skip to main | skip to sidebar
6 commenti

Antibufala mini: la foto del primo telefono portatile degli anni ’20

Da tempo circola in Rete un'immagine, quella mostrata qui accanto, che viene presentata (per esempio da Mattino.it) come la dimostrazione dell'“invenzione del primo telefono cellulare nel 1922”.

Secondo il testo che solitamente accompagna l'immagine, si tratta di un fotogramma tratto da un cortometraggio muto della casa di produzione cinematografica britannica British Pathé datato 1922 e intitolato “Eve's Wireless”.

In effetti nel filmato si vedono le due signore che passeggiano per strada, collegano a un idrante, tramite un filo, una scatola piuttosto ingombrante e portano all'orecchio un auricolare. Si vede poi che all'altro capo del collegamento c'è una donna che parla, seguita da una canzone riprodotta su un giradischi. Come se non bastasse, la didascalia dice molto chiaramente che si tratta di un wireless ’phone: un telefono senza fili, insomma. Ecco il filmato:


Ma allora come mai i libri di storia della tecnologia dicono che i primi telefoni cellulari risalgono a parecchi decenni più tardi? C'è una parte della nostra storia recente che è stata insabbiata? No: si tratta di una bufala partorita dal Daily Mail, che a settembre del 2012 ha frainteso il significato che aveva all'epoca l'espressione wireless telephone: negli anni Venti la si usava per indicare le radio portatili, come spiega la British Pathé stessa. Anche Smithsonian.com mostra molti esempi d'epoca dell'uso di wireless telephone per indicare la radio negli anni Venti.

I cellulari, insomma, non c'entrano nulla, come del resto si può intuire notando che le donne per strada non parlano nell'apparecchio ma si limitano ad ascoltare. L'equivoco nasce dal fatto che spesso non si considera che le parole cambiano di significato nel corso dei decenni.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (6)
Sarà wireless ma di fili ne ha tanti :-) La neccesità del collegamento a terra con l'idrante poi limita un poco i movimenti. Chi abbocca a/diffonde queste cose non ha molto chiara la differenza tra una semplice radio ricetrasmittente e la telefonia mobile con tutta l'infrastruttura che l'accompagna.
Saranno gli stessi cellulari usati in questi filmati? :-) http://youtu.be/Vwy6gSs-ljA
Però in effetti è il primo prototipo di lettore MP3! ;)
Negli anni 20 la tecnologia dei telefoni era già molto avanzata: questo è un videotelefono wireless, e risale al 1929:
http://goo.gl/NEHm0J



e comunque non dimentichiamoci che i nostri telefonini sono delle radio
Per la precisione, quella non è una ricetrasmittente, ma una radio ricevente a galena, che per funzionare aveva bisogno di un'enorme antenna e di un'ottima messa a terra. Lo strano movimento che la ragazza fa sul pannello dell'aggeggio è il posizionamento di una punta metallica sul cristallo di galena (solfuro di piombo), necessario per trovare un punto in cui l'accoppiata cristallo-punta funzionasse bene come diodo.
Una cosa un po' primitiva, che però rispetto a quelle moderne un vantaggio ce l'aveva: non si poteva mai scaricare la batteria, perché non c'era. Tutta l'energia necessaria al funzionamento veniva presa dal segnale radio ricevuto. Però non ditelo ai complottasti, perché altrimenti griderebbero che era free energy e che Tesla aveva ragione... certo che Tesla aveva ragione, però quell'energia non era free manco per niente.