skip to main | skip to sidebar
4 commenti

Nuovo aggiornamento dell’Almanacco dello Spazio

Stamattina sono tornati sulla Terra, a bordo della Soyuz TMA-18M, Sergei Volkov, Mikhail Kornienko e Scott Kelly a conclusione di una permanenza a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Kelly e Kornienko hanno stabilito il nuovo record di durata di una singola permanenza a bordo della Stazione, trascorrendovi 340 giorni e raccogliendo dati fisiologici preziosissimi per la pianificazione delle missioni interplanetarie di lunga durata.

Kelly ha stabilito anche il nuovo record statunitense di tempo complessivo trascorso nello spazio e quello statunitense di durata di una singola missione, ma non quello mondiale: davanti a lui, infatti, ci sono altri quattro cosmonauti che hanno totalizzato oltre un anno di permanenza in una singola missione (Vladimir Titov e Musa Manarov, con 365 giorni fra il 1987 e il 1988; Sergei Avdeyev, con 379 giorni fra il 1998 e il 1999; e Valery Polyakov, con 437 giorni fra il 1994 e il 1995).

Se vi interessano questi primati e tanti dettagli aggiornati della storia dell’esplorazione spaziale, ho appena aggiornato la bozza del mio Almanacco dello Spazio: un e-book gratuito in italiano che, giorno per giorno, vi racconta gli eventi spaziali e astronomici avvenuti in quel giorno, con le chicche, le immagini rare e le curiosità di ciascun evento. La nuova bozza è arrivata a 760 voci (compreso l’atterraggio di stanotte) ed è scaricabile liberamente subito cliccando qui.

Scott Kelly: “Ho appena letto l’Almanacco ed è bellissimo”.

L’Almanacco non è protetto contro la copia; anzi, è liberamente distribuibile e copiabile secondo la licenza Creative Commons inclusa nel testo. Chiedo solo che venga rispettato il mio diritto legale di essere riconosciuto come autore. Se volete incoraggiarmi ad ampliare l’Almanacco e a scrivere altri libri di questo genere, potete offrirmi una birra e una pizza con una donazione seguendo le istruzioni che trovate nel sito del libro. Buona lettura!
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (4)
Sarà interessante il confronto dei dati biometrici (densità ossea, muscolatura, vascolarizzazione ecc.) di Scott Kelly col suo gemello omozigote Mark, rimasto a terra.
Nei prossimi giorni non credo che Scott abbia tempo di leggere l'almanacco. Io si, grazie Paolo.
bello il libro, me lo sto spulciando, al piu' presto me lo leggero' attentamente. Visto che hai inserito anche qualche episodio storico, volevo segnalarti il Grande Dibattito (26-4-1920), che ho sempre trovato interessante. Fu un importante dibattito in cui si discusse la scala dell'universo visibile: da una parte chi sosteneva che c'era solo la via lattea (unica galassia racchiudente tutto), dall'altra i sostenitori dell'esistenza di diverse galassie di cui la via lattea era solo una tra tante.

https://en.wikipedia.org/wiki/Great_Debate_%28astronomy%29
Sembra che Kelly stia sorprendentemente bene per il periodo che ha passato in orbita. Lo si è intuito anche all'uscita dalla capsula. Che abbiano fatto veramente progressi nell'affrontare il problema della lunga permanenza in microgravità?
Grande Paolo... e con l'almanacco ho scoperto che sono esattamente coetaneo del "più antico oggetto in orbita creato dall'uomo" (17-3-1958); peccato che non sia più operativo, e speriamo che lo recuperino per esporlo in un museo.