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23 commenti

Sexting e minori, facile finire nei guai

Uno studente della North Carolina dovrà presentarsi in tribunale con ben cinque capi d'accusa di pedopornografia. Quattro di questi riguardano il fatto che ha scattato e conservato sul proprio telefonino foto intime di se stesso; il quinto deriva dalla presenza, sempre sul suo telefonino, di una fotografia intima della sua ragazza, scattata da lei. Un classico caso di sexting consensuale, senza coercizione e senza distribuzione in Rete a terzi: due minorenni (di 16 e 17 anni) che si scambiano un'immagine digitale di un momento intimo, che paradossalmente hanno il diritto legale di trascorrere ma non di fotografare.

Cosa ancora più assurda, anche la ragazza è stata inizialmente accusata di sfruttamento sessuale di minorenne, nonostante il fatto che la minorenne in questione fosse lei stessa e che quindi il mandato di arresto la citasse sia come imputata, sia come vittima. Comunque vada il loro processo, i loro nomi sono già sui giornali e l'accusa infamante di pedopornografia emergerà ogni volta che un futuro partner o datore di lavoro cercherà su Google il loro nome.

Non va meglio nel Regno Unito, dove un quattordicenne è finito negli schedari della polizia per aver usato Snapchat per inviare una foto di nudo di se stesso alla ragazza con la quale stava flirtando. La ragazza ha salvato l'immagine e l'ha distribuita ad altri. In questo caso non c'è stato l'arresto, ma il ragazzo è ora schedato per il reato di “realizzazione e distribuzione di immagine indecente di un bambino” e questo fatto verrà segnalato ai datori di lavoro che chiederanno informazioni, come è obbligatorio per esempio per chi lavora con i bambini.

Sono due esempi di come le leggi in una materia così delicata come la pedopornografia siano rimaste pericolosamente indietro rispetto alla tecnologia. Sono state concepite quando l'idea che ogni minore avesse una fotocamera digitale e la potesse usare per condividere in segreto foto intime era pura fantascienza. Il risultato è che per un minore è molto facile trovarsi a commettere un reato gravissimo senza neanche rendersene conto, per cui è opportuno parlarne.

Non è un problema limitato agli Stati Uniti o al Regno Unito: è opportuno ricordare che anche in Svizzera “la foto... di una quattordicenne in una posa inequivocabilmente sexy può già essere considerata pedopornografia, anche se la ragazzina l'ha scattata perché è innamorata del suo ragazzo. In caso di dubbio, spetta al giudice decidere cosa sia pornografico o meno”, spiega l'opuscolo sulla pornografia preparato dalla Polizia e dalla Prevenzione Svizzera della Criminalità citando l'articolo 197, numeri 1 e 3, del Codice Penale.

Molti altri paesi, come l'Italia, hanno leggi che puniscono severamente la disseminazione di immagini intime di minori e durante un'esame di un telefonino sequestrato per altre ragioni non c'è modo di sapere se le immagini sono del proprietario del telefono o mostrano altri, per cui l'accusa parte facilmente ed è molto difficile fermarla (“per la legislazione, una volta in circolo, sono materiale pedopornografico”, scrive la guida informativa di Save the Children). L'unica difesa è evitare di fare questo tipo di foto e video e condividere la consapevolezza di questa situazione contradditoria e per nulla intuitiva.
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Commenti
Commenti (23)
e' un pelo "pazzesco"... e perché gia' che ci sono non ci mettono anche una bella accusa di molestie sessuali verso sé stessi? Si saranno masturbati qualche volta...
Mi viene mal di pancia.
Io che faccio una foto a mio figlio che fa il bagnetto sono un maniaco sessuale?
E i miei genitori che a suo tempo l'hanno fatta a me uguale?
Il mio consiglio per la difesa è inviare al giudice le foto incriminate (magari insieme ai documenti), poi accusarlo a sua volta di detenzione di immagini pedopornografiche.
Guido Pisano: "qualche"? :)

@enrico -kelith- Da non giurista e da quanto leggo sulla guida informativa di Save the Children linkata da Paolo, mi pare di capire che la definizione di materiale pedopornografico nella normativa italiana è strettamente connessa all'atteggiamento sessuale esplicito del minore o allo scopo prevalentemente sessuale della rappresentazione.
@Fx facciamo la media con chi si presume che non pratichi... :)
posso capire se uno invia le foto ad altri ma se uno si scatta le foto e le tiene per sè per quale motivo deve essere incriminato di qualcosa

ad esempio la ragazza che ha distribuito le foto ad altri è colpevole anche più del ragazzo stesso

le leggi devo essere fatte bene non alla carlona, una prostituta mica viene incriminata per sfruttamento della prostituzione di se stessa

Non è la prima volta che leggi con buone intenzioni (diamo il beneficio del dubbio) producono situazioni grottesche, paradossali o assolutamente deleterie proprio per quei soggetti che vorrebbero proteggere.
Confesso pubblicamente che nel mio Mac conservo diversi nudi miei e di mia moglie. Abbiamo, rispettivamente, 61 e 57 anni, ma quelle foto risalgono a quando non ne avevamo più di uno. MI devo preoccupare?
Ciao Paolo, ti segnalo un paio di refusi nel terzo paragrafo: "ll'immagine", con due "l" e "lavoa" senza la "r".


Quanto alla sostanza dell'articolo concordo pienamente sia con la pericolosa arretratezza della legge rispetto alla tecnologia, sia con la necessità di educare i più giovini all'uso responsabile degli strumenti che troppo spesso danno per scontati.
Il problema è che troppo spesso i legislatori dimenticano che gli adolescenti hanno una loro sessualità, anzi ne tengono conto in quanto molte volte l'età del consenso è bassa della maggiore età, si arriva così al paradosso che diventa meno grave la consumazione un atto sessuale completo con un minore che non un comportamento para-sessuale, compiuto anche dal minore stesso.
Basta vedere la vicende di Paolini: accusato per la detenzione di materiale video con un minore ma non di aver fatto sesso con un minorenne.
Comunque è bello il caso del regno unito dove ad essere accusato di distribuzione del materiale è solo il ragazzo ma non la ragazza che invece l'ha distribuito ad altri, evidentemente essendo di sesso femminile la rende immune da certe accuse.
P.S. ma i reati commessi da minorenni non sono comunque secretati?
@Palin: Il problema spesso nasce non dalle leggi ma da chi le applica senza "granu salis".
Anni fa carabinieri di un paese denunciarono assolutamente ignare casalinghe per coltivazione di papaveri oppiacei nelle fiorere davanti a casa... Poi il giudice assolve ma intanto sei finito sui giornali ed hai speso soldi per avvocati ed ansiolitici; il caso del babbo denunciato per foto "porno" del figlioletto uscì realmente tempo fa nei notiziari .
BVZM,

refusi corretti, grazie!
Ho paura che il vero problema non sia tanto "la pericolosa arretratezza della legge rispetto alla tecnologia" quanto lo spaventoso rigurgito di oscurantismo medievale che si sta impadronendo del mondo occidentale. Temo che andando avanti di questo passo l'Isis si troverà la strada già spianata.
@Paolo

anche in Svizzera “la foto... di una quattordicenne in una posa inequivocabilmente sexy può già essere considerata pedopornografia, anche se la ragazzina l'ha scattata perché è innamorata del suo ragazzo. In caso di dubbio, spetta al giudice decidere cosa sia pornografico o meno”

Detta così sembra una legge dettata da una visione oscurantista della sessualità infantile ma il problema è un pò più complesso; il fatto è che per poter combattere fenomeni come il "Cyberbullismo" e il "Sexting" servono degli strumenti giuridici e quindi se una foto è considerta "proibita" se la inoltro non può essere considerata "neutra" se ha farla è una minorenne.

Nessun giudice condannerà una minorenne per un selfie a sfondo sessuale (Sexting) ma se quel selfie viene utilizzato per molestare o l'autrice o una terza persona giocoforza che anche l'autrice verrà accusta di produzione di materiale pedopornografico.
All'atto pratico se l'autrice è anche la vittima l'accusa verrà a cadere ma rendere attenti i ragazzi, e sopratutto i loro genitori, che produrre e condividere materiale considerato pedopornografico è un reato non la vedo così sbagliato.

Parlo della legge svizzera che hai linkato perché è l'unica che conosco un pò (non sono ne un giudice ne un poliziotto ma solo un padre con una figlia adolescente) perché il fenomeno purtroppo è molto diffuso fra gli adolescenti; lo era anche ai mie tempi ma la velocità di propagazione delle informazioni non è nemmeno confrontabile a quella di oggi.

Conosci anche meglio di me, visto che ne parli nelle tue uscite scolastiche, il potere distruttivo che una semplice foto maliziosa, se utilizzata per "Cyberbullismo", ha sulla vittima e le tragiche conseguenze che ne derivano.

Siamo stati tutti adolescenti e tutti ci consideravamo più furbi dei nostri genitori dimenticandoci che anche loro era stati adolescenti ai loro tempi ma oggi è diverso perché le informazioni non si fermano tra le mura di un istituto scolastico e i nostri ragazzi anche se sono dei "screenagers" (figli della rete) non si rendono conto che tutto quello che pubblicano resterà in memoria per sempre è quindi ben vengano gli strumenti giuridici che permettono di combattere contro questi fenomeni perché purtroppo non tutti i genitori sono genitori responsabili e limitarsi a parlare a volte non porta a nessun risultato.

Per completare il tuo articolo, che ritengo corretto ma leggendo i commenti mi sembra che il messaggio non sia passato, segnalo anche un paio di pubblicazioni riguardanti il tema sempre pubblicati dalla ufficio "Prevenzione Svizzera della Criminalità" con lo scopo di di sviluppare l'alfabetizzazione mediatica mostrando il funzionamento del Web e le insidie e le trappole ad esso associate.

"My Little Safebook" per genitori.pdf IT

""My Little Safebook" per i figli .pdf IT

Non è una caccia alle streghe ma un problema reale di cui "non bisogna avere paura ma soltanto stare un poco attenti"; come amava dire il compianto Lucio Dalla.
ho una domanda delicata...
giustamente abbiamo l'età del consenso e la maggiore età... ma quale è l'età in cui la società considera la persona matura e responsabile?

Voglio dire, quando mi arriva una proposta di matrimonio immediato da una russa alta 6 piedi con un fisico da pallavolista, un seno barocco ed un volto che pare una dea discesa in terra... mi guardo un attimo allo specchio e concludo più divertito che amareggiato: "see, come no, ed io sono il conte di Halifax."

Ora, mi capita di vedere persone di 40+ anni disperarsi e struggersi perchè la conquista di 2-3 venerdì sera prima non li/le richiama, altri fare i dispetti perchè la [signorina Silvani] fila qualcun'altro, litigi sul tema: "quello/a piace a me, trovati qualcun'altro dappoichè ho più diritto di te und l'opinione di quello a riguardo è irrilevante." E questo senza scomodare le persone sposate che nella mia ingenuità suppongo dovrebbero... tipo... rispettare un giuramento...

Quale è l'età in cui la società si dovrebbe aspettare che uno/a la pianti con 'ste stupidaggini da ragazzini? Immagino non ci sia, ma secondo me dovrebbe esserci, da qualche parte fra i 20 ed i 50 anni.
@Puffolotti

Quale è l'età in cui la società si dovrebbe aspettare che uno/a la pianti con 'ste stupidaggini da ragazzini? Immagino non ci sia, ma secondo me dovrebbe esserci, da qualche parte fra i 20 ed i 50 anni.

In Europa, di regola, si comincia a perdere il diritto di fare ragazzate dai 16 anni, progressivamente fino ai 25 anni, ma molto dipende dal paese in cui vivi.

Comunque il post parlava di adolescenti e preadolescenti; un 40+ non ha attenuanti e se non ha ancora imparato a vivere difficilmente si potrà fare qualcosa di urtile per salvarlo da se stesso.
@Motogio

Buh, forse 'sto cesso di mattoni di ventennio è un altro meccanismo di autoregolazione spontanea della razza umana.

A molti genitori non è ben chiaro il concetto che un figlio andrebbe seguito personalmente, e dicono a sè stessi che per educare il bambino all'indipendenza il modo migliore è indulgere nei passatempi che in teoria un genitore dovrebbe abbandonare o quantomeno ridurre per dedicarsi ai figli.

Adesso che il mondo occidentale è comodo e tutto sbrilluccicoso, ci sono un sacco di cose che le anime semplici reputano più divertente che giocare coi figli, dedicarsi alla famiglia è considerato una rottura di palle... Eppure la società non dice questo ai bambini, non riesco neanche a capire dov'è che ci si aspetta lo imparino, ma il risultato di questo atteggiamento è che avvertimenti sensati scivolano via come mercurio sul teflon.

"Soprattutto le ragazzine credono che la loro personalità dipenda dall’attrattiva fisica e dalla flessibilità sessuale."

E perchè non dovrebbero crederlo? chi è che nei 10 anni precedenti ha insegnato loro che per una donna non c'è niente di male nell'anteporre i propri interessi ed i propri sogni al dovere di cianfrinare il principe azzurro e dare dei nipoti (possibilmente maschi) ?
@Puffolotti

A molti genitori non è ben chiaro il concetto che un figlio andrebbe seguito personalmente, e dicono a sè stessi che per educare il bambino all'indipendenza il modo migliore è indulgere nei passatempi che in teoria un genitore dovrebbe abbandonare o quantomeno ridurre per dedicarsi ai figli.

A molti vuol dire tanto e niente; anzi vedo piuttosto tanti genitori che si imolano anima e corpo pensando di fare il bene dei figli salvo poi scoppiare e abbandonare la famiglia al suo destino.
Come in tutte le cose vale la regola taoista del yin e yang.
Poi non è neanche una questione di quantità del tempo trascorso insieme ma piuttosto di qualità; conoscere i propri figli, ascoltarli e osservarli.

Ritornando al problema Sexting: mia figlia e le sue compagne di merenda in classe hanno discusso di un caso in cui l'autrice di un selfie a sfondo sessuale è stata oggetto di Cyberbullismo e dalla vergogna ha deciso di togliersi la vità.
Conclusione di quelle quattro comari in erba dopo attenta e ponderata analisi della situazione? Ha fatto bene perché non si può vivere con una simile vergogna e io (mia figlia) avrei fatto lo stesso.

Fortunatamente per mia natura sono piuttosto zen e sono riuscito a trovare la necessaria calma per discuterne serenamente ma in un caso come questo ti fai delle domande: ma che cacchio di valori ho trasmesso a mia figlia?

Purtroppo, per quanto noi ci sforziamo, non avremo mai il controllo totale sulla vita dei nostri figli, il mondo non è quello sognato da Disney e i lupi imperversano indisturbati per cui è più utile fornire loro gli strumenti per affrontarli piuttosto di illuderli promettendogli che saremmo sempre al loro fianco: quando il lupo arriverà noi non ce ne accorgeremo, se non quando è troppo tardi.

Nonostante i lupi continuerò a sfidare i miei figli a Mario kart, a giocare come bambini idioti, a scervellarmi nel tentativo di aiutarli nei compiti scolastici e a ritagliarmi il tempo da dedicare solo a me stesso; figli, moglie, cane e gatti permettendo.
Yin e Yang, o se preferisci il cristianesimo: "Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo". Ecclesiaste 3
@
La Corte di Cassazione (con sentenza del 1 febbraio 2013, n.5143) è stata chiarissima in merito: "per pornografia minorile si intende ogni rappresentazione, con qualunque mezzo, di un minore degli anni diciotto coinvolto in attività sessuali esplicite, reali o simulate, o qualunque rappresentazione degli organi sessuali di un minore di anni diciotto per scopi sessuali”. Quindi può mantenere in tranquillità le foto dei suoi figli ;)
@Motogio

Prova a cambiare:

"Purtroppo, per quanto noi ci sforziamo, non avremo mai il controllo totale sulla vita dei nostri figli."

in

"Purtroppo, per quanto noi ci sforziamo, i nostri figli non avranno mai il controllo totale sulla loro vita."

Suona un po' più moderno.

Dal tuo racconto emerge una novità per vivere più a lungo o trarre più piacere vivendo nel 21° secolo, nozione che potrebbe aiutare i nati dopo il 2005 a sopravvivergli.

Non è necessario installare nei bambini il "timore della caccia alle streghe." Possono funzionare molto meglio senza e, sorpresasorpresasorpresa, crescono molto più inclini alla solidarietà, e come succede con qualsiasi funzione semplificata, scelgono i metodi con molta più precisione.

Come è possibile una cosa tanto contro-intuitiva?

è semplice come prendersi una schifezza nel computer cliccando un annuncio che promette la luna e il mare: quando il timore della caccia alle streghe è installato, è facile usarlo per persuadere l'individuo a far cazzate.

C'è una piccola differenza fra il computer ed il cervello umano... vedi, quando ho voglia di giocare ad harvest moon 11 o tekken 5 o soul calibur 3, trovo l'interruttore di una cosa chiamata CUDA che ha a che fare con la scheda gravica nvidia e lo spengo... quando poi faccio le mie stronzatine in blender, mi rendo conto che ho dimenticato di riattivarlo, lo riattivo da dentro blender.

Il cervello umano invece si tiene l'imbarazzo forever, anche se uno può imparare a tenere a bada i paragrafi controproducenti... (e lo vedi mentre lo fa da un'alterazione dei movimenti, così come senti la scheda sonora del computer fare tictictictictic)

La buona notizia è che il timore che una bambina priva di tale paragrafo, quando arriva la luna rossa, cominci a dar via foto osè per farsi meglio accettare, salvo poi vergognarsene e dare aria al cervello, è infondato. Se non ha tale paragrafo, la fanciulla non ha alcun motivo di dare via foto osè.

Il secondo bullone da stringere è:
Gli sposi non sono come la pappa, che se non trovi il riso vercellese devi accontentarti del riso cinese o morirai, gli sposi son quella cosa che meglio non averne piuttosto che averne uno scadente.
@Puffolotti

Suona un po' più moderno.

No! Tu stai parlando del futuro, e su questo concordo, io del presente e visto che mia figlia è una preadolescente è esonerata dal preoccuparsi di controllare la sua vita.

Avrà tempo per imparare a comprendere che nessuno ha il controllo totale della propria vita; per migliorare servono anni e poi basta un secondo e arriva il lupo a distruggere tutto.
Non per questo si deve aver paura, o peggio darsi perdente, ma la consapevolezza della propria fragilità non è mai un male.

Le foto osè non sono il problema ma l'occasione che aspettava il lupo per distruggerti.

Ma si sa, i lupi hanno pazienza, quindi foto o non foto loro saranno li e fin che potrò anch'io sarò li; ma con la cosapevolezza non sarò li per sempre.

Ps. Tanto per evitare fraintendimenti: Il lupo non è sinonimo di diavolo perché anche Lucifero è la vittima di un lupo. Poi io adoro i lupi.
@Motogio

Mi sarò espresso male, ma mi pare che è quello che intendevo quando dicevo:

"E perchè non dovrebbero crederlo? chi è che nei 10 anni precedenti ha insegnato loro che per una donna non c'è niente di male nell'anteporre i propri interessi ed i propri sogni al dovere di cianfrinare il principe azzurro e dare dei nipoti (possibilmente maschi) ?"

Poi, le "astuzie donnesche"... non sono neanche del tutto sicuro che sia importante impararle nel corso della vita, la donna che non le usa vive molto meglio di quella che le usa.