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27 commenti

Nuove frontiere dell’Internet delle Cose: il termometro rettale “social”

So che adesso va di moda condividere tutto e connettere tutto a Internet, e magari sono io che sono troppo all’antica, ma forse c'è un limite che non andrebbe superato: Ditemi voi: è proprio necessario un termometro da collegare al telefonino per condividere la propria temperatura orale, ascellare o rettale?

Secondo la casa produttrice del termometro “smart” Kinsa, sì, è necessario e socialmente utile. Questo dispositivo è una sonda sottile che si collega allo smartphone, che viene usato per visualizzare la temperatura e memorizzarla. I dati raccolti possono essere poi condivisi online tramite un’app gratuita.

Se vi state chiedendo quale sia l’utilità sociale di condividere la propria temperatura personale, Kinsa risponde dicendo che il prodotto offre la possibilità di “vedere cosa circola nel vicinato o nella scuola del tuo bambino”. Francamente faccio fatica a immaginarmi una collettività di genitori che ogni mattina ficca lo smartermometro in bocca al pargoletto e posta online la febbriciattola del giorno, ma con certi genitori esibizionisti e iperprotettivi non si può mai dire.

Un aspetto che ha creato una certa divertita perplessità a proposito del termometro social è il fatto che la sua app chiede accesso alle informazioni di posizione, alle fotografie e soprattutto al microfono dello smartphone. I maliziosi hanno messo in relazione la richiesta del microfono con una delle modalità di utilizzo del termometro, ma in realtà l’accesso al microfono è necessario perché il termometro trasmette i propri dati tramite la presa per cuffie e microfono del telefonino. Benvenuti nell’Internet delle Cose.
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Commenti
Commenti (27)
ma perche' la lavatrice NFC per sapere a che punto e' il ciclo? (che gia' che sei li' ad appoggiarci lo smartphone non fai prima a guardare?)
Sarò pure io all'antica, ma posso mandare un sentito VAFFANCULO a questa mania di condividere di tutto e di più su Internet? Qua si sta passando ogni ragionevole limite! E poi quegli utOnti che passano le giornate a condividere ogni singolo istante delle loro vite su tutti i so(r)cial network che esistono sono gli stessi che si lamentano che oddio oddio i merrrregani ci spiano, oddio oddio il sistema operativo viola la mia privacy, e via così. Condividere la propria temperatura corporea? Ma anche no; se ho la febbre sono problemi miei e, al massimo, dei miei familiari o del mio datore di lavoro al quale devo mandare un tempestivo avviso, mica del resto del mondo.
Presa microfono... quindi sfrutta il convertitore A/D per determinare la tensione di una (probabile) NTC... magari convertita in digitale e poi ancora in analogico e poi infine ancora in digitale... Precisione +/- 5°C... bleah...
Che idea meravigliosa!
Io attendo con ansia il lo "smartWC", ove potrai condividere la tua attività intestinale con i tuoi amici!
Se ci mettono pure la possibilità di fare selfie sarebbe il massimo.

"L'internet delle cose stupide". Non il termometro (anzi, ne vorrei uno così anche per la cucina, da ficcare nella carne) quanto l'app:
chiede TUTTI i permessi possibili, compresa identità, foto, configurazione google e posizione.
Posizione? Sdraiata, se ho la febbre! ;-)
Non scaricherei mai un app del genere, a meno di non bloccare ii suo accesso ad internet con un firewall.
Per la temperatura non lo vedo molto utile, poter inviare, al dottore ovviamente, la misura della pressione potrebbe già essere più interessante ...
Io direi l'internet del cavolo ;-)
"Francamente faccio fatica a immaginarmi una collettività di genitori che ogni mattina ficca lo smartermometro in bocca al pargoletto e posta online la febbriciattola del giorno"

Se poi al posto della bocca viene scelto un altro orifizio, bisognerebbe sentire cosa ne pensa il pargoletto in merito :D
Sarebbe da adattare ed utilizzarlo alfine di sapere quante volte i politici ce lo mettono nel...
buon fine settimana
Internet delle cose: la più sopravvalutata, inutile e ridicola moda di questi anni. Se ne parla da 20 anni e ancora non si è andati oltre il famoso frigo che ti compra online il latte quando finisce. Con il termometro social spero che abbiamo raggiunto il fondo.

Presto, presto, passiamo a IPv6 che non abbiamo abbastanza indirizzi per tutti i termometri rettali...
La parte "Social" del termometro è inutile e ridicola, però la possibilità di poter facilmente tenere un log non è malaccio. Lo fanno già, per esempio, le macchinette per il diabete (ne ho viste usb, wifi, con microSD,...).
Tra l'altro, guardando il sito, non vedo accenni alla parte Social (forse la fonte è un'intervista?). I vantaggi del collegamento allo smartphone, secondo loro, sono cose più o meno condivisibili come "l'alimentazione via smartphone invece che batteria" o "l'uso pediatrico (i bambini giocano con l'app mentre aspettano)".
@Harpwrite: purtroppo lo smartWC è già stato ideato una ventina di anni fa quando la moda del momento era il fax. Era un esempio di "fax delle cose". Il suddetto WC analizzava le tue deiezioni, faceva qualche tipo di analisi e poi le inviava via fax al tuo dottore che era sicuramente felicissimo di ricevere ogni mattina il buongiorno sotto forma di analisi fecali.

Questo meraviglioso prodigio della tecnologia però non ha avuto il successo che meritava, infatti non se ne è più parlato.
Per inciso, l'applicazione Kinsa per Android (disponibile sullo store qui https://play.google.com/store/apps/details?id=com.kinsa ) richiede come permessi cosettine quali la geolocalizzazione GPS, la possibilità di leggere e scrivere dallo storage, la possibilità di accedere ai contatti, la possibilità di sapere cosa fa il telefono, la possibilità di collegarsi a Internet... il tutto per un termometro?!

Elenco completo:

Version 3.6.2 can access:
Identity

find accounts on the device
add or remove accounts

Contacts

find accounts on the device

Location

approximate location (network-based)
precise location (GPS and network-based)

Phone

read phone status and identity

Photos/Media/Files

modify or delete the contents of your USB storage
read the contents of your USB storage

Storage

modify or delete the contents of your USB storage
read the contents of your USB storage

Microphone

record audio

Wi-Fi connection information

view Wi-Fi connections

Device ID & call information

read phone status and identity

Other

receive data from Internet
manage document storage
change your audio settings
full network access
view network connections
control vibration
change system display settings
pair with Bluetooth devices
read Google service configuration
prevent device from sleeping
use accounts on the device
create accounts and set passwords
draw over other apps
access Bluetooth settings

Sembra di capire che il termometro funzioni solo se connesso al telefono. Il che, come tutti i gadget che sono in vendita oggi, lo rende inutile in quelle situazioni in cui, magari per emergenza o fretta, può servire davvero. Il che obbliga ad avere a casa anche la "vecchia" versione. Mi sembra che tanti oggetti che vengono spacciati per evoluzioni, innovazioni o progressi, servano invece ad avere nelle nostre case dei costosissimi doppioni di quello che abbiamo già.
Adoro "internet of Shit", danno un senso all'homus social, successore dell'homus sapiens. E non essendo più sapiens i risultati si vedono.
https://twitter.com/internetofshit?lang=it
Kinsa risponde dicendo che il prodotto offre la possibilità di “vedere cosa circola nel vicinato o nella scuola del tuo bambino”.

Utile! Giusto perchè l'allarmismo non è mai abbastanza...in un mondo dove la gente fa le diagnosi con google e spara sentenze su FB, ci manca solo che un branco di genitori indemoniati riesca a riconoscere epidemie di qualcosa in base ai dati raccolti da un termometro. E non sia mai che nel vicinato o nella scuola ci siano dei bambini africani...

Francamente faccio fatica a immaginarmi una collettività di genitori che ogni mattina ficca lo smartermometro in bocca al pargoletto e posta online la febbriciattola del giorno,

Io no, nemmeno un po'. Dopo aver visto regolarmente genitori che postano su FB il bagnetto, la ca*ata mattutina e addirittura IL PARTO del loro marmocchio (salvo poi postare autocertificazioni sulla privacy o ridicoli appelli anti-pedofilia) non mi stupisco più di nulla.
Anzi, già che ci sono, perchè quelli della Kinsa non ci mettono pure la telecamera in punta?

ma con certi genitori esibizionisti e iperprotettivi non si può mai dire.

Più la prima che la seconda. Il genitore iperprotettivo porta il pargolo dal medico al primo starnuto.

Fermo restando che sono assolutamente contraria alla condivisione compulsiva di ogni respiro che facciamo, io trovo invece fondamentale che anche i dispositivi medici si colleghino allo smartphone, termometri compresi. Io sono una persona non vedente, Paolo Attivissimo mi conosce, leggo i suoi scritti già dai primi anni 2000 ancora all'epoca di "internet per tutti" newsletter.
Oramai elettrodomestici, dispositivi medici e quant'altro sono tutti ahimè provvisti di display, e il 99,99% di queste apparecchiature non possiede uno screen reader interno, ovvero una tecnologia che permette di riprodurre, vocalmente o in alfabeto Braille, i messaggi lasciati da tale dispositivo.
Computer e smartphone invece, chi più chi meno, hanno sempre questa tecnologia, apple in questo è per adesso quella più efficiente... per cui una volta che ho un iPhone in mano ho già lo screen reader nativo, e quindi, con l'IoT, internet delle cose, se prima comprando un dispositivo avevo uno 0% di possibilità di trovarlo accessibile, salvo spendere molti soldi in più per prendermene uno di "dedicato" da qualche ditta per non vedenti con tutta la burocrazia, prescrizioni, firme e controfirme del caso, adesso con questo sistema dei dispositivi dipendenti da smartphone, ho la possibilità di avere in mano un dispositivo mainstream, comprato in qualsiasi negozio, perché l'accessibilità dipende dall'app, e, grazie all'interazione con gli sviluppatori, qualora l'app abbia problemi di accessibilità, si può inviare loro dei feedback per fargliela migliorare.
OK, voi mi direte "vai su amazon trovi un termometro medicale parlante a 15 euro e ti passa la paura"
Verissimo, e difatti ce l'ho, ma una cosa non va sottovalutata: specie quando vivi in famiglia, non è che ogni membro della famiglia abbia il termometro, non è che siamo in 4 e abbiamo un termometro ciascuno. Noi almeno, ne teniamo uno nell'armadio dei medicinali e lo si prende all'occorrenza.
E devo dire che spesso e volentieri per chi vede, avere un termometro che gli legge la temperatura ad alta voce è scomodissimo, e lo posso pure comprendere.
Ora, non so questo nuovo termometro di cui parli nell'articolo come sia; ma, diversi dispositivi "internet of things" che possiedo attualmente, hanno il loro display indipendente per cui i miei familiari li usano "nudi", scollegati dallo smartphone e con il loro display; io invece li utilizzo tranquillamente dalla loro app per iOS.
Senza alcuna barriera, né per il vedente che debba trovarsi costretto a utilizzare roba vocale, né tanto meno per me, che appunto li faccio "parlare" tramite l'app dello smartphone che si avvale dello screen reader dello smartphone stesso.
Paolo, tu ogni tanto esprimi perplessità in merito a questo "internet of things" che va tanto di moda, ma ti assicuro che se ti ritrovassi in una situazione come la mia faresti la firma per avere un "internet della casa" più che delle cose, te l'assicuro.
Quando la tua vita dipende dalla fiducia nel prossimo, tutti i vari problemi privacy non privacy, ti fanno ridere... Io mi sento molto più violata nella privacy ad avere un termometro parlante che legge a voce alta piuttosto che averne uno che mi permette di utilizzare lo smartphone -e se mi gira pure l'auricolare- o decidere io la temperatura che voglio in casa nel caso di termometro/termostato ambientale, e quant'altro.
Un essere umano con due occhi e una bocca che parla, spesso e volentieri la mia privacy l'ha violata molto più che qualsiasi computer.
@Talksina
La tua posizione è indiscutibile (e come potrebbe) e la condivido pienamente nella parte che benedice l'arrivo dell'internet delle cose e della case: grazie alla tecnologia certe difficoltà si stanno riducendo sempre più. Onestamente era un aspetto che non avevo preso in considerazione (chiaro che se non riuscissi a sentire perfettamente, e mi sto lentamente avviando verso la strada del sentire poco, non saprei che farmene di un termometro parlante e mi interesserebbe sempre quello "ottico", così come vedendoci ancora bene e senza occhiali da presbite preferirei un bel display).
Ma direi che Paolo prende in giro la "socialità" dello smartermometro, cosa della quale mi sfugge totalmente il senso e l'utilità. Che sia utilizzabile collegato ad un'app che memorizza i parametri, fa i grafici etc. etc., mi sta bene. Che abbia pulsanti per condividere, ecco.. che non mi si venga a dire che serve al proprio medico o che non ci siano altri sistemi ben più normali per farlo sapere a coniuge, figli, genitori etc. direttamente interessati alla cosa, piuttosto che alla cerchia di amici con cui condivido le gioie intestinali e i tentativi di burrito in casa in real time.
Per di più al prezzo di sacrificare per l'ennesima volta e dare in mano a non so chi la mia posizione, rubrica etc. etc. aprendo l'ennesima porta di servizio a chi vuole fregarsi i miei dati ed entrare nella mia rete.
Non ho elementi per commentare quanta attenzione in generale si metta nello realizzare certe app o certe apparecchiature nei confronti di chi ha una qualsiasi difficoltà motoria o sensitiva. Rilevo, nel mio piccolo, che spesso le istruzioni di qualsiasi cosa, quando ci sono, sono scritte con un carattere tale che il cinquantenne medio non è in grado di leggerle, forse nemmeno con gli occhiali: figuriamoci se qualcuno si preoccupa di allegare un CD con un PDF che si potrebbe far leggere al Reader... o semplicemente mettessero un fogliettino scritto gigantesco con un indirizzo, magari un QRCODE, dove si può reperire il manuale rapidamente nella propria lingua. Bello sognare...

Sull'onda di quest'articolo, mi sorge una domanda che mi incuriosisce: ma gli astronauti delle missioni Apollo, tra i vari orpelli che indossavano per il monitoraggio dei parametri vitali, avevano anche un termometro? E se si, dov'era "applicato"? :)
Guido, allora, la situazione è questa:
una cosa è la condivisione col medico. Un'altra è quella sui social.
Possiedo un misurapressione comandabile da smartphone che all'interno dell'app, ha proprio l'opzione nel profilo utente. Nome dottore, e-mail dottore. Là gli puoi mandare tutte le misure possibili della pressione del battito il peso ecc... perché oltre che con il misura pressione è collegata quell'app anche alla bilancia pesa persone. Ma il report è fatto a modo, con tutti i termini medici del caso e pure i grafici, per me è comodissimo perché basta che scrivo al medico una nota se è necessario ma tutte le date di inizio, di fine, irregolarità... gli arrivano in automatico. E anche volessi condividere solo l'ultima misurazione, basta che glielo imposti prima.
Il tasto condividi, invece, è diverso; siccome si dà il caso che uno non si tiene il proprio medico tra i contatti facebook, condividere agli amici le misurazioni della febbre o della pressione è assolutamente stupido ed esibizionista. Poi se si tratta di familiari, glielo dico sempre di persona. Sto bene sto male c'ho la febbre, e mi prendo anche il sacrosanto diritto se possibile di non dirglielo per non farli preoccupare, se serve. E g li amici, idem. "non sto bene non rompetemi le scatole e fine" poi se ho 37 o 39 poco gliene deve fregare.
Lasciamo poi perdere che ormai siamo invasi dalle pubblicità, non è certo "internet delle cose" a violarci, io ho il sospetto che Google sappia benissimo che uso uno screen reader perché la mia casella GMail è inondata di pubblicità per occhiali da vista, lenti a contatto, visite oculistiche, improbabili massaggi oculari. Peccato che se usi uno screen reader, diciamo che la fase "occhiali da vista" ormai è superata da un pezzo :)
In quanto ai manuali, guarda, il CD con il PDF la vedo dura; ormai i CD-ROM sono quasi scomparsi, a dir la verità non lo uso quasi più neanch'io, difatti mi arrabbio con tutte le associazioni che invece di mettere le audioriviste in streaming su piattaforme tipo soundcloud, ancora continuano a mandarmi a casa il cd audio. O almeno ti facessero scegliere... no, se sei orbo sei stupido a prescindere, per loro, e tecnologicamente indietro.
Io di solito i manuali degli apparecchi me li procuro, vado in cerca in internet; il 90% delle volte basta scrivere: nome marca modello pdf
oppure: nome marca modello manual pdf
oppure: nome marca modello download manual
Il buon Attivissimo dal 1999 in poi è stato un ottimo maestro a distanza quando faceva le prediche su "cercate tutte le informazioni se possibile"; una volta che impari a farlo per verificare le catene di sant'antonio improbabili che ti arrivano, lo fai sempre. E il vederci o no, non è un alibi per non farlo.

Talksina,
sì, certo Google legge il contenuto delle mail, non è un segreto: cambiò i termini di servizio circa 2 anni fa, lo dichiara esplicitamente. Legge nel senso di cercare parole chiave al fine di mandare pubblicità mirata (appunto...), ma basandosi su parole chiave e non comprendendo esattamente il significato... prende cantonate.
Sì, lo ribadisco anche se direi che ci siamo capiti: capisco l'utilità di condivisione tramite un'app specificamente nata per fare questo con contatti predefiniti e tramite mail, non qualcosa di generico che usa i social. Anche la mia lavatrice Samsung ha un'APP che permette di collegarla e renderla "smart" ma con tutta la mia buona volontà non sono riuscito ad immaginare una circostanza in cui sarebbe comodo tramite smartphone sapere quando finirà oppure farla partire anticipatamene o in ritardo (e dire che io, avendo il fotovoltaico, potrei davvero avere convenienza ad anticiparla o ritardarla in caso di variazioni meteorologiche) al prezzo di compromettere gravemente la mia rete. Perchè non mi vengano a dire che nell'internet delle cose la sicurezza è importante.. qualsiasi cosa connessa alla mia rete è un potenziale pericolo e il gioco deve valere la candela.
Aggiornamento parziale dei commenti precedenti:
il termometro descritto qui, per i non vedenti, non è assolutamente adatto, per un motivo molto semplice: "il termometro trasmette i propri dati tramite la presa per cuffie e microfono del telefonino".
Ecco. Quella è l'unica situazione in cui si crea la barriera insormontabile, perché di fatto, connettendo un altro hardware al jack cuffia, inibisci l'uso dell'audio. A meno che non imposti un auricolare Bluetooth, ma a quel punto ti vai a cercare un termometro che usi lui il Bluetooth dato che è lui l'accessorio da usare occasionalmente e non l'audio.
Io prima di essere una utente, sono un tecnico informatico. E come tale, sono la prima a difendere i lati positivi dell'Internet delle cose, ma a maggior ragione non accetto qualora senta odore di presa in giro e, in tal caso, mi ci allontano senza rimpianti. Riempirsi la bocca della sigla IoT solo perché fa tendenza, è poco serio; le cose vanno fatte bene. Se no si faccia a meno.
@Talksina
che gli legge la temperatura ad alta voce è scomodissimo
soprattutto se sei adolescente e stai cercando di marinare la scuola ;)
Arriverà prima o poi un caricabatterie a peti e me lo immagino più o meno così.
LOL! Se sei non vedente, adolescente e hai il termometro che parla, ci sono molti altri modi di marinare la scuola. Il termometro parla ma non c'è alcun dispositivo che ti permette di sapere vocalmente l'intensità dei mal di pancia, o di schiena. Ho abbastanza esperienza in merito :) l'adolescenza l'ho passata anch'io! Poi magari simuli il collo duro, o per una giornata e mezza muovi male una spalla, insomma, a mali estremi, estremi rimedi. Sempre.
Se invece sei genitore non vedente col figlio che vede, là in quel caso è d'obbligo mantenere il termometro che parla, per tutta la famiglia. E' l'unico modo di tener sotto controllo la situazione, marinatura o meno che il figlio voglia fare -parentesi seria-.
A proposito dell'IoT e la sicurezza, si, questo è un ostacolo abbastanza grosso; io, di mio, avendo subìto violazioni e casini da persone fisicamente presenti e che si ritenevano amiche, ricatti basati sul bisogno fisico... diciamo che la violazione di una rete internet mi spaventa relativamente meno.
Poi per carità: cerco sempre di avere oggetti che agiscono in locale piuttosto che in remoto, usando la connessione con l'esterno solo quando indispensabile.
@Talksina
no intendevo un adolescente qualsiasi, a prescindere che veda o meno... Prima che apra bocca e dica che ha la febbre il termometro urla: "NON CE L'HAI!!!"
@Talksina (bis)
ci sono molti altri modi di marinare la scuola. Il termometro parla ma non c'è alcun dispositivo che ti permette di sapere vocalmente l'intensità dei mal di pancia, o di schiena. Ho abbastanza esperienza in merito :) l'adolescenza l'ho passata anch'io! Poi magari simuli il collo duro, o per una giornata e mezza muovi male una spalla, insomma, a mali estremi, estremi rimedi. Sempre.
sara' che a casa mia quelle che dici tu non sono mai state considerate giustificazioni per saltare la scuola, almeno con l'approvazione dei genitori intendo... O stavi morendo oppure scuola...