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12 commenti

Farsi selfie fa male alla pelle? No, ma scopiazzare dal Daily Mail fa male al giornalismo

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Il Giornale, a firma di Rachele Nenzi, pubblica un articolo (copia su Archive.is) intitolato I selfie fanno male alla pelle. Senza ma e senza se, e senza punti interrogativi a salvaguardia del legittimo dubbio. No, per Rachele Nenzi e per il Giornale è un dato di fatto incontestabile.

“Una ricerca di un dermatologo inglese ha svelato la pericolosità per la pelle dei famosi autoscatti” dice l’articolo, facendo il nome del dermatologo in questione, il londinese Simon Zokaie, e precisando che si tratta di una “ricerca scientifica”.

Ci si potrebbe aspettare che la Nenzi abbia attinto a qualche rivista scientifica, visto che parla di “ricerca scientifica”, ma una ricerca in Google per le parole “Simon Zokaie” selfie rivela invece soltanto un articolo del Daily Mail (copia su Archive.is). Che, vorrei ricordare ai lettori distratti e ai giornalisti pigri, non è una pubblicazione scientifica.

L’articolo del Mail parla della presunta pericolosità dermatologica della “HEV light”, ossia la luce blu, visibile ad alta energia emessa dagli schermi dei computer e del telefonini. Non dalle fotocamere (che non emettono luce, ma la raccolgono). Quindi la quantità di selfie non c’entra nulla: è il fatto di passare tanto tempo davanti agli schermi a causare, secondo il Mail, l’invecchiamento precoce della pelle.

In sintesi: l’articolo del Daily Mail è una stronzata e Rachele Nenzi ha copiaincollato una stronzata. E il Giornale l’ha pubblicata.

Per chi volesse sapere come stanno le cose, un paio di articoli un po’ più documentati: All About Vision, PreventBlindness, che ricordano che la fonte di luce HEV di gran lunga più importante è il Sole. Specificamente, “trascorrere un’ora all’aperto in una normale giornata di cielo coperto espone i nostri occhi a 30 volte più luce blu che trascorrere un’ora al chiuso davanti a uno schermo” (Zeiss.com) e che finora gli effetti sugli occhi (non sulla pelle, come scrive il Mail) di questa luce sono stati rilevati soltanto su cavie esposte a dosi equivalenti a fissare una lampada da 100 watt per ore di seguito. Meglio tenerlo presente prima che parta l’ennesima orgia di articoli seminapanico che denunciano il nuovo pericolo tecnologico e vendono cremine, gingilli e altri rimedi truffaldini.
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Commenti (12)
Visto l'articolo reca l'etichetta "antibuala" non penso di andare fuori tema segnalando le teorie cospirazioniste di Chiesa sugli attentati di Parigi e Bruxelles. Lo faccio in chiave ironica, anche se in realtà c'è ben poco da ridere...
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/28/terrorismo-suggerimenti-per-gli-inquirenti-di-bruxelles-e-di-parigi/2587218/
Si, certo. E le fotografie rubano l'anima, come dicevano certi stregoni indios.
Dopo migliaia di foto e selfie, in redazione avranno tutti la pelle trasparente o in decomposizione.
Attenzione, ne "Il Giornale" sono diventati tutti ZOMBIE!
Fino ad ora io ero rimasto solo al fatto che la luce blu emessa dagli schermi altererebbe il ritmo sonno-veglia. Ad esempio usare un dispositivo con schermo LCD per leggere un e-book a letto porterebbe difficoltà ad addormentarsi.
Non so se questa cosa ha basi scientifiche, ma basandosi su questo sono nate diverse app che applicano un filtro allo schermo nelle ore notturne. Tanto per stare sui big Google Play Books implementa questa funzione nativamente.
Per il resto forse l'articolo prende spunto dal fatto che alcuni telefoni che non hanno un flash frontale quando si usa la fotocamera anteriore illuminano fortemente lo schermo con una tonalità effettivamente azzurrina e intensa. Che poi faccia male alla pelle mi sembra una stupidata.
Proporrei il tag giornalismo scopiazzatura solo per questi articoli :D

La luce dei display in una stanza completamente buia affatica molto gli occhi, anche riducendo la luminosità al minimo o "filtrandola" via software. L'ideale sarebbe usare una illuminazione nero/rossastra.
Questo riportare acriticamente cosa dice un altro giornale mi ricorda la storia, falsa, dei sacerdoti di Anversa, che furono utilizzati come battacchi delle campane dopo che la città fu invasa da tedeschi durante la prima guerra mondiale
Qualche giorno fa anche sul corriere.it è comparso lo stesso
Forse i Selfie non fanno male alla pelle ma di sicuro, visto i soggetti che stanno sempre lì a fotografarsi con il muso a deretano di gallina, rendono idioti :)
A proposito di Chiesa e "Il Fatto Quotidiano", finalmente Gomez decide di dissociarsi: tardivo e ipocrita, visto quanto il giornale ha cavalcato qualsiasi tipo di complottismo.

"Leggo ora il post di Giulietto Chiesa e non sono stupito dalle reazioni che suscita. Nessuno qui a ilfattoquotidiano.it condivide i suoi strampalati interrogativi sugli attentati. Lo abbiamo dimostrato seguendo con puntualità la cronaca dei fatti. Pubblicando decine di interviste a investigatori, esperti e magistrati. E pure qualche scoop.

Detto questo credo che sia giusto ammettere un nostro errore. Le righe che scrivo solo ora sarebbe stato più corretto pubblicarle in contemporanea col post di Giulietto. Senza però censurarne il contenuto. Come è noto quello dei blog è uno spazio libero in cui è consentito ai blogger esprimere opinioni che non corrispondono alle nostre. In ossequio a un principio liberale a cui non intendiamo venir meno. Nei prossimi giorni, in ogni caso, ci occuperemo di questo tipo di teorie complottistiche con un’inchiesta giornalistica. Rispondere coi fatti, e non con la censura, alle parole è sempre la via migliore. Sarà un dibattito interessante."


Aspettiamo il dibattito interessante.

Noto con piacere che è iniziato il lento processo di copertura della fossa che Chiesa si è scavato negli anni.

Come dicevo in un altro post, non fa più notizia. Anzi, è talmente caduto nel ridicolo che anche chi "sospende il giudizio" nei suoi confronti, ora comincia a formularlo.

Purtroppo è un processo lungo e tedioso, dove i "discepoli" si scanneranno l'un l'altro per colmare il vuoto lasciato dal guru precedente. Sarà una lotta a colpi di vaccate di proporzioni inimmaginabili che terrà compagnia per parecchi anni a venire.

JFK è ancora un "caso irrisolto" secondo alcuni. Chissà quanto durerà ancora lo strascico dell'11 settembre.
Una curiosità, il fatto dei raggi blu (balenanti nel buio vicino alle porte di Tannhäuserche)che fanno male agli occhi vale per tutti i tipi di schermo?
Mi spiego: ricordo tanti anni fa quando con i vecchi schermi a tubo catodico erano venuti di moda dei filtri copri schermo, la cui utilità credo fosse simile a quella degli occhiali a raggi x per vedere le donne nude sotto i vestiti...
Da più di vent'anni passo da otto a dieci ore al giorno davanti al PC ed a parte un po' di naturale presbiopia legata all'età non ho mai avuto grossi problemi.
@Piero
Non ti so dire per i filtri copri-schermo, ma nel 1986 ho comprato un paio di filtri da agganciare sugli occhiali (con una specie di molletta) e ho verificato solo ora (con una semplice lampada a raggi ultravioletti ed una banconota) che effettivamente questi filtri bloccano i raggi UV, come fa un filtro per UV da montare sull'obiettivo della macchina fotografica o un buon paio di occhiali da sole.

Inoltre con un telecomando a raggi infrarossi e la fotocamera del cellulare ho verificato che quel paio di filtri non blocca i raggi infrarossi. Tornando alla tua domanda, bisognerebbe conoscere la quantità di UV che i vecchi monitor emettevano, quanta ne veniva bloccata da quei filtri che dici tu e quali sono i limiti di esposizione ai raggi UV per non avere fastidi o danni permanenti...
sui selfie farei una ricerca:

Danneggiano il cervello o invece e' un costume sociale che prende piede nelle persone con un QI estremamente basso?
La quantita' di selfie e inversamente proporzionale al QI?

Il bastone da selfie:
provoca un immediato blackout celebrale alla semplice vista (da qui l'acquisto), e' una scelta del cane da compagnia dell'umano acquirente. O forse e' banalmente l'indicatore di una patologia a carico delle funzioni cognitive?

se, come credo, le conclusioni sono fosche si potrebbe collegare il possesso del bastone da selfie e la quantita di essi sul citofonino alla produzione di tali articoli e da qui all'indirizzamento lavorativo piu' adatto alle capacita' di molti.

Cattiveria?
forse...