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12 commenti

Gioca a Jurassic World sull’iPad e spende oltre 5000 euro

Giocare a un giochino gratuito e trovarsi in bolletta 4000 sterline (circa 5780 franchi, 5290 euro) è una di quelle esperienze che cementa per sempre il rapporto padre-figlio. È quello che è successo in Inghilterra a Mohamed Shugaa, che vive nel West Sussex, che ha scoperto che suo figlio Faisall, di sette anni, aveva memorizzato le sue password dell’iPad e del suo Apple ID e li aveva usati per giocare a Jurassic World, facendo in tutto 65 acquisti all’interno del gioco gratuito nel corso di cinque giorni a dicembre scorso, senza rendersi conto che i Dino Bucks, i soldi virtuali usati nel gioco, vengono poi convertiti in soldi veri, per un totale appunto di 4000 sterline.

Il padre sapeva che il figlio era in grado di accedere al suo iPad, ma non era consapevole che Faisall sapesse anche la sua password di Apple ID e soprattutto si chiede come faccia Apple a pensare che qualcuno possa consapevolmente spendere migliaia di sterline per acquistare dinosauri virtuali e aggiornare un giochino, e non mandi all’utente un avviso o ponga un limite di spesa.

Più in generale, la Federal Trade Commission statunitense ha pubblicato un’infografica (immagine qui accanto) che mette in guardia i genitori su quello che possono fare le app: raccogliere nomi e indirizzi dei bambini, far spendere soldi veri anche se l’app è gratuita, includere pubblicità discutibili, collegarsi ai social network e altro ancora. Non sono, insomma, semplici giochini da scegliere e affidare ai bambini senza pensarci troppo.

Per prevenire queste situazioni conviene prendere alcune precauzioni, come per esempio attivare il sensore d’impronta del dispositivo, se presente; creare un account iTunes separato per il figlio, senza associarlo a una carta di credito e usando invece una tessera prepagata; non mostrare le proprie password a nessuno, neanche ai familiari; e naturalmente tenere d’occhio l’estratto conto della propria carta di credito.

Per fortuna la disavventura della famiglia Shugaa è finita bene: è riuscito a convincere l’assistenza clienti di Apple ad annullare la fattura, visto il suo importo davvero elevato. Ma non è detto che vada sempre bene, specialmente se la cifra in gioco è meno elevata.


Fonti: Sophos.
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Commenti
Commenti (12)
"Giocare a un giochino gratuito e trovarsi in bolletta 4000 sterline (circa 5780 franchi, 5290 euro) è una di quelle esperienze che cementa per sempre il rapporto padre-figlio."

Nel senso che lo ha cementato e trasformato in nano da giardino? :D
Ha vinto almeno?
Gioca al giochino fatto in modo da spingere le tue leve psicologiche e convincerti a buttare i soldi nel cesso!

Un po' come le videolotterie, insomma.

[predicatore mode on]

Si può obiettare che tutti i giochi in fondo funzionano così: paghi per "divertirti", ma in realtà non è così: alcuni giochi sono stati pensati e progettati per divertire, e paghi perché i materiali e il lavoro umano costano soldi; altri sono stati progettati per farti spendere, e quello è il loro scopo. La differenza è lampante, e i secondi, anche se sono legali, sono truffe.

[predicatore mode off]
Sinceramente mi stupisce come riescano anche a farsi annullare la fattura... se io fossi andato in una sala giochi 20 anni fa e avessi speso lo stipendio di mio padre nei coin-op dopo aver preso il portafogli dalla cassaforte che ho visto aprire più volte e quindi ho memorizzato la combinazion, sicuramente non sarebbe riuscito a farseli rimborsare.
I giochi free 2 play che girano adesso non sono altro che i coin-op di una volta, però in più hanno la componente di drogarti lasciandoti giocare gratis un po' prima di tentare di dissanguarti.
Perché invece di usare la tecnologia come babysitter non mandiamo i figli a giocare a pallone in cortile?
"Soprattutto si chiede come faccia Apple a pensare che qualcuno possa consapevolmente spendere migliaia di sterline per acquistare dinosauri virtuali e aggiornare un giochino"

Ho conosciuto persone (adulti, professionisti, alcuni anche sposati e con figli) che spendevano centinaia di dollari a settimana in uno di questi "giochini", per quasi tutti era "expendable income", soldi che dedicavano al divertimento e agli hobby. Il giro di soldi dietro i Free2Play è enorme e, fondamentalmente, sarebbe per Apple (e Google) un darsi la zappa sui piedi ostacolare questo flusso di denaro.
@Wolfolo
Sinceramente mi stupisce come riescano anche a farsi annullare la fattura...

Anche vent'anni fa le sale giochi prevedevano un'età minima, 14 anni mi pare, per poter entrare.

Se un bambino di sette anni ci avesse speso sei mesi di stipendio del padre (e ci fossero le prove) la sala giochi avrebbe rimborsato di corsa, pure per evitare altri problemi del tipo spiegare come avrebbe fatto un bambino di sette anni a entrare e riuscire a spendere tanti soldi senza passare inosservato.
Ma solo io credo che la colpa sia solo del padre? Ho una figlia e non sa la mia password. Vorrebbe, ma non glielo mai data. Se deve comprare qualcosa mi chiama, controllo, e se è il caso la compro. E' una noia, ovviamente. Lo stesso genitore, sono sicuro, non avrà attivato alcun controllo parentale, lasciando alla "maturità" del proprio figlio di 8 anni la scelta di quale sito web visitare...
Sono stufo di sentire criminalizzare i videogiochi violenti o gli acquisti in app solo perchè esistono genitori che non hanno alcuna voglia di fare i genitori.
@Kersal
Ma solo io credo che la colpa sia solo del padre?

Per me la colpa è anche del padre ma gli appstore in generale hanno comunque le loro responsabilità.

Quando permettono questo tipo di spese (e non stiamo parlando di software CAD ma di gadget, virtuali per giunta) e non avvertono neppure il cliente degli importi raggiunti peccano di correttezza.
Il fatto che abbiano annullato la bolletta per me significa che, davanti ad una eventuale causa in tribunale, la loro posizione non sarebbe stata di ragione netta e, quindi, ne sarebbe derivato un danno di immagine forse maggiore della fattura.
Personalmente non capisco perchè legare una carta di credito preposta a tali acquisti ad un conto "cicciottello"

Per gli acquisti in internet ho una carta prepagata, quando devo acquistare qualcosa metto dentro i soldi dal benzinaio sotto casa, acquisto quello che intendo acquistare e la lascio con 5-10€urozzi fino al prossimo acquisto.

Quando ho voluto disdire un acquisto perchè avvisato da un utente che una funzione di un programma non funzionava come lo sviluppatore voleva far credere, lo sviluppatore ha detto qualcosa che suona come "Se non c'è una motivazione non possiamo interrompere la transazione" Gli risposi "L'ho già interrotta io: la carta di credito che ho indicato è prepagata, ci troverete 5 o 6 dollari. domattina la taglio in due e ne compro una nuova"
"Soprattutto si chiede come faccia Apple a pensare che qualcuno possa consapevolmente spendere migliaia di sterline per acquistare dinosauri virtuali e aggiornare un giochino"

Perchè si basano sullo stesso principio che porta a diventare dipendenti dal gioco: si fa in modo che la persona non si renda conto di quanto stia spendendo, tantomeno della disparità di valore tra quello che sta pagando e quello che sta ottenendo in cambio (o che POTREBBE ottenere, come accade nel gioco d'azzardo). Se funziona con gli adulti, non c'è motivo per cui non dovrebbe funzionare con dei bambini.

A tal proposito, consiglio a tutti la visione dell'episodio "15 milioni di celebrità" (1X02) della serie tv Black Mirror. Anzi, già che ci siete, guardatevela tutta. Di sicuro non vi lascerà indifferenti.

Sinceramente mi stupisce come riescano anche a farsi annullare la fattura...

Considerando che si tratta di una cifra che probabilmente non avrebbero mai potuto riscuotere (o che avrebbe potuto causare seri problemi finanziari alla famiglia), Apple probabilmente ha preferito fare un gesto di cortesia che li ha ripagati in termini di "popolarità". Le 4000 sterline perse sono una cifra irrisoria, se le si considerano come un investimento pubblicitario.

Infatti anche voi che state commentando, alla fine, state tutti dando la colpa al genitore. Se invece Apple avesse preteso il pagamento, forse saremmo stati più propensi a considerare il padre come una vittima e avremmo mostrato un'empatia maggiore nei suoi confronti. Quindi la Apple, che dal punto di vista legale aveva tutto il diritto di reclamare il pagamento, ne è uscita pulita, mentre il padre ora viene additato da tutti come un irresponsabile.
Stando ai numeri, se ha speso 5290 euro con 65 acquisti significa che ciascun acquisto vale circa 81 euro. Mi chiedo quindi, al di la dell'episodio del bambino, come anche una persona adulta possa spendere anche solo una volta 81 euro per un gioco.
Quanto al limite di spesa, bisogna vedere come vengono effettuati i pagamenti. Il mezzo più diffuso è la carta di credito i cui dati talvolta possono essere memorizzati nel programma. A titolo di esempio io non debbo inserire il numero ogni volta che ricarico il cellulare.
Le carte di credito però da un canto prevedono l'avviso di pagamento tramite SMS (che peraltro può facilmente essere disattivato o limitato alle spese maggiori di un tot) dall'altro hanno un plafond mensile che raramente (almeno per le carte intestate a persone fisiche) supera i 1500 euro...
I più truffaldini sono gli addebiti in bolletta.
Ricordate il caso delle hot lines negli anni '80?