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98 commenti

Promemoria: i vostri libri digitali non sono vostri

Credit: Wikipedia.
Gli e-book sono molto comodi: pratici da portare in giro, facili da consultare per cercare un brano o un riferimento. Ma è importante ricordare che un e-book non è un libro: quando lo comprate, in realtà un e-book non è vostro.

Nella maggior parte dei casi, infatti, quella che si compra è soltanto una licenza di lettura, che è revocabile in qualunque momento e non è quasi mai trasferibile. Regalare un libro a un’amica o lasciarlo ai propri figli è un gesto semplice e naturale: farlo con un e-book commerciale è spesso addirittura vietato dalla legge.

Un forte promemoria di questo stato di cose spesso dimenticato arriva da una marca specifica di lettore di e-book, la Nook, di proprietà della grande catena libraria statunitense Barnes and Noble. Nook ha annunciato che a partire dal prossimo 15 marzo i suoi e-book non saranno più in vendita nel Regno Unito e le sue attività verranno cedute a una catena di supermercati britannica (Sainsbury’s).

Lo store britannico di Nook non esisterà più, né sul sito, né sul dispositivo omonimo né come app per Android. Game over. E come se non bastasse, l’annuncio di Nook dice che con la cessione delle attività i clienti potranno continuare ad accedere “alla maggior parte” dei titoli digitali acquistati. In altre parole, alcuni dei libri che hanno comprato non saranno più a loro disposizione, ma stranamente non si parla di rimborsare gli acquisti fatti.
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Commenti
Commenti (98)
Per questo motivo compro solo libri a cui posso rimuovere il drm. Credo che compensare gli autori sia scrosanto, ma con il ibro devo poterci fare quello che voglio.
Ciao! Anche la musica scaricata dai vari iTunes e company ha una sorte molto analoga.
Trovo dei punti in comune anche nella vicenda Microsoft e Skype per SmartTV: MS ha annunciato che interrompe lo sviluppo e Samsung (per citare il mio caso, ma altri vendor di smart tv hanno lo stesso problema) mi toglie l'app. Peccato che una congrua parte della mia scelta di acquisto sulla smart tv era basata sulla possibilità di usare webcam con Skype. Flavio
mi sembra singolare la cosa :D non discuto il fatto legale , che non è opinabile a quanto pare , ma una volta scaricato l'ebook sul proprio dispositivo coem si fa a vietarne la lettura ? E' un po' come la conversione di un DVD su pennetta USB da far vedere all'amico certamente sarà un'operazione illegale ma diffusa, il che mi riporta a tempi andati quando si fotocopiava un libro alla università, si violavano certamente i diritti di autore , ma lo facevano tutti
A onor del vero nelle FAQ si dice che se un contenuto non sarà più disponibile ci sarà un rimorso tramite un voucher:

"If you have opted in to have your eBooks transferred to Sainsbury's Entertainment, you may still find some or all of your eBooks are missing. This is because some eBooks are no longer available from the publisher. You will be reimbursed with a voucher to the value of what you paid for any missing titles. These vouchers are valid for 90 days from the date they are sent and are used to buy new digital content that is currently available from Sainsbury's Entertainment."

https://help.barnesandnoble.com/app/nook_uk/detail/a_id/3483/session/L3RpbWUvMTQ1NzY5NjI0My9zaWQvbkpOWktiTG0%3D

Naturalmente questo non inficia il succo del discorso: non si possiede un ebook.
Parla di rimborso nella FAQ:

https://help.barnesandnoble.com/app/nook_uk/detail/a_id/3483/session/L3RpbWUvMTQ1NzY5Njg1MC9zaWQvZUpIbE5iTG0%3D
E questo un esempio perfetto di quando rimuovere i DRM sia eticamente accettabile, e anzi strettamente necessario!
(e personalmente lo faccio per ogni acquisto su kindle)
E' per questo che il mio store preferito si chiama Progetto Gutenberg ... certo che quando scadranno i diritti d'autore per questi titoli digitali dovremo affidarci a pirati ottuagenari per recuperare i libri :-)
Su questi siti, compreso Nook, la dicitura su ogni libro è "Buy now", non "Rent now". Cioè la COMPRO, non la noleggio.
Per cui mi sento autorizzato a trattenere copia e farne l'uso che voglio, tranne ovviamente rivenderla, oppure regalarla senza citare l'autore.
@Mauro Mostardi I libri sono associati a una licenza, che il lettore controlla quando si collega a Internet (alcuni di quelli Amazon mi pare lo siano sempre). Se tale licenza è scaduta o revocata, il sistema impedisce l'apertura del libro. Mentre questa cosa è CHIARISSIMA per i servizi su cloud in abbonamento (Netflix) non è PER NULLA chiara a chi usa ebook reader.
Anch'io rimuovo subito il DRM, metto la versione pulita in calibre e sul tablet e cestino quella con drm
@ Andrea, Alessandro

A onor del vero nelle FAQ si dice che se un contenuto non sarà più disponibile ci sarà un rimorso tramite un voucher:

Un voucher non è un rimborso, è un buono acquisto per altri prodotti.

Vorreste che il vostro stipendio fosse pagato in contanti o in buoni acquisto?
Devo imparare a rimuovere il drm... Ecco cosa fare questa estate...
Può accadere anche per altri mezzi, come Steam con i videogiochi?
Ma rimuovere i DRM da un ebook senza farne copie per altri è illegale o no?

Togliere il "lucchetto" è comunque una violazione dei diritti d'autore?
Aggiungo un dettaglio: come altri hanno fatto notare sui siti che vendono ebook c'è scritto "compra" e non "noleggia"
@rico e @guastulfo
il "noleggio" di un auto prevede l'acquisto, tramite contratto, di un "servizio di noleggio" e del relativo bene per un certo tempo.
quando "compri" windows, acquisti una licenza d'uso perpetuo
quando "compri" un ebook acquisti una licenza di lettura
quando "compri" un libro acquisti un bene fisico che diventa di tua proprietà

quindi "compra" non è di per se sbagliato... basta sia chiaro cosa compri !
@Alessandro Mattedi
"Può accadere anche per altri mezzi, come Steam con i videogiochi? "

si, può accadere con tutto ciò che ha una licenza digitale, non solo con il bene digitale; per esempio la nuova protezione per i film in bluray 4k ha necessità di collegarsi ad un server la prima volta che viene visto.

A me è successa una cosa simile con un servizio di noleggio e vendita di film in streaming. Chiuso il servizio si avevano un tot di mesi per scaricare il film su PC Windows, o chiedere un rimborso (con alcune limitazioni che però non ricordo). In passato è successo con la musica.

Libri digitali? Blah.
Coi libri digitali non puoi affascinare le ragazze.
@Carlo Pagliei

Grazie del chiarimento.
In effetti il problema sta proprio lì: se voglio comprare un software trovo sempre scritto che compro una licenza. Quando compro un ebook trovo sempre compra e mai compra "licenza di lettura".

Siamo al limite della truffa.
Come hanno scritto in molti: acquisto il libro, rimuovo il DRM, backup nella libreria di Calibre e fine dei pensieri.
@Guastulfo (Giuseppe) certo che è illegale rimuovere il DRM, per gli altri che mi hanno risposto ringrazio perché mi hanno chiarito le idee sulla licenza, non resta ovviamente che eliminare questo benedetto DRM speriamo sia sempre possibile farlo , ci dobbiamo pur difendere :D
@Alessandro Mattedi in teoria sì, ma con Steam e i servizi su PC che io sappia è successo solo un paio di volte col ritiro di giochi difettosi e sempre accompagnata a un rimborso, di solito se un gioco viene tolto da quei servizi se lo hai già comprato rimane in libreria, semplicemente non viene più venduto sullo store (su Steam è successo con alcuni giochi basati su Dungeons & Dragons a causa di una disputa tra la Hasbro e chi materialmente sviluppo' quei videogiochi), stessa cosa per GOG.com a cui di recente sono scadute le licenze per Fallout (passato definitvamente sotto Bethesda) e Descent (altra disputa di diritti) ma chi li aveva già comprati ha potuto tenerli senza problemi.
Tutt'altra faccenda sui servizi di download su console di Sony (Playstation) e Microsoft (Xbox) che sono famosi per togliere giochi dalle librerie di chi li ha comprati perché sono scadute delle licenze o perché qualche publisher ha deciso di fare il bastardo (il caso recente di Konami è emblematico) e senza alcun tipo di rimborso.
Mi sembra che questa storia che non si "compri" veramente un eBook sia uno dei tanti motivi per cui non godono dell'IVA ridotta come i libri cartacei.
Alla fine l'acquisto" di un libro elettronico è uan forma di noleggio per cui ricade nella categoria servizi a cui si applcia l'IVA normale.
Se qualcuno di voi ne ssa di più mi piacerebbe sapere se ho scritto una cosa corretta o se devo migliorare le mie fonti
MODALITA' COMPLOTTISTA ON

Il vero problema (quanto meno potenziale) degli e-book non è tanto il possesso del testo o della semplice licenza di leggerlo, quanto piuttosto il controllo del testo stesso. Con la maggior parte dei libri rappresentata da "licenze di lettura" che fanno capo ad un limitato numero di server, sarebbe estremamente facile decidere che, ad esempio, certi fatti storici non debbano più essere descritti, o che un dato famoso romanzo non debba concludersi in un modo ma in altro. Mezz'ora di riscrittura, un click, ed è fatta.

E non mi si venga a dire che queste sono solo fantasie: "Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”, diceva qualcuno che aveva visto sin troppo bene.

MODALITA' COMPLOTTISTA OFF (sino ad un certo punto).
No, Ebonsi, proprio no.
Nel senso che la tua visione delle cose non è affatto complottista. E' già successo.
Leggete un po' qua.


Letto?
Bene, per fortuna che avevo conservato l'articolo su carta. Quello originale è qui. Scusate la rozzezza dell'impaginazione.

Notate che nella versione attuale, pesantemente modificata (è in pratica un altro articolo), le posizioni degli scienziati critici con questa proposta sono scomparse. L'idea che si vuole far passare, che evidentemente è quella che quel tal giornale vuole spingere, è che siano tutti d'accordo.

Ha ragione l'Ebonsi: le informazioni interessanti vanno conservate su carta, o comunque fuori dalla rete o dal cloud. Se no ci fanno credere quello che vogliono. Scorrettezza ampiamente praticata nella storia (primo esempio , secondo esempio (in fondo), terzo esempio ) quindi è bene tutelarsi.
Premetto che sono d'accordissimo con te, e amo 1984 di cui consiglio la lettura continuamente (anche gratis dato che in rete c'è un PDF dispobibile che si trova cercando 1984-it.pdf ). Però i due articoli del Corriere hanno sì lo stesso titolo e sottotitolo, ma firma diversa e data diversa (di poco).
@ebonsi e @martinobri

Infilare complotti ovunque... MAH!
O forse non siete a conoscenza che esistono degli edifici, in tutto il mondo, appositamente strutturati o costruiti per contenere, custodire e permettere di leggere tutti i libri del mondo? Si chiamano BIBLIOTECHE.
Mi risulta difficile che con "un paio di click" si possano cancellare o modificare.

Poi davvero non capisco, se il DRM vi da fastidio, comprate un libro CARTACEO, se proprio non sapete come altro impegnare il tempo lo acquisite e convertite in un perfetto ebook e ci fate quello che volete.

Ci mancavano solo i complotti fuffologici... eddai!

Ma questa cosa delle licenze dei libri vale per tutti? Io compro su IBS, per esempio, e i file li scarco in formato DRM Adobe, potrei trovarmi senza libri?
@ Giuseppe Gilardi

comprate un libro CARTACEO

E noi che abbiamo detto?


O forse non siete a conoscenza che esistono degli edifici, in tutto il mondo, appositamente strutturati o costruiti per contenere, custodire e permettere di leggere tutti i libri del mondo? Si chiamano BIBLIOTECHE.
Mi risulta difficile che con "un paio di click" si possano cancellare o modificare.


Non solo i libri, anche i giornali. In Italia per esempio di tutte le pubblicazioni, libri o giornali che siano, va conservata una copia in un istituto apposta, che se non ricordo male è la Biblioteca Nazionale di Firenze.
Ma quando tu cerchi un vecchio articolo che ti serve lo cerchi in rete o vai a prendere l'originale cartaceo alla Biblioteca Nazionale di Firenze?
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Però i due articoli del Corriere hanno sì lo stesso titolo e sottotitolo, ma firma diversa e data diversa (di poco).

Vero. Infatti quello col testo originale nell'archivio del Corriere sul web proprio non c'è più. Altro che modifica: sostituzione.
@martinobri:
"Ma quando tu cerchi un vecchio articolo che ti serve lo cerchi in rete o vai a prendere l'originale cartaceo alla Biblioteca Nazionale di Firenze?"

Se la mia ricerca riguarda come cuocere le uova sode, o come aumentare i Like su Facebook, come diventare ricchi aprendo un canale su Youtube, come sapere se gli alieni mi hanno rapito, mi va bene anche Yahoo Answer.
Se ho bisogno di informazioni di particolare importanza forse è il caso che Internet lo uso per prenotare un biglietto su Trenitalia per Firenze. O al massimo, potendoselo permettere, assumo un'agenzia che fa proprio questo di lavoro.

Quello che voglio dire è che tutto sta all'importanza della notizia, da qui si intuisce che, a mio parere, l'80% delle informazioni su Internet sono fuffa mescolata a informazioni di scarsa importanza e utilità.
Ma ribadisco: a mio parere.

Io ho un problema coi libri cartacei. Se ne entrano altri in casa, esco di casa io.

Quindi, ben venga l'ebook che di per se non ha niente che non va. Sono un po' meno benvenuti i DRM e la possibilità del venditore di cancellarti il libro.
I vostri commenti non mi sono chiari.
Viviamo in una civiltà dove esistono regole e leggi, dove c'è un codice civile.
Se acquisto un ebook (o, che dir si voglia, la licenza d'uso di un ebook), la uso esattamente nei termini in cui le regole me lo permettono. Se posso duplicarlo lo duplico, se non posso duplicarlo non lo duplico. Punto.
Mi piacerebbe poterlo duplicare per un amico? Semplice: non lo faccio perché non posso, così come non faccio tante cose che vorrei fare ma non posso, per esempio salire in autobus senza pagare il biglietto.
Rispetto le licenze degli ebook allo stesso modo in cui pago le tasse e non decido se pagarle o no, predispongo la spazzatura differenziata e non decido se farlo o no, e quando sono al supermercato passo alla fine alla cassa senza pormi il problema se aggirarla o no. È la normale convivenza civile. Io vivo così, sia quando acquisto ebook, sia quando acquisto in piena regola brani musicali su iTunes, sia quando acquisto applicazioni, sia quando salgo in autobus con il biglietto, pago le tasse, o vado al supermercato. E vi assicuro che si può vivere felici in questo modo.
(altro discorso è sul fatto che ovviamente si può agire per cambiare le regole che non ci piacciono, anzi, si deve farlo (comprese le regole sul copyright, che io rispetto, ma che non mi piacciono), ma lo si fa sempre nell'ordine costituito, attraverso la rappresentanza elettorale, l'azione nelle istituzioni, e tutti gli strumenti che i nostri ordinamenti ci mettono a disposizione, non certo violando le leggi e i contratti o propagandandone la violazione).
(Precisazione: ovviamente mi riferivo ad alcuni commenti, non a tutti: solo al modo di pensare di chi ritiene che si possa in qualunque modo o per qualunque ragione fare ciò che le licenze non consentono).
Arcturus,

(altro discorso è sul fatto che ovviamente si può agire per cambiare le regole che non ci piacciono, anzi, si deve farlo (comprese le regole sul copyright, che io rispetto, ma che non mi piacciono), ma lo si fa sempre nell'ordine costituito, attraverso la rappresentanza elettorale, l'azione nelle istituzioni, e tutti gli strumenti che i nostri ordinamenti ci mettono a disposizione, non certo violando le leggi e i contratti o propagandandone la violazione).

Tanto di cappello per il tuo idealismo, ma i fatti purtroppo ti danno torto. I sistemi che citi hanno dimostrato più volte di essere insufficienti. Nel caso specifico del copyright, non c'è nessuna rappresentanza elettorale che consenta di arrivare alla riforma del copyright (per chi voto se voglio questa riforma?). I cambiamenti sono arrivati perché la pressione sociale dei "ribelli" ha fatto capire alle industrie che l'anticopia e la repressione non funzionano (vedi Steve Jobs e la sua lettera aperta al'industria della musica) e i fallimenti dei sistemi anticopia hanno punito soltanto gli utenti onesti.

Più in generale, è scorretto argomentare che una legge va rispettata in quanto legge. Se così fosse, gli italiani avrebbero dovuto rispettare le leggi razziali.

Inoltre dovresti chiederti, secondo me, qual è il danno al titolare del copyright se io acquisto la sua copia lucchettata dal DRM e poi tolgo il lucchetto, uso la copia sprotetta e la tengo per me. Eppure questo, in molti ordinamenti, è reato.
Caro Paolo,
Ti ringrazio per la risposta, densa di spunti, che in parte mi aiuta a capire dove sbaglio, e in parte si presta ad alcune repliche.
Diciamo che hai ragione nel considerare la mia precedente posizione troppo idealista: accetto la critica e faccio un passo indietro; occorre più pragmatismo nell'esaminare una questione così complessa.
Nello stesso tempo, puoi riconoscere che la tua posizione, che esprimi assolutamente in buona fede quando dici che gli strumenti giuridico-politici hanno fallito del tutto, deve essere un po' ricalibrata. La soluzione giuridica è certamente lentissima e i nostri ordinamenti sono indietro, ma tu stesso riconoscerai che è un po' qualunquista pensare che il nostro parlamento sia composto solo da mille incapaci (non penso infatti che sia la tua posizione). Io penso che la soluzione legislativa arriverà in ritardo, ma arriverà.
Infine, due considerazioni:
1) la disobbedienza come strumento politico, in effetti può esistere, anche nel caso del copyright (e qui riconosco nuovamente di essere stato troppo rigido prima), però è fondamentale che essa avvenga in modo collettivo, perché abbia valore politico. Voglio dire: se una persona non paga le tasse, è solo un evasore e un imbroglioe che non sta alle regole; se un milione di persone si organizzano per non pagare una tassa ingiusta, e lo fanno in modo coordinato, pubblicizzando la cosa, allora la cosa può avere un effetto. Lo stesso discorso può valere per il copyright: un singolo che duplica ebook è solo un cittadino poco onesto; un collettivo che dichiara che tutti i suoi componenti duplicano ebook (anche assumendosene le conseguenze), ha un forte valore politico e può portare conseguenze importanti per il superamento di leggi ingiuste.
2) Esistono già oggi molti modi in cui si è risolto il problema legalmente. Cito il caso di youtube, che ha fatto un accordo con la SIAE (e le omologhe degli altri Paesi) per cui, se un utente carica un video coperto da copyright, questo non viene rimosso, ma viene aggiunto "d'ufficio" un banner pubblicitario i cui proventi vanno alla SIAE, rendendo perfettamente legale il sistema, e disturbando in proporzione pochissimo gli utenti. Questo è solo un esempio, per dire che si possono fare passi avanti nell'alveo della legalità, ed è peraltro un esempio molto interessante, perché in questo caso l'impasse è stata superata senza nessuna modifica legislativa (quindi anche nella chiave pessimistica di cui parlavi tu), bensì solo in forma, diciamo, "contrattuale". Grazie a ciò, caricare musica su youtube, anche da parte di un semplice cittadino, non è illegale, e non è illegale fruirne. Non mi pare poco.
In conclusione, penso che il problema del copyright possa e debba essere superato, in tre modi: 1) se si riesce, attraverso modifiche legislative (processo iper-lento e scoraggiante, è vero); 2) attraverso forme contrattuali legali e risolutive (il caso youtube docet); 3) come extrema ratio, attraverso azioni di protesta, purché collettive e politicamente significative.
Invece, la singola persona che duplica un file coperto da copyright tra sé e sé, è e rimane solo una persona che non rispetta le leggi e non aiuta in nessun modo a cambiare le cose in meglio, come chi evade le tasse o non paga il biglietto del bus.
Questo è il mio punto di vista, ovviamente. Comunque ti ringrazio, perché mi hai aiutato a svilupparlo meglio e forse ad essere un po' meno radicale di quanto fossi in partenza. Ti invito nello stesso tempo a valutare se puoi accogliere anche parzialmente questa visione delle cose.
Sì, ma come la mettiamo se la copia è funzionale alla fruizione del contenuto (audio, testo, ecc..) che ho comprato pagandolo?

Per esempio compro un cd musicale per ascoltarlo in auto e me ne faccio una copia tenendo l'originale a casa mia.
la questione della "licenza di utilizzo" potrebbe diventare molto più importante
quando al posto del software si sostituiscono i medicinali o il codice genetico.
Ad esempio l'India (superpotenza nucleare) ha risolto brillantemente qualsiasi
contenzioso con gli USA : non paghiano più nessun brevetto e basta.
il resto della storia nel link.
Laboratori_Indiani

@ Il Lupo della Luna,
Per esempio compro un cd musicale per ascoltarlo in auto e me ne faccio una copia tenendo l'originale a casa mia.
La risposta è semplice: se la licenza mi permette di duplicarlo, lo duplico, se non me lo permette, non lo duplico.
Però, almeno relativamente alla musica, il problema è effettivamente ormai superato. Io non uso CD da almeno dieci anni. Fino a qualche anno fa acquistavo la musica su Itunes, che permette per licenza di scaricare su diversi supporti, dunque non si poneva il problema. Oggi anche l'acquisto di tracce su iTunes appartiene al passato, da qualche anno ascolto musica su spotify. Quando sono in macchina collego l'iphone via bluetooth (anzi, si collega da solo) agli altoparlanti, quando sono a casa collego l'iphone oppure l'ibook al sistema Air-Tunes, e quello che uso è sempre lo stesso mio account spotify, perfettamente legale, dove ascolto tutta la musica che voglio. Sinceramente penso che parlare oggi di "duplicati di un cd", quando i CD sono roba del decennio scorso, sia più o meno come parlare di nastri di inchiostro per macchine da scrivere olivetti lettera 44.
Quindi direi che, almeno per quanto attiene la musica, molte questioni legate al copyright sono ormai da tempo superate da nuovi e più efficaci sistemi perfettamente legali e molto più economici che in passato.
Arcturus,

Oggi anche l'acquisto di tracce su iTunes appartiene al passato, da qualche anno ascolto musica su spotify

Spotify è solo streaming, giusto?

In tal caso, mi stai dicendo che hai "risolto" il problema di avere una tua copia della musica rinunciando a farla :-)

Se smetti di pagare Spotify, hai ancora i brani a disposizione? Se Spotify toglie un brano dalla sua playlist, lo puoi ancora ascoltare? Mi pare di no. In tal caso sei alla loro mercé. Stai noleggiando della musica che non sarà mai tua.

Pensa alla stessa cosa applicata ai libri. Un dittatore, o anche semplicemente un Facebook o Amazon o iTunes qualsiasi, ci va a nozze con l'idea della revocabilità di un libro. Facebook decide che "1984" di Orwell è inadatto? O che la versione originale di "I Viaggi di Gulliver", con le scene erotiche, non è accettabile? Perfetto: un clic e non c'è più. Sparisce dalla tua biblioteca (Amazon l'ha già fatto). Non è mai esistito. I tuoi figli non sapranno mai che c'è stato.

Come, non sapevi della versione originale di Gulliver? Appunto :-)
Euro fascysm,

La situazione mi sembra un po' più complessa della tua succinta analisi. Ti suggerisco di rileggere lo stesso articolo che hai linkato.
Arcturus,
Spotify è gratis in streaming, ma la versione a pagamento permette di ascoltare off-line. Tuttavia, esattamente come per i libri, le tracce restano di proprietà di spotify e sono ascoltabili solo all'interno del client spotify. Quindi non vale quello che dici e se Spotify decide di ritirare una traccia questa non la potrai ascoltare più, a meno che tu non l'abbia - illegalmente - scaricata.
Paolo,
Perdonami, ma il tuo discorso è un po' astratto. Io con spotify ascolto la musica che mi piace gratis, legalmente, senza che finora nessun brano sia stato tolto, e se anche un brano venisse tolto pazienza, in tal caso lo acquisto su iTunes.
Non capisco (davvero) che cosa ci sia di male in questo mio approccio.
Arcturus wrote:

"@ Il Lupo della Luna,
Per esempio compro un cd musicale per ascoltarlo in auto e me ne faccio una copia tenendo l'originale a casa mia.
La risposta è semplice: se la licenza mi permette di duplicarlo, lo duplico, se non me lo permette, non lo duplico."

Semplice? Non direi. Commpri un CD e sull' esterno della confezione ci sono i termini di una licenza?
La licenza, posto che esista, è a termini di legge nel nostro paese oppure contiene clausole vessatorie che la invalidano?
Quando non c'è la licenza, come faccio a sapere se posso o meno duplicarlo su un supporto diverso? (sullo stesso tipo di supporto si può).

"Però, almeno relativamente alla musica, il problema è effettivamente ormai superato. Io non uso CD da almeno dieci anni.".
Visto che TU non usi CD da almeno 10 anni il problema è superato? Allora visto che TU non pirati, pure la pirateria è un discorso superato.
Ignora I pirati come ignori milioni di persone che usano un lettore CD e che non hanno la più pallida idea di che sia un account spotify per il bluetooth o wireless per l'Air-Tunes.
Poi...Air-Tunes? Sei superato Arcturus ;-)

Inoltre non serve e non deve servire una organizzazione per coordinare milioni di persone a disobbedire ad una legge ingiusta o idiota: la si ignora, non la si rispetta e col tempo l' uno che la ignora diventa 10, 10 diventa 1000, 1000 diventa tutti.
Un paio di esempi mooolto banali: in Francia fino a tre anni fa le donne che non erano a cavallo o in bicicletta non potevano indossare I pantaloni. Legge idiota ed ingiusta...nessuno la considerava. Quando il ministro Najat Vallaud-Belkacem l' ha fatta abrogare dal parlamento francese non ha fatto altro che prendere atto della situazione di fatto.
Se dovessi andare in Massachusetts ed avessi voglia di fare sesso con lei sopra, che faresti, ci rinunceresti oppure faresti una crociata internet per essere milioni a fare sesso illegale, oppure semplicemente te ne infischieresti della legge?

Non fraintendermi: in linea di massima sono d' accordo che le leggi debbano essere rispettate, ma non sempre.
Poi, mal che vada le eludi: vedasi "equo compenso" sui CD (sono un dinosauro ed ho ancora in casa non solo lettori CD, ma pure radio e, mi vergogno quasi a dirlo GIRADISCHI, un macchinario che adpopravamo ne lo tardo medioevo per audire melodie): basta acquistarli all' estero badando a non oltrepassare, spese di spedizione incluse, i 22€.
Tutto perfettamente legale.

Non mi vergogno a dire che ho scaricato in internet alcuni libri altrimenti introvabili (e visto che mentre scrivevo è arrivata la risposta di Paolo aggiungo che lo rifarò al più presto per i viaggi di Gulliver), l' ho fatto per tutti i libri di Terry Brooks (di cui ho ovviamente anche l' edizione cartacea) ed in generale per tutti i libri che mi sono particolarmente piaciuti, che non riesco a ritrovare in libreria o negli scatoloni o che mi fa comodo avere sottomano.
Forse è illegale, francamente me ne infischio (e pure non pago la SIAE per questa citazione).



Ciao

Carson
Paolo:

"Più in generale, è scorretto argomentare che una legge va rispettata in quanto legge. Se così fosse, gli italiani avrebbero dovuto rispettare le leggi razziali. "

anche io sono "contro" certi DRM, ma quello che scrivi è sconvolgente !
Chi dovrebbe decidere quale legge va rispettata e quale no ?

Se una legge è contraria ai miei ineteressi/principi/morale allora posso decidere di non rispettarla ?
Esempi a caso:
- il cacciatore appassionato non trova eticamente discutibile sparare a qualsiasi animale si muova nel suo campo visivo: perchè dovrebbe rispettare il divieto di caccia in quanto legge ?
- lo spacciatore di droga non trova niente di eticamente sbagliato nel guadagnare vendendo roba: perchè dovrebbe rispettare il divieto di spaccio di stupefacenti in quanto legge ?

Si potrebbe andare avanti all'infinito..


@ Furbocane

Senza voler fare ragionamenti complessi, il risultato è che gli Indiani pagano il superfarmaco
pochi dollari, mentre americani ed europei devono pagare delle cifre proibite.
perlomeno stando alle notizie di questi giornali : In_India_Solo_1$
Siccome molte nazioni occidentali non possono permettersi una spesa sanitaria troppo elevata,
diventa evidente che rispettando "la licenza di utilizzo", è possibile curare solo una piccola parte di malati.
Dunque a conti fatti sembrerebbe che il terzo mondo stiamo diventando noi.
Euro Fascysm,

Facevo riferimento al fatto che in molti Paesi non è stato accettato il brevetto perché non risponde ai requisiti per la proprietà intellettuale o, se più piace, per l'invenzione.

Questo sembra offrire un grande appiglio alla sanità indiana.

Almeno questo è quanto ho capito.
Carson,

le tue osservazioni sono assolutamente valide, però almeno su alcune di esse mi sento di controreplicare.

Semplice? Non direi. Commpri un CD e sull' esterno della confezione ci sono i termini di una licenza?

Beh, il discorso vale per tutte le leggi. Il cittadino non è tenuto a conoscerle a memoria, ma ha il dovere civico di avere un buon livello di informazione. I termini di licenza non sono scritti nel CD, ma basta informarsi un po' nel sito della SIAE per conoscerli. Nel caso dei software è tutto molto più semplice: la licenza ti compare davanti quando lo installi e puoi/devi tranquillamente leggerla. Nel caso dei libri (almeno in quelli scientifici) in genere è scritto nelle prime pagine che in base alla legge attuale si può fotocopiare liberamente al massimo il 15%. Quindi non è che i termini del copyright siano così occulti.

Visto che TU non usi CD da almeno 10 anni il problema è superato? Allora visto che TU non pirati, pure la pirateria è un discorso superato.

No: dicevo che è superato nel senso che oggi esistono per tutti soluzioni che permettono di ascoltare musica legalmente e gratis (cioé, esistevanono anche prima, si chiamava "radio", ma oggi ciò è possibile anche per la musica "on demand"). Non solo per me, ma per tutti, direi.

ignori milioni di persone che usano un lettore CD e che non hanno la più pallida idea di che sia un account spotify per il bluetooth o wireless per l'Air-Tunes.

Dunque, non è che ignoro chi usa un lettore CD, semplicemente lo trovo irragionevole. Ci sono tecnologie più avanzate, gratuite per tutti (o a prezzi altrettanto accessibili dei CD), non è che devo preoccuparmi dei retrogradi che loro sponte continuano a usare tecnologie ormai preistoriche.

Inoltre non serve e non deve servire una organizzazione per coordinare milioni di persone a disobbedire ad una legge ingiusta o idiota: la si ignora, non la si rispetta e col tempo l' uno che la ignora diventa 10, 10 diventa 1000, 1000 diventa tutti.

Invece direi di sì, serve. Se singole persone evadono le tasse sono evasori fiscali, se un'associazione promuove il non pagare una tassa, è una efficace azione politica. E così è per qualunque legge ingiusta (e ce ne sono tante, fra cui anche quelle sul copyright, che come ho già detto osservo ma non condivido).

Un paio di esempi mooolto banali (...)

Secondo me sono esempi che non calzano tantissimo, perché riguardano norme di moltissimo tempo fa rimaste solo formalmente vigenti. Il copyright e la diffusione della proprietà intellettuale invece è un problema del presente, e le leggi in questione sono di questi anni.

Non fraintendermi: in linea di massima sono d' accordo che le leggi debbano essere rispettate, ma non sempre.

Hai ragione, infatti un terreno d'intesa lo troviamo ne sono certo. Qui magari stiamo estremizzando un po' le posizioni.

(e pure non pago la SIAE per questa citazione).
In base alla Convenzione di Berna la citazione è libera! :-)
Templaro Secolari wrote:
"Chi dovrebbe decidere quale legge va rispettata e quale no ?

Se una legge è contraria ai miei ineteressi/principi/morale allora posso decidere di non rispettarla ?"

TU.
SI.
Se lo fai per i tuoi interessi sei quell tipo di persona di cui parlava Arcturus.
Se invece lo fai perchè lo ritieni contrario alla tua morale o ai tuoi principi e ne accetti le conseguenze, non ci vedo nulla di male.
Se infine lo fai perchè lo ritieni contrario alla tua morale o ai tuoi principi e ne rifiuti le conseguenze, o peggio le fai pagare ad altri, preferisco non commentare per non correre il rischio di essere bannato.

Ciao

Carson
@ Templaro Secolari

Se una legge è contraria ai miei ineteressi/principi/morale allora posso decidere di non rispettarla ?

Assolutamente no. Quello che conta non è cosa al legge proibisce, ma per quale motivo è stata fatta, quali erano i suoi scopi e se quegli scopi sono condivisi.

Non rispettare le regole che non fanno comodo significa non rispettare l'esistenza stessa di regole.

Tuttavia, dovresti chiederti perché rispetti una legge? Perché sei d'accordo cone essa? Perché l'autorità che l'ha emessa rappresenta te e i tuoi valori di base, anche se la legge non ti piace? Perché la legge ti viene imposta con la forza?

Putrtoppo la maggior parte delle volte le persone rispettano la legge per imposizione (inclusa la paura della punizione) o per consenso con la legge, quasi mai perché aderisce ai valori a cui la legge è ispirata.

E invece sono quelli che soli possono determinare la libera adesione alle leggi e il loro rispetto.

Costringi le persone, e saranno servi che troveranno mille scappatoie, a seconda del loro comodo e senza preoccuparsi della validità della legge (un po' come gli italiani, insomma), oppure convincili che quelle leggi siano giuste a prescindere (e avrai una teocrazia fatta prima o poi di ingiustizie cieche, per esempio).

Ma in nessuno di questi due casi avrai l'unica cosa fondamentale: persone capaci di confrontare la legge con l'adesione della legge a dei valori di base condivisi, che farnno rispettare le leggi intelligenti e tralasciare le idiozie.

Il tuo valore di base è che in camera da letto, tra persone consenzienti, puoi fare più o meno quel che ti pare? La legge del Massachusetts è idiota e non sarà rispettata.

Il tuo valore di base è che devi remunerare l'autore di un brano? Pagherai una adeguata quota-parte del prezzo all'autore, ma ti rifiuterai di farlo se quella quota-parte verrà incassata da una società di dubbia morale e oscura gestione e mai versata all'auotre, o te ne fregherai quando il pagamento dei diritti supererebbe l'intero incasso della tua rappresentazione.

Il tuo valore di base è che la conoscenza appartiene a tutti e che quando acquisti un'opera la stai acquistando, non noleggiando a un prezzo esobitante? Ti farai una copia dell'opera, e che Spotify abbassi i prezzi, se vuole che io noleggi e basta.

Il tuo valore di base è che quando -acquisti- un'opera nessuno ha il diritto di revocarti i diritti di possederla, conservarla, copiarla per uso personale, prestarla o farne fruire un tuo amico o familiare insieme a te? Toglierai i lucchetti al DRM.

Il tuo valore di base è che nessuno debba avere il diritto di modificare il passato per evitare il rischio di esercitare opere di propaganda, riscrittura della storia, damnatio memoriae, censura? Un'opera dovrà sempre restare pubblicamente disponibile in tutte le sue versioni, soprattutto le prime che poi siano state emendate (e un'opera non dovrebbe essere emendata, come regola generale). Magari in un posto chiamato "biblioteca".

--

La domanda fondamentale non è dunque: "cosa dice la legge?", quella è una domanda pragmatica. Le domande fondamentali è: "qual è lo scopo che deve essere raggiunto? Qual è la giustizia? Perché? Qual è il valore di base che deve essere rispettato? Come si diffonde liberamente un pensiero onesto, assennato e lungimirante sull'argomento?"



Il problema è cosa accadrebbe se TUTTI seguissero l'esempio indiano.

Cioè da un lato ci si lamenta perché i cinesi non rispettano i brevetti.

Dall'altro non si considera che gli investimenti per l'innovazione in medicina hanno bisogno di ingenti quantità di denaro, soprattutto per le malattie meno comuni.

Io non so come rispondere a questa domanda. Ma francamente trovo ingenuo guardare all'esempio indiano come ad un sistema applicabile ovunque. Probabilmente bisognerebbe riuscire ad imporre alle case farmaceutiche condizioni ragionevoli volta per volta. Ma chiaramente sogno.
Tornando al mio esempio, se non posso fare una copia per non danneggiare l'originale che, ricordo, ho pagato salato, alla fine non compro il cd, così danneggio me che non l'ascolto, il produttore del disco e gli artisti.


Posso valutare e magari lo prendo in download digitale sul sito di un noto motore di ricerca che mi consente di fare una copia.
"qual è lo scopo che deve essere raggiunto? Qual è la giustizia? Perché? (...)"

Dopodichè torni a "Cosa dice la legge?" ed scoppi a piangere.
@Carson

Capisco la tua controreplica e mi sento di condividerla, specialmente il secondo punto: se io decido "in mia coscienza" di non obbedire ad una legge, non avrò di che lamentarmi quando eventualmente ne sarò chiamato a rispondere delle conseguenze.

La mia osservazione a Paolo riguardava però un altro aspetto: forse mi sono spiegato male io, ci riprovo: Paolo argomenta Arcturus sostenendo che poichè i DRM si sono dimostrati sostanzialemnte inefficaci nei confronti della protezione dei contenuti ed hanno finito per creare problemi solo agli acquirenti onesti (cose di cui sono convinto anche io), ALLORA (e qui non concordo) è lecito per un utente (che non possiamo però definire "onesto", visto che sta violando scientemente la legge) aggiri tali DRM perchè intanto "non danneggia il detentore dei diritti" fino almeno che la copia sprotetta non viene condivisa con altri.

Ragionando analogamente, allora è assolutamente legittimo sostenere che (secondo la logica di cui sopra) se non ho intenzione di spendere 7 Euro per andare al cinema, sono autorizzato a scaricare una copia pirata del film che mi piace tanto e vedermela di straforo a casa, perchè tanto il detentore dei diritti non ne ha avuto alcun danno (NON SAREI MAI ANDATO AL CINEMA SE NON LA AVESSI SCARICATA).
Stesso discorso per musica, videogames, eccetera ...

Insomma, per quanto odioso possa essere nei confronti dell'utenza onesta, io sostengo che se un detentore dei diritti di un'opera decide che che la compra la può fruire "solo di giovedì, se piove ma non nevica, esclusivamente seduto in auto e con un tablet con lo schermo monocromatico", allora io posso solo fare legittimamente due cose: ACQUISTARLA e fruirne come ha deciso il proprietario, opopure NON ACQUISTARLA.

Anche la disamina finale di Paolo sulla "revocabilità" dell'informazione non mi convince. La "versione originale dei viaggi di Gulliver" ha un "proprietario" ? Allora costui ne può decidere vita, morte e miracoli, anche di farla sparire per sempre. Chi decide che un'opera dell'ingegno non è più nella disponibilità del suo autore o detentore dei diritti ?

Solo pochi giorni fa il writer Blu ha distrutto parecchie sue opere (considerate opere d'arte a livello internazionale, mi pare), perchè non voleva che fossero esposte in una mostra dedicata al genere.
Non è esattamente lo stesso ?




@SirEdward

Quanto scritto sopra si aggancia in un certo senso anche al tuo commento: quando un'opera dell'ingegno cessa di diventare "bene di consumo" e diventa invece "bene culturale" (o "patrimonio dell' umanità" per citare un termine in voga) e quindi deve poter essere estrapolata dal rispetto delle leggi sul diritto d'autore (almeno nell'accezione dei DRM ?).

Le leggi non sono solo costituite dal divieto secco, ma anche da un principio ispiratore e uno scopo, un interesse da tutelare. Il problema se seguire o meno una legge sta anche nel fatto che io continuo a tutelare l'interesse che va difeso, e molto probabilmente uno verrà perseguito non tanto nel caso della violazione formale della norma, quanto nella lesione dell'interesse da tutelare. Poi evidentemente ci potrebbe essere un interesse che io non riconosco e allora davvero scado nella ribellione (ad esempio non seguire le leggi razziali), ma questo è un altro campo.
Tornando al nostro esempio, i DRM avrebbero come scopo tutelare la proprietà intellettuale che costituisce il modo con cui gli autori comperano il cappottino per i loro bimbi. E' chiaro che la lesione di questo interesse avviene nel momento in cui uno distribuisce l'opera una volta che è stato tolto il lucchetto digitale. Non mi risultano perquisizioni di ebook (lo uso quotidianamente sul treno) al fine di verificare la presenza o meno di DRM sui libri che uno legge. Ricordiamo che la licenza d'uso è una fonte normativa assia più debole della legge, e dubito davvero che la legge ti persegua per una violazione formale dell'ultimo rigo della licenza, che potrebbe anche essere la cessione dei diritti sul primogenito senza che nessuno se ne accorga.
Paolo afferma che l'uso di blocchi tecnologici per proteggere il legittimo diritto, tutelato dalle norme di tutto il pianeta, di essere compensati per le opere che si sono prodotte, è stupido, inutile, e controproducente. Io concordo in pieno, e anche io per prima cosa libero gli ebook che acquisto, e lo ammetto, li scambio con mia moglie.
Liberare da un DRM un ebook non è protesta civile, lo è impedire che i nazisti prendano gli ebrei; liberare dal DRM un ebook è un modo di proteggere il proprio acquisto che non danneggia nessuno.
Comunque, all'atto pratico, se io voglio ascoltare della musica una tantum magari spendendo meno, non mi pare un assurdo noleggiare la possibilità di ascoltarla, così come solo pochi anni fa si noleggiavano cassette e dvd. Quello che servirebbe è una maggiuore chiarezza che non può essere sempre nidificata in 4000 righe di licenza d'uso.
Lupo della Luna

(accantonando ora il discorso sulla necessità di osare oggi CD)

se non posso fare una copia per non danneggiare l'originale che, ricordo, ho pagato salato

Prima ho detto che dipende dalla licenza, in effetti ero stato sbrigativo, questo vale se devi fare copie per altre persone, ma una copia per te stesso al fine di non danneggiare l'originale la puoi sempre fare. È la famosa "copia privata", perfettamente lecita. Talmente lecita che quando compri un qualunque cd vergine una parte dei proventi va alla SIAE (a prescindere dall'uso concreto che poi fai del CD) per remunerare la copia privata. Si può discutere sulla bontà o meno della legge (e infatti c'è un amplissimo dibattito tra gli addetti i lavori, che però qui mi pare che si ignora del tutto), ma il fatto è questo: ogni volta che tu duplichi un CD per te stesso,ciò è lecito (anche se la licenza non lo dice espressamente, per legge), e hai anche già pagato la SIAE, e quindi gli autori.
Si può discutere sull'ingiustizia relativa al fatto che questo compenso è pagato anche da chi copra un CD per metterci la musica composta da lui (e sono d'accordo che sia ingiusto, anche se, in proporzione, quanti di voi lo fanno). Ma questo è un altro problema. Il tuo quesito e tutto il tuo ragionamento era basato su un presupposto del tutto fallace (che sia vietata la copia privata).
@Pgc

Dammi i $oldi e ti bollisco melanzane sulla Luna, o ti faccio il vin brulè su Giove.

Sviluppare medicine e strappare il cuore alla quattordicenne principessa di Burgundia son due fra i tanti lavori che vanno affidati a gente che lavora per soldi, se si vuole che vengano fatti bene.

Suonerà cinico, ma ci vuole gente che ***** i cavalli in questi campi, e chi è troppo bucolico ed idealista non può essere uomo (o donna) che ***** i cavalli.
...e come al solito chi pirata ci guadagna e chi compra legalmente ci piglia di bischero... Saro' all'antica ma non riesco a fare a meno del libro di carta...
@Acturus
Se acquisto un ebook (o, che dir si voglia, la licenza d'uso di un ebook), la uso esattamente nei termini in cui le regole me lo permettono. Se posso duplicarlo lo duplico, se non posso duplicarlo non lo duplico. Punto.
Quindi una societa' che decidesse che gli ebrei sono fuorilegge tu andresti immediatamente a denunciare il tuo vicino di casa o addirittura ad autodenunciarti per metterti in regola con la legge? La legge e' fatta da uomini e puo' essere sbagliata. Se un giorno il governo decidesse che i libri dell'opposizione o che trattano argomenti scomodi sono illegali, con il DRM farli sparire sarebbe semplicissimo e rapidissimo. Cosa non possibile con libri senza DRM o cartacei. Ti rendi conto del problema culturale?
Inoltre il DRM non sara' eternamente supportato, quindi tra 50 anni un libro protetto sara' perfettamente illeggibile, cosa tramanderemo ai posteri?
"Chi pirata ci guadagna" si sente sempre ma cosa ci guadagna, di preciso?
@ Templaro Secolari


quando un'opera dell'ingegno cessa di diventare "bene di consumo" e diventa invece "bene culturale" [...] e quindi [...] estrapolata dal rispetto delle leggi sul diritto d'autore [...]?


Come prima, si tratta di stabilire le note tecniche guardando ai valori; se cerchi di stabilire una differenza tecnica tra diritto di fruizione e diritto d'autore senza guardare ai valori che intendi difendere, finirai perso senza bussola in un oceano indefinito e il tuo tentativo sarà vano.

Il diritto di fruizione è sacro, e il diritto a veder remunerato il proprio lavoro è giustizia. Ne consegue che devi trovare un giusto bilanciamento.

Dove comincia uno e finisce l'altro? Lascia lì un momento la domanda, e vai oltre: quando privilegiare uno dei due comportamenti danneggia l'altro più di quando non favorisca sé stesso? Quello è il limite.

Permettere a qualcuno di fare i milioni su un'opera o di vietarne selttivamente l'accesso ad alcune categorie di persone danneggia la libera fruizione più di quanto avvantaggi l'autore. Allo stesso tempo, poter fruire di un'opera senza pagare mai nulla e costringendo l'autore alla fame danneggia l'autore più di quanto non avvantaggi la fruizione.

Dopo aver guardato la cosa dall'alto, è molto più facile capire dove sta il limite che non trovavi, mi sembra. Lucchettale tutte, se vuoi, ma rendile fruibili a prezzi bassi o molto bassi, e avrai risolto la maggior parte dei problemi. Lasciale libere ma realizza un contatore di accessi e remunera l'autore tramite i fondi delle tasse; anche questo è un modo, magari... e favoriresti anche l'accesso alla cultura.

Soprattutto, non redistribuire i compensi in maniera ingiusta, come fa per esempio la SIAE qui in Italia.
Io sono a favore dell'ebook reader. Portarsi nella tasca posteriore dei jeans infinite jest, shantaram e 2666 è troppo comodo.
Sono a favore anche dei DRM. Soldi a chi scrive, da chi legge, mi sembra pacifico.
Ma sono anche a favore di chi s'ingegna e legge (e ascolta musica) un po' aggratis, poi magari compra un libro "vero" e un vinile quando gli va.
E cmq i miei figli non li vorranno i miei fottuti libri, e nel caso se li potranno ben comprare: sono o non sono soldi spesi bene?
Guido Pisano, abbi un po' di pazienza (te lo dico bonariamente...) rileggi quello che hai scritto e renditi conto che è del tutto assurdo.

Quindi una societa' che decidesse che gli ebrei sono fuorilegge tu andresti immediatamente a denunciare il tuo vicino di casa o addirittura ad autodenunciarti per metterti in regola con la legge?

Ma che c'entra? Stai mettendo sullo stesso piano la violazione dei diritti umani con una legge di ordinaria amministrazione?Una norma da dittatura con una legge presente in tutti i più comuni sistemi democratici? Quindi secondo te siccome posso oppormi ad una legge che stabilisce un genocidio, per le stesse ragionni posso salire in autobus senza pagare il biglietto? Abbi pazienza, ci rifletti ti rendi conto tu stesso che il tuo è un esempio provocatorio, che non sta né in cielo né in terra.

La legge e' fatta da uomini e puo' essere sbagliata.
Ovviamente sì ma, ti sembra un'eresia se ti dico che anche le leggi che personalmente si ritengono sbagliate si devono osservare? Fatta eccezione per le leggi che ledono diritti umani fondamentali (ma non dirmi che il copyright è una di queste), le leggi sono per loro natura unilaterali, anche perché il concetto di "giusto o sbagliato" è sempre opinabile (salvo il caso che ho detto), e proprio per questo esistono sistemi democratici, elezioni, parlamenti, ecc. Contro le leggi sbagliate esistono strumenti di tutela: giudici, corte costituzionale, corte europea dei diritti dell'uomo, elezioni politiche, ecc. Ma non esiste "la legge secondo me è sbagliata e non la osservo". Abbi pazienza: siamo alle basi-basi delle regole di convivenza civile e democratica, se ti opponi a ciò devo ritenere che lo fai solo perché per qualche ragione vuoi avere il gusto di contraddire ciò che dico... fai pure, ma non ne capisco le ragioni.

Se un giorno il governo decidesse che i libri dell'opposizione o che trattano argomenti scomodi sono illegali, con il DRM farli sparire sarebbe semplicissimo e rapidissimo. Cosa non possibile con libri senza DRM o cartacei. Ti rendi conto del problema culturale?

Anche qui abbi pazienza: questo tuo "se i governi..." è degno dei migliori complottismi che in questo sito si avversano, non si incoraggiano. Hai prove che ciò avvenga o stia per avvenire? Che ci sia un piano segreto dei governi per cancella re tutta la letteratura di un certo orientamento, o che ciò sia già stato fatto? Se lo pensi, vai nel club di quelli che dicono che sono stati modificiagti tutti i libri con le foto delle scie chimiche: stai ragionando esattamente come loro. E come tu insegni a loro che la loro teoria di un piano segreto per irrorarci è puro delirio, io isegno a te che, in base a questa stessa logica, l'idea che i nostri governi stiano per cancellare tutti i nostri libri preferiti per cancellare argomenti scomodi è puro delirio (certo, mi dirai, in Corea del Nord può succedere: ma secondo te nell'Europa del 2016 sta per accadere questo? Ma dai...)

Inoltre il DRM non sara' eternamente supportato, quindi tra 50 anni un libro protetto sara' perfettamente illeggibile, cosa tramanderemo ai posteri?

Questo è un problema del tutto indipendente dalla questione dei diritti. Sono d'accordo con te: si può fare tranquillamente pressione perché il legislatore modifichi le norme in ragione di ciò. Pensare che ciò sia impossibile è solo un buon modo per non cambiare le cose. Finché una legge c'è, anche se non ci piace, la osserviamo (altrimenti che facciamo, non paghiamo più le tasse che non ci convincono?). Nello stesso tempo, usiamo tutti gli strumenti che abbiamo per cambiare le leggi (e non ditemi che sono idealista, altrimenti di ciò che è cambiato nelle leggi e nella società negli ultimi decenni sapete veramente poco)
Che poi, riflettendoci, tutti quelli che qua dicono che si possano non-rispettare le norme che non ci piacciono (e per fare ciò mettono sullo stesso piano la violazione dei diritti umani e la violazione delle norme sul copyright, come dire, un genocidio come un biglietto del bus troppo alto), praticamente stanno propagandando la violazione delle leggi per che cosa? Per non spendere 0,99 euro per l'acquisto di un brano musicale? O 3 euro per un ebook? O perché vi da fastidio che di un ebook avete solo la licenza di lettura, e non vi va di acquistarlo cartaceo per averlo come libro materialmente vostro? Per tutto ciò dite "violiamo le norme"? E nessuno accetta l'idea di rispettare queste norme e nel contempo di attivarsi per cambiarle? (e non ditemi che è idealismo).

O forse siete contro il DRM perché pensate che davvero domani ci sarà il complotto universale, finora mantenuto segretissimo, per cancellare tutti i libri scomodi alla sinarchia europea? Ma dài, allora in confronto a voi, tankerenemy.com è un sito super-ragionevole!

Perdonatemi lo sfogo, del tutto amichevole, ma mi sembra che rispetto alla maggior parte delle discussioni di questo sito, che in genere seguo volentieri, qui alcuni di voi stiano davvero deragliando... non so perché lo stiano facendo, ma rendetevi conto che è così.
Questo commento avrebbe dovuto comparire qui, invece ho fatto casino e l'ho messo per sbaglio in un altro articolo. Lo riposto. Sorry

(ho cancellato l'altro)

--

@ Templaro Secolari

parte due

Ragionando analogamente, allora è assolutamente legittimo sostenere che [...] se non ho intenzione di spendere 7 Euro per andare al cinema, sono autorizzato a scaricare una copia pirata del film[...]

Io penso che quello che dici sia sbagliato: in che mondo pagare un'opera e poi toglierle i lucchetti ingiusti è uguale a non pagare per un'opera?

se un detentore dei diritti di un'opera decide che che la compra la può fruire "solo di giovedì, se piove ma non nevica, esclusivamente seduto in auto e con un tablet con lo schermo monocromatico", allora io posso solo fare legittimamente due cose: ACQUISTARLA e fruirne come ha deciso il proprietario, opopure NON ACQUISTARLA.

Sbagliato. Il detentore dei diritti non ha il diritto di vincolare -quando- o -come- io fruisca della sua opera. Non è mica Dio. Quello che dici darebbe la possibilità all'autore di vietarti la fruizione se gli stai antipatico, o se hai la pelle nera e lui è razzista, magari. Ingiusto.

Anche la disamina finale di Paolo sulla "revocabilità" dell'informazione non mi convince. La "versione originale dei viaggi di Gulliver" ha un "proprietario" ? Allora costui ne può decidere vita, morte e miracoli, anche di farla sparire per sempre.

Nope. Un'opera d'ingegno appartiene a tutti tanto quanto all'autore. Non è il solo che può esprimersi sulla cosa. Anche se la sua voce in capitolo è più forte.

Chi decide che un'opera dell'ingegno non è più nella disponibilità del suo autore o detentore dei diritti ?

Un'opera non è -mai- nella sola disponibilità del suo autore. Anche tutti gli altri ne sono proprietari nel momento stesso in cui l'opera è compiuta. L'autore ha ovviamente una voce privilegiata, ed è giusto, oltreché efficiente per averne altre, che possa guadagnarci sopra. Ma l'autore non è Dio.

Solo pochi giorni fa il writer Blu ha distrutto parecchie sue opere (considerate opere d'arte a livello internazionale, mi pare), perchè non voleva che fossero esposte in una mostra dedicata al genere.
Non è esattamente lo stesso ?


Assolutamente no. Blu ha distrutto le opere perché non voleva che fossero strappate al loro ambito naturale, alla portata gratuita di -tutti- e rinchiuse in un museo, alla portata -pagante- solo di alcuni, e perché non voleva che qualcuno di potente guadagnasse sulle sue opere.

Blu ha cancellato le sue opere -esattamente- per -contrastare- la visione dell'arte e della proprietà dell'opera che tu hai.

Puoi dire che ha fatto bene, che ha fatto male, ma le sue motivazioni sono quelle. La sua volontà non era che qualcuno che gli sta antipatico ne fruisse, ma che qualcuno che gli sta antipatico -guadagnasse- con le sue opere.
@Acturus
e' il rispetto pedissequo della legge che contesto. Tu dici che la Legge va rispettata sempre e comunque. Io ti dico che la Legge va rispettata solo quando e' moralmente accettabile. Se la legge va contro quelli che sono i miei valori, e' giusto non rispettarla, e pagarne le conseguenze.
ma non dirmi che il copyright è una di queste)
Tutelare l'autore e' un conto, vessare gli altri in nome di un presunto diritto e' un altro. Perche' una copia deve sparire dalla circolazione perche' il suo autore ha deciso che non la vuole piu' vedere aggiro (si' il diritto d'autore prevede anche questo, solo che coi libri cartacei era leggermente impossibile). Il DRM non tutela gli utenti onesti, anzi li punisce, perche' rende loro meno fruibile un contenuto per il quale hanno pagato. Mentre gli utenti "disonesti" non hanno nessuna limitazione di nessun tipo. Il DRM e' un attentato alla cultura (BBC chiede aiuto ai videopirati giusto per citartene una) perche' lega un certo contenuto ad una certa piattaforma, che tra 10/20/30/50 anni potrebbe non essere piu' disponibile. Tu riusciresti ad aprire oggi un file fatto con works? Non riesci ad aprire un file del 98 ma riesci a leggere una stele di 3000 anni fa... Capisci la differenza?
o. Hai prove che ciò avvenga o stia per avvenire?
Ho prove che sia avvenuto in passato. Ho le prove che la censura esista attualmente (non in Italia). Il fatto e' che un libro "protetto" e' facilissimo da fare sparire. Mentre la sua copia libera no. Questa e' la differenza. La pirateria contribuisce alla diffusione della cultura, perche' permette la libera circolazione delle opere. Il DRM no. Pensa cosa sarebbe della nostra cultura se nessuno avesse potuto copiare le opere degli autori romani, o la Divina Commedia...
Finché una legge c'è, anche se non ci piace, la osserviamo (altrimenti che facciamo, non paghiamo più le tasse che non ci convincono?).
Disobbedienza Civile - l'importante e' essere consapevoli che esistono delle conseguenza e risponderne e non fare all'italiana...
O forse siete contro il DRM perché pensate che davvero domani ci sarà il complotto universale, finora mantenuto segretissimo, per cancellare tutti i libri scomodi alla sinarchia europea? Ma dài, allora in confronto a voi, tankerenemy.com è un sito super-ragionevole!
Non credo in nessun complotto, ma il DRM e' uno strumento di censura potentissimo in mano a chi ne voglia abusare. Tu dici che nella liberissima europa certe cose non succedono? Infatti HackingTeam non era mica in Italia...
strumenti che abbiamo per cambiare le leggi
e quali sarebbero questi strumenti? Inoltre come prevedi di poter tramandare ai posteri la cultura attuale senza violare il diritto d'autore e senza rimuovere eventuali DRM?
Sir Edward...
scusami ma mi fai cascare le braccia...
sembra che parli sulla base del senso comune senza conoscere bene la materia... quanti libri sul diritto d'autore hai letto?
Hai mai sentito parlare dell'art. 2680 del codice civile? Ti è mai capitato, così per caso, di dare uno sguardo alla legge 633/1941 (ovviamente aggiornata)? Sai che nella licenza è possibile porre condizioni, e quali sono i criteri giuridici in base a cui un giudiuce può ritenere una condizione discriminatoria oppure no? (sulla base di ciò che hai scritto la risposta è "no"). Scusami, ma ciò che dici sta alla materia di cui stiamo parlando quanto il discorso di uno che afferma che la luna è di cartone sta ad un trattato di astronomia.
Per parlare di una materia qualunque non dico che bisogna essere degli accademici, ma almeno aver letto qualche libro e non dire solo cose ad intuito, questo sì...
@SirEdward

Beh però scusa, nel tuo ultimo post sostieni una cosa e poi subito dopo la neghi... se dici che "Un'opera d'ingegno appartiene a tutti tanto quanto all'autore .." e "Il detentore dei diritti non ha il diritto di vincolare -quando- o -come- io fruisca della sua opera" , allora non puoi poi dire che Blue, che ".. ha distrutto le opere perché non voleva che fossero strappate al loro ambito naturale .." fosse in diritto di farlo.

Se l'opera di Blu è di tutti, e "Il detentore dei diritti non ha il diritto di vincolare -quando- o -come- io fruisca della sua opera" allora Blu -secondo il tuo stesso ragionamento- non può decidere di cancellarla perchè non è d'accordo di come gli altri ne fruiscono.

Sull'esempio "del cinema" invece (".. penso che quello che dici sia sbagliato: in che mondo pagare un'opera e poi toglierle i lucchetti ingiusti è uguale a non pagare per un'opera?"), hai interpretato male la frase: l'esempio lo facevo per evidenziare l'incongruenza del ragionamento di Paolo, quando dice che non è "immorale" togliere il DRM ad un libro acquistato, perchè in fondo l'autore non ne ha un danno economico: anche nel mio esempio, SE IO NON VADO MAI AL CINEMA PER NESSUN MOTIVO (perchè sono agorafobo, perchè non ho i soldi, per qualsiasi altro motivo), allora nessuno può sostenere che se guardo un film scaricato a scrocco, il detentore dei diritti ne ha un danno economico, perchè MAI SAREI ANDATO A VEDERLO PAGANDO .... (è chiaramente un esempio estremo, ma il ragionamento è perfettamente logico).

E comunque anche l'esempio del DRM di Paolo è fallace: se il detentore dei diritti del libro decide che posso usufruirne solo io sul mio lettore, togliendo il DRM lo rendo potenzialmente fruibile ad altri (fosse anche mia moglie sul "suo" lettore), quindi è una mancata vendita->danno economico.

Lascia da parte le considerazioni su quanto sia "ingiusto" tutto questo: come dice giustamente Arcturus, una cosa sono gli alti principi morali umani, ma qui stiamo parlando di meri principi microeconomici.
@SirEdward

Se compero un libro posso farne quello che voglio, se compero una licenza di lettura il detentore dei diritti sul libro può stabilire quello che più desidera.

Secondo il diritto vigente il detentore dei diritti di un'opera può limitarne la fruizione, più o meno come desidera.
Se detengo i diritti di un film posso decidere che tu puoi trasmettere il MIO film solo sulla paytv e solo negli stati uniti. Se detengo i diritti della partita Bayern-Roma tu Televisione Svizzera puoi trasmettere in streaming, ma solo all'interno della Svizzera.
Oppure tu Google puoi mettere in linea il mio libro, ma solo alcune pagine.
E se io domani compero "I Girasoli" di Van Gogh posso, se voglio, dargli fuoco per fare una grigliata.
E se sono l'autore posso ritirare l'opera, per gravi motivi morali, e impedirne la diffusione e pubblicazione.

Se poi tutto questo sia giusto, oppure no, è un altro ordine di problemi.

Quello che io penso è che nella commercializzazione delle licenze digitali, ci dovrebbe essere molta più trasparenza.

Compro una licenza che ha dei limiti? Bene!
Dimmi chiaramente ed esplicitamente (non "compra" sul bottone di acquisto e tante piccole clausole in piccolo da qualche parte....) quali sono questi limiti, effettivi ed eventuali, e dimmi quanto costa.
Se mi piace te lo compero.
Altrimenti no.

Sul DRM.
Se il DRM è inutile per i pirati e dannoso per gli onesti, e volete che sia tolto, boicottatelo. Non comprate prodotti protetti con il DRM che non vi piace.
E fate una campagna di opinione per la libera circolazione delle idee e dei prodotti culturali.
Comprare un ebook e togliere il drm è un comportamento, prima che illegale, sterile.
Io, personalmente, i libri con DRM non li compro.
Solo libri cartacei.
Sono anche un eccellente copmplemento di arredo. :-)

Saluti

@Arcturus
Perdonatemi lo sfogo, del tutto amichevole, ma mi sembra che rispetto alla maggior parte delle discussioni di questo sito, che in genere seguo volentieri, qui alcuni di voi stiano davvero deragliando... non so perché lo stiano facendo, ma rendetevi conto che è così.

Io credo, invece, che la discussione stia viaggiando su due binari paralleli.

Tu affermi, giustamente, che andrebbero seguite le regole anche per cambiare le regole (una legge non va bene? si fa una raccolta firme, si presenta la mozione a un rappresentante e così via); altri affermano che, in realtà, siccome le leggi non sono fatte mai (o quasi mai) seguendo principi universali di equità e giustizia il modo migliore per forzare la mano e farle cambiare è quello di disobbedirvi.

La disobbedienza diffusa fa sì che il legislatore senta la pressione politica dei cittadini contro quella legge e la cambia.

C'è da dire che il cambiamento non sempre va nella direzione che vorrebbero i cittadini (quello avverrebbe se si seguisse l'iter corretto che tu stesso hai indicato), specialmente se lede interessi economici o esigenze di bilancio.

La riforma del canone RAI è uno di questi "cambiamenti" che non vanno nella direzione voluta dalla gente. La grossa evasione (a detta della RAI) del canone unita all'avversione generale verso un balzello versato in cambio di nulla ha fatto sì che venisse incluso all'interno di qualcosa che, bene o male, paghiamo tutti: la bolletta elettrica.

Concludendo, secondo me, avete ragione entrambi: entrambi sono modi per cambiare una legge ritenuta ingiusta.

Il metodo tuo (seguire le regole) porta a risultati migliori (il cittadino dice cosa cambiare, il perché e proporre come modificare) ma richiede dispendio di risorse da parte del cittadino, risorse che spesso (per pigrizia, per ignoranza, perché non ha la forza di raccogliere firme o di organizzare iniziative simili) e tempi più lunghi.

Il secondo metodo può portare a reazioni imprevedibili da parte del legislatore (come quella del canone RAI) ma porta benefici nell'immediato (sblocco l'ebook, compro un CD e lo passo sulla chiavetta o sul computer per ascoltarlo dove voglio) con dispendio di impegno e risorse quasi nullo.

Forse usarli entrambi non sarebbe male: parto dalla disobbedianza e finisco colla raccolta delle firme per seguire le regole che noi stessi ci siamo date.
@Guastulfo
C'è da dire che il cambiamento non sempre va nella direzione che vorrebbero i cittadini (quello avverrebbe se si seguisse l'iter corretto che tu stesso hai indicato), specialmente se lede interessi economici o esigenze di bilancio.
decisamente vero, ma c'e' un'altra esigenza, piu' profonda, quella di tutelare la cultura, e tramandare ai posteri il piu' possibile del nostro tempo. Non puoi aspettare che il legislatore si decida (potrebbe non farlo mai o potrebbe farlo tardi, quando queste opere sono oramai perdute e irrecuperabili). Quindi in questo caso la pirateria e la violazione di eventuali DRM diventa non una scelta, ma un obbligo morale, un atto volto a tutelare il patrimonio culturale, che dev'essere libero e privo di "lucchetti".
@Asimov
Se il DRM è inutile per i pirati e dannoso per gli onesti, e volete che sia tolto, boicottatelo. Non comprate prodotti protetti con il DRM che non vi piace.
E fate una campagna di opinione per la libera circolazione delle idee e dei prodotti culturali.
Comprare un ebook e togliere il drm è un comportamento, prima che illegale, sterile.
Io, personalmente, i libri con DRM non li compro.
Solo libri cartacei.

Anch'io compro solo libri cartacei, non solo per una questione di DRM quanto di gusti, non riesco ad "immergermi" nella lettura su uno schermo non quanto riesco su un libro "vero" almeno.
Pero' la cosa non e' sempre possibile. Per i libri si, ma una canzone o un film in analogico e' quasi impossibile da trovare, ed altrettanto quasi impossibile da trovare senza "lucchetti". Cosa fai in questo caso? Inoltre devi essere realistico, tu puoi anche evitare di boicottare il prodotto "allucchettato" ma il resto della gente preferira' la strada "breve". Il DRM non impedisce la pirateria e' un dato di fatto. I pirati ci saranno sempre e comunque, e piu' si metteranno lucchetti e sistemi che penalizzeranno gli utenti onesti piu' si incentivera' la pirateria. Leva lucchetti ed offri un prodotto migliore ad un prezzo decente questa e' la strada...
Guido Pisano,
Guastulfo,

Vi ringrazio per i chiarimenti. Mi sa che riusciamo a trovare un terreno di intesa, dopo le ultime cose che avete scritto.

Guido dice
"- l'importante e' essere consapevoli che esistono delle conseguenza e risponderne e non fare all'italiana..."

E se la questione è posta in questi termini, io sono totalmente d'accordo.

Distinguiamo due ipotesi.
La prima: chi infrange la legge come forma di protesta, accettandone le conseguenze e pubblicizzando il più possibile sia la sua azione che le conseguenze che ha subìto.
Questa è disobbedienza civile che ha un suo status, diciamo, giuridico-politico. Però dico anche che un'azione di questo tipo di regola è collettiva, non individuale. Se un collettivo si oppone al copyright, lo scrive su tutti i giornali con nomi e cognomi di chi protesta e con un crowdfunfing per le spese legali, senza sottrarsi a nessuna sanzione, e Ponendo in essere anche tutte le misure di azione istituzionale (candidatura alle elezioni, ricorsi alla CEDU, promozione di referendum e così via) va benissimo. Ho stima di queste persone.

La seconda ipotesi è quella di chi infrange la legge perché non gli va, non pubblicizza la cosa, non studia le norme a cui è contrario, spera solo di non essere beccato, vede le sanzioni come una scocciatura e se riesce non paga neanche quelle, e non fa nulla per cambiare le norme. Questa seconda categoria non ha nulla a vedere con la prima ed è composta di pessime persone. È solo a loro che mi riferivo nei commenti precedenti (e mi scuso se non sono stato sufficientemente chiaro).

Siccome mi pare che, sia il che voi ora siamo stati più chiari nel distinguere queste due ipotesi, nel comprenderne la differnenza, é nell'accettare la prima e condannare la seconda (mi confermate che è così?) forse non siamo più così in disaccordo come sembrava.
@ Arcturus


scusami ma mi fai cascare le braccia...
sembra che parli sulla base del senso comune senza conoscere bene la materia... quanti libri sul diritto d'autore hai letto?


Raccoglile pure, perché se ignori la premessa che ho dato al discorso che ho fatto, hai un problema strutturale di rigidità. E' per questo che ti cascano le braccia.

Riprovo:

"Come prima, si tratta di stabilire le note tecniche guardando ai valori; se cerchi di stabilire una differenza tecnica tra diritto di fruizione e diritto d'autore senza guardare ai valori che intendi difendere, finirai perso senza bussola in un oceano indefinito e il tuo tentativo sarà vano.

Il diritto di fruizione è sacro, e il diritto a veder remunerato il proprio lavoro è giustizia. Ne consegue che devi trovare un giusto bilanciamento.

Dove comincia uno e finisce l'altro? Lascia lì un momento la domanda, e vai oltre: quando privilegiare uno dei due comportamenti danneggia l'altro più di quando non favorisca sé stesso? Quello è il limite. "

Capito, Arcturus? Esattamente, quello che mi interessa non è -cosa- dice la legge, ma se essa è giusta o ingiusta.

Le leggi italiane sul diritto d'autore sono rispettose in maniera bilanciata del diritto dell'autore di vedere ricompensato il suo lavoro e del diritto di tutti di fruire di una conoscenza o un'opera di ingegno?

La discussione è questa.

Se tu vuoi inchiodarti alla lettera della legge, inchiodati, ma ti stai strangolando da solo in un mare di stupida ottusità.
@Templaro Secolari

se dici che "Un'opera d'ingegno appartiene a tutti tanto quanto all'autore .." e "Il detentore dei diritti non ha il diritto

Nel senso che le due cose esistono contemporaneamente, anche se nel nostro agire pratico diventano (forse necessariamente) conflittuali.


di vincolare -quando- o -come- io fruisca della sua opera"


Nel senso che non mi può dire "puoi fruire dell'opera solo di martedì stando in piedi".Pensa se ti dicessero che un libro lo puoi leggere solo il mercoledì... E' idiota e ingiusto. Le uniche concessioni ammesse sono per motivi pratici. L'opera può essere vista solo di mercoledì, per limitare il numero di persone ed evitarne il deterioramento a causa dell'umidità...


, allora non puoi poi dire che Blue, che ".. ha distrutto le opere perché non voleva che fossero strappate al loro ambito naturale .." fosse in diritto di farlo.


Distruggendo le opere, Blu ha esercitato il suo diritto d'autore di limitare l'accesso all'opera (in maniera estrema), ma ha al tempo stesso negato il diritto degli altri a fruire dell'opera.

Come dicevo sopra, questi due diritti coesistono anche quando sono conflittuali. Se non riusciamo a vederli coesistere, se pensiamo che possa essere o l'uno o l'altro, ma non entrambi contemporaneamente, siamo ottusi e limitati.

E tuttavia, quello che ha fatto Blu non è la stessa cosa che un autore che distrugga l'opera per non farla fruire a nessuno. Perché le motivazioni sono importanti.

Blu ha creato un'opera (varie, in realtà) di cui -tutti- potevano fruire gratuitamente. L'ha distrutta (le ha distrutte) per evitare che quelle stesse opere venissero prese da qualcuno che ne limitasse l'accesso solo a determinate categorie di persone e ci guadagnasse sopra.

Quella di Blu è una protesta -a favore- del diritto di fruizione di tutti, non -contro-

Dal punto di vista dell'azione, ha fatto esattamente la stessa cosa. Ma la vita non è fatta solo di azioni, è fatta di motivazioni e intenzioni. E' questo che spesso rende il diritto così complicato e soggetto a ingiustizie (con buona pace del rigore manualistico di Arcturus, poco sopra). Uccidere una persona per difenderne un'altra, o per "vedere l'effetto che fa", sono due cose completamente diverse, anche se dal punto di vista tecnico fossero state compiute esattamente nella stessa maniera.

Blu ha esercitato una protesta, molto forte. Ha calpestato un diritto altrui esercitando il suo fino all'estremo, per denunciare chi stava facendo la stessa cosa senza nemmeno esserne l'autore.

E d'altronde era -l'unico- che avrebbe potuto fare una cosa simile. Chiunque altro sarebbe stato un vandalo, perché nessun altro aveva alcun diritto su quelle opere. Nemmeno i curatori del museo che aspirano a -togliere- il diritto di fruizione gratuita a tutti per arrogarsi il diritto di guadagnarci sopra.

Ripeto: se ne può discutere. Ma quello che ha fatto è stato questo. Blu ha schiaffeggiato una mandria di persone addormentate nell'unico modo in cui poteva: mettendole di fronte alla complessità di certe cose, e alla necessità di non lasciarsi vincolare dai regolamenti tecnici, ma dai valori di base su cui quei regolamenti dovrebbero essere scritti.

...continua
...parte due


Sull'esempio "del cinema" invece hai interpretato male la frase: l'esempio lo facevo per evidenziare l'incongruenza del ragionamento di Paolo [...]: anche nel mio esempio, SE IO NON VADO MAI AL CINEMA PER NESSUN MOTIVO [...], allora nessuno può sostenere che se guardo un film scaricato a scrocco, il detentore dei diritti ne ha un danno economico


Comprendo. Occhio alle parole, però. Quella che descrivi qui non è un'INTENZIONE, ma una NECESSITA'. Se sei agorafobico, la scelta di non andare al cinema non è una volontà, ma una circostanza. In quel caso: no, non sarebbe pirateria. Come non penso sia pirateria sue scarichi un'opera che non puoi legalmente acquistare perché nessuno te la vende (es. versioni originali di certe opere, indisponibili sul mercato italiano).

Tuttavia, il ragionamento funziona solo in quei casi in cui non esiste un altro modo per fruire dell'opera in maniera legittima, ricompensando l'autore


E comunque anche l'esempio del DRM di Paolo è fallace: se il detentore dei diritti del libro decide che posso usufruirne solo io sul mio lettore, togliendo il DRM lo rendo potenzialmente fruibile ad altri (fosse anche mia moglie sul "suo" lettore), quindi è una mancata vendita-danno economico.


No. La mancata vendita si configura quando qualcuno ottiene l'opera gratuitamente invece di pagarla. Togliere il DRM, da solo, non determina che qualcun altro fruisca dell'opera senza pagarla.

D'altronde, io la mia copia la posso -prestare- a chi mi pare, esattamente come un libro. Se non leggiamo il libro nello stesso momento, per esempio (magari solo perché presto il mio lettore), si tratta di un mancato guadagno? E teorizzare l'idea che non posso prestare il mio lettore con le opere che ho legalmente acquistato, o noleggiato, non è una limitazione ingiusta al mio diritto?

Queste sono domande a cui va risposto secondo criteri più elevati della semplice lettera della legge, appunto.


Lascia da parte le considerazioni su quanto sia "ingiusto" tutto questo: come dice giustamente Arcturus, una cosa sono gli alti principi morali umani, ma qui stiamo parlando di meri principi microeconomici.


Non puoi tralasciare questo ambito. Se non stiamo discutendo di giusto/ingiusto, di cosa stiamo discutendo? La lettera della legge è quella, non è un'altra; è banale. Se vuoi tenerti alla legge, rispettala e sii infelicemente schiavo.

Se invece ti chiedi se la legge sia ben fatta, cioè se sia giusta, allora devi parlare necessariamente di concetti come giusto/ingiusto.
@Asimov68
Se poi tutto questo sia giusto, oppure no, è un altro ordine di problemi.


Invece è la questione principale. La legge la sappiamo leggere tutti. E' se la legge è fatta bene o male che deve interessarci.


Quello che io penso è che nella commercializzazione delle licenze digitali, ci dovrebbe essere molta più trasparenza.


Lo pensi perché ti sei chiesto se la legge è giusta/ingiusta. Se dovessimo interessarci solo a ciò che la legge dice, non ti porresti il problema della trasparenza, ti limiteresti ad applicarla e basta.

Vuoi maggiore trasparenza perché senti che ora ce n'è poca, cosa che ti pare ingiusta.


Compro una licenza che ha dei limiti? Bene!


E' come dire: non posso dare il pane che io ho comprato ai miei figli, perché il venditore me lo vieta? Bene!


Dimmi chiaramente ed esplicitamente (non "compra" sul bottone di acquisto e tante piccole clausole in piccolo da qualche parte....) quali sono questi limiti, effettivi ed eventuali, e dimmi quanto costa.


Non posso dare il pane che ho comprato ai miei figli? Dimmelo esplicitamente, e dimmi quanto costa.


Se mi piace te lo compero.


Metà del mio stipendio? Se mi piace, te lo compero.


Altrimenti no.


Ok, no.

E sei senza pane. Per te e per i tuoi figli.


Sul DRM.
Se il DRM è inutile per i pirati e dannoso per gli onesti, e volete che sia tolto, boicottatelo. Non comprate prodotti protetti con il DRM che non vi piace.


Improvvisamente mi stai dicendo che se 1kg di pane costa metà del mio stipendio, non va più bene.

Ma come hai fatto? Per desiderare che sia tolto il DRM, bisogna prima considerarlo ingiusto.


E fate una campagna di opinione per la libera circolazione delle idee e dei prodotti culturali.


Andate in piazza e chiedete che il pane possa essere dato da voi ai vostri figli senza doverne comprare ell'altro.


Comprare un ebook e togliere il drm è un comportamento, prima che illegale, sterile.


Non togliere l'etichetta con i vincoli di acquisto dal pane. E' illegale.


Io, personalmente, i libri con DRM non li compro.


Mangio briosches.

--

Ok, ho usato toni voutamente ironici, nella seconda parte. Spero di non averti irritato, perché non è questo il mio intento.

Ritengo però davvero che questo tuo discorso sia ingenuo, perché (questa volta usando la metafora del pane in maniera meno faceta):

Il pane è il cibo del corpo.
L'informazione è il cibo della mente.
L'arte è il cibo dell'anima.

Non puoi rinunciare al pane, senza subirne un impoverimento. Non puoi rinunciare all'informazione, senza subirne un impoverimento. Pensi di poter rinunciare all'arte, senza subirne un impoverimento?

("arte" inteso in senso ampio)
@Acturus
ti pongo un quesito: e' la legge che si deve adattare ai cittadini o i cittadini che si devono adattare alla legge?
Se c'e' un comportamento che viene comunemente messo in pratica (ma che formalmente e' proibito) e che quindi la legge viene di fatto disattesa, e' necessario adeguare la normativa oppure scatenare un giro d'oppressione?
Ci sono cose che cambiano con il tempo, tra queste anche la morale. Fino agli anni '50 il topless era immorale (c'era la famosa buoncostume) adesso non lo e' piu'. Negli anni 20 era proibito consumare alcol negli USA, eppure la gente lo consumava lo stesso. E' stato piu' giusto abolire la norma oppure sarebbe stato meglio aumentare i controlli?
Secondo me e' la Legge che si deve adeguare ai costumi. Se il DRM viene costantemente violato (e non serve a proteggere dalla pirateria) probabilmente c'e' qualcosa che non va' in come il diritto d'autore e' applicato, e quindi bisogna rivedere la normativa...
@Acturus
La seconda ipotesi è quella di chi infrange la legge perché non gli va, non pubblicizza la cosa, non studia le norme a cui è contrario, spera solo di non essere beccato, vede le sanzioni come una scocciatura e se riesce non paga neanche quelle, e non fa nulla per cambiare le norme.
il 90% degli italiani? :)
scherzi a parte, viviamo in un sistema legislativo tale, talmente complicato e farragginoso che in un certo senso ti "costringe" a questo atteggiamento per non complicarti troppo la vita... C'e' bisogno di una semplificazione, oltre (come dicevo prima) di adattare la legislazione a quello che e' il comportamento comune e non viceversa...
Sir Edward,
scusami, può darsi davvero che semplicemente non ci siamo capiti. Nel mio commento #68 mi riferivo al tuoi commento #66, e al fatto che in esso c'erano delle affermazioni del tutto assertive come
Un'opera d'ingegno appartiene a tutti tanto quanto all'autore
che, letta così, sembrava l'affermazione di una persona che non conosce norme come l'art. 2580 del Codice Civile (prima per un errore di battitura ho scritto 2680), che stabilisce l'opposto, anche sulla base delle convenzioni internazionali.
Diciamo che se a un esame universitario di diritto privato una persona dicesse "Un'opera d'ingegno appartiene a tutti tanto quanto all'autore", difficilmente proseguirebbe la prova e sarebbe invitata a ripresentarsi all'appello successivo.

Però evidentemente non ci eravamo compresi. Ora mi sembra di capire che con quella frase stavi esprimendo la tua opinione, che è differente dal dato giuridico attuale.
Se il concetto che tu volevi esprimere con quella frase era "secondo me, anche se la legge stabilisce che «Il diritto di autore spetta all'autore ed ai suoi aventi causa», questa norma è sbagliata perché io invece penso che un'opera d'ingegno appartiene a tutti tanto quanto all'autore", allora va benissimo.
Riconosco di non aver cercato con più calma di capire il significato di ciò che volevi dire,e me ne scuso (però anche tu riconosci che potevi essere più chiaro nel far capire che ciò che spiegavi non era la realtà giuridica ma la tua opinione).

Infine: tu dici che questa discussione è sul tema: Le leggi italiane sul diritto d'autore sono rispettose in maniera bilanciata del diritto dell'autore di vedere ricompensato il suo lavoro e del diritto di tutti di fruire di una conoscenza o un'opera di ingegno?

Si, in parte, ma è anche sul problema se la legge ingiusta possa essere violata. E io su ciò mi sono espresso definitivamente nel commento #74: la violazione come protesta può esserci se appare come tale, compreso l'assumersi pubblicamente le conseguenze; la violazione del tipo "questa legge non mi piace, non la seguo e spero che nessuno mi becchi" non può esserci.

Sono due profili diversi che si sono sovrapposti nella discussione. Se il tema è "la legge sul copyright secondo me è giusta o no", io rispondo che non è totalmente ingiusta, ma che sotto diversi aspetti va cambiata (ma ora la osservo così come è).
SirEdwards,

secondo me l'esempio del pane è un po' fuori luogo, perché se il pane costasse mezzo stipendio semplicemente non lo compreresti oppure lo compreresti alla bottega accanto, dove costa un po' meno (vedi... legge della domanda e dell'offerta). Stessa cosa con il DRM: non ti conviene l'ebook. Non lo comprare... e in effetti io spesso non lo compro per questo esatto motivo! :) Perché costa troppo rispetto a quanto, a mio parere, dovrebbe costare.

Io sono stato un grande fautore dell'avvento degli e-book, e prevedevo la loro rapida espansione. Sbagliando, almeno per adesso (ma confermando a me stesso la sostanziale imprevedibilità del futuro). Ora ne ho due. Li uso molto raramente e sono tornato al libro di carta. Un po' perché i contenuti costano troppo - ancora la legge della domanda e dell'offerta - un po' perché più scomodi alla lunga di quello che pensavo. Credo anche che siano stati commercializzati male, senza grande convinzione.

Leggo che Google ha messo in vendita Boston Dynamics a causa di problemi di gestione interni che l'hanno resa poco efficiente. Come con la storia dei veicoli elettrici, non è facile prevedere se una certa tecnologia avrà successo o meno, e in quali tempi. Il successo di una soluzione tecnologica non è incisa sulla pietra, ma dipende fortemente ANCHE da eventi casuali, da scelte di mercato, e dalla capacità di qualcuno di capire come commercializzarla. Insomma, l'iphone forse non avrebbe avuto il successo globale che ha avuto se dietro, invece di un genio del marketing come Jobs ci fosse stata la burocrazia di Blackberry o un marchio meno brillante come Samsung. Magari qualcuno oggi starebbe ancora con il più sicuro Blackberry in mano...

Detto questo la legittimità di contestare o meno una legge non seguendola è questione vecchia e controversa come la società umana (forse più). Ridurla agli estremi (lo posso fare sempre/mai) mi sembra francamente un po' superficiale. Nel caso del DRM francamente credo che siamo in zona grigia e che ci sia qualche motivo di grosso malcontento se, avendo "comprato" una cosa la si rende inaccessibile per semplici giochi finanziari tra aziende.

Questa cosa dei e-libri mi coglie un po' di sorpresa, ho due kindle.

Volevo fare una domanda: chi è "fisicamente proprietario" del libro? Amazon o la casa editrice?

Non ci capisco più nulla.
Guido Pisano:

ti pongo un quesito: e' la legge che si deve adattare ai cittadini o i cittadini che si devono adattare alla legge?

La legge deve adattarsi ai cittadini, assolutamente, ma i cittadini devono osservare la legge.

Se c'e' un comportamento che viene comunemente messo in pratica (ma che formalmente e' proibito) e che quindi la legge viene di fatto disattesa, e' necessario adeguare la normativa oppure scatenare un giro d'oppressione?

È necessario adeguare la normativa. Non l'ho mai negato. Ho sempre detto anzi che non sono favorevole alle attuali norme sul diritto d'autore (o almeno a parte di esse) e che quindi secondo me devono cambiare.

Ci sono cose che cambiano con il tempo, tra queste anche la morale. (...)
Secondo me e' la Legge che si deve adeguare ai costumi.


Ma assoltamente sì! L'ho mai negato? Io ho contestato solo chi, anziché fare di tutto per camibiare le leggi che non gli vanno, adotta l'approccio del "le vìolo e spero che nessuno mi secchi".


Se il DRM viene costantemente violato (e non serve a proteggere dalla pirateria) probabilmente c'e' qualcosa che non va' in come il diritto d'autore e' applicato, e quindi bisogna rivedere la normativa...

Questo è da vedersi caso per caso. La domanda è "la ripetuta violazione della norma è sintomatica del fatto che la norma debba essere cambiata?" Risposta, a volte sì, a volte no.
Se molti non rispettano il limite di velocità che in una strada a 4 corsie è irragionevolmente a 30 kmh, significa che forse è il caso di modificare quel limite (ma non di toglierlo del tutto!). Se però molti non pagano il biglietto del bus forse invece è semplicemente il caso di aumentare i controlli. Quindi, il significato della violazione lo si vede nelle circostanze specifiche.
Nel caso specifico dei DRM, la situazione è così articolata: io sono convinto che la presenza di un alto tasso di violazioni sia certamente sintomatica (insieme ad altri fattori) della necessità di modificare la legge, in modo da ottenere un migliore equilibrio fra diritto di proprietà intellettuale e libertà di fruizione. Ma questo non significa che io, persona onesta (pur prendendo atto della significatività di un alto tasso di violazioni) nel frattempo in cui mi attivo per far cambiare la norma, non continuo ad osservarla.
Guido,
scherzi a parte, viviamo in un sistema legislativo tale, talmente complicato e farragginoso che in un certo senso ti "costringe" a questo atteggiamento per non complicarti troppo la vita...

Ma è evidente che questo è il pensiero dominante. Io però sono convinto che anche in un sistema complicato e farraginoso prevalga l'onestà e si possa fare in modo da seguire le norme. Non lo dico in astratto: faccio di tutto per metterlo in pratica. Semplicemente, per stare in tema, acquistando un brano su iTunes anche se so che un mio amico potrebbe "passarmelo".

C'e' bisogno di una semplificazione, oltre (come dicevo prima) di adattare la legislazione a quello che e' il comportamento comune e non viceversa...
Ma assolutamente sì! Non sto difendendo le leggi, sto difendendo il principio per cui le leggi sbagliate devono (e possono) essere cambiate, ma sempre con gli strumenti che per fortuna le norme stesse ci mettono a disposizione. Se oggi non paghiamo più il bollo della patente è perché i nostri rappresentanti in parlamento un giorno hanno emesso una buona legge e lo hanno abolito. Ci lamentiamo (giustamente) per ciò che non migliora, ma forse percepiamo poco che attraverso i vari struimenti della politica e della giustizia molte cose, negli ultimi dieci, venti o cinquant'anni, sono anche migliorate... in Parlamento ci sono mille persone, ci sono di certo i peggiori imbecilli, ma (se non siamo qualunquisti sappiamo che) ci sono anche persone oneste che promuovono disegni di legge giusti (di cui la tv e i giornali parlano molto meno). E ci sono giudici che emettono sentenze valide. È lì che bisogna agire, anche per i DRM.
`
@ Arcturus

scusami, può darsi davvero che semplicemente non ci siamo capiti.

[...]Ora mi sembra di capire che con quella frase stavi esprimendo la tua opinione, che è differente dal dato giuridico attuale.


Si tratta della mia opinione, sì. Lo stato giuridico è quello descritto dalle leggi, ma non è detto che sia scritto secondo giustizia, o anche solo secondo sensatezza.

Le leggi sbagliate esistono, insomma; e quando esistono possono dare a certe persone il potere di compiere ingiustizie o di approfittarsene. Ma a norma di legge.

La prima questione è se siamo in questa situazione, e il modo in cui vengono gestiti i diritti digitali ci dice che quantomeno la legge è incompleta.

Questo ci riporta al tuo altro dubbio: si può infrangere una legge ingiusta?

Se hai stabilito che la legge è ingiusta; sì, si può infrangere, io penso. Comunque vada tocca fare i conti con il fatto che infrangere la legge porta conseguenze. Bisogna assumersene la responsabilità, anche solo in potenza.

Non è detto che sia saggio infrangere una legge ingiusta. Magari lo è solo parzialmente, magari a rispettarla non perdi abbastanza da giustificare il rischio della punizione, magari è nata giusta in un mondo diverso e poi è stata male adattata al cambiamento dei tempi.

Ma magari è vessatoria, come il divieto di eliminare il DRM, anche quando questa azione non comporta il fatto di lucrare sull'opera di ingegno altrui, né di produrre vantaggi economici ad altri. In quel caso, f**k the DRM.

D'altronde, se posso fare book-crossing, non posso prestare (cedendola temporaneamente) la mia copia digitale a qualcun altro? E se facessi una copia dell'opera da dare all'altra persona, ma non vi accedessimo mai contemporaneamente? Infrangeremmo qualche diritto o gli ho solo prestato un libro?

E non si può certo dire che sia sbagliato e basta copiare, perché Netflix condiviso, per esempio, si basa esattamente sullo stesso concetto: due persone accedono allo stesso servizio, da due luoghi diversi, ma in momenti diversi.

Ho capito che in un caso è possibile controllare, nell'altro è impossibile copiare, e nel terzo si ha incertezza, ma è chiaro che il punto centrale non è tanto l'esistenza di più copie della stessa informazione, quanto la fruizione contemporanea da parte di più utenti. Che è un'altra cosa.

Ma anche qui c'è un problema:

Secondo la logica di chi sostiene il DRM, fare una copia dell'opera equivale a evitare che una copia legale venga acquistata. Ma non è affatto così.

Se io leggo il libro a 50 persone insieme, sto infrangendo il copyright? E se lo leggo a una persona per volta, 50 volte? E se lo leggo a una sola persona? E se sono 50 persone insieme, ma cieche?

Secondo la logica del DRM, ognuna di queste cose è vietata, perché ne fruisce più di una persona. Così che potresti essere multato per aver letto una fiaba a tua figlia di 9 anni. Sa già leggere, dovrei comprargliene un'altra copia e dovrebbe leggersela da sola.

Allora: più copie non va bene; più persone pagando una volta sola neanche. E allora?

Allota chiusura, difesa, barriera, paura, rigore... vessazione dell'utente onesto e del suo diritto di usufruire dell'opera.

Perché i contorni tra usufruire di un'opera d'arte e provocare un danno a chi ne possiede i diritti sono decisamente sfumati.

Il DRM è un tentativo maldestro di regolare un problema che prima non esisteva; ci riesce, grazie, ma ignorando i diritti dell'utente e distruggendoli. Getta il bambino con l'acqua sporca, insomma.

Il DRM è ingiusto. Se una legge lo consente e sostiene, è ingiusta. Infrangere questa legge può portare conseguenze, ma moralmente è ineccepibile.

Opinione, chiaramente.
@ pgc
secondo me l'esempio del pane è un po' fuori luogo, perché se il pane costasse mezzo stipendio semplicemente non lo compreresti oppure lo compreresti alla bottega accanto, dove costa un po' meno

Non lo trovo così fuori luogo. Decisamente si tratta di un esempio estremo (l'ho anche specificato), ma non fuori luogo.

Il fatto è che l'arte non è un bene replicabile. Le opere di un artista non possono essere vendute da un altro artista.

Ogni panetteria vende solo un tipo preciso di pane. I meccanismi di domanda e offerta non si applicano nella stessa maniera. E d'altra parte, se i panettieri, o i supermercati, facessero cartello, avresti problemi analoghi anche col pane.

La mia metafora nasce dal fatto che l'arte non è un bene superfluo per il benessere degli esseri umani, ma un elemento fondamentale, come il pane per i loro corpi. Certo il suo impatto è solo a lungo termine, ma senza arte la gente si deprime, o si mostrifica. In entrambi i casi il risultato è terribilmente inefficiente e impoverisce sia la persona che la società.


non ti conviene l'ebook. Non lo comprare...


Va tutto bene, fin quando puoi comprare la copia cartacea e accedere alle stesse opere in altra forma. Va male quando la copia cartacea di quell'opera non esiste più.


Io sono stato un grande fautore dell'avvento degli e-book, e prevedevo la loro rapida espansione.


Appunto.


[...]sono tornato al libro di carta.


Perché il libro di carta esiste ancora.


Detto questo la legittimità di contestare o meno una legge non seguendola è questione vecchia e controversa come la società umana (forse più). Ridurla agli estremi (lo posso fare sempre/mai) mi sembra francamente un po' superficiale. Nel caso del DRM francamente credo che siamo in zona grigia e che ci sia qualche motivo di grosso malcontento se, avendo "comprato" una cosa la si rende inaccessibile per semplici giochi finanziari tra aziende.


Lo penso anche io.
Curiosamente, proprop in questi giorni si è verificato un caso di un libro "condannato a morte", he illustra a meraviglia quali sarebbero le fosche implicazioni di libri esclusivamente digitali. Perchè è beninteso sempre possibile bruciare o mandare al macero i libri cartacei, ma la cosa richiede tempo, pazienza, soldi e impegno, e in ogni caso non si può mai essere sicuri che qualcuno non conservi la copia in suo possesso.

Fortissime pressioni provenienti da una lobby che non starò a descrivere per non suscitare flames, ma che chi fosse interessato potrà facilmente scoprire da solo, hanno costretto la casa editrice McGraw-Hill a ritirare un testo universitario di scienze politiche, "Global Politics: Engaging a Complex World". L'editore si è dovuto impegnare non solo a togliere il libro dal commercio, ma proprio a farlo sparire, ricomprando al prezzo di copertina le copie già vendute per distruggerle.

Data la forza della lobby di cui sopra, è molto probabile che la stragrande maggioranza dei college, delle biblioteche e delle librerie americane si affretteranno a disfarsi delle copie in loro possesso. Ma forse non tutti, e in ogni caso ben pochi dei privati.

Invece per far sparire ogni riferimento al libro dalla pagina web della McGraw-Hill è bastato un click. E se il libro fosse stato solo presente come contratti di lettura su apparati digitali, lo stesso click li avrebbe cancellati tutti in un istante.
Libro ritirato un corno! Da una ricerca con Google, lo si trova comodamente su Amazon e in tanti siti anche giapponesi. Siccome una serie di disegni mostra il territorio sottratto ai palestinesi dal 1948 ("fondazione" dello "stato" di Israele) ad oggi, un attivista sionista - a giudicare dal nome - ha protestato. Ma inutilmente. E la tentazione di mandare al tizio le vignette satiriche sugli ebrei che trovo in Rete è MOLTO forte. ;-)
@illupodellaluna hai ancora un sintolettore cd in auto? Ma che schifo. E se domani arriva un onda elettromagnetica e ti frigge i lettori? Ahi ahi ahi.
Il punto è un altro. In democrazia che sia carta o che sia ebook poco importa. Ti compri l'audio o il filmato o il libro digitali te li scarichi sul tuo computer, sul tuo hdd, sul tuo che ti pare a casa e te lo tieni per sempre. Non perdi nulla.
Se invece hai paura di perderti qualcosa te lo fai su carta, su cd, su vinile che sicuramente dura di più, su pellicola, etcetc. Dura di più, forse, ma la ridondanza è zero. Senza affrontare il tema qualità dei supporti. Un prodotto digitale lo trasferisco da una tecnologia a un altra p, la carta marcisce e non parliamo delle pellicole di un tempi che fu.
Se domani arriva la dittatura è più facile nascondere una biblioteca all'indice su una pendrive che un singolo tomo in versione economica in carta.
La messa la bando dei testi vietati riusciva bene anche all'inquisizione e non è che ci fosse tecnologia anzi...
La tecnologia permette una ridondanza impensabile e più un informazione è ridondante e diffusa e facilmente trasmittibile più è difficile da cancellare.
Il resto sono corbellerie da complottisti che non mi aspetterei di leggere da queste parti.
Piuttosto sarebbe il caso di pensare ad una legge che obblighi alla pubblicazione di ebook di testi che soni divenuti rari perché chi ne detiene i diritti di copyright non ne fa ristampe e pubblicazioni da decenni o derubricarne il reato di copia per diffusione abusiva. Occorre favorire la ridondanza e la diffusione col supporto che più troviamo consono al tempo che è, non ne esiste uno migliore o peggiore, ma più ce ne sono meglio è.
E i libri come li conosciamo oggi li dobbiamo alla stampa a caratteri mobili, una tecnologia che certo non puntava alla conservazione del tomo nel tempo ma alla massima diffusione e alla ridondanza.
@Christian Franzone

Questo è il motivo per il quale la stampa avrebbe dovuto andarci piano con le balle, i fotomontaggi, i video realizzati con attori in costume.

Neanche io voglio accendere un flame su cosa sia legittimo fare quando un Gargamella a caso ti vuol prendere e conciare in saponette, ma nell'oceano di fotografie con due soli (plurale di sole), di morti che si rialzano, di scritte su elmetti perfettamente nere e perfettamente allineate con l'obbiettivo della macchina fotografica... "l'ebreo più malvagio del mondo" che tira vino alle vecchiette, vomita su muri e soffitti,

Quando qualcosa succede sul serio, è piuttosto semplice trovare qualche cazzata tale che nessuno può dire robe tipo: "forse c'era uno specchio di 50'000 km quadri nel cielo, ad una cinquantina di chilometri dal suolo in quel momento." senza insultare la propria intelligenza.

Ritengo che bastonare chi produce bufale, anche quando queste sono solidali con la propria visione di un conflitto sia cosa proficua, prima ancora che morale o immorale.

Chi ha qualcosa contro il sionismo dovrebbe prendere questa opzione in considerazione, se vuole risultati migliori che vedere l'avversario tenere la posizione con disinvoltura imbarazzante.

Questo è tutto quanto ho da dire qui sulla questione "Area972"
"Libro ritirato un corno!"

Informarsi prima di commentare, pratica sconosciuta...

https://www.insidehighered.com/news/2016/03/08/mcgraw-hill-education-withdraws-textbook-maps-viewed-anti-israel

Comunque sì, il libro è (ancora, non so domani) disponibile su Amazon e altri siti. Il che però dimostra proprio il mio punto, e cioè che far sparire un libro cartaceo è molto più difficile che non fare lo stesso con qualcosa, che esiste solo in un cloud.
Forse una via di mezzo sarebbe togliere la gestione dei DRM alle case editrici e affidarlo a enti tipo quelli che forniscono i domini .com, .it, ecc...

Una casa editrice, nel momento della vendita di un'opera, ne "attiverebbe" una licenza di lettura presso questi "provider" di DRM.

Questo tipo di chiavi di protezione dell'opera potrebbero essere progettate in modo da essere "prestabili" o cedibili da parte del lettore mediante una funzione del reader o attraverso una procedura online, in modo da consentirne la fruizione ad un altro. In tal modo si avrebbe il corrispettivo elettronico del prestito o del regalo.

Nessuno potrebbe leggere lo stesso libro, ascoltare lo stesso brano o vedere lo stesso film contemporaneamente, esattamente come avviene per i libri cartacei.

Le biblioteche potrebbero avere più DRM di ogni opera e potrebbero attivare il prestito a tempo: un sistema automatico disattiverebbe l'ebook allo scadere del prestito.
Sarebbe così impossibile perdere un libro.

Non credo che ciò sia tecnicamente impossibile

Un sistema del genere eviterebbe anche situazioni spiacevoli tipo quella di Nook.

Soprattutto si avrebbe una vendita perché la "licenza di lettura" sarebbe perpetua.

Non ci sarebbe nemmeno un aggravio di costi da sopportare da parte delle case editrici.
In pratica, ciò che le case editrici devono fare in proprio, con i relativi costi, sarebbe delegato all'esterno.

Certo il rischio di censura resta: magari uno stato potrebbe bloccare la fruizione di certe opere o potrebbe bloccarne la vendita ma ciò avviene anche per i libri cartacei se poi il database dei DRM fosse distribuito e avesse una struttura tipo i bitcoin, la censura potrebbe diventare molto difficile da praticare.

E' una trovata totalmente stupida?
@ebonsi
In certi casi bisognerebbe rispondere con la grazia "atea" di un Orazio (Satira 1,9):

«Vin tu curtis Iudaeis oppedere?». «Nulla mihi» inquam «religio est».

«Non vorrai mica "trullare" (1) gli ebrei circoncisi ?»
«Stai a sentire, per me le religioni sono tutte uguali: non valgono nulla.»

1. offendere, spetezzare, sbombardare
Vi svelo una cosa: la proprietà dei diritti d'autore "scade". http://www.altalex.com/documents/leggi/2014/03/12/diritto-d-autore-innalzato-da-50-a-70-anni

Quindi se un editore li detiene e non pubblica non è un problema. Dopo un po' i diritti dell'opera saranno disponibili.

Sulla durata dei supporti, in Germania esiste un archivio di tutti i CD Audio pubblicati in Europa dal 1986 ad oggi. A quanto so in molte aziende ci sono delle policy sui backup e sulle copie dei supporti di backup medesimi proprio per evitare problemi di obsolescenza del supporto. Per i formati invece non c'è niente da fare: non si può imporre "per legge" un formato come non si può imporre per legge una lingua. La storia dell'informatica ci insegna che gli standard diventano standard "de facto" indipendentemente da come sono stati progettati.

[Offtopic] Quanto alla mia autoradio eh... non ha l'ingresso usb perché la Fiat ha deciso così ed è già buono che legga gli mp3. Volevo usare il nexus 7 al suo posto ma purtroppo quel tablet funziona veramente male. Cambiarla significa perdere la funzione dei comandi al volante e del display sul quadro strumenti che sono piuttosto comodi. Potrei usare un vecchio netbook per emulare un lettore CD multiplo ma manca la documentazione per farlo andare d'accordo con l'autoradio..
@ebonsi

In realtà hai ragione.
Tante cose legate ad una sola chiave o ad un solo rubinetto, conferiscono un enorme potere sulla mano che controlla tale chiave o rubinetto.

La gente dovrebbe un attimo pensarci.

OK, cari ribelloni, siete pronti a sbranare tigri e violentare orsi bianchi. Siete pronti a mangiare riso crudo e bere acqua di pozzanghera per tutta la vita, siete pronti a vivere nella foresta senza radio a transistor, siete persino pronti a non fumare marijuana. Vi applaudiamo pertanto, ma chiedetevi questo: siete altrettanto pronti a dire alle vostre donne: "niente più diamanti, niente più scarpe graziose, tienti i capelli del colore & piega che J.C. ti ha dato" ?

Lì è dove la tigre deve decidere se andare avanti o se tornare nella sua gabbietta a mangiare la carne di cavallo che il domatore le elargisce.
@Acturus
d'accordissimo sul fatto che come italiani tendiamo a lamentarci e continuare a fare quello che ci pare, e in effetti il sistema legislativo riflette questo nostro atteggiamento, senza contare il fatto che non puoi "scontrarti" legge per legge e cambiarla una per volta. Non si tratta di una norma o due ma dell'intero blocco.
Sul DRM inoltre c'e' un problema diciamo "filosofico" c'e' un aspetto culturale da tutelare e non puoi aspettare che cambino le regole per il semplice fatto che rischi di tramandare un "buco" ai posteri. Quindi l'eventuale trasgressione della norma, secondo me, diventa necessaria per scopi culturali...
@SirEdward

Se hai stabilito che la legge è ingiusta; sì, si può infrangere, io penso. Comunque vada tocca fare i conti con il fatto che infrangere la legge porta conseguenze. Bisogna assumersene la responsabilità, anche solo in potenza.

premetto che sono d'accordissimo con te, ma acturus sollevava un'altra questione, non tanto di quello che sostiene che la legge sia ingiusta e sia disposto a pagarne le conseguenze, quanto del tipico italiano medio al quale la legge da' generalmente fastidio non quanto giusta/ingiusta ma in quanto piuttosto insofferente per natura a qualsiasi tipo di legislazione che limiti i suoi diritti (ma non quelli degli altri of course).
Il DRM e' un'applicazione sbagliata del diritto d'autore perche' non tutela la cultura (checche' se ne dica una copia legale o illegale che sia e' comunque un'opera d'ingegno in piu' aggiro - e se non fosse stato possibile copiare delle opere degli antichi a noi non sarebbe arrivato niente o quasi) perche' non tutela gli autori, perche' vessa gli utenti onesti in tutti i modi possibili ed immaginabili mentre i "disonesti" non sono minimamente toccati e soprattutto perche' limita la diffusione nel futuro di quella che e' la cultura odierna...