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9 commenti

Attacco informatico ai casinò di Las Vegas

È decisamente l'anno della guerra informatica a distanza per vendetta: dopo Sony Pictures, che è stata scoperchiata informaticamente da un attacco legato, a quanto pare finora, alla sua decisione di pubblicare un film che parla dell'assassinio del leader della Corea del Nord, ora è il turno di alcuni casinò di Las Vegas, in particolare il Sands, il Venetian e il Palazzo, che sono stati penetrati da un'intrusione informatica a gennaio scorso che è stata resa nota solo ora.

L'attacco ha installato nella rete informatica dei casinò un malware che ha cancellato il contenuto dei dischi rigidi, ha spento i server di posta e i centralini telefonici e portato alla paralisi tutti i servizi. Il movente dell'incursione sarebbe una dichiarazione di uno degli azionisti principali di questi casinò, Sheldon Adelson, che ha proposto un attacco nucleare all'Iran per convincere gli iraniani ad abbandonare il proprio programma atomico. Parole incaute e indelicate che sono arrivate alle orecchie di informatici iraniani ai quali, come dire, l'idea di essere nuclearizzati insieme alle proprie famiglie non va molto a genio.

Gli aggressori hanno attaccato dapprima la VPN di un casinò in Pennsylvania con un bruteforcing, poi hanno ottenuto nomi utenti e password e infine hanno trovato le credenziali di uno dei tecnici informatici senior, che hanno spalancato tutte le porte del bersaglio. A quel punto hanno usato 150 righe di Visual Basic per creare una bomba malware, che ha sovrascritto parti dei dischi rigidi dei computer infettati e poi li ha riavviati per dare il colpo di grazia.
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Commenti
Commenti (9)
I conservatori andranno a nozze, vediamo quanto ci mettono a usare il termine "terrorista". Perché invece il solo possedere la bomba atomica non sarebbe terrorismo? Ah già, ma noi siamo i buoni. A prescindere.
150 righe di visual basic...quanti ricordi :D
Io non so se la cosa sia collegata, ma ieri Norton Antivirus ha cominciato a segnalare come false positive le applicazioni scritte in VB6. Ovviamente cancellandole. Ovviamente facendomi lavorare per ripristinarle.
ma, se a essere sotto attacco sono dei casinò, non so quanto mi dispiace…
@Fx

Possedere una bomba atomica non è terrorismo.
Avere una muscolatura da rocciatore o una faccia truce non è terrorismo.

Mi pare semplice.

Noi siamo i buoni, loro sono i cattivi. E abbiamo ragione.
Loro dicono di essere i buoni e che noi siamo i cattivi. E non hanno meno ragione.

Che poi farsi gli affari propri a casa propria dovrebbe essere un diritto inalienabile è un mio personalissimo punto di vista, ma il manuale del grande Drehrt dice: "Se vuoi diventare capo preparati a spaccare un paio di nasi nel corso della tua vita, se vuoi farti gli affari tuoi, preparati a rompere schiene ogni giorno."
@puffolottiaccident
la frase "Noi siamo i buoni, loro sono i cattivi. E abbiamo ragione.
Loro dicono di essere i buoni e che noi siamo i cattivi. E non hanno meno ragione." per quanto possa sembrare condivisibile è abbastanza stupida.
cos'è la ragione? cosa vuol dire essere "buoni" o "cattivi"?
pensi davvero che gli ultimi 150 anni di storia mediorientale possano essere compressi in "noi buoni,loro cattivi".
visto che si parla anche di atomiche,secondo te l'impero Giapponese del periodo 1918/1945 era buono o cattivo?
non voglio essere polemico ma frasi simili potrebbero uscire tranquillamente dalla bocca di un pasdaran ; )
@Ukyo: la ragione è estremamente soggettiva, di solito è la giustificazione che uno si da' per fare il cazzo che gli pare. A meno che non ti sembri normale invece, che paradossale, proporre un attacco atomico per convincere gli altri ad abbandonare il programma atomico. Inoltre, i famosi "altri", che, monotonie della vita, sono sempre terroristi brutti ignoranti e cattivi, potrebbero fare lo stesso ragionamento e proporre un attacco a loro volta, oltretutto sono anche stati minacciati direttamente, cosa che loro non avevano fatto.
>cosa vuol dire essere "buoni" o "cattivi"?

Posto che "buono" in questo contesto vuol dire "il meno peggio":
sostenere pubblicamente di voler incenerire uno stato straniero è sufficiente come criterio?
@Ukyo Katayama
Prima di rispondere voglio essere sicuro di essermi espresso correttamente, pertanto riformulo sacrificando la fighezza.

Noi siamo I buoni e loro I cattivi, e noi abbiamo ragione.
Loro dicono di essere I buoni e dicono che noi siamo I cattivi, e anche loro hanno ragione.

Quanto al decidere chi è buono e chi è cattivo, non ci provo neanche, suppongo di essere entrato nell'età in cui l'ignoranza mi disturba più della cattiveria...
La questione da porsi per risolvere un problema o per stabilire se è opportuno adoperarsi per risolverlo e se risultasse opportuno in quale guisa e misura è “chi ha il [fucile] pronto a sparare e chi no?”

Se vuoi tirare fuori dei bambini da un asilo in fiamme e degli uomini armati ti dicono che è meglio che I bimbi brucino per far apparire cattivo chi verrà accusato del rogo... sono loro a decidere se puoi entrare o no... il chè è il problema che ti sei ritrovato nell'agenda, come una merda di cavallo con uno spruzzo di panna e mezza fragola sopra.


@Martinobri
La mia obbiezione a questo attacco...
Cioè, se fossi il loro imam e mi avessero chiesto un parere, avrei detto che l'uso di un colpo segreto che appena sferrato perde qualsiasi efficacia andrebbe usato in qualche altro modo.
Cioè, han calato il tre di briscola per ultimi e si son pigliati 3 quattro.

@Fx
In ogni caso quello che hanno fatto lo definirei “rappresaglia”. Non sono avvocato nei paesi in cui si sono svolti I fatti, ma penso che invocare la nuclearizzazione di uno stato possa rientrare nel diritto alla libertà di opinione.

Immaginando che gli hackers autori dell'attacco abbiano operato dal suolo iraniano, stabilire il grado di legittimità e il grado di legalità dell'operazione è un problema di un certo Seyyed Alì Khamenei.

Per me, come ho accennato a Martinobri
Han sputtanato una discreta arma a sorpresa per un obbiettivo troppo piccino. Talvolta una strategia di ampie vedute richiede di ingoiare qualche rospo ripetendosi mentalmente: “ride bene chi ride ultimo.”

Poi, chi fa ragionare gli occidentali su quanto si affidino a tecnologie che non comprendono e che potrebbero piantarli in Nasso, chi fa riflettere gli occidentali su come potrebbero sopravvivere ad un collasso o ad un malfunzionamento delle infrastrutture, sta facendo il mio businnes.