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48 commenti

SpaceX, spettacolare tentativo di atterraggio (aggiornamento: RIUSCITO!)

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2015/12/22 21:40.



2015/12/22 00:30. SpaceX tenterà tra poco di effettuare un rientro controllato, stavolta sulla terraferma, del primo stadio del proprio lanciatore orbitale Falcon 9. Il tentativo di ieri è stato rinviato a causa del rischio di vento eccessivo per il rientro.

Ho già descritto gran parte delle novità tecniche in questo articolo, per cui segnalo qui soltanto le principali variazioni rispetto a quanto già scritto.

Prima di tutto, questa è una bella foto della zona di atterraggio a Cape Canaveral, pubblicata da SpaceflightNow:



Il decollo stavolta è previsto per le 8:29 ET, ossia alle 2:29 italiane, con una finestra di lancio di cinque minuti; l’atterraggio è previsto dieci minuti dopo il decollo.

Lo streaming di SpaceX è qui; SpaceflightNow farà la diretta qui. La cartella stampa di Orbcomm con le informazioni principali è qui (PDF, in inglese). Io farò un livetweet e aggiornerò questo articolo man mano che ci sono novità.


2:39. ATTERRAGGIO RIUSCITO! Con una discesa repentina e una fiammata poderosa che per qualche istante mi hanno fatto temere un botto, il primo stadio del Falcon 9 è rientrato a Cape Canaveral e si è posato al suolo dopo aver raggiunto una velocità di 5900 km/h e una quota di circa 200 km. È la prima volta nella storia dell’astronautica che uno stadio di un vettore orbitale torna al punto di partenza.

Questo non è un decollo: è un atterraggio.I dati in alto a destra sono riferiti al secondo stadio, che stava correndo verso l’orbita.






Ecco il video della fase di rientro, preparato al volo da Riccardo Rossi:



E questo è il video ufficiale dell’intero lancio:



Questa invece è una ripresa amatoriale: notate il bang sonico dopo l'atterraggio.



La missione primaria, ossia collocare in orbita undici satelliti, è stata anch’essa completata con pieno successo. Un altro aspetto di questo lancio che è passato in sordina ma è molto importante per i piani di SpaceX è il second stage restart, ossia la riaccensione del secondo stadio (quello che ha collocato in orbita i satelliti) per simulare le procedure e le manovre che sarebbero necessarie per collocare un satellite in orbita geostazionaria (o più precisamente in orbita di trasferimento verso quella geostazionaria). I satelliti geostazionari (per esempio per la TV satellitare) sono il mercato più remunerativo e ricco, e SpaceX era già in grado di servirlo con i Falcon precedenti, ma per farlo doveva rinunciare al rientro del primo stadio. Ora questa rinuncia non è più necessaria.

Da Barry Bonzack arriva questa magnifica foto della doppia scia: a sinistra quella di decollo, a destra quella di rientro direttamente alla sede di lancio, per cui non ci sono nemmeno complicazioni di trasporto dello stadio via mare. Fantastico.




4:35. Elon Musk ha pubblicato questa foto, che fa capire quant’è grande quel razzo (è alto quasi 48 metri, grosso modo come un palazzo di sedici piani):




Musk ha pubblicato anche dei dati tecnici che spiegano bene la difficoltà dell’impresa e ha messo online una foto e un video dell’atterraggio visto da un elicottero: centro perfetto. Sembra fantascienza, ma è la realtà.




Ora che SpaceX ha dimostrato che un rientro controllato è davvero possibile, arriva la sfida successiva: vedere se il primo stadio risulta realmente riutilizzabile senza grandi spese. Se lo è, si otterrà una riduzione notevole dei costi dei lanci spaziali: SpaceX dice che un Falcon 9 usa e getta costa circa 60 milioni di dollari, mentre il propellente per un lancio costa circa 200.000 dollari, per cui riutilizzare i veicoli è enormemente conveniente (se non ci sono problemi di recupero e rimessa in servizio che fanno lievitare i costi, come accadde per lo Shuttle). Sarà molto interessante vedere come reagiranno gli altri operatori del settore aerospaziale.
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Commenti
Commenti (48)
Che emozione, la levataccia ne è valsa decisamente la pena, non sarà l'atterraggio sulla luna ma sicuramente una delle esperienze più belle della mia vita fino ad ora!
Missione compiuta, successo totale! Il primo stadio é tornato e si è appoggiato a come un cagnolino, i sei satelliti consegnati in orbita :-D
A vedere la collocazione dell'illuminazione rispetto al punto di atterraggio sembra che non solo sia riuscito ad atterrare, ma l'abbia fatto con una precisione notevole.

Sono sempre più dell'opinione che la chiatta sia servita per effettuare tentativi deliberatamente estremi (in un'altra discussione avevo portato numeri sulla decelerazione ottenuti da altri con tecniche di analisi video, ed era prossima al 100% del possibile) per raccogliere preziosi dati sul comportamento dei sistemi in condizioni critiche. Questo potrebbe spiegare come mai siano stati così arditi da tentare un atterraggio su terraferma: avevano in mano elementi sufficienti per reputarlo fattibile con un grado di affidabilità sufficiente.

Solo un'ipotesi, beninteso.
Grandissimi. A Cape Canaveral c'è il più bel monumento alla volontà di riuscire...
Bravi! Alla faccia di tutti quelli che (anche tra i commenti di questo blog) dicevano che era oggettivamente impossibile! ;)
Adesso sara' interessante scoprire quanto tempo e denaro ci vorranno per riutilizzare il primo stadio. Confido che SpaceX abbia pianificato tutto con cura, al contrario della Nasa. Leggendo Feynman mi chiedevo se non era il caso di buttare quei boosters invece di spedirli nello Utah e riempirli di mazzate per rimontarli. Comunque, grandioso successo!
Complimenti a SpaceX che con passione, tenacia e tanto lavoro ha compiuto un altro piccolo grande passo fondamentale per avvicinarci sempre di più allo spazio. In futuro avremo bisogno di tanti Elon Musk, capaci di mettere a frutto grandi progetti come questo. Grazie Paolo per l'ampio reportage!
Wow e ancora wow! In un colpo solo, SpaceX ha riscattato la sua immagine e ha fatto qualcosa di storico. Dal punto di vista astronomico e astronautico è stato un anno meraviglioso.
Sono entrati nei libri di storia.
Anche Repubblica riporta la notizia, a modo loro: ... un belzo per l'umanità, ... il rientro del primo stedio .
pgc: chiamatemi pure Johnny Polemica ma a me quel primo stadio fermo lì sembra anche un colossale monumento a come ci si sieda sull'innovazione se paga papà. Doveva *davvero* arrivare Musk, che ha fondato la SpaceX perché era pieno di soldi e gli piacevano i razzi (di contro c'è chi è sempre stato nel settore), a pensare di riutilizzare parti del vettore? Sembra che solo quel pezzettino lì costi 35 milioni su 60 dell'intero razzo.
Si può dire MINKIA con una lacrimuccia di commozione?
E non solo per la grandezza tecnica del risultato ottenuto, ma anche per l'entusiasmo di chi ha partecipato.
Scene che da noi sono comuni solo per il gol del giocatore di turno....
Si può dire anche che si tratta del primo razzo ecologico (o green rocket) della storia? :-)
gia' i veicoli "usa e getta" possono avere notevoli problemi (vedi apollo 13) - un veicolo riutilizzabile richiede un'infinita' di controlli per usura & co - ma finche' non ci trasporti personale umano il gioco vale la candela
Speriamo risulti utilizzabile dopo lo stress del lancio e rientro - Anche solo per una volta...
A M, è vero, ma c'è di peggio: il Corriere, come praticamente tutte le altre testate, non ne parla neanche. In prima pagina hanno notizie sulle borsette a forma di elefante e sul trucco delle cantanti, ma di imprese storiche chi se ne frega. E meno male entro fine gennaio il Corriere.it avrà contenuti a pagamento, perché "I contenuti ad alta qualità devono essere pagati. Siamo i primi in italia". Forse se rivoluzionano la redazione. Il FQ l'ha infilato in un rettangolino del FQ TV. Di quelli che ho controllato, l'unico che ne parla davvero è il Post. Altrimenti mi tocca guardare le notizie sulla BBC e altrove.
Mi è piaciuta la spiegazione dell' ingegnere-commentatore del lancio:
"Per dare un idea delle grandezze e della precisione in gioco, immaginate di dover lanciare una MATITA fino alla cima di un grattacielo come l' Empire State Building, farla ruotare mentre scavalca il grattacielo, e farla atterrare in piedi, sopra una moneta messa a terra vicino all' ingresso posteriore del palazzo.
Se ho capito bene il miglioramento in prestazioni del 30% che ha ricevuto questo nuovo Falcon 9 ha permesso di avere abbastanza propellente per far atterrare il primo stadio nel luogo di partenza e non in una chiatta a diverse centinaia di km nell'oceano. Infatti i razzi quando partono acquisiscono velocità tangenziale da ovest verso est e quindi è più conveniente far atterrare il razzo sull'oceano anzichè nel luogo di partenza. Ora SpaceX ha un razzo tanto potente che quando deve lanciare satelliti in orbita LEO può far atterrare il primo stadio nel luogo di partenza ed è anche in grado di far atterrare il primo stadio quando lancia i satelliti in orbita GTO (geostazionaria) ma in questo caso deve farli atterrare si una chiatta nell'oceano (prima del miglioramento in prestazioni non poteva in nessun caso far atterrare il primo stadio quando faceva missioni GTO).
Fx

Le spiegazioni dei fallimenti precedenti sono state date e riguardano incovenienti tecnici. Se tu devi sempre elucubrare sei libero di farlo ovviamente, ma sappi che le tue sono semplici illazioni, cioè aria fritta. Per esempio i numeri da te considerati potrebbero essere risultato del problema tecnico.
Il discorso sui "soldi", invece, è patetico. E sei libero di esserlo quanto vuoi.
Sono parzialmente d'accordo con FX sull'uso della chiatta per test al limite del suicidio.

Ma cosa ha fatto decidere cosi' "brutalmente" di passare all'atterraggio su terraferma prima di aver avuto anche un solo atterraggio con successo sulla chiatta?

Comunque, riutilizzabili o no, e' un successo per la "tecnica di rientro" che nessuno aveva mai sperimentato prima. Che potra' essere riutilizzata anche per altri scopi e magari avere veicoli piu' evoluti tecnologicamente (e piu' costosi) se si hanno buone possibilita' (per la certezza la lascio ai tecnici e ai ricercatori che avranno ancora tanto lavoro da fare, ma con un entusiasmo in piu') che rientreranno integri alla base e non si disintegreranno come una stella cadente.

Quello che manca oggi agli altri lanciatori (NASA, ESA e altri) sono fondi e passione da dedicare alla ricerca.
Passato il boom di Luna e Shuttle, una volta che sono arrivati i burocrati a "vedere i conti" e inseriti manager falliti per "contenere i costi" (ma che senso ha nella ricerca "pura" dover contenere i costi???) i slodi sono sempre meno. Ci voleva un ricco forsennato come Musk a buttare miiardi (perche' dubito che ne rientrera' mai) in ricerca e passione invece che incu#arseli in ville, pu##ane e lamborghini come tutti i ricconi al mondo.
Sembra uno di quei film di fantascienza degli anni '60!
Una domanda: il razzo atterra in un posto vicino a dove è partito, ma nel volo ha raggiunto velocità tangenziali molto alte: come mai? Non dovrebbe atterrare molto lontano?
in realtà la base di rientro non era proprio quella di decollo.
Domanda: quanta energia costa tornare indietro? Non sarebbe meglio pianificare l'atterraggio qualche centinaio di chilometri più in là?
Stefano: stavo notando dalle riprese dall'elicottero che la velocità di approccio del Falcon 9 è DECISAMENTE diversa rispetto a quella tenuta nel tentativo sulla chiatta.

Sarebbe interessante fare un po' di analisi video e comparare i due profili di discesa (per il tentativo sulla chiatta qualcuno l'aveva fatto alché son bastati due conti per capire che era al limite) per oggettivare le mie impressioni.

Paolo Alberton: ma del buon sesso, no?
L'entusiasmo del personale di SpaceX è incredibile... Lavorare li credo sia attualmente uno dei posti più eccitanti del mondo.
E' vero che saranno tutti dei mega-geek ma credo che la consapevolezza di fare la storia sia un propellente ben più potente dell'Idrogeno ed Ossigeno !!!

---Alex
Più in là vuol dire in mezzo al mare, per chi vuole i dati c è un link nell articolo che evidentemente era faticoso cliccare...
Inoltre per complicare le cose la spinta minima di un solo propulsore dei nove è superiore al peso dello stadio vuoto, quindi non potrà mai fare hovering, deve arrivare frenare frenare frenare e atterrare perfettamente... Come ha fatto....
Fx

ecco il solito attacco personale tipico di certe persone che si trovano certe situazioni (di cui si parla spesso in questo blog), camuffato da propensione per farsi gli affari degli altri ad minchiam. Palmofaccio.
Bezos sei un po' patetico francamente: (1) porta New Sheperd a Mach 6 con una bella componente orizzontale (2) deposita un carico in orbita, (3) torna indietro alla partenza... e poi ne riparliamo.

http://www.reuters.com/subjects/reaction-spacex-landing?utm_source=facebook

A me ricorda un po' Rockerduck francamente... :)
@ Stefano:
"Ci voleva un ricco forsennato come Musk a buttare miiardi (perche' dubito che ne rientrera' mai) in ricerca e passione"

Hai un'idea sbagliata della situazione. Musk dalla vendita di PayPal ha guadagnato 165 milioni di dollari, niente miliardi quindi. Con parte di quei soldi ha creato SpaceX; più tardi è rimasto coinvolto anche in Tesla. Ovviamente entrambe le aziende sono state cofinanziate da altri investitori, non ha fatto certo tutto da solo con quei "pochi" soldi che aveva. Nel 2008 le cose andavano male e ha dovuto dare fondo agli ultimi spicci. Da lì, entrambe le aziende hanno cominciato a andare bene e a crescere. Adesso SpaceX ha un sacco di clienti paganti (pensi che i satelliti li mettano su aggratis?), e Tesla vale 30 miliardi, e indovina chi ne è il più grande azionista.
In breve: né ha investito "miliardi", né ha "buttato" soldi che "non rientreranno mai": ha investito poche centinaia di milioni e adesso possiede almeno 30 volte tanto.
Un piccolo boom sonico per un razzo, un'enorme boato nel c*** di centinaia di miopi burocrati, revisori di conti e di politici...

La cosa cosa mi ha colpito di più è stata la reazione quasi animalesca del pubblico: il coro U-S-A è una cosa che probabilmente non si sente in nessun altro posto al mondo. Non per un razzo che riatterra in piedi almeno...
Paolo Alberton: lo è, lo è in risposta ma è anche un buon suggerimento (mica t'ho mandato a quel paese o t'ho augurato qualche male, tutt'altro). Abbi pazienza, allo stato attuale sei un rumore di fondo, e come tale sei fastidioso fintanto ci si fa caso, quindi ciao e buona continuazione.

Unknown: sarebbe interessante vedere quanto investe SpaceX in R&D, secondo me sono cifre comparabili rispetto ai competitor, con la differenza che ciò che hanno ottenuto permette (teoricamente) di dimezzare i costi per lancio. Quindi vedo un grosso tornaconto da qui agli anni a venire contro a una spesa risibile. E continuo a reputare ingiustificabile nel pensare che a una cosa così ovvia abbia pensato l'ultimo arrivato (cronologicamente parlando) e non quelli che è da 50 anni che sono nel settore, ai quali evidentemente non fregava niente di innovare su questo fronte perché tanto pagavano gli altri.

Tra l'altro a chiudere il cerchio oggi arriva la notizia che la NASA probabilmente farà slittare (o addirittura cancellare) la missione del nuovo rover su Marte perché... ci sono dei leak in una sfera di 22 cm di diametro nel quale dev'esser fatto il vuoto assoluto (componente che fa parte di un sismografo di precisione). Ed è la QUARTA volta che la rifanno cambiandone il design pensando ogni volta di aver risolto.

Ora, si parla della possibilità di cancellare una missione per la quale sono stati già spesi 525 milioni di dollari dei contribuenti. A me prudono le mani. Al secondo tentativo andato a vuoto (ahaha, ho fatto la battuta), sapendo che la finestra di lancio è alle porte, probabilmente c'era da muoversi in modo più aggressivo, ad esempio appaltando la costruzione dello stesso componente a fornitori diversi e con design diverso, così da poter testare più soluzioni in un batch solo; per carità, magari hanno fatto il possibile, però l'idea che ci sia un po' di lassismo perché tanto nessuno risponderà mai di persona di aver bruciato mezzo miliardo di dollari (!!!) non me la scrollo di dosso tanto facilmente.

Così come non mi scrollo di dosso l'idea che NASA e ESA siano interessate a mandare sonde per scopo più accademico che altro, 675 milioni per capire la struttura geologica di Marte, fantastico. Un sacco pragmatico, e poi ambizioso. Un buco di 5 metri e un sismografo su Marte. Figata.

Anche qui dovremo aspettare Musk per arrivare su Marte, al di là degli annunci fuffa della NASA per creare hype. Tra l'altro, una presenza umana in loco potrebbe raccogliere dati scientifici con una velocità e un'efficacia impensabile per le sonde. Quello della missione InSight è un ambito di ricerca differibile, l'impressione da esterno è che avessero dei fondi da spendere in qualcosa (e, come spesso accade quando c'è di mezzo il pubblico, per far girare soldi e tener in piedi certe strutture); ma concentrate quelle risorse su quel che serve per andare su Marte, queste informazioni poi comunque le avrete. Insieme a molte altre.
Fx

Sono d'accordo con te che la Nasa sia troppo spesso nella loro storia post-Apollo una macchina pubblicitaria e una voragine di denaro pubblico. Pero' spesso il popolo che paga ha anche bisogno di belle storie, immagini e anche brutte storie per continuare a credere nella conquista dello spazio.
Quello che fa Musk, credo spendendo molto meno degli altri competitor, e' creare la tecnonolgia necessaria ad imprese future mantenendo l'aspetto di un business in grado di generare profitto. La promessa di tagliare i costi di lancio e l'affidabilita' delle missioni primarie, cioe' di mettere in orbita carichi utili gli genera ricchi contratti.
L'obiettivo secondario di mandare l'uomo sulla Luna per una caterva di dollari o un rover su Marte per un miliardo comprende soprattutto la generazione di tecnologia, ingegneria e sviluppo dell'affidabilita' necessaria per tali missioni.
Fx,
mi sembra che stiamo riaccendendo la diatriba fra le missioni automatiche e le sonde.
A me non sembra che le missioni umane siano state più efficaci o lo saranno nel futuro. Nel passato a me sembra che i dati raccolti dalle macchine siano stati nettamente superiori a quelli raccolti dagli umani sia dal punto di vista dell'efficienza costi/dati che dal punto di vista tempo/dati.
Sulla Terra, del resto, accade lo stesso. I dati raccolti dalle macchine sono nettamente maggiori di quelli raccolti dagli uomini. Anche in campo geologico.
Scatola Grande: abbiamo da una parte Musk che dice che andare su Marte è indispensabile perché ci preoccupiamo di avere il backup del nostro hard disk e non abbiamo un backup della vita, e dall'altra la NASA che parla di annullare una missione da 600 milioni di $ di cui 500 già spesi per cosa? Per meglio comprendere la geologia di Marte.

Io vedo un abisso tra il modo di ragionare dei due soggetti. In più mi aspetterei che sia la NASA, non la SpaceX, ad avere come missione primaria la salvaguardia della vita: è paradossale che se ne preoccupi una realtà privata mentre quella pubblica parla di buttare nel cesso MEZZO MILIARDO come se fosse una cosa normale, e soprattutto come se fosse una spesa oculata mettere 675 milioni per approfondire la geologia di Marte... davvero questo era il top delle priorità che avevi? Minchia...
Musk dalla vendita di PayPal ha guadagnato 165 milioni di dollari, niente miliardi quindi.

Noi di mezza età ragioniamo ancora in lire :-D
Fx,

quella pubblica parla di buttare nel cesso MEZZO MILIARDO come se fosse una cosa normale,

Al contrario. La NASA vuole _salvaguardare_ quel mezzo miliardo. Il lancio del veicolo è stato semplicemente rinviato in attesa che venga prodotto un componente di affidabilità adeguata. I soldi spesi fin qui per costruire l'hardware restano spesi e l'hardware resta pronto per la prossima finestra di lancio. Tutto qui.

Non discuto che la NASA sia un grosso carrozzone politicizzato, come qualunque ente federale, ma da questo ad accusarli di quello che hai scritto il passo è piuttosto lungo.
Paolo: da quant'ho letto viene considerata anche la possibilità di cancellare del tutto il progetto se dovesse sforare il tetto limite di spesa, posto a 675 milioni. C'è anche da dire che l'ho letto su Engadget e sicuramente non può essere considerata la fonte più autorevole in materia, sono consapevole di non avere la verità in tasca; tuttavia anche senza parlare di cancellazione le considerazioni che ho fatto sul diverso piglio tra SpaceX e NASA rimangono comunque valide (come peraltro tu stesso, con le precisazioni del caso, confermi).
Ritengo che in materia di soldi pubblici ci debba essere un tetto massimo oltre il quale ogni progetto vada buttato a mare.

Altrimenti si rischia che il progetto costi molto di più che non la spesa iniziale rivelatasi inutile o non sufficiente, ergo una perdita.

Le amministrazioni italiane sono maestre in questo scialaquio di soldi. Opere che una volta finite sono costate il doppio o il triplo di quanto preventivato.

Stupidocane: diciamo che tra buttare a mare mezzo miliardo senza ottenere un risultato e spenderne (ipoteticamente) uno intero per ottenerlo è difficile dire cosa sia meglio e cosa sia peggio.

Personalmente introdurrei un sistema di ricadute forte: se il progetto sfora l'importo preventivato i dirigenti / i tecnici che hanno responsabilità vanno a casa, e quindi ne subentrano di nuovi; questi andranno a determinare il delta per poter portare a compimento il progetto. Se il delta è inferiore al 50% (dico per dire) dell'importo del progetto, lo si porta a compimento, altrimenti lo si cassa.
Fx

Perchè invece di postare qui non mandi i tuoi consigli direttamente ai dirigenti della NASA? Hai talmente tante idee geniali a cui sicuramente non han pensato che potrebbero tornare loro utili.
Fx, provo a spiegarti come funziona. Se l'argomento ti interessa veramente, ti invito a leggere con attenzione prima di replicare.

L'errore che fai é quello di credere che la NASA sia l'entità che propone, decide e attua. Questa visione è quella veicolata da tutti i media ma é assolutamente falsa.

Le agenzie spaziali e scientifiche mettono i soldi per delle missioni e decidono criteri e priorità di spesa. E' compito dei ricercatori proporre missioni scientifiche. Questo lavoro dura anni e porta ad una proposal che include budget, caratteristiche della missione, obiettivi, rischi, fattibilità e altri vincoli (per esempio temporali). Queste proposte vengono esaminate lungamente da team che comprendono scienziati, tecnologi, e amministratori in base. Spesso finanziate parzialmente (studi di fattibilità a diversi livelli) via via fino all'approvazione finale e alla costruzione del flight hardware.

Quello che va capito é che se si permettesse di barare sul budget la concorrenza fra le varie proposte fatte dalle varie istituzioni risulterebbe distorta in quanto dichiarare la verità sarebbe come darsi la zappa sui piedi. Purtroppo questo é quello che accade sistematicamente...

In parte in buona fede, perché fare un budget realistico di una missione spaziale è estremamente difficile e comporta sistematicamente una tendenza quasi incontrollabile a sottovalutare costi e tempi di sviluppo. E' un bias cognitivo studiato da psicologi ed economisti. C'é un capitolo sull'argomento, per esempio, in Thinking Fast and Slow, di Kahneman per chi fosse interessato.

In cattiva fede perché di solito c'e una forte pressione a giocare d'azzardo e dichiarare costi poco realistici o di poter fare cose difficilissime o irrealizzabili.

Ma quando si va alla costruzione prima o poi... carta canta. In più la gente e i processi non sono mai efficienti al 100%. E ci si ritrova presto a corto di tempo e denaro. Allora si gioca d'azzardo e si fa proprio quel ragionamento che fai te: ho speso 1000 e me ne servono altri 500 (o 1000. O magari 2000) - vedi JWST. Buttiamo alle ortiche quei mille tornando indietro di 5 anni o me li dai e chiudiamo?

Il trucco non sempre funziona e a volte:

(1) il progetto viene chiuso - tutti a casa!
(2) il progetto viene ridimensionato. Si tagliano obiettivi, strumentazione, personale e magari qualche test non essenziale in cambio di un contributo aggiuntivo per terminare. E' successo per esempio al rover Curiosity, che ha dovuto rinunciare ad alcuni strumenti dietro la promessa di essere lanciato comunque.

Ci sono progetti approvati e in via di costruzione in tutti i settori scientifici di cui TUTTI sanno che sono underbudget e che incorreranno presto in "cost overrun" mostruosi. Basta confrontare i costi dichiarati con quelli di progetti simili (o spesso meno aggressivi) per capirlo. Ma quando sono stati proposti si sono convinti le funding institution che facendo così e cosà si sarebbe risparmiato questo e quello. Te ne potrei citare uno in costruzione nel mio settore di cui si sa che probabilmente costerà 4 volte quello che si dichiara, ma che continua ad andare avanti (per motivi più che altro politici).

La realtà é che QUASI TUTTI i progetti spaziali sono incorsi in overrun e quindi questa è diventata la norma. E non é bene che sia così perché questo produce enormi distorsioni e un sistematico sforamento dei budget per la scienza a danno della sua efficienza.

Riguardo alla tua proposta ("i dirigenti / i tecnici che hanno responsabilità vanno a casa"), siccome l'agenzia che paga (e controlla) non é di solito quella che realizza, la NASA non può licenziare nessuno. Quello che già accade sistematicamente in casi di questo genere, è che l'università, o la compagnia, o l'istituzione che si occupa della realizzazione della missione mandi a casa alcune persone chiave del progetto. Per esempio il/i Project Manager, o licenzi alcuni tecnici e ingegneri, o riorganizzi la struttura del progetto. Stai sicuro che nel caso di Insight qualcuno sarà già stato mandato a casa... Ma cambiare il committente per intero non è quasi mai possibile, perché di solito il know-how per una missione non lo si compra dal droghiere. Al contrario sono pochissimi, magari 1 o 2 persone, a sapere come si può realizzare una cosa.
Fx, il mio suggerimento non è "se sfora il budget deve essere assolutamente abbandonato", bensì "se sfora il budget di una data percentuale va abbandonato".

Come dice pgc, molti sono i fattori che possono far lievitare i costi, in primis la loro sottostima. Questo succede a chiunque sia nel settore produttivo (sbagliare/sottostimare dei preventivi). Figuriamoci nel settore dell'invenzione scientifica...

Ma, come esiste nel settore produttivo, ci dev'essere un punto oltre il quale non se ne ricava null'altro se non un danno economico.

È pur vero che le scoperte scientifiche soprattutto nel campo dell'astronomia, non sono direttamente monetizzazibili e neanche le ricadute del know how sono immediate seppur presenti.

Ritengo pertanto che i limite ultimo per abbandonare un progetto scientifico debba avere dei confini ben più larghi di un progetto meramente economico, soprattutto per la possibilità di fare scoperte più o meno rivoluzionarie che potrebbero cambiare la nostra vita. Ma credo che ci debba comunque essere.
Paolo Alberton,

Enough... abbiamo capito che Fx non ti sta simpatico, come non sta simpatico a molti altri, ma cerchiamo di evitare gli attacchi personali.

Non foss'altro che Fx ci si ingrassa con essi... ;)

Discutiamo serenamente e se dobbiamo proprio prenderci a male parole o bastonate, facciamo in modo che ne esca sempre qualcosa di cui possiamo ridere tutti.

Quindi parole ben pesate e bastoni di quelli che fanno "PÌO!".
pgc: a parte quando si parla di religione per me le tue parole sono Vangelo (m'è uscita così, mi sto dando la mano da solo).

Premetto che sul discorso progetti / calci in culo stavo facendo un discorso "pour parler", tant'è che sono stato straordinariamente breve, mentre in genere quando vado un po' più in profondità divento terribilmente prolisso - ma questo già lo sapete. Comprendo perfettamente quello che dici, peraltro nello specifico avevo anche letto le modalità di selezione del progetto e in ogni caso l'intreccio tra politica, accademia e industria mi sembra sia piuttosto sfacciato (discorso che vale anche per l'ESA).

La cosa che non sapevo è che qualcuno a casa ci va. Ciò mi consola. :)

Un ricercatore in un altro settore scientifico, il nucleare, parlando di ITER invece mi diceva che c'è anche un'altra dinamica: portare a casa soldi per fare ricerca con la promessa che tra trent'anni ti darò un reattore nucleare pulito. Poi vabbé, lui è più verso il torio quindi un po' so che tifa dall'altra parte, però - nel piccolo - m'è capitato di vedere che certi progetti servivano in realtà anche per altro, che possa succedere anche su larga scala non mi sentirei di escluderlo.

Per quanto riguarda il bias di cui parli, lo conosco bene: ne sono affetto! Alla fine ho imparato, quando faccio un preventivo, a moltiplicarlo per 2 o per 3 prima di presentarlo al cliente: qualche gg fa ho letto un'aforisma perfettamente azzeccato (mai sentito qui), "the devil is in details". Il problema è che per fare l'80% del lavoro ci si mette il 20% del tempo: sono i dettagli che ti portano via la maggior parte degli sforzi. Solo che ovviamente, a livello istintivo, consideri l'80%, non il 100% :)

Comprendo, sicuramente in modo del tutto parziale, il problema quando non puoi dire 15 quando in realtà pensi 5, e soprattutto quando si tratta di progetti enormemente complessi che in più prevedono per la loro realizzazione il coordinamento di un sacco di persone.

Stupidocane: si certo, la questione però si ripropone. Se sfori del 50% e ti manca il 2% per arrivare all'obiettivo... sei punto e a capo :)

Per quanto riguarda Paolo (Alberton), bravo, spiegaglielo anche tu che continuando a cinguettare in questa direzione non fa altro che darmi importanza - e non è cosa particolarmente furba. Basta saltare a pié pari i miei post e via, meno rotture per tutti.
Stupidocane

Ihihih, cercherò, ma non garantisco nulla :P