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20 commenti

Charlie Hebdo e le matite spezzate di Banksy. Che non sono di Banksy

Credit: Lucille Clerc
Nelle ore successive all'attentato contro gli autori della rivista Charlie Hebdo a Parigi del 7 gennaio scorso si è diffusa in Rete l'immagine qui accanto: una matita, etichettata “ieri”, che nel giorno dell'attentato (“oggi”) viene spezzata, ma che l'indomani si trasforma in due matite.

L'immagine è stata ripubblicata da molte fonti, anche autorevoli, attribuendola all'artista Banksy perché era stata pubblicata su Instagram da un account di nome Banksy, ma in realtà l'account Instagram è fasullo (non è dell'artista) e l'attribuzione a Banksy è una bufala: il disegno è opera dell'illustratrice londinese Lucille Clerc, che l'aveva pubblicata su Twitter e su altri social network nelle prime ore del giorno dell'attentato.

Fonti: Snopes.com, The Independent, Emergent.
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Commenti (20)
Credo sia la vignetta più bella perché raffigura la migliore risposta davanti ad eventi del genere.
A dimostrazione che il sistema usato per la condivisione di immagini, art-work et similia sui vari social, passa sopra il concetto stesso di diritto d'autore alla fine, spesso per un credit mal messo e peggio interpretato, quando non c'è malizia; per tacere del fatto che alla sottoscrizione del contratto col social spesso concediamo liberamente ogni diritto a chi ci ospita (come se andaste a casa di qualcuno e doveste concedere il diritto inalienabile al padrone di casa di usare le vostre scarpe e mutande per poter entrare nell'edificio).
Devo ancora capire perché gli artisti mettano i loro lavori o ne permettano l'utilizzo sui social, perdendone di fatto la proprietà intellettuale a scapito di una veloce propagazione. Se un'artista volesse "rimanere nel tempo" (una volta era così) dovrebbe avere il coraggio di fare scelte più radicali (vedi Banksi), non certo accontentarsi di un'effimera notorietà data da un social, quella è roba da Belen e gatte morte, non da intellettuali, zio canta. Non c'è dignità, non c'è più voglia di rischiare e fallire nel caso.

Poi, per carità, la storia è piena di motti, opere e grandi parole accreditate alle persone sbagliate, il tempo spesso non è così tanto galantuomo come si dice, è però diabolico scegliere in coscienza di mettersi nelle mani di chi passa sopra ad ogni copyright (almeno non siate la Warner Bros).

Poi per assurdo non si vuole capire, per esempio, perché le ingorde case discografiche pretendano di farsi pagare per la distribuzione della musica di cui hanno pagato (loro sì) regolarmente i diritti di proprietà intellettuale, di cui riconoscono i giusti credits etc etc e infatti tutto questo non piace a chi svende se stesso ogni giorno, perché non si capacita del fatto che ci sia gente che da un valore alle cose, alle persone, alle opere
...oppure più malignamente non si capacita di essere un signor nessuno a cui nessuno (appunto) sente il bisogno di dare un valore e quindi per ripicca non vuole riconoscere quello degli altri.

Sia come sia, un artista dovrebbe essere così coerente da preferire morire di fame (o al massimo trovarsi un lavoro vero), piuttosto che svendersi.

Comunque quel disegno ormai è di Banksi che non è Banksi ma è un altro, come ovvio risultato di una perversione tutta moderna. Buon pro ci faccia.
" Sia come sia, un artista dovrebbe essere così coerente da preferire morire di fame (o al massimo trovarsi un lavoro vero), piuttosto che svendersi."
Non ho parole.
Da domani cercherò di estinguermi in attesa di una gloria postuma.
Di chiunque sia quella immagine è una sintesi perfetta. Un capolavoro.
Ah, no , aspetta. Posse sempre trovarmi un lavoro vero...
[quote-"La Haine"]Se un'artista volesse "rimanere nel tempo" (una volta era così) dovrebbe avere il coraggio di fare scelte più radicali (vedi Banksi), non certo accontentarsi di un'effimera notorietà data da un social, quella è roba da Belen e gatte morte, non da intellettuali, zio canta. Non c'è dignità, non c'è più voglia di rischiare e fallire nel caso.[/quote]
Forse è stata solo un'azione dettata dall'emotività: raggiungere quante più persone possibili e nel modo più rapido possibile con un proprio commento, che porta con sè anche un messaggio di speranza (le due matite nate dai frammenti di quella spezzata).
[img]http://media.comicsblog.it/b/b10/Uderzo-Asterix-Charlie-Hebdo.jpg [/img]
Scusa Paolo,puoi scrivere un post sulle tesi false flag dell'attentato a Charlie Hebdo?
Unknown,

Scusa Paolo,puoi scrivere un post sulle tesi false flag dell'attentato a Charlie Hebdo?

No. Non intendo regalare la dignità di una discussione a questi onanismi mentali.
"Di chiunque sia ..."

Chiunque sia non si vedrà riconoscere la proprietà intellettuale di fatto. Siccome non è un tuo problema, a te giustamente non frega nulla.
A me sta cosa mi manda fuori di testa, Paolino, forse a te interesserà solo vedere un capolavoro, consumarlo come fai con tutto il resto, ma quella è un'opera che dovrebbe avere un nome e cognome comunque, e non certo essere accreditata ad un artista sbagliato.

(È altrettanto sbagliato pensare che un'opera valga soltanto se realizzata a due minuti da un evento: Picasso non dipinse Guernica sotto le bombe per presentare l'opera a bombardamento finito, eppure l'altissimo valore simbolico e morale del quadro rimane intatto.)

Un capolavoro rimane nel tempo, viene riscoperto, ed è sempre attuale ... proprio non capisco la fretta e l'uso di uno strumento che ti spoglia delle tue proprietà e ti lascia in brache di tela soprattutto quando opera di ingegno personale.

Quando ti rubano in casa che fai? Ti complimenti coi ladri per il loro buon gusto e la bravura nello scassinarti casa?


p.s. Korda lasciò che la foto del Che fosse utilizzata liberamente (più o meno), ma almeno sappiamo che è suo uno dei più bei ritratti fotografici io conosca.
Pirla lui che regalò i negativi, ma almeno "divenne famoso" e gli furono riconosciuti i giusti meriti "artistici", scusa se è poco.
Abbi pazienza, ma spesso non faccio calcoli a lunga portata. Mi importa assai che la mia fama mi sopravviva. Sarà per questo che faccio l' artista e non la contabile. E se condivido qualcosa sui social non mi sento di svendere proprietà intellettuali. Mi sento di comunicare nel modo che ritengo più consono e opportuno. Non ho consumisticamente fagocitato l' opera della sconosciuta Lucille. L' ho assimilata e mi ha fatto più grande e migliore. Lucille non ha che da esserne felice. E sono sicura che lo sarà, come lo sarei io. Non è così difficile da capire.
[se il primo commento è arrivato non pubblicate questo]

Paolo

No. Non intendo regalare la dignità di una discussione a questi onanismi mentali.

E le altre bufale cosa sono? La tua non è una guerra contro la galassia degli onanismi mentali? :D

Scherzi a parte, che differenza trovi tra le scie chimiche e gli avvistamenti di UFO e la foto del poliziotto Ahmed sangue-non-sangue?
"Abbi pazienza, ma spesso non faccio calcoli a lunga portata."

Probabilmente non li fa mai, ma guarda non avevo dubbi. Veni, vidi, vici e condivido.
Non potevo sperare che di discutere con un'artista come te, che culo che c'ho.
Ti racconto, tu cerca di avere la pazienza di leggere, Paolino.

I fatti della vita sono lunghi e laboriosi, la mia memoria è ormai quello che è, non saprei costruirti una time-line precisa, forse cercavo notizie su whatsapp, forse sull'11 settembre, forse proprio sull'astronautica (boh? chi si ricorda? a me 'sto sostantivo fa ribrezzo per come suona male), fatto sta che passando di qua mi balzò agli occhi "Luna? Sì ci siamo andati".

Scaricato, letto e da allora l'ho riletto tantissime volte (e scaricato altrettante), guadagnandone ore piacevolissime. Faccio presente che qui già soddisfo una delle mie regole : "Riconoscere all'autore quello che mi ha dato". Andando oltre il para-culismo, sono convinto che già solo per dirlo (malgrado lo dica io) all'autore faccia piacere vedersi riconoscere i propri meriti.

... ma vedi non mi basta, quando ho scoperto che il testo era acquistabile su Amazon l'ho comprato (scaricato e cancellato, su kindle è illeggibile), perché considero un obbligo riconoscere qualcosa all'autore che non siano solo parole checché ne pensi lui e malgrado dubiti si possa arricchire coi miei due spiccioli (manco una pizza).

Per me è una questione di giustizia: io libero di scaricarlo gratuitamente (perché è l'autore che lo permette, altrimenti avrei pagato subito), ma la volta che ne ho usufruito devo dare qualcosa in cambio; se non un testo altrettanto interessante o una ricerca altrettanto accurata sui miei campi di interesse; almeno riconoscere i meriti pubblicamente; se i complimenti sono di troppo, almeno un obolo (che tanto si intasca Amazon, ma ci tengo cmq che Amazon sappia che sono disposto a spendere per un testo del genere, sia mai che un giorno un povero coglione come me possa dare il via ad un circolo virtuoso).

Rispetto molto le scelte altrui, quando sono scelte e quando sono fatte sapendo che cosa si sta facendo (e sempre sia soddisfatto il mio senso etico e morale) ... non ho rispetto alcuno per chi vorrebbe farsi riconoscere e poi usa strumenti che non ti riconoscono nulla, non fosse altro che agli stupidi e ai pigri non mi sento di dare credito.

Un'opera, un capolavoro (questo è il tempo a deciderlo), sopravvive; l'autore no, a meno che non si leghi alle sue opere.

"Mi importa assai che la mia fama mi sopravviva." Non ci credo un cazzo, è parte di noi voler sopravvivere a noi stessi, altrimenti nemmanco ci riprodurremo, figlia mia: io da umile impiegato sopravviverò nei miei figli e non considerandolo affatto poco cosa, la cosa mi soddisfa pienamente; un'artista (metto l'apostrofo in tuo onore) continua a vivere con le sue opere, sempre che queste le vengano riconosciute e quando questo è possibile lo trovo giusto anzi doveroso da parte nostra (umile popolo bue), all'artista va riconosciuto il suo contributo, perché è qualcosa che dona (anche quando si fa pagare).

Voi artisti odierni dovete essere un po' come i tossici: "Dai, fatti una pera, vedrai che bello". Avete visto che FB, Twitter, Internet in generale vi può dare una veloce fama effimera, soddisfacendo velocemente la vostra pancia (e non mi riferisco ai soldi), ve lo fate bastare, ma di quello che avete fatto fra 6 mesi nessuno si ricorderà, perché sarete dimenticati dall'abbondante offerta, spendibile nei 5 minuti che una persona qualsiasi vi concede su questi cosi (5 secondi è una stima più accurata, quando vi va bene).

A questo punto vorrei capire la differenza che c'è tra un selfie al cesso e voi, perché su questi cosi hanno pari dignità tra l'altro.

Vabbè basta mi sono stufato di scrivere, ho pure superato i limiti della text-area.
Secondo me la differenza è che qui si parla di una persona morta e non di cose campate per aria (nel vero senso della parola).

Ricorderete quando ci fu l'aggresione a Belrusconi che florilegio di teorie strampalate..
... altra cosa, dato che ho bisogno di una pausa dalla modulistica delirante per la P.A. e mi ritorna in mente che non so nulla di questo Dieudonné.

Facciamo un esempio: Leni Riefenstahl (per fortuna esiste wikipedia, ché coi nomi ...).
Spero si sia d'accordo che i suoi "documentari" durante l'epoca nazista avevano (ed hanno tutt'ora ahimé) un enorme valore estetico ed artistico, ma non è affatto irrilevante che di fatto la Riefenstahl propagandasse ideali aberranti (questo mi mette al sicuro dal cadere preda della sindrome di Stendhal), perché non mi sento di darle meriti che non le riconosco e mi spaventa che certe opere d'arte possano essere prese ad esempio di: "Anche il nazismo ha prodotto cose buone", di contro devo ammettere che molte delle soluzioni tecniche della regista sono all'avanguardia e certe immagini sono splendide (ho visto solo "Il trionfo della volontà" ed "Olympia").

Come vedi legare l'opera all'artista mi permette di comprendere meglio cosa sto guardando (questa cosa dovrebbe farti piacere, artista) e su cosa devo stare in guardia (la bellezza mi condiziona molto e non sono l'unico).
Trovo ingiusto dare alla Reinfestahl una dignità che non merita: ha fatto cose abominevoli con la scusa dell'arte e permetti per me ha un significato profondo e si lega al suo lavoro in maniera indissolubile, oltre a trovare giusto che la sua fama sia sporcata in eterno, perché spero la gente non riveda un giorno quei film e non sappia cosa significhino realmente.

Tu vorresti forse che la gente guardasse "Olympia" come un'opera a sé e per sé stessa? Non è una domanda trabocchetto, credo sia LA domanda, ha attraversato i secoli e nessuno ancora è riuscito a dare una risposta definitiva, anche se credo di intuire a che corrente appartieni.

Boh? per me un'opera senza autore, è un'opera monca e l'etichetta di "capolavoro" data ad minchiam non basta a convincermi della bellezza di niente, oltre ad essere una parola che io considero del tutto soggettiva.
Voglio sapere, voglio capire, voglio entrare nell'opera, non mi basta esserne consumatore acritico, per un senso di giustizia, per coerenza con me stesso, per non umiliare l'autore (o anche per il contrario).

La cosa buffa, artista, è che dovrebbe riempirti di gioia sapere ci sia qualcuno che non si limita a guardare, ma pare invece ti abbia insultato nel definire "idiota" chi non si cura di vedersi riconoscere i propri credit.

È una visione dell'arte troppo morale per te? e amen, per me l'arte è morale o immorale, tertium non datur, considerando l'amoralità una scelta da vigliacchi: l'artista può essere stupido forse, abbietto, ignorante anche, ma mai vigliacco (almeno durante la realizzazione dell'opera).

Vista così diventa addirittura un dovere dell'artista firmare le proprie opere, ma in un'epoca in cui si scansano le responsabilità ... vabbè:
Allora, paragrafo 1.3: "Destinazione dell'impianto"
scegliere una sola voce
1. Climatizzazione di edifici e ambienti
2. Produzione centralizzata di acqua calda, acqua surriscaldata e/o vapore

Uffa! E se fa entrambi? Che palle oh!
Il fatto è che regalare il proprio fare é una liberalità che tu consideri un furto. Io la vedo in tuttaltro modo. Mi firmo, non mi firmo, mi pagano, non mi pagano ( certo, meglio di si ). Io ti faccio un regalo, tu sei libero di usarlo come vuoi. Condividere con un clic su un social senza sapere chi é l' autore, o andarselo a cercare. Ti piace, non ti piace. Ti interessa oppure no. Non importa. A me importa che dovevo dirti qualcosa. Se hai voglia, ascoltami .
" Domenica,19 giugno, 1989. Pisa è incredibile. Non so da dove cominciare. Mi rendo conto ora che si tratta di uno dei progetti più importanti che io abbia mai fatto. Il muro fa veramente parte della chiesa. E' attaccato all' edificio in cui vivono i frati. Tutte queste esperienze riguardanti questo dipinto (gli assistenti, i frati, i giornalisti e i fotografi il gruppo dei ragazzini di Pisa) sono state davvero positive. B-boys di Pisa ecc. ecc. la gente è davvero simpatica, qualche volta un pò aggressiva, ma sostanzialmente dolce. Jan è venuto da Amsterdam per aiutarmi dipingere; Rolf e Franz (gli animatori) sono arrivati da Zurigo ieri. Il tempo era bellissimo e il cibo ancora meglio. Ho impiegato quattro giorni per dipingere. Sto in un albergo direttamente di fronte al muro, così lo vedo prima di addormentarmi e quando mi sveglio. C è sempre qualcuno che lo guarda (l'altra notte anche alle 4 del mattino). E' davvero interessante vedere le reazioni della gente.
Interviste costanti. Penso di essere felice solo quando sono circondato da tutta questa follia. Me la godo, in verità. Sembra che mi dia fastidio, qualche volta, ma quando smette, mi manca. Però richiede molta pazienza.
E' davvero una realizzazione. Sarà qui per molto,molto tempo e la città sembra amarlo. Sto seduto sul balcone a guardare la città della Torre Pendente. E' davvero molto bello qui. Se c'è un paradiso, spero che assomigli a questo."
Ero fra quei ragazzi , a dare una mano a k.Haring che ebbe come pagamento la camera d' albergo per se e il suo aiutante. Ma anche il paradiso.
...e, si, é una visione decisamente troppo morale per me. C' è una lunga lista di artisti che hanno realizzato capolavori vivendo e comportandosi in maniera riprorevole secondo il giudizio delle varie epoche fino a noi. Se può interessarmi sapere come collocare il personaggio dal punto di vista storico, l' opinione sulla qualitá della persona ha ben poco a che fare con l' apprezzamento dell' opera artistica.
Non vorrei essere stato frainteso col concetto di "morale" che è ben diverso da "moralista", è l'amorale che non sopporto, non l'immorale (altrimenti da tempo avrei squalificato un mezzo scoppiato come Mapplethorpe che invece adoro) ... ma grazie per il racconto su Harring a Pisa, non conoscevo questa storia, sei un privilegiato.

Sul compenso sono d'accordo che sia l'autore o l'artista a scegliere come farsi ricompensare (ma deve sceglierlo lui, non io), sul firmare l'opera abbiamo opinioni diverse. Io non proseguirei oltre, tanto ognuno ha posto la sua personale visione e (che mi piaccia o meno) hanno pari dignità.

Un grazie per aver voluto dialogare con me.
Grazie a te.
Una sciarpa dedicata:
http://www.uffa.it/foto-divertenti/sciarpa-je-suis-charlie#content
Sarà vero o sarà la solita attribuzione bufalina?