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A che serve andare nello spazio? Lo spiegano gli esperti insieme a Samantha Cristoforetti e Terry Virts

Samantha Cristoforetti e Terry Virts hanno partecipato a un evento gestito da USAID, l'agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, insieme al direttore della NASA Charlie Bolden, per parlare di come lo spazio aiuta i paesi in via di sviluppo offrendo loro, tramite progetti come SERVIR, quello discusso nel video, un accesso immediato a dati cartografici e rilievi satellitari che permettono di monitorare l'ambiente in modi altrimenti impossibili o economicamente insostenibili e gestirne lo sviluppo, le emergenze e le calamità naturali sulla base dei dati concreti e di una visione d'insieme del territorio.

Gli esperti convocati presentano casi molto reali: per esempio, la prevenzione di incendi e di alluvioni grazie ai dati provenienti dall'osservazione della Terra dallo spazio in zone altrimenti inaccessibili. Se le sorgenti dei fiumi che attraversano il tuo territorio sono in un altro paese, e con questo paese ci sono rapporti ostili, non puoi mandare i tuoi tecnici a monitorare i livelli dei fiumi a monte in casa d'altri; i dati da satellite sono gli unici che ti possono dare un preavviso sufficiente a salvare tante vite.

Se c'è una buona ragione per andare nello spazio, è proprio questa: sì, si va via dalla Terra, ma per poter aiutare la Terra.



Sam e Terry arrivano a circa 24 minuti dall'inizio e parlano fino a 32:30, quando c'è un video che spiega in concreto cosa si fa nello spazio per chi sta sulla Terra, narrato da Mae Jaemison, un'astronauta che fra l'altro ha partecipato a Star Trek. Il resto del video è un dibattito con vari esperti di assistenza ai paesi in difficoltà, al quale Terry e Sam intervengono solo brevemente a 58:00. Grazie a @rainmaker1973 per la segnalazione.
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Commenti (6)
Secondo Memory Alpha, anche Terry Virts ha partecipato, non accreditato, a Star Trek e più precisamente all'ultima puntata di Enterprise.
scusate, ma secondo me è un po' "misleading" il testo...

Quello che dice è "perché spendere per mettere oggetti in orbita", non per "andare" nello spazio. Anzi, il secondo sottrae fondi cruciali al primo se vogliamo metterla su questo piano.
Agli scettici: ditelo a Paolo Nespoli, perchè NON dovrebbe andare nello spazio, ma diteglielo in faccia.
Riporto solo le sue principali qualifiche, da ESA e Wiki:
Civilian: professional engineer, private pilot, advanced scuba diver and nitrox diver.
Military: master parachutist, parachute instructor, jump master, high-altitude low opening, Special Forces Operator.
2007 NASA Spaceflight Medal
2007 Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
2009 Cavaliere dell'Ordine della Stella della solidarietà italiana
P.S. Le qualifiche del capitano Samantha Cristoforetti sono simili, se mai state cercando un soggetto più... "debole" :-)
io adoro lo spazio e credo che non siano soldi buttati, ma quando sai che il tuo paese è a rischio idrogeologico e che chi governa se ne fotte della messa in sicurezza del territorio... beh c'è poco altro da dire. non c'è bisogno dei satelliti per sapere che la collina franerà o che prenderà fuoco.
Ben vengano i satelliti e le loro informazioni, ma quando poi non (i politici) utilizziamo queste informazioni?.
Chi è contro la messa in sicurezza del territorio? Tante cose già le conosciamo e niente si fà, a cosa ci servono altri dati per spiegarci come siamo messi male se non peggio se a pochi interessa? mi aspetto il peggio.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@rico: scusa, qualcuno mette in dubbio la qualificazione di Nespoli e Cristoforetti per andare nello spazio? Chi e dove? Semplice curiosità.

@rocco: Che il settore idrogeologico sia stato gestito in maniera criminale in Italia è un fatto inoppugnabile, ma qui si parla di spazio come di un ambiente unico per compiere alcuni monitoraggi a larga scala impossibili, o costosissimi, da terra. Alcune cose si possono fare da terra, altre no, o le si possono fare da qui ma in maniera meno efficace e/o più costosa.

Io comunque continuo a pensare che l'articolo sia fuorviante, Paolo. Dopo un periodo in cui pensavo che sia quello delle manned space mission fosse settore totalmente inutile mi sono convinto che "andare nello spazio" (intendo al posto di sonde e satelliti automatici!) sia importante, ma:

(1) per scopi diversi da quelli rimarcati, che anzi vengono "strozzati" dal fatto che gran parte dei fondi vengono utilizzati per attività spaziali umane di dubbi rilevanza per gli scopi discussi in questo articolo (basta leggere il bilancio NASA ed ESA per convincersene).

(2) soprattutto lo si è fatto in maniera profondamente sbagliata. La ISS ha assorbito, di fatto e per decenni quasi tutti i fondi disponibili per un output di dubbio valore scientifico e tecnologico. E questo è vero anche per l'immediato futuro. E' stata una politica non dico sbagliata, ma sicuramente non ottimale, che ha di fatto "tappato" per troppi anni il settore aerospaziale. Siamo ancora fermi qui e lo saremo per chissà quanti anni se continuiamo ad allungare la sopravvivenza di questo oggetto nello spazio.

Dopo Apollo praticamente abbiamo speso 10 per ottenere 1 quando si poteva ottenere 100. E in tutti i sensi. Questo a mio parere va detto e discusso. Le emergenze e le calamità naturali non vengono gestite da Cristoforetti o Virts, ma da una massa di ricercatori che producono e gestiscono sensori e satelliti in grado di monitorare il territorio in maniera automatica dallo spazio.

Dato che mi conosci ormai bene saprai che non sto facendo critiche populiste al settore. Anzi, sono stato il primo a lavorare per dimostrare che anche una semplice macchina del caffè può NON essere uno spreco di soldi pubblici, come vorrebbero in tanti.

Se ti interessa posso scrivere un articolo sull'argomento, facendo un confronto tra le varie posizioni sull'argomento automated vs. manned space missions.