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No, dal 12 aprile Facebook non permetterà di sapere chi ha visto il vostro profilo

“Dal 12 aprile Facebook ti mostrerà chi visualizza il tuo profilo e quante volte lo fa”. È un esempio del testo di un allarme che sta circolando su Facebook e sta creando parecchia ansia fra gli utenti. Questo social network, infatti, non consente all’utente di sapere chi ha visualizzato il suo profilo e quindi i curiosi e gli stalker possono sfogliare i profili altri senza lasciare tracce (e al tempo stesso noi ci salviamo dagli amici che ci chiederebbero come mai non seguiamo il loro interessantissimo profilo).

Niente panico: è un falso allarme che riaffiora periodicamente. Come segnala giustamente David Puente, non c’è nessun annuncio ufficiale da parte di Facebook. Anzi, è importante evitare i vari siti e le varie app che promettono di far sapere chi ha visto il nostro profilo: si tratta di esche golose che di solito nascondono virus, rubano password o contengono altre trappole informatiche.


Fonti aggiuntive: Bufale Un Tanto Al Chilo.
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Commenti
Commenti (10)
LinkedIn, che in quanto a inutilità se la batte con FB, permette di vedere chi ha visitato il tuo sito, e io trovo la cosa in realtà alquanto scocciante.
Un altro esempio di quanto sia trogloditico facebook.
Che male c'è se so chi ha visitato il mio profilo? O se so che gli altri sanno che li ho visitati? Solo in facebook una cosa del genere può essere vista come un problema.
Una funzione del genere c'è su anobii, e l'ho sempre trovata comodissima: posso sapere subito chi sono le persone con cui c'è più sintonia, e mi fa piacere sapere che sia così anche per gli altri quando sanno che li visito.
Naturalmente facebook ha una serie di problemi che creano invece controindicazioni qualora si avesse una funzione simile. Per esempio il fatto che si debba utilizzare necessariamente il proprio nome e cognome (assurdità: il "diritto al nickname" è una delle regole non scritte di Internet, e ovviamente non significa segretezza della persona, comunque individuabile), o il fatto che per interagire in Rete si debba essere "amici" anche nella vita materiale (altro vincolo inutile nel contesto della Rete: infatti in tutti gli altri social network avviene l'inverso, si interagisce tramite avatar e si creano contatti tendenzialmente autonomi da quelli delle interazioni fisiche. Si pensi solo a twitter...).
I problemi di facebook sono questi, è chiaro che in tale contesto per alcuni sarebbe impraticabile la funzione di visione dei visitatori. Questo però non è un problema della funzione in sé (che negli altri social può funzionare benissimo), bensì del sostrato, ossia le regole di facebook, che sono tendenzialmente contrarie a tutte le consuetudini del web (infatti larga parte delle persone che entra direttamente in facebook non sa neanche che cosa sia il web).
I problemi del Tomo delle Facce di Merda non stanno nel poter vedere o meno chi accede al proprio profilo (anche se quella riportata nel post è una bufala che muggisce da quando il TFM è nato): stanno nel fatto che in ogni caso non c'è nessuna forma di controllo su chi si iscrive - uno potrebbe registrarsi, che so, come Paolo Sgomberonte e nessuno gli chiederebbe mezzo documento d'identità - e nemmeno su quello che viene pubblicato, tant'è vero che pagine che continuano a inneggiare al razzismo e alla violenza rimangono tranquillamente in piedi, mentre magari una pagina innocua viene censurata solo sulla base delle segnalazioni di un'accozzaglia di ciberbulli, senza effettivamente verificarne i contenuti. Quindi, direi che sapere o meno se qualche ciberbullo ha visitato il proprio profilo sia una questione assolutamente di lana caprina.
da diversi anni ho disattivato la piattaforma delle applicazioni su Facebook



E non ne sento assolutamente più il bisogno.

Nessun gioco o applicazione di Facebook mi può mandare inviti.


Se dovessi averne bisogno per qualche minuto posso sempre riattivarla e disattivarla poco dopo.


https://www.facebook.com/settings?tab=applications

Cliccando quel link nel riquadro
Applicazioni, siti Web e plugin
Ti consente di usare applicazioni, plug-in, giochi e siti Web su Facebook e altrove.
Opzione attiva

Modifica

Si clicca su modifica

e poi sul link a sinistra disattiva piattaforma

È vero che se non ci sono le notifiche di visita del profilo un simpatico stalker potrebbe impostarsi come homepage il profilo di una sfortunata pulzella e passare le sue ore di veglia a seguirne ogni minimo aggiornamento, senza che quest'ultima si renda conto di niente, ma qui vale la regola per cui se non vuoi che qualcosa sia vista, non pubblicarla.

Potrebbe essere peggiore lo scenario opposto, in cui esistono le notifiche di visita, e ogni volta che la sfortunata pulzella sbaglia malauguratamente un click e apre il profilo del simpatico stalker, riceve dopo pochi millisecondi una raffica di messaggi del tipo "eheheheh ho visto che hai visitato il mio profilo eh?;)))", "ti è piaciuto del cane che va sullo skateboard???", "allora hai letto la poesia che ho condiviso pensando a te?" e così via.

Credo che l'utente medio sia più cosciente delle conseguenze per la propria privacy e la propria reputazione di quello che pubblica, piuttosto che delle pagine che visita magari anche per errore.
Ogni volta che leggo articoli come questo mi convinco sempre di più che abbandonare facebook fu scelta saggia. Non solo per questo, intendiamoci, ma anche per questo. E nonostante ne sia fuori ormai da più di un mese, non ne sento alcuna mancanza :)
Sara' che ci lavora un mio caro amico e forse sono parziale.. Oppure mi rendo conto piu' di altri che e' gestito e formato da persone normali (nel bene e nel male) e non da indefinite entita' maligne, ma io tutto questo astio nei confronti di facebook non lo capisco. E' un'azienda che offre un servizio, per altro gratuito, a centinaia di milioni di persone, quindi sicuramente di non facile gestione; ad usarlo bene ed in modo sano i rischi sono limitati, e, se non piace, non c'e' nessuno che ci obbliga ad usarlo.

Posso capire benissimo critiche costruttive (che poi un'azienda puo' decidere se accogliere o meno), ma l'astio o l'odio proprio no..
Non capisco il problema della privacy in Facebook nei confronti di chiunque. O meglio capisco che praticamente nessuno di quelli che si lamentano ha analizzato le impostazioni di visibilità del proprio profilo e dei post che si pubblicano. Volendo si può apparire "invisibili" agli estranei, non ricercabili, si può bloccare chiunque, si può postare qualcosa rendendolo visibile solo a determinate persone, insomma c'è praticamente la possibilità di gestirsi come uno meglio crede. Solo che bisogna perderci qualche minuto, per cui nessuno ci mette le mani "pecche non si mica come funziona!" Invece una bella app, pronta e confezionata che ti promette di fare tutto questo per te viene installata immediatamente senza se e senza ma.
se facessero na cosa del genere.. fesbuk chiuderebbe in un mesetto.. o forse meno...
Un altro esempio di quanto sia trogloditico facebook.
Che male c'è se so chi ha visitato il mio profilo? O se so che gli altri sanno che li ho visitati? Solo in facebook una cosa del genere può essere vista come un problema.


No, è un problema di tutti i social network, che infatti nella quasi totalità dei casi non contemplano questa opzione, proprio perchè può generare scontentezza negli utenti e portare a conseguenze spiacevoli. Se lo fanno Anobii o LastFm, la cosa risulta più accettabile, perchè entrambi i social sono incentrati su un unico argomento (i libri o la musica) che si spera possa metterci in contatto con altra gente che ha i nostri stessi gusti. Se lo fa un social che invece contempla molte più informazioni, diventa molto difficile capire i motivi per cui una persona passa molto tempo sul nostro profilo e, spesso, la cosa può portare a fraintendimenti, con risvolti anche decisamente imbarazzanti o gravi.

Non giriamoci attorno, sappiamo benissimo quali i motivi per cui una persona potrebbe voler sapere chi visita il suo profilo: è un modo per capire quanto si è "popolari", ma anche per scoprire se tra i visitatori ci sono la lei/il lui dei propri sogni oppure quelle persone che si desidera far crepare d'invidia...insomma, le solite meccaniche da social network, decisamente ridicole, ma che di fatto esistono e, anzi, muovono gran parte dell'utenza (anche se poi, quando chiedi in giro, nessuno ammetterà mai queste finalità).
Tutto questo si basa però sul presupposto che è lo stesso utente, spesso peccando di eccessiva autostima, a stabilire il motivo per cui Tizio visita regolarmente il suo profilo: ammirazione, invidia, interesse sentimentale/sessuale... Ma questo discorso, purtroppo vale anche quando tra i visitatori assidui compare qualcuno che non è di proprio gradimento. E allora ecco che immediatamente questa persona viene additata come "stalker" e asi arriva a paventare scenari in cui potrebbe diventare addirittura un pericolo reale. Credo che nessuno potrà accusarmi di sessismo se dico che è molto più facile riscontrare questo atteggiamento nel gentil sesso, a prescindere dal fatto che il presunto stalker sia un uomo (quindi uno che "ci vuole provare") oppure una donna (che evidentemente vuole controllarla e/o mettersi in mezzo tra lei e il suo compagno). In ogni caso, finchè si tratta di uno sconosciuto/a basta bloccarlo, ma quando si tratta di una persona che si conosce nella vita reale, diventa una situazione molto più difficile da gestire.

Il problema, come si evince, non nascerebbe quindi da chi visita assiduamente un profilo (e che non necessariamente lo fa con una mano infilata nei pantaloni) ma da come questa informazione viene interpretata dal possessore del profilo. Basta vedere quanti casini sono stati causati da quando è stata introdotta la notifica che ti dice se e quando è stato letto un messaggio in chat. Ecco perchè in questi casi è assolutamente meglio non sapere (e non far sapere) la frequenza con cui viene visitato un profilo: si tratta di un'informazione troppo fraintendibile, che è meglio non lasciare nelle mani deli utenti.

A me comunque fa molto più ridere (anche se amaramente) il fatto che tra quelli che si lamenterebbero di una feature del genere, sono poi gli stessi che in altre situazioni dichiarano di non avere nulla da nascondere.