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14 commenti

Nuove complicazioni per la Stazione Spaziale, ma niente panico

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Credit: NASA
Ieri è stata una pessima giornata per l'industria spaziale russa: non solo il lancio di un vettore Proton che trasportava un satellite per telecomunicazioni destinato al Messico è fallito pochi minuti dopo il decollo, facendo precipitare al suolo il proprio prezioso carico, ma anche la manovra di reboost della Stazione Spaziale Internazionale, affidata al veicolo russo Progress, è fallita. Gli astronauti a bordo della Stazione non sono in pericolo.

Tutto questo avviene dopo il fallimento della missione di rifornimento della Stazione che doveva essere effettuata da un veicolo Progress il 28 aprile scorso e che invece si è conclusa con il rientro distruttivo incontrollato del veicolo nell'Oceano Pacifico il 9 maggio.

Il reboost è una manovra di routine che viene effettuata periodicamente (l'ultima risale al 6 maggio scorso) per far accelerare leggermente la Stazione, in modo da compensare il suo naturale calo progressivo di altitudine. Alla quota media della Stazione, infatti (circa 400 km), ci sono ancora dei tenuissimi residui d'atmosfera terrestre che a lungo andare hanno un effetto frenante sulle grandi superfici dell'avamposto, per cui la Stazione lentamente rallenta e quindi perde quota. La manovra di reboost del 6 maggio aveva accelerato la Stazione di 1,34 m/s, alzando la sua orbita di circa 2 km.

Questo reboost viene abitualmente effettuato usando i motori di manovra del veicolo russo Progress attraccato alla Stazione (in questo momento è l'esemplare M-26M, attraccato al modulo Zvezda da febbraio scorso), ma ieri alle 1:14 UTC questi motori non si sono accesi a comando, probabilmente a causa di “un problema legato al software” che “ha una causa piuttosto ben conosciuta” e che “potrà essere risolto per effettuare un reboost il 18 maggio”, secondo SpaceFlight101. Sputniknews, citando fonti di RIA Novosti, dice che il problema non riguarda l'accensione vera e propria ma la procedura preliminare all'accensione.

L'accensione fallita aveva una durata prevista di 901 secondi e avrebbe dovuto accelerare la Stazione di 1,64 m/s, alzandola di 2,8 km in modo da predisporre l'orbita della Stazione per il rientro della Soyuz TMA-15M con a bordo Anton Shkaplerov, Terry Virts e Samantha Cristoforetti, attualmente previsto per l'11/12 giugno. Si ritenterà, appunto, il 18 maggio.

Se per caso il 18 maggio la Progress non volesse collaborare, ci sono comunque scenari alternativi: i moduli russi della Stazione hanno dei propri motori di manovra che possono sostituire quelli della Progress, anche se si cerca di evitarne l'uso per non intaccarne le riserve di propellente (e anche questi motori, comunque, ogni tanto fanno le bizze). In ogni caso l'impatto del fallito reboost sull'equipaggio è stato minimo, dato che l'intera operazione viene gestita dai tecnici sulla Terra e tutto quello che cambia per gli astronauti è che dalla loro giornata viene tolto un momento insolito, in cui devono aggrapparsi a qualcosa e fissare gli oggetti, perché durante un reboost a bordo della Stazione non si è più in caduta libera (quella che impropriamente viene chiamata spesso “assenza di gravità”).

Il video qui sotto mostra cosa succede sulla Stazione durante un reboost effettuato nel 2011.



Aggiornamento (2015/05/18): SpaceShuttleAlmanac segnala che oggi la Progress M-26M ha acceso i motori con successo per 23 minuti e ha innalzato di 2,8 km l'orbita della Stazione.
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Commenti
Commenti (14)
@Paolo
Possibile refuso: ma il delta-V del 6 maggio è di 1,34 metri al secondo oppure _chilometri_ al secondo?
Claudio,

errore mio di trascrizione. Ho corretto in 1,34 m/s.
Una curiosità, a che percentuale di G si arriva, mediamente, durante questi reboost?
@Gufo
Io la butto, magari sbaglio.
L'accensione prevista aveva un delta-V di 1,64 m/s e sarebbe durata 901 secondi.
L'accelerazione media sarebbe stata allora di 0,00182 m/s^2, equivalente allo 0,019 % di "g".

Ma mi attendo smentite :-)
Ma la gioia del Satoshi dove la vogliamo mettere? :-D
Paolo, probabilmente manca un verbo nella frase:
"Sputniknews, citando fonti di RIA Novosti, il problema non riguarda l'accensione vera e propria, ma la procedura preliminare all'accensione."
Un anno fa era ben 20 km più alta.

https://www.heavens-above.com/IssHeight.aspx?lat=0&lng=0&loc=Unspecified&alt=0&tz=UCT
[quote]...e tutto quello che cambia per gli astronauti è che dalla loro giornata viene tolto un momento insolito...[quote/]

In realtà, abbassandosi di quota, alla loro "giornata" viene tolta anche un po di luce (o di oscurità) visto che più bassi sono, più velocemente orbitano attorno alla terra...magari qualche impercettibile frazione di secondo! :D
Angus, ho sistemato, grazie!
Grazie Claudio Fe
Notato la distinzione tra "caduta libera" e "assenza di gravità". Una cosa che molti ignorano ( o a cui non fan caso) è che la gravità sula ISS è circa uguale a quella al suolo, l'altitudine a cui orbita è poca cosa rispetto al raggio terrestre.
Il motivo per cui si volteggia è che la ISS sta cadendo, solo che cade così velocemente che finisce "oltre la Terra" e la manca, continuando a cadere all'infinito.

Alla fine il motivo per cui si galleggia è lo stesso per cui si galleggia in un aereo in volo parabolico, con la sola differenza che quest'ultimo ad un certo punto deve riprendere quota per non schiantarsi.
"Alla fine il motivo per cui si galleggia è lo stesso per cui si galleggia in un aereo in volo parabolico, con la sola differenza che quest'ultimo ad un certo punto deve riprendere quota per non schiantarsi."

In realtà non c'è nemmeno bisogno di pensare ad una cosa esotica come l'aereo: basta saltare per aria. Nel momento in cui lasciamo il suolo infatti siamo "in orbita" almeno quanto chi vola in un aereo in volo parabolico. In questo senso non sono del tutto d'accordo con l'uso del termine "caduta" usato spesso per descrivere l'orbitare di un satellite. Cadere è un moto in una direzione precisa, quella che riduce la nostra distanza dal suolo (o dal centro di gravità), mentre orbitare (o saltare o volare nel Vomit Plane) non è necessariamente una caduta, visto che c'è anche una fase di ascesa, ovvero di allontanamento dal centro di gravità. In questo senso la ISS non "cade", almeno quanto non "ascende".
p.s. "saltare per aria" nel senso di... "saltare", non di esplodere... :)
visto che c'è anche una fase di ascesa

Ma ipotizzando di partire essendo "già" in cima ad una montagna? ;)