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14 commenti

SpaceX, altri dettagli e nuove immagini dello storico ritorno alla base

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2015/12/27 23:25.

Ho qualche altro dettaglio sul rientro controllato del primo stadio del vettore orbitale Falcon 9 di SpaceX avvenuto poche ore fa, come ho descritto qui.



Una veduta satellitare della piazzuola d’atterraggio del Falcon a Cape Canaveral in Google Maps, che ha ancora immagini risalenti a prima dei lavori fatti da SpaceX. Le coordinate in Google Maps sono queste (grazie ad @AmericaSpace):



Il Falcon 9 poche ore fa, sempre grazie ad @AmericaSpace, che ha altre immagini e altri dettagli qui:


SpaceflightNow offre altre info e foto del Falcon alla luce del giorno qui e segnala un dettaglio interessante: Elon Musk ha detto ai giornalisti che questo Falcon verrà preparato per un’accensione dei motori a terra, a Cape Canaveral, per verificare che abbia sopportato bene il volo, ma non è previsto che venga lanciato una seconda volta. I prossimi vettori Falcon 9 che torneranno a terra verranno invece ricondizionati per effettuare nuovi voli.

Queste immagini dell’atterraggio, invece, sono opera di Ben Cooper:




C'è anche un’infografica non ufficiale del volo, creata da Jon Ross di ZLSA Design:


L’infografica mostra un dettaglio molto interessante: la traiettoria di rientro ha come bersaglio l’oceano. La piazzuola d’atterraggio viene raggiunta soltanto grazie a una manovra correttiva del motore. Una scelta prudenziale, perché in questo modo se il motore non funziona il razzo si schianta in acqua anziché sulla piazzuola o nelle sue vicinanze.

Un’altra infografica della stessa fonte, segnalata nei commenti qui sotto, confronta il recente volo del veicolo New Shepard di Blue Origin con questo volo del Falcon 9 di SpaceX. La superiorità della prestazione del veicolo di SpaceX è piuttosto evidente.



Nei giorni successivi il primo stadio del Falcon è stato colto durante il trasporto all’hangar di SpaceX che sta vicino alla storica rampa di lancio 39A (dalla quale partirono quasi tutti i voli per la Luna delle missioni Apollo):


La colorazione a bande dello stadio dopo il rientro è dovuta all'annerimento prodotto dal fatto che durante l’arrampicata verso lo spazio il primo stadio viene sporcato dal getto del motore del secondo stadio (che è alimentato a kerosene e ossigeno liquido) durante la separazione del primo stadio dal secondo e dal fatto che durante la discesa il razzo vola all’interno del getto del proprio motore. Le zone triangolari in basso restano bianche perché sono coperte dalle carenature delle zampe d’atterraggio, mentre la banda centrale rimane bianca, secondo una congettura ragionevole, perché corrisponde al serbatoio dell’ossigeno liquido, che essendo a bassissima temperatura forma un velo di condensazione sulla superficie esterna del razzo e impedisce ai prodotti di scarico del motore di aderirvi.
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Commenti
Commenti (14)
Due curiosità.
Qualcuno sà come mai la parte centrale del primo stadio non è sbruciacchiata come quella sopra e sotto? I tagli delle bruciature sembrano netti e non sfumati come mi verrebbe da pensare se fosse solo un effetto della diversa esposizione alle fiammate dei motori al riento. Forse materiale diverso di quella sezione?
Si conosce quale fosse la distanza dalla rampa di lancio al momento dell'inversione di marcia del primo stadio? Di solito nella telemetria dei lanci compare sempre la voce "range" che indica questa grandezza, ma questa volta non l'ho vista.
Gliel'avevo detto @SpaceX che servivano alette stabilizzatrici sulla parte alta del primo stadio, si notano nelle foto di Ben Cooper.
Se invece si guarda l'atterraggio fallito sulla chiatta (15 aprile) le alette non ci sono: https://www.youtube.com/watch?v=4cvGGxTsQx0&html5=1
Certamente ci avranno pensato prima di me, però fa sempre piacere vedersi confermare un intuizione :-)
Angelo Rabellotti

Risposta all prima domanda: sembrerebbe che la parte pulita del razzo corrisponda la sezione contenente il LOX che e' raffreddato a circa -207 C ed essendo questo il nuovo Falcon 9, dovrebbe essere raffreddato addirittura sotto i -300 C. Questo crea uno strato di ghiaccio al di fuori del razzo anche durante il rientro, quindi i fumi coprono il ghiaccio che poi si squaglia velocemente lasciando tutto pulito :)
Adesso, quando la pista si è raffreddata, partono le solite critiche: "http://www.spacedaily.com/reports/SpaceX_landing_is_a_feat_but_not_a_game-changer_expert_999.html"
L'argomento è sempre lo stesso, come per lo Shuttle, i costi per l'analisi e le riparazioni del razzo sarebbero maggiori di costruirne uno nuovo. Ovviamente nessuno prende in considerazione l'inquinamento ambientale rappresentato dal far schiantare i vari stadi ogni volta.
Le alette erano presenti anche negli altri tentativi ed uno dei problemi era proprio stato che si era esaurita l energia a disposizione per muoverle all atterraggio
@Angelo, la parte sopra è annerita perchè ha risentito dell' accensione del secondo stadio, la parte sotto mi sembra solo verniciata di nero (vernice ignifuga, suppongo).
Ma poco importa, questo primo stadio è un pezzo di storia (di cui le testate giornalistiche italiane non si sono rese bene conto) che verrà messo in un museo, il prossimo sarà riutilizzabile.
Mi è perfino venuta voglia di andare in Florida con chiave a rullino, mazzetta e cercafase (cacciavite elettrico), per farlo ripartire!
Daniel,

dovrebbe essere raffreddato addirittura sotto i -300 C.

Aspetta. Elon Musk è bravo, ma le leggi della fisica valgono anche per lui.

In quanto alla colorazione, guarda bene le immagini pre-lancio.
Rico

Le alette ci son sempre state: dalle prime dimostrazioni di volo "vettoriale£ ai tentativi sulla chiatta. Qui, in una delle foto, se ne intravede una, per esempio. Magari non le hai mai notate prima ;)

http://attivissimo.blogspot.it/2015/04/spacex-lancia-dragon-verso-la-stazione.html
Paolo,

Ovviamente un errore imbarazzante, la temperature del LOX e' di -340 Fahrenheit nel nuovo Falcon 9. Dovrei davvero rileggere prima di postare.

Ma non capisco il riferimento alle immagini pre-lancio, dove le uniche differenze nella tonalita' del bianco del razzo e' tra il primo e secondo stadio. Potresti elaborare?
@rico

Come mostra questa foto prima del lancio su https://twitter.com/SpaceflightNow/status/678681961989169152 ovviamente il Falcon 9 non e' stato dipinto di nero. Semplicemente i depositi della combustione si sono accumulati sulla superficie mentre le zampe erano ancora piegate e il resto dovrebbe essere la spiegazione data prima, a meno che Paolo non mi corregge :)
@Paolo Alberton, giuro che non me n'ero accorto, dalla ripresa che avevo visto ad aprile sembrava che le alette non ci fossero, quindi il problema di equilibrio era solo il ritardo di risposta delle valvole.
@Daniel, so che non è stato verniciato di nero, ma la separazione dei colori (nel rientro riuscito) è talmente netta da farmi sospettare una qualche forma di trattamento ignifugo alla base del razzo.


@Angelo Rabellotti: Si conosce quale fosse la distanza dalla rampa di lancio al momento dell'inversione di marcia del primo stadio?

Circa 94 km a quanto pare.

[img]http://www.flightclub.io/output/8d73019c-89d1-40f4-83d2-fc008eb34151_profile1.png[/img]

questo grafico è ancora più chiaro (e in scala) e mostra perché Jeff Bezos ha fatto una figuraccia...:

[img]http://forum.nasaspaceflight.com/index.php?action=dlattach;topic=39116.0;attach=1089191;image[/img]
Passati bagordi natalizi ho avuto modo di leggere le risposte. Grazie a tutti.
Per quanto riguarda Jeff Besos, temo che sia un discorso diverso. E' sicuramente un uomo abbastanza (ironico: lo è di sicuro) intelligente da leggersi questo WhatIf di XKCD e capirlo perfettamente. Ma secondo me era altrettanto consapevole di quanto poco fosse conosciuta la Blue Origin.
Una bella litigata su internet col primo della classe: lui rimedia una figuraccia ("pace, sono il padrone di Amazon gnè gnè") e Blue Origin un bell'aumento dei click ricevuti e notorietà.