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27 commenti

Se la piazza libera viene sostituita dal giardino cintato: distopia dei social network

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “leandrodae*”.

La foto qui accanto non è tratta da qualche film di fantascienza distopica. È un'immagine scattata il 21 dicembre scorso in un centro commerciale, il Mall of America, nel Minnesota, dove alcune centinaia di persone si sono radunate pacificamente per dimostrare contro i recenti e ripetuti abusi di polizia che hanno portato alla morte di numerose persone innocenti. Tutte, guarda caso, di colore.

Come segnalano Wired e BoingBoing, l'immagine è il simbolo perfetto di dove stiamo andando senza rendercene conto granché. Stiamo sostituendo la libera piazza con il recinto controllato, nel mondo fisico e anche su Internet.

Nel mondo fisico, stiamo sostituendo un luogo d'incontro e di discussione su suolo pubblico, regolato soltanto dalle leggi dello stato e dalle norme di democrazia e nel quale vale il diritto di esprimere la propria opinione e di manifestare, con un ambiente privato, il cui proprietario può decidere a suo totale piacimento cosa consentire e cosa vietare: può vietare di fare fotografie, anche soltanto per prendere nota dell'aspetto o dei dati tecnici di un prodotto (è successo anche a me in Svizzera), e può proibire un incontro pacifico di persone, definendolo addirittura una “sommossa” (riot). Guardate questa foto e ditemi se corrisponde alla vostra definizione di sommossa:

Credit: John Autey/Pioneer Press

Tenete presente che è scattata in un paese nel quale, in molti stati, esiste il diritto automatico di girare armati anche in un centro commerciale (così un bambino di due anni può sparare alla madre e ucciderla). Cosa vi fa sentire più minacciati, un gruppo di manifestanti come questo o la consapevolezza che un tizio qualunque può avere addosso abbastanza munizioni da fare una strage?

Certo, il centro commerciale è proprietà privata e quindi il proprietario ha il diritto legale di imporre le regole che desidera. Ma è interessante notare quanti centri commerciali vietano di entrare armati e quanti invece vietano di fare fotografie.

Su Internet sta succedendo la stessa cosa. Stiamo rapidamente sostituendo mezzi di comunicazione liberi e regolati soltanto dalle norme di democrazia (mail, mailing list, IRC, newsgroup, forum distribuiti e decentrati), con ambienti chiusi commerciali, di proprietà privata (i social network), nei quali il proprietario decide arbitrariamente cosa abbiamo il diritto di dire o di fare.

Per esempio, su Facebook non potete pubblicare una foto di un seno di cui s'intraveda l'areola, neppure per mostrare un allattamento (norma revocata solo di recente), neppure per un body painting (anche qui), e fino a poco tempo fa neppure in un'opera d'arte presentata da un museo, ma una testa spiaccicata (“crushed heads are OK”), un cane trascinato a sangue dietro un'auto o la decapitazione di una donna vanno benissimo.

Leggete le norme interne di Facebook e guardate gli esempi qui sotto: è chiaro che qualcuno, da qualche parte, s'è messo in testa che mostrare specificamente i capezzoli femminili (e solo quelli; il resto del seno non causa turbe), anche soltanto disegnati, diffonde Ebola, causa pazzia, porta alla perdizione o istiga ad atti di terrorismo. Qualcuno deve pensare ai bambini che verranno scioccati da cotanta visione. Siamo in piena Guerra al Capezzolo.

Immagine non accettabile secondo Facebook.
Credit: Laure Albin Guillot, 1940 circa, Museo Jeu de Paume

Vignetta bandita da Facebook.
Credit: New Yorker/Robert Mankoff.

Immagine bandita da Facebook.
Credit: Gregory Colbert.
Immagine accettabile per Facebook.
Comunicare attraverso i social network significa dare a un ente privato commerciale il potere assoluto di controllare e regolamentare quello che possiamo dire, discutere e mostrare in base a regole che non sono quelle del nostro paese o delle nostre leggi, ma sono quelle arbitrarie del proprietario, che le può alterare in ogni momento a proprio piacimento e bandirci quando gli pare.

Nei social network non abbiamo diritti. Pensiamoci, prima di dimenticarci come si manda una mail.
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Commenti
Commenti (27)
Qualcuno deve pensare ai bambini che verranno scioccati da cotanta visione.

Senza contare che in base a quanto dice facebook medesimo qui https://www.facebook.com/help/210644045634222 i minori di 13 anni non possono accedere al servizio. Ergo una tetta nuda si presume causi problemi a dei tredicenni che le tette nude sanno benissimo dove andarle a prendere.

Sebbene secondo me il problema non sia di eta' minima, ma potrebbe essere anche di eta' massima, ovvero di evitare che dei bacchettoni/e si "scandalizzino" per aver visto una tetta nuda (ma non si scandalizzano quando vedono le tette nude sui giornali gossippari per signore).
Per quanto concerne la manifestazione l'errore per me non sta di certo nell'aver detto "a casa mia non la fai" (onestamente avrei fatto esattamente la stessa cosa per la paura possa degenerare - poi non succede, ma se succede perché devo aver tonnellate di rogne io?), ma dell'altra distopia, prima americana e ormai purtroppo anche nostra, di vedere i centri commerciali come le nuove piazze, i nuovi punti di socialità. Che ca**o vai a fare una manifestazione di piazza in un centro commerciale? Vai in piazza! Roba da matti.

Per quanto riguarda i social, si, le regole le fanno loro. Il problema è quello: c'è una sostanziale assenza normativa degli Stati all'origine di questo loro strapotere. Se vogliamo vederla in modo bonario possiamo anche pensare che essendo i social un fenomeno recente serve ancora del tempo per prendere coscienza delle dinamiche e delle implicazioni. A noi può essere chiaro ma oggi come oggi se un politico mettesse nel suo programma dei "social più giusti" dubito che gliene fregherebbe qualcosa a qualcuno (si, a qualcuno si, ma una sparuta minoranza). Di sicuro c'è che finché la gente se ne batte anche la politica se ne batte.

In un mondo ideale social, app store, eccetera sarebbero sempre privati ma disciplinati da norme governative. E' lo stesso discorso che facevo qualche tempo fa: Palladium lasciato in mano alle aziende potenzialmente è male (vedi App Store, dove vige l'arbitrarietà delle leggi e del giudizio di cui parli nell'articolo), Palladium spinto dalle aziende ma normato a livello statale ha invece le potenzialità per risolvere i grossi problemi dell'informatica di oggi (virus, spam, eccetera). A quel punto non è più il privato che decide se una cosa è ammissibile oppure no, ma delle normative più alte, ripristinando tra l'altro il concetto che la "legge è uguale per tutti" (non solo si verrebbe giudicati in modo uniforme ma su social diversi comunque varrebbero le stesse regole).

A me non sembra difficile. Cos'è che mi sfugge?
Facendo un parallelo un po' tirato direi che sta accadendo esattamente lo stesso con tutti quei servizi che girano liberamente su web su qualsiasi browser che vengono pian piano sostituiti da "app" in grado di funzionare solo su dispositivi dedicati.
Fx,

Che ca**o vai a fare una manifestazione di piazza in un centro commerciale? Vai in piazza!

"Piazza"? Hai presente la struttura della maggior parte delle città americane? :-)


Palladium spinto dalle aziende ma normato a livello statale ha invece le potenzialità per risolvere i grossi problemi dell'informatica di oggi (virus, spam, eccetera)

A livello di quale stato? Quello americano? Italiano? L'UE? L'Iran?

Spostare la "certificazione" di Palladium e simili a livello statale produce solo l'illusione di aver risolto il problema e in realtà introduce quello ben peggiore del controllo statale sul contenuto dei dispositivi dei cittadini.


A me non sembra difficile. Cos'è che mi sfugge?

Forse ti sfugge che se dai a uno stato il potere di autenticare il software e hai un dispositivo che fa girare solo software autenticato, hai ceduto completamente il controllo del tuo dispositivo allo stato. Magari ti fidi dello stato di oggi. Ma di quello di domani? Pensi che un potere assoluto del genere non verrebbe abusato?
Fx, riguardo alla manifestazione nel centro commerciale, la didascalia dela foto linkata da Paolo dice:
Hundreds of demonstrators filled the rotunda at Mall of America in Bloomington, Minn., on Saturday, while others marched around the mall during the protest organized by the group Black Lives Matter. (John Autey / Pioneer Press)
e questo nonostante (aggiungo io) il freddo che faccia a Minneapolis in questi giorni.
Inoltre la manifestazione è più efficace quante più persone raggiunge, e se vanno tutti al Mall, mi sembra sensato farla lì.
Solo per precisare :)
Forse ti sfugge che se dai a uno stato il potere di autenticare il software e hai un dispositivo che fa girare solo software autenticato, hai ceduto completamente il controllo del tuo dispositivo allo stato.

Aggiungiamo anche il caso in cui mi produco un software per mio uso e consumo e, quarda un po', il software non gira, almeno finché l'ente preposto non me lo certifica.

Mi immagino la facilità con cui saranno certificati (magari con una procedura automatizzata) i software delle grandi aziende e come i piccoli dovranno sudare per ottenere la stessa cosa.

Fantascienza?
Mica tanto!

Ogni licenza e permesso (in Italia almeno è così) è faticoso da ottenere per il piccolo. Il discorso cambia se a chiedere le stesse cose è uno "grosso" con tanto di avvocati al guinzaglio.
'"Piazza"? Hai presente la struttura della maggior parte delle città americane? :-)'

Ok, la facciano su una avenue, ma non al mall! :D
Questo mi ha fatto tornare in mente un servizio del tg che raccontava di come due persone in Italia abbiano scelto di sposarsi al centro commerciale. Mala tempora currunt :(
Quest' articolo meriterebbe un premio internazionale !

Oramai esiste la legge dell' ipermarket dove il vigilantes armato di pistola,
manda minacciosi sguardi alle signore che acquistano zucchine.
(pare una coincidenza, ma alcune grandi catente fanno capo ad ex-nazisti)
Probabilmente negli USA questo é necessario a causa del secondo emendamento,
ma in altri paesi é del tutto ingiustificato, diventando quasi una minaccia a mano armata.
Un luogo aperto al pubblico dovrebbe garantire le stesse leggi di un luogo pubblico.

Fortunatamente gli USA hanno anche il primo emendamento che dice :

« Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press; or the right of the people peaceably to assemble, and to petition the Government for a redress of grievances. »

figuriamoci invece nelle altre nazioni dove impazzano le privatizzazioni ingiustificate,
E si armano decine di vigilantes al difuori di qualsiasi disciplina militare,
anzi dandogli anche i sindacati che li difendono nei loro abusi.
Già! Pienamente d'accordo e la cosa è malsana anche per un altra cosa: gli utenti che chiedono che certe immagini/post ecc rimangano visibili e non censurati. Il problema (ma in molti casi è una semplice situazione) è che è una proprietà privata e facebook ha tutto il diritto di non oscurare foto di capezzoli e lasciare le foto delle avvenenti donzelle che nascondono alcuni punti strategici perché proprietà privata.
Da un lato è molto grave che l'utenza pensi che facebook sia equiparabile ad una pubblica piazza, dall'altra è assurda la pretesa di ignorare le regole di condotta di facebook stesse (salvo incompatibilità con la legge, chiaramente).
… e di come qualcuno proponeva, durante una campagna elettorale, la creazione di spazi di preghiera (leggi: chiesa per la messa domenicale) all'interno degli ipermercati! motivazione: tanto la gente nel tempo libero va lì, offriamogli il servizio (mia testimonianza orale diretta).

… prega/spesa/sposa - all in one! matrimoni 3 mogli x 2 mariti! il funerale è offerto da "La boutique dei fiori" galleria A piano terra! si ringrazia il negozio prada per gli abiti da cerimonia dell'officiante! ostie biologiche senza grassi idrogenati offerte da "La Casa del Pane tuttigusti"! per una spesa superiore a euro 800 mensili per un anno si offre la tumulazione gratuita di un'urna cineraria nei loculi a lato del banco dei surgelati. Prega per i tuoi cari mentre acquisti il salmone affumicato in promozione!
ostie biologiche

Ehm...particole biologiche :-)

Riguardo alle foto sì, foto no, i latini avevano già detto tutto: summum ius, summa iniuria.
Le regole elevate ad assoluto separate dal caso concreto producono aberrazioni.
… e tu vorresti leggere "particole" anziché "ostie"? … su un cartello appeso nelle corsie di un ipermercato? … naaaah…
La tetta è un valore mignottocratico da dispensare con parsimonia.
Probabilmente le case di tolleranza furono chiuse (con il compiacimento del clero) per creare il mercato della pornografia.
E quando la carta stampata fù sostituita dal computer alllora venne urgentemente approvato il Digital Millennium Coopyright Act (1998)
@granmarfone
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Sbrigati a registrare i diritti di questo capolavoro del marketing. Sei avanti almeno 10 anni rispetto agli altri!
Già oggi, specialmente nelle grandi città, è difficile trovar posto per i cari estinti. Quando gli ipermercati si accorgeranno di ciò vedrai che ci saranno offerte simili a quella immaginata da te.

Hai la tessera dell'ipermercato TUTTISCARTI? allora non solo avrai il tuo posto per il riposo eterno ma darai anche i consigli per gli acquisti ai posteri!
Ci saranno anche cartelli del tipo:"nonna Agnese comprava sempre i funghi Venenum e da allora riposa al terzo piano di questo ipermercato!
Compra anche tu Venenum, il fungo che ti fa conoscere un altro mondo"

Tanto con queste dannate tessere sanno cosa compra ognuno.
Sta cosa delle armi mi ha sempre dato da pensare... i poliziotti sparano alla gente di colore perché temono che la gente di colore spari a loro. Insomma il fatto che tutti possano essere armati per difendersi fa si che possano anche sparare per primi.
Un controsenso, insomma.
Invece, per restare a tema del post, i criteri di accettabilità da parte di FB sono abbastanza strani, a volte cancellano pagine obiettivamente riprovevoli e le riattivano dopo mesi, o impiegano mesi per cancellare pagine illegali.

Sul nudo è complicato, dato che in alcuni Stati americani una può girare in topless (o anche meno, mi pare) a patto che abbia i capezzoli coperti.
Splendido articolo, un plauso a Paolo.
Paolo Anarchissimo. :D
Sono tutte persone molto tranquille, quelle della foto nel centro commerciale. Come si distinguono quelle che protestano da quelle che abitualmente cazzeggiano nei centri commerciali? :-)

Gli anatemi contro i socialcosi sono inutili, Paolo. È da mo' che ci provo. Dobbiamo cambiare strategia.
Paolo: se parti dall'assunto che sono tutti cattivi tranne te il tuo punto di vista è ovviamente corretto. Le aziende sono cattive, i social sono cattivi, gli stati sono cattivi (o possono diventarlo) quindi voglio concedere loro il meno possibile.

Purtroppo la realtà che vedo io è profondamente diversa. Io vedo tassi di pirateria stratosferici, vedo una quantità sterminata di truffe online, vedo malware come se piovesse, vedo oceani di spam ma soprattutto... vedo che ogni qual volta c'è un sistema che fa dell'anonimato / della privacy la sua bandiera viene inesorabilmente usato per i peggiori scopi, altro che libertà o diritti. Faccio due esempi recenti.
1) Bitcoin: al di là dello spreco energetico per fare mining, tutti i principali exchange si sono intascati i soldi dei clienti, soldi peraltro che sembrano fatti apposta per fare acquisti su siti come Silk Road. In una battuta: per l'illegale ci sono Bitcoin, per tutto il resto c'è Visa.
2) Darknet: una ricerca ripresa da Wired in questi giorni dice che l'80% del traffico della Darknet riguarda contenuti pedopornografici. Dato da far accapponare la pelle.

Tu generalizzi dicendo che la gente è stronza. IMHO una parte lo è, e questa se non solo non ha controlli ma gli si dà strumenti che in nome della privacy (*) le garantiscono l'anonimato tira fuori il peggio di se, e fa di tutto per fottere l'altra parte.

Per questo esistono delle regole. Le regole che fa un'azienda non sono perfette. Ma sono meglio dell'anarchia. Quelle di uno stato sono un gradino avanti, pur rimanendo lontane dalla perfezione. Ripeto ancora una volta che tu vedi le cose a senso unico: prova a immaginare un mondo senza malware, senza spam, senza siti trappola. Il prezzo da pagare? Che lo sviluppatore x deve far ricorso perché la sua applicazione è border line rispetto alle regole stabilite. Accipicchia. Un sacco di svantaggi. Ribadisco ancora una volta che poi è assurdo che poni queste questioni e usi i due OS (Mac OS e iOS) più blindati e meno democratici sul pianeta. L'incarnazione della peggiore visione di Palladium. E che ciò nonostante tuttavia i vantaggi ci sono e sono palesi.

L'altro gg parlavi del sistema anti pirateria che potenzialmente potrebbe impedire la riproduzione del tuo filmato casalingo se in questo è stato registrato dell'audio soggetto a copyright. Cioè, va bene. Capisco che POTENZIALMENTE potrebbe esserci, ma ancora una volta non vedi il problema enorme che c'è dall'altra: la pirateria. Va bene, il modello relativo alle proprietà intellettuali è antidiluviano. Ma ciò non toglie che attualmente le regole sono queste. Dal mio punto di vista anche la proprietà privata è antidiluviana. Ciò non mi dà il diritto di venire in casa tua a mangiarti la focaccia. Ho il diritto di spiegare alla gente che è un sistema vecchio e proporre il mio nuovo. Se poi raccoglierò consenso si potrà fare pressione al governo, se invece no significa che alla gente va bene così e quindi per quante ragioni possa avere così è e così rimane. Perché conto uno, e qui in Italia siamo 60 milioni. E 30 di questi piratano musica, film, libri, eccetera. Quindi per me si, forse il falso positivo sul milione ci sta, in un contesto del genere, se serve per difendersi le altre 999.999 volte.

Chiudo dicendo che se non mi fidassi più dello stato, beh, la prospettiva che non mi faccia più girare l'app di Facebook è un paio di km dopo l'ultima delle mie preoccupazioni. Ma poi, al di là di tutto, nel momento in cui uno stato di cui non ti fidi volesse accedere a un tuo sistema tu preferiresti a) che lo faccia tramite una corsia preferenziale b) che lo faccia con qualche trucco (hack) c) che lo faccia fisicamente venendo a casa tua magari minacciando te e la tua famiglia (cosa plausibile in un regime dittatoriale ma anche semplicemente dove il presidente eletto è un ex dirigente del KGB)?
Continuo a esser dell'idea che la tua sia una battaglia ideologica che prende in considerazione, si concentra solamente su quegli aspetti che sono utili al sostegno della propria tesi, ma tralascia quelli, magari anche macroscopici, che sono contro. Ad es. un'incarnazione corretta di Palladium, e i vantaggi da essa derivanti, non l'hai mai, mai contemplata. Peccato.

*: solo io trovo un filo ipocrita il termine "privacy"? La privacy per me è un'altra cosa (tipo non pubblicare tre milioni di foto compromettenti su Facebook), in certi contesti è palesemente un giro di parole per dire "voglio fare il furbo ma senza che mi sgammino subito".
Scusa, ma la notizia del bambino di due anni che ha sparato alla madre è vera?
Io già dal titolo l'avevo presa con le pinze e mi aspettavo di vedertela sbufalizzare.
@Fx
Il prezzo da pagare? Che lo sviluppatore x deve far ricorso perché la sua applicazione è border line rispetto alle regole stabilite. Accipicchia. Un sacco di svantaggi.

Davvero?
Evidentemente non usi i pc in ambienti di produzione.

Realizzo un software per la verifica della stabilità delle volte leccesi (gli gnegneri del consorzio deve lavoro lo hanno fatto davvero in passato: non c'erano modelli adatti da utilizzare in commercio) e devo aspettare che sia approvato da un ente? E i soldi persi nell'attesa li rimborseresti tu?

Se poi non funziona bene e faccio una seconda release devo aspettare di nuovo l'approvazione?

Palladium è stato accantonato perché non risolveva i problemi per cui era stato ideato non certo perché io o Paolo abbiamo protestato.

Trattandosi di un chip dentro il proprio pc, non sarebbe impossibile toglierlo e/o attaccarlo per rubare le chiavi di un software buono per usarle in un malware.

Certo, per bloccare quel malware basterebbe revocare le chiavi rubate, ma così cesserebbe di funzionare anche il software buono.
Il problema potrebbe risolversi col rilascio di nuove chiavi ma intanto si resterebbe blocati fino ad allora.

E se le chiavi rubate fossero quelle del sistema operativo, o del sistema opertivo di un router?

Questi sono solo un paio di problemi pratici per cui non sarebbe utile un sistema di trusting.

Tralasciamo il caso di malware che potrebbe bloccare i tuoi file perché attacca il tuo sistema TPM.
Ripeto: esiste già, e per di più in un'incarnazione piuttosto aderente alla vostra visione negativa di un tempo... l'App Store. Le contestazioni che ancora oggi andate avanti a perpetuare sono degli scenari ipotetici e inverosimili che hanno molti punti in comune con la propaganda elettorale quando parla male dell'avversario esasperandone azioni / ideologie (ad es: se l'altro dice che bisogna evitare che gli immigrati muoiano sui gommoni l'uno dirà che quello si interessa più degli immigrati di noi italiani).

Al di là del fatto che si, sviluppo e pertanto conosco il tema, ma secondo te esiste qualcuno che vorrebbe lo scenario (inverosimile) da te prospettato? Se devo far girare un software su un numero limitato di macchine ti basta semplicemente guardare semplicemente la soluzione che adotta PERFINO Apple.

A me sembra piuttosto banale: se pubblichi un software, questo deve essere trusted. Lo si fa con i siti (contesto in cui opero) e nessuno si straccia le vesti. Qual è il problema, di grazia? Se vuoi un mondo in cui chiunque può scrivere anonimamente merda e questa venga accolta a braccia aperte sul tuo computer, beh, vivici tu.

A questo punto togliamo anche le certificazioni CEE, o l'omologazione / la revisione per le auto, le certificazioni per i mezzi aeronautici, e così via.

Ripeto ancora una volta: il punto non è dire di no perchè potenzialmente ci potrebbe essere un'implementazione da B movie di fantascienza, il punto era preoccuparsi che l'implementazione fosse corretta. Ma questo lo si faceva se la questione non fosse stata ideologica (e secondo me c'entrava anche ci fosse di mezzo MS, Apple ha fatto il suo sistema blindato in cui fa il bello e il brutto tempo e nessuno fiata). Siete stati ciechi, non avete guardato un attimo al di là del vostro naso.
@Fx
Io ripeto, ancora una volta, che strutture tipo AppStore o QuelchesivogliaStore non sono una soluzione: il jailbreak lo dimostra.

Non dimentichoiamo, inoltre, che i pc di Apple permettono ancora l'istallazione "classica" (da cd o scaricando da internet). Pensi che se un sistema di trusting fosse davvero conveniente e sicuro come dici non l'avrebbero già adottato?
E invece Microsoft ha fatto marcia indietro e Apple non si è spinta tanto da lucchettare i propri pc.

Pensa un po', Microsoft preferisce tenersi appiccicata la fama di produrre sistemi operativi colabrodo che andare avamnti col progetto Palladium che, a tuo dire, avrebbe debellato il problema.

Non dimentichiamo, poi, che questi sistemi di trusting sono su chip che andrebbe periodicamente aggiornato per non trovarti con la nuovissima scheda video che supporta nove monitor in 4k a 120 frame che non viene attivata dal sistema perché non riconosciuta dal TPM.
E magari il chip non si aggiorna perché il pc non parte; e il pc non parte perché c'è installata una componente hardware non riconoscoiuta. Il serpente che si morde la coda, insomma.
Magari creano un chip in grado di attivare autonomamente la scheda di rete per aggiornarsi e... magari io uso la chiavetta e il chip non la sa usare.

Io non riesco ad essere sicuro che la tua soluzioone, validissima nel limitatissimo mondo dei cellulari e tablet, possa essere estesa all'universo dei pc. E quelli che ti ho portato sono esempi che non sarebbero né sporadici né in un ristrettissimo numero di casi.
Io lavoro all'interno di un consorzio e non hai idea dei diversi usi che si fanno dei pc e dei programmi che ci girano. Strumenti che ci siamo creati o fatti creare su misura perché ciò che c'era in giro o non si adattava o si adattava male facendo perdere più tempo che a fare tutto con carta e penna.

Se sviluppi, penso che tu abbia un certo campo di specializzazione, non penso che sviluppi dal CAD al CAM o CRM o gestione e logistica delle attrezzature o contabilità di cantiere o gestione del personale o gestione e ottimizzazione dei percorsi e interfacciamento coi GPS (eh no, il TOM TOM non basta mica :-) ).

Forse, paradossalmente, io che ci sono "andato a sbattere" contro queste problematiche, come utente/utonto se vuoi, ho una visione più ampia della tua in questo.
E non pensare che la mia realtà sia un'eccezione. Forse tranne gli avvocati che col processo telematico e le riviste online sono più standardizzati, nel resto degli uffici non troverai due realtà uguali.
Credo che Microsoft abbia capito tutto questo e abbia preferito evitare il rischio di cause per i danni economici provocati dal TPM che l'avrebbero dissanguata.
Sono d'accordo su tutto. L'unica mia obiezione è che mail, mailing list, IRC, newsgroup, forum distribuiti e decentrati ecc. non hanno la faciltà d'uso, l'immediatezza, la "non tecnicità" dei social network. E questo li rende vincenti con la maggioranza delle persone, quindi, in definitiva, con tutti. La via che immagino io è quella di protestare, dico gli utenti, per cambiare le regole assurde di Facebook. Certo, sarebbe bello se i giornalisti, informatici e non, si facessero sentire di più e si unissero alla protesta. Io non vedo praticabile l'alfabetizzazione informatica di tutti gli utenti di internet che porti la maggioranza a snobbare Facebook a favore ad esempio dei newsgroup...
@Fx
I tuoi commenti sono di una ingenuità imbarazzante. Un sistema simile a Palladium non risulterebbe affatto efficace nel combattere la pirateria (nessun sistema di DRM è mai risultato efficace), ed inoltre causerebbe un notevole aumento dei prezzi, perché impedirebbe la distribuzione di software gratuito. Ti ricordo che su ios sono a pagamento molti servizi che su altri sistemi operativi sono gratuiti.

E l'idea che un sistema trusted elimini il malware ed i siti trappola (che spesso si basano sulle debolezze e le distrazioni dell'utente, non del sistema) è talmente assurda che appare anche in malafede; al contrario, gli utenti abbasserebbero la guardia, pensando "tanto c'è Palladium che mi protegge", e fornirebbero magari le credenziali di accesso del loro conto in banca al primo che le chiede.