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Perché usiamo la chiocciolina per l’e-mail? Merito di Ray Tomlinson

Credit: Wikipedia.
Il 6 marzo scorso è stata annunciata la morte di Ray Tomlinson all’età di 74 anni. Il suo nome probabilmente non dice nulla alla maggior parte degli utenti di Internet, ma è merito suo se abbiamo la mail e se abbiamo adottato la chiocciolina (@) come simbolo della mail.

A ottobre del 1971, infatti, Ray Tomlinson inviò il primo vero e-mail. Lo fece sul predecessore di Internet, denominato ARPANET. Nell’ambito del proprio lavoro, Tomlinson stava modificando SNDMSG, un programma che consentiva lo scambio di messaggi fra utenti dello stesso computer condiviso, e creò un metodo per scambiare messaggi anche fra computer distinti su reti differenti: in altre parole, creò l’e-mail.

Tomlinson non ricordava il contenuto del fatidico primo messaggio, perché non riteneva che si trattasse di un evento particolarmente importante. Disse nel 2009 che si trattò probabilmente di una serie di caratteri a caso. Non ricordava i dettagli anche perché la creazione dell’e-mail non faceva parte del suo incarico di lavoro ma gli sembrava semplicemente “un’idea carina”.

Tomlinson si trovò a dover scegliere un carattere che, nell'indirizzo di un utente, separasse il nome dell'utente dal nome del computer presso il quale risiedeva. Notò la chiocciolina sulla tastiera della propria telescrivente e gli sovvenne che questo simbolo in inglese si legge “at”, che significa appunto “al valore unitario di” ma anche “presso”. Gli venne spontaneo pensare che sarebbe stato carino se gli indirizzi di e-mail avessero avuto il formato “utente presso computer”, che in inglese è appunto “user AT computer”. Ed è per questo che gli indirizzi di e-mail usano la chiocciolina. Grazie, Ray!
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Commenti (10)
Mi sono sempre chiesto come mai nel frattempo non sia stato dato un tasto tutto suo al simbolo @ visto che ormai è uno dei piû usati degli ultimi 15-20 anni. O almeno il più usato dei simboli speciali (adesso insieme anche a #). Sarebbe così comodo averli a portata di mignolo (o del dito che preferite).
Riteniamoci fortunati che non ci sia stato io al suo posto, altrimenti ci saremmo beccati qualcosa del tipo nome|cognome|dominio
@Francesco: perché spesso è più facile continuare ad utilizzare un sistema al quale si è già abituati, per quanto inefficiente, piuttosto che doversi rimettere in gioco imparando qualcosa di nuovo.

L'esempio lampante ce l'abbiamo proprio sulle tastiere: il layout QWERTY nacque per *rallentare* la scrittura, perché sennò le aste (hanno un nome specifico?) delle macchine da scrivere... "crashavano" (battutina :P ). E nonostante questo, viene usato ancora oggi utilizzato, molto più della Dvorak che nasce con lo scopo diametralmente opposto (semplificare e velocizzare la digitazione).

Comunque, col layout americano, la "chiocciolina" è sopra il 2, dove noi abbiamo le virgolette; non è come avere un tasto a sé, ma è un po' più comodo :)
A sto punto sono curioso di sapere come è nato l'uso del # :D
@Tommy
bah alla fine e' questione di abitudine, nel senso premere shift+2 o altrgr + ò sempre due tasti sono...
Da ragazzino, mi chiedevo cosa significasse questa "a" in stampatello minuscolo e "cicciona"...poi col tempo ho capito!
Ray Tomlinson inviò il primo vero e-mail.

Quindi, Paolo, tu appartieni al fronte di coloro che considerano e-mail di genere maschile?
[quote-"martinobri"-"http://attivissimo.blogspot.it/2016/03/perche-usiamo-la-chiocciolina-per-le.html#c8542088337833226416"]Quindi, Paolo, tu appartieni al fronte di coloro che considerano e-mail di genere maschile?[/quote]

Riporto quanto scritto dall'Accademia della crusca:

E-mail è la forma abbreviata per Electronic mail cioè "posta elettronica". Il sostantivo che funge da testa nel composto è mail, che pone il solito problema per quel che riguarda la definizione del genere: la differenza principale tra i due sistemi sostantivali risiede infatti nel genere, che è naturale nell'inglese e grammaticale nell'italiano. In inglese anche mail è neutro e in italiano trova dei corrispondenti in "posta" e "corrispondenza" femminili. Anche nel recente Grande dizionario italiano dell'uso di Tullio De Mauro la parola e-mail è indicata come sostantivo femminile invariabile. Il femminile si ha spesso per analogia semantica, cioè un prestito riceve il genere di un sostantivo nella lingua ricevente che ha un significato affine (es. la star, la gang, la performance, la nomination).

È però abbastanza diffusa l'alternanza, per quel che concerne il genere, nell'uso di questo termine e questa incertezza ritengo sia prodotta da due principali fattori:

La presenza di altri termini inglesi formati che hanno acquisito il genere maschile dal neutro inglese, considerato come genere più adattabile al maschile in quanto comunque meno marcato, in italiano, rispetto al femminile.
Il corrente uso metonimico cui è sottoposto il termine, per cui dal più generale "posta elettronica" è arrivato immediatamente ad indicare il singolo "messaggio" inviato tramite posta elettronica. In questo processo entra in gioco una nuova parola "messaggio" (peraltro molto diffusa anche nella forma "messaggino" per indicare i brevi testi che si inviano con i cellulari) che introduce il genere maschile e genera confusione e incertezza (in particolare in chi non conosce l'inglese), insinuando il dubbio, che può essere rafforzato anche dalla casualità per cui le due parole hanno anche la stessa iniziale, che mail abbia come forma corrispondente italiana messaggio, quindi una parola di genere maschile.

A cura di Raffaella Setti
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca
30 settembre 2002
Ho letto non ricordo su che sito che la disposizione QWERTY fosse stata pensata per consentire ai venditori di scrivere la parola TYPEWRITER rapidamente (le lettere stanno tutte sulla prima riga di tasti) per far apparire le macchine migliori.
Grazie, abc. Interessante.