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14 commenti

A cosa serve realmente la rimozione sicura dei dispositivi?

È una di quelle domande che tutti si pongono mentalmente ma che molti non osano formulare pubblicamente per paura di fare brutta figura: ma la manfrina della rimozione sicura delle chiavette USB e dei dischi rigidi esterni è davvero necessaria?

Capita spesso, infatti, di rimuovere fisicamente di fretta uno di questi dispositivi dal computer senza passare dall'icona di rimozione sicura, eppure non succede nulla di male. Allora come stanno le cose?

La rimozione sicura è una compagna degli informatici sin dalla preistoria dei computer. Per tradizione, i sistemi operativi gestiscono i dispositivi di memoria di massa (all'epoca principalmente dischi e dischetti) presumendo che non spariscano di botto mentre è in corso una lettura o scrittura di dati su di essi. Ai vecchi tempi c'era addirittura un sensore meccanico che rilevava la presenza del disco o dischetto e alcuni computer, per esempio i Mac, bloccavano meccanicamente la rimozione del disco se non veniva dato un apposito comando.

Ma i dischi e le chiavette USB di oggi non hanno nessun meccanismo di blocco e l'utente può quindi toglierli da sotto il naso del sistema operativo. Che succede in questo caso? Se è in corso una scrittura o una lettura, ovviamente non verrà completata. A questo punto dipende da quanto è furbo il sistema operativo o il programma che stava leggendo o scrivendo: a volte va tutto bene, ma a volte si perdono dati in modo irrecuperabile.

Sembrerebbe abbastanza facile capire quando è in corso una lettura o scrittura, ma c'è il problema che molti sistemi operativi fanno di norma scrittura differita per migliorare le prestazioni, per cui quando si dà il comando di salvare un file molto grande, per esempio, in realtà il salvataggio viene scritto su disco più tardi, un po' per volta. Inoltre è sempre più diffusa la prassi di indicizzare (catalogare) il contenuto del disco rimovibile, approfittando dei tempi morti del computer e dell'utente per scrivere su di esso dei dati di gestione, per cui può capitare che sia in corso una scrittura anche se l'utente non sta facendo nulla.

La rimozione sicura dice al computer di finire tutte le operazioni di scrittura in corso, senza differirle, e avvisa tutte le applicazioni del fatto che il disco sta per essere rimosso e che quindi devono concludere le proprie attività sul quel supporto.

Il risultato di tutto questo è che se state soltanto leggendo file probabilmente potete fare a meno della rimozione sicura, mentre se state scrivendo su un dispositivo esterno non è il caso di rischiare e conviene passare da questa procedura, tenendo d'occhio la spia luminosa del dispositivo che indica tramite lampeggiamento che è ancora in corso dell'attività di scrittura o lettura.


Fonti:  Microsoft, Il Software.
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Commenti (14)
Mi ero accorto di questo quando usavo Red Hat 5.0 (bei tempi! :-) )
Quando copiavo qualcosa su floppy con Linux, tutto sembrava rapidissimo rispetto a Windows che, tra l'altro, andava a scatti durante la scrittura sui dischetti.
In realtà mi ero accorto che Linux dava una bassa priorità alla copia a favore di una maggiore fluidità del sistema, percui, la lucetta del floppy si accendeva solo durante i momenti di inattività.

Se, invece eseguivo l'unmount del floppy subito dopo il messaggio di copia completata, allora il floppy doveva "bersi tutto d'un sorso" il file e, in quel caso, anche Linux diventava meno fluido (anche se avevo l'impressione che la perdita di fluidità fosse minore).

Ho letto da qualche parte che, oggi, Windows esegue un mount dei supporti di memorizzazione esattamente come Linux e Mac, solo che, per compatibilità (e forse per non confondere gli utenti) ha mantenuto il sistema delle lettere (che, ho notato, cominciano sempre più ad essere nascoste a favore del nome del volume e, penso, che spariranno presto).
Le pennette USB sono in uso da molti anni, quindi da molte versioni di Windows. Prima di XP era spesso necessario avere il disco (spesso mini-CD) con il driver la prima volta, e la penna veniva gestita sempre con una cache di scrittura (e bisognava stare attenti). Con XP la cache non era più attiva per default, e quindi si potevano tirare fuori le penne con pochi rischi. Vado a memoria ma spero di ricordare bene. Da Vista in poi, le cose sono diventate più confuse, e personalmente quello che consideravo un rituale scaramantico è ritornato prudente, forse proprio per l'indicizzazione-fantasma. Un problema aggiuntivo c'era per chi usava la mitica "Valigetta" per sincronizzare i file: il registro della valigetta non era aggiornato se non si sincronizzava prima di estrarre, e potevano essere guai specie con Windows 7. Adesso in 8.1 la valigetta è stata nascosta...
La vita è troppo breve per rimuovere in modo sicuro le periferiche USB!
I complottisti direbbero che...
In tempi remoti la lettura e la scrittura avvenivano direttamente
e senza cache buffer. Il floppy disk e l'hard disk avevano la lampadina
che indicava l'attività del dispositivo.
Si poteva estrarre il disco o spegnere il PC dall' interruttore
solo se i led erano spenti.
@kobotoz maboto:
Ora invece i dati che scriviamo vengono inviati all'NSA, e finché non è stato inviato tutto non è possibile rimuovere la periferica:D

Comunque io aggiungerei che in caso di rimozione non sicura, non si corre il rischio solo di perdere i file che si stavano scrivendo in quel momento, ma potenzialmente l'intero contenuto (o meglio, di rendere necessario un recupero).
Paolo, forse potresti aggiungere che il rischio non è solo perdere i dati che stavi scrivendo in quel momento. La cosa peggiore che può capitare è causare un'inconsistenza potenzialmente catastrofica nel filesystem se la scrittura mancata era in una delle tabelle del filesystem.
Ma io sapevo che la cache in scrittura serviva per lo scopo opposto. Se si deve scrivere un file grande che senso ha aspettare. Il problema era se si dovevano scrivere molti files piccoli: invece di scriverli ad uno ad uno, consumando la memoria, si aspettava di "ammucchiare" richieste per scriverli tutti in una sessione.
Ad ogni modo generalmente è questione di secondi. Inoltre se non ricordo male (ora non trovo l'opzione) su windows è possibile scegliere se usare o disabilitare la cache di scrittura.
Io, invece, mi chiedo: perché sta sparendo l'abitudine di far sapere all'utente quando il computer sta scrivendo i dati? O, peggio ancora, quando si ha il blocknum attivo?
Insomma, stanno sparendo tutti i led del pc.
Che bella la shell di Linux e il comando sync! :)))
Vorrei aggiungere una cosa: le unità di memorie esterne possono essere a stato solido (come le pendrive, o le schede sd) o meccaniche (come quasi tutti gli hard disk più capienti): se voglio utilizzare un hard disk da qualche terabyte, quasi certamente sarà un'unità meccanica, dotata d un supporto in movimento e di una o più testine. Su tali hard disk, quando non vengono utilizzati, è opportuno "parcheggiare" la testina lontano dai piatti, in modo tale che in caso di scossoni non rischi di rigarli: la rimozione sicura, oltre a concludere ogni operazione di lettura/scrittura, provvede anche a compiere tale operazione di "parcheggio".

Se l'hard disk è dotato di alimentazione indipendente (i primi hard disk esterni erano così, oltre che al computer andavano collegati ad un alimentatore), non è un problema, l'hard disk può essere in grado di accorgersi se il collegamento è stato interrotto e parcheggiare le testine da solo, ma sugli hard disk autoalimentati il cavo usb fornisce anche la corrente, e se viene staccato di colpo, anche se l'hard disk si "accorge" che dovrebbe parcheggiare le testine, non ha più l'energia elettrica sufficiente per farlo. Quindi, in teoria, se l'hard disk non viene disattivato correttamente, è più a rischio di danneggiarsi se viene trasportato.
EHi, mi è venuta un idea: visto che i led sono piccoli (sulla pendrive che uso è come una capocchia di spillo) non sarebbe comodo averne due, uno rosso in scrittura e uno verde in lettura?
@angelo:

In realtà negli hard disk moderni ci sono dei meccanismi che fan sì che la testina vada automaticamente in posizione di parcheggio quando viene interrotta l'alimentazione.
Semplificando si potrebbe dire che c'è una molla che tende a spingerla verso la posizione di parcheggio, quando l'hard disk è alimentato questa piccola forza non ha effetto, quando manca l'alimentazione la testina tende naturalmente ad allontanarsi.
L'ipotesi di danno fisico al supporto è minima, mi preoccupa di più perdere i dati che non sono ancora stati scritti. Windows è un conto, ma fate sempre espelli o smontate il dispositivo quando siete su linux.
Bisogna anche ricordare che le prime pennette USB erano molto più sensibili delle attuali, e se scollegate durante una fase di scrittura rischiavano di danneggiarsi: molte sono andate incontro ad una fine prematura per questo motivo... Io ne ancora una da 32MB (megabiyte, non gigabyte) da parte morta in questo modo.
Inoltre la maggiopr parte delle penne di oggi non ha led che segnalano lo stato dell'attività, e non si sa ste stanno facendo o no qualcosa.