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L’asteroide WT1190F era un veicolo spaziale? Probabilmente sì, comunque niente panico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/01/13 23:00.

Credit: Osservatorio Astronomico di Bologna.
Da alcune settimane si parla in Rete dell’asteroide WT1190F, del suo nome un po’ comico (che richiama il popolare acronimo WTF) e soprattutto del fatto che gli esperti dicono che non è un sasso cosmico ma è un oggetto artificiale. Stando ai calcoli, dovrebbe aver colpito l’atmosfera terrestre poco fa, intorno alle 6:20 UTC (le 7:20 in Europa centrale), disintegrandosi senza pericolo significativo a sud dello Sri Lanka.

La traiettoria dell’oggetto è stata ricostruita con precisione e sappiamo che orbitava intorno alla Terra lungo un’orbita che lo portava oltre la Luna. Dalla sua luminosità, che varia periodicamente, sappiamo anche che è piccolo (qualche metro di diametro) e ruota su se stesso ogni due ore e mezza circa. Cosa più interessante, sappiamo si tratta di un oggetto artificiale perché ha una densità media molto bassa, come se si trattasse di un oggetto cavo, e il suo colore è molto chiaro, tipico dei relitti spaziali (gli asteroidi naturali sono normalmente molto scuri).

Questi dati hanno fatto pensare che si tratti di un detrito spaziale di qualche missione lunare, e ad alcuni ricercatori è venuto in mente un “detrito” molto particolare: la cabina del Modulo Lunare della missione Apollo 10, che a maggio del 1969 fece una prova generale dell’allunaggio. Dopo l’uso, la cabina (più precisamente, lo stadio di risalita o ascent stage) del Modulo Lunare fu abbandonata nello spazio e se ne persero le tracce. L’ipotesi è intrigante, ma non è affatto certa come titolano alcuni giornali: ci sono molti altri possibili relitti spaziali candidati.

Per quanto riguarda l’origine del suo nome, l’Agenzia Spaziale Europea spiega bene, tramite un articolo dello scopritore dell’oggetto, Eric Christensen, che non c’era alcun intento comico di rispecchiare nella sigla le perplessità degli scienziati sulla natura dell’oggetto: semplicemente, la W è la lettera progressiva che indica l’anno di scoperta (il 2015), la T indica la metà del mese di scoperta (le prime due settimane o le seconde due del mese di calendario), la cifra 1 identifica l’osservatorio che ha individuato l’oggetto, e i quattro caratteri successivi sono un contatore progressivo esadecimale. Il risultato è che quest’asteroide non è stato il solo ad avere un identificativo che richiama il classico WTF.

Aspettiamo qualche ora e vediamo se ci sono state osservazioni. Qui c'è un mini-blog (in tedesco) che segue uno dei voli osservativi appositi, citati anche da Nature.


2015/11/14


Un avvistamento dal Regno Unito, pubblicato da Peter Birtwhistle e realizzato 44 minuti prima dell’impatto, mostra molto bene la variazione periodica di luminosità che indica una rapida rotazione dell’oggetto.


Qualche immagine del rientro è pubblicata in questo video.


2016/01/14


Secondo una ricerca pubblicata su Nature, WT1190F sarebbe quel che resta della sonda lunare statunitense Lunar Prospector, lanciata nel 1998.


Fonti aggiuntive: ASISlate.
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Commenti
Commenti (8)
Sapevo che ci sarebbe stato un volo per rilevare lo spettro della luce emessa bruciando nella speranza di identificare i materiali di costruzione e quindi il veicolo.
Ma sul blog in tedesco, tradotto da Google, leggo che invece c'è stato cattivo tempo per cui il volo o non c'è stato oppure è rientrato senza vedere nulla.
Le ipotesi nel frattempo sono cambiate
https://twitter.com/planet4589/status/665017832489390080
tuttavia l'idea di catalogare gli oggetti sconosciuti con la sigla WTF non sarebbe da scartare.
Personalmente, spero che non si sia trattato di Snoopy. Si tratta infatti dell'unico stadio di ascesa del modulo lunare Apollo che ha volato ed è ancora nello spazio (o almeno lo era fino a stamattina). Il suo valore storico, per le future generazioni, è incalcolabile. Rappresenta infatti un pezzo unico di un momento irripetibile dell'epopea spaziale. Ritrovarlo ed esplorarlo, per i nostri pronipoti, avrebbe la stessa importanza della scoperta, oggi, di un'antica trireme greca completamente intatta.
Ma, purtroppo, i dati disponibili prima del rientro non permettono di scartare lo stadio di ascesa del modulo lunare di Apollo 10 (missione che ancora ricordo come fosse ieri). Ho infatti calcolato il rapporto area su massa di Snoopy, ottenendo 0,009 metri quadrati per kg, valore compatibile con quello di 0,011 metri quadrati per kg calcolato per WT1190F tenendo conto degli effetti della pressione di radiazione solare sulla sua orbita. E anche le dimensioni sarebbero quelle giuste.
Comunque non è escluso che possa trattarsi di altro. Sappiamo che questo oggetto era già stato individuato nel giugno 2009, quindi deve essere stato lanciato prima. Contrariamente a quanto riportato da varie fonti, secondo me non è uno stadio cinese o indiano, perché o sappiamo che sono già rientrati, o ne conosciamo l'orbita, o sono stati lanciati dopo. Tra i candidati possibili io prediligo (e faccio il tifo) per il secondo stadio del lanciatore giapponese H-IIA, che ha lanciato, il 14 settembre 2007, la sonda lunare SELENE (KAGUYA). Il valore che ho ottenuto per il rapporto area su massa, pari a 0,011 metri quadrati per kg, è anch'esso compatibile con quello osservato, ma le dimensioni sono superiori a quelle stimate per WT1190F, di cui però non sono in grado di valutare l'accuratezza.
ipotesi di fantasia (parecchia!) se fosse davvero lo Snoopy, ci fosse stato ancora uno Shuttle in funzione... lo si poteva recuperare?
Gianluca,

probabilmente no. La traiettoria e la velocità dell’oggetto mi sembrano, a naso, parecchio incompatibili con i limiti operativi dello Shuttle.
Ma aveva senso riportare fino quasi alla Terra il LM? Significava accelerare dalla Luna con una massa supplementare (quindi necessità di carburante) che sarebbe stata poi abbandonata? Certo, Apollo XIII ci ha insegnato che un "guscio" in più poteva sempre essere utile, ma io ho sempre pensato che si fossero tutti schiantati sulla Luna....
Ma le navicelle gravitazionali quando arriveranno? Con il teletrasporto?
... i rientri dei moduli spaziali vengono (o venivano) normalmente programmati per avvenire in mare aperto, dove poi un'imbarcazione andava a recuperare gli astronauti. Domanda ignorante: questi relitti spaziali che rientrano in modo non programmato (e credo siano fatti in modo da non disintegrarsi a contatto con l'atmosfera) non si rischia che piovano su qualche casa o in testa a qualcuno??