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93 commenti

Oggi il primo volo della capsula Orion, ma Marte è ancora lontanissimo

È sempre bello e spettacolare vedere la partenza di un grande razzo, ma sinceramente tutta la fanfara intorno al volo di oggi che intorno alle 13 porterà nello spazio la nuova capsula per equipaggi degli Stati Uniti mi pare un po' gonfiata.

Prima di tutto, la capsula è per equipaggi, ma non avrà un equipaggio a bordo, perché questo è il suo volo di collaudo. Il primo volo con un equipaggio è previsto per il 2020. Fra sei anni. E benché si faccia molto clamore intorno all'intenzione di usare Orion per portare un equipaggio su Marte, è appunto pura intenzione: il modulo abitativo che alloggerebbe gli astronauti nella lunga missione non esiste. Non esiste neppure il veicolo per consentire agli astronauti di atterrare su Marte. Non c'è neanche un veicolo per tornare sulla Luna, altra possibile destinazione di Orion. Non c'è, soprattutto, un razzo capace di portare Orion verso Marte: oggi verrà usato un razzo più piccolo di quello necessario per le missioni interplanetarie, perché il vettore gigante SLS è ancora in costruzione. In lenta costruzione: arriverà nel 2018.

Tutto quello che farà questo volo è collaudare i sistemi di bordo e soprattutto lo scudo termico della capsula Orion. Non è poco, certo, ed è indubbiamente meglio di niente, ma il fatto che debbano passare sei anni fra il collaudo e l'uso, esclusivamente per mancanza di fondi, e la fanfara che accompagna un semplice volo di collaudo per mancanza di meglio testimoniano il disinteresse del governo statunitense per le missioni spaziali con equipaggio oltre l'orbita terrestre.

Che differenza deprimente rispetto al passato. Per fare un paragone, il volo di Orion di oggi è grosso modo l'equivalente della missione Apollo 4, svoltasi a novembre del 1967: il collaudo in volo della capsula per equipaggi. Il primo volo con equipaggio della capsula Apollo fu Apollo 7, a ottobre del 1968. Undici mesi dopo, non sei anni dopo. Ah, e in quell'occasione le tappe furono rallentate dal fatto che il 27 gennaio 1967 erano morti tre astronauti dentro una capsula Apollo durante una prova generale a terra.

Quindi scusatemi se trattengo un po' a fatica uno sbadiglio e mi auguro che Elon Musk sia un po' meno lentocratico di quanto lo è oggi la NASA per carenza di fondi e di obiettivi chiari. Mi associo alla colorita protesta di due dei veterani delle missioni lunari degli anni Sessanta, Buzz Aldrin e Mike Collins: get your ass to Mars, ossia muovi il culo e vai su Marte.




In ogni caso trovate tutte le info su Orion qui su Nasa.gov (in inglese) e su Astronautinews (in italiano). @Astropratica farà un livetweet in italiano.

Aggiornamento: il lancio è stato rinviato a causa di vari problemi ed è stato effettuato il giorno successivo con successo.
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Commenti
Commenti (93)
Io la comprerei anche la maglietta, se fosse disponibile...

store.buzzaldrin.com/apparel/get-your-ass-to-mars.html
La traduzione più "pregna di significato" non dovrebbe essere "porta il tuo culo su Marte"? ;-)

Sai, così ha quello stile un po' militare che non stona per niente sui due "individui" che indossano quella maglietta!!! ;-)
È vero una grande, enorme differenza rispetto al passato. C'è però da tenere presente che nell'epoca citata da te l'obbiettivo Luna non era soltanto pionieristico e scientifico, per gli USA che sganciano il "grano", ma di sfoggio di mezzi e capacità verso URRS e il mondo intero. Insomma era un obiettivo strategico molto meno alto di quello che dovrebbe essere. Esaurita quella "vena" (o quanto meno drasticamente ridimensionata) gli Stati Uniti non sembrano più così luminari della scienza e dell'esplorazione spaziale. Non c'è da stupirsi.
Forse tutto un pò gonfiato, ma, forse, meglio rispetto al silenzio no? mi insegni che, statisticamente, c'è la possibilità che qualche individuo che prima non lo faceva, si avvicinerà al cielo, ai lanci spaziali, alla scienza, grazie a quest'evento e a tutta il "gonfiore" che c'è intorno, no? ;)
beh quando si guarda sulle riviste scientifiche per quanto riguarda tematiche collegate con l'aerospazio, si vede che all'epoca avevano gia' fatto tutto.
Quanta gente ci lavorava.
Alla fine, oggi, si fa tanto con risorse piu scarse di allore; certo sarebbe bello aspettare solo un anno per avere un nuova missione lunare, ma senza un'idea di cosa farci lassu che ci andiamo a fare (con degli esseri umani)?
Il problema n.ro 1 di SLS è che nessuno sa esattamente cosa farne. Una (ma anche due) singola missione non può giustificare questo investimento, difficile da giustificare anche vista la concorrenza. Che casino...
Concordo con Jabba per la traduzione...ma poi che ci andiamo a fare su "MARS"?
x Smiley1081...la trovi qui http://store.sharespace.org/get-your-ass-to-mars.html
@Smiley1081: le magliette simili a quella sono disponibili, ma spedite in Italia vengono a costare più di 60US$...
se non sbaglio, si sono resi conto che lo scudo è anche fatto male (dalla prossima usano un metodo di produzione diverso), perciò sperano che funzioni bene...
Con tutto il rispetto, le missioni lunari statunitensi non erano sostenibili, ne economicamente e nemmeno tecnicamente. Erano quasi missioni suicide, accettabili nell'ambito della guerra fredda, ma non oggi. Partire con un razzo alto svariate decine di metri e tornare con una capsuletta alta due, spargendo relitti per tutto il tragitto non è accettabile nel lungo periodo. Riproporre lo stesso approccio per andare addirittura su Marte mi sembra una presa in giro.
Questa capsuletta è quanto rimane del programma Constellation, ottimo per dare l'assalto al barile del porco da parte delle solite imprese, Boeing, Loocked Martin, ci marciano allegramente, ma inutile per il resto.
Tra un po' la diretta http://www.nasa.gov/
Paolo scripsit:
" il modulo abitativo che alloggerebbe gli astronauti nella lunga missione non esiste. Non esiste neppure il veicolo per consentire agli astronauti di atterrare su Marte."

Sono contento (solo in questo caso) di contraddirti; oltre al vettore anche il modulo abitativo è già pronto: http://tinyurl.com/mekcwao
:-)
... occhio solo a ritardi e scioperi
:-D

Secondo me Paolo la fai troppo tragica, andare su Marte è una sfida troppo difficile, manca la tecnologia per schermare gli astronauti dalle radiazioni e sopratutto come la mettiamo con il viaggio di ritorno? Uscire dal campo gravitazionale di Marte è più difficile rispetto a quello della Luna.
In pratica adesso facciamo in sei anni quello che negli anni sessanta facevano in sei mesi? Però.....
Fanno campagne di finanziamento per film , documentari (alcuni fuffosi) e altre cose del genere.
Perchè non lanciarne una dicendo chiaramente alla nasa: Eccoti 2 Mld di dollari per accelerare lo sviluppo di Orion
NO GO! :-(
comunque a quanto pare rimarremo a bocca asciutta per oggi...
@pgc:
> comunque a quanto pare rimarremo a bocca asciutta per oggi...

La vedo dura arrivare su Marte! :-/
scrub! A domani ragazzi!
Il problema di questa menata marziana e' che PURTROPPO non si puo' fare.
Una cosa e' fare 2 passi a distanza ravvicinata dal nostro pianeta che, ricordiamo, ha un imponente fenomeno magnetico, altro e' essere sperduti per molto tempo a ciucciarsi raggi cosmici sia all'andata che al ritorno.

Certo e' sempre possibile un enorme generatore nucleare che alimenti un megamagnetone ma a parer mio e' piu' parlare in gallifreiano che accettarlo per fattibile.

L'uscita dall'orbita di ogni Kg di materiale costa decine di migliaia di $ e un sistema del genere peserebbe decine di tonnellate. Migliaia di voli dello shuttle.

Non riusciamo neppure a metterci d'accordo per costruire una cosuccia come ITER e riusciamo ad immaginare una colossita' con panna montata di codeste dimensioni?

Suvvia.
Marte e' un bellissimo sogno.
ma e' un sogno.
AWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWW!!!

E io che speravo lanciassero oggi, porca paletta! Anche se involontario, sarebbe stato un regalo di compleanno coi fiocchi e i controfiocchi!!

Vabeh, pazienza! Mi accontento di vederla partire anche se è un altro giorno :D
"Get your ass to Mars" è una citazione da Total Recall.
http://www.imdb.com/title/tt0100802/quotes?item=qt0480597

In italiano, se non ricordo male era "porta le tue chiappe su Marte".
Nello schemino dell'Orion le unità di misura sono miglia, miglia/ora, gradi Fahrenheit: NASA, quando passiamo al Sistema internazionale di unità di misura?
Mi pare meglio "portate le chiappe su Marte".
Domanda ignorante: ma questa capsula nasce solo con quello scopo, o volendo potrebbe funzionare in alternativa o appoggio alle Soyuz per le missioni orbitali?
Confondere i periodi storici è un peccato tutt'altro che veniale.
Qualcuno mi riesce a spiegare quali risultati scientifici potrebbe produrre una missione umana su Marte (probabilmente fattibile tra decenni) rispetto ad una analoga robotica (probabilmente fattibile prossimamente) ma fatta con i contro... fiocchi?
Per "risultati scientifici" intendo nuove ed approfondite conoscenze su M.
Donato,

Qualcuno mi riesce a spiegare quali risultati scientifici potrebbe produrre una missione umana su Marte (probabilmente fattibile tra decenni) rispetto ad una analoga robotica

Geologia, per esempio. Se devi esaminare una roccia, un robot comandato da Terra, con ritardi di quarti d'ora fra quando dai un comando e quando il comando arriva e di altri quarti d'ora per vedere a Terra il risultato del tuo comando, richiede tempi lunghissimi e pianificazione meticolosa.

Un essere umano sul posto vede la roccia, si china e la raccoglie.

La geologia è importante: non è solo lo studio dei sassi morti. Confrontare quello che è successo su Marte con quello che sta succedendo sulla Terra è fondamentale per capire come gestire il nostro pianeta.


Su un piano più vasto, imparare a sopravvivere su Marte è il primo passo verso la creazione di un habitat umano di riserva. Prima o poi, come diceva Sagan in un post di pochi giorni fa, le riserve terrestri si esauriranno. Prima di allora sarà opportuno avere messo in piedi una colonia altrove.

Avere degli umani su Marte serve per affinare le tecnologie di riciclaggio e di sopravvivenza.
@Donato:

Non puoi mandare una sonda se la missione è seria. La sonda non ha l'istinto di autoconservazione, l'uomo sì. Di fronte all'imprevisto la sonda è inferiore perchè le manca la determinazione di salvarsi.

Lo si dice in Interstellar, la Bibbia dell'astronautica del futuro.
E' per scherzo, eh...
Non rispondermi seriamente :-)
blu-flame,

Il problema di questa menata marziana e' che PURTROPPO non si puo' fare.

No. Ingegneristicamente è fattibile. Non ci sono scoperte scientifiche rivoluzionarie da fare per andare su Marte. Basta volerlo, basta voler rischiare e basta aprire il portafogli.


Una cosa e' fare 2 passi a distanza ravvicinata dal nostro pianeta che, ricordiamo, ha un imponente fenomeno magnetico

Eh?

sperduti per molto tempo a ciucciarsi raggi cosmici sia all'andata che al ritorno.

La schermatura è solo questione di massa.


L'uscita dall'orbita di ogni Kg di materiale costa decine di migliaia di $

Anche un bombardiere strategico costa miliardi di dollari, ma li fabbrichiamo lo stesso.

Del resto, lo dici tu stesso: è questione di costi, non di tecnologia. Se lo vuoi fare, basta spendere. Non devi inventare nulla.


e un sistema del genere peserebbe decine di tonnellate. Migliaia di voli dello shuttle.

Uhm, considerato che lo Shuttle aveva una capacità di carico di 20t, no, "migliaia" è leggermente sbagliato :-)

E se anche fossero necessari tanti voli, che problema c'è? È solo questione di volerli finanziare o no.


Suvvia.
Marte e' un bellissimo sogno.
ma e' un sogno.


Lo dicevano anche della Luna. Poi qualcuno ha deciso che invece di sognare, si poteva fare.
@Paolo,
Magari le schermature dalle radiazioni fossero solo un problema di massa. Là fuori ci sono radiazioni di ogni tipo ed energia, le schermature adatte per un determinato tipo di radiazione possono aumentare il contributo agli astronauti da parte di radiazioni diverse.
@Paolo,
Magari le schermature dalle radiazioni fossero solo un problema di massa. Là fuori ci sono radiazioni di ogni tipo ed energia, le schermature adatte per un determinato tipo di radiazione possono aumentare il contributo agli astronauti da parte di radiazioni diverse.
Lorts,

Magari le schermature dalle radiazioni fossero solo un problema di massa. Là fuori ci sono radiazioni di ogni tipo ed energia, le schermature adatte per un determinato tipo di radiazione possono aumentare il contributo agli astronauti da parte di radiazioni diverse.

Non ho capito il senso dell'ultima parte della tua frase, ma comunque la schermatura è effettivamente un problema di massa. Io posso documentare la mia affermazione. Tu sai documentare la tua?
Pignoleria: è un problema di massa e di materiali. A parità di massa, alcuni materiali schermano più di altri. Ma una schermatura fisica per un viaggio verso Marte è fattibile, a patto di pensare in termini di veicoli interplanetari intorno al centinaio di tonnellate, non i fuscellini usati finora.
Mi dispiace contraddirti Paolo, ma se una spedizione umana su Marte attualmente non è fattibile, ci sono un paio di robot che si muovono da anni sul pianeta rosso e quando Orion sarà pronta, se mai lo sarà, avremo a disposizione dei processori abbastanza potenti per permettere una maggiore autonomia decisionale ad eventuali esploratori robotica in grado di lavorare anni senza bisogno di spendere peso in supporto vitale . Piuttosto che fare qualche missione su Marte ad un costo esasperato e poi mollarci per decenni, come è stato per la Luna, io penso, sarebbe meglio cercare di sviluppare le tecnologie adatte in orbita e sul nostro satellite.
OT: ma se i commenti sono moderati, com'è che passano dei doppioni?
Davide,

OT: ma se i commenti sono moderati, com'è che passano dei doppioni?

Perché chi modera non sempre nota il doppione, e se lo nota magari non ha tempo di purgare il doppione. La moderazione viene fatta nel poco tempo libero, per cui si fa quel che si può.
Maurizio,

quando Orion sarà pronta, se mai lo sarà, avremo a disposizione dei processori abbastanza potenti per permettere una maggiore autonomia decisionale

Intelligenza artificiale sufficientemente evoluta da riconoscere una roccia interessante e raccoglierla? Forse sei un po' ottimista sullo stato dell'arte dell'IA e dei sui sviluppi. Avere un robot intelligente autonomo è per ora una sfida scientifica non risolvibile, a differenza dello sbarco di esseri umani, che è "solo" questione ingegneristica e non implica la scoperta di nuove tecnologie.


Piuttosto che fare qualche missione su Marte ad un costo esasperato e poi mollarci per decenni

Chi ti dice che si debba mollare per forza?

Dopo il viaggio di Colombo, hanno forse smesso di navigare?

Q. How much does it cost to launch a Space Shuttle?
A. The average cost to launch a Space Shuttle is about $450 million per mission
http://www.nasa.gov/centers/kennedy/about/information/shuttle_faq.html#1

in orbita alta lo shuttle porta su quasi 3Tonnellate. E' solo in orbita bassa che ne porta 23. E con qualunque mezzo si faccia per abbandonare la terra... o porti su carburante o porti direttamente i pezzi li.

http://en.wikipedia.org/wiki/Low_Earth_orbit#mediaviewer/File:Comparison_satellite_navigation_orbits.svg

il Delta IV Heavy tira su in GTO 13 tonnellate. Costa come una collezione di B52 o se preferisci gli aiuto guardaboschi italiani per 3 anni.

un B52H moderno costa meno di un lancio (si parla intorno ai 70 milioni). Certo poi esistono una ventina di B2 spirit che costano tantissimo (come 2 lanci dello shuttle o quasi come un delta IV-H).

Quindi budget a parte quando dico tanti intendo dire TANTI.
In un articolo anni fa lessi che con "solo" 30cm di "banale" acqua si ovviava al problema. :-P

E' "solo" un problema di massa che si risolve imbarcando piu' carburante che pero' fa lievitare la massa che....

Ecco perche' NON ESISTONO barche a motore che attraversano l'atlantico mentre invece le barche a vela lo fanno regolarmente. La piu' piccola nave che mi sovviene e' un wally da 36m: una specie di cisterna di plastica con 3 turbine.

All'andata potremmo nasconderci dietro al carburante, ma al ritorno?

Se prendiamo una missione di 6 persone e mandiamo un cilindro in grado di avere sussistenza per 6 per un annetto, il tempo di andare, frugare e tornare, avremo almeno i 72 metri della ISS.
Ma la ISS e' un fuscello posto cosi' basso che e' "appena" fuori dall'atmosfera. La nave spaziale dovrebbe essere non solo MOLTO piu' pesante ma dovrebbe volare molto piu' in alto prima di andarsene.

Quindi non solo per portar su la iss ci si metterebbe 10 volte tanto ma se pesasse 1000 volte non sarebbe solo un problema si vil denaro ma un'impresa colossale che utilizzerebbe una quantita' di energia, mezzi e persone al cui confronto la corsa alla luna e' una miccetta bagnata.

Non e' quindi solo un problema di costi intesi come apollo e' costato TOT e questo TOT +20%. E' un problema ANCHE di costi e la missione non solo e' almeno 10 o 50 volte piu' costosa ma anche maledettamente complessa.

una cosa e' far arrivare una lavatrice a carica dall'alto (ha le ruote... ) su marte e altro e far giungere fragili forme di vita con il TANTO necessario a farle vivere.

Ho citato il progetto ITER non a caso perche' pur costando un'inezia rispetto ai sogni marziani puoi leggere un buon servizio su "le scienze" su cosa puoi attenderti da un programma ambizioso e molto costoso che ha problemi per certi versi simili.

Certo e' sempre possibile che cessino le guerre, spariscano i SUV, i politici, il marketing e i dossi e con le risorse eco-eco-umane risparmiate andiamo su marte. Miliardi di persone che studiano e fanno.

Io amo le missioni spaziali come te e il motivo per il quale ci fanno sognare e' (anche) perche' hanno dell'incredibile. Assomigliano piu' all'immaginazione che alla realta'.

Cio' non toglie che pur con la loro notevole (stellare?) poesia abbiano dei limiti.
LOL pensavo che il mio commento non fosse stato postato...ieri il mio tablet faceva i capricci...
A giudicare dai risultati raggiunti dai robot presenti attualmente sul pianeta rosso, di rocce interessanti ne hanno trovato un mucchio. Mentre una macchina non ha bisogno di supporto vitale e può spostarsi di diversi chilometri sul pianeta per anni, un essere umano, per rimanere altrettanto tempo deve avere a disposizione delle tecnologie che attualmente non esistono e chissà quando mai ci saranno, agli attuali tassi di spesa credo che ci saranno maggiori progressi nella robotica, ok cercare di capire quali siano le rocce giuste è complesso, ma non impossibile, Curiosity è un piccolo capolavoro.
Chi mi dice che ci si debba mollare per forza? A dire la verità non sono nemmeno sicuro che lo sbarco su Marte si concretizzerà veramente, ma non per questioni tecniche, piuttosto politiche. Come giustamente facevi notare tu in un precedente post, per i bombardieri i soldi si trovano, ma per l'esplorazione spaziale, la storia dello shuttle e delle stazioni spaziali americane ci insegnano di no. Anche la gestione della stazione spaziale lascia parecchi dubbi, sotto l'amministrazione Bush si voleva abbandonare tutto per il programma Constellation, eppure l'esperienza in orbita è fondamentale per capire come sopravvivere nello spazio.
Tutto il programma mi sembra farraginoso, come ho già detto mi sembra più adatto a pescare nel "barile del porco" come dicono gli americani, che a portare a qualcosa di valido.
Penso sarebbe meglio cercare di costruire un insediamento stabile sulla luna e ridurre il costo ed il livello di inquinamento, leggi rottami, di un lancio nello spazio. Francamente sono più fiducioso che si ottengano risultati da SpaceX e dalla sua capsula piuttosto che da Orion.
@Paolo Attivissimo:
> Intelligenza artificiale sufficientemente evoluta da riconoscere una roccia interessante e raccoglierla? Forse sei un po' ottimista sullo stato dell'arte dell'IA e dei sui sviluppi.

Come direbbe P.A.: "Bisogna sempre chiedere ad un esperto!" ;-)

Sarebbe interessante capire da un esperto del ramo se è assolutamente indispensabile la presenza in loco di un geologo o se sarebbe possibile delegare ad un sistema autonomo ad-hoc la prima scrematura del materiale, per poi fare esaminare da chi ne ha la competenza le immagini ravvicinate, le scansioni al microscopio ed i risultati delle analisi chimico-fisiche del reperto.

Io penso (ma non è il parere di un "esperto") che se siamo relativamente prossimi ad avere un'autovettura che si muove autonomamente nel traffico cittadino, allora non dovrebbe essere troppo complicato (lavorandoci sopra a sufficienza) realizzare un robot apprendista-geologo. Si potrebbe testarlo in modo esaustivo nei deserti sabbiosi/rocciosi terrestri, del tutto simili (gravità ed atmosfera a parte) a quelli marziani.
@martinobri:
> Non puoi mandare una sonda se la missione è seria. La sonda non ha l'istinto di autoconservazione, l'uomo sì. Di fronte all'imprevisto la sonda è inferiore perchè le manca la determinazione di salvarsi.

Secondo me (IMHO) è più "seria" una missione robotica "fattibile" piuttosto che la pianificazione di una missione umana attualmente (per attualmente intendo entro il XXI secolo) irrealizzabile.

Gli imprevisti ai quali una sonda robotica può andare incontro (sulla superficie di Marte) non sono poi così tanti né così imprevedibili. La superficie di Marte la conosciamo abbastanza bene ed è molto simile a quella di alcuni deserti rocciosi sul nostro pianeta. Un rover potrebbe cavarsela abbastanza bene da solo e, in casi particolari, potrebbe chiedere un consiglio a casa!
@Paolo "Su un piano più vasto, imparare a sopravvivere su Marte è il primo passo verso la creazione di un habitat umano di riserva."

Temo sia solo un sogno contemporaneo. Non ci sono piani b alla "interstellar".
L'attuale nostra società moderna nasce contemporaneamente con l'inizio dello sfruttamento del petrolio che, sappiamo bene, essere limitato e non infinito. Quando sarà finito, non ci sarà alternativa che tornare ad un nuovo medioevo.
Il petrolio non è solo per la produzione di combustibili. Col petrolio si fa tutto! Una navicella ha tanta plastica quanto metallo. Quanto peserebbe un computer fatto interamente di metallo? E come si fonde questo metallo?
Altro che crisi, viviamo il momento storico più ricco che l'uomo abbia mai conosciuto. Ovviamente, "ciò che ha un inizio ha anche una fine". Davvero credete che l'evoluzione è esponenziale ed infinita? No, è altalenante e noi siamo sull'apice. Certo, forse un giorno si troverà una alternativa al petrolio, da cui tutto noi dobbiamo, ma la vedo veramente dura. Terribile, inquinante e sporco ma nulla è mai stato così versatile e meraviglioso come lui.
Contino ad avere problemi nel capire se i commenti vengono inviati o meno, chiedo scusa per eventuali fastidiosi doppioni :)
@Paolo
Grazie per l'articolo, spiega meglio quello che cercavo di dire senza riuscirci. Citando l'articolo:
"Unfortunately, shielding in space is problematic, especially when GCR is considered. High-energy radiation is very penetrating: a thin or moderate shielding is generally efficient in reducing the equivalent dose, but as the thickness increases, shield effectiveness drops (Fig. 1) (Wilson et al., 1997). This is the result of the production of a large number of secondary particles, including neutrons, caused by nuclear interactions of the GCR with the shield. These particles have generally lower energy, but can have higher quality factors than incident cosmic primary particles".

Senza entrare ulteriormente nel dettaglio per ottenere una schermatura ottimale devi conoscere il tipo di radiazione (fotoni, neutroni, particelle cariche, ioni pesanti...) ed energia della radiazione. Sfortunatamente nello spazio c'è qualsiasi tipo di radiazione con qualsiasi tipo di energia, questo complica moltissimo la questione della schermatura. Inoltre c'è molta incertezza sul rischio associato all'esposizione alla radiazione in quanto, proprio perché è molto varia, mancano dati sperimentali su effetti radiobiliogici.

Oltre a questi problemi rimane il fatto che ci sono dei costraint sulla massa. Detto questo, sono sicuro che si riuscirà a superare questi problemi, anche se non è banale!
Certo, la Luna è distante, ma Marte lo è MOLTO di più. Considerando però che siamo andati sul nostro satellite con materiali e tecnologie e sopratutto con conoscenze dello spazio stesso, inferiori rispetto ad oggi, il problema più grande siano solo i costi, i soldi disposti a essere usati.

Se oggi volessimo, penso che molto probabilmente, magari anche con lo sforzo unito di varie Nazioni, ci sarebbe una missione umana su Marte in un decennio, forse anche meno.

Se solo i governi avessero un pochino di occhio lungo, le ricadute tecnologiche sarebbero immense e, sono convinto, che aiuterebbero a migliorare anche le condizioni della Terra.

Per far vivere delle persone su Marte, devo essere bravo a riciclare, a riutilizare, a costruire, a curare, in modo migliore di come si fa oggi, quindi il beneficio tecnologico sarebbe immane.

Ma sono sogni... solo sogni ora :(
Michele/ENERGIA

No, è altalenante e noi siamo sull'apice. Certo, forse un giorno si troverà una alternativa al petrolio, da cui tutto noi dobbiamo, ma la vedo veramente dura. Terribile, inquinante e sporco ma nulla è mai stato così versatile e meraviglioso come lui.

Siamo sull'apice? Come puoi dire una cosa del genere con tanta sicurezza? Hai dei metri di giudizio su cui basare la tua affermazione?
Petrolio. Sai perché si usa? Perché è sì, come dici tu, il mezzo migliore per versatilità e resa per produrre energia. Ma non è l'unico.

Esistono la luce, l'aria, l'acqua e l'atomo per quelle rinnovabili, oltre al carbone, la legna ed i gas tra le non rinnovabili. Tutti meno efficienti del petrolio, questo è vero, ma siamo bravi anche a trovare il modo per ottimizzare gli sprechi. Dalle lampade ad incandescenza a quelle a LED, da batterie al Piombo a quelle al Litio, motori elettrici sempre più performanti e con la possibilità di sfruttare una parte dell'energia di arresto per ri-alimentare le linee elettriche o le batterie, ed avanti di questo passo...

E questo si deve soprattutto al progresso scientifico che trascina con sé quello tecnologico.

Secondo me siamo ancora molto lontani dall'apice. C'è sempre margine per migliorare, soprattutto in materia di produzione energetica.
Ricordo che mancano 15 minuti circa al nuovo tentativo di lancio.
Live streaming disponibile qui ma anche in molti dei siti segnalati nell'articolo.
@Stupidocane è ovvio che le mie sono congetture. Mi sembrava inutile, in un sito "scientifico", doverlo precisare. Naturalmente non ho prove a quanto affermo, sono mie supposizioni. Trovo inutile sottolineare che, quando si parla al futuro, questo sia aleatorio. E' sottinteso nello stesso discorso.

Rispondendo sulle poche certezze che si hanno, invece, la mia attenzione (e si nota quando scrivo che una navicella non potrà essere tutta di metallo...) è rivolta non al petrolio come carburante che, si spera, da ottimista, venga trovata una soluzione ma al suo uso per tutto il resto. Attualmente, cosa usare per un cellulare se non materiali derivanti dal petrolio? L'acciaio? Un cellulare tutto di ferro?
E cosa usare per un volante di automobili (che solo in parte, quando lo è, è in pelle. Il resto è comunque un materiale derivato dal petrolio), per lo specchietto retrovisore, la gomma di una automobile, un lubrificante, per le lenti infrangibili di un miope, per una muta subacquea per la basetta della scheda grafica di un computer o il bordo della TV di casa?
Il petrolio è terribile, ma anche fantastico. La sua assenza non potrà essere indolore.
@masand:
> Certo, la Luna è distante, ma Marte lo è MOLTO di più.

Pensavo proprio ieri che Marte non si avvicina mai a meno di 50 milioni di km dalla Terra, mentre al massimo ci siamo allontanati dal nostro pianeta di 400 mila km e, negli ultimi decenni, di soli 400 km. (parlo di missioni umane).

Per fare un esempio "terrestre", è come se dovessimo programmare una 50 km di marcia (Marte) ma al massimo abbiamo fatto i 400 metri piani (Apollo) e ci stiamo allenando a fare moltissime corse da 40 cm (ISS)!
Attualmente, cosa usare per un cellulare se non materiali derivanti dal petrolio? L'acciaio? Un cellulare tutto di ferro?

L'alluminio (tipo iPhone 6 e HTC One)?

E cosa usare per un volante di automobili (che solo in parte, quando lo è, è in pelle. Il resto è comunque un materiale derivato dal petrolio),

Il legno (come nelle prime auto e qualcuna ancora oggi come optional)?

per lo specchietto retrovisore,

Una sottile lastra d'acciaio cromato (come fino agli anni 80)?

la gomma di una automobile,

Uhm... forse la gomma? So che sembrerà assurdo, ma la gomma è un prodotto naturale, non un derivato del petrolio.

un lubrificante,

Esistono anche lubrificanti totalmente sintetici, anche se in buona parte sono comunque derivati del petrolio.

per le lenti infrangibili di un miope,

Il policarbonato è un derivato del carbonio, mi pare di capire, ma qua sparo a caso traendo spunto da Wikipedia, quindi, a caso... :)

per una muta subacquea

La gomma di Guayule? (Brevettata dal marchio Patagonia)

per la basetta della scheda grafica di un computer

Bioplastica?

o il bordo della TV di casa?

Vista l'importanza di questo elemento, direi, foglia d'oro? :)

Il petrolio è terribile, ma anche fantastico. La sua assenza non potrà essere indolore.

Mai detto il contrario. Di necessità si fa virtù, diceva mia nonna. Sopravviveremo anche senza. ;D
Anch'io sono dell'avviso che Marte sia un obiettivo troppo lontano, tecnicamente ed economicamente, oltre che fisicamente. Ci si potrebbe riuscire, forse, ma assumendosi costi impopolari e rischi enormi.

L'obiettivo giusto secondo me ce lo abbiamo davanti, anzi sopra. E' la Luna, la buona vecchia luna delle missioni Apollo. Come Amundsen e Scott conquistarono il Polo Sud nel 1911, ma solo nel 1956 si installò una base permanente nello stesso luogo, così dovremmo fare con la Luna. Forse è arrivato il tempo di pianificare un International Moon Year in cui concertare un ritorno sulla luna sistematico con la collaborazione di molte nazioni diverse.

Per capire quanto sia conveniente la Luna rispetto a Marte, tempo fa provai a fare uno schema, in cui i vari aspetti (vantaggi, costi, difficoltà) della costruzione di una infrastruttura permanente sulla Luna e su Marte venivano confrontati con quelli di una grande base orbitante. I risultati ovviamente sono molto soggettivi, in mancanza di un'analisi quantitativa. Comunque li presento, sebbene siano purtroppo in Inglese (ma google translate può dare una mano a tradurre). La formattazione della tabella è chiaramente andata a farsi benedire ma forse si capirà lo stesso. Ho associato un voto da 1 a 5 ad ogni aspetto, pesando tutto alla stessa maniera (opinabile ovviamente). 5 sta per molto buono/facile/interessante/conveniente, 1 per pessimo:

ISS Moon Mars Notes
Travels
min time to reach site 5 4 1 at least 180 days for Mars
max time to reach site 5 4 1 > 1 year for Mars
return flight availability 5 3 1 no current capability to return to orbit from Mars

Risks
radiation hazard while travelling 5 3 1 a potential show stopper for Mars for the next decade or more
radiation hazard on site 5 3 2 may be better mitigated on the planets if caves are used for shelter
time reqd for medevac 5 4 1
risk of catastrophic failure 1 3 3 being impossible to have multiple, totally independent survival shelter ISS is more prone to catasrophic failures
space debris risk 1 5 5

Cost
travel 5 3 1
installation 5 4 1
permanence 5 4 1

energy sources
solar power 5 1 3 14 days of darkness on the moon, less radiation on Mars
nuclear 3 3 1
wind 1 1 2

communication
time delay 5 4 1
power 5 3 1
availability 5 3 3 a station on the far side of the Moon or Mars needs a satellite network, while on the near side is permanently connected

resources availability
availability of water 1 2 4 2% of soil content is possibly water on Mars
availability of metals 1 3 3

other issues
dust related issues 1 3 3


Scientific output
astronomy 1 5 2 darkness and vacuum makes Moon an excellent astronomical site
exobiology 1 1 5 Mars may held signs of previous/present life
Earth geology 1 5 3 Moon originated from Planet collision with the Earth
solar system geology 1 5 2 meteorites are better conserved on the Moon
microgravity 5 1 1

economic return
mining 1 5 3
earth observations 3 2 1
tourism 3 3 1 probably Mars is too expensive for tourism. If SpaceX will develop cheap transportation, this will lower all the costs
He3 1 5 1

Bonus
public acceptance 1 3 5 a completely personal evaluation of how much the public would accept a mission to the site, ceteris paribus
previous experence 5 3 1 robotic missions only on Mars, a few human missions on the Moon
Required R&D 5 4 1 the technology is available for a Moon trip

TOTAL 102 105 65
per inciso (e mentre Orion sta rientrando nell'atmosfera terrestre... WOW!) lo schema precedente non ha alcuna pretesa scentifica. E' piuttosto un tentativo di puntualizzare quali sono i tanti aspetti da considerare. Quindi inutile criticare il singolo punto. piuttosto, va considerato nel suo insieme e come punto di partenza per un'analisi un po' più dettagliata del "meglio marte, no meglio la luna".
@pgc:
> L'obiettivo giusto secondo me ce lo abbiamo davanti, anzi sopra. E' la Luna, la buona vecchia luna delle missioni Apollo.

Una base sulla Luna è sicuramente un argomento molto intrigante per chi si è visto più volte tutte le puntate di "Spazio 1999" negli anni '70 ;-)

Ma, a parte questo, quali sarebbero i vantaggi "pratici" di un insediamento permanente sul nostro satellite?

P.S.: nella sezione "astronomy" hai dimenticato o tralasciato volutamente l'installazione di radio-telescopi che potrebbero trovare una collocazione ideale nella faccia nascosta della Luna?
Pgc, per "medevac" intendi "medical (emergency) evacuation"?
Ho dimenticato sicuramente MOLTE cose. I "radiotelescopi" però no: sono compresi nel potenziale elevatissimo della Luna per l'astronomia.

Per Stu: si, medevac (scusate, il testo l'avevo preparato per un'altra audience).

Quando sarà finito, non ci sarà alternativa che tornare ad un nuovo medioevo.

Direi piuttosto al 1800. Anche lì il petrolio non c'era, perlomeno come consumo di massa.

@Stu: io il motore a scoppio lo odio con tutti gli annessi e connessi, per cui figurati se non sarei felice se sparisse il petrolio e quindi la plastica. Però, però... E' vero, come dici, che ogni oggetto di plastica può essere sostituito da un equivalente, ma il problema è il quanto e il costo. Quanti bovini e quante foreste ci vorrebbero per tutto il cuoio e tutto il legno per sostituire gli oggetti di plastica? Che poi diventerebbero molto costosi? Io mi adatterei, si tratterebbe solo (solo...) di comprarne uno ogni vent'anni anzichè due e imparare a ripararlo anzichè buttarlo, ma di certo il panorama della nostra civiltà cambierebbe parecchio.
@ martinobri

Io invece amo il motore a scoppio. Lo so che inquina e che esistono motori energeticamente più performanti ed efficienti (pacco batterie escluso naturalmente), ma le sensazioni che danno un paio di pistoni pulsanti in una ciclistica anche solo discreta per me è qualcosa che si avvicina molto al concetto di "cosa viva".

Innegabilmente prima o poi dovremo farne a meno e le nostre vite cambieranno. Ma non è detto che sarà un nuovo medioevo. Il petrolio non finirà di punto in bianco e mano a mano che ci avvicineremo all'ultima goccia di greggio, la filiera energetico/produttiva avrà (si spera) trovato modo di supplire alla sua mancanza.

Magari certe cose non potranno più essere prodotte, o per i costi o proprio per mancanza totale della materia prima, ma, sempre per rimanere con quello che diceva la nonna, "de quel che no gh'è, se fa de manco" (di ciò che manca, se ne fa a meno).

Sarà una vita diversa? Certamente. Migliore? Forse. Medievale? Naaa.
* "de quel che no ghe, se fa de manco"

Esiste anche un versione più sottile e raffinata, di senso opposto ma che lascia intendere proprio che ci sindeve arrangiare con quello che c'è, ovvero "de quel che gh'è, no mamca gnente" (di tutto quello che c'è, non manca niente).

Tipico esempio di saggezza popolare estratto dal ricco patrimonio culturale alla base delle società rurali di un tempo, ovvero che scaturisce dalla pochezza di mezzi e dalla necessità di supplire con l'ingegno. Scarpe grosse, cervello fino.
Errata

Si deve

No manca gnente
@pgc:
> Ho dimenticato sicuramente MOLTE cose. I "radiotelescopi" però no: sono compresi nel potenziale elevatissimo della Luna per l'astronomia.

Non l'avevo visto...
Direi che, dal punto di vista della ricerca astronomica, la possibilità di installare un radiotelescopio sulla faccia nascosta della Luna è quella più ghiotta: è sicuramente il punto più "silenzioso" del S.S. per quanto riguarda le interferenze radio provenienti dalla Terra.
Donato: "è sicuramente il punto più "silenzioso" del S.S. per quanto riguarda le interferenze radio provenienti dalla Terra."

Fino ad un certo punto. Il problema è che hai illuminazione solare per diversi giorni, anche se esistono contromisure efficienti, soprattutto nel vuoto.
Se ti sposti sui poli, magari dentro uno di quei crateri che sembrano contenere ghiaccio, molto utile, le cose invece migliorano, anche se copri solo la metà del cielo e l'interferometria ne risulterebbe parecchio penalizzata.
@pgc:
> Donato: "è sicuramente il punto più "silenzioso" del S.S. per quanto riguarda le interferenze radio provenienti dalla Terra."
> Fino ad un certo punto. Il problema è che hai illuminazione solare per diversi giorni, anche se esistono contromisure efficienti, soprattutto nel vuoto.

Non riesco a farmi capire...
Io parlo di RADIOtelescopi. Il problema maggiore nel loro utilizzo non deriva dai disturbi provenienti da tutti i vari dispositivi radio seminati sulla Terra e in orbita? Sulla faccia nascosta della Luna questi disturbi sarebbero schermati da migliaia di chilometri di roccia.
O no?
@Paolo : C'è modo di avere quel logo della t-shirt?! io le magliette le faccio per lavoro.. :D voglio farmela!
contrordine.. immagine trovata! mo la vettorializzo e via.. ;)
ah, qui c'è il file proto, se a qualcuno serve lo metto in PSD (l'ho fatto in 5 minuti):
https://mega.co.nz/#!EcRzXZbb!TIvgosLNtbQAPzqGC0AvqKfo-TbCOZiyY0ZOqdQyht8
@Michele/ENERGIA
Sembrerà un'ovvietà, ma "l'età della pietra non è finita perché sono finite le pietre".
Perciò penso che il petrolio ci accompagnerà ancora a lungo, ma con importanza sempre minore, riducendo come prima cosa il suo primato energetico, cioè la trazione.
Il petrolio bruciato direttamente in centrali elettriche è calato enormemente negli ultimi venti e soprattutto dieci anni, quindi ci sono già i primi segnali di cambiamento in questo settore.
Ti faccio notare inoltre che per fondere i metalli non è per niente detto che si usi "il petrolio". L'acciaio per esempio lo si produce con il carbone. Il vetro lo si fonde con resistenze elettriche o bruciando gas metano. Discorso simile per tanti altri metalli.
Se al momento il 90% (a memoria, merita una verifica) del petrolio viene utilizzato bruciandolo, allora vedo che ci sono ancora molti margini di durata della risorsa.

@Stupidocane
le sensazioni che danno un paio di pistoni pulsanti in una ciclistica anche solo discreta per me è qualcosa che si avvicina molto al concetto di "cosa viva".
Strano :-). Io invece leggo le opinioni di chi ha una macchina elettrica, come una Saxo (quindi no Tesla), e i risultati sono eccezionali, non tornerebbe assolutamente "indietro" col motore a combustione interna, pur accettando le varie penalizzazione delle batterie e i relativi costi
Donato,

no, purtroppo non è del tutto così. La radiazione solare ha molteplici effetti su di un radiotelescopio, soprattutto a frequenza molto elevata, quella per la quale ci sarebbe la maggiore convenienza a osservare al di fuori dell'atmosfera (nel THz per esempio, o nel medio infrarosso, intorno ai 30-40 micron). Per esempio ne riscalda e deforma la superficie, causa gradienti, irraggiamento, riflessioni, etc. Infatti radiotelescopi come le antenne di ALMA lavorano quasi del tutto esclusivamente di notte. Di giorno possono essere impiegati solo per per test.

Sulla Luna tra l'altro la differenza tra telescopi ottici e radio non sarebbe così marcata come sulla Terra: il cielo, in assenza di atmosfera, è scuro anche di giorno. Se schermato dalla luce diretta un telescopio ottico funziona uguale di giorno e di notte (infatti HST lavora di fatto di giorno se ci pensi bene). Il problema è che per ottiche di grandi dimensioni non è facile costruire uno schermo efficiente tutto il giorno.
@pgc
Interessante.
Pensavo che sulla Luna (in assenza di atmosfera) la temperatura di strutture progettate appositamente per essere riflettenti non diventasse così tanto elevata da pregiudicare l'utilizzo del radiotelescopio.
Resta il fatto che, come sulla Terra, anche sulla Luna il Sole resta sopra l'orizzonte mediamente per il 50% del tempo.
comunque sia, io francamente non capisco tutta questa foga di andare su Marte PRIMA di avere realizzato una base permanente sulla Luna (cosa già di per sè complessa). Si tratterebbe di fare una struttura in un "gravity well" molto meno oneroso, con viaggi di andata e ritorno di lunghezza termporare di poco superiore a quelli di un viaggio terrestre complesso (provate ad andare o tornare in inverno a South Pole). Si imparerebbe il "lavoro". Invece cosa vogliamo fare? Un salto nel vuoto di complessità inimmaginabile. Come dice Donato, come allenarsi per una maratona facendo saltini di pochi centimetri.

Purtroppo questa assurdità (mi spiace per chi la pensa diversamente, ma proprio non riesco a chiamarla in altro modo) ha distratto da un obiettivo sempre complesso ma molto più fattibile.

Eppure scommetterei sul fatto che un giorno anche Elon Musk, di fronte al quale mi inchino, rivolgerà le sue attenzioni verso questo corpo celeste accessibile e quasi inviolato.
@pgc

Sono d'accordo con te, anche se una base permanente sulla Luna dovrebbe avere dei 'ritorni' altissimi e condivisi tra le nazioni, almeno le più importanti economicamente e politicamente, dati i costi e i problemi che si dovrebbero affrontare. Potrei sbagliarmi ma ad esempio penso:

- al problema dell'acqua e del carburante, portarlo dalla Terra avrebbe dei costi altissimi e produrlo sulla Luna mi sembra piuttosto complicato. Beh, a ben pensarci questo problema può essere esteso a qualsiasi cosa della Terra serva per costruire la base e che sia dotata di massa :D

- totale mancanza di atmosfera e magnetosfera. Si potrebbero sfruttare i crateri e i tunnel di lava cavi, però intravedo comunque un bel problema di radiazioni per personale e apparecchiature

- e poi non mi sono mai documentato su una cosa. Si fa un gran parlar bene degli asteroidi come fonti profittevoli di elementi rari tipo l'iridio, ma la Luna cosa offre? Non è che è un 'sassone'? :D
@Stepan Mussorgsky
al problema dell'acqua e del carburante, portarlo dalla Terra avrebbe dei costi altissimi e produrlo sulla Luna mi sembra piuttosto complicato. Beh, a ben pensarci questo problema può essere esteso a qualsiasi cosa della Terra serva per costruire la base e che sia dotata di massa :D

Se non sbaglio è stata trovata acqua (naturalmente ghiacciata) ai poli lunari. Se ciò risponde al vero, almeno il problema dell'acqua è risolto. L'acqua in loco, poi, risolve tanti altri problemi: si possono coltivare piante, magari, allevare qualche animale e si potrebbero così sperimentare sistemi di autosostentamento utili per eventuali e future esplorazioni spaziali.
Per quanto riguarda la AI, ora che saremo pronti per una missione su Marte (20 anni) avremo AI molto più che adeguate a rimpiazzarci in toto. La stima si basa sulla legge di Moore, anche se in realtà l'evoluzione delle AI andrà più rapida perché inizieranno a produrre chip ottimizzati per questo, così come è successo per le GPU, per fare un esempio conosciuto dai più. I primi chip così concepiti già ci sono, ma siamo solo all'alba fi una nuova rivoluzione. Oggetto tra l'altro di notizia l'altro gg perchè l'ennesimo luminare ha espresso le sue paure a proposito.

Cmq dire che abbiamo le conoscenze tecniche per andare su Marte è un po' come dire che abbiamo le conoscenze tecniche per fare una copia dell'Everest in mezzo alla Pianura Padana, è vero ma non conta niente. Certo che è solo una questione di risorse: lo è la fame nel mondo, la cura a millemila malattia, la sostenibilità ambientale, e circa il 90% dei problemi gravi che ci affliggono oggi.

Io peraltro non ho ancora sentito parlare di costi, perchè se andare a fare delle brevi passeggiate sulla Luna (384 mila km) è costato circa 20 miliardi di dollari di oggi a persona non oso immaginare andare su Marte.

Io ho l'idea che la NASA stia giocando la carta della missione umana su Marte nel lungo termine per avere più potere contrattuale nel richiedere fondi: dal punto di vista comunicativo è una scelta azzeccata verso l'opinione pubblica che nella sua ignoranza non ha idea delle difficoltà e dei costi. E con l'opinione pubblica a favore il politico può aumentare (o tagliare di meno) i budget per quel capitolo. Tra l'altro la NASA sta facendo un lavoro di comunicazione egregio negli ultimi anni (taglio molto americano, ma quello serve) quindi mi sembra del tutto in linea. Alla gente delle missioni robotiche interessa poco, interessano emozioni e sogni, e la NASA l'ha capito.

Non a caso leggendo i commenti non c'è nessuno che ci crede davvero.
"almeno il problema dell'acqua è risolto"

Bè, non esageriamo :).

Immaginiamo di costruire un'infrastruttura che preleva ghiaccio da un cratere lunare (ai poli, nell'oscurità e nel gelo totale), la filtra, la fonde, la rende utilizzabile. Nella stazione di South Pole si fa la stessa cosa con uno scambiatore di calore immerso nel ghiaccio nel quale viene fatta circolare acqua calda cogenerata nel riscaldamento (diversi MW disponibili). Il ghiaccio fonde e viene pompato via. Tuttavia non è detto che la posizione più interessante per una base lunare permanente sia quella, per cui magari è richiesto un acquedotto. Tutto questo sulla luna richiederebbe ovviamente sfide di per sè notevoli e tempi di sviluppo già di per sè lunghissimi. Forse meglio fare quello che si fa sulla ISS per cominciare.

E questo è un singolo, "piccolo" problema. Immaginiamo tutti gli altri. Immaginiamo poi di farlo a un anno da casa, su Marte, dove non è che puoi mandare un messaggio "scusate: si è rotta la pompa: ci inviate una tanica di Ferrarelle entro domani che abbiamo sete per favore? grazie, baci! da Marte"...

Per questo sostengo che una missione permanente su Marte significherà semplicemente aspettare per decenni che si faccia qualcosa, mentre se ci si mettesse tutti d'accordo per PROVARE tutte le tecnologie necessarie in ambiente simile, ma a 3 giorni da casa, magari in 20 anni qualcosa si fa...
@Stepan Mussorgsky:
> totale mancanza di atmosfera e magnetosfera. Si potrebbero sfruttare i crateri e i tunnel di lava cavi, però intravedo comunque un bel problema di radiazioni per personale e apparecchiature

Le strutture abitate sarebbe sicuramente poste al di sotto della superficie. A pochi metri di profondità non ci dovrebbero essere problemi di radiazioni, di bombardamento meteorico e di sbalzi di temperatura.
Sono al 100% d'accordo con Paolo sul fatto che la strizzatina d'occhio alla missione umana su marte sia una trovata da pubblicitari disonesti, perché effettivamente non c'è nessun piano serio di una missione del genere, e non sembra ce ne saranno a breve. È da decenni che si dice "arriveremo su marte tra 20 anni", ed il motivo è semplice: ci vogliono almeno 20 anni per sviluppare il progetto da zero, quindi dichiarare che ci arriveremo tra 20 anni è un eufemismo per non dover ammettere al pubblico "Ancora non abbiamo iniziato a lavorarci" (un po' come capita agli studenti universitari in crisi, che ogni volta rispondono ai propri genitori "darò il prossimo esame tra un mese").

Comunque secondo me è stato giusto celebrare questa missione: non è solo un traguardo statunitense (l'idea di dover chiedere il passaggio ai russi per andare sulla ISS è stato un duro colpo all'orgoglio nazionale), ma finalmente ci lasciamo alle spalle gli errori del passato: lo shuttle è stato un progetto meravigliosamente ambizioso ma non era modulare, scalabile: ci vai in orbita bassa e poi torni indietro. Basta. Se vuoi fare qualcos'altro, lo shuttle non serve a niente. Il programma shuttle poi ha significato l'abbandono dei lanciatori pesanti: una volta dismesso il Saturno V non hai più niente in questa categoria, quindi, anche qui, ogni idea nuova di esplorazione finora ha dovuto scontrarsi col programma shuttle. Questo ritorno alle origini (fin troppo evidente nella forma conica della capsula) secondo me non va visto come un passo indietro. Magari non andremo su marte nei prossimi decenni, ma ci sono anche altre destinazioni: potremmo tornare sulla Luna, o avvicinarci ad un asteroide. Insomma qualunque cosa faremo nel futuro, avremo già qualcosa di pronto. La missione l'ho vista in diretta ed è stata emozionante... certo, una missione così era una bazzecola anche per una vecchia capsula come la Gemini, ma insomma, è un po' come vedere un'atleta che ritorna ad allenarsi dopo un lungo stop, come fai a non volergli bene?
Ah, graziosi nonnini e citazione dotta… si sa che Omero disse ad Ulisse "riporta il tuo c### ad Itaca". Sarebbe tanto carino che il conduttore la indossasse pure lui nella prossima puntata di superquark, o il piacere della scoperta, o che so io…
Una delle ultime idee che ho visto per risolvere i problemi di radiazioni / piccoli meteoriti di un'ipotetica base sulla Luna è l'impiego di moduli gonfiabili che verrebbero poi ricoperti, con dei robot capaci di fare con la polvere lunare quello che fa una stampante 3d con la plastica, di un guscio realizzato in loco. Degli appassionati hanno già fatto stampanti 3d da spiaggia che usano la sabbia, vedo questa soluzione decisamente più praticabile di molte altre.
lo shuttle è stato un progetto meravigliosamente ambizioso ma non era modulare, scalabile: ci vai in orbita bassa e poi torni indietro. Basta. Se vuoi fare qualcos'altro, lo shuttle non serve a niente.

Sì, ma quant'era bello!


Vuoi mettere con questo coso, che sembra quattro supposte legate assieme?
Non ti preoccupare, non è la sua veste definitiva, alla fine avrà la solita forma di fallo che tanto piace a tutti. =)
Eheh, totalmente d'accordo Martino, non è che rinneghi lo shuttle, anzi! Però negli ultimi anni aveva dimostrato tutti i suoi limiti, sia tecnologici di prestazioni che di sicurezza, era decisamente arrivato il momento di cambiare.
@Fx

Quello che descrivi è tutto illustrato in questo video dell'ESA: http://www.youtube.com/watch?v=pk9PWUGkz7o

Un concept davvero notevole!
Per un attimo ho temuto ti riferissi all'ultimo post e in particolare alle ultime 8 parole :D

Si era esattamente quello il concept a cui facevo riferimento, bravo che l'hai ritrovato e l'hai postato =) E' notevole anche perché ha un fattore di complessità di un centesimo (costi forse un centesimo no ma un decimo è probabile) rispetto a una missione umana su Marte. E anche rischi infinitamente più bassi. Perché lo sforzo per tentare una missione su Marte sarebbero clamorosi ma nel contempo il rischio che gli astronauti ci lascino la pelle consistente. Il che significherebbe la morte non solo per loro ma anche un colpo durissimo per la ricerca spaziale. Un tempo la morte faceva parte del conto, oggi la gente non la digerirebbe più, e non digerirebbe di aver speso tonnellate di soldi per una missione fallimentare.
Questo articolo lo avete letto?
(Il mio primo post, dopo tanti anni di lettura silenziosa...)
@ Marco Polenta

Beh, non è un mistero che i computer per le missioni spaziali non siano super-performanti. Più che la performance serve un hardware che sia robusto e dedicato a poche ma basilari funzioni. Non serve una scheda grafica da 2Gb, o un HD da 5 Tb, né un processore da millemila Ghz.

Che sia "potente" quanto un G3 è solo un bias dovuto al blog "Mac Friendly". Infatti nella citazione si parla di Samsung Galaxy S3... :D
Un po' ottimistica la funzione delle "Cupola Natural Daylight": quanta luce "naturale" possono convogliare dentro la cupola? Non sono una possibile falla alla protezione contro radiazioni e micro-meteoriti? [riferito al video dell'ESA]
@stupidocane: In realtà il paragone con il Galaxy a cui ti riferisci è solo per dare un'idea della potenza di calcolo. Ma il processore è lo stesso IBM PowerPC 750FX che montavano gli iBook del 2003. Quindi non parlerei proprio di bias mac-centrico.
Il punto è che solo pochissimi tipi di processore sono stati "radiation hardened" perchè il costo di sviluppo è enorme (anche a causa del basso numero di processori prodotti, che non consente di distribuire l'investimento su tantissimi pezzi) e quindi qualcuno lo fa e poi si tiene in magazzino quei processori aspettando che vengano richiesti, cosa che spesso richiede anni.

In alternativa, SpaceX (ma anche NASA per certi sistemi) si basano su un disegno "radiation tolerant", che praticamente non cerca di evitare gli effetti dei raggi cosmici tramite il design del processore, ma di fare in modo che, attraverso un particolare design il sistema va avanti lo stesso. Per fare questo praticamente i computer si monitorano a vicenda. Se intercettano la "firma" tipica di un danno indotto da raggi cosmici, si autoriparano oppure, nei casi più difficili, fanno un reboot.

Ciò nonostante hanno avuto seri problemi in un paio di lanci.

@pgc
Come fanno per le sonde che rimangono "a mollo" per moltissimi anni?
@Donato
Un po' ottimistica la funzione delle "Cupola Natural Daylight": quanta luce "naturale" possono convogliare dentro la cupola?

Presumo che con un opportuno gioco di specchi possano sfruttare la luce riflessa dalla superficie lunare. In tal caso la luce potrebbe essere sufficiente.

Non dimentichiamo, poi, che non si tratta del progetto di un "analfabeta" nell'argomento. Sicurlamente l'ESA avrà informazioni sufficienti per quantificare il rischio relativo all'avere tre finestre verso il cielo.
Comunque, se il progetto sarà realizzato potresti venire con me a controllare. :-)
Donato: Intendi nello spazio per molti anni, come quelle di una missione Cassini o della ISS?
@pgc:
> Intendi nello spazio per molti anni, come quelle di una missione Cassini o della ISS?

Ovviamente le sonde che vagano anni e anni a zonzo per il S.S.
@Guastulfo:
> Presumo che con un opportuno gioco di specchi possano sfruttare la luce riflessa dalla superficie lunare. In tal caso la luce potrebbe essere sufficiente. Non dimentichiamo, poi, che non si tratta del progetto di un "analfabeta" nell'argomento. Sicurlamente l'ESA avrà informazioni sufficienti per quantificare il rischio relativo all'avere tre finestre verso il cielo.

Non lo metto in dubbio, però mi pare una scelta in po' troppo semplicistica, date le circostanze. Dei pannelli collegati a fibre ottiche potrebbero invece convogliare facilmente la luce del Sole (e della Terra, se visibile) all'interno delle cupole, certo che così non si riuscirebbe a guardare fuori!
Donato: per missioni nello spazio profondo credo che si usino sempre radiation-hardened computers, radiation-tolerant design e componenti ridondanti. Tutto quello che è possibile.