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9 commenti

Il meme della settimana: le linee misteriose dei Joy Division

È un'immagine molto diffusa e affascinante nella sua enigmaticità: una serie di linee orizzontali bianche su sfondo nero che s'innalzano nella zona centrale, formando l'illusione di una catena montuosa o di strati successivi di ...qualcosa. Ma cos'è? Se lo chiede, per esempio, la T-shirt mostrata qui accanto, riprendendo una domanda frequente degli internauti. Come tanti memi, anche questo s'incontra un po' dappertutto ma spesso non se ne conosce il significato o l'origine.

Si tratta della copertina del primo album della band britannica Joy Division, intitolato Unknown Pleasures (“piaceri sconosciuti”) e uscito nel 1979. Il disco (all'epoca la musica era distribuita su supporti circolari analogici di vinile) è considerato uno dei più influenti del periodo e del genere post-punk.

Si sapeva da tempo che la copertina era opera di Peter Saville e che le linee rappresentano gli impulsi radio di una stella molto particolare: la prima pulsar mai scoperta, denominata CP1919 e individuata nel 1967. La regolarità straordinaria dei suoi segnali radio fece pensare inizialmente che si trattasse di un radiofaro extraterrestre. Saville prese l'immagine dalla Cambridge Encyclopaedia of Astronomy del 1977, ma la Encyclopaedia da dove l'aveva presa? Questo era il mistero.

La copertina di Unknown Pleasures su vinile.
 "Unknown Pleasures Joy Division LP sleeve" by Source (WP:NFCC#4).
Licensed under Fair use via Wikipedia.

L'origine dell'immagine della copertina è rimasta sconosciuta fino a poco tempo fa, quando è stata identificata da Jen Christiansen di Scientific American, che ha sfogliato ossessivamente le pubblicazioni astronomiche dell'epoca e alla fine ha trovato una tesi di dottorato, intitolata Radio Observations of the Pulse Profiles and Dispersion Measures of Twelve Pulsars, scritta nel 1970 da un certo Harold D. Craft. In quella tesi c'era l'immagine in questione, mostrata qui accanto e generata già allora tramite computer per cercare di far emergere visivamente eventuali schemi ricorrenti.

L'autore per tutti questi anni era rimasto all'oscuro della popolarità del suo grafico. Tutta la vicenda, con dettagli sulla tecnologia dell'epoca e sulla genesi di una delle più eleganti visualizzazioni di dati scientifici, è qui su Scientific American.
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Commenti
Commenti (9)
“...all'epoca la musica era distribuita su supporti circolari analogici di vinile...”

Ciao Paolo,
Questa è fantastica, sembra il report di un archeologo del 2344 DC.
:D

Aggiungerei:
La stessa epoca in cui gli SMS venivano inviati utilizzando un materiale chiamato cellulosa, grazie ad un supporto a infusione liquida, chiamato biro
Il disco e' bellissimo e tristissimo. Ian Curtis si e' impiccato l'anno dopo. Per chi puo' interessare: esiste un interessante plugin di After Effects per animare le onde radio.
Grazie! informazione molto preziosa: anch'io infatti da anni possiedo il supporto fonografico di vinile nonché la relativa tshirt e mi ero sempre chiesto cosa rappresentasse. Avevo perfino presupposto si trattasse di un grafico 3D della parte reale della Z di Riemann :)
Uno dei dischi fondamentali della mia vita. Chi non lo conosce approfitti dell'occasione e corra ad ascoltarlo!
Concordo con Shorty. Questa è geniale: "all'epoca la musica era distribuita su supporti circolari analogici di vinile)"
Proprietà intellettuale, questa sconosciuta... Qualcuno ora spieghi al tizio che gli avrebbero dovuto dare fior di soldi per il diritto d'autore =)
@Fx
Qualcuno ora spieghi al tizio che gli avrebbero dovuto dare fior di soldi per il diritto d'autore =)

Non vorrei dire una scemenza ma, penso, che, in questo caso, non ci sia nulla da corrispondere all'autore.

Quello non è un quadro. In altre parole, non è tutta l'opera ma solo una piccola parte.

Se non ricordo male, è possibile riportare piccole parti di un opera d'intelletto (copiare alcune righe di un libro ad esempio) a patto di citarne la fonte.

Forse, se c'è un errore, è proprio questo: sulla copertina dell'album, o sulla fodera del supporto analogico di vinile ( che ruotava su un apposito lettore a 33, 45 o 78 giri/minuto a seconda di come veniva inciso :- ) ), doveva essere scritta la provenienza dell'immagine.
Guastulfo: precisazione corretta ma in questo caso la copertina è costituita esclusivamente da quell'immagine, per quel che vedo
(precisazione corretta per quanto ne so, ovviamente :)