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55 commenti

SpaceX lancia Dragon verso la Stazione Spaziale; atterraggio sperimentale quasi riuscito

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Oggi SpaceX ha lanciato con successo verso la Stazione Spaziale Internazionale un missile Falcon con una capsula Dragon. Questo è il video in HD del decollo e dell'arrampicata verso l'orbita. Il decollo vero è proprio è a 19:50; la separazione del primo stadio è a 22:35; lo sgancio della capsula Dragon è a 30:00, seguita dalla spettacolare apertura dei pannelli solari vista dalla telecamera di bordo del secondo stadio a 28:30.



Il volo è stato seguito in diretta dagli astronauti a bordo della Stazione, come mostrato da questa foto pubblicata quasi in tempo reale dall'astronauta Scott Kelly:


Il rientro controllato del primo stadio, con l'intento di farlo atterrare verticalmente su una chiatta nell'Oceano Atlantico, è andato meglio dei tentativi precedenti, ma non si è concluso con pieno successo: Elon Musk ha tweetato che “sembra che il Falcon sia atterrato bene ma che la velocità laterale eccessiva l'abbia fatto rovesciare dopo l'atterraggio”.

Queste sono per ora le uniche immagini disponibili del tentativo di atterraggio: Musk ha dichiarato che sarà pubblicato un video tra alcuni giorni.



La prima impressione è che SpaceX si stia avvicinando progressivamente all'obiettivo ambizioso che si è posta: ha dimostrato di saper far frenare e rientrare in assetto controllato un primo stadio vettore completo e di saperlo dirigere con precisione verso un bersaglio molto piccolo. Il volo spaziale è difficile e procede spesso per miglioramenti graduali: ogni insuccesso è comunque una fonte di dati in più da analizzare per capire come correggere gli errori per il tentativo successivo, che è già pianificato per il 19 giugno.


Aggiornamento (3:00 AM)


Elon Musk ha appena pubblicato quest'immagine davvero notevole, che sembra essere un fotogramma tratto da un video e mostra quanto sia piccola la chiatta rispetto al razzo:


SpaceX ha anche postato un Vine che s'interrompe sul più bello. Non è chiaro se sia accelerato o se sia a velocità reale; nel secondo caso, la velocità di discesa è davvero impressionante, così come lo è la manovra correttiva del razzo.



Aggiornamento (2015/04/15)


È stato pubblicato su Youtube un video più lungo e in buona definizione che mostra in dettaglio l'atterraggio tentato e il suo epilogo esplosivo.


Notate come le zampe vengano abbassate completamente solo negli ultimi istanti (probabilmente per proteggerle dal calore del getto del motore) e come i motori di stabilizzazione, in cima al razzo, tentino disperatamente di raddrizzare il Falcon. Ma non c'è niente da fare: il razzo s'inclina sempre di più e poi esplode in mille frammenti e in una fiammata. Sarebbe interessante capire se è previsto che la velocità di avvicinamento sia così alta o se si è trattato di un errore.


Aggiornamento (2015/04/16)


Una fonte anonima ha pubblicato un video che mostra l'atterraggio del Falcon visto da una telecamera a bordo della chiatta.


Inoltre Ars Technica cita un tweet di Elon Musk, poi cancellato, secondo il quale sembra che la causa dell'impatto sia "stiction in the biprop throttle valve, resulting in control system phase lag": la valvola che regola l'erogazione del propellente si muoveva troppo lentamente e quindi i comandi correttivi di stabilizzazione venivano eseguiti con eccessivo ritardo, causando ulteriori tentativi di correzione, e così via: un problema classico dei sistemi di controllo di stabilità. Risolvibile? Lo vedremo presto.
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Commenti
Commenti (55)
Soichiro Honda ha detto che il successo e' 99% di fallimenti. Con il gioco "Moon Lander" facevo anche di peggio :)

L'altra buona notizia e' che e' arrivata sulla ISS la strumentazione per lo studio del comportamento dei fluidi riscaldati ad altra pressione, altrimenti nota come ISSpresso. Lo spazio e' un luogo meno ostile.
Alla spaceX ci sono un sacco di posizioni aperte!
http://www.spacex.com/careers/list
Un sacco di ingegneri vari ma persino
lavapiatti http://www.spacex.com/careers/position/5715
barista e tanto personale con varie qualifiche ed esperienze.
veramente il timing dell'apertura dei pannelli solari non è corretto.... 28.30.....
Davvero notevole, sia il video del lancio che il rientro del primo stadio, anche se probabilmente poi è caduto in mare.
Ho l'impressione che gli servano anche delle alette stabilizzatrici superiori, oltre che inferiori, per contrastare l'effetto pendolo che si innesca negli ultimi secondi di atterraggio (o di "chiattaggio") .
Anzi, magari le alette stabilizzatrici (che suppongo siano anche direzionali) andrebbero messe SOLO nella parte superiore: è un po la differenza fra tenere in equilibrio un manico di scopa dal basso (difficile, oscilla sempre) e tenerlo dall' alto (si mantiene dritto come un filo a piombo).
Scatola grande,

probabilmente scherzavi, ma purtroppo il settore aerospaziale è soggetto all'ITAR. Ci sono eccezioni, ma il costo aggiuntivo per l'azienda, le difficoltà nel processo di approvazione e le limitazioni per cittadini stranieri sono tali che anche per un posto di barista alla compagnia in genere conviene prendere un locale. Lo so per esperienza diretta, purtroppo.

@pgc Leggevo che basterebbe essere eligibile. Non e' che gli specialisti aerospaziali piovono dal cielo, certo con la dismissione dello shuttle c'e' abbondanza di gente a zonso sto periodo :)
Aggiornamento straordinario

Rico
Sono già previste delle alette stabilizzatrici particolari, ma credo lavorino a velocità superiori. Credo anche che alla velocità di "acchiattaggio" eventuali alette aerodinamiche sarebbero superflue, se non di dimensioni generosissime, considerando la massa e la conformazione dell'oggetto che andrebbero a controllare. Piuttosto sarebbero utili dei razzetti di manovra stabilizzatori e reaction wheels... che ovviamente ci saranno già... insieme ad altre numerosissime cose che ignoro :D
Quello che mi stupisce è la velocità di approccio alla chiatta. L'idea che avevo era quella dei primi video dove un razzo si staccava da terra, traslava in modo controllatissimo e riatterrava, tutto molto lentamente. Qui, invece, sembrerebbe che si voglia puntare ad una energica azione finale quasi praticamente a terra, in modo da stabilizzare e frenare il razzo all'ultimo momento. A meno che l'evidente correzione finale non sia stata l'estrema conseguenza di una cascata di eventi non previsti che hanno portato a non avere il perfetto controllo del razzo.
Per il mio occhio il Vine non è accelerato, ma anche se lo fosse concordo con il giudizio di Paolo: impressionante la velocità di rientro, la decelerazione e soprattutto la velocità e la precisione della manovra correttiva! Certo, non è bastato, ma comunque straordinario.

Poi non è detto che stiano testando di proposito il sistema ai suoi limiti per raccogliere dati e renderlo capace di gestire anche condizioni estreme... mi sembra una manovra di rientro decisamente aggressiva, tant'è che alla fine ci si è giocati i margini di recupero (e comunque a momenti ce la faceva comunque)...
Una curiosità: a quanti minuti dal lancio è avvenuto l'atterraggio del primo stadio sulla chiatta? Mentre seguivo la diretta del lancio, ad un certo punto (circa 8 minuti e 30 dal lift-off) è stato inquadrato il centro di controllo di SpaceX e mi hanno colpito i gesti di disappunto di almeno un paio di controllori (nelle immagini di Nasa TV quelli in primo piano nella prima fila: https://youtu.be/E_s_ZxVsCvQ?t=9m39s). Mi è apparso strano perchè, secondo il commento, tutto procedeva "flawlessly". Forse stavano seguendo il rientro del Falcon?
pgc hai ragione! La storia dell'ITAR è scritta all'ultimo in ogni posizione, anche quella del lavapiatti!
@fabio: eligible si, ma appunto chi non è cittadino US di fatto non lo è, purtroppo.

@Paolo Alberton: le "alette" funzionano a velocità relativamente basse, infatti vengono testate con i voli di prova del Grasshopper. Per quanto riguarda il rallentamento solo all'ultimo momento da quel che ho capito dipende dalla limitata quantità di propellente a bordo. La decelerazione deve essere la massima sostentibile, altrimenti costerebbe troppo in termini di peso aggiuntivo al decollo.
tra l'altro se si osserva bene il filmato, si può notare mi sembra uno sbuffo in cima al vettore. I reaction control che tentano di compensare disperatamente la situazione?
Non potevano usare una chiatta più grande? Una "chiattona" insomma.

Questione di costi? Di logistica?
pgc
Grazie, poi ho cercato qualcosa in internet, ma non sono ancora riuscito a capire perché funzionano ;) : queste grid fins vengono usate a velocità sub e super soniche, e vengono indicate come controllo durante l'atterraggio. Ma, evidentemente ignoro l'aerodinamica, non mi capacito del fatto che a velocità relativamente basse abbiano una qualche influenza sull'assetto "a sigaro" del missilone. Buh :D
Domanda da ignorante:
ma un sistema a paracadute non sarebbe più semplice?
Con il video completo è ancora più evidente che siano arrivati davvero a un soffio dall'impresa... il razzo è rimasto inclinato in equilibrio per un paio di secondi prima di "decidere" se rimanere in piedi o cascare.

lufo88: http://space.stackexchange.com/questions/7718/why-would-spacex-not-use-parachutes-for-the-final-descent-of-the-first-stage
"Domanda da ignorante:
ma un sistema a paracadute non sarebbe più semplice? "

Mi associo. O magari un sistema paracadute come sistema principale per la discesa graduale, che poi verrebbe controllata e direzionata dal razzo principale, alette orientabili et similia.
Si vedo anch'io gli sbuffi e direi che povrebbero essere dei razzetti per bilanciare il razzo. Senza dati ambientali pero' mi rimane difficile capire perche il razzo piega verso sinistra quando l'approccio e' "abbastanza" verticale. O c'era vento (a raffiche) o il sistema ha sovracompensato. L'elevata velocita' laterale al contatto poi non e' stata bilanciata dagli eventuali razzetti messi in cima al primo stadio,perche'? Finito il combustibile? Forze in gioco troppo elevate?
Inoltre non credo avessero condizioni estreme; suppongo in questo caso sarebbe stata la prima cosa che avrebbero detto.
Per quanto riguarda la velocita' di discesa ha senso provare a scendere il piu' rapidamente per risparmiare il combustibile da portarsi dietro per il rallentamento. Ovviamente alte velocita' portano a maggiori rischi, ma credo che questo sia stato deciso in fase di design e ci sia poco margine per cambiare.

Il paracadute avrebbe senso ma e' tutto meno che fail-prof. Il sistema di paracaduti e' molto meno semplice e leggero di quello che si crede, inoltre il razzo penzolerebbe senza controllo. Considerando la precisione che vogliono ottenere probabilmente non e' la soluzione migliore.

Serve un controllore piu robusto e carichi meno incisivi, ma probabilmente cosi' si perderebbero i vantaggi economici.
@Paolo Alberton, mi sono incuriosito sulle grid-fin, ho fatto giri su wikipedia e alla fine sono tornato a un filmato che aveva incluso anche il buon padrùn di questo blog: http://attivissimo.blogspot.ch/2014/07/spacex-video-dellatterraggio-sulle.html
il video è l'ultimo (https://www.youtube.com/watch?v=DgLBIdVg3EM), e ad occhio direi che la disposizione a griglia (a racchetta?) fa sì che la dimensione efficace delle alette risulti alla fine molto maggiore... probabilmente c'è anche un effetto di canalizzazione che amplifica il risultato... very interesting!
Cioè... guardate come ha dato la notizia il messaggero

http://www.ilmessaggero.it/TECNOLOGIA/SCIENZA/samantha_cristoforetti_isspresso_spazio_iss_orbita_caff_amp_eacute_capsula_dragon_cape_canaveral_asi_nasa/notizie/1294076.shtml
Paracadute…
a parte ballonzolii, oscillazioni, colpi di vento ecc. e, forse, la velocità di caduta e impatto, riuscirebbe il razzo paracadutato a centrare una superficie come la chiatta, pur ampia che sia?

Nel paracadutismo di precisione si riesce a centrare un bersaglio di pochi cm di diametro, però c'è un ometto appeso sotto la vela planante (non paracadute a calotta!) che manovra fili e tiranti… e non sempre l'ometto atterra in piedi!

Forse sulla capoccia del razzo si può prevedere la presenza di marinai della flotta di Capo Miseno addetti alle manovre di canapi e cordami come al Colosseo quando spiegavano i teloni ombreggianti…
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Quando ero bambino c'era il gioco del paracadutista da lanciare in alto con una fionda. Non atterrava mai dove volevi: il vento fa il suo lavoro. Ampliare la superficie esposta non sembra una buona idea.
Oggi blogger si mangia le righe lunghe. Devo quindi spezzare in tre righe il link dell'articolo proposto da Reiuky. Comunque si è letto di peggio. Questi almeno si prendono in giro da soli.
http://www.ilmessaggero.it/TECNOLOGIA/SCIENZA/samantha_cristoforetti_
isspresso_spazio_iss_orbita_caff_amp_eacute_capsula_dragon_
cape_canaveral_asi_nasa/notizie/1294076.shtml
Il motivo per cui è necessario avere una velocità di discesa così rapida è perché, con il razzo quasi vuoto, il motore Merlin 1D benché alla minima potenza spingerebbe il razzo verso l'alto (thrust-to-weight maggiore di 1). Il momento dell'ultima accensione del motore centrale va calcolato con la massima precisione in modo da farlo arrivare a 0 km/h quando tocca la chiatta/superficie. Il razzo subisce una forte decelerazione (40% di un singolo motore Merlin 1D) fino all'ultimo momento, ed quindi è normale che discenda così rapidamente.
Fabio
Anche io ho pensato spesso al paracadute, soprattutto come ausilio per dissipare la velocità, mantenendo il razzo comunque in assetto tramite razzi, alette e quant'altro. L'uso del paracadute non dovrebbe escludere l'uso di questi sistemi. Evidentemente in Spacex sanno fare i conti molto meglio di me :D
gG
Io avevo capito che in realtà la loro conformazione è meno efficiente di un'ala tradizionale, per questo supponevo che fossero necessarie velocità elevate perchè avessero un effetto aerodinamico, e di conseguenza non fossero determinanti in fase di atterraggio.
Ma a quanto ho capito è il contrario, evidentemente dietro ci sono delle ragioni aerodinamiche che ignoro.
Altra cosa: ahahah mi sembrano certi atterraggi che mi son capitati giocando a Kerbal Space Program.
Chi lo conosce e se ne è appassionato credo che capisca se dico che giocandoci molto si riesce ad "apprezzare" anche il fallimento (soprattutto grazie alla finzione di un videogioco :D). Per una questione di progresso verso i propri obiettivi soprattutto. Ma si comprende anche lo spirito che muove verso certi orizzonti: ci si avvicina alla comprensione un po' più profonda delle tipiche esclamazioni di Musk, tipo "giorno eccitante anche se è esploso tutto", andando oltre alla parte "comica" della frase.
Consiglio a tutti gli appassionati di astronautica di provarlo. Sì, lo so, Orbiter è più simulativo, ma KSP porta la conquista del Sistema Solare dentro le case dei videogiocatori, garantendo un livello di realismo tale che, per esempio, le manovre richieste per entrare in orbita, cambiarla, andare sulla Luna o su altri pianeti, sono quelle che si devono compiere nella realtà (in maniera semplificata ovviamente, ma concettualmente coerente).
"Disassemblaggio rapido non pianificato" fa tanto Kerbal. Bellissimo.
A giudicare dal discreto botto finale, la buona notizia è che di propellente ce n'era ancora a sufficienza. Può darsi che il sistema non riesce a compensare lo "sciacquo" derivante...

Comunque direi: DAJE AR PID, ELON!
In effetti la chiatta sembra piuttosto piccola, così a occhio, e soprattutto la velocità eccessiva... ma probabilmente non riescono a fare diversamente per ora.
E' questione di tempo però, tutti questi incidenti, per fortuna senza "vittime umane", sono di grande aiuto per raccogliere un marea di dati di telemetria, di sicuro sanno perfettamente che occorre affinare la tecnica per atterrare, la Nasa fino a oggi non ha mai usato nelle missioni reali una simile tecnica.
Sono pienamente fiducioso che sappiano quello che fanno e che risolveranno il problema.
Forza.
Ma la piattaforma ha subito dei danni?
A me sembra che il razzo sia arrivato troppo veloce e, sarò ripetitivo, ma una chiatta più grande non avrebbe significato maggior margine di manovra per il razzo e maggiore stabilità per la chiatta in caso di mare in burrasca?

Ovviamente sono loro gli esperti, non certo io, anzi, sono io che sbaglio dal basso della mia incompetenza, il fatto è che non riesco proprio a spiegarmi il motivo di questa scelta che, secondo me, da quanto ho visto, ha contribuito al disastro.
@Guastolfo
Dico la mia, giusto per alimentare la discussione, senza pretesa di aver ragione, visto che sono un appassionato e non un tecnico :)
Secondo me una chiatta più grande non sarebbe servita a nulla di pratico: lo scopo e far arrivare un razzo in piedi in un punto ben preciso, con margini di errore piccolissimi. La base di appoggio quindi potrebbe essere anche solo di poco più grande della base del razzo stesso. Tutto lo spazio che si mette in più è superfluo. Non se ne farebbero nulla insomma di una chiatta gigante: se il razzo si accascia è comunque un "insuccesso", anche se non va a finire in mare e si distruggerebbe lo stesso e visto che vogliono centrare un punto preciso, lo spazio di manovra effettivo sarebbe sempre e comunque limitato, anche con molto altro spazio a disposizione.
A mio modesto parere poi ogni tentativo che fanno è un successo, comunque vada, perché sperimentano e la sperimentazione non è mai infruttuosa.

Per quanto riguarda la stabilità della chiatta, questa dipende dal moto ondoso come è ovvio. Il punto è che se la lunghezza d'onda delle onde marine è paragonabile alle dimensioni della chiatta, allora la stabilità ce la possiamo scordare. Se invece la lunghezza d'onda delle onde è piccola rispetto alla chiatta, la stabilità è garantita. Molto probabilmente in space X si saranno fatti due conti per capire quale è la lunghezza d'onda minima oltre la quale il moto ondoso sarebbe così intenso che anche con una base di appoggio molto grande, quindi stabile, le condizioni meteo stesse non permetterebbero l'esperimento. Non so se mi sono spiegato. Quindi credo (e ripeto credo) che anche le dimensioni della base su cui deve atterrare il razzo siano ragionate attentamente.

@Altri
Un paracadute per un razzo ha almeno 4 difetti principali:
1) occupa spazio anche se ripiegato;
2) ha un peso non trascurabile;
3) necessita di un sistema di sgancio che se si può evitare è meglio
4) rende molto più difficile e laboriosa la stabilizzazione in discesa a causa delle molto probabili raffiche di vento che si incontrano alle diverse quote. Raffiche per altro non prevedibili. Il razzo potrebbe oscillare talmente tanto e talmente velocemente che la stabilizzazione potrebbe risultare impraticabile.

Per il peso l'obiezione comune è quella di dire "vabbé se c'è il paracadute si usa meno carburante e quindi il peso del paracadute dovrebbe essere più che compensato". Io questo non lo so, ma anche qui probabilmente c'è chi si sarà fatto dei conti. Chissà, magari per mettere un paracadute si dovrebbe togliere troppo carburante necessario per la frenata.
Faccio presente un fatto che nessuno ha notato: il video in sostanza fa vedere una Narrow Artificial
Intelligence che tenta disperatamente di far atterrare un Enorme razzo un una piccola piattaforma-drone controllata a sua volta da una seconda NAI. Cmq a parte suggestivi punti di vista faccio notare che dall'inizio fino alla fine del video le correzioni che il razzo fa con il motore principale partono da lievi e con elevata frequenza all'inizio del video fino a diventare lunghe e decisamente violente, quello che secondo me è davvero successo è che si è creato una specie di effetto pendolo dato dal ritardo con il quale gli attuatori del motore centrale spostavano la campana (tecnicamente "ugello" "nozle") rispetto al comando calcolato dall'avionica (una vera e propria NAI) questo effetto non compensato dalla programmazione ha portato all' aumentare sempre maggiore della oscillazione da non poter essere più controllabile!
Nonostante questo l'effetto è stato talmente leggero che se la zampa su cui poggiava a motore spento fosse stata solo un pelo più lunga, oppure se i razzi superiori di manovra fossero stati un pelo più potenti avrebbe probabilmente tenuto l'equilibrio! (cioè il baricentro sarebbe rimasto dentro l'area di appoggio) per me hanno davvero sfiorato per poco il successo! prossima volta potrebbe essere quella buona!
@Fx
Grazie per il link. Dico solo che mi ha parzialmente soddisfatto. Non posso che fidarmi degli ingegneri, non essendo del settore, però non capisco perché non combinare i due sistemi, evitando che il paracadute debba sopportare l'immenso sforzo di sopportare una massa del genere e atterrando, magari un po' più duri su una superficie più grande. Mia personale impressione da ignorante: il sistema sembra troppo meticoloso e fragile, ma, come detto, è l'impressione di un ignorante.

@granmarfone
Anche se l'altezza era diversa i razzi vettori dello shuttle usavano un paracadute per essere riciclati successivamente. La domanda era pienamente legittima. La tua ironia decisamente no.
Ma 'sta azienda non sta sull'anima agli animalisti? Il lancio terrorizza le mucche, l'atterraggio fa un bel bollito misto di tutti i pesci dei dintorni... manca che nel volo trapassi un bello stormo di migratori, e siamo a posto.
Riguardo al paracadute il sistema non è attuabile per due motivi:
- Mancanza di precisione: il paracadute è in balia dei venti, per questioni di sicurezza e l'elevata velocità imporrebbe un'ammaraggio.
- Il primo stadio del Falcon non galleggia: al contrario gli SRB dello Space Shuttle erano dei cilindri vuoti che come un bicchiere rovesciato galleggiavano fino al recupero della nave, non è attuabile con questo vettore (senza contare i danni che farebbe l'acqua marina ad un sistema del genere).

Interessante era anche il progetto sovietico del lanciatore Energia, quello realizzato per lo spazioplano Buran. In particolare la versione Energia II (Uragan), mai realizzata, che consisteva in ali pieghevoli sul dorso del vettore e degli SRB che avrebbero consentito un rientro automatico su pista.
http://en.wikipedia.org/wiki/Energia
Anche se l'altezza era diversa i razzi vettori dello shuttle usavano un paracadute per essere riciclati successivamente. La domanda era pienamente legittima. La tua ironia decisamente no.

Ero convinto, dopo tutto quello che ho letto, che l’innovazione del progetto fosse (anche) di farlo riatterrare in un punto ben preciso o, addirittura, nel punto da dove era partito e non farlo ammarare a coordinate non ben definite.
Evidentemente non ho ben compreso e mi sono sbagliato…
Spero leggano i suggerimenti…


Ps
l’ironia può piacere o no, essere compresa, apprezzata oppure no… non richiede e non desidera legittimazione alcuna.
@mirko speleo
Ecco un'informazione che mi mancava e che, colpevolemente, non avevo ricercato. Lo stadio del falcon non galleggia, né lo farà mai. Ok. Altro punto a favore del sistema attuale
Resta una domanda: sarebbe così improbabile combinare i due sistemi per avere un atterraggio non eccessivamente duro in un punto sulla terraferma? In tal modo la precisione non sarebbe richiesta
Intendo, a questo punto per gli USA il sistema attuale sarebbe l'unica alternativa (per dove hanno le basi spaziali), ma per altre potenze spaziali che fanno atterrare i propri mezzi sulla terraferma? Mettiamoci nei panni dei russi, per capirsi.


@granmarfone
L'ironia fatta bene è decisamente altra cosa. Sfottere una persona che fa una domanda senza arroganza alcuna non è ironia, è maleducazione. Mi aspettavo delle scuse, ma capisco che era utopia. Mi limito a constatare che altre persone mi hanno aiutato a comprendere e ne è nata una bella discussione tra appassionati. E qui chiudo.
@Lufo88
I paracadute sono per natura imprevedibili e troppo influenzabili dagli eventi atmosferici. Senza considerare che la massa del primo stadio del Falcon è molto superiore ai vecchi SRB, quindi comporterebbe dei paracadute significativamente più grandi (+massa e +peso).

Il centro spaziale di Cape Canaveral, da dove avvengono tutti i lanci della Space X, ha una finestra di lancio che va da 030 a 090 (per la ISS è circa 043), quindi significa che l'unica opzione possibile è farlo tornare appunto alla base di lancio.
Cape Canaveral è circondato da grandi città e lo stesso centro spaziale è pieno di edifici e palazzi, in Russia hanno il deserto del Kazakistan, in Florida a parte le paludi delle Everglades, è tutto completamente abitato.
Capisci che la precisione è fondamentale nell'atterraggio di un razzo con la massa di un treno, basterebbe un cambio improvviso della direzione del vento per scatenare una tragedia.

Comunque il sistema, benché estremamente ambizioso, sembra funzionare e probabilmente a giugno ci riusciranno veramente. Questo è ciò a cui punta il progetto, capisci quanto veramente si potranno abbattere i costi dei lanci futuri:
https://www.youtube.com/watch?v=4Ca6x4QbpoM

Luke: osservazione corretta e interessante, in effetti il limite basso di spinta del Merlin 1D è il 40% della potenza massima, quindi indicativamente 250 kN. Il primo stadio dovrebbe avere una massa, privo del carburante, di circa 18 tonnellate (facciamo 20 nei conti, anche perché un po' di carburante c'era ancora). Ciò significa un'accelerazione impressa di circa 12,5 m/s^2, di cui però 9,8 servono per contrastare l'accelerazione di gravità quindi alla potenza minima il Marlin 1D "frenerebbe" il primo stadio a circa 3 m/s^2. Tuttavia dall'analisi del video di Wired:

http://www.wired.com/2015/04/analysis-falcon-9-crash-landing/

viene stimata una velocità di discesa di circa 36 m/s e una decelerazione a 0 in 2 secondi - quindi 18 m/s^2, ben due g, il che si traduce in circa 600 kN di spinta, puta caso la massima potenza del Merlin 1D. Il che significa che ha operato in condizione limite, non essendo necessario perché come ha notato qualcuno l'esplosione che è conseguita testimoniava la presenza di un residuo ancora consistente di combustibile (aggiungo: dimezzare la decelerazione significava "frenare" in 4 secondi al posto di 2, ma con il motore al 70% al posto che al 100%). Il che è perfettamente logico perché se non testano adesso le condizioni limite, quando?

Aggiungo: guardato meglio il video completo, impressionante anche la velocità con la quale viene direzionato l'ugello del Merlin. In ogni caso si può fare caso come sia entrato nella visuale molto spostato sulla destra, e quindi cerchi di riconquistare la chiatta spostandosi dall'altra parte ma arrivando al momento di decelerazione senza aver smaltito la componente orizzontale.

Questione paracadute: nella mia testa ci sono tre considerazioni che vengono prima di quelle che ho sentito.
1) un paracadute per una persona (100 kg) è grosso, i paracadute per le capsule con equipaggio umano al rientro dello spazio sono enormi (l'ELS pesava 5.5 tonnellate, poco più di un quarto del primo stadio del Falcon 9), qui sarebbe servito 4 volte l'enorme
2) la velocità di rientro del primo stadio e la resistenza dei paracadute... con la propulsione a razzo puoi decelerare a qualsiasi velocità tu stia viaggiando; i paracadute non li puoi spiegare a qualsiasi velocità
3) con il sistema attuale atterri con una velocità prossima allo zero. Con un paracadute arriveresti per ipotesi a una decina di metri al secondo, il che significherebbe gioco forza ammarare, la chiatta la trapassi =)

Unica cosa: non usate ragionamento congetturali tipo "se fanno così ci sarà un motivo" perché se è 50 anni che i primi stadi sono usa e getta e adesso arriva uno che s'è comprato una società che fa razzi per sfizio, senza aver nessuna competenza specifica in materia, a cambiare le cose beh vuol dire che è bene non dare l'ovvio per scontato =) (oh, ma davvero, pensateci bene...
scusate m'è partito l'invio, dicevo, pensateci bene... dopo 50 anni doveva arrivare Musk a dire "oh, ho fatto due conti e il primo stadio può rientrare e può essere riutilizzato"? In un settore che poi non è che abbia avuto queste altre grandi evoluzioni. Boh, a me sembra una cosa da pazzi
C'e' sempre tempo per testare qualcosa al limite del suo inviluppo di prestazioni. Dopo questo paio di insuccessi, qualche investitore potrebbe anche chiedersi se in effetti sono in grado di produrre quello che dicono e, quindi, di abbattere i costi conquistando il mercato. Da qui mancati investimenti, etc etc. Se si testa al limite in genere lo si dice prima per non spaventare i non-esperti che mettono i soldi. Se il problema era davvero quello descritto dal tweet di Musk, e se non ci sono state folate forti improvvise, avrebbe dovuto essere noto a priori in quanto non ci vuole una scienza per capire se il controllo e stabile oppure no (e avendo questi obiettivi avranno dei controllisti molto capaci, suppongo). Per chi dice che se lo testano ora ai limiti, allora quando vorrei fare l'appunto che i sistemi si testano gradualmente fino a quando ne raggiungiamo i limiti.
Secondo me sono piu lontani di quanto vogliano far credere. Se il problema sono le valvole, e non credo abbiano utilizzato valvole lente solo per risparmiare qualche migliaio di euro,
OT

Una possibile spiegazione de "la risposta è 42"?

http://chepalle.gazzetta.it/2015/04/16/siamo-tutti-42/

Più filosofica che scientifica ;)
fabio: le considerazioni che ho fatto non sono congetturali ma basate sui numeri, per cui che possa sembrare strano o meno al posto che fare una decelerazione morbida hanno optato per una violenta. Il problema delle congetture è che sono tali, e in genere quando alla fine si hanno davvero tutti i pezzi del puzzle si riesce a comprendere la logica anche dietro alle cose più assurde. E in questo caso di pezzi del puzzle ne abbiamo veramente pochi, l'unica cosa che sappiamo con buon margine di certezza è che il sistema è stato testato al suo limite, il perché lo sanno gli scienziati e i tecnici della SpaceX.
@Giskard Reventlov
Ti ringrazio per il chiarimento.

C'è, però, da considerare che una chiatta più grande avrebbe consentito una tolleranza maggiore e permettere al sistema di navigazione di scegliere il punto di più facile atterraggio (ammesso che il sistema di navigazione consenta scelte del genere), aumentando le probabilità di successo. Tanto non è che un razzo del genere debba atterrare in mezzo a due condomini. Se non atterra esattamente in un punto ma lo fa in un raggio di 50 metri dov'è il problema?

Dal filmato sulla chiatta, ho l'impressione che con due zampette in più il razzo non sarebbe cascato :-)

@Mirko
Nel mio commento, infatti, scrivevo che in base alle informazioni in mio possesso la scelta di spaceX è effettivamente l'unica per gli USA.
Mi domandavo se i russi, ipoteticamente, potessero accettare minor precisione combinando motore e paracadute (che quindi non dovrebbe sopportare tutto il peso e la forza, di conseguenza i riferimenti con i paracadute delle missioni apollo non sono più validi.

Mera curiosità.
@Fabio
Ha parlato nel twitter di "stiction in the biprop throttle valve, resulting in control system phase lag"
Stiction indica che la biprop valva si e' sostanzialmente incantata e quindi ha malfunzionato provocando i ritardi nel sistema di controllo.
E' un problema relativamente comune nell'ambiente di automazione e controllo.
Nello specifico si intende quando un componente che dovrebbe muoversi linearmente richiede più energia per iniziare a muoversi e si scolla di colpo rendendo la precisione di controllo decisamente bassa.
Vedendo il filmato e considerando i livelli a cui operano immagino che l'entità del fenomeno fosse relativamente minore, ma comunque sufficiente a causare il problema.
Stiction indica che la biprop valva

Whaaat?

;D
stiction dovrebbe essere l'attrito statico, niente di piu' niente meno. E' una cosa che hanno tutti gli apparecchi e che in genere si testa. I tempi caratteritstici dati dal costruttore tengono in conto di questo fattore.
Potrebbero averla usata al di fuori del loro range operativo. Penserei ad un surriscaldamento che abbia causato delle dilatazione differenti fra i componenti, aumentando la "stiction". Questo e' uno dei mille piccoli problemi che nel settore aerospaziale fanno la differenza fra successo e fallimento, per questo in genere non si testa al limite subito.

@Fx si molto di quello che avevo scritto sono supposizioni, anche se partivo da delle considerazioni generali. Non ho a disposizione un modello matematico dei sistemi progettati da spacex per vedere la controreazione. Dato che parli di numeri se ne hai uno te e lo hai pubblicato da qualche parte, mi piacerebbe vedere il sito o il riferimento. Secondo me e' una cosa molto divertente quindi please please share.

No ho dubbi che sia piu conveniente fare un decelerazione aggressiva, per una serie di motivi che ho anche scritto in qualche post piu' in su. Semplicemente non credo abbiano una sola velocita di discesa possibile ma diverse, in base alle condizioni meteo. Da questo intervallo si inizia, in genere col testare le condizioni meno aggressive. Mi sembra presto e rischioso, ma forse non lo e', testare il sistema al limite adesso. Fra le mie considerazioni giustificative c'era che probabilmente fattori esterni (meteo, tempo rimanente o altro) hanno fatto scegliere per una discesa cosi aggressiva.
Poi, ovviamente non ho numeri, e non conosco il sistema quindi non posso determinare quale sia la controreazione necessaria per farlo atterrare in piedi sano e salvo. Se hai tali numeri disponibili sarei molto curioso, in quanto ci direbbe parecchio sul loro sistema di atterraggio.
Solo un'ulteriore ipotesi, ma uno dei buoni motivi per decelerare improvvisamente potrebbe essere quello di minimizzare lo "slosh" del propellente residuo nei serbatoi.

Si, lo so, bisogna dimostrare che

(1) un'accelerazione aggressiva diminuisce, e non aumenta, lo slosh. Ma a naso direi che dipende dal rapporto tra accelerazione verticale e laterale e che quindi un'accelerazione improvvisa fa il suo lavoro.

(2) bisogna dimostrare che... questo è un buon motivo. Io questo non lo so, ma immagino che il problema sia importante durante il rientro perchè, al contrario che all'andata, c'è un grande volume vuoto nei serbatoi.

Se hai una controreazione con un effetto non lineare come la stiction (o un backlash per esempio in un sistema meccanico) il software ci possa fare ben poco: o lo riduci o te la prendi in saccoccia. Se poi hai un fluido che si muove caoticamente, la situazione può essere impossibile da controllare.
lo sloshing e' un problema serio, ma anche con accelerazioni laterali pesanti, nell'ultima parte del pendolo non sembra ne abbiano sofferta in maniera tale da alterare il getto visibilmente.
Poi non essendo in caduta libera questo il fluido non dovrebbe assolutamente comportasi come in microgravita'. Per questo motivo si dovrebbe avere un'accelerazione minore o maggiore della caduta libera, ma non uguale. Questo fornisce un primo limite a quanto agressivo possa essere il ritorno.
Per quanto riguarda la possibilita' di azione del software sono d'accordo. Se i tempi caratteristici sono lunghi, c'e' poco da fare: bisogna agire sulla dura ferraglia.
fabio: i (pochi) numeri a disposizione li ho riportati sopra. L'analisi video di Wired riporta la velocità in funzione del tempo, gli altri semplici conti li ho attaccati io (mi riferisco al post http://attivissimo.blogspot.it/2015/04/spacex-lancia-dragon-verso-la-stazione.html#c3893448363091326560 ), e il risultato è che il Merlin era intorno al 100% della potenza.

In ogni caso capisco quanto dici quando parli di test in progressione, però:
a) stai semplificando. Se normalmente si preferisce una certa procedura, in casi specifici ci possono essere fattori che influenzano la decisione
b) in ogni caso si sta parlando di sistemi che sono stati testati parecchie volte (il Grasshopper è servito esclusivamente a quello)

Ti contrappongo un'altra congettura: data la scarsa frequenza e la complessità dei test "real world", e dato che, grazie all'esperienza raccolta con il Grasshopper, non hanno più bisogno di raccogliere dati sugli atterraggi morbidi, hanno optato per raccogliere i dati che non hanno: i dati (tra cui le possibili problematiche) delle condizioni limite. Se così fosse la spiegazione alla tua opposizione sarebbe molto lineare: stanno facendo test al limite perché non sono all'inizio bensì alla fine di un percorso.

E le balle di Musk (abbiamo già scoperto in passato che, da bravo comunicatore, ne racconta eccome) sulle valvole potrebbero servire semplicemente per distogliere l'attenzione. D'altronde non puoi dire che stai facendo test aggressivi perché senza di quelli non puoi arrivare a un'affidabilità e a una precisione adeguate per l'impiego reale del rientro del primo stadio... dovresti spiegarlo, e sul piano comunicativo le spiegazioni sono fallimentari. E Musk sa benissimo che è infinitamente meglio contraddirsi a distanza di 5 minuti piuttosto che fare lo spiegone :)
impressionante l'ultimo video

Fx
"(abbiamo già scoperto in passato che, da bravo comunicatore, ne racconta eccome)"
volevo solo dire che non mi sento di far parte del gruppo di persone che credo tu intenda indicare con l'uso della prima persona plurale ;)