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13 commenti

Stasera nuovo lancio di astronauti verso la Stazione Spaziale


Questa sera alle 17:02 ET (23:02 italiane) un razzo Soyuz partirà dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, alla volta della Stazione Spaziale Internazionale, portando a bordo tre astronauti: da sinistra, lo statunitense Kjell Lindgren, il russo Oleg Kononenko e il giapponese Kimiya Yui. Si aggiungeranno agli astronauti già in orbita a bordo della Stazione: il comandante Gennady Padalka, Mikhail Kornienko e Scott Kelly. Il lancio sarà trasmesso in diretta e sarà possibile seguirlo in streaming presso NASA TV.

Il comunicato della NASA dice che i tre attraccheranno al modulo Rassvet della Stazione dopo quattro orbite intorno alla Terra, circa sei ore dopo la partenza, alle 22:46 ET (4:46 italiane di domattina). I portelli fra i due veicoli verranno aperti intorno alle 00:25 ET (6:25 italiane di domatina). Sia l'attracco, sia l'apertura dei portelli verranno trasmessi in diretta da NASA TV. I tre resteranno a bordo della Stazione fino alla fine di dicembre.
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Commenti
Commenti (13)
In bocca al lupo, ragazzi, siete seduti su una bomba.
Che buona idea i tasconi sotto le ginocchia, devo proporli per il vestiario degli operai !
l'"arbre magique" a forma di R2D2 è un capolavoro!!
Qual è il pericolo massimo per gli astronauti, il decollo, l'attracco alla ISS o il rientro?

Intuitivamente sono portato a pensare che i primi momenti del decollo siano i più pericolosi (sia per il grande quantitativo di carburante immagazzinato che per le pochi o nulli margini di manovra in caso di problemi) ma, in questi casi, l'intuito può portare facilmente a deduzioni errate.

Per esempio, un pilota d'aerei di linea dichiarò alla radio che la fase più pericolosa era il decollo perché i motori sono spinti al massimo e, superata la velocità critica, si può solo decollare perché non c'è più pista per frenare. Io ero convinto che fosse più pericoloso l'atterraggio.

Potrebbe essere lo stesso per i voli verso la ISS.
Non volevo sminuire l'evento, ma lo statunitense mi sembra identico a Buzz Lightyear :-D
Guastulfo,

IMHO non è la fase di attracco perchè le velocità relative sono piuttosto basse.

Decollo e atterraggio sono, a mio avviso, ugualmente pericolosi, ma per due ragioni diverse: il decollo a causa dell'energia del propellente presente e perchè vi sono limitate vie di fuga, il rientro perchè vi sono limitatissime vie di fuga una volta avviata la manovra e perchè l'energia cinetica in gioco è enorme.

Dal punto di vista statistico di incidenti mortali ce ne sono stati solo 4, di cui solo 2, Challenger e Columbia, negli ultimi 30 anni. In totale 3 al rientro e 1 al decllo. Troppo pochi per avere senso a mio avviso.

Per quanto riguarda gli aerei invece il pilota ha detto una cosa ampiamente inesatta. Vedi pag. 20 di questo report boeing
Ennesima dimostrazione che la realtà spesso è diversa da quello che l'intuito ci suggerisce. Il pilota ha le sue ragioni teoriche, solo che in pratica la probabilità di rimanere senza motori in quel preciso momento è bassissima. Facile ipotizzare che in realtà quanto detto dal pilota rifletta le sue ansie recondite; umanamente capisco che l'idea di rimanere senza motori al momento sbagliato sia una prospettiva preoccupante. Razionalmente però non posso far a meno di pensare che ogni volta che si mette una priorità sbagliata aumenti le percentuali di rischio e sui grandi numeri si creano danni irreparabili. Se uno ad es. per paura dell'aereo decide di affrontare il viaggio in macchina con tutta probabilità non succede niente, se lo fanno in un milione una parte di questi farà degli incidenti stradali con conseguenze anche fatali - mentre in aereo sarebbe stato molto più difficile.
@Guastulfo
Il decollo è famigerato per via dei carichi che si perdono ogni tanto in spettacolari esplosioni o malfunzionamenti.
Ma durante il lancio con equipaggio il vettore viene dotato del sistema LES (launch escape system), in pratica un piccolo razzo situato al disopra della capsula, che in caso di evento catastrofico strappa la capsula e l'allontana mettendo in salvo l'equipaggio. Questo sistema benché traumatizzante (si parla di un picco di accelerazione di circa 20g) è testato e sicuro:
https://www.youtube.com/watch?v=UyFF4cpMVag
La sicurezza durante lancio si suddivide in due fasi:
Decollo fino alla separazione del primo stadio: sicurezza con sistema LES
Dalla separazione all'orbita: in questo caso la capsula semplicemente si sgancia e rientra da sola sfruttando lo scudo termico per la decelerazione e paracadute per l'atterraggio.
L'attracco alla stazione spaziale è delle tre la più sicura, dato che il tutto è automatizzato, e in caso di malfunzionamento può essere attraccata in manuale dagli astronauti, o essere presa dal braccio della ISS e portata all'attracco direttamente da loro.
Il rientro, benché con le capsule è estremamente sicuro, non permette errori.
L'angolo di rientro deve essere preciso: troppo basso e la capsula non riesce a frenare entrando in un'orbita instabile, troppo alto produce una frenata eccessiva portando il calore a livelli troppo alti. Inoltre basta una crepa sullo scudo termico, o un dissaldamento del medesimo per far disintegrare la capsula.
Quindi per me la fase più pericolosa è il rientro, visto che non permette errori e una volta effettuata la deorbita è tutto in mano allo scudo termico senza secondi sistemi di sicurezza.

Questo ovviamente è riferito agli attuali lanci con capsule: Soyuz, Dragon, Orion, ecc.. ma con lo Space Shuttle era tutta un'altra storia.
Una delle più grandi critiche allo Space Shuttle era il decollo, che in caso di emergenza, lo Shuttle si sganciava rientrando planando in una delle tante piste messe a disposizione durante il lancio. Il che non comprendeva la prima fase del lancio, nel senso che in caso di malfunzionamento nell'immediato decollo (fino alla separazione degli SRB), non esisteva procedura sicura se non un disperato ammaraggio.
Anche se avesse avuto sufficiente altezza e velocità per tornare alla pista 33 del KSC, era sempre una procedura estremamente rischiosa, infatti non fu mai (fortunatamente) messa in atto, neanche come test.
Durante i primi lanci gli ingeneri proposero di fare un test con pilota, ma l'astronauta designato John Young rispose: let's not practice Russian roulette, il che la diceva lunga sulla sicurezza di tale procedura.
Scusate la domanda, ma perchè ci vogliono circa due ore tra l'attracco e l'apertura dei portelli?
Devono farsi la messa in piega.
Ecco perché usano il casco...

Diavolo di uno Stu
:)
perché tengono i guanti all'altezza dei piedi? non è un po' scomodo (visto anche che le capsule sono piccolissime)?
Perché TUTTI gli astronauti ed i cosmonauti sono quadrumani.
AM,

perché tengono i guanti all'altezza dei piedi? non è un po' scomodo (visto anche che le capsule sono piccolissime)?

Considerato che dentro la capsula sono in posizione fetale, quasi con le ginocchia in bocca, i guanti messi dentro quella tasca dovrebbero essere piuttosto accessibili :-)