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26 commenti

Crolli dell’11 settembre, la parola a un professore d’ingegneria strutturale

New York, 8 ottobre 2001. Credit: Andrea Booher/FEMA News

Si avvicina un altro anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001 che causarono il crollo delle Torri Gemelle e di altri edifici a New York e danneggiarono il Pentagono usando quattro aerei di linea dirottati pieni di passeggeri. Ci sono ancora, naturalmente, i male informati, gli ottusi e i cercatori di vanagloria che insistono con le tesi di complotto. Invece di proporre l'ennesimo scontro fra opinionisti e teste parlanti, potremmo provare a fare una cosa poco spettacolare ma molto concreta: far parlare gli esperti.

È quello che ha fatto Undicisettembre, il gruppo d'indagine del quale ho l'onore di far parte, intervistando Asif Usmani, professore di ingegneria strutturale alla University of Edinburgh e autore di vari articoli tecnici sul crollo delle Torri Gemelle. Articoli che sono stati pubblicati da riviste tecniche qualificate: cosa che dopo tutti questi anni i complottisti non sono ancora riusciti a fare. Chissà perché. In compenso hanno partorito un fiume di video che attirano clic e introiti e creano solo confusione.

L'intervista a Usmani non solo spiega i crolli di New York e perché non possono essere stati causati da demolizioni controllate di alcun tipo, ma mostra anche che nonostante non via siano dubbi tra gli specialisti riguardo al fatto che si sia trattato di crolli spontanei c'è tuttora un vivo dibattito sui dettagli dei crolli. Per esempio, fra gli esperti si discute ancora di quale sia stato il ruolo preciso del danno strutturale causato dagli aerei e quali elementi del WTC7 abbiano ceduto per primi. Tutto questo dimostra, fra l'altro, che non esiste affatto una "versione ufficiale" accettata passivamente dalla comunità scientifica, come invece insistono a sostenere i complottisti.

L'intervista è disponibile in originale inglese e in traduzione italiana.

Per approfondire l'argomento dell'11/9 c'è tutto il blog Undicisettembre.info, del quale invito a leggere almeno le FAQ prima di fare domande o commenti.
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Commenti
Commenti (26)
Anni fa ho letto un'intervista alle maestranze (che l'intervistatore scoprì avevano costruito anche altre strutture importanti in città). Ebbene, le maestranze, cioè gli operai, non erano stati per nulla sorpresi che fosse venuto giù tutto. Ed erano quelli che avevano costruito, che avevano lavorato. Era un vecchio articolo mi pare su il Venerdì di Repubblica, non ci avevo dato tanto peso, perchè per me la vicenda è sempre stata chiara e semplice, però sarebbe bello se qualcuno lo recuperasse.
Piccolo refuso (presente su undicisettembre.blogspot.it): "non via siano dubbi"
"le strutture del WTC1 e WTC2 fossero state colpite da un vasto incendio anche in maniera accidentale, avrebbero comunque potuto crollare"

Questa cosa è veramente spaventosa. Mi chiedo se questa ipotesi fosse vera possibile che in passato non sia mai accaduto un incendio tale da innescare un crollo? Siamo stati semplicemente fortunati finora?
Gli operai sono sempre superesperti nel valutare le strutture (specie col senno di poi). Quando poi si mettono ad improvvisare fregandosene delle indicazioni del progettista è ancora meglio (succede).

Seriamente, articolo molto interessante, ma nonostante queste cose c'è sempre gente che "non è convinta".
Verrà prima o poi il giorno (e quando sarà non sarà mai troppo presto) in cui l'undici settembre sarà una data da ricordare non per uno ma per due motivi: in primis per gli attentati alle TT e in secondo luogo perchè data simbolo del fallimento totale del complottismo. Più della bufala del complotto kennedyano, troppo distante nel tempo, più della bufala dell'allunaggio, troppo distante nello spazio oltre che nel tempo; lo sbufalamento delle teorie complottiste undicisettembrine ha prodotto talmente tanto materiale ed in modo così capillare da seppellire letteralmente qualsiasi tentativo di fantasiose ricostruzioni alternative. In quattordici anni con migliaia di testimoni e di video non sono stati in grado, i complottisti, di dimostrare nulla ma viceversa hanno mostrato chiari esempi di malafede ideologica.
Dell'intervista ho apprezzato, al di là dell'aspetto tecnico che non sono in grado di comprendere appieno, il fatto che in alcuni punti emerga il fatto che l'intervistato è cosciente dei suoi limiti ("... non sono un esperto di esplosivi...) e del fatto che sulla questione crollo, assodato che è dovuto agli attentati, vi sia ancora molto da studiare, da capire e soprattutto da fare (in termini di nuove normative di sicurezza soprattutto).

Sarebbe interessante capire in che misura il Rapporto del Nist è stato sottoposto a peer review e con quali esiti.
Nell'intervista Usmani è di opinone differente dal Nist, ad esempio, sul crollo dell'edificio 5. Altri esperti avranno altri dubbi e altre teorie.
Sinceramente non saprei dire se il fenomeno del complottismo undicisettembrino si sia sgonfiato (a favore di altri temi più attualil, come le sciekimike o big pharma) o se invece sia sempre vivo e vegeto come nella scorsa decade.

La cosa che però più mi preoccupa è che, a distanza di 14 anni, siamo sempre più prossimi ad un "ricambio generazionale" degli undicisettembrini, tra i quali ci saranno sempre più persone che non hanno memoria dell'evento (o perchè erano troppo giovani o perchè non erano nemmeno nati) e quindi conosceranno questo avvenimento principalmente attraverso youtube ed altre fonti altamente parziali ed inaffidabili.
Ad esempio, se a queste persone leggessero un sito in cui viene detto che i tg dell'epoca decisero di non trasmettere in diretta le immagini dei crolli "per evitare che si vedessero le esplosioni". probabilmente ci crederebbero, perchè si troverebbero linkati una serie di video selezionati tagliati ad hoc (mentre sarebbe più difficile reperire i video originali dell'epoca),mentre tutti noi ci ricordiamo che invece quelle immagini furono trasmesse in diretta da chiunque fosse collegato con New York.
Ma due esseri umani non si mettono d'accordo su un pallone che passa o meno una linea di porta, figurarsi una cosa del genere.
@Variola Major
Verrà prima o poi il giorno (e quando sarà non sarà mai troppo presto) in cui l'undici settembre sarà una data da ricordare non per uno ma per due motivi: in primis per gli attentati alle TT e in secondo luogo perchè data simbolo del fallimento totale del complottismo. [...]In quattordici anni con migliaia di testimoni e di video non sono stati in grado, i complottisti, di dimostrare nulla ma viceversa hanno mostrato chiari esempi di malafede ideologica.

Mi spiace deluderti, ma uno dei punti di forza del complottismo è proprio la sua possibilità di procastrinare a tempo indefinito la dimostrazione delle proprie teorie.
Anche quando tutte le loro teorie sono state smontate e sbufalate, anche quando loro non sono stati in grado di presentare al mondo una prova definitiva che metta sotto scacco i potenti del mondo, anche quando nessuno ha mai osato citare in giudizio uno dei responsabili del complotto...i complottisti si nascondono dietro alla frase "un giorno la verità verrà fuori".

Già...un giorno. Intanto la vita va avanti, alcuni complottisti si sono trovati un lavoro serio, altri sono stati costretti a farlo dai genitori stufi di pagar loro la connessione internet (tranne il Signor Nò), altri si sono semplicemente stufati. Nel frattempo gli USA hanno combattuto due guerre fallimentari fregandosene sia delle regole che dell'opinoine pubblica (dimostrando che non avevano certo bisogno di organizzare un evento come l'11/9 per poter attaccare un altra nazione).
Eppure, salterà fuori qualcuno che sostiene che prima o poi si scoprirà la verità su quel giorno. Tu hai citato due complotti vintage come JFK o lo sbarco sulla luna: il fatto che questi continuino a circolare (sebbene in tono minore) e continuano ad essere oggetto di trasmissioni tv, articoli di giornale e documentari, dimostra che i complotti hanno una data di scadenza mooooolto lunga.
Per non parlare degli ufo o altri esseri misteriosi: nnostante tutti possiedano apparecchi che possono fotografare anche i moschini in volo, ancora nessuno è riuscito a fotografare o filmare in maniera chiara uno gnomo, un bigfoot, un astronave, il mostro di Loch Ness ecc...eppure c'è ancora chi sostiene che questi esistano, nonostante i loro avvistamenti siano improvvisamente calati proprio con la diffusione di tali apparecchi.

Tu stessa dici "verrà un giorno". Lo spero anch'io, ma ho il timore che quel giorno non verrà mai.
@Replicante Cattivo: i video sono su the internet archive https://archive.org/details/sept_11_tv_archive

Harlequin,

refuso sistemato, grazie!
EpSiLoN74,

possibile che in passato non sia mai accaduto un incendio tale da innescare un crollo? Siamo stati semplicemente fortunati finora?

Non sono uno strutturista o un vigile del fuoco, ma la risposta breve è sì, siamo stati fortunati.

Ci sono molti precedenti di edifici in acciaio crollati per incendio (sono elencati su Undicisettembre.info), ma nessun grattacielo. Ci sono stati casi di grattacieli in acciaio che hanno rischiato di crollare durante un incendio (secondo le valutazioni dei VdF) e casi di grattacieli la cui parte in acciaio è crollata (Windsor Tower, Madrid).

Però non siamo solo fortunati: va anche detto che abbiamo praticamente smesso di costruire grattacieli con struttura portante esclusivamente in acciaio, proprio a causa di questa vulnerabilità. Oggi i grattacieli usano principalmente strutture miste acciaio-cemento armato, oppure adottano sistemi antincendio esagerati per le parti portanti in acciaio. E la struttura delle Torri Gemelle, con colonne centrali e facciate portanti e immensi spazi vuoti interni, non si usa più. Anche l'idea di costruire un grattacielo come il WTC7 a cavalcioni di una centrale elettrica è, come dire, leggermente eccentrica.


Che io sappia, c'è un solo grande grattacielo con struttura portante esclusivamente in acciaio paragonabile alle Torri Gemelle. Ma non dico quale perché voglio vedere quanti decenni ci mettono i complottisti a scoprirlo :-)
Ancora ieri ho discusso con un sedicente razionale, uno che "chi crede alle scie chimiche è un malato", ma trova interessanti le teorie sulle assicurazioni di Silverstein, le teorie del come mai giusto 2 giorni prima "un politico ha dichiarato un buco enorme nei conti di un ministero", o sulla "manutenzione" fatta giorni prima dei crolli.

E altre millemila montagnole di letame impossibile da spalare perchè si basano su questa o quella parola strana detta in una delle millemila interviste fatte in quei giorni.
"Che io sappia, c'è un solo grande grattacielo con struttura portante esclusivamente in acciaio"

Sparo: la Willis Tower di Chicago?
@epsilon74 e Paolo

Forse sì, siamo ststi fortunati, ma un incendio come quello che ha colpito il WTC è una circostanza totalmente eccezionale:

- tonnellate di cherosene diffuse per vari piani
- tubature dell'impianto antiincendio troncate
- protezione antiincendio di alcune colonne danneggiata dall'impatto
- caos e presenza di detriti a terra (che ovviamente ostacolano l'intervento dei soccorritori)
- due incendi contemporanei (vedi sopra)

Insomma sembra molto difficile immaginare una circostanza "normale" nella quale un incendio avrebbe potuto continuare a bruciare indisturbato su una così grande estensione.

Crazy ha commentato:
Dell'intervista ho apprezzato, al di là dell'aspetto tecnico che non sono in grado di comprendere appieno, il fatto che in alcuni punti emerga il fatto che l'intervicosìstato è cosciente dei suoi limiti ("... non sono un esperto di esplosivi...) e del fatto che sulla questione crollo, assodato che è dovuto agli attentati, vi sia ancora molto da studiare, da capire e soprattutto da fare (in termini di nuove normative di sicurezza soprattutto).

Peccato solo che tale onestà intellettuale sia un assist al quote mining.
"Che io sappia, c'è un solo grande grattacielo con struttura portante esclusivamente in acciaio paragonabile alle Torri Gemelle. Ma non dico quale perché voglio vedere quanti decenni ci mettono i complottisti a scoprirlo :-) "

Sears Tower di Chicago, oggi noto come Willis Tower? Sono costituite da nove strutture tubolari, se ho capito bene, in acciao.
Molto simile alle torri gemelle come struttura esterna è il John Hancock Center di Chicago, che sia quello?

Comunque mi chiedo: i terroristi che hanno progettato l'attentato erano al corrente di questa debolezza strutturale o sono stati semplicemente "fortunati"?
Da una parte è vero che si trattava di pecorari ignoranti invasati, ma è anche vero che stavano progettando l'attentato da moltissimo tempo lasciando quasi nulla al caso.
"Che io sappia, c'è un solo grande grattacielo con struttura portante esclusivamente in acciaio paragonabile alle Torri Gemelle."

La Torre Eiffel?
Che io sappia, c'è un solo grande grattacielo con struttura portante esclusivamente in acciaio paragonabile alle Torri Gemelle.

Solo uno? A memoria direi anche l'AON Center di Chicago e il Taipei 101. Andrebbe verificata anche questa lista per verificare se ce ne sono altri tubolari come le TT.

http://www.constructionweekonline.com/article-9180-top-10-worlds-tallest-steel-buildings/1/
Non parlerei di fortuna ma di mancata intenzionalità. Penso che nessuna struttura umana resisterebbe alle conseguenze di un impatto con un aereo di linea. Strutture più basse avrebbero forse danni minori (anche se non posso fare a meno di pensare che se il Pentagono fosse stato colpito dall'alto ne sarebbe andata distrutta la maggior parte), ma qualsiasi struttura a forma di parallelepipedo che viene colpita da un jet carico di carburante è come un albero colpito da una palla di cannone incendiaria. Il fuoco divampa in maniera incontrollata e distrugge tutto ed i danni da impatto si aggravano fino alla rottura/crollo del tutto.

Se si vuole parlare di "fortuna" bisogna allora mettere sul piatto tutte le volte che non ci sono stati incidenti aerei tra grattacieli e jet di linea carichi di carburante. La statistica (ed il buon senso) ci dicono che è un evento estremamente improbabile, quindi sì, si potrebbe allora parlare di sfortuna/fortuna. Ma esse passano in ultimo piano quando ti trovi davanti a persone votate al martirio con l'unico scopo di portare quanti più "nemici" con loro.
i terroristi che hanno progettato l'attentato erano al corrente di questa debolezza strutturale o sono stati semplicemente "fortunati"?

Ricordo bene un video di Bin Laden che parla coi suoi commentando gongolante l'attentato e a un certo punto dice esplicitamente che non si aspettavano che le torri addirittura crollassero.
@mirko speleo

Invasati senz'altro, ma pecorari ignoranti proprio per nulla.
Martinobri,

ricordi bene. E' la 6 di questa lista:

http://undicisettembre.blogspot.it/2007/04/al-qaeda-ammissioni-e-rivendicazioni.html
sei al corrente del fatto che il prof. Usmani è uno dei pochissimi scienziati che hanno scritto articoli tentando di spiegare come alti grattaceli di acciaio possano crollare per un incendio di uffici (mi riferisco al WTC 7). Tanto più che i suoi articoli hanno una ventina di citazioni (lo so, non si misura la bontà di uno scienziato per il numero di citazioni che ha, ma giusto per dare un idea).
Trovo le teorie della "fortuna" o della "mancata volontarietà" e del "ora non si fan più in acciaio" piuttosto anti-scientifiche per spiegare come sia possibile che i WTC1, 2 e 7 siano gli unici grattacieli di acciaio mai crollati a causa di un incendio.
Lasciando perdere i complottisti, consiglio la visione di questo documentario, uscito un anno fa, e sottoscritto da migliaia di Architetti, Ingegneri e Scienziati, che raccoglie decine di evidenze scientifiche che suggeriscono che gli edifici WTC1 ,2, 7 non sarebbero mai potuto crollare in quel modo a causa di un incendio di mobili o kerosene. Ma soprattutto, che suggerisce che il metodo usato dalla commissione NIST per indagare sulla vicenda sia anch'esso anti-scientifico, una non-indagine diretta al *non* voler cercare le possibili evidenze che avrebbero gettato più luce su questi eventi oscuri e fin ora misteriosi.
Lasciando da parte i complottismi, quando si parla di scienza e metodo scientifico bisogna pensare bene a quello che si dice.

https://www.youtube.com/watch?v=IYUYya6bPGw

Daniele,

sei al corrente del fatto che il prof. Usmani è uno dei pochissimi scienziati che hanno scritto articoli tentando di spiegare come alti grattaceli di acciaio possano crollare

No, non sono pochissimi. Trovi una numerosa bibliografia tecnica su Undicisettembre.info.


consiglio la visione di questo documentario, uscito un anno fa, e sottoscritto da migliaia di Architetti, Ingegneri e Scienziati

È una collezione di panzane che non reggono la verifica degli esperti. Come mai queste "migliaia" non hanno pubblicato un articolo tecnico in una rivista di settore, dove dovrebbero superare il vaglio dei colleghi?


Lasciando da parte i complottismi, quando si parla di scienza e metodo scientifico bisogna pensare bene a quello che si dice.

Ben detto. Paper tecnici peer-reviewed che confermano il crollo per impatti e incendi: decine. Paper tecnici peer-reviewed che confermano il crollo per altre ragioni: zero. Fine della storia.