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19 commenti

1986: il mito della NASA s'infrange in diretta TV


Cronologia dei problemi ai booster a propellente solido dello Shuttle, culminati nell'esplosione al decollo dello Shuttle Challenger il 28 gennaio 1986. Perirono tutti e sette i membri dell'equipaggio.

Come al solito, i tecnici avvisarono del problema e gli amministratori li scavalcarono dicendo che tutto andava bene.

Il video, nel quale si notano fra gli altri Richard Feynman e Neil Armstrong, è tratto dal cofanetto di 3 DVD della Spacecraft Films.
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Commenti
Commenti (19)
Ogni volta che leggo del Challenger, penso a Jean Michelle Jarre, all'astronauta Ron McNair e al pezzo di sax che avrebbe dovuto suonare sull'albun Rendezvous. Vi consiglio vivamente di accompagnare la visione di filmati/foto spaziali ascoltando come commento audio quest'album: da pelle d'oca! Tra l'altro qui Jarre suona la sua famosa "Arpa Laser", il nome è tutto un programma!
Avendo un minimo di tempo suggerisco la lettura di "Che t'importa di ciò che dice la gente?" di un tal R. Feynman...
La seconda parte del libro è interamente dedicata alla vicenda ed è un esempio illuminante di ricerca della verità...
"For a successful technology, reality must take precedence over public relations, for nature cannot be fooled." (R.F., Appendix F, Report of the PRESIDENTIAL COMMISSION on the Space Shuttle Challenger Accident)
Grazie per averlo condiviso, un filmato davvero unico..
Documento eccezionalmente ben fatto. Veramente toccante. Grazie per la condivisione, Paolo.
Come lavoratore in raffineria, conosco il problema degli O-ring, guarnizioni da pochi dollari ma fondamentali nell' accoppiamento di tubi e serbatoi. Devono essere precisi al micron, o la perdita è probabile, non importa quanto li si stringe o li si chiude.
"Probabile" può essere accettabile se la giunzione è vicino terra e se la controlli a vista. NON è accettabile su di un veicolo che vola, meno che mai con enormi serbatoi pieni di combustibile.
bellissimo documento che come al solito mostra il problema del denaro e del guadagno che scavalca quello della sicurezza e della coscienza. e' il mercato che ci condanna tutti alla schiavitu' e in questo caso alla morte.
Documentario eccezionale, grazie di avercelo condiviso.
Vorrei segnalare che l'anno scorso è uscito un bel film, basato sull'indagine di Richard Feynman, un professore di fisica che scoprì la causa del disastro.
Cercando si trova in rete sottotitolato in italiano, questo è il link wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/The_Challenger
Ero un bambino ma me lo ricordo come fosse ieri.
In pratica hanno fatto volare gli shuttle incrociando le dita dietro la schiena affinché le guarnizioni reggano ad ogni lancio. Tutte le volte precedenti gli scongiuri hanno funzionato "pelo pelo".

C'era, quindi, la certezza che, prima o poi, uno shuttle sarebbe esploso.

Non mi aspettavo tanta incompetenza (o spregiudicatezza) da parte degli amministratori.

Ci furono conseguenze all'inchiesta, ad esempio, incriminazioni, condanne o dimissioni, oppure fu tutto archiviato come fatalità?
Ricordo bene quel giorno, come ricordo il rientro del Columbia.
Davvero, il mito s'infranse.
Non che voglia difendere ciò che è stato preso sotto gamba, ma mi piacerebbe sapere quante altre criticità inaccettabili sono state prese sotto gamba come questa in un progetto cosi complesso, è facile col senno di poi dire te l'avevo detto, ma magari se tutte queste criticità evidenziate nei test fossero state prese in considerazione non avremmo mai visto volare la piu stupenda e complessa macchina mai costruita dall'uomo...
Domanda: ma questi booster quanto erano riutilizzabili?
Unknown:

mi piacerebbe sapere quante altre criticità inaccettabili sono state prese sotto gamba come questa in un progetto cosi complesso, è facile col senno di poi dire te l'avevo detto, ma magari se tutte queste criticità evidenziate nei test fossero state prese in considerazione non avremmo mai visto volare la piu stupenda e complessa macchina mai costruita dall'uomo...

Obiezione lecita, visto che è stato facile in altri casi criticare chi ha creato allarme senza che accadesse nulla (pensa all'allarme "aviaria" di qualche anno fa) ma basata su una conoscenza incompleta del processo di validazione del velivolo.

Il sistema funzionava così: si decidono dei parametri di progetto in base a dei margini accettabili di rischio. Sulla base delle informazioni che si hanno si procede al disegno fino a quando si rientra in questi margini. Quello che è accaduto in questo caso è che i margini non vennero rispettati ma modificati. Si tratta di quella che Mike Mullane, astronauta NASA chiama "normalizzazione della devianza" (leggi il suo "Riding Rockets", se conosci l'inglese).

In pratica, è un po' come succede a quelli che guidano fregandosene delle norme di sicurezza. Spesso costoro pensano che la dimostrazione che sono le norme sbagliate è proprio l'evidenza che non è successo loro mai nulla di grave. Poi un giorno ci si mettono un po' di "coincidenze", la strada bagnata, un attimo di distrazione, un altro veicolo guidato da un imbecille, etc. e... muoiono.

In questo caso gli amministratori della NASA operarono più o meno alla stessa maniera. Allentarono i margini piano piano per contnuare a lanciare, credendo che il fatto che non fosse successo nulla fosse LA PROVA che erano i limiti di design ad essere eccessivi.

Invece quel 28 Gennaio il Challenger vennè lanciato ad una temperatura talmente bassa da far si che l'o-ring cedette (in aggiunta, durante il decollo le raffiche di vento raggiunsero il valore più elevato mai misurato, sebbene non sembra che questo abbia avuto un ruolo nel disastro).

Quindi, non si può affermare che esistessero altre non conformità di questo livello nel progetto. Certamente il progetto aveva un mucchio enorme di problemi di sicurezza, per esempio il fatto che non consentisse via di fuga durante buona parte del lancio, ma questo era noto ai progettisti. Tutti e due gli incidenti erano prevedibili sulla carta in base al superamento dei margini di design. In entrambi i casi l'errore fu di fregarsene (anche se con alcune importanti differenze...)

La Haine:

Domanda: ma questi booster quanto erano riutilizzabili?

Praticamente venivano fatti a pezzi e le varie parti riutilizzate per altri SRBs a seconda delle necessità.

Pensa che alcuni pezzi usati nel primo lancio in assoluto (STS-1) volarono anche nell'ultimo (STS-135).
Certo che la calma nella voce del controllore di volo (o come si chiama) anche dopo l'esplosione è agghiacciante.
... Invece quel 28 Gennaio il Challenger vennè lanciato ad una temperatura talmente bassa da far si che l'o-ring cedette ...

Per la precisione il cedimento avvenne perché si formò ghiaccio (cosa estremamente anomala per la Florida) che crepò un O-Ring, permettendo la fuoriuscita laterale di uno sbuffo di combustibile solido bruciato. Immediatamente dopo il lancio però i residui della combustione che era appena iniziata chiusero il buco permettendo una ascesa regolare fino a quando ...


... (in aggiunta, durante il decollo le raffiche di vento raggiunsero il valore più elevato mai misurato, sebbene non sembra che questo abbia avuto un ruolo nel disastro) ...

... fino a quando invece queste raffiche ebbero la capacità di scuotere a tal punto il complesso Orbiter-E.T.-Booster da far riaprire in maniera violenta il buco dell'O-Ring. A questo punto i combusti in uscita si comportarono come una fiamma ossidrica, staccando il supporto del booster dal E.T. Il booster non avendo più supporto si ruotò quel tanto che bastò a perforare l'E.T. nella parte alta (dove stava il serbatoio dell'idrogeno) che ebbe una reazione violentissima ed immediata con l'ossigeno contenuto nella parte bassa dell'E.T. generando un violento "spostamento d'aria" (non so come altro chiamarlo, è l'effetto visibile nei video come nuvola di vapore). L'Orbiter di conseguenza si spaccò non per una esplosione ma perché le forze aerodinamiche generate dal violento contraccolpo dello "spostamento d'aria" generarono delle forze che la struttura stessa dell'Orbiter non riusciva a sostenere. La prova che non esplose ma si spaccò è data dal fatto che quando recuperarono i corpi degli astronauti alcuni sistemi di respirazione ausiliaria furono trovati attivati, e tale attivazione non poteva essere accidentale ma doveva essere effettuata dagli astronauti stessi.
Grazie pgc, è una curiosità che ho sempre avuto.
La Haine:
Domanda: ma questi booster quanto erano riutilizzabili?

Attualmente gli SRB (Solid Rocket Booster), impiegati nelle missioni Space Shuttle, sono in magazzino in attesa di essere riutilizzati nel nuovo vettore in sviluppo SLS (Space Launch System). Il futuro razzo che porterà la capsula Orion sulla Luna e probabilmente anche su Marte.
http://it.wikipedia.org/wiki/Space_Launch_System
Uno di quei giorni nella vita che non si dimenticano... avevo nove anni, mio padre venne a prendermi a scuola e mi raccontò che un suo collega gli aveva parlato dello Shuttle che era esploso... io pensai che il collega avesse visto un film di fantascienza, perché per me era semplicemente impossibile pensare che fosse successo veramente... fu davvero un mito infranto.