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Facebook sta attivando la ricerca nel testo; occhio ai vecchi post

Pochi giorni fa Facebook ha annunciato una novità che potrà creare un misto di piacere e disagio fra i suoi utenti: l'arrivo della ricerca di tutto il testo di tutti i post pubblicati. Comodissima per ritrovare quel post bellissimo di cui ci ricordiamo l'autore e qualche parola chiave, ma anche un incubo per chiunque abbia mai pubblicato qualcosa d'imbarazzante e confidava nel fatto che tutto si perdesse nell'oblio dell'irreperibilità.

La nuova versione dello strumento di ricerca Graph Search, che consentiva già una ricerca parziale, arriva dapprima negli Stati Uniti per gli utenti che adoperano Facebook in inglese sull'iPhone o su computer. Permetterà una ricerca per parole chiave su fotografie, post, video e link. La ricerca rispetterà le impostazioni di privacy dei vari post, per cui un contenuto condiviso con gli amici sarà cercabile soltanto dagli amici, e ovviamente tutti i contenuti pubblici saranno cercabili da chiunque.

Meglio, dunque, cogliere la pausa di fine anno per sfogliare i vecchi post, cercando magari nomi, frasi o parole che potrebbero risultare poco gradevoli agli occhi di un futuro partner sentimentale o datore di lavoro. Se vi imbattete in qualche post che preferireste dimenticare per sempre, cambiatene la privacy impostandola a “Solo io” per ridurne l'impatto oppure cancellatelo direttamente. Buona fortuna.
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Commenti (10)
Sarebbe molto utile uno strumento per impostare la visibilità "Solo io" automaticamente su post vecchi.
Sarebbe ora di obbligare tali siti, almeni quelli che hanno sede nei paesi civili, ad implementare una feature altrettanto potente. Un erase reale del proprio account od un reset dello stesso. Non dico che son favorevole al diritto all'oblio ma quantomeno a non farsi rompere gli zebedei dal primo che passa.
Se non erro si può limitare la visibilità dei vecchi post dalle impostazioni privacy
A me francamente fanno ridere quelli che si preoccupano _a posteriori_ di chi potrebbe o meno venire a conoscenza di ciò che loro stessi hanno pubblicato, o ancora peggio quelli che si lamentano di "violazione della privacy" quando ricevono commenti non graditi.

Vorrei tanto che la gente imparasse questo semplice concetto: posti qualcosa su un social network? Bene: consideralo di dominio pubblico, CHIUNQUE potenzialmente potrebbe leggerlo e sarai sei esposto a TUTTI i tipi di commenti e critiche, per un periodo di tempo indefinito. Se la cosa non ti sta bene, non pubblicarlo.

Fidatevi: funziona :)
Tommy: verissimo! Dovrebbero anche imparare che se lasciano i commenti liberi è puerile lamentarsi di quelli che "vanno a scrivere nelal loro bacheca".
ma fare prima e pensare prima di postare no?
più utile sarebbe un sistema di sicurezza come quello che trovai tempo fa in una estensione di gmail: devi risolvere una serie di operazioni non troppo facili per valutare se sei in grado di connettere e proteggerti dalle cavolate...ma avere opzioni per diminuire la visibilità a certi post tanto vale non scriverli prima...
***A me francamente fanno ridere quelli che si preoccupano _a posteriori_ di chi potrebbe o meno venire a conoscenza di ciò che loro stessi hanno pubblicato, o ancora peggio quelli che si lamentano di "violazione della privacy" quando ricevono commenti non graditi.

Vorrei tanto che la gente imparasse questo semplice concetto: posti qualcosa su un social network? Bene: consideralo di dominio pubblico, CHIUNQUE potenzialmente potrebbe leggerlo e sarai sei esposto a TUTTI i tipi di commenti e critiche, per un periodo di tempo indefinito. Se la cosa non ti sta bene, non pubblicarlo.***

Sebbene io concordi con tutto quello che dici, qui il discorso è leggermente diverso.
Il problema non sta nel fatto che un post scritto diversi anni fa possa essere letto oggi; questa, ahimè, è una cosa che sappiamo tutti da quando FB ha introdotto il "diario", rendendo immediatamente visibili post che fino a poco tempo prima era quasi impossibile ritrovare. Il problema sta nell'estrema facilità con cui ora tali post sono recuperabili.

Immagina che io, il 10 aprile 2011, abbia scritto un post in cui mi lamento ferocemente dell'incompetenza delle persone che lavorano o che gestiscono un ufficio pubblico (oppure una ditta o un negozio). Immagina che io, oggi, finisca a lavorare per quell'ufficio. Non posso avere la sicurezza che quel messaggio non venga mai ritrovato, ma posso avere la quasi-certezza che difficilmente il mio capo o un impiegato dell'ufficio del personale potranno mai leggerlo, per il semplice fatto che è stato "sommerso" da più di 3 anni di post. Per ritrovarlo, bisogna conoscere la data esatta, oppure passare ore a spulciare la mia bacheca. E forse nemmeno il più stalker dei capi perderebbe del tempo per cercare un'informazione così vecchia. Con questa nuova funzione, basterebbe inserire una parola chiave (come il nome della propria ditta) per trovare quel post.
Certo, tu dirai "avevi solo da non scriverlo". Ma epoca in cui l'ho scritto, ne ero convinto e la mia incazzatura era sacrosanta. E' chiaro che dopo anni, quel messaggio non ha più alcuna validità (così come nessuno sano di mente viene a rinfacciarti una cosa che hai detto tanto tempo fa e sulla quale, nel frattempo, potresti aver cambiato idea).

E' vero che la rete non dimentica...ma è anche vero che la rete sommerge e seppellisce buona parte delle informazioni che riceve. E questo è solo un bene: pensate ad esempio ai casi di cyberbullismo (per i quali viene sempre consigliato di spegnere il computer e lasciare che il molestatore si dimentichi della sua vittima).
Poi ci saranno sempre quelli che si mettono con il lanternino a cercare messaggi vecchissimi e compromettenti...ma la maggior parte sono sfigati con tanto tempo da perdere. Qui invece si rischia che FB metta in mano a tutti una pala per poter scavare...

«Sebbene io concordi con tutto quello che dici, qui il discorso è leggermente diverso.

[...]

Qui invece si rischia che FB metta in mano a tutti una pala per poter scavare...»

Per come la vedo io, caro Cattivo (scusa i tagli drastici: avrei voluto citare tutto), tenuto conto che comunque scaverà chi vorrà scavare, e tenuto anche conto che tutto ciò in fondo è un falso problema, a meno che non si pretenda di mettersi a progettare una rivoluzione, una rapina o degli attentati su FB RIMANENDO IRRINTRACCIABILI, non ci saranno che tre modi per risolvere la questione.

Primo, si chiudono tutti i propri account FB (quel che ha fatto Attivissimo, se non sbaglio), e per scrivere di cose di cui fra dieci anni ci si potrebbe pentire con gli interessi ci si trasferisce altrove. Quale 'altrove'? Non ne ho la minima idea: ho smesso di usare il mio vero nome quindici anni fa proprio perché non volevo più dover continuare a vivere con certi patemi...

Un possibile 'altrove' consisterebbe, per cose davvero importanti, nel tornare alle mailing list, con tanto di crittografia, e magari anche di TOR-izzazione delle connessioni email.

Ma, ovviamente, tutto ciò saprebbe troppo di 'complotto', sarebbe troppo complicato da gestire: e poi, non v'è chi non veda che senza il pubblico plaudente, che ti dice "BRAAAVO!! è proprio vero, la penso anch'io come te!", ogni pseudo-incazzatura "web-based" diventa un po' come il sesso solitario: magari piacevole, ma fine a se stessa ;)

E allora, secondo, se si vuole continuare a postare su FB, lo si fa sotto pseudonimo, se si sa di avere il grilletto facile e si detesta l'idea di dover convivere con lo spettro di venire, fra tredici anni, inchiodati dal proprio datore di lavoro di allora ad opinioni espresse oggi in un momento d'ira. Ossia, si usa FB come un vecchio forum, anziché come la vetrina del proprio ego sotto steroidi: il che, per inciso, consentirebbe FORSE anche di ottenere che ci si concentri un po' di più su cosa si scrive, anziché su quanto si scrive e quanti contatti si hanno.

Oppure, anziché precipitarsi a scrivere sullo smartphone la prima furibonda cazzata che ci passa per la testa dopo aver litigato con l'incompetente o il maleducato di turno in banca / farmacia / posta / wherever, si comincia ad educarsi a contare fino a diecimila: o ci si iscrive ad una palestra di kickboxing, che forse è anche meglio.

Terzo, se invece si vuole continuare a mettersi in mostra su FB, con tanto di fotografie in costume e di dettagliato elenco delle proprie abitudini più intime, si considera questo per quel che è: un FALSO PROBLEMA. Nel senso, appunto, che - come avete già detto sopra - uno non dovrebbe esporsi in una piazza telematica come FB, dove potenzialmente si hanno addosso centinaia di milioni di occhi, e poi farsi degli scrupoli per il fatto di avere troppi occhi puntati addosso ed essere diventati troppo "vulnerabili". Chi vuole la segretezza - o anche solo l'irrintracciabilità - NON VADA SU FACEBOOK: così come NON DOVREBBE FUMARE chi abbia il terrore del cancro ai polmoni o delle dipendenze patologiche.

Sarò anch'io un replicante... ma mi pare abbastanza semplice ;)
Replicante Cattivo, ti sei risposto da solo: "avevi solo da non scriverlo". Uno può anche avere tutti gli strumenti necessari a "scavare", ma se non c'è niente da trovare, niente verrà trovato.

Ribadisco con forza la mia affermazione iniziale, aggiungendo una postila: immagina il worst case scenario (per esempio, come dici tu, spalare fango su un'azienda, per poi venire assunti da quella stessa azienda tot anni dopo). Se pensi che in quel caso -anche se remotissimissimo- potresti avere rogne che non sapresti fronteggiare... non lo posti.

Postare affermazioni potenzialmente problematiche su Facebook è come sparlare alle spalle di qualcuno con i propri conoscenti: se hai paura che uno dei tuoi conoscenti riferisca il tutto a quel qualcuno e ciò ti possa creare noie, non lo fai. La differenza è che "i propri conoscenti" è uguale a "il mondo intero", e la memoria della Rete non è fallace come quella delle persone, perciò bisogna essere molto più cauti.

Io adotto queste semplici regole, e di solito il "worst case scenario" successivo ad un mio post è... l'"aggressione" virtuale di un troll, un flamer o un cyberbullo, elementi che ritengo di poter fronteggiare senza problemi... o alla peggio, non mi faccio tante remore a salutare tutti caramente e smettere di seguire una discussione che prende una brutta piega ("non ti curar di loro, ma guarda e passa"...)