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115 commenti

“Nativi digitali” sempre meno competenti per colpa di tablet e smartphone?

Se siete fra quelli che comprano tablet e smartphone al neonato perché così diventerà sicuramente un cittadino digitale competente, forse ho una brutta notizia da darvi. Secondo uno studio condotto in Australia per la valutazione delle competenze degli studenti di 12 e 16 anni su un campione di 10.500 individui, la crescente diffusione degli smartphone e dei tablet nelle case e nelle scuole sta ritardando lo sviluppo delle competenze informatiche.

I risultati mostrano infatti un declino drastico rispetto agli stessi dati raccolti nel 2008 per i dodicenni; i dati per i sedicenni sono al minimo storico. Come si spiega? Secondo gli autori della ricerca, i dispositivi mobili usati oggi dai giovani richiedono competenze differenti e modalità d’insegnamento altrettanto diverse rispetto al passato. Per esempio, oggi sono più importanti le competenze nella comunicazione online ed è meno indispensabile la capacità di modificare fisicamente i dispositivi, sempre più da usare a scatola chiusa e senza parti sostituibili.

Parte della colpa dei questi risultati, sempre secondo i ricercatori, spetta al fatto che in questi anni il programma scolastico per l’insegnamento dell’informatica non è stato adeguato ai nuovi scenari tecnologici che sono emersi man mano e quindi i parametri di valutazione potrebbero non essere più realistici. In tal caso, niente panico: non ci sarebbe in corso un rincitrullimento giovanile collettivo ma semmai sarebbero i test a essere tutti da rifare. Sia come sia, i documenti della ricerca sono disponibili qui e qui in formato PDF in inglese.
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Commenti (115)
Conclusioni discutibili. Non sono i test a dover inseguire il concetto di proficiency di interazione con modalità (di interazione) e dispositivi sempre diversi, ma il programma scolastico a doversi concentrare sugli essentials del computational thinking (uso espressioni Inglesi non per esterofilia, ma per fare riferimento a keyword che sono indicizzate da Google per dare accesso ad una letteratura di diffusione crescente). Altrimenti sarebbe come il dover cambiare i test di matematica in funzione del fatto che si usino le tabelle computate o una calcolatrice.
Il problema non è banale: il pensiero computazionale è ancora un argomento di studio poco definito, per cui i docenti delle primarie e secondarie sono (in genere) poco attrezzati e anche gli universitari se ne curano poco perché sono giudicati più per il livello di disruptiveness della loro ricerchina, piuttosto che per la loro capacità di fare trasferimento culturale alla società che li finanzia. Finché, almeno in Italia, il reparto Informatica delle poche librerie rimaste conterrà solo manuali dell'ultima versione di un applicativo, per dummies (si noti!), non faremo passi avanti. Anzi.
Quanti libri godibili, e regalabli a Natale, sono scritti sulla meccanica quantistica e quanti sulle basi del ragionamento computazionale? O sulla storia dell'informatica (da cui si capirebbe che da Turing all'iphone non è cambiato "quasi" nulla). Cosa avrebbe una utilità sociale maggiore? Nel mio piccolo, ci provo (http://goo.gl/HE6kIX).
Mi sembra evidente! Io avevo 2 anni circa quando ho "messo le mani" sul mio primo computer, il Commodore VIC=20! E sono cresciuto con una passione che si è sviluppata attraverso modalità fisiologicamente ben diverse dai piccolissimi che ora nascono con in mano tablet e smartphone. Saranno sì nativi digitali, ma probabilmente molto meno "smart" di quello che si pensa!
"non ci sarebbe in corso un rincitrullimento giovanile collettivo ma semmai sarebbero i test a essere tutti da rifare"

NO, al contrario.
qualche anno fa, per usare una qualunque applicazione, eri costretto a PENSARE. Copiarla su disco, modificare mille file per farla partire, spesso anche i file di sistema per avere l'audio... ah bei tempi di dos...

ora, la maggior parte dei "nativi digitali" non sa neanche cosa sia un file. Un bottone installano un'applicazione. Se c'è qualche problema non indagano neanche, chiusa e basta.
I bambini e i ragazzi di oggi sanno usare qualche programma. Non sanno usare un computer. C'è una grande differenza.
Molto grande. Io sono alquanto preoccupato per il futuro (il mio mestiere è sistemista).
Non è solo questo: molti genitori si vantano della bravura dei propri pargoli a usare smartphone e tablet, ma che non sanno parlare né scrivere correttamente e non sanno fare 2+2 :-/
@Lanf non ti preoccupare ora con “il Cloud” e il “devOps” si risolverà questo problema. I sistemisti saranno solo quelli dei cloud provider e tutti gli altri potranno sviluppare solo metacodice compatibile con le soluzioni cloud dei provider :)
Questa è l'evoluzione informatica dei tempi moderni.

Nel 1980 si vendevano i Computer e gli accessori
stimolando gli entusiasti della programmazione :
Tutti i computer avevano almeno il BASIC residente nell' eprom,
ed era normale che i vari ZX80, spectrum, commodore 64, IBM XT
all' accensione entrassero nell'editor dei comandi.

Nel 2015 invece è proibito programmare,
e qualsiasi linguaggio che non utilizza gli oggetti di sistema
standardizzati dall' ambiente e dall' azzienda
deve essere considerato un reato sovversivo e illegale,
Gli USA hanno imposto il Digital Millennium Copyright Act.
(con buona pace delle aflatossine cancerogene)

Sotto queste premesse allora nasce (e si afferma) l'ignoranza digitale,
e l'ammaestrato informatico, che è solo un utente di tecnologie multimediali.
All' accensione del dispositivo gli è concesso solo pigiare su delle icone,
per fare shopping, per immettere i propri dati personali sui social network
e per fare degli acquisti.
Lo smartphone diventa la combinazione geniale di tutte queste innovazioni
messe insieme : ovvero il PC portatile tracciabile, bloccato,
telecontrollato da remoto e con la tua carta di credito dentro.
Euro fascism,

Già. Peccato che volendo si possa ancora studiare informatica e programmazione a livello professionale.

Mannaggia sti poteri forti che non sono ancora riusciti a scardinare la gilda dei corsi universitari di informatica ed ingegneria elettronica...
@Stu
la differenza e' che negli anni 80/90 se volevi usare un computer dovevi avere/farti certe competenze... poi nel 2000 bastava cliccare a casaccio e ora basta strisciare un dito (non serve nemmeno piu' sapere usare un mouse)...
Guido Pisano,

Lo so, ho ben presente. Ma niente a che vedere con un progetto sottostante come lascia intendere Euro fascysm. Comodità e niente più. Cosa che lascia però ampio spazio di "manovra" a chi queste cose le pensa, ingegnerizzazione e programma, questo sì e conseguente utilizzo da parte delle forze dell'ordine.

Ma non è un cambiamento imposto dall'alto.
Ingegnerizzazione what? Ingegnerizza...
@Palin, ma programmare metacodice è mica banale. Bisogna saper programmare comunque (ad un livello di astrazione più alto, ma è pur sempre un ordinare logicamente i passi di un processo di elaborazione). Convinto che rientri nelle competenze della maggioranza delle persone?

@Stupidocane, pur non condividendo certe visioni apocalittiche, non conta quello che fanno/sanno pochi migliaia di specialisti. Ma milioni di utenti (di sistemi di votazione elettronica, di home banking, di social media di varia natura). Qui l'ignoranza è pericolosa e diffusa. Inoltre: tutti convinti che l'università (informatica e ingegneria) formi sempre persone culturalmente capaci di fronteggiare le innovazioni e le loro conseguenze sociali? Invidio questo ottimismo...
O tempora, o mores!
Le cose cambiano, gli oggetti, compresi i pc (o qualsiasi loro derivazione), diventano sempre più strumenti e cessano di essere interessanti in sé.
Quand'ero ragazzino smontavo e rimontavo il motore del mio motorino, ora se apro il cofano della mia macchina faccio fatica a capire che cosa sto guardando. Eppure la mia macchina è molto più sofisticata,intelligente, ecologica e efficiente delle macchine di 30 anni fa e non ha proprio senso che io metta le mani nel motore, perché di fronte alla nuova tecnologia, o ho un bagaglio di competenza enorme (molto maggiore di quello che serviva 30 anni fa per regolare il carburatore) o rischio solo di fare danni.
Abbiamo un bel rimpiangere i tempi del Vic20, ma i pc di oggi sono un'altro pianeta, quello che potevamo fare su quelle macchinette di allora, oggi richiederebbe competenze incredibili. E a che pro?
I ragazzini di oggi non sanno neanche cosa sia un file, ma cosa gli serve? Se gli dici dll ti guardano con occhio da pesce, ma davvero, cosa si perdono?
I pc sono degli strumenti che gli consentono di fare cose incredibili in confronto a quelle che facevamo noi alla loro età e hanno la fortuna di non doversi sbattere tra ROM, porte serialil o parallele, shell e codici ASCII. Beati loro!
Poi è vero che non sapendo cosa abbiamo nelle tasche dei jeans siamo alla mercé dei produttori di hw e sw, che possono fregarci approfittando della nostra ingenuità, ma mi chiedo: dato l'enorme costo richiesto (in tempo, in istruzione, in studio...) per essere davvero competenti sulla nuova tecnologia, i benefici compenserebbero questi costi?
mah..
mio cugino di 5 anni praticamente ha imparato a programmare credo in c++ e non sapeva leggere e non sapeva scrivere. praticamente ha preso il cellulare e ha programmato in c++.
Va be poi non sa inserire una musicassetta in un mangianastri o non sa usare il telefono a disco ma intanto sa fare cose utilissime e nessuno gli ha insegnato niente.

come te lo spieghi?
se prendi una qualsiasi ragazzina o ragazzino anche di 10 anni e lo metti di fronte ad un pc, tempo 2 giorni e ti crea un sistema operativo stile windows, un videogioco con grafica 3d stile fallout 3 e tante altre cose e tutto senza aver mai letto niente e non sapendo nulla di programmazione o di editor grafici per videogames.

come te lo spieghi? io posso anche scommetterci. ti porto mio cugino, tu ti porti un pc infettato da un virus o da più virus e te lli faccio togliere da lui senza antivirus direttamente individuando file per file del pc infetto e riprogrammando se necessario i file di sistema, il tutto in 2 ore.

sei disposto a scommeterci dei soldi?
io sì.
@Stu
Ma non è un cambiamento imposto dall'alto.
beh in nomen omen (non tu eh!)... :)
juventin87,

come te lo spieghi? io posso anche scommetterci. ti porto mio cugino, tu ti porti un pc infettato da un virus o da più virus e te lli faccio togliere da lui senza antivirus direttamente individuando file per file del pc infetto e riprogrammando se necessario i file di sistema, il tutto in 2 ore.

Tuo cugino? Quello che un giorno si è svegliato in un fosso tutto bagnato che gli mancava un rene?

Scommessa accettata.
@Juventino
mio cugino di 5 anni praticamente ha imparato a programmare credo in c++ e non sapeva leggere e non sapeva scrivere. praticamente ha preso il cellulare e ha programmato in c++.
Mi ha detto mio cuggino che da bambino una volta e' morto.
@Claudio @Andrea @Lanf A mio parere siete leggermente fuori target nell'analisi. Il numero di "nativi digitali" che crescono usando smartphone o tablet (o comunque dispositivi con limitate possibilità di interazione) rasentano il 100% del campione: intendo dire che a mio cugggino, che utilizza un iphone ed è attivissimo sui social, dell'informatica non gliene frega una mazza (scusate l'espressione). Se fosse nato nel '78, come me, probabilmente sarebbe cresciuto senza neanche accendere un computer (o, al massimo, facendosi regalare un Gameboy).
Insomma, la percentuale di persone interessate all'informatica "seria" non è assolutamente diminuita, semmai a me sembra sia aumentata (trent'anni fa una persona portata per l'informatica ma con scarse possibilità economiche avrebbe avuto poche possibilità di appassionarsi all'argomento, oggi i dispositivi elettronici sono pervasivi). Tuttavia non ho dati a supporto della mia tesi.
@Paolo
com'e' che abbiamo pensato la stessa cosa? :)
Tu pensa io per imparare a programmare in java ho dovuto fare dei corsi mentre bastava accendere il picci e pigiare tasti a caso e non solo avrei potuto imparare a programmare, ma avrei scritto un nuovo S/O* con api di sistema, dll e tutto il resto...

'un c'ho capito proprio nulla della vita...

*effettivamente windows sembra scritto cosi'
@luca
da programmatore e sistemista ti dico che serve sempre sapere cosa succede sotto il cofano. Conosco tantissimi programmatori che non saprebbero da che parte rifarsi senza i loro preziosissimi framework. Non dico che siano inutili, ma dico che comunque conoscere come funzionano le cose "sotto" serve ad utilizzare uno strumento nel modo migliore... E soprattutto ti serve per non dipendere da un dato strumento...
Euro fascysm:

"Nel 2015 invece è proibito programmare,
e qualsiasi linguaggio che non utilizza gli oggetti di sistema
standardizzati dall' ambiente"

Allora, anzitutto azienda si scrive con una sola zeta. Secondariamente visto che ci sono persone che si sono fatte il mazzo per farmi strumenti standardizzati (e che funzionano, sottolineerei), solo uno stupido o uno con molto molto molto tempo da buttare si metterebbe a programmarli da zero, col rischio di incompatibilità e malfunzionamenti.

Mai lavorato nel campo informatico eh... io poco ma ho capito che è inutile reinventare la ruota.

Ma bisogna essere alternativi! Che sistema operativo usa il tuo computer? Quello che ti sei scritto tu in Assembler? Ah no, perché assembler è standardizzato.
Federico Cabitza,

No. Intendevo che se uno vuole può informarsi e formarsi fino a diventare uno delle poche migliaia che citi. Anche se credo che su scala mondiale potremmo parlare di una milionata.

Il tutto tenendo presente il perché del mio intervento precedente con Euro fascysm.
Ieri mio figlio di 5 anni mi ha detto che preferisce giocare (lo stesso gioco) sul tablet strisciando le dita che usare il joypad della PS3. Non bisogna escludere che l'accesso sempre più semplice ed immediato ai tablet rende meno attraente utilizzare altri strumenti su cui è necessario più impegno.

Si è mai visto un [juventino] che perde una scommessa e paga?

Scusate, mi è scappata.

Comunque la scommessa col cugino va definita un po... tecnicamente se prendi un computer a martellate, e fori ogni singolo componente col trapano un numero cospicuo di volte... lo hai effettivamente liberato da ogni virus presente e futuro.
Quindi, secondo lo stesso ragionamento, io sarei un rincitrullito perché non ho idea di come si vada a cavallo perché utilizzo un'automobile. E sarei un rincitrullito perché farei dei danni a lavarmi il bucato al fiume con l'asse e il sapone perché uso una lavatrice.
Scusate ma la tecnologia si evolve vivaddio, e io sono un programmatore che non si sente un rincitrullito perché non saprebbe utilizzare un computer a schede perforate.
I tempi in cui dovevo editare gli esadecimali e sapere a memoria i comandi del DOS non li rimpiango proprio... e se proprio voglio complicarmi la vita, c'è sempre Unix (senza interfaccia grafica, eh... se no sei un rincitrullito) ;)
@stupidocane io non contestavo il tuo intervento; però non condivido l'ironia (de opinionibus...) su tutto l'intervento precedente. Penso che un consumatore che ignora come appropriarsi profondamente dei propri gadget elettronici sia più desiderabile per certi attori sociali rispetto ad un utente responsabile e capace di configurarsi i propri sistemi, magari di progettarseli da solo, scambiandosi design e programmi open designers, makers, hackers, etc.). Le società occidentali poi offrono servizi di acculturamento standardizzato molto efficienti (le chiamano università), e in caso dell'Europa anche a buon mercato (ma non gratuito). E' difficile spiegarsi tra le righe di un blog: voglio solo dire che la tendenza a semplificare è una tendenza a nascondere. Le tecnologie attuali sono sempre più scatole nere che le nostre dita non possono nè toccare nè riparare. Questo avrà conseguenze sui nostri cervelli. Quali, chissà! ma Carr e Spitzer hanno scritto dei bei saggi per almeno cominciare a porci queste domande.
Per il lavoro che faccio potrei fare un sondaggio.. tanti ragazzi sono "ignoranti" hanno solo tablet e smartphone..
Io da piccolo giocavo su DOS..
Loro... candy crush..
Federico Cabitza,

Non contesto che nell'evoluzione tecnologica si siano create delle scorciatoie in termini di mezzi, ma come dice Il Lupo della Luna, non si può sapere tutto di tutto, anche in materia di programmazione. Esistono ambienti di compilazione? Certo. Se devo creare un software che faccio? Me ne creo uno partendo magari da un linguaggio che mi invento, oppure uso ciò che c'è?

Io lavoro il marmo. Non è che devo forgiarmi gli utensili o peggio, fare un corso universitario di ingegneria meccanica per costruirmi le macchine per la lavorazione, tanto meno devo sapere come compilare un programma CAD/Cam per farle funzionare.

Uso ciò che c'è disponibile sul mercato e se non c'è mi rivolgo ai produttori di qualcosa di simile a ciò che ho in mente per vedere se si può fare ed a quale costo.

In informatica penso che sia uguale. Forse è più creativa di 20 anni fa anche grazie al fatto che oggi ci sono mezzi che 20 anni fa si potevano solo sognare.

Si perde qualcosa nel frattempo? Certo che si. Io nel mio piccolo sono uno di quelli che ha cominciato con i primi CN nel mondo del marmo, disegnando a mano, creando e digitando manualmente stringhe su stringhe di listati ISO nella ROM del CN (ethernet? Che d'è sto ethernet?. Oggi uso ambienti CAD/Cam su Win 10 e faccio tutto con mouse e qualche comando da tastiera, con connessioni col CN via cavo o WiFi o al massimo con una chiavetta USB.

I programmatori moderni probabilmente non sapranno mai mettere le mani tra le stringhe dell'ISO generato dal programma come me (perché quello esce dai CAM da millemila euro), ma non serve nemmeno che sappiano cosa significhino tutte quelle righe alfanumeriche e le funzioni G ed M. Perché?

Perché esistono programmi di simulazione che permettono di vedere se e dove ci siano errori.

Meglio? Peggio? Mah. Direi diverso. E molto più "facile". Programmare un CN a 5 assi interpolati in ISO è un lavoro improbo e virtualmente impossibile.

I vecchi CN da meccanica si appoggiavano (nelle interpolazioni ) a "sottoprogrammi" per permettere i movimenti in più assi contemporaneamente. E chi li faceva quei sottoprogrammi? Non l'utente finale bensì gli ingegneri che avevano progettato il software. Quindi già allora c'era una certa quota d'ignoranti e poche centinaia di "illuminati" che gestivano il SW.

Ma se vogliamo guardare il pelo nell'uovi, lo stesso Basic del Vic20 non era farina del sacco dell'utente bensì un "prodotto" fatto e finito per poter programmare.

L'evoluzione tecnologica funziona così. Sta nell'utente la voglia di capire cosa c'è dietro alla pressione col dito di un'icona sullo smartphone. E se vuole ci sono le scuole che insegnano a costruire quelle icone e tutto il SW che esse aprono.
@MacLo
Loro... candy crush..

...che, non dimentichiamo, è un gioco dei tempi del DOS o quasi.

Sono proprio antiquati questi giovani d'oggi :-)
juventin87

continuo a vergognarmi di essere juventino.
Beh, il fatto commentato nell'articolo è un fenomeno atteso, a ben vedere. Ogni volta che si facilita l'approccio a qualsiasi cosa il grosso pubblico diventa meno competente. Come è già stato rilevato, quando un'automobile si rompeva ogni 100 km, ogni autista doveva essere anche meccanico. Adesso no.
100 anni fa, il regolamento del Giro d'Italia imponeva che il corridore si riparasse da solo i guasti; due settimane fa ho dato un passaggio a uno che aveva bucato e che aveva una bici di adesso, di quelle supertecnologiche (e molto più costosa della mia...), che aveva preso dal negoziante così com'era e messo in strada subito. Non sapeva neanche come si sgancia la ruota.

E' sempre così. Il fatto che stupisce è che qualcuno abbia potuto pensare che la diffusione dei gadget elettronici avrebbe aumentato la competenza informatica anzichè diminuirla. Ingenuità.
La stessa ubriacatura che si è vista in questi anni nella scuola col delirio per LIM, tablet, e-reader e membri fritti vari. Meno male che qualcuno, costretto dall'evidenza, sta cominciando a ripensarci.
Io so solo che ultimamente quando nei forum di gaming in cui scrivo mi chiedono consigli mi ritrovo sempre più spesso gente che per far girare l'ultima novità ha difficoltà e non sa come fare quando gli sarebbe bastato andare nella schermata nelle opzioni del gioco per abbassare i dettagli uno ad uno invece di usare i preset ma a quanto pare anche solo cliccare sul pulsante "opzioni avanzate" li spaventa, e ce ne sono tanti che si vendono computer perfettamente decenti perché non hanno la più pallida idea che possono abbassare dettagli e risoluzione e pensano che la loro macchina da gioco sia già sorpassata, spesso non aggiornano nemmeno i driver per scheda audio e video, operazione che io imparai a fare a dodici anni quando era molto più complicata rispetto ad oggi.
Secondo me, il numero di persone che sa effettivamente usare un computer non è diminuito, rispetto al passato; negli anni 80, chi aveva un computer spesso sapeva usarlo (non sempre: molti avevano un Commodore 64, ma lo usavano solo per i videogiochi, e non andavano oltre il famigerato "PRESS PLAY ON TAPE")... ma erano in pochi ad avere un computer. Oggi, tutti hanno un computer o un dispositivo analogo, ma solo pochi lo sanno usare e capire (sono lo stesso tipo di persone che negli anni 80 si compravano un computer e leggevano il manuale); gli altri sono quelli che non avrebbero mai usato un computer negli anni passati, ma che oggi non possono farne a meno perché troppe attività lo richiedono (posta, fotografia...).

E per chi si preoccupa di come si può imparare la programmazione su tablet e smartphone, ricordo che almeno per Android esistono sia il Basic che il Python, e si trovano sul repository ufficiale. Certo, si è meno motivati a provare a scrivere un programma, ma solo perché in molti casi c'è già modo di fare la stessa cosa più facilmente : ad esempio, una volta si usava tanto il LOGO per introdurre i bambini alla programmazione : il bambino era incentivato, perché si rendeva conto che poteva creare lui dei disegni sul monitor; ma se ha già la possibilità di mettere sul monitor le foto, di disegnare passando il dito, o di far apparire qualunque immagine chiedendo a Google, non gli interesserà più apprendere un sistema lungo e complicato per fare qualcosa che tanto riusciva già a fare da solo.
Secondo me, il numero di persone che sa effettivamente usare un computer non è diminuito, rispetto al passato; negli anni 80, chi aveva un computer spesso sapeva usarlo (non sempre: molti avevano un Commodore 64, ma lo usavano solo per i videogiochi, e non andavano oltre il famigerato "PRESS PLAY ON TAPE")... ma erano in pochi ad avere un computer. Oggi, tutti hanno un computer o un dispositivo analogo, ma solo pochi lo sanno usare e capire (sono lo stesso tipo di persone che negli anni 80 si compravano un computer e leggevano il manuale); gli altri sono quelli che non avrebbero mai usato un computer negli anni passati, ma che oggi non possono farne a meno perché troppe attività lo richiedono (posta, fotografia...).

E per chi si preoccupa di come si può imparare la programmazione su tablet e smartphone, ricordo che almeno per Android esistono sia il Basic che il Python, e si trovano sul repository ufficiale. Certo, si è meno motivati a provare a scrivere un programma, ma solo perché in molti casi c'è già modo di fare la stessa cosa più facilmente : ad esempio, una volta si usava tanto il LOGO per introdurre i bambini alla programmazione : il bambino era incentivato, perché si rendeva conto che poteva creare lui dei disegni sul monitor; ma se ha già la possibilità di mettere sul monitor le foto, di disegnare passando il dito, o di far apparire qualunque immagine chiedendo a Google, non gli interesserà più apprendere un sistema lungo e complicato per fare qualcosa che tanto riusciva già a fare da solo.
Pienamente d'accordo con PoLaR, con Angelo e con chi ha espresso un concetto simile: la componente di coloro che sanno programmare e andare a fondo nell'uso del computer non è diminuita, la differenza è che oggi anche chi non ha queste competenze possiede un computer, un tablet o uno smartphone (e ovviamente non ci vedo nulla di male).
Aggiungo che non bisogna erroneamente considerare i concetti di "nativo digitale", di "cittadino digitale" e di "esperto informatico" come sinonimi. I primi due (diversi tra loro) non implicano il terzo.
Per capirlo, portiamo avanti un'analogia con i concetti di "nativo italiano", "cittadino italiano" e "esperto del diritto italiano" (cioé del "software" su cui si basa la vita sociale italiana).
"Nativo digitale" è chi è è nato in un contesto tecnologicamente avanzato (diciamo dopo la diffusione del web), come "nativo italiano" è chi è nato in Italia.
"Cittadino digitale" è chi ordinariamente interagisce e "vive" in un contesto digitale, come il "cittadino italiano" è chi vive in Italia (qui per semplicità consideriamo "cittadino" come sinonimo di "residente", senza addentrarci in precisazioni giuridiche; piuttosto, tutti i nativi digitali sono di regola cittadini digitali, mentre possono aversi cittadini digitali che non sono nativi digitali, p. es una parte degli attuali sessantenni).
"Esperto digitale" è chi conosce il funzionamento di un computer e sa programmare, come "esperto di diritto italiano" è chi conosce la Costituzione e le leggi e saprebbe redigere materialmente una legge o un provvedimento amministrativo.
Bene: non è che essere "nativo" o "cittadino" debba per forza essere colellegato all'essere "esperto". "Esperto" è chi va molto oltre i due primi livelli, perché studia (o in proprio, o nelle scuole e università): ciò vale sia per l'appartenenza territoriale che per l'appartenenza informatica.
Quindi non c'è da "scandalizzarsi" se ci sono nativi digitali o cittadini digitali che non conoscono un linguaggio di programmazione, che non sanno che cosa è un file e che in generale non vanno oltre quella che è l'interfaccia dei propri dispositivi, alla stessa identica maniera in cui, magari anche tra molti commentatori di questo blog ci sono nativi italiani, che sono anche cittadini italiani, ma che magari non saprebbero citare a memoria, illustrare e commentare articolo 118 della Costituzione, spiegare la differenza fra il Consiglio di Stato e la Corte di Cassazione, o spiegare esattamente quali articoli della legge di stabilità dello scorso anno si sarebbero dovuti scrivere diversamente per ottenere un gettito fiscale maggiore del 7% (e per questo non cessano di essere nativi e cittadini). Non c'è nulla di male in tutto ciò, ci mancherebbe! Ma non c'è neanche nulla di male nell'identico discorso trasposto nell'informatica.
@Lupo e altri
non voglio dire che non possiate lavorare perche' non sapete come farvi gli strumenti, ma se lo sapeste avreste un di piu' che vi permette di capire come funziona lo strumento che usate eventualmente ripararlo e farne a meno se necessario...
Questa piccola diatriba sulle competenze informatiche mi ricorda tantissimo quella sull'utilità del latino.

Anche in quel caso chi conosce il latino ha una marcia in più nella comunicazione, ciò però non toglie che chi non lo sa non sappia parlare.
@Stu
c'e' da dire che oggi non ti troverai mai nella situazione di dover parlare solo latino il latino ti aiuta nel capire la tua lingua e le altre neolatine, ma li' si ferma. Mentre sapere come funziona "sotto" e fare a meno di certe cose (anche di una gui) magari non e' indispensabile, ma distingue da uno che sa come si usa uno strumento da uno che sa il come e perche' un certo strumento funziona (perche' sa com'e' fatto). E' la stessa differenza tra me e il mio meccanico. Io la moto la uso lui l'aggiusta. Questo non mi impedisce di usare la moto, ma il mio meccanico sa qualcosa che io no so. "mi manca" qualcosa...
"non voglio dire che non possiate lavorare perche' non sapete come farvi gli strumenti, ma se lo sapeste avreste un di piu' che vi permette di capire come funziona lo strumento che usate eventualmente ripararlo e farne a meno se necessario..." Sicuramente guarda, se non mi funziona photoshop me lo scrivo in basic. :D

Come quello che mi disse "ma dai, su, se su linux non ci sono i driver della tua scheda grafica (Matrox G200, qualche annetto fa) te li scrivi no?"

No, non funziona così. E non da ieri, ma almeno dal 1990...
@ Guido Pisano

No no, non entro nel merito della dissertazione pro/contro il saper cosa sottostà ai SW.

Notavo con divertita curiosità questo fatto: chi sosteneva che il latino fosse una materia di studio importante, non ritiene che lo sia altrettanto lo studio delle basi dell'informatica.

Non posso certo sbilanciarmi a dire che sia vero anche il contrario perché non ho ancora il quadro completo, ma posso affermare, sempre con il beneficio del dubbio, che c'è un'accoratezza di fondo, una considerazione particolare verso le materie che ognuno ritiene importanti per sé e che difende a "spada tratta", mentre se sono diametralmente opposte ( qui nel mio excursus lingua morta vs. linguaggio informatico) le tratta con obiettiva leggerezza.

Lo stesso stato d'animo che a parti invertite, altri avevano usato conversando sulla relativa importanza del latino al giorno d'oggi.

Una piccola curiosità personale resa manifesta, tutto qua. :)
@Lupo
Come quello che mi disse "ma dai, su, se su linux non ci sono i driver della tua scheda grafica (Matrox G200, qualche annetto fa) te li scrivi no?
Ma perche' no? E' quello che ha permesso a linux di diventare quello che e' nonostante i vari produttori di hw remassero contro e si ostinassero a non rilasciare i driver linux per i loro prodotti. Qual''è il problema di farsi quello che vuoi se non lo trovi gia' fatto? Non solo in campo informatico ma a me piace "fare" le cose (almeno quelle che sono in grado di fare). Forse e' per quello che mi trovo in sintonia con la filosofia linux (e con stallman in buona parte).
Sicuramente guarda, se non mi funziona photoshop me lo scrivo in basic. :D
Ti ripeto la domanda. Perche' no? Se sei in grado di farlo e photoshop non risponde alle tue esigenze ben venga. Se poi lo distribuisci ci sta che trovi molte altre persone che hanno le stesse tue necessita' e quindi il tuo software risolve un problema anche a loro...
Il commento precedente era per lupo... Se ho quotato qualcun'altro chiedo venia...
@Stu
io invece non penso che ci siano cose non importanti - almeno a livello assoluto. Lo sono in senso relativo ma anche in questo caso relativamente. Nel senso, e' sempre importante imparare qualcosa di nuovo, che abbia uno scopo pratico oppure no... e se qualcuno conosce bene un certo argomento che io magari non conosco, anche se non ha applicazione pratica, sa comunque qualcosa che io non so...
ma se lo sapeste avreste un di piu' che vi permette di capire come funziona lo strumento che usate eventualmente ripararlo e farne a meno se necessario...

E' la stessa differenza tra me e il mio meccanico. Io la moto la uso lui l'aggiusta. Questo non mi impedisce di usare la moto, ma il mio meccanico sa qualcosa che io no so. "mi manca" qualcosa...

Indubbio.
Come è indubbio che sarebbe bello sapere tutto. Ma ci vorrebbero giorni di 100 ore e vite di 200 anni.
Bisogna fare una scelta. Ma non credo che gli strali del Gran Capo, già altre volte espressi, fossero rivolti contro chi non sa come funziona nel dettaglio il suo computer, che sia nel notebook o nel cellulare è lo stesso, ma contro chi non conosce neanche l'ABC: cos'è un file, cosa vuol dire salvare un testo, come si fa a copiare da qua a là. Ovvero usa lo strumento senza averne nessuna coscienza.
Chiaro che non si può pretendere che tutti sappiano come funziona un computer nei dettagli, o ci sappiano mettere le mani; mentre è lecito pretendere almeno le conoscenze che non mettono a rischio te e il resto della rete: difendersi dai virus, dai malware, non diffondere bufale, insomma le idiozie digitali di cui tanto si parla qui.
Io sono una capra in informatica, non so neanche cos'è il kernel o se la cache serve a qualcosa o è di bellezza; però sui comportamenti potenzialmente a rischio so cosa fare e cosa no.
E' come quando si fa l'esame della patente, o del subacqueo, o simili: non devi saper smontare e rimontare da capo tutta l'attrezzatura: devi sapere usarla e nel caso metterci le mani quel tanto che basta affinchè tu (sub) o gli altri (automobile) non debbano patire pericoli, anche potenziali, dal tuo comportamento.
Questo livello sarebbe giusto pretenderlo.
Il punto è che la tecnologia diventa sempre più complicata, richiedendo sempre maggiori livelli di approfondimento in ogni campo.

La scienza stessa ed il sapere umano in genere procedono a passi da gigante, creando un delta enorme ed in continua mutazione dell'immenso fiume della conoscenza.

Date queste premesse risulta chiaro che siamo costretti a demandare le branche del sapere ad altri e che è grazie a questo decentramento e condivisione delle conoscenze che stiamo espandendo il delta.

Sono sicuramente d'accordo col fatto che non si sa mai abbastanza e che sapere il latino o come costruire un SW diano una marcia in più a chi conosce queste materie.

Ma abbiamo dei limiti fisici oltre i quali non possiamo più contenere informazioni. (Il che non significa necessariamente che chi ha tantissime tantissime nozioni sappia anche usarle o strutturarle in un disegno più complesso).

Dobbiamo fare i conti sia con la nostra limitata umanità che con i rami del delta che vanno naturalmente in secca. 30 anni fa ci sarà sicuramente stato qualcuno che faceva discorsi simili, per restare in topic, quando i ragazzini cominciavano a programmare in Basic ma non sapevano cosa fossero le schede perforate da inserire nei cervelloni a valvole termoioniche (cazz.. ehm, boutade ma credo renda l'idea).

Se guardiamo anche al recente passato siamo passati dal digitare stringhe di codice su schermi neri al cliccare con un mouse, poi a strisciare i polpastrelli... sii lo so che è solo il prodotto di gente che le stringhe le digita tutt'ora, ma è proprio questo il punto.

Non serve più essere esperti di programmazione. C'è chi programma per i compilatori che fanno le app che scorreggiano. Per permettere ai buontemponi di fare la figura da sfigati premendo il dito su un vetro virtualmente indistruttibile.

Molti sono cresciuti con l'immagine di un ambiente virtuale a finestre e con icone fatte a faldone per contenere foto che non hanno mai sviluppato e che non svilupperemo mai. Ora le foto se le portano in tasca. Assieme al web ed ad ogni informazione possibile.

È un nuovo cambio di paradigma. Io ho un'applicazione che mi fa vedere le cartelle di file sul telefono. La uso ogni tanto. Ma c'è anche chi ne fa a meno. Sono io quello attaccato alla sua idea di PC portatile e di conseguenza "quello strano". Perché? Perché quello che sto usando per scrivere adesso NON È un PC. È un lontano discendente del telefono. Eppure mi "ostino" ad usarlo come sono stato abituato ad usare Win 3.1 con le sue directory con l'icona a faldone..

Perché no? Perché la vita è breve, non posso sapere tutto ;-)

Perché se sapessi programmare un driver video o riscrivere photoshop non farei il lavoro che faccio ma il programmatore.
Banalmente, non mi serve sapere come riparare una biro per usarla, e nemmeno sapere come funziona.
Altro esempio, mi serve sapere come funziona la TV? Mi serve per usarla, intendo, sapere che componenti interni ha? No.
@Guido Pisano la Matrox G200 però è già una scheda video 2d/3d abbastanza complessa, e all'epoca c'era già il problema di dover aggiornare i driver regolarmente perché nemmeno quelli pagati per programmarli riuscivano ad imbroccarli giusti al primo colpo, uno che anche se è esperto col suo computer probabilmente ci deve fare dei lavori che richiedono tempo dubito che possa andare oltre la mera funzionalità di base, e di sicuro chi aveva bisogno di mere funzionalità di base da una scheda video non si comprava una Matrox G200 che all'epoca ricordo essere costosetta.
@martino
d'accordissimo che non si puo' sapere tutto, ma non deve essere nemmeno l'opposto, ovvero siccome non si puo' sapere tutto preferisco non approfondire in niente e continuare a mangiare il cibo crudo se non trovo un negozio che me lo vende gia' cotto...
@Stu
demandare le branche del sapere ad altri
si ma alla fine della catena ci dev'essere qualcuno che sa altrimenti e' un pelo problematico. Oltretutto che in questo modo sei costretto a fidarti. Come dicevo a martinobri, non puoi sapere tutto, ma puoi approfondire quello che gia' sai ed imparare qualcosa di nuovo. Secondo me l'atteggiamento giusto e': "c'e' sempre qualcosa da imparare"... questo volevo dire...
Faccio l'informatico all'Università di Verona e, per quel che vale, confermo i risultati di questa ricerca. Io e i colleghi diamo per scontato che i nostri utenti (studenti ma anche docenti e colleghi amministrativi) sono completamente incompetenti anche nelle più elementari basi dell'informatica. So per certo, ad esempio, che l'abitudine di riempire il desktop di decine di icone è data dal fatto che questi utenti non hanno afferrato il concetto di file system. Per intenderci, non sanno muoversi tra le cartelle. Figuriamoci poi la sicurezza!

Chi invece è venuto non dico dal DOS, ma almeno da diversi anni di Windows (!), ha di sicuro competenze informatiche di gran lunga maggiori rispetto a chi gioca con un tablet.
@Lupo
? Mi serve per usarla, intendo, sapere che componenti interni ha? No.
certo ma e' il desiderio di saperne di piu' che ci ha permesso di fare i passi avanti che abbiamo fatto e ci permette di farne di nuovi altrimenti saremmo ancora a darci bastonate in testa e forse nemmeno... Magari non ti interessa farlo perche' non hai passione per l'argomento, ma se invece ti piace sapere come funzionano le cose e magari metterci le mani, perche' non dovresti farlo?
@Det Bullock
ripeto la domanda: se uno lo sa fare perche' non dovrebbe farlo?
@Omonimo Gonzalo
non sanno muoversi tra le cartelle
si chiamano directory
Non capisco dove stia il problema... Da quando è obbligatorio essere informatici per usare un dispositivo elettronico? Io guido l'auto da quasi 10 anni senza sapere quasi niente di meccanica, e vivo in una casa da una vita sapendo quasi zero di ingegneria civile.
Se un ragazzino cresciuto a smartphone e tablet si appassionerà dell'argomento inizierà ad interessarsi a cosa c'è sotto il cofano e a studiare programmazione, avendo a disposizione molte più risorse di un ragazzino degli anni 80
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@Guido Pisano

Che le "cartelle" si chiamino "directory" lo so già dal 1986, grazie :-)

il fatto è che preferisco sempre il termine italiano quando è disponibile.
@Guido Pisano

ehm... non so come dirtelo, il commento #49 contiene 2 errori.

Intanto è: "guido gonzato", non "guido gonzalo"

Lo spazio fra nome e cognome può starci dopo il "Presso", quando sei in meta ambiente.

Omonimo senza ulteriori dettagli in questo sistema si legge "Paolo".

Se intendi dire omonimo di [Guido Pisano] devi metterci "Gonzatoのme.omonimo "

accompagnato dalla definizione di "presso" che ti autorizza ad usare lo spazio senza usare le virgolette

https://translate.google.it/#it/ja/zampa%20di%20coniglio%0A%0Adi

Pentiti e bevi africola.
@Fabio

In realtà non sappiamo neanche se il problema sta lì.

La "Programmazione" a a che fare col computer nella misura in cui i trasporti hanno a che fare con l'automobile.

Il computer è correntemente lo strumento più adatto del programmatore, e un programmatore non potrebbe essere competitivo se decidesse di programmare usando palline di gomma, pali e corde in una buca della sabbia.

Il problema dei giovani che non sanno PROGRAMMARE appare molto serio, perchè si riflette in cose che poco o niente hanno a che fare col computer.
Molte cose che in passato uno capiva da solo, oggi van inserite nei manuali di procedure, e molte di queste cose fan cascare le braccia.

Prendiamo ad esempio la nozione:

"La mayonayse non va cucinata"

Una persona "competente" da questa frase capisce che il modo giusto per fare un toast implica che la mayonayse o come cavolo si scrive va spalmata dopo che il toast è uscito dal tostapane, giusto?

Questo è un esempio di nozione che un istruttore non ha neanche bisogno di dirla, giusto?

Ecco, il problema non sta nel fatto che i nativi digitali non son capaci di programmare un B.O.T. che risponda al telefono facendo finta che sono a casa ammalati quando stan facendo maranza, il problema sta nel fatto che dopo 1 ora di istruzioni ancora non son capaci di fare neanche un donatissimo toast, magari mentre la loro pagella scolastica giura, firma e sputa che dovrebbero essere dei donatissimi Einstein.

(come tutti sanno, uso "donato" perchè è poco carino usare le parole: "fottuto" o "fottutissimo")
Non capisco dove stia il problema... Da quando è obbligatorio essere informatici per usare un dispositivo elettronico? Io guido l'auto da quasi 10 anni senza sapere quasi niente di meccanica, e vivo in una casa da una vita sapendo quasi zero di ingegneria civile.

Non è certo obbligatorio conoscere il funzionamento, ma ad esempio, nel caso dell'auto, nessuno ti preclude la possibilità di aprirne il cofano, esaminarne i pezzi e (ovviamente a tuo rischio e pericolo) smontarli e sostituirli autonomamente. Così come nessuno ti vieta di sostituire o modificare l'interno, aggiungere optional ecc...
Per la casa, il discorso è analogo, anche se ovviamente intervengono molte più leggi e limitazioni, visto che è molto più alto il rischio di effettuare modifiche che possono essere pericolose se non sono effettuate da un professionista (tipo buttare giù un muro o aprire una finestra). Però, ad esempio, nessuno ti vieta di bucare il muro per appenderci una mensola, cambiare colore dell'intonaco, sostituire

Invece qui si fa notare che i dispositivi tecnologici più recenti, non solo tentano di dissuaderti dal voler capire come siano fatti e come customizzarli, ma in alcuni casi te lo vietano espressamente, limitando quella che una volta era una libertà -asslutamente legittima- dell'utente.
"A scatola chiusa e senza parti sostituibili":
Praticamente prodotti Apple ....
@Guido Gonzato
"cartelle" e' un errore e non e' il nome in italiano. Altrimenti si chiamerebbeo "folder" e no "directory"... La colpa dell'equivoco e' di apple... (fonte)
d'accordissimo che non si puo' sapere tutto, ma non deve essere nemmeno l'opposto, ovvero siccome non si puo' sapere tutto preferisco non approfondire in niente e continuare a mangiare il cibo crudo se non trovo un negozio che me lo vende gia' cotto...

Ma io sono d'accordo con te :-)
Infatti se fosse per me bisognerebbe avere una patente per qualsiasi computer come ce l'hai per la macchina.
I problemi dell'avere in giro ignoranti digitali sono due: uno, che hanno mercato i dispositivi facilissimi da usare (bene) ma in cui l'utente non può intervenire (male). Due, che un gran numero di persone usa il dispositivo nel modo meno efficiente (affari loro) e potenzialmente pericoloso per la diffusione di malware (affari anche nostri).
I due esempi sotto riportati per me non tengono conto almeno di questo secondo aspetto.


>Da quando è obbligatorio essere informatici per usare un dispositivo elettronico? Io guido l'auto da quasi 10 anni senza sapere quasi niente di meccanica, e vivo in una casa da una vita sapendo quasi zero di ingegneria civile.

>Banalmente, non mi serve sapere come riparare una biro per usarla, e nemmeno sapere come funziona.
Altro esempio, mi serve sapere come funziona la TV? Mi serve per usarla, intendo, sapere che componenti interni ha? No.
Mah, qui i commenti sono da una comunità di nerd che non è rappresentativa della popolazione reale. La popolazione reale è al 70-80% composta da ignoranti informatici, ed è sempre stato così.
Se non ricordo male io, la maggioranza dei "consumatori di tecnologia informatica" sono sempre stati semianalfabeti.

Ai tempi lontani del Commodore 64, quanti di quelli che ce l'avevano lo usavano per imparare a programmare in basic, e quanti lo usavano solamente per i videogiochi? Mi ricordo un mio amico che aveva il C64 (io usufruivo di quelli degli amici), e ci programmava, ma veniva sbeffeggiato dai figli di papà perché lui era un secchione, mentre loro avevano la versione col floppy invece della cassetta e i giochi li caricavano in secondi invece di minuti.

Poi venne l'era in cui i fighi avevano le consolle per giocare, e i Commodore e i primi PC tornarono ad essere roba da secchioni.

Poi venne il DOS, poi Windows 95 e il boom dei primi computer "di massa". Io lo usavo all'università, e ne ho viste di cose da scriverci un libro. Il fratello di una collega che cancella files a casaccio dalla cartella C: per "liberare memoria". Quelli che l'antivirus andava tolto altrimenti rallentava il PC (poi si beccavano quei bei virus veri di una volta, che almeno li vedevi e formattavi tutto), quelli che non sapevano nemmeno attaccare la tastiera...
Su 10 utenti, uno o due sapevano mettere le mani nell'hardware, gli altri facevano solo danni.

Poi si diffuse internet, quelli che sapevano usare un computer, smontarlo e cambiare pezzi erano sempre la minoranza, la massa usava Messenger per chattare, la mail per spedire catene, e cercava di farsi spiegare come scaricare musica pirata e foto con le donnine nude a pixelloni (ai tempi delle connessioni col modem telefonico!), beccandosi nel contempo le peggio porcherie.

Insomma, la massa è sempre stata ignorante e ha usato i computer a un decimo delle possibilità, per chattare e giocare, e gli smanettoni sono stati sempre la minoranza, spesso sfruttata dagli amici ignoranti che facevano danni cancellando files a capoccia o scaricando monnezza.

Adesso il mercato ha scoperto che può vendere alla massa dispositivi blindati che permettono di chattare, mandare foto di gattini, fare giochini scemi e spedire catene di Sant'Antonio. Le stesse cose che facevano con Windows 98 e Messenger invece di Whatsapp.
I rapporti utenti/utonti non sono cambiati, sempre 1/100 rimangono, la crociata contro l'ignoranza continua ad essere persa. Chi ci lavora e capisce qualcosa di informatica è iscritto a ingegneria o ad informatica, e purtroppo sarà più difficile per i nerd autodidatti del liceo mettere le mani su qualcosa che permette di imparare a programmare (purtroppo sono finiti i bei tempi in cui ti potevi procurare della RAM funzionante all'isola ecologica, o cannibalizzare i pezzi del PC della ex-ragazza).

Il problema è che ora in mano agli ignoranti c'è una scatola connessa a Internet piena di dati sensibili e magari collegata al conto in banca, quindi ora possono farsi più male rispetto ai tempi dei modem a 56k, per quanto la scatoletta possa essere blindata (la tecnologia a prova di stupido è probabilmente una utopia).
@Claudio (l'altro)
appartengo alla generazione (quasi 50enne) che ha cominciato proprio con il Commodore 64, programmando in basic prima e poi in assembler 6250 dopo, transitato per un ATARI ST (programmando sia con l'ottimo GFA Basic che Borland C) per poi approdare su piattaforma windows + mainframe (con ben altri linguaggi).
Lo scorso anno mia figlia di 16 anni ha partecipato ad un corso di programmazione riservato alle "ragazze digitali", teoricamente programmazione in Python per sviluppare App su Android. Lei ha qualche rudimento (colpa mia...), ha fatto un anno di informatica, si è scontrata con la massa di ragazzine liceali cui sfuggiva persino il concetto di byte e qualsivoglia rudimento, per fare un parallelo automobilistico, ignoravano che le macchine avessero il motore e che serve un carburante che si chiama benzina o gasolio. Ma nessuno gli ha spiegato nulla: fate così e cosà perchè si fa così e cosà, un po' di copia e incolla, un po' di aiuto (del tipo "te lo scrivo io il programma così faccio bella figura con il Comune che sta patrocinando l'iniziativa") e alla fine è saltato fuori "qualcosa" di simil-funzionante. Utilità pratica del corso (UN MESE, 8 ore al giorno!): pressocchè nulla. Gli stessi docenti sembravano ignorare, di fatto, cosa stessero facendo. Questa è l'avvilente situazione scolastica, dove nessuna delle mie due figlie alle medie ha mai fatto l'ora di informatica (nonostante io abbia "donato" svariati PC di recupero) e dove il testo di Tecnica nella sezione informatica risulta desolatamente intonso.
Personalmente credo che la situazione non sia diversa da 30 anni fa, nella pratica; diversa è invece la percezione: i "nativi digitali" sono convinti di saper usare gli strumenti digitali, quando invece sono profondamente ignoranti, non hanno il timore reverenziale che possedevano le persone un tempo, approccianti una tecnologia sconosciuta. Hanno la presunzione di poter fare, tanto basta muovere il mouse o il dito, e PROVANO. Con esiti tragici, a mio parere.
Non commento il risultato del test, non ne ho gli strumenti.
"qui si fa notare che i dispositivi tecnologici più recenti, non solo tentano di dissuaderti dal voler capire come siano fatti e come customizzarli, ma in alcuni casi te lo vietano espressamente"


Vale per i telefonini come per i pc come per le televisioni, i frigoriferi e i tostapane - la scritta "se apri qui perdi la garanzia" si applica a qualsiasi dispositivo elettromeccanico moderno - e il divieto o l'ignoranza di come funzioni l'hardware non solo non ne impedisce l'utilizzo (anche) corretto, ma è pure relativamente poco attinente con la conoscenza del software, che a sua volta è solo distrattamente imparentata con la conoscenza dei trucchi dei furfanti che cercano di convincerti ad installare il loro malawere, trucchi nei quali pare cadano a volte anche gli "esperti di informatica".



@martino
Ma io sono d'accordo con te :-)
diciamo che rappresentiamo due lati dello stesso punto di vista :) ed e' per quello che e' interessante discutere

Infatti se fosse per me bisognerebbe avere una patente per qualsiasi computer come ce l'hai per la macchina.

migliorerebbe sicuramente il caos attuale ma soffrirebbe degli stessi problemi dell'altra (non puoi impedire che la gente guidi a maiale)

I problemi dell'avere in giro ignoranti digitali sono due: uno, che hanno mercato i dispositivi facilissimi da usare (bene) ma in cui l'utente non può intervenire (male). Due, che un gran numero di persone usa il dispositivo nel modo meno efficiente (affari loro) e potenzialmente pericoloso per la diffusione di malware (affari anche nostri).

Secondo me e' anche dovuto al fatto che molti produttori di hw (e anche sw) si sono messi in testa di vendere il computer come se fosse un tostapane. Con tutto il male che ne deriva. Hai mai visto un tornio a controllo numerico al supermercato? Pero' spesso e volentieri ci trovi i computer. Il computer e' uno strumento di lavoro esattamente come un tornio e come tale andrebbe messo in mano solo a chi ne ha effettivamente bisogno e lo sa utilizzare. Se ci pensi la maggioranza delle persone non ha bisogno di un computer. Ci sono tablet e smartofoni. E piu' sono blindati e meglio e'... tanto la gente comune non ci smanetterebbe comunque... Per come la vedo io eh...
@Guido Baccarin (ma quanti siamo?)
Gli stessi docenti sembravano ignorare, di fatto, cosa stessero facendo.
Penso che tu possa levare il "sembravano"... Se devi tenere un corso di informatica devi avere uno spettro di competenze molto ampio. Purtroppo a meno che non sia un corso di quelli "solidi" gli insegnanti sono gente presa (per non dire "raccattata") per l'occasione che magari sono bravissimi nel loro campo ma non hanno tutte le competenze necessarie per tenere un corso da 0.

Questa è l'avvilente situazione scolastica, dove nessuna delle mie due figlie alle medie ha mai fatto l'ora di informatica (nonostante io abbia "donato" svariati PC di recupero) e dove il testo di Tecnica nella sezione informatica risulta desolatamente intonso.

Io alle medie l'ora di informatica la facevo, ma l'insegnante era quello di disegno e il software didattico era il Logo... Ho imparato molto di piu' smanettando con il mio 386 + DOS...

nativi digitali" sono convinti di saper usare gli strumenti digitali, quando invece sono profondamente ignoranti, non hanno il timore reverenziale che possedevano le persone un tempo, approccianti una tecnologia sconosciuta. Hanno la presunzione di poter fare, tanto basta muovere il mouse o il dito, e PROVANO.

questo perche' in una GUI basta cliccare a casaccio e qualcosa succede (oppure strisciare il dito e cliccare sull'iconcina dell'app) ma in una CLI se non sai quello che fai ti becchi un "unknown command" e rimani li'... Come dicevo in un precedente commento, il rendere uno strumento "piu' facile" da usare, magari aumenta le vendite per chi lo produce, ma spinge l'intelletto medio di chi lo usa verso il basso...
@puffolotti
ehm... non so come dirtelo, il commento #49 contiene 2 errori.
solo? :)

Intanto è: "guido gonzato", non "guido gonzalo"

ups... typo...
Omonimo senza ulteriori dettagli in questo sistema si legge "Paolo".
mica ho scritto this.name :P

Se intendi dire omonimo di [Guido Pisano] devi metterci "Gonzatoのme.omonimo "

allora dovrei dire me.getName() + " " + "Gonzato"

Pentiti e bevi africola.

Pentir mi pento, ma per l'africola son dovuto andare a guardare sul dizionario... Si trova ancora in commercio?
@Guido Pisano

https://www.youtube.com/watch?v=pWdd6_ZxX8c

la diatriba comincia a diventare divertente... beh, è noto che l'uso modifica il linguaggio; pertanto, "cartella" va bene, come anche WordReference testimonia:

http://www.wordreference.com/enit/directory

Detto questo, so anche io che "phone directory" non si traduce "cartella del telefono".
@GG (cosi' non sbaglio a scrivere)
la diatriba comincia a diventare divertente... beh, è noto che l'uso modifica il linguaggio; pertanto, "cartella" va bene, come anche WordReference testimonia:
Vorrei sapere se la pensi cosi' anche sui congiuntivi... Il fatto che comunemente vengano chiamate "cartelle" non lo rende meno sbagliato. Cosi' come chiamare "hacker" un "cracker". In uso comune vengono usati come sinonimi ma non lo sono...
Il confondere i due termini e' accettabile da parte di una persona comune, ma non da un addetto ai lavori...
@juventin87

ma per cortesia programmare in C++...
scopiazzare esempi di codice in giro forse programmare in C++ è semplicemente impossibile forse parlavi del qbasic...
per quanto riguarda il resto per programmare in 3D devi sapere la matematica e parecchio bene devi conoscere le matrici (quelle in matematica non solo quelle del C) cosa che magari per un genietto è possibile ma per la media dei bambini di 12 anni è fuori portata...quindi lascia tuo cugino in brasile su un taxi clandestino senza un rene ( come diceva paolo) che è meglio
 "il rendere uno strumento "piu' facile" da usare, magari aumenta le vendite per chi lo produce, ma spinge l'intelletto medio di chi lo usa verso il basso... "

Oppure libera risorse (mentali) per occuparsi di altro - per chi le avesse, ovvio.

Altrimenti, si potrebbe pensare che la reintroduzione di abaco, tavolette d'argilla e pietre focaie siano un passo avanti (e non indietro) verso uno sviluppo scientifico/intellettuale.
@Guido Pisano

"per l'africola son dovuto andare a guardare sul dizionario... Si trova ancora in commercio?"

L'africola si, quanto ai dizionari... ... ... ... Pure troppo.
Guido Pisano,

Ed invece mi sa che hai sbagliato a scrivere dato che c'è un utente GG che scrive sul blog...
Si, ma io non sono un ingegnere elettronico o un progettista di TV, da utonto della stessa non me ne può fregare di meno: mi basta sapere che se ficco il cavo dell'antenna nell'apposita presa e faccio la ricerca dei canali, vedo la TV. E mi basta.

Per la maggior parte delle persone, usare il computer è così. E anche guidare la macchina: lo sapete vero che meno di un terzo degli automobilisti è in grado di cambiare una ruota?
@Il Lupo della Luna
In linea di massima si potrebbe concordare sul fatto che non serve essere meccanici o sapere cos'è un variatore di fase per guidare la macchina: però è assolutamente richiesto sapere che non posso affrontare un tornante dello Stelvio ai 90 allora mentre nevica e questo NON lo insegnano a scuola guida oppure è fondamentale sapere come si azionano i tergicristalli. Eppure non ci si stupisce se qualcuno cancella un'icona e poi non trova più il programma o se clicca sul banner che dice "complimenti hai vinto un iPhone 5". Io credo che esista un limite minimo che è stato ampiamente superato. Chi metterebbe in lavatrice un vaso di fiori per innaffiarlo? Beh, non è la stessa cosa di chi rivende il proprio telefono come usato lasciandoci sopra le proprie fotografie sexy e il browser con memorizzate le password?
Lo strumento è potente e ha tante implicazioni, anche legali: ma pochi se ne rendono conto e se ne fa un uso spensierato ed inconsapevole, per non dire ignorante.
@Il Lupo della Luna

Riformulo quanto detto nel commento #54 :

Il problema non sta nel fatto che i "nativi digitali" non san realizzare programmi o riparare un problema software, il problema è che non san fare le robe che NON richiedono un tablet. (E cambiare una gomma è già da Magnificissimo Rettore del MIT.)

Fossero robe desuete, tipo far cascare i cinghiali in un trabocchetto o andare a pesca con il bilancino, non sarebbe un grosso problema.
Il fatto è che quello che i nativi digitali sembrano non imparare, son robe che non sono ancora obsolete per vivere nel mondo del lavoro.

Per guidare un'automobile forse non hai bisogno di saper cambiare una ruota, ma hai bisogno di avere una vaga idea del fatto che fra quando premi il pedale del freno e quando il veicolo si ferma completamente, passano alcuni secondi in cui il veicolo percorre alcuni metri.

Questo è il tipo di conoscenze, competenze ed abilità che sembrano mancare ai nativi digitali, adesso che osserviamo i primi di essi affacciarsi al mondo del lavoro ed incontrare difficoltà laddove la "vita" dovrebbe scorrere come un fiume, senza bisogno di impegno o ragionamenti.
@Stu
Ed invece mi sa che hai sbagliato a scrivere dato che c'è un utente GG che scrive sul blog.
non mi salvo in punte maniere... :(
Non ho avuto il tempo di leggere nel dettaglio ma bisognerebbe capire di che competenze parliamo.. Usare un computer non è standardizzato come guidare, probabilmente bisogna aggiornare i test..

Comunque ci sono troppi automobilisti che non sanno cosa sia la distanza di sicurezza e non conoscono il codice per continuare il paragone..

Sulle cartelle beh... Il manuale del dos Olivetti diceva "direttorio" ;-) e sull'amiga ci sono i cassetti... Le gui più vecchie di Unix hanno le cartelle
@Lupo
Comunque ci sono troppi automobilisti che non sanno cosa sia la distanza di sicurezza e non conoscono il codice per continuare il paragone..
da motociclista ne vedo troppi di automobilisti che ti stanno attaccati al culo o ti fanno il pelo per superarti pur disponendo di apposita corsia (libera)
piu' che una patente bisognerebbe tornare alla difficolta' d'uso. Hai mai visto un idiota munito di tornio a controllo numerico?
@Lupo
Il manuale del dos Olivetti diceva "direttorio" ;-)
fa venire in mente un collegio, meglio l'ibm e il suo manuale per cambiare le palle ai topi...
@Guido P
Se lo trovo (ce l'ho da qualche parte in ufficio!) lo scansiono e lo pubblico! Un mito di "lost in translation"!
Quelli che traducono in italiano la terminologia informatica mi fan venire in mente Mussolini che strillava: "Le potenze del Patto di acciaio [...] scendono oggi a lato dell’eroico Giappone contro gli Stati Uniti d’America."
ma alla fine la scommessa con juventin87 si è fatta?

sui nativi digirtali ne scrissi tempo fa...
le conclusioni dello studio sono magari discutibili, ma secondo me, il ragionamento che si fa, sbagliando, è questo: i nativi digitali hanno più facilità a interagire con PC e smartphone perché sono “più bravi” dei loro genitori.
In realtà è semplicemente sbagliato l’approccio: i giovani hanno molto tempo e molta voglia di interagire con il mondo digitale, e di conseguenza diventano degli “utilizzatori esperti” in brevissimo tempo. I loro genitori o i loro nonni non hanno né lo stesso tempo, né lo stesso desiderio di imparare e di usare la tecnologia.
E’ come andare in bicicletta, o fare i palleggi coi piedi: più ti alleni, più diventi bravo. Saprai fare evoluzioni in bici o col pallone. Ma non diventi Moser, né Pirlo.
Che serva sempre meno "conoscenza" per usare uno smartphone è evidente, anche perchè sono progettati e disegnati proprio per questo, per essere immediati.
Che gli utenti (bnativi o meno) siano sempre meno stimolati a svilupparla questa conoscenza è probabilmente il rovescio della medaglia, messo in evidenza dallo studio di cui sopra.
E' un po la differenza tra uno che ha la patente e un meccanico, o tra un mangiatore di torte e un pasticcere...
Ma quanti "Guido" ci sono in 'sto "salotto" ?

@puffoloaccident
più o meno come quelli che usano l'inglese quando abbiamo l'italiano che può fare la stessa cosa.

ogg tutto un documento in ITALIANO pieno di "job description" al posto di descrizione del lavoro ( o delle mansioni)
@Andrea

Quelli invece mi ricordano Alberto Sordi in "Un americano a Roma"... Ovviamente.
@Guido (non me stesso)
attendo con ansia :)
@Andrea
perche' quelli che dicono dammi una "timeline"? Purtroppo nel mio lavoro (soprattutto da parte di chi dirigenti capi progetto & co. c'e' questo orrendo costume perche' "fa tanto figo" (anzi fa cool) roba che se non fosse mia la tastiera gliel'avrei gia' data di taglio in bocca...
@puffolotti
se ci fossi io saremo gia' troppi
@jenga
E' andato a cercare un bambino di 5 anni che sappia programmare i C++/C#
@puffolotti
Quelli che traducono in italiano la terminologia informatica mi fan venire in mente Mussolini che strillava: "Le potenze del Patto di acciaio [...] scendono oggi a lato dell’eroico Giappone contro gli Stati Uniti d’America."
dipende... Nel senso ci sono dei termini di cui abbiamo il corrispondente (es. tastiera o che ne so, classe metodo e compagnia cantante) altri che non ha senso tradurre tipo mouse, floppy, job, Thread altri che vengono usati indifferentemente scheduler/schedulatore. L'importante e' non esagerare in nessuno dei due sensi... Non tradurre l'intraducibile (topo? calcolatore?) E come mi traduci Thread? Ma nemmeno usare l'english per ogni thing...
>E come mi traduci Thread?

Discussione?
@martino
sorry non ho contestualizzato, intendevo in programmazione... Ci sarebbe "processo" ma non e' la classe Thread
@Guido Pisano

Comanda.

Volevo sapere come si dice thread in italiano

Comanda

Volevo sapere come si dice thread in italiano

Comanda

Volevo sapere come si dice thread in italiano

...Uff, mi sono già stancato i diti. rileggi altre 4997 volte e poi restituisci l'errore 2610 ( 00001010 00110000 ) Uh? che nome strano, quale multiplo di 32 finisce per 10?, aspetta, è il 2608, ho commesso l'errore 107 scusami. Intanto cerco il primo multiplo di 32 che finisce per 10.
@Guido Pisano

Comunque quando uno parla delle palle del topo ed è serio... o è arrivato troppo tardi o sta parlando di paleontologia.
@Guido, Puffolotti
Non lo trovo, maledizione... son sicuro che era nel cassetto con la licenza di Windows95 e un dischetto di Windows 3.11, ma non è più lì.
Si sa che i topi moderni sono smidollati, non li fanno più come una volta: i vecchi sulle scrivanie di vetro andavano benissimo, questi giovani moderni s'imbarbagliano....
Eh, i bei tempi andati del backup su Floppy da 8" da 1.2 megabyte.... Poi guardo la nanousbkey da 64Gb che spunta appena dal fianco e mi chiedo se si stava meglio quando si stava peggio....
@Guido Baccarini

Inutile che cerchi, i topi moderni non ce le hanno, le palle.
@puffolotti
sembra che ti sia dimenticato di mettere la condizione di terminazione del ciclo :) (tipo i < 10 e non incrementi i)
comunque le palle dei topi americane sono piu' grosse lo dice anche l'ibm...
@Guido Pisano

Per la stessa ragione per cui mio padre che è stato sia apprendista muratore che apprendista elettricista adesso che ha un lavoro stabile in tutt'altro settore chiama un elettricista o un muratore tre quarti delle volte quando si deve far fare dei lavori, TEMPO.
E reitero che se un team di gente pagata per starci otto ore al giorno a scrivere un driver per una scheda video ha difficoltà e ci mette mesi, una persona sola per quanto brava che però per otto ore al giorno deve fare qualcos'altro il tempo per fare un driver non dico migliore, ma allo stesso livello dei suddetti professionisti pagati per farlo dove cacchio lo trova?
Qualcuno ha perso delle palle? Magari di questi topi?

http://www.retrocomputing.net/info/palle_dei_topi.txt

Io ho sempre avuto il dubbio che fosse una bufala, il manuale, non la mail che ho trovato (di cui conosco bene l'autore e garantisco sull'autenticità).
"Le palle dei topi americani sono normalmente piu' grandi e piu' dure di quelle dei topi d'oltreoceano"

Smentiamo clamorosamente, almeno noialtri Italiani, Spagnoli, Francesi e Greci.

Sugli altri popoli dell'Europa non ci esprimiamo, ma siamo abbastanza certi di poter contare anche sulla loro vibrata protesta in merito.

:D
@Det Bullock
bisogna vedere se quella persona e' da sola oppure ha in sua compagnia altre 999'999 persone (presente la community di linux?). Magari quella persona da sola tira fuori una beta, un driver che funziona male ma funziona, poi un'altra persona, se il driver e' rilasciato come software libero, puo' prenderlo, usarlo come base e migliorarlo e non dovra' ripartire da 0. Questa e' la forza del software libero. Quella che il software chiuso e le grandi aziende non avranno mai. Milioni di persone che fanno un certo lavoro per passione, bene e volentieri.
@Bubbalù
Purtroppo non la trovo, ma sono testimone diretto della questione palle. La ricordo in un manuale annesso ad un PS2 IBM su cui era installabile OS2, per cui dotato di mouse "di serie".
Come sono leggendari i manuali IBM in cui ogni tanto compare una pagina quasi vuota con nel mezzo una scritta: "Pagina lasciata intenzionalmente bianca", che non venga in mente a nessuno che è un errore di stampa...
GuidoP: la forza ma anche l'enorme limitazione del software libero. Devo sperare che qualcuno con la buona volontà abbia il mio stesso problema e sia capace di risolverlo.

Ma io con il computer ci voglio fare cose, non passare il tempo ad inventarmi escamotage assurdi solo per poterle fare.
@Lupo
la stessa limitazione la ha il software chiuso, solo che li' dipende dal fatto che un'azienda tra le poche decida che producendo quella soluzione ci si possa guadagnare. E se e quando la produrra' questa soluzione tu la pagherai (economicamente intendo). Quindi e' assai piu' probabile che tra milioni di persone qualcuno abbia avuto lo stesso tuo problema...
Trascurate un dettaglio,. a differenza dell'open source, i programmatori delle aziende sono pagati per risolvere i problemi.
@Lupo
che fai mi dai del voi? Lo diceva anche bill gates riguardo ai programmatori hobbisti, ma si e' visto chi produce software migliore :)
@Lupo
nel senso se non sono pagato posso permettermi di prendere tutto il tempo che voglio per fare un lavoro fatto bene. Posso assicurarti, perche' lavoro nel campo dello sviluppo sw, che quando c'e' un cliente dietro che ci mette dei soldi o sono stretti i tempi, o manca il numero adeguato di sviluppatori o tutte e due le cose insieme (c'e' un detto: on time, on budget, bugfree scegline due). Senza voler considerare il codice scritto male, senza commenti etc. Mentre se e' un lavoro che faccio per conto mio, che ci metta un giorno o due anni e' la stessa cosa, non c'e' impellenza. Per cui posso fare le cose fatte bene, che poi e' da li' che nasce la soddisfazione: da un lavoro fatto bene... e in effetti le differenze si vedono.
Mentre se e' un lavoro che faccio per conto mio, che ci metta un giorno o due anni e' la stessa cosa

Peccato che, dopo due anni, il tuo programma sia ormai obsoleto.
@cimpy
perche'? Se risolvo un problema che non era mai stato risolto prima non puo' essere "obsoleto" visto che non c'era niente prima. Se invece e' gia' stato risolto tanto meglio. Chi produce sw commerciale ha l'unico obbiettivo di guadagnare. Per farlo deve spendere poco sullo sviluppo, fare pagare tanto il prodotto finale e vendere piu' copie possibile. Va' da se che le ultime due cose sono in netto contrasto tra di loro. Per vendere piu' copie devi fare in modo che chi ha comprato il tuo prodotto lo ricompri, per fare questo ti devi inventare nuove features o nuove cose sbrilluccicose per cui l'utente pensi che valga la pena prendere la nuova versione. Va' da se' che piu' persone sviluppano il tuo sw e piu' tempo impieghi piu' questo incidera' sul costo finale (o guadagni meno o alzi il prezzo). Quindi spesso e volentieri tra una release e l'altra i cambiamenti veri saranno pochissimi (tipo un noto sw per commercialisti che usa ancora db su file, alla faccia della multiutenza e della relazionalita'). Hai idea di quanto passi tra una release di debian e l'altra? (ora son piu' serrati effettivamente) O di slack? L'obbiettivo non e' quello di stare dietro al trend, o di rilasciare l'ultima bleeding-edge version. Ma di fare le cose fatte bene. Non importa quanto tempo effettivamente ci vuole.
@Guido Pisano: che cazzo c'entra il software libero?
L'architettura interne dell'hardware la conosce solo chi lo fa, e se non la conosci non puoi scrivere un driver che possa usare tutte le funzionalità del prodotto che hai comprato, perché di sicuro uno non si compra una scheda da 400.000 lire (tanto costava all'epoca una Matrox G200 all'uscita) solo per visualizzare il desktop e i word processor.
Se risolvo un problema che non era mai stato risolto prima non puo' essere "obsoleto" visto che non c'era niente prima

Ma dove vivi, nel deserto?
Basta che fai un giro su un app store, o che ti guardi quanti nuovi modelli di stampanti, cellulari, tablet o PC escono di anno in anno...Non è che ci si tiene tutti l'Abaco per sempre (non che si butti via nulla finché funziona, ma ad un certo punto smette di essere utilizzabile, a meno che davvero lo sfrutti pochino...)

Parlavi di driver? Due anni per poter usare una qualsiasi periferica sono troppi, a meno che non sia una periferica che nessuno ha messo in commercio o che non serve alla maggior parte della gente...
@Det Bullock
mai sentito parlare di reverse engineering? Molti driver liberi sono stati fatti cosi'...
che cazzo c'entra il software libero?
come sarebbe a dire cosa c'entra? la filosofia del sw libero si basa proprio su questo, sul contributo dei singoli sviluppatori, che condividono codice e informazioni per rilasciare un qualcosa che sia fruibile a tutti. Un driver e' un software e come tale puo' essere rilasciato come libero o non libero...
quindi se mai spiegami tu come mai non c'entrerebbe...
Ma dove vivi, nel deserto?
Basta che fai un giro su un app store, o che ti guardi quanti nuovi modelli di stampanti, cellulari, tablet o PC escono di anno in anno...Non è che ci si tiene tutti l'Abaco per sempre (non che si butti via nulla finché funziona, ma ad un certo punto smette di essere utilizzabile, a meno che davvero lo sfrutti pochino...)

Scusa, tu cambi cellulare ogni volta che esce quello nuovo? Forse si, ma un'azienda che investe soldi e tempo in un certo prodotto non ne acquista un altro (o almeno non dovrebbe) solo perche' e' uscita la nuova versione. Di solito a meno che la vecchia non sia afflitti da enormi bachi o sia veramente una fetecchia per cui valga tempo reinvestire nella nuova ci si tiene quella vecchia. Proprio perche' costa (sia in denaro che in tempo, formazione dipendenti etc) cambiare versione ad ogni pie' sospinto. Altrimenti non si spiegherebbe il proliferare di sw in cobol, fortran etc...
"Scusa, tu cambi cellulare ogni volta che esce quello nuovo?"
L'hardware è imparentato, ma non è il software.
Il mio cell ha più di 4 anni, ma ha già fatto una dozzina di aggiornamenti (di cui almeno tre "core") anche indipendenti dalla mia volontà.

È ciò che lo ha mantenuto attuale fino ad oggi.

Non li ho scritti io, quegli aggiornamenti, e non avevo modo di verificare che "facessero bene" al mio cellulare, che se li è installati lo stesso.
@Guido Pisano: il reverse engeneering richiede TEMPO, e come ti ho già spiegato una scheda video 2D/3D spesso ha problemi coi driver anche per uno o due anni dopo la messa in commercio (al punto che molti consigliano di andare sul sito e scaricarli piuttosto che usare il disco di installazione allegato quando se ne mette una nuova) e questo da parte di gente che sa già quale è l'architettura della scheda, ne conosce il funzionamento a menaditoe passa la giornata lavorativa a lavorarci su, farseli da soli è fattibile "in teoria" ma nella pratica dovresti avere un sacco di tempo da buttare e una community estremamente vasta per quello specifico pezzo di hardware pronta a lavorarci su, cosa che non è scontata visto che anche con robe come un emulatore per console (e si sa, noi gamer siamo fanatici quando ci mettiamo sulle cose...) spesso ci vuole un decennio anche solo per avere le funzioni di base dell'hardware da emulare.
@Cimpy
Non li ho scritti io, quegli aggiornamenti, e non avevo modo di verificare che "facessero bene" al mio cellulare, che se li è installati lo stesso.
beh gli aggiornamenti automatici si possono disabilitare, a volte e' effettivamente macchinoso ma li puoi disabilitare facendoli poi a mano, sulla carta ti puoi documentare prima di farli, ma a meno che non sia una debacle clamorosa e' difficile trovare info dettagliate...
Il mio cell ha più di 4 anni, ma ha già fatto una dozzina di aggiornamenti (di cui almeno tre "core") anche indipendenti dalla mia volontà.
sulle app bisogna distinguere tra aggiornamenti di sicurezza e il resto, perche' spesso si fanno aggiornamenti continui anche solo per cambiare il colore di un pulsante, detto questo a me una serie continua di aggiornamenti fa pensare a software scritto male, che con un pelino piu' di calma poteva essere scritto meglio ma essendo inserito in una logica commerciale deve uscire prima di subito non importa come, poi si corregge strada facendo...
@Det Bullock
il reverse engeneering richiede TEMPO, e come ti ho già spiegato una scheda video 2D/3D spesso ha problemi coi driver anche per uno o due anni dopo la messa in commercio
il problema e' che tu parli di hw che e' usato da pochissima gente, se prendi hw piu' usato il discorso cambia, non dal punto di vista teorico o della filosofia del sw libero, ma dal punto di vista dei numeri in gioco... Piu' persone richiedono un certo driver e piu' persone ci saranno interessate a svilupparlo...
e questo da parte di gente che sa già quale è l'architettura della scheda, ne conosce il funzionamento a menaditoe passa la giornata lavorativa a lavorarci su, farseli da soli è fattibile "in teoria" ma nella pratica dovresti avere un sacco di tempo da buttare e una community estremamente vasta per quello specifico pezzo di hardware pronta a lavorarci su
beh la community teoricamente ce l'hai e non e' piccola, come ho detto sopra, meno l'hw e' utilizzato e meno ha supporto. Purtroppo per chi usa quel tipo di hw... Te li ricordi i winmodem?
emulatore per console (e si sa, noi gamer siamo fanatici quando ci mettiamo sulle cose...) spesso ci vuole un decennio anche solo per avere le funzioni di base dell'hardware da emulare.
c'e' voluto tempo ma adesso ci sono. E ci sono perche' qualcuno (che lo sapeva fare per carita') si e' messo li e ha iniziato a farlo e ha potuto ottenere il risultato finale perche' qualcun'altro ha trovato la sua idea buona e ha potuto mettere mano al sorgente e contribuire. Se non ci fossero stati i sorgenti disponibili, sarebbe stato possibile tutto questo? Commercialmente non c'e' nessun interesse a mantenere i vecchi giochi, tanto che e' stato coniato un nuovo termine: abandonware
@Guido Pisano ma allora quindi uno deve aspettare vent'anni?
Sul serio ma che pirlate di ragionamenti sono?

E inoltre "hardware usato da pochi" è piuttosto strano da sentire considerato che le schede 2d/3d oggi stanno pure sui portatili ma la storia coi driver è sempre la stessa, e pure all'epoca la scheda da te menzionata (la Matrox g200) era una scheda di livello consumer abbastanza comune, si può forse arguire che all'epoca schede con capacità 3D (e le schede add on come le 3Dfx) fossero meno comuni ma erano comunque praticamente obbligate se si voleva fare grafica 3D o anche solo giocare (la mia vecchia G100 con le sue capacità 3D limitatissime mi faceva uscire pazzo quando ero ragazzino) quindi dubito che fossero componenti così rari ma, guarda caso, di driver casalinghi nemmeno l'ombra.
@Det Bullock
Sul serio ma che pirlate di ragionamenti sono?
a me non torna il tuo modo di ragionare. Linux e' un sistema a sorgente aperto e gratuito, basato sul contributo degli utenti. Se nessuno contribuisce non si va avanti, mi pare logico. Se non hai un certo driver (o un certo sw, la sostanza di base non cambia, cambiano solo le competenze)
- aspettare che qualcuno di buona volonta' te lo sviluppi
- iniziare da te a svilupparlo e porre una base per chi vorra' contribuire
- passare al sw chiuso
o anche solo giocare (la mia vecchia G100 con le sue capacità 3D limitatissime mi faceva uscire pazzo quando ero ragazzino) quindi dubito che fossero componenti così rari ma, guarda caso, di driver casalinghi nemmeno l'ombra
Linux nasce nel 1990 e come sistema operativo orientato ai server se oggi esistono gui e tutto il resto e quindi lo puoi usare anche su desktop e' solo grazie al contributo degli utenti. Se nessuno avesse contribuito ad estenderlo probabilmente non avresti GNOME, KDE XFCE o quant'altro e dovresti continuare ad usare la CLI (che resta comunque di un'efficienza paurosa imho). Per capire la filosofia del software libero, devi uscire da quella che e' la logica di mercato, linux non deve vendere niente...
Non so se hai mai installato linux in epoche differenti, ma fino a 5 o 6 anni fa non avere un driver era la norma, adesso a distanza di qualche anno e' l'eccezione, e tutto questo e' merito della community, probabilmente e' un limite mio, ma non riesco a capire quale sia il problema... Se hai un s/o basato sul contributo se non hai un certo sw o aspetti o te lo fai...
il problema e'che parte di questi nativi digitali saranno i programmatori e i sistemisti di domani...