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65 commenti

L’ultima prova di Albert Einstein

Ultimo aggiornamento: 2016/02/24.

Grande giornata per l’astronomia: l’annuncio della scoperta delle onde gravitazionali schiude orizzonti di ricerca inimmaginabilmente vasti. Per fare il punto della situazione con competenza, lascio la parola (e la tastiera) all’astronomo Paolo G. Calisse, che ho già ospitato con piacere in questo blog.
Paolo Attivissimo

L’ultimo atto della caccia alle onde gravitazionali, la cui esistenza venne teorizzata da Albert Einstein 100 anni fa, intorno al 1916, potrebbe concludersi proprio oggi.

La caccia cominciò alla fine degli anni '60, con alcuni esperimenti effettuati anche in Italia. Una Barra di Weber, l’antenna gravitazionale che si pensava fosse in grado di rivelare le onde gravitazionali, è visibile ancora oggi all’ingresso del dipartimento di Fisica dell’università di Roma La Sapienza.

In meno di un’ora, alle 15:30 GMT (16:30 ora italiana) di oggi, giovedì 11 febbraio, si terrà una conferenza stampa del LIGO, in cui potrebbe essere comunicata la rivelazione di un evento che confermi l’esistenza di queste onde.

Potete seguirla in diretta cliccando qui o qui (sperando che i server "reggano" la popolarità dell'evento).

Aggiungo i link in chiaro in caso di problemi:

https://www.webcaster4.com/Webcast/Page/219/13131

https://www.youtube.com/user/VideosatNSF/live

Ricordo che nella ricerca ha un ruolo importante anche l’Italia, con un rivelatore vicino a Pisa: VIRGO.

Scriverò se necessario, e se Paolo me lo permette, un articolo con qualche spiegazione del fenomeno e della sua storia, insieme ad un sommario della videoconferenza.

Paolo G. Calisse, 11 febbraio 2016


Prima pagina del lavoro originale di A. Einstein, 1916.


Aggiornamento alle ore 20:00 GMT


Dicono che sia pessimo giornalismo parlare di sè invece che dei fatti, ma questa volta ho la scusa perfetta: avrete letto senz’altro su tutti i giornali e i website cosa è accaduto: di come David Reitze, LIGO Executive Director (CalTech), abbia esordito nella conferenza stampa di oggi dicendo semplicemente, dopo un secondo di pausa, "We have detected gravitational waves!", "abbiamo rilevato le onde gravitazionali!", e di come il fenomeno sia la firma dell’amplesso finale di una coppia di buchi neri. Così come forse sapete che il fenomeno è avvenuto circa un miliardo di anni fa, in una regione di spazio nella direzione della Nube di Magellano, e si è svolto ad una velocità inaudita, pari a metà di quella della luce.

Probabilmente avrete anche sentito dire che la perturbazione del tessuto stesso dello spazio-tempo, un’increspatura infinitesimale di ampiezza pari ad un millesimo di nucleo atomico, sia l’effetto di un fenomeno che ha liberato in una frazione di secondo l'energia equivalente alla massa di 3 stelle come il Sole – anche qui, secondo la più famosa equazione einsteiniana: E = mc2, dove m è la massa e c = 300.000 km/s è la velocità della luce. Un’energia spaventosa, pari a cinquanta volte quella emessa da tutte le stelle dell’universo nello stesso intervallo di tempo.

Possiamo anche porci delle domande: cosa sarebbe accaduto se un fenomeno del genere fosse avvenuto, invece che ad 1 miliardo di anni luce di distanza, a 50.000 anni luce, dall’altro lato della nostra Galassia? Nonostante l’energia spaventosa liberata, probabilmente non molto, in quanto le onde gravitazionali non vengono assorbite facilmente dalla materia, e proprio per questo continuano a viaggiare indisturbate proprio come l’onda in una piscina. Non sappiamo però cosa si stesse svolgendo intorno alla danza dei due buchi neri. È probabile che un disco di accrescimento di materia venisse ingoiato dalla mostruosa coppia danzante, emettendo fiotti di radiazione mortale a tutte le frequenze. Ma di per sè, difficilmente le onde gravitazionali sono in grado di interagire con la materia corrente (la cosiddetta materia barionica, quella che siamo abituati a vedere con i nostri occhi).

Quello che vorrei provare a condividere è però come sia rimasta la comunità di scienziati in cui avevo la fortuna di trovarmi di fronte a questa scoperta, anche se separata dal centro dell'azione dall'Oceano Atlantico.

Sentii parlare la prima volta della rilevazione delle onde gravitazionali a causa di un esperimento in procinto di essere avviato, agli inizi degli anni settanta, nel dipartimento in cui ero studente. Un gruppo romano cercava di ripetere il successo (mai confermato) di un sistema costituito da una barra di metallo sospesa nel vuoto a temperature prossime allo zero assoluto (-273.14°C). L'idea era che se un gravitone lo avesse attraversato – ricordiamoci che ogni onda va anche pensata come particella secondo la meccanica quantitistica – la contrazione infinitesima dello spazio-tempo sarebbe stata rivelata da un interferometro posto vicino al sistema, che ne avrebbe misurata una microscopica variazione di lunghezza. Il sistema, chiamato Weber Bar dal nome del suo inventore, nonostante tutti gli sforzi per ridurre il rumore di fondo, non riuscì mai a rivelare alcunché.

Da allora si sono succeduti vari esperimenti sempre più complessi. Oggi LIGO è solo il precursore di quella che diventerà presto una sorta di rete di ascolto delle onde gravitazionali sparsa in tutto il mondo e per questo in grado di identificare molto meglio la direzione di provenienza delle eventuali sorgenti. Di questa rete faranno parte rivelatori analoghi situati in Europa come VIRGO – purtroppo ancora in costruzione – ma anche in Giappone, India, eccetera. Anche osservatori astronomici radio convenzionali come il nascente SKA (Square Kilometer Array) saranno un giorno in grado di rilevare onde gravitazionali, almeno quelle prodotte da meccanismi diversi che creano onde talmente lunghe da necessitare la misura del tempo con orologi in grado di non perdere più di un nanosecondo (un miliardesimo di secondo) in circa trent'anni. SKA sarà infatti in grado di misurare ritardi negli arrivi a destinazione del segnale perfettamente periodico generato da lontanissime pulsar, o stelle di neutroni.

Di onde gravitazionali se ne aspettano di tipi e origine diverse, come ha ricordato Reiner Weiss, dell’MIT e uno degli ormai anziani, ma attivissimi, co-fondatori di LIGO. Ci si aspettano onde prodotte durante le prime fasi di origine dell'universo, da sistemi di pulsar binarie, di buchi neri, eccetera. Onde con tempi caratteristiche di millisecondi, di ore, di giorni, di anni e anche decenni, ognuna essendo la firma univoca del fenomeno che le ha prodotte.

Ma soprattutto, da oggi sappiamo che l’essere umano si è dotato finalmente di un metodo completamente nuovo per guardarsi intorno. È come se avessimo abbattuto il diaframma che ci separava da una grotta gigantesca, grande come lo stesso universo, dalla quale ascoltare i suoni prodotti da specie e fenomeni completamente nuovi. E ogni volta che il rapporto tra segnale e rumore verrà raddoppiato, si potrà osservare una zona di universo otto volte più grande di quella, già immensa, a disposizione da oggi, aumentando geometricamente la probabilità di captare segnali generati da onde gravitazionali.

Bene ha fatto lo stesso Rietze a menzionare Galileo e il suo puntare al cielo, quattrocento anni fa, un telescopio in grado di mostrare un universo completamente diverso da quello che conoscevano tutti coloro arrivati prima di lui. Un universo imperfetto, come le gobbe della luna e le macchie solari. Ma l'aspetto che più ha stupito molti di noi, quasi tutti astronomi, è l'enormità del segnale, la pulizia dell'effetto registrato e la capacità di inferire direttamente il risultato, praticamente ad occhio nudo. In genere i risultati della Big Science odierna richiedono un’analisi statistica accurata, che può durare anni, per arrivare a scrivere numeri che abbiano un senso. È il caso dei grandi esperimenti di fisica delle particelle o di cosmologia, come i risultati di satelliti quali WMAP o Planck. In questo caso invece c’è perfetta correlazione con i modelli, comprensione quasi immediata della distanza alla quale è avvenuta la coalescenza dei due buchi neri attraverso la sua ampiezza, e della massa dei due buchi neri a partire dalla variazione della frequenza. La direzione può essere dedotta, sebbene ancora con grandi incertezze dato il numero limitato di antenne disponibili, attraverso il ritardo tra i due interferometri che fanno parte dell'esperimento LIGO.

Mostruoso.

Kip Thorne, figura leggendaria per tutti coloro che sono attivi nel campo, e autore fra l'altro insieme a John Wheeler e Charles Misner, del gigantesco volume intitolato Gravitation (1279 pagine di formule e grafici sulla teoria della gravitazione, con esempi ed esercizi, per lo più impossibili per la gran parte di noi studenti di allora, e che per lo più veniva usato come "pressa" per foglie, vista la mole), a 75 anni suonati ha saputo spiegare chiaramente in conferenza stampa la teoria dietro al fenomeno.

Nell’aula in cui eravamo raccolti ad ascoltare la videoconferenza non c’era molto rumore di fondo. Il mio vicino di banco editava in tempo reale la voce "Detection of Gravitational Waves" su Wikipedia.

Le equazioni di campo di Einstein, nella loro stesura originale.
Un monumento alla bellezza della matematica.
Ma è comprensibile. Tutti sappiamo che dietro a queste scoperte, l'idea stessa di vedere o comprendere qualcosa che, piccolo o grande che sia, nessuno ha mai visto o compreso prima di noi sia una delle gioie più grandi riservate a chi se l’è saputa conquistare lavorando duramente, spesso per decenni, come in questo caso. Credo anche che questo suggerisca qualcosa di essenziale sulla nostra natura di esseri umani. Sono convinto che la gran parte degli scienziati vorrebbe in fin dei conti che a tutti noi fosse riservata, almeno una volta, la gioia suprema della scoperta. Che si tratti della scoperta teorica, quella sulla carta, o di quella sperimentale, come nel caso di LIGO. Onestamente non credo che esista gioia maggiore di quella data dal successo della nostra creatività, e l’atmosfera che si respirava in questa videoconferenza, da parte di giovani, adulti ed anziani – soprattutto loro, visto il periodo di incubazione che l'esperimento ha richiesto: un quarto di secolo! – ne è la migliore dimostrazione.

Dev'essere stata questa stessa felicità quella che provò, più e più volte, il giovane Einstein, quando con veri e propri salti mortali mentali riuscì a  formalizzare la geometria dello spazio-tempo e ad incatenarla letteralmente alla massa che la occupa nei primi decenni dello scorso secolo. Il solo seguire l’itinerario della sua mente, la capacità di costruire quei 16 numeri che costituiscono i tensori che descrivono la geometria del nostro universo – un potente oggetto matematico di 4 colonne per 4 righe – attraverso le arcinote equazioni di campo partendo dalla conoscenza di uno solo di essi, non dev'essere stata diversa. E' da queste equazioni che discende l’ipotesi dell’esistenza delle onde gravitazionali insieme a tante altre previsioni e scoperte fondamentali.

100 anni esatti per provare, ancora una volta, che Albert Einstein aveva ragione.

Paolo G. Calisse, 11 febbraio 2016


Aggiornamento 24 Febbraio 2016


Vorrei invitare i più "ardimentosi" tra i lettori di questo blog ad andare a leggere come si arriva alla dimostrazione delle Equazioni di Campo di Einstein, una delle dirette conseguenze delle quali è l'esistenza delle onde gravitazionali.

A meno che non si abbia una buona preparazione in algebra tensoriale è praticamente impossibile seguire per filo e per segno i passaggi, ma anche semplicemente capire di cosa si parla. Comunque sia, visto che si tratta di un'applicazione cristallina di principi del tutto generali, quasi estetici e qualitativi, direi, si può avere un'idea di come questa dimostrazione proceda.

Una dimostrazione, che mi lasciò letteralmente senza fiato quando la vidi mentre ero uno studente di Fisica al III anno, è quella che si trova alle pagine 179-183 del documento pdf (151 del testo) del fondamentale volume Cosmology di Steven Weinberg.

A scando di equivoci, ripeto che è impossibile seguire i passaggi matematici senza una buona preparazione specifica, ma credo che si possa percepire una specie di "aura mistica" nel modo in cui viene effettuata la derivazione, di sottile equilibrio di ipotesi ("guess") su come "dovrebbero" essere fatte (i cinque punti nella figura qui accanto, a pagina 181 del pdf).  Non ci sono, come in altri casi nella storia della Fisica, i risultati di esperimenti fondamentali, solo un'applicazione geniale di principi del tutto generali.

Alcuni pagagrafi tratti dal volume "Cosmology",
di Steven Weinberg, con la derivazione delle Eq. di Campo.
Incredibile che una costruzione così apparentemente fragile sia in grado di fornire ancora oggi - vedi le recenti osservazioni di LIGO - risutati sperimentali corretti ed innovativi. Ovvero che si tratti di una teoria "forte", in grado di prevedere moltissimo a dispetto del fatto che parta da principi teorici tutto sommato abbastanza labili e da un insieme di dati decisamente scarso all'epoca, principalmente a causa del fatto che l'interazione gravitazionale è molto debole rispetto, per esempio, a quella elettromagnetica.

p.s. grazie a Paolo Attivissimo per le numerose correzioni e per l'ospitalità.
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Commenti
Commenti (65)
Un post dal futuro.... wow, intriganti queste onde gravitazionali ! :)
E già stato dato l'annuncio!
https://www.youtube.com/watch?v=nosvTGd5jx4
Ora sta parlando la Gonzàlez che parla un inglese comprensibilissimo!
Articolo online!
http://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.116.061102#fulltext
A quanto ho capito LIGO non è altro che un interferometro (due, in realtà, distanti fra loro per filtrare i rumori locali) molto grande e molto raffinato.
La dimostrazione della sospensione degli specchi con il modellino fisico da parte di Reiner Weiss mi è piaciuta molto.
Ecco che cos'era quell'odorino di PREMIO NOBEL che da un po' di tempo sentiamo qui a Pisa... :-)
Le onde ci sono: prendiamo le tavole e iniziamo a surfare!!!
Scusate la boutade da eccessivo entusiasmo... Ma certo l'idea che l'evento che ha generato queste onde gravitazionali sia stato equivalente a una fusione tra Pisa e Livorno (come ha spiegato il presidente dell'INFN) ci fa comprendere quanto siamo piccoli di fronte all'universo! :-D
Paolo, adesso urge un "Onde gravitazionali for dummies - come stupire gli amici in pizzeria" ;-)
È la vendetta del vecchio Albert... quando era uscita la notizia dei superneutrini tutti a dire "eh, l'avevo sempre pensato che quello lì non ci capisse nulla di fisica" :-D
Chissà se questa vicenda sarà uno sprone per i governanti a ricominciare a finanziare decorosamente la ricerca italiana.

Al momento mi danno l'impressione che si stiano comportando come diceva Enrique Balbontin: STFCCDA.

Speriamo cambi qualcosa.
Paolo (G Calisse).

La Luna potrebbe essere un buon posto per impiantare un osservatorio di onde gravitazionali? Sarebbe sufficientemente schermato dalle interferenze?

Non si sa mai. Magari prima di morire potrei essere testimone anch'io di uno sbarco lunare...
Ora potremmo anche "sentire" le increspature dello spazio-tempo prodotte dai motori a curvatura? :-)

Scherzi a parte, questo è il principale motivo per cui la matematica mi ha sempre affascinato: la sua capacità di far vedere delle cose prima ancora che siano effettivamente trovate.

Certo, la matematica è solo uno strumento, infatti, se una teoria è sbagliata, tutto il suo impianto matematico produrrebbe numeri che non servirebbero neppure per giocare a tombola, ma senza di esso Einstein sarebbe stato un disoccupato.

Il guaio della matematica è che sembra inutile e fine a sè stessa perché molti dei suoi campi di studio non hanno utilità pratica.
Questo "moderno" (per non dire insulso) modo di pensare di molta gente, secondo la quale si devono approfondire solo i campi che producono qualcosa nel breve termine, mi ha sempre infastidito. Queste stesse persone si dimenticano che, per produrre quei risultati a "breve termine", utilizzano strumenti che, quando furono ideati, erano "inutili".
@Stupidocane
Aspettando la risposta di Calisse, osservo che questi interferometri sono dannatamente grandi. Portare tutto quel materiale sulla luna potrebbe essere infattibile per adesso.

@Paolo Calisse
Se in futuro fosse possibile ciò che dice Stupidocane, il misurare la differenza di tempo di arrivo dell'onda tra luna e terra potrebbe fornire informazioni preziose? Magari una misura più precisa della distanza del fenomeno osservato?
Stu,

non è un'idea peregrina. Ci hanno pensato. La Luna oltre tutto è "sotto vuoto" e ha una scarsissima attività sismica. Quello che non torna è se convenga farlo li o con un interferometro le cui componenti si trovino nello spazio.

https://labcit.ligo.caltech.edu/~veronica/CaJAGWR/info/general/paik02.pdf per esempio.

saludos
Ora ci serve un nuovo Albert Einstein...
non credo. Ci serve un nuovo, vero momento di crisi della Scienza. Poi vedrai che gli "albert einstein" fioriranno. Sono già intorno a noi, ma non li riconosci.
@Heavymachinegun:

Certamente. Più è grande la distanza tra interferometri più si riduce l'errore nell'identificare la posizione della sorgente. Per questo l'errore mostrato nel plot a colori è "a banana" (come ha detto ieri Rietze):

[img]https://losc.ligo.org/s/events/GW150914/skyviewSkymapLarge.png[/img]

Perchè i due interferometri hanno una buona sensibilità nell'identificare la direzione dei segnali provenienti da una certa direzione, ma poca nella direzione perpendicolare ai due (quella che non introduce ritardo). Quindi su un piano sai da dove viene, mentre su un altro no.

Ti è mai capitato di credere che un suono provenga da davanti mentre proviene esattamente da dietro la tua testa?

Quando ci saranno altri strumenti operanti nel campo:

[img]http://static.ibnlive.in.com/ibnlive/pix/ibnhome/gravitational-wave-observatories-120216.jpg[/img]

sarà possibile identificare molto meglio la direzione della sorgente in cielo.
Pgc,

E creare un interferometro CON la Luna? Dato che la sua orbita è relativamente stabile, posizionare degli specchi sulla sua superficie con sonde automatiche dovrebbe essere abbastanza fattibile, costruendo così l'interferometro più grande della Terra. E della Luna.
Ecco... ho postato senza leggere prima...
Nella mia limitata comprensione della cosa, c'è una domanda alla quale non trovo risposta:
Ho capito il principio alla base degli interferometri e quindi del perchè sia possibile rilevare le onde gravitazionali in questo modo, ma dato che la luce è comunque soggetta alla forza di gravità (l'effetto della lente gravitazionale è stato osservato), perchè non viene influenzata dall'onda che vogliamo rilevare?
@Stupidocane
Un interferometro TRA luna e terra lo vedo infattibile. A quanto ho capito, ci vogliono DUE bracci perpendicolari della stessa lunghezza. Al termine dell'altro braccio bisognerebbe mettere un satellite artificiale in un'orbita tale da formare sempre un angolo esatto di 90° con il braccio luna-terra. Consideriamo poi che la distanza luna-terra non è costante, e risente dell'influenza (appunto) gravitazionale degli altri pianeti. Vedo molto più conveniente un interferometro nello spazio, in modo da annullare il rumore dovuto all'attività sismica.

@Paolo Calisse
Il gravitometro (lo posso chiamare così? fa FIGHISSIMO!) KAGRA sarà in Giappone? Ma non c'è un po' troppa attività sismica lì?
A proposito di spazio e interferometri, come progetto futuro ci sarebbe anche il LISA (ovvero tre sonde disposte in un triangolo di cinque milioni di km di lato in orbita intorno al Sole), ma non proprio dietro l'angolo: in teoria dovrebbe partire nel 2034 (in versione "solo ESA" dopo la rinuncia della NASA) e "ridotto" a un milione di km di lato. Chissà se dopo questa notizia la NASA non ci ripensi.
Intanto sull'onda dell'entusiasmo ho prodotto questo...

[img]http://greywolf.altervista.org/_altervista_ht/host/Gravitational_Waves_002.jpg [/img]

Credo che verrò bannata a vita dal blog...
Pgc,

potresti chiarire le differenze di utilizzo e fattibilità tra i vari osservatori di onde gravitazionali ipotizzati? Per il 2034 è previsto eLISA (tre satelliti nello spazio disposti ai vertici di un triangolo di un milione di km di lato) e LISA Pathfinder è stato già lanciato. Non capisco come un osservatorio lunare potrebbe essere un precursore di BBO (dodici satelliti disposti i8n modo particolare lungo l'orbita della Terra): quale è più fattibile dei due? I vari progetti basati a terra, messi insieme promettono risultati comparabili a quelli proposti per lo spazio? Di sicuro si tratta di progetti la cui durata va misurata in decenni, la prima volta che ho sentito un professore di fisica parlare di specchi per studiare la gravità è stato trent'anni fa a Pisa e aVIRGO deve ancora entrare in funzione...
eLISA
Speriamo
Non c'è bisogno di edifici, tubi lunghissimi, attrezzature, etc. Bastano tre satelliti in L1 ;)

https://www.elisascience.org/articles/lisa-pathfinder/lpf-mission
@Giuseppe Caruso: è questo che intendevo quando (commento 13) scrivevo "quello che non torna è se convenga farlo li o con un interferometro le cui componenti si trovino nello spazio". Tuttavia, anche fare l'esperimento nello spazio non è facile. Ci sono comunque forze che possono influenzare il moto oltre a problemi tecnologici enormi e di varia natura. Per questo abbiamo bisogno di un pathfinder (esploratore, dimostratore) della tecnologia che verrà usata.

@Parduz: bisogna abbandonare il concetto di forza di gravità. Quello che c'è sono deformazioni nella struttura dello spazio tempo. E basta. LIGO misura proprio deformazioni transienti (causate dal "transito" di onde gravitazionali) rispetto a quelle sempre presenti dovute alle masse vicine.

Quello su cui non sono più tanto sicuro è che l'effetto della coalescenza di due buchi neri a distanza "ravvicinata" - dentro la nostra Galassia per esempio - non avrebbe effetti sulla Terra. Al contrario, produrrebbe "oscillazioni", in altre parole attività sismica. Al punto che c'è anche chi ha avuto l'idea di usare l'intera rete sismica mondiale (e anche sulla Luna usando i sismografi della missione Apollo! - Coughlin & Harms, 2014, roba che Attivissimo si mette a ballare :) ) per verificare il transito di onde gravitazionali a frequenze "acustiche" o quasi, fenomeno che lascerebbero una "firma" molto diversa da tutti gli altri causa di onde sismiche.

Finora, comunque, non hanno trovato niente.

Ricordo che il fenomeno è considerato MOLTO raro: se avviene per esempio una volta all'anno in una sfera di raggio (euclideo) di 1 miliardo di anni luce, la probabilità che avvenga nella Galassia (raggio ~50.000 anni luce, anche se è un disco e non una sfera, e facendo certe ipotesi...) risulta essere 8 mila miliardi ( (1E9/5E4)^3 ) di volte inferiore.

Considerato che l'età dell'universo è intorno ai 13.7 miliardi di anni, direi che possiamo dormire sonni tranquilli...
100 anni esatti per provare, ancora una volta, che Albert Einstein aveva ragione.

Una precisazione e un appunto storico: ancora una volta un par de balle. Einstein ha avuro ragione su molte cose, ma ha toppato alla grande su altre, prima tra tutte la meccanica quantistica (Dio, giocare a dadi con l'universo e str...amberie simili, senza uno straccio di prova se non le proprie convinzioni personali e senza saper confutare le prove e conferme sperimentali altrui).

Detto ciò, ti faccio una richiesta per il corretto funzionamento del blog: nei titoli degli articoli bisogna usare apostrofi e virgolette, non apici e doppi apici. Per il semplice fatto che apici e doppi apici, essendo parte del linguaggio JS, messi alla cavolo fanno incasinare tali programmi.
Grazie per la comprensione e saluti.
@Axlman: ...ehm... non a caso ho scritto "ancora una volta", e non "come sempre". ;)
Un fisico ha detto che la teorizzazione delle onde gravitazionali derivano da due "calcoletti" (per chi li sa fare :-) ) sulle equazioni di campo della relatività.
Einstein ha fatto, in buona sostanza, gli stessi conti che hanno portato alle equazioni sulle onde elettromagnetiche di D'Alembert (non so se sto dicendo qualcosa di corretto perché sto andando a memoria perché è una cosa sentita alla radio) partendo da quelle di Maxwell.

La grandezza di Einstein (riguardo alla relatività, perché è stato grande anche in altre cose) è stata quella di vedere ciò che gli altri fisici non hanno visto nei vari esperimenti: l'invarianza della velocità della luce.

Domanda per chi è più informato di me, è corretto quello che ho ascoltato o non ciò capito una beneamata mazza io?
@ Axlman

Sulla questione dei dadi di Einstein, ho trovato molto interessante questo articolo da "Le Scienze": http://www.lescienze.it/archivio/articoli/2015/11/02/news/l_universo_e_casuale_-2822980/ (disponibile solo agli abbbonati, purtroppo, ma il numero di Novembre era dedicato ad Einstein, e questo articolo vi è compreso.)

Che Einstein abbia fatto degli errori è sicuro, ma nessuno di essi può essere definito semplicisticamente una "str...amberia". Persino i suoi errori sono stati utili nella ricerca.

Tra l'altro, non sapevo che la meccanica quantistica fosse nata proprio da Einstein.

@Guastulfo: si, hai capito bene.

In effetti, se hai gli strumenti per capire le equazioni di campo di Einstein (vedi sopra) sei anche in grado di dimostrare, in 2-3 banali passaggi, che ammettono almeno una soluzione che rispetta l'equazione delle onde, con la velocità di propagazione pari a c (velocità della luce). Il fatto che venga proprio fuori c deriva dal fatto che tutta la derivazione della Teoria della Relatività si basa sull'assunto che c sia invariante. Quindi c te lo ritrovi dappertutto. Non solo quando si parla di "luce", ma anche quando si parla di gravitazione.

Cos'è l'equazione delle onde? E' un'equazione matematica che dice praticamente che se prendi un pezzo di campo, dopo un tempo t te lo ritrovi con la stessa forma, ma spostato di v*t. Esattamente quello che vedi in un'onda marina, per esempio.
@axlman
Giusta la seconda, mi spiace per te.

Bè no. La parte più importante, che era quella che mi interessava di più, l'ho capita, quindi, ho capito almeno 3/4 di mazza :-)

Ma anhe se mi fossi sbagliato in toto, avermelo fatto notare, per me non sarebbe stato comunque fonte di dispiacere non fosse altro perché l'ho chiesto io :-)
[quote-"pgc"]non a caso ho scritto "ancora una volta", e non "come sempre".[/quote]

Ho frainteso io, sorry.

[quote-"Guastufo (Giuseppe)"]La grandezza di Einstein (riguardo alla relatività, perché è stato grande anche in altre cose) è stata quella di vedere ciò che gli altri fisici non hanno visto nei vari esperimenti: l'invarianza della velocità della luce.

Domanda per chi è più informato di me, è corretto quello che ho ascoltato o non ciò capito una beneamata mazza io?[/quote]

Giusta la seconda, mi spiace per te.

Punto primo: quando Einstein ha parlato di "altre cose" (tipo astruse ipotesi sulla geologia) non ci ha mai preso.

Punto secondo: l'invarianza della velocità della luce l'avevano già provata decenni prima Michelson e Morley, per non parlare delle equazioni di Lorentz e della matematica di Ricci Curbastro.

Quello che ha fatto Einstein è stato mettere insieme scoperte altrui per costruire una teoria unificatrice.
Geniale senza ombra di dubbio, ma appena ha provato a metterci convinzioni sue senza nessun apporto altrui (tipo che l'universo sarebbe fisso e immmutabile perché così dicono le scritture, e per quello aveva inserito la costante cosmologica contro ogni evidenza sperimentale) ha scazzato alla grande, per sua stessa ammissione tardiva.
Per tacere delle cappelle (molto ben argomentate, per carità, ma pur sempre cappelle, vista l'evidenza sperimentale avversa) che ha preso sulla meccanica quantistica, senza mai ammetterle...
axlman, scusami, ma proprio non sai di cosa parli.
Un esempio: http://map.gsfc.nasa.gov/universe/uni_accel.html
@Axlman

A me risulta che Einstein, quando ci furono le prime solide prove scientifiche sulla realtà della Teoria del Big Bang postulata da Lemaitre, riconobbe il suo errore.
Inoltre la costante cosmologica da lui postulata è utilizzata ancora oggi me nel senso opposto rispetto a quella pensata da Einstein.
[quote-"pgc"]axlman, scusami, ma proprio non sai di cosa parli.[/quote]
Certo che ti scuso, ma ti assicuro anche che so benissimo di cosa parlo: magari mi spiego male, ma so di cosa parlo.
Nello specifico sto parlando di storia della scienza, non di scienza: sono due cose diverse, molto diverse.


[quote-"Luca Favro"]A me risulta che Einstein, quando ci furono le prime solide prove scientifiche sulla realtà della Teoria del Big Bang postulata da Lemaitre, riconobbe il suo errore.[/quote]
Infatti io avevo scritto "ha scazzato alla grande, per sua stessa ammissione tardiva".

Traduzione:
- tutto nelle sue formule e nella teoria delle relatività indicava un universo in espansione
- lui se ne era accorto
- in quanto fisico, presumibilmente più che buono, avrebbe dovuto accettarlo e pensare ad esperimenti che confermassero o confutassero tale conclusione teorica
- invece ha preferito dedicare un decennio a rompersi la testa a inventarsi e sviluppare una "costante cosmologica" solo per far quadrare la teoria della relatività con i suoi preconcetti filosofico-religiosi (l'universo che dovrebbe essere fisso e immutabile solo perché così dicono le scritture bibliche)
- alla fine si è arreso (definendo, tra l'altro, la ricerca sulla "costante cosmologica" per come la concepiva lui, come il più grande errore della sua carriera) proprio di fronte alle prove portate da altri scienziati (Hubble e Lemaître in primis) non condizionati nei loro studi dai propri pregiudizi filosofico-religiosi.


[quote-"Luca Favro"]Inoltre la costante cosmologica da lui postulata è utilizzata ancora oggi me nel senso opposto rispetto a quella pensata da Einstein.[/quote]
Appunto, nel senso opposto: un lavoro riciclato che però era nato per dei motivi totalmente sballati.
Davvero mi sbaglio io quando dicevo che lui (ripeto, per sua stessa ammissione) aveva scazzato sulla "costante cosmologica"? Fate vobis.
P.S. @ Luca Favro

Mi accorgo ora che in effetti mi ero spiegato male in un commento precedente, quando avevo scritto (grassetto aggiunto) "tipo che l'universo sarebbe fisso e immmutabile perché così dicono le scritture, e per quello aveva inserito la costante cosmologica contro ogni evidenza sperimentale": avrei dovuto scrivere "contro ogni conclusione coerente con la teoria della relatività".
Quello che intendevo è che tali evidenze teoriche (di cui Einstein si era accorto) erano così forti che avrebbe dovuto indagarle, invece che chiudersi a riccio sui suoi pregiudizi filosofico-religiosi per un decennio.
P.S. @ pgc

Dalla pagina che hai inserito nel tuo commento per informarmi che non so di cosa parlo (è proprio all'inizio, grassetti aggiunti):
Einstein thought the universe was static, so he added this new term to stop the expansion. Friedmann, a Russian mathematician, realized that this was an unstable fix, like balancing a pencil on its point, and proposed an expanding universe model, now called the Big Bang theory. When Hubble's study of nearby galaxies showed that the universe was in fact expanding, Einstein regretted modifying his elegant theory and viewed the cosmological constant term as his "greatest mistake".

Ripeto: magari mi spiego male, ma so di cosa parlo, lo so bene.
@Axlman

Beh per quanto ne so io la comunità scientifica dell'inizio del 900 fino agli anni 50, con la presa di coscienza che il Big Bang era una teoria più giusta, pensava che l'universo fosse fisso ed immutabile dai tempi dall'inizio dei tempi e che non ci fosse stata una creazione come dice la Bibbia, dove poi l'universo è nato così come lo conosciamo oggi.
Comunque l'unica colpa che si può dare a Einstein è il non aver avuto il coraggio di guardare fino in fondo alle conseguenze che la sua Teoria portava.
far quadrare la teoria della relatività con i suoi preconcetti filosofico-religiosi (l'universo che dovrebbe essere fisso e immutabile solo perché così dicono le scritture bibliche)

Non mi risulta che l'Albert fosse uno spirito decisamente religioso. Teista, al massimo.
Le scritture bibliche che dicono che l'universo è immutabile? Oddio, nella Genesi si dice che prima l'universo non c'era e poi sì. Avevo anche letto da qualche parte (non ricordo dove, quindi prendetela con le pinze) che Hoyle e compagnia avevano voluto elaborate lo Stato Stazionario perchè il Big Bang pareva loro troppo vicino all'idea cristiana di creazione.
Comunque l'unica colpa che si può dare a Einstein è il non aver avuto il coraggio di guardare fino in fondo alle conseguenze che la sua Teoria portava.

L'unica colpa?

Il concetto che abbia inquinato, o almeno ci abbia provato, non solo la sua stessa teoria ma anche le teorie altrui solo per i suoi pregiudizi filosofico-religiosi ancora non è passato?

Come parlare a dei sassi...

Auguri!
Non mi risulta che l'Albert fosse uno spirito decisamente religioso.

Ti risulta male: tutte le cappelle scientifiche che ha preso (che non sono poche) le ha prese per una malcelata fiducia nelle scritture o al mssimo per altre pippe mentali filosofico-religiose.

A questo punto però mi sono stufato: se non sapete distinguere tra storia della scienza e scienza, tanti saluti.
Invece di inalberarti per motivi che non lo meritano, forniscici qualche riferimento bibliografico per approfondire la cosa (la derivazione "religiosa" delle idee einsteniane), che pare interessante.
@Axlman

Tranquillo io dico solo quello che so, che è poco e probabilmente un po' raffazzonato.
Non dovrei inalberarmi?

Io sostengo un concetto, mi viene scritto che "non so di cosa parlo" e per provarmelo viene fornito un url che nelle prime righe dice esattamente quello che sostenevo io, e non dovrei inalberarmi?

Vabbuo'...
Non te l'ho scritto io :-)
Io sapevo, da una vecchia biografia letta ai tempi del liceo che Einstein era ateo, o almeno considerava irrilevante la sua esistenza. Così si dichiarò all'Università di Berlino durante la sua assunzione come insegnante.

La biografia portava a tal proposito un aneddoto. Quando fu promulgata una legge secondo la quale anche gli insegnanti dovevano giurare fedeltà all'imperatore, Einstein fu convocato in segreteria per essere licenziato perché, in quanto ateo, il suo giuramente non avrebbe avuto valore.

Mentre l'addetta alla segreteria spiegava ad Einstein le ragioni del suo licenziamento, lui la interruppe chiedendo chi le avesse detto che lui fosse ateo. L'impiegata rispose che ovviamente era stato lui.
Einstein, a quel punto, disse che se una sua dichiarazione era bastata per scrivere che era ateo allora, in quel momento dichiarava di essere ebreo.
Messa alle strette dalla logica, l'impiegata si trovo costretta a correggere il documento e così Einstein prestò giuramento e non fu licenziato.
Secondo questa biografia, solo verso ultimi anni della sua vita Einstein si accostò alla religione ebraica.

Mi rendo conto che spesso le biografie vengono influenzate dalle idee del suo estensore ma Einstein era comunque uno scienziato. Se nella prima metà nel '900 non c'erano ancora gli elementi per poter teorizzare il Big Bang e un universo in espansione (non si pensava nemmeno possibile l'esistenza del vuoto ma si credeva che esistesse l'etere), mi sembra ragionevole che Einstein avesse cercato di adeguare la Relatività a ciò che si considerava una teoria forte in quei tempi, l'immutabilità dell'universo, senza mettere in ballo sue ipotetiche convinzioni religiose.
"l'invarianza della velocità della luce l'avevano già provata decenni prima Michelson e Morley, per non parlare delle equazioni di Lorentz e della matematica di Ricci Curbastro.

Quello che ha fatto Einstein è stato mettere insieme scoperte altrui per costruire una teoria unificatrice.°

Caro Axlman, se parti da queste premesse non so veramente cosa dirti. Non posso farti un corso di Relatività, cosmologia e Meccanica Quantistica in un blog. Si perchè il Nobel di AE é per uno dei suoi tanti contributi fondamentali in MQ, quello sull'effetto fotoelettrico. Poi c'è quello sulla statistica di Bose-Einstein che ha portato alla previsione della superfluidità.

Si tratterebbe, con quello sulla Relatività Ristretta e quello sulla R. Generale, di almeno 4 potenziali Nobel per un "normale" Scienziato (con la S maiuscola).

Se questo per te è "mettere insieme scoperte altrui"... e se costruire una teoria coerente e totalmente nuova, che integri i risultati (inattesi e incomprensibili) di Michelson e Morley con quelli di almeno altri esperimenti, o trasforma un formalismo matematico - l'algebra tensoriale - in una delle più prolifiche descrizioni del Mondo... o si prevedono risultati che continuano a confermare la teoria quasi un secolo dopo... che t'ho da di'? Vai a studiare.

Fisica. Non Storia della Fisica.
Axlman, ma come mai ti sta tanto sui calli la figura di Einstein? Era un uomo, come tanti, e pieno di difetti, ma aveva diverse caratteristiche positive molto poco comuni.

Sì, anche Einstein sbagliava; e meno male, perché significa che non era un marziano e che tutti possiamo fare grandi cose, anche se siamo imperfetti.

Dal punto di vista scientifico, e da quello che ho letto finora, pare che Einstein non sparasse baggianate a caso, ma anche nei suoi errori pensasse secondo uno schema scientifico. Non si può avere sempre ragione. E chi la pensava diversamente in genere lo rispettava, o addirittura ammirava, ugualmente. Il caso di Bohr è eloquente in questo senso. Se ciò che Einstein diceva sulla MQ fosse stata solo un ammasso di stramberie fuori tempo massimo, pensi che Bohr avrebbe continuato ad ammirarlo per tutta la vita? E in più Einstein era colui che aveva dato il via alla MQ; poteva sbagliare, sì, ma se io o te avessimo sostenuto al tempo delle posizioni simili, in quella maniera, saremmo stati ugualmente dei professoroni rispettati, non dei lunatici.

D'altronde Einstein ha fatto spesso una cosa abbastanza rara: ha ammesso diversi dei propri errori. Il fatto che mettiamo le virgolette a "my biggest blunder" è perché è una citazione di sue parole.

Perché si dovrebbe ammirare meno Einstein? Perché era imperfetto? Semmai ammiriamolo di più, per quello che è riuscito a fare nonostante gli errori, e usiamolo come esempio per non cadere negli stessi difetti che aveva.
@axlman "..Ti risulta male: tutte le cappelle scientifiche che ha preso (che non sono poche) le ha prese per una malcelata fiducia nelle scritture o al mssimo per altre pippe mentali filosofico-religiose…."

No, proprio per nulla, hai torto.
Ha ragione Martinobri, quando dice che Einstein era un teista, al massimo.

Non lo dico io, ma i "collected papers" di Princeton, di Einstein, tra cui:

…"Nel teorico della relatività, il rifiuto preliminare della tradizione religiosa ebraico-cristiana è netto, costante e intransigente.."

e ancora:
…"(Einstein) dichiara di riuscire a guardare le tradizioni confessionali soltanto in chiave storica e psicologica, e di non considerare altra possibilità di rapporto con esse”.

qua:
http://ilrasoiodioccam-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/12/27/se-questo-e-un-credente-albert-einstein-a-princeton-i-parte/

e qua:
http://einsteinpapers.press.princeton.edu/

E questa è storia della scienza, non scienza.
Sir Edwards,

tanti sono stati i tentativi di sminuire la rilevanza del lavoro condotto da Albert Einstein, o di insinuare l'idea che parte di quello che ha fatto fosse opera di altri. Uno dei più noti fu un programma TV trasmesso da PBS intorno al 2003, talmente fitto di errori e falsità da richiedere l'intervento dell'autorità che controlla la qualità dei programmi. Qui puoi trovare la relazione finale dell'Ombdusman di PBS:

http://www.pbs.org/ombudsman/2006/12/einsteins_wife_the_relative_motion_of_facts.html

Se interessato, leggi anche su PhysicsBuzz:

http://physicsbuzz.physicscentral.com/2008/12/einstein-controversy.html,

nonché la voce su Wikipedia:

https://en.wikipedia.org/wiki/Relativity_priority_dispute

(si, su wikipedia. Non me ne frega niente che possa contenere informazioni sbagliate: basta andare alle fonti originali): Noterai che queste "teorie" sono largamente inconsistenti e si basano su una lettura pariale delle informazioni disponibili.

Anche valutare gli "errori" di Einstein come tali è frutto di un'incerta comprensione dello stato delle osservazioni ai tempi. In un periodo in cui praticamente è stato rifatto tutto daccapo nella Fisica, chiaramente c'era ampio spazio per interpretazioni parallele. Ed è normale che uno scienziato si attacchi a certe opinioni. La sola "colpa" di Einstein è che le sue opinioni pesavano più di quelle di altri. Ma la Scienza, come sempre, sa andare avanti senza guardare troppo in faccia a nessuno.

Facile, per esempio, sostenere oggi che la costante cosmologica, pur non introducendo alcun errore (e infatti oggi la si considera non nulla) non andava aggiunta alle equazioni di campo. Ma va considerato che ai tempi la cosmologia sperimentale era praticamente inesistente. La soluzione di Lemaitre delle eq. di campo è - ovviamente - successiva. Le osservazioni di Hubble furono anch'esse pubblicate dopo, o poco conosciute ai tempi.

Stessa cosa per le interpretazioni della meccanica quantistica. L'interpretazione della Scuola di Copenhagen, sebbene largamente accettata, è ancora oggi, appunto, un'interpretazione.
[quote-"SirEdward"]Axlman, ma come mai ti sta tanto sui calli la figura di Einstein?[/quote]

Non avendo calli, non mi ci sta sopra nessuno: ho solo detto che Einstein ha scazzato più di una volta.
Ma a quanto pare più di una persona lo vuole incensare a tutti i costi, senza sopportare che qualcuno ricordi i suoi sbagli, pure quelli ammessi da lui stesso: non sono io (che lo ammiro immensamente per quello che ha fatto) a volerlo infangare, sono altri che lo vogliono divinizzare sempre e comunque (dimenticandosi dei sui sbagli, spesso immensi quasi quanto le sue ragioni).

Continuate a divertitevi a comportarvi come dei tifosi senza cognizione di causa, io mi tiro fuori.
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Axlman,

I toni della polemica sono diventati eccessivi. Rimuovo il tuo commento e ti invito alla moderazione. Non mi sembra il caso di accapigliarsi così su una questione che non cambia la vita a nessuno.
[quote-"Paolo Attivissimo"]Rimuovo il tuo commento e ti invito alla moderazione.[/quote]

Così non funziona e non è giusto: nella mia risposta mi ero moderato eccome ma, dopo questo tuo intervento, ai lettori sembra che io abbia offeso gratuitamente qualcuno, cosa che non ho fatto.

Ti invito a ripensarci.

In alternativa ti invito ad eliminare anche il commento altrui cui avevo risposto, che io ritengo molto offensivo e arrogante nei miei confronti.

Così, si spera, la finiamo qui.
Axlman,

come vuoi: ripubblico il tuo commento che avevo rimosso. Personalmente credo che non ti faccia onore, ma se è questo che vuoi, eccolo qui. Comunque sia, basta battibecchi, per favore.


[quote-"pgc"]Non posso farti un corso di Relatività, cosmologia e Meccanica Quantistica in un blog.[/quote]
Non lo voglio, grazie: me li hanno già fatti all'università, tranne quello di cosmologia.

[quote-"pgc"]Vai a studiare.[/quote]
Grazie del consiglio, che somiglia tanto a quello di un famoso guru sciachimista troppo pieno di sè: evito di dirti dove dovresti andare tu data la tua arroganza.
Tanti saluti e addio.
Grazie molte.

[quote-"Paolo Attivissimo"]Comunque sia, basta battibecchi, per favore.[/quote]
Da parte mia avevo già dato l'addio alla faccenda nel commento che hai gentilmente ripristinato, quindi contaci adesso che è riapparso.
Ok, anche se Paolo non me lo ha chiesto esplicitamente cerco anche io di moderarmi. Proviamo a discutere da buoni amici, e scusate se qualche frase era un po' pesante.

TUTTI gli scienziati prendono cantonate. Prendiamo il caso di Fermi, della sua interpretazione del prodotto del decadimento con neutroni lenti come di elementi transuranici. Oppure la reazione a catena con controllo manuale sotto lo stadio di una città, roba che se un argano si fosse bloccato Chicago sarebbe ancora a contare i morti.

Prendiamo un cosmologo qualsiasi, fino a 20 anni fa convinto che si potesse costruire una teoria in cui la massa delle particelle scaturisse da principi fondamentali. Non è noto a molti, ma oggi ad una cosa del genere non ci crede quasi più nessuno (aka la teoria più accreditata - scaturita dal modello inflazionario, quindi da una teoria fisica prolifera e verificabile - è che vi siano infiniti universi, ognuno con le "sue" leggi fisiche).

Prendiamo gli astrobiologi, o i ricercatori del SETI, gente che costruisce teorie e costruisce strumenti basandosi su una "speranza" che non si basa su alcuna evidenza sperimentale.

Prendiamo i libri di Feynman, pieni zeppi di errori.

Prendiamo la posizione quanto meno ambigua di Werner Heisenber nei confronti del nazifascismo.

Ti potrei portare migliaia di esempi di top scientist che hanno preso cantonate micidiali nel campo della scienza o altrove. E allora? Si sa tutto di Einstein perché si tratta di uno scienziato talmente importante per la storia della scienza che ogni sua singola affermazione è stata sezionata, ma il suo "livello di cantonata" è probabilmente analogo a quello di quello di qualsiasi membro della comunità scientifica.

Allora, evidenziare che ha preso cappellate è come dire che non ci sono le mezze stagioni. :)

Il problema sorge quando si scrive che "ha messo insieme scoperte altrui" (cit.). Affermare questo (e altro...) significa non avere minimamente compreso il senso dell'innovazione immesnsa portata dal più grande scienziato del '900.

Ah, e dimenticavo: ci poteva esser un quinto Nobel, quello sul moto browniano. Non erano risultati di esperimenti suoi? Bè certo: ERA UN TEORICO! Non si tratta quindi di venerazione ma di analisi oggettiva dei fatti.
Uno dei più noti fu un programma TV trasmesso da PBS intorno al 2003, talmente fitto di errori e falsità da richiedere l'intervento dell'autorità che controlla la qualità dei programmi.

Nel senso che da qualche parte nel mondo esiste un ente che controlla la qualità dei programmi??
Veramente?!?


Anche valutare gli "errori" di Einstein come tali è frutto di un'incerta comprensione dello stato delle osservazioni ai tempi.

Puntualizzazione molto preziosa, che bisognerebbe tenere MOLTO presente nel considerare anche altre controversie famose nella storia della scienza. Anche nel 1600, perchè no?
(La presente osservazione non è rivolta all'estensore del commento che sto citando ma a tutti).
"Nel senso che da qualche parte nel mondo esiste un ente che controlla la qualità dei programmi??"

L'Ombdusman non controlla la qualità dei programmi - per sua natura difficile da "quantificare" - ma che le informazioni vengano riportate in maniera corretta e che i diritti delle persone vengano rispettati.

Piuttosto rara la loro presenza di ombdusman nei media...
Grazie della risposta.
Approfitto per un'altra curiosità. A un certo punto scrivi:
Prendiamo gli astrobiologi, o i ricercatori del SETI, gente che costruisce teorie e costruisce strumenti basandosi su una "speranza" che non si basa su alcuna evidenza sperimentale.

Estendendo il concetto, la mancanza di evidenza sperimentale però sarebbe un limite per una parte non nulla della ricerca pura, no? Quando si sonda qualcosa del tutto nuovo. O sbaglio?
O forse, intuisco, il problema dell'esobiologia è nelle quantità? Ovvero, troppe risorse investite a fronte di una probabilità troppo bassa di ottenere risultati?
Martino,

no, non intendevo criticare l'esobiologia (non in questo caso almeno...).

Immagina tuttavia che per 50 anni vengano spesi soldi e tempo cercando forme di vita aliene, su Marte e altrove: sonde, probe, strumenti ottici e radio.

Immagina anche che, nonostante questo, non si trovi una cippa (la mia non è una previsione ma un'ipotesi possibile).

Immagina infine che nel frattempo qualcuno sviluppi un modello chimico che sia in grado di prevedere la probabilità che si origini la vita (possibile, ci stanno già provando) e che questo modello dimostri che è estremamente improbabile che la vita si sviluppi in più di un pianeta per galassia.

Come pensi che verrebbero visti a quel punto, tutti coloro che, nelle decadi precedenti, avessero dato per certo, spesso dichiarandolo con toni trionfalistici, che la vita debba esistere altrove, difendendo la scelta di costruire strumenti dedicati allo scopo, o sonde costose da inviare su altri pianeti?
@axlman
D'altronde Einstein ha fatto spesso una cosa abbastanza rara: ha ammesso diversi dei propri errori. Il fatto che mettiamo le virgolette a "my biggest blunder" è perché è una citazione di sue parole.

Io non capisco perche` citare Einstein in inglese, posso capire, ma non scusare ;-), l`ignoranza del tedesco, ma perche` allora non citarla direttamente in italiano, dato che, fino a prova contraria, il celebre fisico pensava nella sua lingua madre e non in americano ?

La citazione originale dovrebbe essere:
"meine größte Eselei" =la mia piu` grossa "asinata"

Aggiungo un`altra citazione spesso riportata inspiegabilmente in inglese:

"Raffiniert ist der Herrgott, aber boshaft ist er nicht" = Il Signore e` sottile, ma non alla maniera dei gesuiti, oppure, sia detto pero` senza malizia: Il Papa e` gesuita, non il Signore (e` una traduzione in qualche modo ricorsiva).
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Zio Feng,

secondo me il problema non è quello, visto che Einstein viveva negli USA.

Il problema è che forse quella frase Einstein non l'ha MAI detta o scritta. Né in inglese né in tedesco. Questa almeno è la conclusione cui è arrivato Mario Livio, non proprio un incompetente in materia. E' scritto nel suo libro "Brilliant Blunders", in cui racconta i grandi errori di 5 scienziati famosi.

Altra cosa che vorrei aggiungere, è che anche l'interpretazione della meccanica quantistica di Albert Einstein (popolarizzazione: "Dio non gioca ai dadi"), sta subendo una riabilitazione, dato che alcune teorie dei Multiversi possono spiegare le cose in maniera diversa, senza richiedere alcun intervento del caso.
@pgc

Non sono animato da spirito revanscista-asburgico, ma da genuino interesse filologico, quindi se Einstein non ha mai pronunciato quelle parole sono contento lo stesso :-)

Sono anche informato della cittadinanza statunitense di Einstein, ottenuta pero` solo dopo aver elaborato le sue teorie e in qualche modo "esaurito" le sue capacita` fisico-teoriche; ho notato tuttavia che il nostro, ogni qual volta si esprimeva nell`idioma albionico, lo faceva leggendo e con un accento tale che il Doktor Merkwürdigliebe, al confronto, sembra un attore brittanico che si finge un verrückter deutscher Wissenschaftler :-)

La citazione "Dio non gioca ai dadi" dovrebbe essere in originale: "Die Quantenmechanik ist sehr achtunggebietend. Aber eine innere Stimme sagt mir, daß das noch nicht der wahre Jakob ist. Die Theorie liefert viel, aber dem Geheimnis des Alten bringt sie uns kaum näher. Jedenfalls bin ich überzeugt, daß der nicht würfelt.“

In realta` si parla di "vero Giacobbe" e di "segreti del Vecchio", quasi un linguaggio iniziatico, quante cose vengono perse con le citazioni approssimative e in inglese !