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13 commenti

Antibufala: l’asteroide di Natale minaccia la Terra!

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Credit: NASA/JPL-Caltech/GSSR
Provo a fare un’antibufala preventiva, visto che mi aspetto che come al solito si scateni il putiferio dei siti acchiappaclic intorno alla segnalazione, da parte della NASA, del passaggio di un asteroide di oltre un chilometro nelle “vicinanze” della Terra alla vigilia di Natale.

L’asteroide, denominato 2003 SD220, passerà a 11 milioni di chilometri dalla Terra, ossia più di venti volte la distanza fra la Terra e la Luna, e segue una rotta ben nota e prevedibile, tanto che si sa già che passerà a 2,8 milioni di chilometri dalla Terra nel 2018 e si sa anche dove sarà nel 2070, quando si avvicinerà (relativamente parlando) di nuovo a 2,7 milioni di chilometri.

Questo asteroide è quindi interessante dal punto di vista scientifico ma non comporta alcun pericolo, se non quello di qualche notte insonne da parte degli astronomi e radioastronomi che lo stanno osservando.

Maggiori dettagli sono sul sito del Jet Propulsion Laboratory della NASA e in questo articolo dell’astronomo Phil Plait.
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Commenti
Commenti (13)
Il nome è diverso, quindi sono (erano) due?

http://www.wired.it/scienza/spazio/2015/12/22/giallo-asteroide-scomparso/
Fx,

come dice l'articolo di Wired, era un altro e soprattutto era un errore :-)
Già e il giorno di Natale che ci sarà la Luna piena...
LaStampa dice che passerà a 10Km.....:-)

http://donotlink.com/http://www.lastampa.it/2015/12/21/scienza/il-cielo-di-natale-tra-cometa-asteroidi-e-plenilunio-SR3gP7WkpcNYFEB4KrNvIP/pagina.html
Speriamo che non ci cada il cielo sulla testa (cit.) :-)
Buon Natale a Paolo e a tutti i disinformatici!
vabbè ti piace vincere facile

si sprecano titoli del tipo ecco l'asteroide che sfiorerà la terra
@Fili007, leggo dalla Stampa " ...alle 14.08 sarà invece la volta dell’asteroide 2003SD220, del diametro di 1,5 chilometri, ma che passerà ad una distanza di ben 10 chilometri dalla Terra".
Se così fosse, si sarebbe già schiantato.
Io faccio errori di valutazione e numerici, ma non mi è mai capitato di sbagliare ordini di grandezza di milioni.
Bisogna ammettere che la silhouette ha un che di inquietante :D
Bon, visto che c'è Natale nel titolo, addirittura con l'iniziale maiuscola ( ;-) ), questo è l'articolo giusto per postare gli auguri. Due post.


RACCONTO DI NATALE (Dino Buzzati)

Tetro e ogivale è l'antico palazzo dei vescovi, stillante salnitro dai muri, rimanerci è un supplizio nelle notti d'inverno. E l'adiacente cattedrale è immensa, a girarla tutta non basta una vita, e c'è un tale intrico di cappelle e sacrestie che, dopo secoli di abbandono, ne sono rimaste alcune pressoché inesplorate. Che farà la sera di Natale - ci si domanda – lo scarno arcivescovo tutto solo, mentre la città è in festa? Come potrà vincere la malinconia? Tutti hanno una consolazione: il bimbo ha il treno e pinocchio, la sorellina ha la bambola, la mamma ha i figli intorno a sé, il malato una nuova speranza, il vecchio scapolo il compagno di dissipazioni, i1 carcerato la voce di un altro dalla cella vicina. Come farà l'arcivescovo? Sorrideva lo zelante don Valentino, segretario di sua eccellenza, udendo la gente parlare così. L'arcivescovo ha Dio, la sera di Natale. Inginocchiato solo soletto nel mezzo della cattedrale gelida e deserta a prima vista potrebbe quasi far pena, e invece se si sapesse! Solo soletto non è, non ha neanche freddo, né si sente abbandonato. Nella sera di Natale Dio dilaga nel tempio, per l'arcivescovo, le navate ne rigurgitano letteralmente, al punto che le porte stentano a chiudersi; e, pur mancando le stufe, fa così caldo che le vecchie bisce bianche si risvegliano nei sepolcri degli storici abati e salgono dagli sfiatatoi dei sotterranei sporgendo gentilmente la testa dalle balaustre dei confessionali.

Così, quella sera il Duomo; traboccante di Dio. E benché sapesse che non gli competeva, don Valentino si tratteneva perfino troppo volentieri a disporre l'inginocchiatoio del presule. Altro che alberi, tacchini e vino spumante. Questa, una serata di Natale. Senonché in mezzo a questi pensieri, udì battere a una porta. "Chi bussa alle porte del Duomo" si chiese don Valentino "la sera di Natale? Non hanno ancora pregato abbastanza? Che smania li ha presi?" Pur dicendosi così andò ad aprire e con una folata divento entrò un poverello in cenci.

"Che quantità di Dio! " esclamò sorridendo costui guardandosi intorno- "Che bellezza! Lo si sente perfino di fuori.

Monsignore, non me ne potrebbe lasciare un pochino? Pensi, è la sera di Natale. "

"E' di sua eccellenza l'arcivescovo" rispose il prete. "Serve a lui, fra un paio d'ore. Sua eccellenza fa già la vita di un santo, non pretenderai mica che adesso rinunci anche a Dio! E poi io non sono mai stato monsignore."

"Neanche un pochino, reverendo? Ce n'è tanto! Sua eccellenza non se ne accorgerebbe nemmeno!"

"Ti ho detto di no... Puoi andare... Il Duomo è chiuso al pubblico" e congedò il poverello con un biglietto da cinque lire.

Ma come il disgraziato uscì dalla chiesa, nello stesso istante Dio disparve. Sgomento, don Valentino si guardava intorno, scrutando le volte tenebrose: Dio non c'era neppure lassù. Lo spettacoloso apparato di colonne, statue, baldacchini, altari, catafalchi, candelabri, panneggi, di solito così misterioso e potente, era diventato all'improvviso inospitale e sinistro. E tra un paio d'ore l'arcivescovo sarebbe disceso.

Con orgasmo don Valentino socchiuse una delle porte esterne, guardò nella piazza. Niente. Anche fuori, benché fosse Natale, non c'era traccia di Dio. Dalle mille finestre accese giungevano echi di risate, bicchieri infranti, musiche e perfino bestemmie. Non campane, non canti. (segue)
(segue) Don Valentino uscì nella notte, se n'andò per le strade profane, tra fragore di scatenati banchetti. Lui però sapeva l'indirizzo giusto. Quando entrò nella casa, la famiglia amica stava sedendosi a tavola. Tutti si guardavano benevolmente l'un l'altro e intorno ad essi c'era un poco di Dio.

"Buon Natale, reverendo" disse il capofamiglia. "Vuol favorire?"

"Ho fretta, amici" rispose lui. "Per una mia sbadataggine Iddio ha abbandonato il Duomo e sua eccellenza tra poco va a pregare. Non mi potete dare il vostro? Tanto, voi siete in compagnia, non ne avete un assoluto bisogno."

"Caro il mio don Valentino" fece il capofamiglia. "Lei dimentica, direi, che oggi è Natale. Proprio oggi i miei figli dovrebbero far a meno di Dio? Mi meraviglio, don Valentino."

E nell'attimo stesso che l'uomo diceva così Iddio sgusciò fuori dalla stanza, i sorrisi giocondi si spensero e il cappone arrosto sembrò sabbia tra i denti.

Via di nuovo allora, nella notte, lungo le strade deserte. Cammina cammina, don Valentino infine lo rivide. Era giunto alle porte della città e dinanzi a lui si stendeva nel buio, biancheggiando un poco per la neve, la grande campagna. Sopra i prati e i filari di gelsi, ondeggiava Dio, come aspettando. Don Valentino cadde in ginocchio.

"Ma che cosa fa, reverendo?" gli domandò un contadino. "Vuoi prendersi un malanno con questo freddo?"

"Guarda laggiù figliolo. Non vedi?"

Il contadino guardò senza stupore. "È nostro" disse. "Ogni Natale viene a benedire i nostri campi."

" Senti " disse il prete. "Non me ne potresti dare un poco? In città siamo rimasti senza, perfino le chiese sono vuote. Lasciamene un pochino che l'arcivescovo possa almeno fare un Natale decente."

"Ma neanche per idea, caro il mio reverendo! Chi sa che schifosi peccati avete fatto nella vostra città. Colpa vostra. Arrangiatevi."

"Si è peccato, sicuro. E chi non pecca? Ma puoi salvare molte anime figliolo, solo che tu mi dica di sì."

"Ne ho abbastanza di salvare la mia!" ridacchiò il contadino, e nell'attimo stesso che lo diceva, Iddio si sollevò dai suoi campi e scomparve nel buio.

Andò ancora più lontano, cercando. Dio pareva farsi sempre più raro e chi ne possedeva un poco non voleva cederlo (ma nell'atto stesso che lui rispondeva di no, Dio scompariva, allontanandosi progressivamente).

Ecco quindi don Valentino ai limiti di una vastissima landa, e in fondo, proprio all'orizzonte, risplendeva dolcemente Dio come una nube oblunga. Il pretino si gettò in ginocchio nella neve. "Aspettami, o Signore " supplicava "per colpa mia l'arcivescovo è rimasto solo, e stasera è Natale!"

Aveva i piedi gelati, si incamminò nella nebbia, affondava fino al ginocchio, ogni tanto stramazzava lungo disteso. Quanto avrebbe resistito?

Finché udì un coro disteso e patetico, voci d'angelo, un raggio di luce filtrava nella nebbia. Aprì una porticina di legno: era una grandissima chiesa e nel mezzo, tra pochi lumini, un prete stava pregando. E la chiesa era piena di paradiso.

"Fratello" gemette don Valentino, al limite delle forze, irto di ghiaccioli "abbi pietà di me. Il mio arcivescovo per colpa mia è rimasto solo e ha bisogno di Dio. Dammene un poco, ti prego."

Lentamente si voltò colui che stava pregando. E don Valentino, riconoscendolo, si fece, se era possibile, ancora più pallido.

"Buon Natale a te, don Valentino" esclamò l'arcivescovo facendosi incontro, tutto recinto di Dio. "Benedetto ragazzo, ma dove ti eri cacciato? Si può sapere che cosa sei andato a cercar fuori in questa notte da lupi?"
Dal racconto di Buzzati sembra che Dio sia molto permaloso e pure un po'... (non si può dire senza scrivere una bestemmia)... ;)

Buona giornata a tutti in compagnia delle vostre famiglie ed amici. Che questo giorno vi porti serenità e pace, a prescindere dal motivo o dall'entità che vi ha riunito. Che sia un giorno di festa e vicinanza, di buoni sentimenti e perdono, di comunione e di scambio, di comprensione e condivisione.

Come lo vogliate chiamare non ha importanza. Un abbraccio a tutti.
E' out of topic, ma ci tengo a far notare l'ignoranza e la cattiva fede della classe giornalistica italiana.
Segnalo questa notizia, apparsa su parecchi siti di agenzie stampa, quotidiani e su molti blog.
L'"alieno" altro non è che una comunissima custodia da violoncello, strumento che normalmente viaggia in aereo appunto legato al sedile accanto al proprietario, essendo gli strumenti musicali troppo delicati e costosi per essere messi nella stiva. Ora trovo assurdo che tanti organi di stampa si siano copiati la notizia e nessuno abbia riconosciuto l'oggetto per quello che è. I commenti che ho rilasciato spiegando la cosa sono stati ignorati o non approvati su parecchi di questi siti.
Tutto ciò è segno di una ignoranza e una disonestà intellettuale inconcepibili.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/selfie-aereo-che-inquieta-web-1206669.html
Volevo solo complimentarmi con te. Ti seguo da molto tempo, ti ho visto a Torino. Sei un riferimento. Ciao, Valerio.