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Due giorni con i massimi esperti di sicurezza informatica privati e governativi a Lugano

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/10/09 22:30.

Non capita spesso di avere a disposizione contemporaneamente un ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, un esperto dell'Interpol, un ex segretario di stato per la difesa britannico, un consulente del GCHQ (l'equivalente britannico dell'NSA), i CEO delle grandi aziende e molti altri esperti per discutere di sicurezza informatica delle sfide concrete che oggi queste aziende si trovano ad affrontare. Ma è quello che succederà a Lugano il 30 settembre e il primo ottobre 2015.

Al Campus della Franklin University di Lugano-Sorengo si terrà infatti il simposio Cybersecurity and Managerial Challenges (CMC) – International Issues and Approaches, promosso dalla KNC Consulting Switzerland insieme alla Franklin University. Io sarò lì, al Nielsen Auditorium, a riferirne giornalisticamente e a partecipare a una delle tavole rotonde.

Se vi interessa, trovate tutti i dettagli sul sito della KNC. Vi ingolosisco con una sintesi della scaletta dei lavori, che saranno in inglese.


30 settembre, mattina


Opening and welcome by Gregory Warden, President of Franklin University Switzerland; On. Marco Borradori – Mayor of the city of Lugano; Jack Caravelli, Co-Chairman of the CMC Organizing Committee.

Introduction by Morris Mottale (Franklin University Switzerland), Chair of the Department of Political Science and International Relations, Professor of Comparative Politics and International Relations: “Implications for International Relations Theory and Asymmetric Warfare”.

Jack Caravelli, former US National Security Advisor on nuclear security in the Clinton and Bush Jr. Administration. “The Costs and Challenges of Cyber Warfare”.

Paolo Sartori, Interpol East Europe: “The Contrast of Cybercrime within Europe”.


30 settembre, pomeriggio


Honorable Dr. Liam Fox (former Secretary of State for Defense – U.K.): “The Political Perspective”.

“The Impact on Business and Diplomatic Organizations” (Round Table discussion moderated by Morris Mottale & Davide Gai) Paolo Attivissimo – Technology Journalist - Lugano; Riccardo Braglia – CEO Helsinn Holding SA – Lugano; Johan Andsjo – CEO Salt Mobile SA Switzerland - Vaud; Franco Polloni – Managing Director Banca di Ceresio - Lugano; Mark J. Carter – Partner Deloitte – Zurich; Luca Jelmoni – Director Ospedale Regionale Lugano; Richard Ridout - Deputy Head of Mission - British Embassy Bern; William Long – Partner Sidley Austin LPP - London.

Florian Schutz, RUAG - Switzerland: A Case Study - “Fighting Back: Cybersecurity Approaches and Solutions”.

Bill Gertz - Washington Times national security correspondent: “Cyber from the US Perspective”.


1 ottobre, mattina


Guido Travaini (University of Milan, Italy) Professor and Chair of the Department of Criminology: “Cyber Crime from an alternative point of view; Crime Profiling”.

Rod Harrington, GCHQ Consultant (United Kingdom): “Cybersecurity Lessons from the Snowden Case and the Use of Simulations”.

Andrea Di Nicola (University of Trento, Italy), Professor of Criminology - Faculty of Law and E-Crime: “A new old problem; the identity theft”.

Fulvio Elia – Head of Product :Development AXA Winterthur – Zurich. “The Insurance point of view and the offer of Cyber Policies”.

Carlo del Bo – Bizempowerment – Lugano.


1 ottobre, pomeriggio


Antoine Neuenschwander - (Compass Security Group - Switzerland): “Live Cyber-Attack Simulation and case study and examples”.

Clayton Stewart – former US Government: “Building a resilient approach to countering Cyber Warfare”.

Giuseppe Sartori – Professor of the University of Padova, Italy: “Application of Neuroscience”.

Closing remarks by Jack Caravelli and Morris Mottale: “Conclusions: the way ahead”.



Aggiornamento


Purtroppo guai di salute mi hanno impedito di partecipare e commentare, ma dovrei ricevere gli atti prossimamente; ne scriverò qui quando ci saranno sviluppi.
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Commenti
Commenti (1)
Non conosco gli altri relatori, ma non capisco proprio perché Padova, che di esperti informatici ne ha, abbia come rappresentante uno psicologo. Io capisco tutto l'aspetto del social engineering, ma lo ritengo comunque secondario....