skip to main | skip to sidebar
26 commenti

Stasera hangout in diretta: a che serve l’esplorazione spaziale?

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/08/07 23:20.

Questa sera alle 20:30 parteciperò a un Live Hangout organizzato da Italia Unita per la Scienza e intitolato A che serve l'esplorazione spaziale?

Se siete anche voi stufi di sentire i soliti commenti ottusi di chi dice che andare nello spazio è uno spreco di soldi e volete un po' di fatti per controbattere, se siete stanchi di leggere le sparate sessiste contro Samantha Cristoforetti, venite a tenerci compagnia: l'hangout sarà raggiungibile qui su Youtube. L'evento su Facebook è qui.

Parteciperanno all'hangout:

Angelo Zinzi, planetologo ASDC (ASI Science Data Center) / INAF-OAR e gestore della rubrica Con-Scientia, che parlerà di come osservare pianeti e corpi celesti da vicino abbia rivoluzionato molte nostre idee, dalle comete che ci svelano il passato del sistema solare all'attività geologica su certi pianeti analoga alla nostra;

– Elisa Nichelli, astrofisica delle alte energie e collaboratrice redazione media INAF, che parlerà delle principali missioni spaziali, dalle sonde Voyager a New Horizons, di come grazie a esse il nostro occhio sul cosmo sia cambiato e di perché sia importante andare "vicino" ai corpi celesti per studiarli;

– Marco Zambianchi, spacecraft controller presso l'European Space Operations Center e gestore di AstronautiCAST, che parlerà del ruolo e dell'importanza dell'ESA, con cenni alle missioni europee di esplorazione spaziale e osservazione della Terra, e di come i social network siano una preziosa opportunità per divulgare la scienza e le tematiche spaziali;

– Lorenzo Colombo, dalla pagina divulgativa astronomica Chi ha paura del buio?, che parlerà di importanti ricadute tecnologiche derivanti dalla ricerca spaziale, dall'analisi delle stelle lontane fino alle invenzioni mediche ottenute grazie alla Nasa;

Adrian Fartade, di Link2Universe, che parlerà degli investimenti nella ricerca spaziale e della loro portata;

Daniele Vassalli, dal blog Il paese degli Sputnik, che parlerà degli albori della corsa allo spazio e della rivalità fra USA e URSS, di come è passata da competizione a collaborazione.

Io parlerò del programma Apollo e delle tecniche e delle invenzioni sviluppate per renderlo possibile e che adoperiamo noi tutti ogni giorno. Saremo moderati da Romeo Gentile, aka (LeFou!).


Aggiornamento (23:20): è disponibile qui sotto il video dell'Hangout.



Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (26)
Ci sarò :-) mi hanno sempre affascinato le esplorazioni spaziali e sono stanca di dovere leggere nel web gente che scrive "tutti soldi tolti alla ricerca" "prima di andare nello spazio che pensino alla gente sulla terra, alla terra". Probabilmente se non sono interessati non possono capire come invece lo studio di come funziona lassù può essere utile a tutti.
E io come al solito ho altri impegni. L'hangout rimarrà caricato sul caricato sul canale youtube una volta finito o verrà cancellato?
Possibilità di rivolgere qualche domanda ai relatori ce ne sono? E nel caso, con quali modalità?

P.S.: ovviamente domande serie... non le buffonate dei complottari che, nel caso, spero siano filtrate senza pietà
Ma sarà solo possibile vedere o anche interagire?
sembra molto interessante,non me lo perdo : )
ho sempre pensato che, per quanto la corsa allo spazio sia stata utile per lo sviluppo della tecnologia, sia più una materia da economisti e storici che per "scienziati".
molti programmi e progetti hanno dato risultati scientifici che per quanto importanti sono probabilmente prodotti secondari di un obbiettivo che era politico.
finita la contrapposizione tra i blocchi si è visto che economicamente il modello di ricerca spaziale,molte volte basato su finanziamenti a pioggia, era sbagliato e non più sopportabile.
L'ISS è forse l'esempio più recente del come molte volte i soldi della ricerca spaziale siano spesi male e con criteri politici di spartizione.

giusto per chiarire la mia posizione,fosse per me farei costruire domani una base permanente sulla luna XD però non possiamo nemmeno nasconderci alle critiche serie di chi cerca di fare i conti e vedere se effettivamente le cifre spese hanno davvero avuto un ritorno
Bello il manifesto, col font in stile Star Trek classico ⚛
Perdonatemi l'ignoranza (mi sa che sto diventando vecchio), qual è la differenza tra un hangout e una conferenza normale? Sol il lfatto che sia online?
Credo di no perché, in tal caso, si chiamerebbe semplicemente conferenza online no?
Guastulfo,

si chiama Hangout perché è fatta usando il software Google Hangouts.
Daniel, Variola,

la permanenza del video e la possibilità di far domande non dipendono da me. Io sono solo ospite e non so nulla dell'organizzazione, mi spiace.
si chiama Hangout perché è fatta usando il software Google Hangouts.

Io pensavo il contrario, cioè che Hangouts si chiamasse così perché ideato per gli hangouts.

Vado a prenotare un posto all'ospizio...
mi sono collegato, e ho seguito fino alle ore 22.00.
Le cose dette sono state tutte interessanti e condivisibili; ma posso fare una critica (spero) costruttiva? Troppi interventi... alla lunga ci si perdeva...
E' bene informare le persone su quali siano stati per l'umanità i benefici tecnologici riconducibili alle missioni spaziali, ma non credo sia giusto doverle giustificare così a fronte delle critiche che ricevono su costi e utilità.

Cioè, non deve passare il messaggio che la ricerca abbia un senso solo se porta vantaggi tangibili. Ai criticoni dovremmo semplicemente rispondere che studiamo e contempliamo l'universo semplicemente perché è qualcosa che fa parte della natura dell'uomo, che è in grado di osservare e comprendere col solo limite delle sue capacità e non certo della logica del profitto.

Inoltre tutti facciamo cose essenzialmente inutili, ci riempiamo di cose di cui potremmo fare a meno, per quale motivo dovremmo rinunciare all'indagine spaziale e non al resto?
Conferenza molto interessante. Avrei una domanda: ad un certo punto Elisa Nichelli ha detto che, studiando il ghiaccio di una cometa (non ricordo quale cometa nè quale sonda l'ha studiata) si è scoperto che l'acqua non era come quella presente sulla terra, ma come si fa a capire che sono diverse? Più o meno intuisco come si faccia per le rocce (composizione chimica, età), ma per l'acqua proprio non ci arrivo.
@commento #13 (non mi compare lo username)
Per farla breve (anche perché sto per uscire di casa:D) si fa un confronto tra l'abbondanza isotopica dell'idrogeno nell'acqua terrestre e quella dell'acqua che si trova sulle comete. Per essere più chiari: ogni atomo che si trova sulla tavola periodica è formato da elettroni, protoni e neutroni. Generalmente ciò che caratterizza tali atomi (o elementi) sono il numero di elettroni e di protoni, perciò, un atomo di idrogeno avrà sempre un protone ed un elettrone. Se trovi un atomo formato da due protoni e due elettroni, non è idrogeno, ma litio, ecc.. La maggior parte dell'idrogeno che si trova in natura, sulla Terra, è formato essenzialmente solo da un protone ed un elettrone. Però, esiste anche un altro tipo di atomo di idrogeno che è identico a quello appena descritto, quindi con un solo protone ed un solo elettrone, con la differenza che nel nucleo sta volta troviamo anche un neutrone. Questo "nuovo" elemento, identico all'idrogeno a parte il neutrone, viene detto "isotopo" (dell'idrogeno), ed è talmente noto e importante da avere un nome proprio: deuterio. La concentrazione di deuterio in una ben definita quantità di acqua "terrestre" è nota. Se l'acqua sulla Terra derivasse da quella presente su un certo tipo di comete, allora anche l'acqua presente su tali comete dovrebbe avere la stessa concentrazione isotopica (la stessa quantità di deuterio) che abbiamo sulla Terra. Inoltre non esiste solo il deuterio sulla Terra, ma anche il trizio, altro isotopo dell'idrogeno: un elettrone, un protone e due neutroni. Insomma confrontando le varie abbondanze di questi due isotopi dell'idrogeno, è possibile capire se l'acqua che sta in un certo posto è parente con quella che sta in un altro posto :)
Mi scuso se ho detto cose ovvie, ma è sempre meglio essere precisi, nel caso qualcuno ignori l'esistenza degli isotopi, cosa non improbabile.
Tu e Adrian insieme e io me lo sono perso!!!! Spero vivamente che il video sia visibile... magari proprio sul canale di Adrian, Link4universe.
Se posso rispondere alla domanda del commento anonimo numero 13:

Per il confronto si è usata la composizione isotopica dell'acqua. Quella dei nostri oceani contiene una diversa
percentuale di acqua pesante rispetto al vapore esaminato sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.

Non mi dilungo nei dettagli di chimica; una breve e più esaustiva spiegazione puoi trovarla qui: http://tinyurl.com/pdpqftc
Giskard e Nikonzen, grazie per le risposte, ora mi è chiara la cosa.
Giskard, sicuramente è un errore dettato dalla fretta, ma è l'elio ad avere due protoni, il litio ne ha tre.

P.S. pensavo di essere solo io a non vedere il mio nick (che è Federico "gufo") ma a quanto pare non lo vede nessuno, però non capisco perchè non compaia.
P.P.S. Giskard, salutami Daneel Olivaw ;)
stavo per rispondere, ma sono stata preceduta da Giskard, che ha dato una spiegazione chiarissima e molto completa.
aggiungo per maggior precisione che il rapporto deuterio su idrogeno risulta essere circa tre volte maggiore sulla cometa rispetto a quanto vediamo sulla terra.
una differenza così marcata rende difficile immaginare che la provenienza sia la stessa.
c'è anche da aggiungere, come dicevo anche nell'hangout, che una sola cometa non fa statistica: 67P potrebbe far parte di una famiglia di comete che non ha a che fare con quella che ci ha portato l'acqua. quando ne avremo studiate nel dettaglio molte decine, allora potremo trarre conclusioni definitive sull'origine dell'acqua terrestre.
Ma l'acqua sulla Terras non può essere la media "delle acque" delle comete?
In altre parole, se la cometa esplorata da Rosetta (che tra pochissimo sarà al perielio) ha il rapporto deuterio/hidrogeno triplo rispetto a quello dell'acqua terrestre, magari altre comete avranno un rapporto diverso.
Quando sono cadute sulla Terra le loro acque si sono mischiate e di conseguenza è variata la presenza in percentuale del deuterio.

Quanto descritto è plausibile o acque con diverse percentuali di isotopi di idrogeno non si mescolano come l'acqua salata e l'acqua dolce?
Davvero illuminante, sapevo del goretex e del velcro (e sbagliavo), non immaginavo così tante ricadute tecnologiche come il fly-by-wire degli aerei, ABS e pretensionatore cinture sulle auto, pacemaker invisibile, telemetria in tutte le sue forme, sensori delle fotocamere...
Elisa ha ragione: perchè mai dovremmo giustificare la ricerca spaziale, visti i vantaggi, anche economici, che ritornano raddoppiati o decuplicati? Solo perchè ci vuole qualche anno?
@rico
Elisa ha ragione: perchè mai dovremmo giustificare la ricerca spaziale, visti i vantaggi, anche economici, che ritornano raddoppiati o decuplicati? Solo perchè ci vuole qualche anno?

Serve, serve, aggiungo purtroppo.

In una chiacchierata su questo argomento (più precisamente si parlava dell'articolo di Salemme), un amico "gnegnere" mi ha risposto che Salemme ha ragione: l'esplorazione non serve. Al più serve un sistema per avvistare i potenziali pericoli ma tutto il bla bla bla che ci gira intorno (dalla missione con sonde agli osservatori che cercano mondi alla fine irrangiungibili per cui ci frega poco se abitabili o se c'è vita) è solo uno spreco di soldi.

Le ricadute teconologiche? Quelle si possono ottenere con ricerche mirate e spendendo sicuramente meno.
Anche l'ISS per lui è solo propaganda pubblicitaria e politica: molti degli eseprimenti fatti lassù sono riproducibili a terra (ma non mi ha risposto come)
A "sua discolpa" c'è da dire che è coerente: la pensa uguale anche, per esempio, sulla formula 1. La ricaduta tecnologica sulle auto di serie serve solo a giustificare un giro d'affari moralmente discutibile visto l'impatto anche ambientale.

Inoltre, molte delle ricerche in campo aerospaziale sono in realtà a scopi militari. E qui ha parlato del GPS nato, a suo dire, più per scopi e volontà militari.

Come si può rispondere a uno così?
Gli proporrò di guardare la registrazione dell'hangout.
@Federico "gufo"
Hai ragione, ovviamente è l'elio ad avere due protoni nel nucleo. Grazie della correzione.
Porterò i tuoi saluti al nostro amico Daneel :D

@Guastulfo (Giuseppe)
Credo che alla tua domanda abbia già dato una risposta Elisa nel commento #18. Solamente quando avremo studiato da vicino una gran quantità di comete e avremo dei dati sulle loro composizioni isotopiche, potremmo formulare ipotesi più precise. Per il momento si sa soltanto che comete del tipo di 67P/Churyumov-Gerasimenko, da sole, non bastano a spiegare l'acqua sulla Terra.
@Guastulfo
per quanto riguarda le ricerche per scopi militari credo che il tuo amico abbia ragione, anche a me risulta che il GPS sia nato soprattutto per scopi militari e poi "passato" anche al settore civile, da quanto ho letto è stato sviluppato dal Dipartimento della Difesa americano ed ha due gradi di precisione, uno maggiore riservato a usi militari (esempio per le bombe guidate) e uno più basso per l'uso civile. Altri esempi sono il motore a reazione (il primo aereo aereo operativo è stato il caccia tedesco Messershmitt Me262), il radar, la missilistica (le famigerate V2 tedesche), Internet stessa è figlia del progetto militare ARPANET.

Federico "gufo"
Mi piacerebbe anche capire perchè nei miei post non viene messo il nick, eppure nell'anteprima compare... avrò pasticciato qualcosa nelle impostazioni di Google? Boh! Vorrà dire che lo metterò a mano.

Federico "gufo"
Guastulfo, ribadisco quanto detto: penso che non occorra "giustificare", ma che sia necessario spiegare come procede la ricerca scientifica. in ogni campo, quindi anche la ricerca spaziale.
più fornisci strumenti alle persone, più saranno loro stessi a scovare le bufale e orientarsi tra le informazioni.

poi so bene anche io che ci sono gli ottusi, quelli che partono convinti che chi fa scienza: indossi un camice bianco, faccia esperimenti segreti nei bunker e più in generale cospiri con i governi per ammazzare tutti.
quella è gente che non recupererai mai, ma quelli che sono confusi perché leggono le interviste di salemme sulla repubblica vanno aiutati a capire meglio.
@Guastulfo (Giuseppe)

Come si può rispondere a uno così?
Gli proporrò di guardare la registrazione dell'hangout.


Pessima idea, forse non lo sai ma la "registrazione" di qualità è un brevetto finanziato dai militari; e da militari veramente cattivi, quelli che imperversarono in Europa 75 anni fa.

In sintesi: gli innominabili nel 1928 sponsorizzarono le ricerche di Fritz Pfeumfer per un sistema di registrazione a nastro magnetico intravvedendo in esso un chiaro vantaggio strategico per il futuro. Nel 1935 la BASF (azienda che per i vecchietti come me è sinonimo di mp3) uscì sul mercato con il primo nastro magnetico per registrazioni e l'AEG presentò il primo registratore a nastro. Poca cosa detta così ma questo nuovo sistema di registrazione permise all'innominabile per eccellenza di tenere i suoi discorsi alla radio in differita facendo impazzire i servizi segreti alleati che non riuscivano a capacitarsi del fatto che parlasse in diretta alla radio da Monaco e nello stesso momento si trovasse a Colonia (esempio inventato).
Lo standart per i discorsi alla radio all'epoca, e i relativi problemi, è ben evidenziata nel film "Il discorso del Re".

Il problema con i militari e che spesso hanno fondi illimitati da dedicare alla ricerca e non devono garantire ricavi sul breve termine permettendosi così di sviluppare un po' di tutto perchè ogni minimo vantaggio in caso di guerra è un grande vantaggio.