunque rimana la discrepanza tra le regioni). Tra l'altro, secondo me, non andrebbe fatta una media aritmetica, ma calcolati i 6 casi su 21 in cui si presenta il certificato di lunedì, il che porterebbe al 28% e non al 32%, se ci limitiamo alla tebella di 1-2-3 giorni; di contro, se si espande la tabella con le colonne di 4 e 5 giorni, la percentuale di possibilità che il certificato venga presentato di lunedì sale...
In definitiva, secondo me mancano dei dati, tipo la durata media della malattia, e le eventuali differenze di durata tra i certificati presentati nei vari giorni (senza considerare il fattore "furbizia" dell'italiano medio)
Sulla rotonda non sono d'accordo. Dipende dalla disposizione e dal numero di strade e anche dall'affluenza della strada dalla quale ci si immette rispetto alle altre strade. Ho osservato sperimentalmente ambedue i comportamenti :)
@GM La certificazione di malattia rilasciata dalla guardia medica è riservata a lavoratori turnisti in giorni prefestivi e festivi per un massimo di tre giorni (vedi circolare INPS 27 luglio 1982, n. 176), quindi riguarda solo si ammala e deve andare a lavorare il sabato e/o la domenica (e magari con il lunedì di riposo), direi quindi che l'uso della guardia medica riguardi una percentuale ridotta dei lavoratori dipendenti totali, probabilmente poco impattante sul numero dei certificati medici totali.

@fabio concordo con la tua osservazione sulle rotonde, ne conosco troppo bene almeno un paio in cui la corsia più veloce è sempre quella di sinistra (invece nella autostrade a tre corsie effettivamente la più veloce è quella di destra, quella al centro e a sinistra di sorpasso sono sempre intasate di veicoli)...
@GM ha commentato:

@Antonio Petronella: L'autore ha voluto usare l'analisi statistica per confutare la tesi dell'assenteismo. Nella sua analisi, però, c'è un grave errore procedurale: i certificati possono infatti essere spediti anche di sabato e domenica, contrariamente a quanto ha assunto l'autore.

Il medico di famiglia riceve dal lunedì al venerdì. Il fine settimana uno va dalla guardia medica o dal pronto soccorso solo per i casi gravi (che per definizione solo una piccola parte delle malattie ordinarie). Di questi solo una piccolissima parte spedisce il certificato appena ce l'ha in mano senza aspettare il lunedì successivo.
@Zake e Bedo: Continuate a non capire il punto. L'analisi statistica proposta è *errata* perché basata su considerazioni *errate*. E va corretta. Quanto errata? Bisogna valutarlo con i dati. Non basta dire "la maggioranza non va dalla guardia medica", "poco impatta", "una piccola parte" e altre considerazioni qualitative spannometriche.
ho aggiornato l'articolo con nuove rilevanti informazioni.
«Vedi per esempio "Thinking, Fast and Slow", di D. Kahneman, dove vengono trattati alcuni casi sorprendenti di "bias" statistico* in cui cade ognuno di noi, anzi in cui sembrano cadere di più coloro che conoscono MEGLIO la statistica. Alcune voci di Wikipedia riportano casi di errori clamorosi in campo legale, che in alcuni casi hanno portato a conseguenze tragiche.»

Libro eccezionale, che suggerirei a molti di leggere ;)

Bell'articolo, grazie.

Non c'è nulla da fare: gli abiti bisogna farli fare ai sarti =)

Peace
Bedo dixit:
"invece nella autostrade a tre corsie effettivamente la più veloce è quella di destra, quella al centro e a sinistra di sorpasso sono sempre intasate di veicoli"

A tal (s)proposito OTeggio e dico che la regola che impone di occupare la corsia di destra come scelta primaria di percorrenza per me è aberrante e la disattendo regolarmente viaggiando sulla centrale per 2 motivi:
- mi è capitato più volte che chi si immette mi abbia tagliato la strada
- in caso di manovra di emergenza preferisco avere margini direzionali sia a destra che a sinistra
@pgc
Nell'ultimo aggiornamento, dove introduci i dati sulle durate delle malattie e calcoli una media attesa del 37,4% di certificati presentati nel lunedì (e concludi che l'attesa è addirittura maggiore della media osservata), sbaglio o stai sempre ipotizzando l'impossibilità di presentarli di sabato e di domenica?
Se tieni conto anche che da statistiche quasi il 6% dei certificati vengono comunque presentati di sabato e domenica, e credo che si possano sottrarre direttamente dal dato atteso per il lunedì, allora si ritorna su un'attesa molto vicina a quella osservata.

Vorrei invece far notare che dai dati della CGIA di Mestre quello che risulta evidente, e che secondo me fa statistica ed è molto meno confutabile, è invece il calo di certificati presentati il venerdì.
Questo potrebbe essere un indice del fatto che alcuni lavoratori, quando non si sentono bene di venerdì, "stringono i denti" in attesa del fine settimana in cui potranno recuperare.
Sarei curioso di rapportare questo dato ai dati pre-crisi, per capire se addirittura la tendenza è quella inversa a quella postulata negli articoli, ovvero un aumento della disponibilità a resistere alla malattia, almeno un giorno.
@pgc ha commentato:
... mi sono interessato parecchio all'argomento dei bias cognitivi e dei nostri limiti psicologici (miei inclusi naturalmente) e HO UN'IDEA PRECISA di quanto siamo IMPERFETTI.

Senza offesa pgc, ma quando ho letto questo commento, sono caduto dalla sedia :)
Epsilon,

la disattendo regolarmente viaggiando sulla centrale

E per questo ti prendi gli accidenti miei e di tanti altri automobilisti. Perché sei uno di quelli che pensa di essere più intelligente e che il codice della strada sia stato scritto per diletto da un cretino.


- mi è capitato più volte che chi si immette mi abbia tagliato la strada

E quindi stai sempre nella corsia di centro, anche quando non c'è un'immissione per chilometri? Geniale.

Sai come risolvono il tagliare la strada in Inghilterra e in Svizzera (cito questi perché li conosco)? Hanno la consuetudine di agevolare l'immissione. Guardano la corsia d'immissione, rallentano e/o si spostano nella corsia di centro. Semplice, pratico, facile. Invece di fare guida competitiva, si collabora.


in caso di manovra di emergenza preferisco avere margini direzionali sia a destra che a sinistra

Hai considerato che se se stai nella corsia di destra hai alla tua destra un "margine direzionale" che si chiama, guarda caso, "corsia d'emergenza"?


Se ti offendi, pazienza: non sai quante volte hai offeso gli altri con il tuo comportamento egoista.
Standing ovation per Paolo: anche io odio visceralmente quelli che stanno nella corsia di centro e ingombrano la strada bloccando di fatto DUE corsie perché il sorpasso a destra è vietato. Fine OT
@GM Credo che i nuovi dati forniti da pgc chiariscano già il punto, però vorrai ribadire una cosa che forse non ho spiegato bene: tenendo conto che l'articolo in modo malevolo e tendenzioso suggerisce che i lavoratori presentano il certificato di lunedì perché il sabato e la domenica sono di riposo e vogliono prolungarlo, il fatto è che proprio per questi lavoratori che operano dal lunedì al venerdì (in uffici pubblici, scuole, banche, poste, gli stessi medici eccetera) NON POSSONO per legge richiedere certificati alla guardia medica anche se si ammalano nel weekend, lo possono chiedere ed ottenere SOLO i lavoratori che hanno il turno il sabato e/o la domenica (o per essere più precisi i festivi/prefestivi), che spesso il giorno di riposo ce l'hanno proprio il lunedì (quindi nel loro caso l'accusa di essere fannulloni andrebbe a decadere). In altri termini, la data del certificato medico cade SEMPRE e COMUNQUE in giorni di lavoro, MAI in quelli di riposo.

@Tuckler Sapessi quante volte mi è capitato di aver il febbrone dal venerdì alla domenica e di stare benissimo il lunedì mattina :-( ... Magari mi fosse possibile chiedere un certificato di tre giorni di sabato/domenica!!

@Epsilon in tal caso stai attento alle multe (sei obbligato a procedere nella corsia più a destra se questa è libera), la polstrada è di altro avviso ;-)
A mio avviso bisogna fare un distinguo per "modalità di guida". Come dice Paolo, qui in Italia si compete, in altri Paesi si collabora.
Per la mia personale esperienza, in auto non c'è una colonna predefinita che procede più velocemente di un'altra.
Dipende dalle condizioni per le quali si forma la colonna doppia (o tripla tipo A4).
Se la causa è un incidente/strettoia per lavori in corso sulla corsia (ad esempio) di sorpasso, questa sarà inagibile, costringendo gli automobilisti a "raggrupparsi" nelle altre due corsie. Se siamo distanti dalla strettoia la corsia più veloce (paradossalmente) è sempre quella inagibile più avanti. Questo perché gli automobilisti mano a mano che procedono e vedono che la loro corsia è inagibile, si spostano nelle altre due, aumentando il traffico in queste ultime ma agevolando chi sta dietro anche qualche chilometro. Ma il bel gioco non dura per sempre. Mano a mano che ci si avvicina all'intoppo, la colonna tende a diventare più lenta (anche perché siamo competitivi e non lasciamo passare chi tenta di "fare il furbo"). In prossimità dall'intoppo le altre due corsie tendono a stabilizzarsi sempre di più mano a mano che si avvicinano alla strettoia, fino a consentire una marcia quasi costante da dopo l'intoppo in avanti.

Quando è il momento giusto per cambiare corsia? Mah... ci vorrebbe un drone da lanciare fuori dal tettuccio e monitorare la situazione per sapere se siamo nella corsia "giusta" o no.

Lo stesso dicasi per le rotonde. Dipende dall'intersezione delle strade e dalla direzione preferenziale che prende il grosso del traffico. Se tutti devono "uscire alla prima a destra" la colonna più lenta sarà proprio quella. Sia perché il grosso del traffico si ammassa in una direzione sola, aggiungendosi a quello proveniente dalla strada in cui ci si vuole immettere, sia (e soprattutto) perché dato che la corsia a sinistra è più veloce, molti "si portano avanti" cercando di entrare nella corsia di destra il più vicino possibile alla rotonda. Così facendo rallentano e/o fermano i veicoli dietro che stanno già sulla corsia di destra.

E' una questione di spazi. Una strada può sopportare un determinato volume di traffico. Nel momento in cui le condizioni della strada cambiano, il traffico si blocca. Semplicemente si è oltrepassato il limite massimo di spazi che la strada può offrire. Non c'entra la velocità, o almeno c'entra marginalmente. Se tutti andassero a velocità costante, ci sarebbero meno frenate che, per una legge che non so bene se abbia un nome ma esiste, la sensazione di stress dell'automobilista fa sì che abbia delle iper-reazioni, soprattutto sul freno. Se vedo l'auto davanti a me che frena, freno anch'io, ma magari tendo a premere un po' di più il pedale per mantenermi ad una ragionevole distanza di sicurezza (presunta in realtà). L'automobilista dietro di me, frena un po' di più, quello dietro ancor di più e via così.

Questo causa, in condizioni stradali ottimali (senza lavori e/o incidenti- impedimenti sulla carreggiata) ma prossime al limite massimo di portata (leggasi traffico maledettamente intenso) un fenomeno molto singolare. Per uno che sfiora il freno, di frenata in frenata qualche chilometro indietro si fermano. Mai capitato di rimanere incolonnati anche per dei minuti, fermi come una esercito di iguane al Sole, per poi ripartire senza trovare né incidenti, né lavori in corso?

Riapro l'OT

quelli che stanno nella corsia di centro e ingombrano la strada bloccando di fatto DUE corsie perché il sorpasso a destra è vietato

se non erro il Codice permette però il "sopravanzamento" a destra - mi spiego:
se viaggio sulla corsia a destra, molto libera, e a sinistra ho corsie occupate, molto occupate, con cautela e segnalando posso, senza aumentare la mia velocità, procedere normalmente anche se così facendo supero. Mi pare non sia considerato sorpasso ma, appunto, "sopravanzamento".

Richiudo l'OT.
Tuckler: hai perfettamente ragione. Quel 5.8% può essere rimosso dal solo lunedì, riportando i dati a quanto previsto dal mio semplice modello. Ma il mio intento era dimostrare come l'interpretazione dei dati statistici richieda molte riflessioni, che sono completamente sfuggite agli autori del rapporto, provocando un'inutile serie di moralismi nei quotidiani e nei commentatori. Il messaggio che resterà nella testa di chi ha letto quel titolo è "è pieno di lavativi che se ne stanno a casa il lunedì". Cosa chiaramente falsa.

Anche il calo del venerdì sembra indicare che, al contrario dei luoghi comuni, la gente tende ad andare a lavorare in prossimità di un fine settimana anche se in cattive condizioni di salute.

Non voglio fare una difesa ideologica del "lavoratore". E trovo patetiche alcune affermazioni contenute nello studio della CGIA come quella che "impiegati e operai [italiani] sono considerati tra i migliori lavoratori al mondo”. Non perché questo non possa essere vero, ma perché non dimostrato.

In soldoni: non è vero che i lavoratori italiani si diano per malati di preferenza il lunedì. Ma ormai il danno è fatto.

Grazie media italiani per avere contributo con questo ulteriore piccolo sforzo ad alimentare una percezione falsa del mondo del lavoro nel nostro Paese.
Granmarfone,

non sopravanzamento, ma superamento.

Polizia di stato:

L'art.143 Cds prescrive che sulle strade a due o più corsie si debba circolare sulla corsia libera più a destra. Le inosservanze sono sanzionate con il pagamento di una somma di € 38,00 e la decurtazione di 4 punti.
La manovra di colui che circolando sulla corsia centrale trova l'ostacolo di un veicolo ed effettua il sorpasso a destra è sanzionato dall'art.148, comma 15, Cds con la somma di € 74,00 e la decurtazione di 5 punti. Se la manovra di sorpasso a destra è ripetuta nell'arco di due anni, si applica anche la sospensione della patente da 1 a 3 mesi.
La manovra di colui che prosegue la marcia sulla corsia di destra, nonostante la presenza di veicoli sulla corsia o sulle corsie di sinistra, non integra la manovra di sorpasso a destra, ma solo quella di superamento da destra che non è sanzionata.
Lo stesso si può dire di una confluenza molto trafficata. Se in autostrada c'è una confluenza di un'altra importante arteria che portano entrambe in una direzione preferenziale, la corsia più veloce a distanza sarà sempre quella di destra, ovvero quella adiacente la confluenza. Mano a mano che ci si avvicina però, lo diventa l'altra. Sempre perché tendiamo a "portarci avanti" per entrare all'ultimo momento possibile.

Naturalmente la maturità degli automobilisti può fare da palliativo, ma non risolve la situazione miracolosamente. In uno spirito collaborativo magari si risparmia qualche minuto, ma non di più. Oltre un certo numero di "partecipanti" la volontà degli stessi tende ad annullarsi sempre di più mano a mano che il numero di veicoli aumenta. Si arriva alla formazione di un unico elemento, quasi un essere, che possiamo chiamare "coda", che vive e si evolve in maniera poco prevedibile da una singola intelligenza in quanto è composta da migliaia di intelligenze. Folla manzoniana? Yessir!

Per contro, parlando sempre per esperienza diretta, cosa direste di una grande città, sovraffollata, con una rete stradale pessima sia per estensione che per spazi, dove i semafori non funzionano e dove nessuno rispetta le regole del codice della strada in materia di precedenze? Un incubo. Beh, se c'è qualche utente di Napoli potrà dirvi che non è necessariamente vero. Nella maggior parte delle situazioni viarie napoletane, con un po' d'attenzione, qualche colpo di clacson, una buona dose di sensibilità sul piede della frizione ed un atteggiamento del tipo "un po' a me, un po' a te", si riesce a svicolare quasi meglio che in città come Milano.
Chiaro che se aumenta la volontà a discapito delle regole, anche i risultati possono riflettersi in auto ammaccate, più incidenti, più caos. Ma il caos (Caos? Teoria del-?) tende a raggiungere comunque un punto di equilibrio. E, sempre con attenzione, "un po' te, un po' me", si va. Naturalmente non bisogna tenere particolarmente alla carrozzeria dell'auto... :D
Ohibò Paolo,
che scatto!
Preciso un po' di cose: su strade veloci io viaggio quasi esclusivamente in tangenziale (potevo effettivamente specificarlo) e praticamente mai in autostrada.
Rispetto sempre il codice della strada e non viaggio mai oltre i limiti consentiti (al massimo mi permetto quei 5 Km di cui so sballare il tachimetro): testimonio chi nelle varie volte ho accompagnato a casa dalla cena dei disinformatici :-)
Se viaggio in seconda corsia senza infastidire nessuno che problema c'è?
La corsia d'emergenza spesso in tangenziale non c'è e tra un'uscita e l'altra la distanza e molto bassa.
Sono d'accordissimo anch'io che bisogna agevolare il traffico in immissione (ci mancherebbe!!!) ma esistono degli svincoli "folli" in cui hai praticamente una corsia d'immissione brevissima e spesso cieca e in cui c'è tanto di segnale di precedenza; una volta uno ne è uscito a velocità molto elevata mentre transitavo: il tempo di vederlo mi è entrato in corsia e io mi son dovuto letteralmente di riflesso buttare sulla corsia centrale perché se no mi prendeva sul lato.
Se viaggio sulla seconda a velocità sostenuta (ma sempre nei limiti) virtualmente nessuno mi può superare per cui se arriva un missile da dietro mi fa il favore di rallentare e rientrare nei limiti di sicurezza, altrimenti si sposti lui in terza.
Se invece sto andando "piano" (il che significa su un limite di 90 km/h a 70 km/h) se è necessario mi sposto io per far passare.
Quindi, se non do fastidio (se non eventualmente ai missili ai quali rallentare non fa assolutamente male per se stessi e per gli altri) che problema c'è?
Comunque quando mai avrei detto che penso "di essere più intelligente e che il codice della strada sia stato scritto per diletto da un cretino"? Ho solo detto che a parer mio QUESTA norma è una baggianata; se non sono per la sicurezza io che come sai soccorro anche chi è vittima di incidenti stradali non so chi lo sia; pensa che portavo le cinture almeno 5 anni prima che fossero obbligatorie (in pratica da quando ho la patente) e che spesso apostrofo chi vedo trasportare i bambini senza seggiolino ed avverto chi ha luci che non funzionano o ruote sgonfie.
E comunque vale la stessa domanda di prima: se non infastidisco nessuno viaggiando in seconda corsia che problema c'è? Chi dovrebbe lanciarmi gli accidenti?
Spiegami infine perché offenderei qualcuno col mio comportamento egoista e perché sarebbe egoista, grazie.

le mancanze di rispetto sono così tante e sistematiche sulle strade italiane che a me sembra stiate parlando di una goccia nel mare. :)

Comunque, al di là di quel che dice riporto un fatto curioso letto, mi pare, su "Critical Mass", interessante volume di P. Ball sui comportamenti di massa.

Come alcuni già sapranno, uno dei motivi di alcuni inspiegabili rallentamenti che si incontrano in autostrada deriva dal comportamento della gente in corrispondenza delle inserzioni. Infatti, in tale situazione, quando il traffico è elevato, la gente spesso accelera in modo da impedire l'ingresso di chi si sta inserendo per poi dover frenare di colpo quando raggiunge il veicolo precedente. Alternativamente frena di colpo (a causa di chi non dà la precedenza e si immette di forza).

Se avessimo modo di vedere la situazione dall'alto, vedremmo che in questi casi si forma un' "onda", dovuta al fatto che di fronte alla frenata improvvisa del veicolo precedente, chi segue inchioda di colpo e così via. Quest'onda retrograda percorre l'autostrada contromano, provocando una specie di reazione a catena che a volte arriva a bloccare il traffico a diversi km dall'inserzione. Chiaramente, non potendo vedere le cose dall'alto, chi guida non se ne rende MAI conto.

Ricordo inoltre che la portata di un'autostrada è pari al numero di veicoli per unità di distanza per la loro velocità media: p = n x v. Ma il flusso di auto si comporta come uno "strano" fluido, in quanto n dipende da v. infatti la distanza tra un veicolo e l'altro aumenta all'aumentare della distanza. Se aumenta più che linearmente,, come dovrebbe per ragioni di sicurezza, dato che lo spazio di frenata aumenta quadraticamente con la frenata (tempi di reazione, che sono costanti, a parte), il risultato totale sarà che la portata diminuisce, anziché aumentare, all'aumentare della velocità media e il traffico deve rallentare, causando ingorghi e causando a volte uno stop completo. Questo senza contare le reazioni umane, ovvero la frenata eccessiva in caso di rallentamento, che amplifica l'effetto e crea l'onda retrograda di cui parlavo prima, frutto materiale ed evidente della maleducazione diffusa tra la gente.

Lupo della luna dixit:
"Standing ovation per Paolo: anche io odio visceralmente quelli che stanno nella corsia di centro e ingombrano la strada bloccando di fatto DUE corsie perché il sorpasso a destra è vietato. Fine OT"

Innanzi tutto un saluto perché è da tempo che non abbiamo occasione di parlarci :-)
Ora mi spieghi come fa un'auto che procede (in sicurezza!!!) ad una velocità prossima a quella massima consentita a bloccare una qualsivoglia corsia?
Ho mai detto di viaggiare in seconda corsia bloccando il traffico altrui?
Bedo dixit:
"in tal caso stai attento alle multe (sei obbligato a procedere nella corsia più a destra se questa è libera), la polstrada è di altro avviso ;-)"

Hai ragione, ci mancherebbe ma se ne ho la possibilità preferisco viaggiare in quella che ritengo una maggior sicurezza e rischiare una multa.
E' ovvio che sono solo esempi e so benissimo che una rondine non fa primavera ma in prima corsia mi sono usciti due volte da svincoli ciechi senza rispettare in un caso il cartello di precedenza ed in un altro addirittura lo stop; una volta uno che mi stava superando in seconda corsia si è probabilmente accorto che dopo un po' c'era un uscita e per rientrare per poco non mi stampa sul guardrail.
In terza (sorpassando) mi è volato davanti dall'altra parte della strada un paraurti (c'era un jersey in mezzo; mai saputo cosa fosse successo)... io me ne sto più tranquillo in seconda e ribadisco che non do fastidio a nessuno.
Giusto perché mi è venuto in mente.
Di quando abitavo in California mi mancano sicuramente 2 cose del loro codice stradale:
- lo "stop per tutti" che in alcuni incroci qua in Italia eviterebbe un sacco di incidenti
- la svolta a destra continua se non espressamente vietato che da noi snellirebbe molto il traffico.
Invece cambio idea circa 3 volte al giorno sul fatto di poter superare sia a sinistra che a destra: là mi veniva molto naturale controllare da entrambi i lati e non mi ha mai dato l'idea di essere pericoloso ma qui da noi... mah... mi lascia un po' perplesso.
@Attivissimo Infatti io spesso mi ritrovo in autostrada a superare a destra i veicoli della corsia centrale, badando bene che questi non rientrino in corsia tagliandomi la strada (tipo fila di macchine in corsia centrale a 100-110 km/h e io in corsia a destra completamente vuota a 120/130 km/h, ovviamente nei weekend senza traffico di TIR): sapevo di essere nel giusto anche perché questa cosa del superamento a destra lo ripetono spesso anche su Isoradio.
(p.s.: mi sento un po' in colpa per il mio commento che ha deviato dall'interessante tema statistico/giuslavorista)
@Bedo: non è vero che la guardia medica possa rilasciare il certificato medico solo per i turnisti dei giorni festivi, assolutamente. Lo rilascia per tutti i cittadini negli orari e nei giorni in cui il medico di base è assente. Se poi uno ha una colica renale o una distorsione alla caviglia, o un attacco di tunnel carpale ma aspetta il lunedì, allora vuol dire che prolunga in modo illecito la prognosi.
GM,

mi pare che i dati che ho aggiunto (rispondendo alla tua lecita obiezione) mi sembra confermino che il numero di persone che presenta certificati il sabato e la domenica sia marginale. Inoltre, cercando su internet:

(1) la guardia medica non può rilasciare certificati medici superiori a 3 giorni
(2) la guardia medica non può rilasciare certificati per attività sportiva, certificati per rientro scolastico, certificati di malattia a lavoratori non turnisti;

La fonte? Non ho trovato una fonte comune ma tante di tante ASL differenti che dicono sempre la stessa cosa.

>La manovra di colui che prosegue la marcia sulla corsia di destra, nonostante la presenza di veicoli sulla corsia o sulle corsie di sinistra, non integra la manovra di sorpasso a destra, ma solo quella di superamento da destra che non è sanzionata.

Da quando l'ho saputo ho smesso di arrabbiarmi e veleggio tranquillamente a destra. Quand'ero più giovane mi scaldavo: una volta ho beccato un imbecille con un furgone, di un complesso musicale se non ricordo male, che bloccava mezza tangenziale di Milano andando in corsia centrale a 60 all'ora. Arrivato da lui, l'ho pian piano spostato sulla SUA corsia tagliandogli la strada centimetro per centimetro. Con gli applausi, creddo, di tutti quelli dietro.
Perchè, Epsilon, il tuo caso è più unico che raro. Di solito il ***** che va in corsia centrale va anche a metà, non di più, della velocità massima consentita.
Ci sarebbe poi da fare un altro discorso, ovvero sui limiti di velocità sottodimensionati, per cui uno in tangenziale dovrebbe andare a 90 all'ora, ma si aprirebbe un grosso capitolo.
E apriamolo questo grosso capitolo... ad esempio, il VdM che si pianta a 40 all'ora in tangenziale "perché chi va piano va sano e va lontano", facendo fare manovre anche brusche ai mezzi pesanti, andrebbe portato in motorizzazione e flagellato con le striscioline fatte dai libri per i test.

Perché se vai piano ma sei sicuro di ciò che fai ed hai i riflessi pronti, va bene, ma se vai piano perché sei insicuro perché sai di avere i riflessi di un bradipo, meglio che te ne stai a casa.

E' del mese scorso la rottura di due vertebre di un mio caro amico motociclista investito in pieno da un VdM che su un rettilineo, in pieno giorno, con le luci accese, l'ha centrato in pieno girando a sinistra. "Non l'ho proprio visto!"

Fortunatamente le ossa non si sono rotte troppo ed il mio amico, anche se a fatica, è ancora in piedi. Forse anche grazie al fatto che ha avuto la prontezza di riflessi (e le palle) di saltare dalla moto prima di schiantarsi contro il montante del parabrezza,forse perché ha impattato a terra spaccando il paraschiena in tre pezzi, forse perché non era il suo momento, o forse perché esiste veramente un Dio che gli ha salvato la vita. Ma poteva poteva andare anche meglio. Se solo si facessero degli esami di guida agli over 60, uno ogni anno...

Odio girare la domenica. Giornata per vecchi col cappello e cuscini sulla cappelliera...

Con questo non voglio dire che la velocità sia meglio dell'andatura da morto-al-volante-che-non-s'è-ancora-accorto-di-esserlo, ma che chi si mette in strada abbia almeno le facoltà per adeguarsi al flusso del traffico circostante. In un sistema che si muove ad una certa velocità media, chi si muove troppo al di sotto di essa, diventa un pericolo quasi al pari di chi si muove troppo al di sopra. Non è la velocità assoluta ad essere un pericolo, bensì il differenziale troppo elevato tra due veicoli a generare il pericolo. Che sia dovuto a chi procede ad andatura da lombrico monco o da minkiopilotasempreatavoletta con "esperienza" maturata giocando per ore con GT5.

IMHO

@pgc:

Tukler!!!:°°°°-(

:D
Contando sulla pazienza di Paolo per l'OT conclamato, aggravato e continuato:

Curioso come a volte basti spostarsi di poche centinaia di km per cambiare completamente prospettive.

In Germania, dove vivo, come noto non esiste un limite di velocità generalizzato sulle autostrade. Su quelle a tre corsie e in condizioni di traffico leggero, portarsi sulla corsia di sinistra significa voler procedere ad almeno 170-180km/h - sempre con l'occhio al retrovisore per quelli che arrivano a oltre 200km/h. E' però abbastanza frequente, specie su certe tratte, che la corsia di destra e quella centrale siano di fatto riservate alle "corse degli elefanti" dei TIR, con le vetture che si muovono prevalentemente sulla corsia di sinistra, salvo rientrare occasionalmente su quella centrale quando è libera. Ciò provoca spesso delle "incomprensioni" tra chi viaggia a sinistra appena un pelino più veloce dei TIR a 120-130km/h, e chi vorrebbe invece andare più in fretta. Peraltro, chiedere strada guidando troppo vicino alla vetture che precede, lampeggiando con i fari o tenendo l'indicatore di direzione acceso sono viste come gravissime forme di maleducazione, che possono arrivare a causare il ritiro della patente.

Le immissioni in autostrada, di cui si è parlato, possono essere un problema in condizioni di traffico molto pesante, perché i TIR non sono disposti né a rallentare, e né a spostarsi a sinistra, se non per altri TIR. La procedura corrente consiste nell'accelerare il più possibile lungo la corsia di accelerazione, in modo da potersi infilare tra le due colonne pressoché continue di TIR per sbucare sulla corsia di sinistra. Chi rallenta o addirittura si ferma alla fine della corsia di accelerazione, rischia di non muoversi più.

I "mezzisti", cioè quelli che occupano senza reale ragione la corsia centrale, sono - e mi dispiace per il Sig. Epsilon - universalmente odiati. Capita abbastanza spesso che anche persone, che di norma guidano in modo tutt'altro che aggressivo, dopo aver superato (ovviamente a sinistra) un "mezzista", si riportino di colpo sulla corsia di destra tagliandogli la strada.

Il restringimento da due corsie in una sola è, o dovrebbe, essere regolato dal principio del "Reisverschluss", cioè della "cerniera lampo". le due colonne devono muoversi in parallelo sino al restringimento, e a quel punto passa alternativamente una macchina per colonna. Questo ridurrebbe al limite il rallentamento - se non fosse che molti guidatori, sebbene il principio sia esplicitamente previsto dal codice della strada, tendono a vedere il restare a sinistra sino all'ultimissimo momento come una prepotenza. Per questo, cercano di inserirsi a destra prima del punto previsto per il "Reisverschluss", provocando così multipli rallentamenti e allungando la coda. In questi casi, puó effettivamente capitare che la corsia di destra di un'autostrada a tre corsie diventi la più veloce.
ebonsi dixit:
"I "mezzisti", cioè quelli che occupano senza reale ragione la corsia centrale, sono - e mi dispiace per il Sig. Epsilon - universalmente odiati."

OK... spiegami a chi io (io e non altri) do fastidio, grazie: esempi pratici.
@Epsilon: mi sono immaginato Paolo e vari Disinformatici al posto delle signore di questa mitica pubblicità:
http://www.youtube.com/watch?v=2JSRXtH3wRk
:D :D :D
Epsilon,

spiegami a chi io (io e non altri) do fastidio, grazie: esempi pratici.

Se stai sulla corsia di mezzo quando hai la corsia di destra libera e non procedi alla velocità massima consentita,

-- obblighi chi rispetta il codice della strada (e quindi sta sulla CDD) a cambiare due corsie per sorpassarti (passandoti a sinistra) oppure a effettuare un superamento (passandoti a destra), col rischio che tu ti spaventi/non mi vedi e mi tagli la strada

-- dai l'impressione di uno che non rispetta le regole o non le sa o pensa che la strada sia tutta sua e quindi va affrontato con diffidenza speciale, causando preoccupazione e tensione inutile negli altri guidatori

-- rallenti tutto il traffico dietro di te, perché crei un ostacolo: invece di avere due corsie sulle quali sorpassarti, gli altri automobilisti ne hanno una sola e quindi aumenti il rischio d'incidenti perché costringi gli altri a coordinarsi per il sorpasso oppure a rischiare effettuando il superamento a destra.

Lo scenario tipico che capita a me e mi induce a lanciare maledizioni ai mezzisti, a pormi interrogativi sulla promiscuità delle loro madri e sulla salute mentale dei loro antenati è il mezzista che va a 100 dove c'è il limite di 130 e si piazza bello beato nella corsia centrale. Non c'è un'anima in giro. Corsia di destra deserta.

Sopraggiungo io, a 130 sulla corsia di destra. Vorrei effettuare un sorpasso, invece del superamento, perché so che spesso il mezzista compie sterzate inconsulte e ti taglia la strada quando si accorge con la coda dell'occhio che lo stai superando, ma dietro di me c'è un'altra auto.

Se il mezzista rispettasse le regole, io effettuerei il sorpasso impegnando la corsia centrale e l'auto dietro di me potrebbe fare altrettanto oppure superare anche me usando la corsia di sinistra.

Ma siccome il mezzista non rispetta le regole, mi tocca attraversare DUE corsie e mettermi sulla corsia di sinistra, guardando ripetutamente negli specchietti e riducendo la mia attenzione frontale. Devo anche chiedermi cosa farà quello dietro di me: mi si accoderà o mi taglierà la strada per sorpassare a sinistra? Dobbiamo coordinarci io e lui/lei sull'uso di una sola corsia.

Tutto per colpa del mezzista.
Epsilon,
immagino che tu, su una strada senza traffico a doppio senso di circolazione tenga indifferentemente la destra o la sinistra, tanto "non dai fastidio a nessuno".

Premesso questo, devo dire che non ti credo. Non è umanamente possibile viaggiare a velocità costante, a meno di tenere gli occhi incollati al tachimetro (invece che alla strada) o di usare il cruise control. Per una ragione o per l'altra, si finisce sempre per rallentare un po', poi ci si accorge e si accelera di nuovo. E anche con il cruise control ogni tanto lo si deve staccare, e fatalmente si rallenta. Quindi la tua teoria cade miseramente.

Quindi, condividendo in pieno le ragioni di Paolo e di altri, mi resta solo da aggiungere che fintanto che il modello di circolazione sarà quello europeo (si sta sulla corsia di destra e il sorpasso a destra è vietato) i mezzisti si meritano in pieno tutti gli accidenti che gli mandiamo e, mi dispiace dirlo, non dimostrano grande intelligenza. Se adotteremo il modello statunitense (si cambia corsia il meno possibile e si può sorpassare a destra) allora il discorso cambierà. Però allora dovremo imparare due altre regole fondamentali: 1) si coopera e non si compete, e 2) si va tutti più o meno alla stessa velocità.

A ciò che dice Paolo invece vorrei aggiungere che la manovra del doppio cambio di corsia, a cui il mezzista costringe per due volte il disciplinato che viaggia a destra e che ha paura di superarlo rimanendo a destra, è pericolosissima e in molti paesi esplicitamente vietata e sanzionata in modo pesantissimo (prova a farla negli Usa e guarda che ti succede...). Una ragione in più per mandare a quel paese i mezzisti.
Paolo dixit:
"Se stai sulla corsia di mezzo quando hai la corsia di destra libera e non procedi alla velocità massima consentita,"

Come dicevo, io viaggio in tangenziale ai miei bei 90 km/h (quando il traffico lo consente ovviamente) e non do fastidio a nessuno, grazie.
Cosa che ho fatto oggi.
Oggi è anche praticamente (anzi, senza praticamente) l'unica volta all'anno, per motivi facili da indovinare, in cui ho dovuto fare un tratto di autostrada; visto che mi andava di prendermela con calma ho tenuto i 90 km orari anche lì ed ovviamente sono stato in prima corsia; se fossi andato a 130 km/h me ne sarei stato sulla seconda.
Riccardo (D.O.C.) dixit:
"immagino che tu, su una strada senza traffico a doppio senso di circolazione tenga indifferentemente la destra o la sinistra, tanto "non dai fastidio a nessuno".
Premesso questo, devo dire che non ti credo. Non è umanamente possibile viaggiare a velocità costante, a meno di tenere gli occhi incollati al tachimetro (invece che alla strada) o di usare il cruise control."

Per la premessa, ti meriti la risposta è questa è: SI, a volte lo faccio e faccio pure dei tratti a senso unico in contromano e passo con il semaforo rosso soprattutto quando c'è traffico e ti giuro che non sto scherzando.
Per la seconda diciamo pure che si varia di un paio di km all'ora in più e qualcuno in meno; un delta di 5 km orari per te fa qualche differenza? No, davvero? E non penso di avere poteri sovrannaturali; mi sembra una cosa più che normale.
Van Fanel!!!!!
Quoque tu che se non mi ricordo male sei venuto una volta in macchina con me!!!
:-D
@Epsilon
Quoque tu che se non mi ricordo male sei venuto una volta in macchina con me!!!

Se era il 2011 e ti eri mascherato da Claudio Casonato grazie ad impianti bioplasmatici prestati da Attivissimo, sì.
Se no, mi confondi con qualcun altro! :)
Eppure mi pareva... ma ho la memoria da pesce rosso... ho talmente la memoria da pesce rosso che non mi ricordo nemmeno che la storia della memoria dei pesci rossi è una bufala...
:-D
Alla prossima cena dei disinformatici faccio io da taxista per tutti
:-D
Epsilon, animi scatenati a parte, direi che Riccardo D.O.C. è stato molto esaustivo: è fatalmente impossibile andare al limite di velocità per tutto il tempo. E l'unico momento in cui non ci andrai (tu generico), sarà quello in cui bloccherai qualcuno (tu generico). La legge di Murphy si applica anche qui.

E poi c'è la questione inveterata del "se io sono al limite, quello che mi supera sta infrangendo la legge". Ammettiamo la situazione in cui questo pensiero è vero; in tal caso, lascialo fare. Magari ha un motivo. A te che ti frega? Tu fai la tua strada, quello fa la sua. Se puoi evitare di ostacolarlo, evita. Ne guadagneranno tutti. Ci pensano i tutor a parificare chi va davvero troppo veloce.

Considerazioni sulla velocità da te mantenuta a parte, gli animi che vedi sono di persone che hanno regolarmente a che fare con "mezzisti" da abominio, di quelli troppo lenti, troppo stupidi, troppo ignobili, di quelli a 104 all'ora in corsia centrale in autostrada, per intenderci. Che sono terribili. E spesso molto permalosi. E' normale che tutti li odino, perché fanno perdere tempo a te (tu generico, che vorresti passare) per stare comodi loro. Dicendo che ci sono momenti in cui stai in corsia centrale, ti stai attirando le ire che tutti vorrebbero scaricare sui "mezzisti" sconosciuti che tormentano le nostre vite.

Io, per conto mio, mi diverto a prenderli in giro, e a volte effettuo superamenti a destra (quando sono già lì), passandone anche cinque-sei alla volta, a volte mi faccio prima/terza/prima corsia per ogni mezzista (anche qui ce ne sono diversi, e devo ringraziarli per il pericolo aggiuntivo che mi fanno correre), a volte mi metto in prima corsia, alla loro velocità esattamente nel punto morto dei loro specchietti (quando quello di destra non è piegato...) e resto lì a vederli innervosirsi per la presenza di un'auto che è sparita nel nulla e non sanno più dov'è... (e non sono nemmeno di fianco a loro, quindi se decidono di rientrare sono in sicurezza). Qualche volta vorrei arrivare da destra, superarli in terza corsia, rientrare in prima, farmi risuperare e ripetere... Sarebbe bellissimo...

E quando effettuo superamenti correttissimi (nel senso che ero a destra già da almeno un km), capita che questi si impermalosiscano per essere stati passati a destra e accelerino per risuperarmi, per poi rallentare di nuovo, mentre io procedo sempre sulla corsia di destra a velocità costante, e li risupero (sempre rispettando il codice). E loro mi risuperano per puntigliosità. E poi rallentano, e io li ripasso. E continuiamo per un po'. Passo a sinistra o a destra, a seconda di come la situazione e le regole permettono, e sempre senza mai cambiare velocità. E lo faccio, sorridendo, o con il pollice alzato, o ridendo, o con il dito sulla fronte a dir loro che sono matti, o facendo ciao-ciao con la manina... Non riesco a vedere quasi mai le loro facce (tocca guardare avanti), ma quelle poche che ho visto erano uno spasso. La verità è che sono ignoranti, presuntuosi e permalosi, e che andrebbero multati più volte. E l'altra verità è che viaggiare così dopo un po' è fastidioso, sempre alle prese con gli imbecilli.

E' per il comportamento di queste persone che il tuo intervento ha scatenato tanti commenti negativi.

Tra parentesi: in inglese si chiamano "lane huggers", direi che rende molto comicamente bene l'idea...


Ecco perché preferisco il treno...
A parziale consolazione del Sig. Epsilon, vorrei precisare che l' "odio universale" per i mezzisti di cui parlavo si riferisce esplicitamente alla situazione tedesca, cioè senza limiti di velocìtà sulle autostrade. Il mezzista è molto pericoloso anche se magari viaggia a 140-150km/h, perchè se io gli arrivo dietro a 170-180 e non posso portarmi a sinistra perchè vedo che sta arrivando qualcuno oltre i 200, sono costretto o a superare a destra (e rimetterci la patente, se la polizia mi becca) oppure a inchiodare una frenata.
Ciao,
scusate se mi faccio risentire solo ora ma ho avuto giorni terribilmente complessi conditi da malessere stagionale (ovviamente niente certificato perché non faccio manco 20 minuti di malattia).

SirEdward (ciao, tutto bene?) dixit:
"Epsilon, animi scatenati a parte, direi che Riccardo D.O.C. è stato molto esaustivo: è fatalmente impossibile andare al limite di velocità per tutto il tempo."

Ma no, davvero. Ci ho fatto caso anche ieri sera in tangenziale; non è una cosa assolutamente complicata né astrusa; prova se non ci credi. In fin dei conti basta non muovere il piede dalla posizione assunta sull'acceleratore e se proprio ci sono variazioni particolari (dislivelli, vento, boh) compensi.
E' una cosa veramente facile.

Semper PrincepsEdoardus:
"E poi c'è la questione inveterata del "se io sono al limite, quello che mi supera sta infrangendo la legge". Ammettiamo la situazione in cui questo pensiero è vero; in tal caso, lascialo fare. Magari ha un motivo. A te che ti frega? Tu fai la tua strada, quello fa la sua."

Beh, qua due parole bisogna spenderle:
- mica gli sparo; mi fanno loro il favore di spostarsi in terza
- se invece mi fanno il favore di rallentare magari è meglio per tutti: facciamo il caso di uno che a 90 km/h va addosso ad uno che viaggia a 70 km/h; il delta è di 20 km/h; se gli va addosso a 110 km/h il delta è di 40 km/h: doppio danno?!? No perché l'energia varia col quadrato della velocità per cui l'energia cinetica è quadrupla!!! Ovviamente poi entrano in gioco tanti altri fattori
- o poverini questi che viaggiano come missili; hanno tutti degli enormi problemi... qualcuno ha anche la moglie che non lo capisce ed il vicino che canta sotto la doccia alle 2 di notte... :-D ; l'altro sabato ci ho proprio fatto caso in tangenziale: nel giro di un'uscita, diciamo un paio di km, sono stato superato (io sui 90 km/h fisso) da più di una ventina di macchine che non viaggiavano a meno di 120 km/h... tutti con la moglie insensibile?!? :-D

Semper 'i stess:
"Dicendo che ci sono momenti in cui stai in corsia centrale, ti stai attirando le ire che tutti vorrebbero scaricare sui "mezzisti" sconosciuti che tormentano le nostre vite"

- no, no; io non sostengo di viaggiarci "a momenti": se ho la possibilità di viaggiare (nei limiti di legge e di sicurezza ambientale) a velocità sostenuta io ci viaggio costantemente... e ribadisco di non infastidire nessuno; se mi capita di rallentare e arriva qualcuno più veloce mi sposto e faccio passare... che problema c'è?

Concludendo: per un comportamento che (per l'ultima volta) non infastidisce nessuno nelle modalità descritte, mi sembra un po' esagerato riaprire il caso per gli omicidi del mostro di Firenze ed accusarmi di avere girato io e non Kubrick il filmato falso dello sbarco sulla luna (in cui si vede benissimo il Lunar Rover, che manco c'era, viaggiare sulla luna in seconda corsia) :-D
Uh... e riabilitare Hitler che in fin dei conti, poverino, "c'aveva magari i suoi bei motivi, c'aveva" e così ce l'abbiamo fatta anche questa volta ad inserire la reductio ad Hitlerum :-D
Thread davvero interessante :-)

Tornando alle autostrade/tangenziali, per fortuna non mi tocca di usarle per lavoro e quindi quando le faccio non sono quasi mai di fretta.
Di solito faccio cosi':

1) se sono tranquillo e ho un sacco di tempo, mi metto in prima corsia a 90-100 orari salvo sporadici sorpassi di gente piu' lenta.
2) se non ho tempo da sprecare, mi metto in seconda alla velocita' limite, 110 o 130 quella che e'. Chi vuole andare piu' veloce del limite ha la terza corsia a disposizione (e non trovo intelligente che mi sfanali in seconda corsia mentre arriva piu' velocemente di me)

Quanti faccio arrabbiare facendo cosi'? A mio parere (ovvio, direte voi) non sono attaccabile. Dove sbaglio? :-)

Ovviamente odio quelli che vanno velocissimi, ma ancora di piu' quelli che vanno veloci e palesemente non sono in grado di farlo, ovvero appena arriva (oh mio dio!) una curva, finiscono invariabilmente per invadere le corsie vicine perche' nella loro, a quella velocita', non sono proprio capaci di rimanerci... schiappe capaci solo di andare veloci quando vanno dritte :-((((
(almeno io vado alla velocita' consentita e nella mia corsia ci rimango, chissa' come mai)
Roberto.


A mio parere quelli che rompono i maroni in autostrada, non sono tanto quelli che marciano in seconda corsia (su tre) a velocità codice, bensì quelli che lo fanno ben al di sotto di tale velocità (tipo ai 110 km/h) anche quando la strada è completamente sgombra. Così facendo quello che arriva da dietro a velocità leggermente superiore, si mette in terza corsia per superare quello in seconda corsia che fa i 110 alla "velocità smodata" dei suoi 115 km/h.

Io che arrivo tranquillo ai miei 140 km/h (di tachimetro), mi pianto nel culo di quello che fa i 115 e sfanalo selvaggiamente. Poi quando riesco a superarlo, gli concedo anche la cortesia del gestaccio e qualche mala parola.

E tutto perché? Perché un pirla si è piantato in seconda corsia...
P.S. Questa malsana abitudine è talmente radicata che anche in un tratto a quattro corsie, come tra Bergamo e Milano, capita spesso che ci si trovi in quarta corsia a superare alla "folle velocità" di 120 km/h! Con quattro corsie!!! Tre delle quali "invase" da auto che fanno al massimo i 120 all'ora!!!

Eppoi la gente si arrabbia se c'è chi supera a destra...
Io ho provato l'ebbrezza di incontrare un'auto che andava contromano... di sera in superstrada.
Però era bravo: lampeggiava e teneva accese le quattro frecce.

Da quello che ho capito, aveva sbagliato allo svincolo e, anziché cercare di invertire, ha cercato di raggiungere il successivo dal quale sarebbe uscito contromano.

Io me lo sono trovato davanti nell'istante in cui si apprestava a imboccare il suddetto svincolo.

Dopo quest'avventura se mi ritrovo il tizio piantato anche a 40 all'ora nella corsia di centro non dico più nulla.

Preferisco 1000 come lui da trovarmi davanti mentre sono in ritardo per il lavoro e che non mi danno strada, che ripetere l'avventura di avere uno che mi viene incontro.

Comunque lampeggiava: era bravo, si rendeva conto di essere contromano.
ho capito perché i lavoratori non vanno a lavorare il lunedì: stanno in coda dalla domenica pomeriggio, aspettando che quel tizio in terza corsia a 40 all'ora si tolga di mezzo...
Guastulfo,
a me è successo qualcosa di simile ma sicuramente in modo meno traumatico.
Stavo percorrendo Viale delle Industrie a Monza in direzione Arcore (strada che faccio una volta alla settimana); è una strada le cui due carreggiate di marcia sono divise da una zona verde larga penso una decina di metri almeno (vado molto a memoria).
Io ho imboccato alla rotonda l'uscita corretta e poi voltandomi verso l'altra corsia... ho visto qualcuno che viaggiava parallelamente a me e se l'è fatta tutta fino alla rotonda successiva in quella che per il senso contrario era la corsia di sorpasso.
Sto ancora cercando di capire come sia riuscito ad imboccarla contromano.
@Epsilon

Ma no, davvero. Ci ho fatto caso anche ieri sera in tangenziale[...]In fin dei conti basta non muovere il piede dalla posizione assunta sull'acceleratore e se proprio ci sono variazioni particolari (dislivelli, vento, boh) compensi.

Ti sembra, ma in realtà non lo è affatto. Una delle auto che abbiamo in casa ha il Cruise Control, e mi è capitato di puntarlo esattamente al limite, su percorsi di diverse centinaia di km. SI vedeva benissimo chi aveva il CC e chi no, perché prima o poi quelli senza CC li superavo tutti, senza alcuna eccezione, anche se per diversi minuti eravamo alla stessa velocità, prima o poi finivano per rallentare. Ma d'altronde una cosa simile mi succede spesso anche senza CC. Solo che non posso essere sicuro di essere io ad accelerare o gli altri a rallentare.

Beh, qua due parole bisogna spenderle:
- mica gli sparo; mi fanno loro il favore di spostarsi in terza


E se nella terza c'è quello he davvero va troppo veloce? Perché complicare la vita agli altri quando basterebbe seguire regole per una volta abbastanza funzionali?

- se invece mi fanno il favore di rallentare magari è meglio per tutti
- o poverini questi che viaggiano come missili; hanno tutti degli enormi problemi [...]


Non giudicare gli altri: a me è capitato di dover raggiungere la mia destinazione in tempi stretti, per non perdere un appuntamento vitale (grazie, 8km di coda in 80 minuti), e di dover infrangere limiti, pur senza strafare. E' ovvio che moltissima gente corre senza motivo, ma... non voler essere a tutti i costi giudice e punitore degli altri. Soprattutto se devi tu per primo infrangere una regola sensata.

se mi capita di rallentare e arriva qualcuno più veloce mi sposto e faccio passare... che problema c'è?

Mi sembra il minimo, ti pare? In realtà, anche nel messaggio precedente, non me la prendo con te. Viaggiare sulla corsia che non è quella più a destra non è necessariamente un pericolo o un problema. Se fatto correttamente non dai fastidio a nessuno, è verissimo. Capita anche a me di viaggiare addirittura in terza, in alcune situazioni (anche se tendo a evitare), e mi sposto non appena vedo arrivare qualcuno più veloce. Le situazioni sono importanti. La cosa che mi preme, però, è che sia chiaro che quando si fanno degli strappi alle regole, per qualunque motivo, si stanno facendo degli strappi alle regole; l'atteggiamento mentale deve essere diverso rispetto a quando si sta facendo tutto secondo codice. La posizione deve essere di umiltà, di adattabilità; infrangere le regole mantenendo un atteggiamento di giustificazione o di superiorità è deleterio e rischioso.

@ Roberto Camisana

2) se non ho tempo da sprecare, mi metto in seconda alla velocita' limite, 110 o 130 quella che e'. Chi vuole andare piu' veloce del limite ha la terza corsia a disposizione (e non trovo intelligente che mi sfanali in seconda corsia mentre arriva piu' velocemente di me)

Quanti faccio arrabbiare facendo cosi'? Dove sbaglio? :-)


Facendo così stai infrangendo la regola che ti impone di occupare la corsia libera più a destra. Non sei nel giusto, e il tuo atteggiamento non dovrebbe essere di presunzione e menefreghismo verso gli altri. Non dovrebbe esserlo nemmeno quando sei completamente dalla parte della ragione... figuriamoci quando ti fai i fatti tuoi... ;-)


Ovviamente odio quelli che vanno velocissimi, ma ancora di piu' quelli che vanno veloci e palesemente non sono in grado di farlo, ovvero appena arriva (oh mio dio!) una curva, finiscono invariabilmente per invadere le corsie vicine perche' nella loro, a quella velocita', non sono proprio capaci di rimanerci...


Questo succede a qualsiasi velocità. E' un grande dono della psicologia umana in combinazione con auto pesanti, morbide e dal baricentro alto. Quando l'auto va in appoggio, le persone si spaventano, quindi tendono a raddrizzare qualsiasi curva, per non sentire la variazione di baricentro e la paura di perdere il controllo del mezzo. Paura che non hanno, ovviamente, ad andare veloci sul bagnato o a tagliare curve cieche o ad andare come razzi sul dritto, perché non gli scatta l'interruttore, anche se questi comportamenti sono molto più pericolosi.
@ SirEdward


>Facendo così stai infrangendo la regola che ti impone di occupare la corsia libera più a destra. Non sei nel giusto, e il tuo atteggiamento non dovrebbe essere di presunzione e menefreghismo
>verso gli altri. Non dovrebbe esserlo nemmeno quando sei completamente dalla parte della ragione... figuriamoci quando ti fai i fatti tuoi... ;-)

Per "mi metto al limite in seconda corsia" intendo che, se vai al limite (110-130 secondo la strada) e' raro che la prima corsia sia liberissima e in quel caso devi usare la seconda. Non penso che andare a zig zag a 110 superando continuamente le sporadiche auto in prima corsia sia piu' sicuro che andare a velocita' limite (o meno, se ci sono altre auto davanti non lentissime, non ho la smania del sorpasso) in seconda.
Rimane il fatto che se il limite e' 110 e sto andando a 110 e c'e' la terza corsia libera, chi mi considera un rallentamento puo' superarmi in terza corsia. Dai questo e' inattaccabile, mi superi quando vuoi e per farlo devi pure andare oltre il limite.

...o no? :-|

Tornando alla frase iniziale, nei pochi casi in cui ho visto che a 100-110 in tangenziale potevo stare senza problemi in prima corsia, ci stavo. E' anche piu' comodo, salvo evitare i soliti co%%oni che passano dall'inserimento alla terza in un colpo solo o peggio fanno la mossa esattamente opposta. Quando si schianteranno, perche' succedera', spero di essere molto lontano da loro :-( :-(

Argh.
Roberto.

Confermo parola per parola (anch'io ho la stessa esperienza) quanto dice Sir Edward sulla faccenda della velocità costante. D'altra parte la prova di Epsilon non ha alcun valore, perché nel momento stesso in cui guardo il tachimetro (cosa che normalmente quando guido non faccio ogni momento) altero il mio comportamento. Ma sono assolutamente certo che se un osservatore terzo, in istanti casuali, campionasse senza dirlo la velocità di epsilon, troverebbe valori molto diversi dal limite di velocità.
Detto questo, io credo che vantarsi di infrangere la legge, sostenendo di esserne più intelligenti, non sia mai una buona idea, e giustifichi in pieno l'attribuzione di una diversa furbizia a chi lo fa. Nel caso specifico, poi, mi sembra abbastanza condivisa anche l'idea che con il modello che vige qui da noi (sorpasso a destra vietato) sia proprio una sciocchezza.
Premessa: con SirEdward mi posso permettere certe cose perché sa che c'è rispetto :-)

SirEdward dixit:
"Ti sembra, ma in realtà non lo è affatto."

Grazie per sapermi dire quel che faccio io :-)
Non obbligarmi a fare una filmino che a me piace tenere tutt'e due le mani sul volante :-)

Semper illus:
"E se nella terza c'è quello he davvero va troppo veloce?"

Allora: se tu arrivi da dietro ad una velocità oltre il limite NON stai andando troppo veloce mentre quello che va più veloce di te va veramente troppo veloce? Bella regola... facciamo un caso pratico; tu mi arrivi in tangenziale alle spalle a 110 km/h e ne arriva uno in terza a 130 km/h? Rallenti a 90 km/h caro mio e non te la prendi con me perché tu per primo stai violando un limite: anzi, ringraziami che ti riporto ad una velocità in cui tu fai correre meno rischi a te stesso ed a chi ti sta intorno. Passato quello a 130 km/h, se non ti sei convinto che magari andare a 90 km/h è meglio, riacceleri e mi superi... e dimostri di non aver capito niente ;-D
"Sì ma io ho fretta"... fatti tuoi, dovevi uscire prima di casa e/o non hai calcolato bene il rischio di ritardo:
a) avere fretta non ti autorizza a correre
b) per fare 45 km (quarantacinque, non cinque o dieci) a 90 km/h ci metti mezz'ora; per farli a 110 km/h ci vogliono 24 minuti e mezzo; non venirmi a raccontare che un ritardo aggiuntivo di poco più di 5 minuti ti cambia la vita (fosse anche solo quella lavorativa); che poi è più o meno quanto potresti dover aspettare per arrivare ad un piano alto con l'ascensore se lo trovi occupato.
E comunque: nonostante questo vuoi lo stesso correre? rallenti per la bellezza di una decina di secondi e poi ti infili in terza e riprendi a correre. Quanto tempo ti ho fatto perdere così? 2 secondi sul tempo di arrivo? Eeeeeeehhhh... ma tu hai fretta, dimenticavo... ed il bello è che te la prendi con me invece che con quelli che in terza vanno ancora più veloci di te! Perché non te la prendi con loro?
Puoi dire quello che vuoi ma su 500 persone che vanno oltre i limiti di velocità 1 ha veramente un motivo per farlo (anche se non dovrebbe comunque farlo), gli altri 499:
a) si autogiustificano
b) pensano che solo quelli che vanno più veloci di loro vadano troppo veloce
Non è 1? Sono 2? 5? 10? Davvero sostieni che sono più di così? Hanno tutti la moglie che non li capisce?

Et insistet*:
"infrangere le regole mantenendo un atteggiamento di giustificazione o di superiorità è deleterio e rischioso"
post que dixit*:
"a me è capitato di dover raggiungere la mia destinazione in tempi stretti, per non perdere un appuntamento vitale (grazie, 8km di coda in 80 minuti), e di dover infrangere limiti, pur senza strafare"
;-)

Su, su... c'è chi ha messo su un cancan per praticamente niente... è così difficile ammetterlo?
Altrimenti mi costringete alla domanda ferale ;-)

*sì, sto coniugando frasi latine "mentula canis"
Premetto che con Epsilon posso permettermi di parlare così perché c'è rispetto...

Se ti becco per strada nella corsia di centro, prima ti faccio milioni di gestacci nello specchietto retrovisore, poi ti taglio la strada costringendoti ad uscire al primo Autogrill, poi scendo dall'auto, ti prendo di peso e ti porto dentro a bere una birra.

Ma lo faccio con la faccia cattiva...

;D
Ah sì, Stu?!?
E io la bevo fino all'ultimo goccio, ti fisso dritto negli occhi a due centimetri dal tuo naso e ti sfido davanti a tutti ad offrirmene un'altra se ne hai il coraggio
:-D
@Riccardo
perché nel momento stesso in cui guardo il tachimetro (cosa che normalmente quando guido non faccio ogni momento) altero il mio comportamento

Strano che nessuno abbia ancora iniziato a citare le solite barzellette di Heisenberg e Shroedinger in auto ...

@Stu
costringendoti ad uscire al primo Autogrill

Quello di Sommacampagna ovviamente! la stagione del pandoro sta iniziando...
Ah Epsilon... Cerchi rogna? Bene. L'hai trovata. Meglio che porti degli amici. Io le birre le offro a caraffe da litro... ah, e già che ci sei, porta anche una tenda. Altrimenti ci tocca dormire all'adiaccio. Vorrai mica metterti in strada ai 30 all'ora ubriaco nella corsia centrale? Manca mai che in quel momento sopraggiunga Sir Edward e ti tocca pure litigarci...

:)

Van Fan. Ci becchiamo all'auto grill. Ne rimarrà soltanto uno. Di pandorini...
"Ti sembra, ma in realtà non lo è affatto."

Grazie per sapermi dire quel che faccio io :-)
Non obbligarmi a fare una filmino che a me piace tenere tutt'e due le mani sul volante :-)


:-D Invece ti vorrei proprio obbligare, perché io ci ho provato per anni e non c'è verso... prima o poi rallenti, anche di poco, e sarà sempre quando c'è qualcuno dietro. E' stato solo usando il CC che me ne sono reso conto fino in fondo. Quello sì che funziona.


Semper illus:
"E se nella terza c'è quello he davvero va troppo veloce?"

Allora: se tu arrivi da dietro ad una velocità oltre il limite NON stai andando troppo veloce mentre quello che va più veloce di te va veramente troppo veloce? Bella regola...


Penso che in questo momento il tuo modo di giudcare abbia due pesi diversi per te e gli altri. Se sei in corsia centrale mentre quella a destra è libera, stai infrangendo una regola; tu dici che è altrettanto, se non più, sicuro e che non fai nulla di male. E onestamente io non faccio alcuna fatica a credere che tu non sia una chicane mobile, ma un conducente ragionato. Però anche chi marcia a velocità superiore al limite, non è detto che stia davvero mettendo in pericolo sé stesso e gli altri. Il livello di sicurezza dipende dalle condizioni dell'insieme, non dalla velocità, che è solo un indicatore di semplificazione. 140, o 150 sulle strade e nelle condizioni giuste (la situazione tedesca è molto interessante per studi di questo tipo - anhe 180-190, a volte) possono essere molto più sicuri che i 50 all'ora in città quando l'inverno rende le strade viscide. Eppure i soli limiti darebbero torto al primo dei due casi, mentre le auto girate in rotonda ieri mattina raccontano la verità.

Ecco perché ho detto "davvero" troppo veloce.

Allora come fai a decidere che fra te che stai in corsia centrale quando la destra è libera e quello che va a 140 km/h, sei tu quello che ha diritto di non modificare il suo comportamento ed è quell'altro quello che deve essere costretto a farlo, rallentando? Capirei se tu stessi rispettando tutte le regole, ma dal momento in cui non lo stai facendo, chi decide quale dei vostri due comportamenti confliggenti ha più diritto di essere mantenuto? La regola in questi casi non c'è. Se lui deve rallentare, tu devi spostarti a destra... Per questo io dico: se quello arriva veloce, e tu puoi spostarti sulla corsia a dx e farlo passare, fallo. A te cosa cambia? E chi se ne frega dei -suoi- motivi? La tua vita non peggiorerà, la sua nemmeno, e vivremo tutti più tranquilli, con strade che scorrono.


"infrangere le regole mantenendo un atteggiamento di giustificazione o di superiorità è deleterio e rischioso"
post que dixit*:
"a me è capitato di dover raggiungere la mia destinazione in tempi stretti, per non perdere un appuntamento vitale (grazie, 8km di coda in 80 minuti), e di dover infrangere limiti, pur senza strafare"
;-)


Occhio, che in questo mio discorso non c'era alcuna sensazione di superiorità. I limiti quel giorno li ho infranti, e persino dove c'è il tutor, quindi senza la presunzione di farla franca (anzi, ho calcolato quanta multa farmi affibbiare). La strada lo permetteva in perfetta sicurezza. Non c'è alcuna presunzione in tutto questo. ;-) Tra parentesi, sono arrivato esattamente all'ultimo minuto, come un film, con tanto di scena "tieni, parcheggia tu l'auto" pronunciata mentre lanciavo le chiavi al mio passeggero.
A volte ritornano... ;) http://www.repubblica.it/economia/2015/11/25/news/boom_di_malattia_al_lunedi_un_lavoratore_su_tre_si_ammala_dopo_il_fine_settimana-128125952/