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17 commenti

Antibufala: il governo russo mette in dubbio gli sbarchi sulla Luna? No

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

I complottisti esultano: Vladimir Markin, portavoce del Comitato d'Inchiesta della Federazione Russa (organo principale d'inchiesta del paese), ha dichiarato in un'intervista sul quotidiano Izvestia che è necessario avviare un'indagine sugli sbarchi americani sulla Luna.

Ma l'esultanza dura ben poco: infatti se ci si ferma ai titoli delle notizie, l'annuncio è esplosivo, ma andando a leggere la dichiarazione completa di Markin emerge una frase che sgonfia subito gli entusiasmi di chi crede alle fantasie di complotto: “Non stiamo affermando che non hanno volato e che hanno soltanto girato un film.”

Markin, infatti, sta criticando gli Stati Uniti per tutt'altre ragioni (in particolare per le indagini sulla corruzione in campo sportivo che hanno gettato dubbi sull'assegnazione alla Russia del campionato mondiale di calcio 2018) e il suo commento non mette in dubbio la realtà degli sbarchi, ma afferma che ci sarebbe da indagare sulla scomparsa delle riprese effettuate dagli astronauti sulla Luna e delle rocce lunari raccolte.

Questa è la frase originale di Markin:

А еще можно помочь провести международное расследование, куда пропала кинопленка, снятая астронавтами на Луне, или где спрятаны и более никому не показаны 400 кг лунного грунта. Нет, мы вовсе не утверждаем, что они не летали, а только сняли кино. Но все эти научные или, может, культурные артефакты — достояние человечества, и их бесследная пропажа — наша общая потеря. А расследование покажет.

E questa è la traduzione spiccia fatta incrociando quella del Moscow Times con varie versioni che me ne sono arrivate dai lettori (segnalatemi eventuali errori o migliorie):

Inoltre si potrebbe aiutare a condurre un'indagine internazionale su dov'è sparita la pellicola cinematografica girata dagli astronauti sulla Luna oppure su dove siano nascosti e non mostrati a nessuno i 400 kg di suolo lunare. No, non stiamo affermando che non hanno volato e che hanno soltanto girato un film. Però tutti questi reperti scientifici, o forse culturali, sono patrimonio dell'umanità e il loro smarrimento senza tracce è la nostra perdita comune. Un'indagine scoprirebbe [quello che è successo].

Anche se probabilmente le parole di Markin sono semplicemente una provocazione politica, un'indagine russa sarebbe più che benvenuta, ma potrebbe risultare molto breve: infatti si sa già che le registrazioni video originali delle missioni lunari sono andate perse per complesse ragioni tecniche (ma ne esistono copie integrali di seconda generazione, fatte durante la trasmissione in diretta dalla Luna), mentre gli originali delle riprese fotografiche e cinematografiche fatte sulla Luna sono ancora ben conservati nel Building 8 del Johnson Space Center, a Houston.

A chi volesse saperne di più sulla questione dei nastri perduti e sui formati video e le tecniche di registrazione fuori standard che portarono alla perdita delle registrazioni originali, consiglio la lettura del libro Live TV from the Moon, di questa mia sintesi della questione, della pagina 148 del mio libro Luna? Sì, ci siamo andati!, delle pagine apposite della stazione australiana di Honeysuckle Creek che ricevette i segnali dalla Luna, e la visione del DVD/BluRay Live from the Moon.

Anche la ricerca dei campioni lunari che secondo Markin sarebbero scomparsi senza traccia non dovrebbe essere difficile: la maggior parte è infatti conservata sempre a Houston, come ho potuto constatare di persona di recente, e il resto è nei laboratori di geologia di vari paesi e nei musei del mondo, dato che alcuni campioni furono donati ai governi. Alcune rocce lunari sono effettivamente andate smarrite per vicissitudini politiche e in alcuni casi per semplice furto, ma si tratta di una frazione relativamente modesta.

Sarebbe invece molto interessante sapere cosa c'è negli archivi russi a proposito dello sbarco sulla Luna americano: l'allora Unione Sovietica, infatti, aveva la tecnologia necessaria per intercettare e registrare le comunicazioni e la telemetria degli astronauti lunari e verificarne l'autenticità. Chissà che la provocazione di Vladimir Markin non faccia riemergere qualche chicca.


Fonti aggiuntive: Jalopnik, WiredGizmodo, The Independent, NewsweekLa Stampa.
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Commenti
Commenti (17)
A mio parere non esiste nessuna ragione che giustifichi l'aver perso filmati di una tale rilevanza storica e culturale.
Il documento poi è tragicomico. 19 pagine di scuse puerili del tipo "pensate a quanto materiale la NASA deve stoccare ogni giorno" e di considerazioni sulle dimensioni delle scatole. Altro che "complesse ragioni tecniche"...
Larry,

si fa in fretta a giudicare se non si conosce. I fatti sono semplici: i "filmati", come li chiami impropriamente tu (sono in realtà nastri di telemetria tecnica sui quali fu registrata una traccia video fuori standard), NON SONO STATI PERSI.

Questi nastri, all'epoca, erano ritenuti poco importanti perché comunque non c'era modo di tirarne fuori immagini migliori di quelle che erano già state estratte in diretta. Siamo nel 1969; il restauro digitale era inconcepibile.

Prova a studiare bene la tecnologia video usata per le dirette lunari e capire i limiti dell'epoca, come ho fatto io prima di scrivere, e poi ne riparliamo.
I complottisti si fermeranno al titolo. Scommettiamo?
Larry, sai com'è nessuno avrebbe MAI pensato che anni dopo ci sarebbero state schiere di ignoranti boccaloni pronti a dubitare dell'autenticità dei fatti. Tantopiù che i dati SCIENTIFICI delle missioni ci sono e che le riprese video erano solo un utile supporto ma NON lo scopo delle missioni.

Poi è chiaro la gente comune i dati scientifici non è in grado di capirli e quindi vuole vedere.
Paolo Attivissimo

"Prova a studiare bene la tecnologia video usata per le dirette lunari e capire i limiti dell'epoca, come ho fatto io prima di scrivere, e poi ne riparliamo."

Dove?
Aggiungo che i Russi avevano messo il fiato sul collo anche ad Apollo 11 con la loro sonda Luna 15, che ha incrociato la traiettoria di Apollo 11 e poi ha seguito da vicino gli americani orbitando attorno alla Luna.
Qui una serie di articoli tratti dall'archivio storico de l'Unità:
http://tinyurl.com/pf36re4

Anche l'archivio storico de La Stampa contiene riferimenti alla sonda Luna 15
Mi rendo conto che la vostra ghiandola del debunker essendo fortemente sollecitata inizia a secernere ormoni al minimo pericolo :-), ma non mescolatemi con boccaloni complottisti, please.
Io non metto minimamente in discussione l'autenticità di niente, dico soltanto che qualsiasi oggetto riportato dalla missione Apollo 11 (a prescindere completamente dalla sua qualità e dalla presenza di fonti migliori) ha un valore *storico* inestimabile che rende fuffa qualsiasi giustificazione per averlo perso. Stiamo parlando al più di qualche quintale di payload che starebbe agevolmente in una stanza.
Turi,

ho aggiunto all'articolo un po' di link per l'approfondimento.
Larry,

ho capito che non metti in dubbio l'autenticità, ma ripeto: giudichi senza conoscere. Sei stato al Johnson Space Center? Io sì. Lì ti accorgi che gli edifici sono tutti degli anni Sessanta, che hanno bisogno di manutenzione e ristrutturazione ma si va avanti a fare quel che si riesce con budget risicati che i politici continuano a tagliare e con una burocrazia che frena tutto. Siamo ben lontani dalla visione mitica della NASA potente, agile e infallibile che hanno molti.

Per chi conosce l'ambiente, l'idea che dei nastri di telemetria (di questo si tratta, lo scoprirai quando ti documenterai, ti ho messo i link) di una missione conclusa vengano cancellati e riusati dopo alcuni anni che non vengono più adoperati è assolutamente normale, perché i nastri sono decine di migliaia, costavano all'epoca una cifra enorme e occupavano un sacco di spazio; senza una giustificazione accettabile per conservarli, è inevitabile che il burocrate decida di sbarazzarsene.

Considera che la revisione definitiva delle trascrizioni delle missioni lunari Apollo (piene di errori) non è mai stata fatta e adesso è in mano a dei volontari (fra i quali ci sono io, il che la dice lunga). Cerca "Apollo Lunar Surface Journal".

Considera che un intero razzo Saturn V è stato lasciato all'aperto a marcire per anni perché non c'erano i fondi per costruire un hangar da oltre 130 metri dove custodirlo e proteggerlo.

Da fuori è facile criticare. Quando ci sei dentro e capisci la realtà, tante cose che ti sembrano assurde risultano invece tragicamente inevitabili.
Larry,

dimenticavo: ho scritto "senza una giustificazione accettabile per conservarli" perché sulla base delle conoscenze tecniche di allora non c'era nessun motivo di pensare che da quei nastri si potesse estrarre un'immagine video migliore di quella che era già stata estratta a suo tempo. Il restauro e l'elaborazione digitale delle immagini erano agli albori, e comunque avere delle immagini in diretta dalla Luna era già un miracolo tecnologico, per cui il fatto che fossero sgranate e confuse non era un problema per nessuno. Quindi, per quanto con il senno di poi possa sembrare strano, davvero non c'era nessun motivo di conservarli.
Capisco le ragioni tecniche, capisco l'uso strumentale che la Russia sta facendo di questo "caso", capisco le ragioni di Paolo,

ma caspita sono i nastri delal telemetria delal missione che ha portato l'uomo sulla Luna. Hanno una importanza storica immensa! (Almeno per me....)

E non li hannno persi. Li hanno cancellati per motivi economici.

Anche io faccio fatica a capire e giustificare un fatto del genere.

E' come utilizzare come carta da riciclo gli appunti di Leonardo.

E' come svuotare la Stanza di Asimov per fare spazio negli uffici
Crazy,

lo so, rode anche a me che l'abbiano fatto, ma all'epoca eembrava la cosa logica da fare. Si pensava che ci sarebbero stati altri viaggi, e che tanto la telemetria era roba tecnica di nessun interesse storico... ed è andata com'è andata.

Tanto per dirti com'era differente la mentalità dell'epoca, tieni presente che l'idea stessa di portare una telecamera a documentare in diretta lo sbarco fu considerata a lungo inutile, ridicola, irrealizzabile e soprattutto una vera e propria scocciatura da alcuni astronauti. Tutte le altre conquiste (Everest, Polo Sud, ecc.) erano state fatte senza l'assillo dei telespettatori che ti guardavano, perché farlo stavolta? Era un'epoca meno ossessionata dall'immagine e dalle dirette.
Infatti non sono mai andati sull'Everest. Non c'è nessun selfie postato su FB che lo provi.
Infatti non sono mai andati sull'Everest. Non c'è nessun selfie postato su FB che lo provi.
@ Stupidocane
"Non c'è nessun selfie postato su FB che lo provi."

Paragone per paragone: chi arriva sull'Everest pianta una bandiera, come prova.
E così il successivo che arriva in cima vede la bandiera altrui e pensa: "Oh, cavolo, ci sono già stati altri prima di me..."
Chi e' stato sulla Luna ha piantato una bandiera. ecc... ecc...
E così il successivo che arriva in cima vede la bandiera altrui e pensa: "Oh, cavolo, ci sono già stati altri prima di me..."

Hai visto "Grido di pietra", immagino :-)
Ma hai scritto un articolo per Focus!
Me ne sono appena accorto :)