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Il razzo di Bezos vola nello spazio di nuovo

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Ieri il vettore New Shepard di Blue Origin, l’azienda spaziale di Jeff Bezos (Amazon), è tornato nello spazio ed è atterrato verticalmente, dimostrando di essere riutilizzabile. Ha sostanzialmente ripetuto il volo del 23 novembre scorso: ha superato la linea di Karman (la quota di 100 chilometri alla quale, per convenzione, si definisce l’inizio dello spazio e la fine dell’atmosfera) ed è tornato al punto di lancio per un atteraggio verticale usando esclusivamente la spinta del proprio motore a razzo.

“Il primo razzo a superare la linea di Karman e poi atterrare verticalmente sulla Terra... è ora il primo ad averlo fatto due volte”, annuncia orgogliosamente il video del nuovo volo, pubblicato da Blue Origin:



Come per il precedente, anche per questo volo è importante sottolineare che la velocità laterale, quella che conta veramente per un veicolo che voglia entrare in orbita intorno alla Terra e costituisce la sfida maggiore per un vettore spaziale, è stata zero: New Shepard, nella sua configurazione attuale, consente soltanto di fare una capatina nello spazio ma poi ricade a terra, perché senza velocità laterale (e tanta: servono 28.000 km/h) non si resta in orbita.

Neanche il primo stadio del Falcon 9 di SpaceX raggiunge la velocità orbitale, però ha una velocità laterale che gli permette di contribuire alla messa in orbita di un carico. New Shepard, invece, non può mettere in orbita nulla.

Anche con questa limitazione, il secondo volo di New Shepard è un grande risultato tecnico, perché dimostra una capacità di riutilizzo e di atterraggio verticale controllato di un veicolo spaziale (sia pure suborbitale) senza le spese eccessive e i tempi di manutenzione e riparazione esagerati che furono la palla al piede dell’unico veicolo spaziale orbitale riutilizzabile entrato in servizio: lo Shuttle statunitense (lo shuttle russo Buran prometteva bene, in questo senso, ma fece un solo volo, per cui non sapremo mai quanto fosse realmente riutilizzabile).

Stando al comunicato di Blue Origin, Jeff Bezos ha piani molto ambiziosi: vuole creare versioni progressivamente più grandi e dice di avere in corso da più di tre anni lo sviluppo del suo primo veicolo orbitale, che pur essendo il più piccolo della famiglia di veicoli orbitali sarà parecchie volte più grande del New Shepard.

Mi manca il tempo di tradurre tutto il comunicato, ma lo ripubblico in originale qui sotto.

The very same New Shepard booster that flew above the Karman line and then landed vertically at its launch site last November has now flown and landed again, demonstrating reuse. This time, New Shepard reached an apogee of 333,582 feet (101.7 kilometers) before both capsule and booster gently returned to Earth for recovery and reuse.

Watch the re-flight at: www.blueorigin.com/news

Data from the November mission matched our preflight predictions closely, which made preparations for today’s re-flight relatively straightforward. The team replaced the crew capsule parachutes, replaced the pyro igniters, conducted functional and avionics checkouts, and made several software improvements, including a noteworthy one. Rather than the vehicle translating to land at the exact center of the pad, it now initially targets the center, but then sets down at a position of convenience on the pad, prioritizing vehicle attitude ahead of precise lateral positioning. It’s like a pilot lining up a plane with the centerline of the runway. If the plane is a few feet off center as you get close, you don’t swerve at the last minute to ensure hitting the exact mid-point. You just land a few feet left or right of the centerline. Our Monte Carlo sims of New Shepard landings show this new strategy increases margins, improving the vehicle’s ability to reject disturbances created by low-altitude winds.

Though wings and parachutes have their adherents and their advantages, I’m a huge fan of rocket-powered vertical landing. Why? Because — to achieve our vision of millions of people living and working in space — we will need to build very large rocket boosters. And the vertical landing architecture scales extraordinarily well. When you do a vertical landing, you’re solving the classic inverted pendulum problem, and the inverted pendulum problem gets a bit easier as the pendulum gets a bit bigger. Try balancing a pencil on the tip of your finger. Now try it with a broomstick. The broomstick is simpler because its greater moment of inertia makes it easier to balance. We solved the inverted pendulum problem on New Shepard with an engine that dynamically gimbals to balance the vehicle as it descends. And since New Shepard is the smallest booster we will ever build, this carefully choreographed dance atop our plume will just get easier from here. We’re already more than three years into development of our first orbital vehicle. Though it will be the small vehicle in our orbital family, it’s still many times larger than New Shepard. I hope to share details about this first orbital vehicle this year.

Also this year, we’ll start full-engine testing of the BE-4 and launch and land our New Shepard rocket – again and again. If you want to stay up to date with all the interesting work that our team is doing, sign up for email updates at www.blueorigin.com/interested.

Gradatim Ferociter!

Jeff Bezos


Fonti aggiuntive: NasaSpaceflight.
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Commenti
Commenti (14)
Bravi!
La mia sensazione è che SpaceX sia più orientata ad ottenere un risultato commercialmente utile mentre Blue Origin voglia farsi più pubblicità immediata per attrarre investitori (in questo momento infatti la loro tecnologia non serve a niente in buona approssimazione, se non per "fare esperienza") .

Però intendiamoci, bravi davvero

---Alex
Io già investo su Amazon.. stamattina ho comprato un monitor...
@AD Blues non è vero che il loro razzo non serve a niente: i voli suborbitali per privati? La Blue Origin è sempre stata molto parca nelle informazioni rilasciate, ma al momento sembrano molto più avanti della Virgin, se volessero entrare in questo mercato sarebbero i leader. Non conosco però quanto siano veramente interessati a questo tipi di business e mi chiedo se sono disponibili stime sul prezzo del biglietto. Sbaglio? Qualcuno ha informazioni in proposito?
Gradatim Ferociter, ascesa per gradi.
Chissà se, di questo passo, non si riesca a coronare il sogno dell'ascensore spaziale.
Il problema è portare su un cavo di 36000 km (orbita geostazionaria) sottile e abbastanza robusto da reggere un mini-ascensore che rinforzi il cavo, e poi da questo un vero montacarichi orbitale.
Un sogno che, se realizzato, permetterebbe di portare a qualsiasi orbita qualsiasi carico, con pochi euro di elettricità.
Mi sembra la versione più grossa del grasshopper
Blue Origin vuole usare questi razzi, quindi questa tecnologia, utilmente, per guadagnare soldi portando clienti in volo sub orbitale. Lo dichiarano loro. Certamente vogliono fare esperienza per progetti più avanzati.
@AD Blue:
> La mia sensazione è che SpaceX sia più orientata ad ottenere un risultato commercialmente utile

SpaceX sta già mettendo in orbita satelliti, qui si stanno facendo un po' di prove.
Se sulla terra non ha al momento molto senso se non "l'abbiamo fatto e rifatto" cosa certo di non poco conto su un altro pianeta a minore gravità, uno a caso marte, potrebbe avere un valore ben differente?
Non avete capito nulla! Stanno cercando di portare Amazon Prime sulla ISS! :)
questi sono la Asylum dei voli spaziali, lavorano per soffiare i record altrui...
Milioni di persone che vivono e lavorano nello spazio

Non capisco cosa intendano esattamente e come vogliano raggiungere questo obiettivo.
Comunque fra qualche tempo saranno in grado di offrire un salto nello spazio per qualche minuto, a persone benestanti. Una buona fonte di guadagno, ma niente di che.
Intanto SpaceX, avendo cominciato subito - o quasi - con razzi "veri", fa missioni a destra e a manca per governi e aziende, incassando miliardi (no, non in lire). E intanto, quasi aggratis, può fare i suoi esperimenti. L'ultimo "acchiattaggio" è stato notevole, velocità e posizione perfette. Mi stupisce però che non siano riusciti a sviluppare un sistema più efficace e meno delicato per fissare le gambe. Vabbè, rimedieranno.
Mi sono preso la libertà di tradurre il discorso di Bezos per i non anglofoni. Mi scuso per l'elementarità della traduzione e per gli errori e le interpretazioni non corrette. Spero anzi che qualche madrelingua possa darmi dei suggerimenti su alcuni punti dove sono andato "a naso".

Lo stesso razzo New Shepard che lo scorso Novembre volò al di sopra della linea Karman e che atterrò verticalmente nello stesso punto di lancio, ha volato di nuovo ed è riatterrato, dimostrando così il suo riutilizzo. Questa volta NS ha raggiunto un apogeo di 333,582 piedi (101.7 chilometri) prima che sia capsula che il razzo ritornassero a Terra dolcemente per il recupero ed il riutilizzo.


Guarda il ri-volo: www.blueorigin.com/news

I dati raccolti dalla missione di Novembre si accordavano perfettamente con le previsioni prevolo, facendo sì che i preparativi per il volo di oggi fossero relativamente privi di intoppi. Il team ha sostituito i paracadute della capsula per l'equipaggio, rimpiazzato gli ("pyro igniter" non so il nome tecnico ma credo faccia riferimento a quegli aggeggi che fanno le scintille per accendere i motori alla partenza), operato controlli funzionali e sull'avionica oltre ad aver fatto molti miglioramenti software, dei quali uno particolarmente degno di nota. Il veicolo, anziché atterrare al centro esatto della piattaforma di lancio, inizialmente mira al centro ma poi si appoggia in una posizione di comodo, dando priorità più al comportamento del razzo in fase di atterraggio anziché alla precisione nel posizionamento laterale.

E' come un pilota che durante un atterraggio, allinea l'aeroplano alla linea centrale della pista. Se l'aereo è fuori dalla linea ideale di pochi piedi mentre si avvicina a terra, non compie brusche correzioni all'ultimo istante per centrarla perfettamente. Semplicemente atterra qualche piede a destra o a sinistra della stessa. Le nostre simulazioni degli atterragi del NS mostrano che questa strategia aumenta i margini di manovra, migliorando la capacità del veicolo di reagire alle turbolenze create dai venti a bassa quota.

Sebbene le ali ed i paracadute abbiano i loro sostenitori ed i loro vantaggi, io sono un grande fan dei razzi ad atterraggio verticale (o degli atterraggi verticali gestiti dal motore). Perché? Perché - per raggiungere il nostro obiettivo di avere milioni di persone che vivono e lavorano nello spazio - avremo bisogno di costruire dei razzi molto grandi. E l'architettura dei razzi a decollo ed atterraggio verticali, è facilmente scalabile. Quando fai atterrare un razzo verticalmente, stai risolvendo (anche se lo tradurrei come "ti ritrovi a dover risolvere" dato che la soluzione del problema non è consequenziale all'atto di atterrare bensì va affrontato a priori) il classico problema del pendolo inverso e lo stesso problema diventa sempre di più facile gestione via via che il pendolo diventa aumenta di dimensioni.

Provate a tenere in equilibrio una matita sulla punta del dito. Ora provate con il manico di una scopa. Il manico di scopa è più semplice da tenere in equilibrio dato che il suo maggiore momento inerziale lo rende piu facilmente controllabile. Sul NS abbiamo risolto il problema del pendolo inverso utilizzando un motore pivotante che controbilancia dinamicamente il veicolo durante la discesa (non sapevo come meglio rendere l'idea di "gimballing" che ancora non so come tradurre n.d.t). E siccome NS è il vettore più piccolo che costruiremo, questa danza attentamente coreografata del nostro razzo (??? credo che faccia riferimento al razzo stesso con il termine "plume" che può voler significare anche colonna oltre che piuma e pennacchio [cfr. WordReference]. Qui un madrelingua può sicuramente tradurre più correttamente) diventerà solo più facile da gestire d'ora in poi [in quanto con razzi più grandi, l'effetto del pendolo inverso diventa più facile da gestire n.d.t). E' già da più di tre anni che stiamo sviluppando il nostro primo veicolo orbitale. Nonostante sia il più piccolo nella nostra famiglia di veicoli spaziali, è comunque molto più grande del NS. Spero di poter condividere i dettagli di questo primo orbiter entro l'anno.

Inoltre quest'anno daremo il via ad una serie completa di test del motore BE-4, lanciando e facendo riatterrare il nostro NS ancora ed ancora. Se volete restare aggiornati su tutto il lavoro che il nostro team sta facendo, iscrivetevi via e-mail a www.blueorigin.com/interested.

Gradatim Ferociter!

Jeff Bezos
Interessante(!) il lavoro di Blue Origin sul loro nuovo motore BE-4 a metano/ossigeno, con caratteristiche equivalenti al Raptor di SpaceX.