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18 commenti

Uomo paralizzato riprende a camminare? Andiamoci cauti con l'entusiasmo

L'articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.

La notizia di questi giorni secondo la quale un uomo paralizzato, Darek Fidyka, avrebbe ripreso a camminare dopo un trapianto di cellule dai bulbi olfattivi del cervello non ha le caratteristiche tipiche di una bufala, ma mi sembra presentata da varie testate generaliste in modo ingannevole. Provo a fare un po' di chiarezza e vi chiedo di darmi una mano attraverso i commenti.

A favore della credibilità c'è il fatto che la sperimentazione, svolta da un gruppo di medici principalmente polacchi, è stata pubblicata da una rivista scientifica (Cell Transplantation) ed è il traguardo di un lungo e cauto percorso ben documentato. L'articolo è intitolato Functional regeneration of supraspinal connections in a patient with transected spinal cord following transplantation of bulbar olfactory ensheathing cells with peripheral nerve bridging ed è reperibile qui.

C'è anche la relativa limitatezza dei risultati raggiunti fin qui: non è vero che l'uomo ha ripreso a camminare in modo del tutto autonomo, come possono dare a intendere alcuni titoli di notizie: ha ampio bisogno di supporti e di un tutore. Non si tratta di un recupero miracoloso. Tuttavia le sue condizioni sembrano nettamente migliori rispetto a uno stato di paralisi totale e quindi i risultati, se confermati, sarebbero importantissimi per chiunque sia colpito da paralisi traumatica: secondo l'abstract della pubblicazione, il paziente ha beneficiato di un “parziale recupero dei movimenti volontari degli arti inferiori... e di un parziale recupero della sensazione superficiale e profonda”.

Un altro aspetto che distingue questa procedura da quelle dei ciarlatani è che i medici non hanno invocato segreti da custodire o altre scuse: hanno pubblicato tutti i dettagli della sperimentazione.

Aggiungo, infine, che la BBC sta seguendo e documentando il caso e di solito la BBC lavora con molto rigore. Non è Raidue con la redazione di Voyager, per intenderci. L'emittente britannica ha trasmesso un'inchiesta la sera del 21 ottobre nel programma Panorama.

Cauto ottimismo, quindi: bisogna attendere che l'operazione venga ripetuta su altri pazienti per verificare che la ripresa parziale della sensibilità e della parziale capacità di camminare non sia dovuta a guarigione spontanea e sia realmente un effetto ripetibile dell'operazione.

Maggiori dettagli sono su Ars Technica; le immagini del paziente e un'analisi approfondita sono sul sito della BBC qui.
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Commenti
Commenti (18)
I giornali italiani (e non solo) non sono interessati al lato scientifico ma a quello sensazionalistico.
Anch'io appena letta la notizia mi sono fatto i tuoi ragionamenti. Sto cercando informazioni più dettagliate. Se le trovo te le invio nei commenti.
Impact factor di CELL TRANSPLANT = 3,57
Impact factor a 5 anni = 3,42
Perlomeno l'articolo della BBC spiega che la situazione del paziente era particolare. Non c'è stata la completa rescissione del midollo spinale ed esso era stato parzialmente (quasi totalmente) tagliato da una coltellata.

Ora non ne so molto di medicina ma ne so di tessuti tagliati Vs. tessuti strappati. In caso di taglio è più facile "ricucirli" e le probabilità di recupero sono molto più alte dei "rammendi" su tessuti strappati.

Spero di sbagliarmi e che sia la scoperta medica del 21esimo secolo, ma ho idea che, ammessa la veridicità e la replicabilità, possa essere messa in atto solo in determinate condizioni del midollo spinale.

Non credo che un midollo spinale lacerato da un trauma da ipertensione possa essere riparato a quel modo.

Nonostante questo, auguro di vero cuore a tutti coloro che ne hanno bisogno che sia la scoperta scientifica in grado di aiutare e guarire una schiena, una vita, un'anima.
Per le riviste scientifiche l'impact factor è inaffidabile, per motivi che non sto a elencare. Se da non esperto vuoi un'idea del valore di una rivista è meglio ricorrere a qualche ranking. Ad esempio quello dell'ente pubblica di ricerca australiano, reperibile al sito http://lamp.infosys.deakin.edu.au/era/index.php?page=jnamesel10 e che classifica le riviste da A (le migliori a D. Se una rivista non è nemmeno in D o è nuova o vale poco.

“Cell transplantation” lì viene classificata in B, ottima rivista quindi, anche se non so se adatta alla scoperta del secolo.

Purtroppo quel ranking non viene più aggiornato dal 2010, principalmente a causa della pressione degli editori delle riviste che si sono viste classificate in modo inferiore alle aspettative.

Esiste anche un ranking italiano, più accurato in quanto attribuisce alla stessa rivista ranking diversi a seconda dell'argomento trattato dai diversi articoli. Purtroppo sembrerebbe essere riservato, io sono in possesso solo del ranking per la mia area di ricerca; sarebbe interessante avere un leak da diffondere in rete.
Le metriche per valutare le riviste sono tutte discutibili, e l'IF è quella forse più discutibile di tutte; questa rivista si colloca mediamente bene nel panorama delle riviste biomediche, a giudicare dalla sua valutazione in quartili calcolata sul sito JCR: http://admin-apps.webofknowledge.com/JCR/JCR. In ogni caso, buoni articoli possono apparire anche su riviste di medio-basso ranking, e pessimi articoli su riviste di ottimo livello, quindi l'unico modo per giudicare un articolo è leggerlo. Questo articolo è liberamente scaricabile dal sito della rivista: http://www.ingentaconnect.com/content/cog/ct/pre-prints/content-CT-1239_Tabakow_et_al (il doi di Paolo non è attivo), fornisce tutti i dettagli dell'operazione, si rifà ad un lavoro precedente dello stesso team pubblicato sulla stessa rivista l'anno scorso (doi: 10.3727/096368912X663532), e, anche se non sono medico ma biologo, mi sembra che le cose che dice siano sensate e non prodotto di pura ciarlataneria. Del resto, la conclusione è che il paziente migliora, non che guarisce, e le "cellule nasali" utilizzate sono in realtà cellule di origine neuronale, quindi è abbastanza sensato pensare che possano ripristinare la funzionalità di neuroni distrutti dal trauma.
@Stupidocane

Ora non ne so molto di medicina ma ne so di tessuti tagliati Vs. tessuti strappati. In caso di taglio è più facile "ricucirli" e le probabilità di recupero sono molto più alte dei "rammendi" su tessuti strappati.

No, non puoi paragonare il tessuto nervoso con altri tessuti. In particolare le cellule nervose del midollo (come quelle dell'encefalo) una volta morte non vengono più sostituite al contrario di ciò che avviene ad esempio nei muscoli. Qui hanno usato una tecnica un po' particolare, prendendo i nervi della doccia olfattoria, che è la zona dove il nervo olfattorio si divide in tantissimi filuzzi, vedi l'anatomia dell'osso etmoide, e inserendoli a mo' di ponte elettrico nella zona che era stata tagliata.
Per fare un esempio che tutti possano capire sarebbe come se un vandalo avesse tagliato il cavo dello spinterogeno della tua automobile, e tu per farla partire accorciassi i cavi della batteria e ne utilizzassi i pezzi per realizzare un ponte tra i due pezzi tagliati. La differenza nel paragone è che le cellule del nervo olfattorio che fuoriescono dall'etmoide hanno una piccola capacità di crescere (molto, molto lentamente), mentre il cavo della batteria no. ;)
C'è da dire che la cosa è fenomenale perché (che io sappia) è il primo caso nel quale si riesce a far funzionare il "ponte elettrico" tra due nervi tagliati.
Errata corrige

Ipertensione = iperestensione
L'importante è che non sia una rivista spazzatura! Poi, se non la è, di base mi fido (meglio dopo aver spulciato l'articolo originale, che sto cercando di procurarmi). Il motivo è che ottimi articoli vengono spesso cassati dalle riviste fiche se gli autori non sono particolarmente famosi o se l'idea è troppo lontana dalla prassi comune di quel settore o non è un hot topic (citerei per esempi i primi quattro geniali lavori di Vapnik sulle Support Vector Machines, per chi si interessa di machine learning, che vennero cassati).

In ogni caso: il link doi indicato nel post è rotto! Paolo, eddai, verifica i links :)

Il doi dovrebbe essere giusto, ma torna probabilmente perché:

"The DOI has not been activated yet. Please try again later, and report the problem if the error continues."

Ovvero il doi è giusto, ma l'articolo è troppo recente.

Chi volesse leggersi l'abstract può farlo qui:
http://www.ingentaconnect.com/content/cog/ct/pre-prints/content-CT-1239_Tabakow_et_al
@ Vittorio

Non metto in dubbio ciò che dici, e non sto parlando della possibilità o meno che le differenti cellule hanno di "aggiustarsi". Infatti nel caso in esame è stata fatta una "giunta" tra i due "cavi" quasi recisi. Ma capirai che tra tagliare di netto e strappare, rimane comunque una differenza di risultato enorme. Anche nell'esempio dello spinterogeno, parli di taglio, non di strappo. Se da una parte i "cavi" sono solo tagliati di netto, dall'altra sono sfilacciati, il che rende necessario un taglio ulteriore per poterli "giuntare".

Credo che ciò dipenda dall'elasticità dei tessuti, siano essi pelle o midollo spinale. I fasci nervosi, una volta giunti al punto di rottura, si comportano proprio come degli elastici. Si tendono e si sfibrano fino a lacerarsi del tutto. Non credo che questa sia la situazione ideale per fare delle "giunte".

Poi, ripeto, non ne so molto di anatomia/biologia/medicina. Magari sto solo dicendo una marea di stupidaggini senza senso.
Per chi volesse leggere l'articolo originale (completo):

https://www.dropbox.com/s/2unv0otavdbj93q/7658.pdf?dl=0
Vittorio,
io ricordo di aver letto recentemente su Le Scienze che le cellule neurali, comprese quelle dell'encefalo, in realtà vengono sostituite. Forse non riguarda tutte le cellule dell'encefalo ma solo alcune parti.
Ho trovato questo articolo del 2014 "Neurogenesis in the Striatum of the Adult Human Brain"
http://www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674%2814%2900137-8
Attenzione, ho parlato di sostituzione, cioè le nuove cellule sembra vengano da cellule staminali e non da divisione cellulare di neuroni.
@Stupidocane

Magari sto solo dicendo una marea di stupidaggini senza senso.

Quasi! :D
In realtà il midollo spinale (così come le cellule cerebrali) NON hanno capacità di allungarsi. Anatomicamente l'uomo nasce con il midollo spinale che arriva fino al sacro. Con la crescita si ha una sorta di "ritiro" del midollo stesso in quanto è attaccato al cervello che continua ad alzarsi rispetto alla fine della colonna vertebrale che si allunga. Infatti in età adulta il midollo spinale finisce all'incirca all'altezza dell'ultima vertebra dorsale (circa 5 cm al di sotto delle ultime coste che riesci a sentirti in schiena). Ciò comporta però che se tagliato di netto non si sposta, ma resta in sede, con i due pezzi di midollo perfettamente affrontati fra loro, ma che non possono più comunicare appunto perché divisi. Stessa cosa se si "sfilaccia", anche se è una evenienza praticamente impossibile in quanto incompatibile con la vita (dovrebbe succedere un trauma stile "Predator", quando strappa la testa con la spina dorsale attaccata a uno dei soldati). Ecco anche perché sino ad oggi una volta reciso il midollo uno restava paralizzato. E la cosa succedeva anche senza recisione, ma solo per morte di parte del midolo stesso causa compressione (cosa relativamente frequente nei traumi della strada).
@Scatolagrande

... io ricordo di aver letto recentemente su Le Scienze che le cellule neurali, comprese quelle dell'encefalo, in realtà vengono sostituite. Forse non riguarda tutte le cellule dell'encefalo ma solo alcune parti.

Le cellule cerebrali morte vengono sostituite in caso di loro morte da cellule di supporto ("glia"). Come scritto in Wikipedia (che stavolta scrive cose quasi giuste) una volta si pensava non trasmettessero impulsi nervosi, ora si è visto che invece lo fanno. Però la capacità e la qualità della trasmissione è nettamente ridotta rispetto a quelle del tessuto nervoso originario, tanto è vero che spesso le funzioni a cui erano deputate le cellule morte non vengono ripristinate.
La sostituzione con staminali è (sarebbe? non sono ancora stati fatti interventi che io sappia) possibile, però le staminali sono delle cellule embrionali che nell'adulto non esistono più e devono essere prelevate da neonati (in genere si parla di prelievi di cordone ombelicale che ne contiene una discreta quantità). E non è detto che attecchiscano, c'è sempre l'ombra del rigetto.
Sebbene abbia visto la voce Wikipedia in inglese, mi riferivo a un diavolo di articolo su Le Scienze. Quello su Wikipedia ha nelle note articoli risalenti a prima del 2000, roba troppo vecchia.
Ora, non ti mettere a ridere, sempre su Le Scienze, ma più tempo fa, ho letto che qualche staminale c'è ancora anche negli adulti.
Ciò non toglie che ancora siamo al punto in cui ciò che perdiamo, sia cellule neurali che pezzi del corpo, lo perdiamo per sempre e che i danni al midollo sono quasi sempre irreversibili.
Però, se non sbaglio, gli arti amputati e riattaccati in tempo tornano a funzionare più o meno bene, per cui i nervi in qualche modo riprendono il collegamento o no?
Ragazzi, vi aiuto a fare chiarezza.
Il paper è qui ed è in open access, quindi se volete potete leggervelo:
http://www.ingentaconnect.com/content/cog/ct/pre-prints/content-CT-1239_Tabakow_et_al

La tecnologia utilizzata non è follia. Dovete sapere che esiste un tipo di cellule neuronali che non solo si divide, ma rimpiazza anche quelle danneggiate: sono i neuroni del naso. Infatti siccome questo senso è estremamente importante per la sopravvivenza, l'evoluzione ha selezionato gli organismi capaci di recuperare l'olfatto in caso di danneggiamento.
Ora pare che il "segreto" dietro questo siano le OEC (olfactory ensheating cells) e potete trovare un sacco di letteratura riguardo queste cellule che sembrano stimolare la riparazione dei tessuti neuronali nel naso.

Il miglioramento lo potete leggere nell'abstract è da ASIA-A ad ASIA-C, di 2 livelli, e potete cercare velocemente su wikipedia cosa significa: da danno completo a danno incompleto con più del 50% dei muscoli ancora fuori uso.
E' un miglioramento, credo, enorme nel contesto di quello che si riesce a fare ora.

Sul paper potete vedere bene, nelle ultime pagine, come sia corredato di tutti i dati anamnestici del paziente, l'evoluzione pre e post operatoria, ma soprattutto ci sono Foto scattate durante l'operazione, immagini di risonanza magnetica pre e post e i grafici dei potenziali elettromiografici pre e post.

Non ho letto il paper nel dettaglio, ma almeno a una prima occhiata sembra onesto.
Ho già provato a chiedere aiuto a persone che si intendono di neurologia per dare un giudizio di merito sul paper.
C'è da dire però che finora il caso di Fidyka è unico. Spero riescano a capire perché con lui ha funzionato e riescano a replicarlo su altri pazienti.
In quanto ex-studente della University College of London (UCL) ricevo la newsletter dell'università. Oggi mi è arrivata questa email:

LONDON'S GLOBAL UNIVERSITY

Alumni NEWSFLASH
ALUMNI RELATIONS | OCTOBER 2014

UCL RESEARCH HELPS PARALYSED MAN TO RECOVER FUNCTION

Dear Mr Isoardi,

We wanted to share with you some exciting research developments from the UCL Institute of Neurology.

A man who was paralysed from the chest down following a knife attack can now walk using a frame, following a pioneering cell transplantation treatment developed by scientists at UCL and applied by surgeons at Wroclaw University Hospital, Poland.

The technique involved using specialist cells from the nose, called olfactory ensheathing cells (OECs), in the spinal cord. These allow the nerve cells that give us a sense of smell to grow back when they are damaged.

The UK research team was led by Professor Geoff Raisman, Chair of Neural Regeneration at the UCL Institute of Neurology. Professor Raisman joined UCL in 2004 and has spent the past decade developing OEC spinal repair techniques for patients. Now, after decades of hard work, his research has helped a paralysed man to walk again.

The patient, Darek Fidyka, described the ability to walk again using a frame as “an incredible feeling”, and added: “when you can’t feel almost half your body, you are helpless, but when it starts coming back it’s as if you were born again.”

You can read the full story on our website ( http://email-ucl.net/FHE-2WUMR-4CKJI0-1BM975-0/c.aspx ). The process has also been documented in an exclusive BBC Panorama documentary,'To Walk Again' ( http://email-ucl.net/FHE-2WUMR-4CKJI0-1BM976-0/c.aspx ), broadcast on BBC One and now available on iPlayer ( http://email-ucl.net/FHE-2WUMR-4CKJI0-1BM976-0/c.aspx ).

If you would like to make a gift to the UCL Institute of Neurology and help UCL research to continue to change and challenge the world we live in, you can do so online ( http://email-ucl.net/FHE-2WUMR-4CKJI0-1BM977-0/c.aspx ) or contact the UCL Development and Alumni Relations Department.

Best wishes,

The UCL Alumni Relations Team
Paolo Isoardi ha commentato:

[snip]

The UK research team was led by Professor Geoff Raisman, Chair of Neural Regeneration at the UCL Institute of Neurology. Professor Raisman joined UCL in 2004 and has spent the past decade developing OEC spinal repair techniques for patients. Now, after **decades** of hard work, his research has helped a paralysed man to walk again.

[snip]



Mi ricordo, anni fa, di aver letto su "Le Scienze" di ricerche sul midollo spinale. Ma il ricordo e' molto flebile. Erano riusciti a rigenerare (o far crescere) le cellule del midollo a mote di una lesione.
Paolo mi ha confermato che i miei ricordi erano giusti. Grazie.

Ho visto il servizio su qualche TG e avevano intervistato il paziente. E lui ha detto proprio la frase virgolettata, sul newflash.
Altre immagini lo ritraggono sul "passeggino" che cerca faticosamente di far avanzare di qualche centimetro i piedi.

No, Paolo (Attivissimo), non e' una bufala, questa volta.

Ciao,
Ermanno