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32 commenti

Anche Barbie farà la spia via Wi-Fi

La nuova proposta di bambola della Mattel, denominata Hello Barbie, si collega a Internet via Wi-Fi ed è dotata di riconoscimento vocale. L'idea è che bambini e bambine parlino alla Barbie e ne ricevano delle risposte vocali interattive, creando un'esperienza coinvolgente.

Ma questo virtuosismo robotico-tecnologico implica degli effetti che vanno valutati bene prima di dare in mano ai minori una Barbie interattiva: le loro voci, infatti, vengono registrate e trasmesse a un server esterno. E la demo della Mattel mostra che Barbie fa ai bambini delle domande che li incoraggiano a condividere informazioni sui loro interessi e sulle loro famiglie. L'intento sembra proprio quello di usare la Barbie come strumento di raccolta di dati per il marketing. C'è anche il rischio che le conversazioni dei bambini contengano confidenze potenzialmente imbarazzanti.

Mattel ha dichiarato di essere “votata alla sicurezza” e che “Hello Barbie è conforme agli standard governativi”, ma abbiamo già visto con i social network, con le Smart TV e con altri dispositivi che come molte aziende antepongono i guadagni e la raccolta di dati alla privacy e alla sicurezza degli utenti. E se i vostri figli hanno bisogno di parlare con una bambola perché non hanno nessun altro con cui parlare, il problema non è più tecnologico.


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Commenti
Commenti (32)
Baaaastaaaaaa!!!!!!
ok, questo fa incavolare. C'è davvero bisogno di campagne di sensibilizzazione sull'utilizzo della tecnologia per genitori.
Bye bye Barbie. E poi, con questi giocattoli che fanno tutto da soli i bambini come fanno a sviluppare fantasia e creatività? Se mai mi capiterà di avere una figlia, si accontenterà delle Barbie tradizionali.
> E se i vostri figli hanno bisogno di parlare con una bambola perché non hanno nessun altro con cui parlare, il problema non è più tecnologico.

Bravo!
Sei un appassionato di tecnologia ma hai un approccio da vecchio conservatore. 20 anni fa il problema era che ti rincretinivi davanti alla TV, cambia solo il mezzo ma se vuoi rincretinirti / fare l'asociale trovi il modo in qualsiasi epoca.

E poi si, le aziende fanno i loro interessi. Anche questa non mi sembra una grande novità, in un mondo in cui la medicina provoca cancro è legale (sigarette) e ti fanno mangiare merda fatico a cogliere la dimensione dei problemi che poni.
(anche perchè questo è solo l'inizio... Tra 10 anni o te ne farai una ragione o rischi di scoppiare :)
C'è anche il rischio che le conversazioni dei bambini contengano confidenze potenzialmente imbarazzanti.

Più che un rischio è una certezza... ripenso a certe cose che avevo scritto nei pensierini delle elementari e col senno di poi mi piego dal ridere.
Fx,

Sei un appassionato di tecnologia ma hai un approccio da vecchio conservatore.

No, sono un tecnofilo che però preferisce ancora poter scegliere quali tecnologie usare e non è pronto a prostrarsi di fronte all'ennesima trovata del marketing.


20 anni fa il problema era che ti rincretinivi davanti alla TV

Non hai colto il tema dell'articolo: non è il rincretinirsi, è la raccolta di dati personali.


la medicina provoca cancro è legale (sigarette)

Le sigarette non sono una medicina.



fatico a cogliere la dimensione dei problemi che poni.

Ed è proprio per questo che sono problemi :-)
scusate, ma l'antenna dove ce l'ha?
Interessante! Ma come fa? dite che è solo un collage di frasi registrate o usa un sistema simile a "Siri"? E di chi diventano i dati una volta immagazzinati nel fantomatico cloud di cui si parla nel video?
Intendo dire che ogni novità porta con sé degli "effetti collaterali"; per chi è meno propenso al cambiamento questi diventano centrali e ed è da qui che (banalizzo) nasce l'opinione che "si stava meglio quando si stava peggio". La tua posizione è cioè un tema ricorrente, l'avrò sentita mille volte e applicata a mille contesti diversi; il fatto è che quando la novità si presenta ci sono una serie di lacune (che vanno dal tecnico al legislativo ma soprattutto al culturale) che tuttavia scompaiono man mano che questa viene metabolizzata.

Ora alzi le barricate, tra 10 anni scriverai degli articoli con le lacrime agli occhi stupendoti di come ti apparirà magica l'internet delle cose, sono pronto a scommetterci. Un po' perché si saranno fatti passi in avanti sulla sicurezza e trasparenza dei dati, un po' perché saremo meno paranoici sul discorso privacy (come non lo siamo in altri contesti: ad es. i miei vicini credo possano stilare il calendario dei miei rapporti sessuali - no, non siamo particolarmente rumorosi, è solo che si sente tutto), un po' perché vedrai che quel che fanno è figo e ti entusiasmerai, sta di fatto che cambierai opinione, perché è fisiologico, sei il vecchietto nostalgico che è cresciuto con degli schemi, riconosce quelli come giusti e pertanto vorrebbe si riproponessero =) In realtà è tutto molto fluido, gli schemi cambiano di continuo, e non è che si stava meglio quando si stava peggio, stavamo meglio NOI quando si stava peggio :D

Per inciso, tu che non ti prostri alle trovate di marketing dovresti photoshoppare l'unico marchio perfettamente riconoscibile che nella tua foto in alto a destra, nel blog (ahhh adoro pizzicarti sulla mela auaua)
@Fx:
> in un mondo in cui la medicina provoca cancro è legale (sigarette)

Mica l'ho capita questa... :-/
E poi si, le aziende fanno i loro interessi.

E questa Barbie ci dimostra ancora una volta che non è sempre un bene, e che se gli interessi dell'azienda e quelli del cliente o della società confliggono, le possibilità che l'azienda anteponga i propri interessi di piccolo cabotaggio a interessi altrui molto più rilevanti sono molto alte.
Fx
perchè leggi sempre senza comprendere? E perchè scrivi sempre le prime 3 boiate che ti passano per la testa senza ragionare giusto per fare il bastian contrario? Il tuo commento è per metà fuori tema e per l'altra metà mostra che non hai letto bene l'articolo
Fx,

quando la novità si presenta ci sono una serie di lacune (che vanno dal tecnico al legislativo ma soprattutto al culturale) che tuttavia scompaiono man mano che questa viene metabolizzata.

Certamente. E proprio per questo ne parlo: per dire "siamo sicuri di aver colmato le lacune?". Tutto qui.


tra 10 anni scriverai degli articoli con le lacrime agli occhi stupendoti di come ti apparirà magica l'internet delle cose, sono pronto a scommetterci.

Come no. Ne riparliamo fra dieci anni.

L'Internet delle Cose fatta bene può essere magica. La mia casa domotica può essere utile a me se i miei dati restano miei invece di essere (s)venduti. O se vengono ricompensato per la loro condivisione anonimizzata.


saremo meno paranoici sul discorso privacy

Ti rendi conto, spero, di quanto sia ironica questa frase detta da uno che si firma "Fx" e ha un profilo Blogger completamente vuoto e senza foto? :-)


tu che non ti prostri alle trovate di marketing dovresti photoshoppare l'unico marchio perfettamente riconoscibile che nella tua foto in alto a destra, nel blog (ahhh adoro pizzicarti sulla mela auaua)

Perché? Io non mi prostro. Uso quello che funziona e che serve a me. Uso i Mac perché mi fanno sprecare meno tempo delle alternative; nel momento in cui ci sarà di meglio, abbandonerò Apple senza alcuna esitazione. Non uso un iPhone perché mi fa sprecare più tempo delle alternative. Non mi pare difficile da capire.

Ripeto quello che ho detto in passato: consapevolmente o meno, ti comporti da troll. Prova a rifletterci.
@Fx
La dimensione del problema è la consapevolezza. Nessuno legge i manuali di praticamente nessun elettrodomestico, figuriamoci di un giocattolo, a parte il pezzetto che servirà per capire come connetterlo al nostro WiFi. Io genitore DEVO sapere che tutto quello che dice la mia bimbetta viene profilato o meno. E se Barbie comincia a dire che vuole un certo vestito, ad esempio? Nel comprare un giocattolo, io accetto, esempio, implicitamente che venga fatta pubblicità? Siamo in un campo ancora totalmente privo di coperture giuridiche e nulla vieterebbe alla Mattel di fare uscire dalla "bocca" di Barbie un invito a comprare questo e quello. Accetteresti che capitasse a tua figlia fra qualche anno? Una bella scena isterica in mezzo all'ipermercato perchè Barbie, che ne so, si attiva con il wifi del centro commerciale che ha un'antenna particolare nel reparto giocattoli che la fa cominciare a parlare? Sto esagerando? Probabilmente sì, ma io genitore DEVO sapere tutto ciò. DEVE essere chiaro se può, potrà o succede già. Certo, sono vecchi problemi in chiave moderna. Il genitore che compra GTA V al figlio di 8 anni è un cretino e basta, perchè lì un chiaro simbolo con scritto 18 sulla confezione c'è e se tu genitore pensi che quello sia il prezzo, sei un idiota e la società abbia pietà dei tuoi figli... Ma se compri una bambola parlante e quella comincia a consigliare tua figlia di comprarle dei vestiti alla moda o si scopre dopo 3 anni che trasmette in chiaro tutto quello che dice tua figlia, io voglio SAPERLO PRIMA.
Paolo fa battaglie per la consapevolezza ed è questo di cui si occupa questo post. Effettivamente la tua prima risposta sembra frettolosa e superficiale, pur di fare polemica, esattamente come fanno certi troll. La tua seconda risposta è più ponderata, anche se non la condivido.
Internet delle cose verrà avanti selvaggiamente e quando qualcuno comincerà a fissare standard e paletti si sarà già verificato una polverizzazione ormai ingestibile, temo per una certa anarchia, qualora non dovesse succedere sarà solo perchè qualche colosso alla Google spazzerà via la concorrenza (e questo non è affatto detto che sia bene: un monopolista che sa già tutto di me e che ha anche in mano il mio hardware di casa??).
Quanto alla presunta marchetta pro-Apple, se seguissi Paolo dall'inizio sapresti che è tutt'altro che uno di quei fanatici del marchio e critica quando c'è da criticare e usa lo strumento che gli serve indipendentemente dal marchio. Nella nostra azienda usiamo piattaforma windows per i PC ma avremmo voluto (ma non abbiamo potuto per ragioni irrilevanti per la discussione) iPhone come telefoni, perchè in ambito aziendale ti permettono un controllo e una gestione inarrivabile con gli Android. Non è fedeltà al marchio, ma ricerca dello strumento migliore.
Donato: si, il termine non è corretto ma non ne ho trovato uno più appropriato per sottolineare che la prima cosa che fa la sigaretta è impattare sulla salute di chi la fuma.

SirEdward: non è che "non è sempre un bene", è sempre un male, perché il caso in cui gli interessi di una grande società coincidano con gli interessi dei suoi clienti è rarissimo, e in ogni caso non voluto e incidentale. Mangiamo cibo spazzatura, fumiamo sigarette quante ne vogliamo, cavalchiamo bolidi in grado di andare a un range di velocità molto più ampio del range in cui si possono avere ragionevoli chance di sopravvivenza, inquiniamo, ci roviniamo la vita perché c'è chi approfitta delle debolezze personali (videopoker et similia), e se vuoi vado avanti un paio di giorni; e in tutto questo mi dovrebbero preoccupare i rischi potenziali di una Barbie?

Si, sono un fiero sostenitore del benaltrismo. Perché senza di questo non si riesce a mettere delle priorità, tant'è che se oggi c'è chi si fa le pippe mentali con i vaccini ma nel mentre magari allatta il proprio figlio mentre va in autostrada vuol dire semplicemente che è ora di piantarla di guardare al fuscello e di iniziare a sistemare le travi. Quando le travi saranno a posto, vedremo di sistemare i fuscelli.

La realtà è che a furia di guardare i fuscelli non consideriamo più le travi, perché i fuscelli sono un buon sistema per distrarre dai veri problemi. Anche sul discorso sicurezza dei dati, il giorno in cui mi si presenterà uno studio scientificamente valido e confermato dalla peer review che la Barbie, così come n mila altri "fuscelli", ti espone a un rischio concreto ci crederò, fino ad allora sono solamente pippe mentali. Potenzialmente può accadere di tutto, potenzialmente nulla vieta che ti si schianti un asteroide in testa in questo momento, sono solamente esercizi intellettuali; sostengo fermamente sia il caso di pensare alla potenza prima che alla potenzialità.

Poi che Paolo faccia campagna di sensibilizzazione ci sta, tuttavia lo si può fare senza lanciare allarmi alla "moriremo tutti", è come se mi dicessero di non salire sulle automobili perché potenzialmente potresti morire. E' vero, ci sono un milione di cose che potrebbero andare storte di cui una parte ascrivibili a chi l'ha costruita, i dati dicono che la gente muore così PERO' bisogna dare una dimensione corretta al rischio. Certo, magari hackerano i server della Mattel, ma non perché la Mattel ha fatto le cose male o ha risparmiato, bensì perché entrano ovunque. Condanniamo a prescindere le aziende che raccolgono dati perché non possono dare garanzie assolute'

Paolo (Alberton): scusa papà

Paolo (Attivissimo): e io ti ripeto che se volessi comportarmi da troll farei tutt'altro. Io propongo un punto di vista diverso rispetto al tuo; punto di vista dal quale ogni tanto - non tanto negli articoli ma nei commenti - sembra che sia tu a trollare, tuttavia so che su alcune cose non ci arrivi ma in buona fede, se vuoi concedermi lo stesso trattamento bene, altrimenti pazienza, non è che mi straccio le vesti se pensi che io sia un troll. Tipo quando dico che Musk ha il video e non lo mostra e poi... viene fuori che il video c'è davvero (te la menerò a vita hihihi)

Privacy: non mi sembra di aver detto che non ci debba essere, bensì di non avere un atteggiamento paranoico. A me sembra che la questione privacy sia una moda, si è passati dal fregarsene di tutto e di tutti a strillare istericamente per ogni singola minchiatina. Come al solito si passa da un estremo all'altro, e onestamente mi sembra scemo che non ci sia mai spazio per la normalità. Quando un paio di anni luce prima di quello che fa la Barbie magari ci sono i vicini che origliano.

Per il discorso marketing: ok, non ti prostri. Ti presti. Perché fai pubblicità. Nella foto e anche nel tuo post. A guardarlo dall'esterno non solo è così, ma rispondi anche da fanboy (sottoinsieme dei troll).
Ps: la cena la fate a Milano? A questo giro vengo anch'io così ti limono duro e facciamo pace una volta per tutte :D
Quello che mi preoccuperebbe se fossi padre di una bambina non è tanto il fatto che la sua barbie possa andare a raccontare alla GDF che mi son messo a lavar piatti alle 17:50...
Quello che mi preoccuperebbe se fossi padre di una bambina sarebbe che la barbie le insegnasse a fare la fraschetta per tenere i soldi in circolo.
Potremmo affidarci all'idea che la Mattel decida di insegnare alle bambine l'arte del risparmio?

Poi se qualcuno mi chiede cosa c'è di male nel fare la fraschetta, la mia risposta è: metà della razza umana è di sesso femminile, ma i benestanti che si fanno infinocchiare non sono la totalità della componente maschile della razza umana, e non credo che alla mattel glie ne freghi alcunchè se passati i vent'anni, cioè quando non son più clienti mattel, le bambine che han giocato con barbie-marescialladelbordello si perdono nella tormenta di neve.
... barbie - marescialladelbordello... mi stupisco del fatto che la Mattel non ci abbia mai pensato...
uff non sono più i tempi di skifidol e delle notizie di cronaca dove si parla di bambini che squartano la sorellina per imitare l'educativa bambola Mattel che faceva fare una biopsia al ventre di un alieno (vedi Mad Scentist).
Al di là che sapendo dov'è l'antenna WIFI uno potrebbe autocostruirsi un laser fatto in casa col led del lettore blu ray ed operare la bambola per estrarne il microchip (aaahhhhh ora arrivano i complottisti del New World Order), mi chiedo perchè non metterci tutti d'accordo e innondare il mercato di barbie non originali fatte con la stampa 3D con violazione del copyright. Tanto più che essendo la bambola della barbie un prodotto di lusso, forse ci si guadagna pure utilizzando le onerose tecniche di stampa 3D
^_^'''

Scherzi a parte: si stava meglio quando si stava peggio.
Beh anche la Barbie sadomaso non mi pare che sia mai uscita... e neppure quella "50 sfumature di rosa"... (Barbie non può avere nulla di grigio: tutti i suoi gadeget devono essere rigorosamente rosa. Hanno avuto pure il pessimo gusto di darle una Ferrari rosa!!!)
@Maria Rosa
@Stupidocane

jonosè... ma già nella demo vista in questo articolo mi pare che lasciare una bambina da sola con 'sta bambola è come assumere il signor Fagin di "Oliver Twist" come precettore.

"Oh, priscilla, che piacere vederti, cosa mi hai portato 'sta sera, scarpe? un giubbotto in pelle di panda? COME SAREBBE A DIRE, ?!?!?!?! è questa la riconoscenza che mostri verso chi ti ha insegnato come usare l'effetto franklin e il timore della perdita per far cadere i compagnucci di classe ai tuoi piedi?"

"marescialla del bordello" ci sta tutto, e questo solo guardando il video, senza cominciare a speculare sul fatto che la prerogativa principale di Barbie Roberts è una collezione di accessori virtualmente illimitata.
Sono riuscito a vedere il video.

Brr... ma davvero qualcuno pensa che sia una buona idea lasciare che la sua bambina abbia interazioni sociali con una bambola psicotica che non pone mai limiti e che appoggia come buone tutte le richieste e i desideri della bambina?
Se a qualcuno ancora sfugge il cinismo del marketing consiglio "la donna gatto" andato in onda stasera in tv, storia davvero bella che in parte ruota proprio attorno ad un azienda che antepone il guadagno alla salute dei consumatori. (Citerei le frasi a cui mi riferisco, ma non ho quella memoria fotografica che servirebbe per farlo).
Non ho capito, quale delle due è la bambola? So pure vestite identiche...
in "1984" di Giorgio Orbene sono proprio i bambini a denunciare i propri genitori... Ci stiamo avvicinando...
Comunque è vero non è più il bambino che gioca ma viene "fatto giocare" (non me ne voglia Accademia). Per questo preferisco ricorrere alla tecnologia solo quando necessario (co' nonni che reman contro)
Giorgio Orbene

Ma non era Giorgio Oppurpozzo?
Giorgio Orbene

Ma non era Giorgio Oppurpozzo?
Comunque è vero non è più il bambino che gioca ma viene "fatto giocare"

Quanta verità in queste parole.

Quando ero pargolo, essere creativi significava, ad esempio, "creare" un monopattino con i cuscinetti a sfera presi tra la roba da buttare di qualche officina e quattro assi di legno (questi ultimi invece lanciati dal falegname stufo dei continui furti, a fini ludici, di assi di legno).

Oggi essere creativo significa avere lo smartphone, il videogame o l'app ultimo grido e vantarsene come se si fosse l'autore.

E spesso non si è nemmeno gli "autori" dei dindini necessari ad acquistare quella roba.
@Stu
it depends :) l'ho sempre tradotto come orbene perché suonava abbastanza buffo ma soprattutto esistente in italiano
@Guastulfo
questi ultimi invece lanciati dal falegname stufo dei continui furti, a fini ludici, di assi di legno)

Quando il rimedio e' peggiore del male :)

Oggi essere creativo significa avere lo smartphone, il videogame o l'app ultimo grido e vantarsene come se si fosse l'autore.

La cosa che mi fa più tristezza è che i bambini di loro la userebbero anche la fantasia, ma troppo spesso i genitori per pigrizia (o perché tutti i compagni di scuola dei loro bimbi ce l'hanno e quindi i loro figli non possono essere diversi) li riempiono di roba elettronica, e quando non sono i genitori ci si mettono di mezzo i nonni...

E spesso non si è nemmeno gli "autori" dei dindini necessari ad acquistare quella roba.

beh a 10 anni può anche andare bene.. a 20 un po' meno...