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Pronta la traduzione italiana di “The Internet is on Fire” di Mikko Hypponen

Cosa fa un Disinformatico insieme alla figlia durante le vacanze di Natale? Ma naturalmente traduce l'ottima presentazione di Mikko Hypponen (F-Secure) sul futuro prossimo di Internet e della sorveglianza commerciale strisciante.

Anch'io, come lui, credo che sia giunto il momento di dire basta: che non vogliamo essere schedati, spiati, catalogati, incasellati e numerati, né da governi né da aziende, tramite l'esca dei servizi “gratuiti” e delle app “gratuite”; che non vogliamo prodotti che registrano di nascosto quello che diciamo e lo mandano a chissà chi; che è inaccettabile che stati (anche europei) che si dichiarano alleati organizzino attacchi informatici l'uno contro l'altro.

Il video del talk di Mikko, insieme alla trascrizione inglese e alla sua traduzione, è qui grazie al lavoro di mia figlia Linda (sì, quella dell'Unicorno Petomane).
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Commenti
Commenti (7)
Grazie Linda!!! :-D
Grazie Linda e Paolo per la splendida traduzione.

Che 'non esistono app gratuite' forse ha un po' esagerato. C'è chi realizza app solo per hobby o soddisfazione, progetti open-source in primis.
Play Store & co chiaramente spingono su quelle mainstream, che sono a loro volta le più votate, che lo sono a loro volta per marketing.

Comunque, proviamo ad analizzare in pratica quel che utenti comuni possono fare.

Relativamente ai malware, attacchi da/contro governi etc, quel che un utente comune può fare è solo evitare di essere parte di una botnet.

Sui permessi delle app, o i dati condivisi con i social network, o le smart tv (in generale l'internet-of-things), o in generale tutti gli altri esempi che fa (compreso i termini di utilizzo),
il punto focale è evidentemente il sensibilizzare gli utenti.
La maggior parte degli utenti a cui illustro queste tematiche, anche con la buona volontà di metterci più attenzione, di solito:

- Lamentano la mancanza di strumenti tecnici newbie-friendly.
Esempio: la smart-tv, come faccio a sapere se e cosa trasmette alla casa madre?
- Lamentano la forzatura nero/bianco delle scelte a disposizione (che porta al 'vabbè chissene' altrimenti sono complicazioni)
Esempio: la smart-tv, o non la collego alla rete, o mi fido ciecamente, non c'è modo di avere vie di mezzo (es. permettere di vedere YouTube dalla TV ma bloccare i dati in uscita)
Altro esempio: il giochino che piace a mio figlio, non si installa se non accetto tutte le autorizzazioni. Posso accettarle tutte e bloccare io a valle i dati in uscita?.
- Lamentano la complicazione dell'installazione o configurazione di sistemi di controllo.
Molti se la sono sempre cavata con antivirus e firewall (già a fatica con certi tipi di persone) ma mentre anni fa era limitato al solo pc, ora tendono ad essere spaventati (e quindi rinunciano) all'idea di dover trovare e configurare queste soluzioni per ogni dispositivo di casa (es. firewall su smartphone).

Una soluzione, detta grezza, potrebbe essere un dispositivo da mettere a monte della linea, attraverso il quale passa tutto il traffico di casa.
L'interesse verso il defunto progetto Anonabox dimostra che è una soluzione appetibile per i newbie.
Collego lo smart-tv nuovo, gli configuro la rete, il mio smartphone riceve una domanda dal mio dispositivo di controllo, tipo
"Rilevato smart-tv, cerca di inviare dati (...) verso internet. Vuoi: 1) Più dettagli, 2) Permetti (solo ora/sempre), 3) Nega (solo ora/sempre).".

Qualche osservazione tecnica:
- Il dispositivo potrebbe essere un Raspberry PI o simili, in generale star su prezzi molto popolari.
- Il dispositivo potrebbe contenere software e soluzioni open-source per risolvere gli altri aspetti citati da Hypponen, come un DNS ad-hoc con blocco di botnet (vedi http://www.hosts-file.net/ ), facile accesso a VPN o TOR, etc.
- L'idea, oltre alla scelta hardware e sviluppo software (sviluppare una distro linux per quell'hardware), richiede la creazione di un database community-oriented di regole, fingerprint di pacchetti etc, dati usati dal dispositivo per determinare le notifiche da mandare agli utenti.

Bon mi fermo qui per ora :P
Just my cent





Chiedo perdono per errori nel mio messaggio precedente, sfortunatamente questo blog non credo permetta di editarlo. sigh.
Mi è piaciuto quando ha detto che non esistono pasti gratis. Li paghi con la carta di credito o coi tuoi dati personali, ma li paghi. Eccezione solo per il kernel Linux e per alcuni programmi open source. (Linux è la base di Android e iOS, un debito di riconoscenza che, a proposito, non è ancora stato pagato da Google o Apple. Che Torwalds non lo chieda è, IMHO, troppo comodo).
Grazie per la traduzione, vorrei utilizzarla per embeddare dei sottotitoli al filmato. Mi date il permesso? (ho spedito anche una mail a topone@pobox)

Salutone
Omar,

permesso accordato con piacere! Scusa se non ho risposto subito, ma dovevo trovare il tempo di dare un'ulteriore revisione alla traduzione per renderla più idiomatica.
Grazie! ho pubblicato il video. Lo farò verificare per eventuali errori di trascrizione o di tempistiche. Cercherò di tenerlo allineato ad eventuali modifiche nella traduzione.